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Ancora una bella notizia dal mondo dei Teatri lirici. Dopo quella relativa al Maggio Musicale Fiorentino in cui si cominciano a vedere segni di ripresa grazie soprattutto al coordinatore artistico Pierangelo Conte, (vedi postecco che da un altro teatro importante come quello della Fenice di Venezia arrivano segni positivi.

Sono sempre più convinta che se ci sono le persone giuste e appassionate a guidare le importanti istituzioni, si riesce a fare della cultura  un vero business  come nei grandi teatri esteri.

«Quest’anno il botteghino ha superato per la prima volta nella storia 9 milioni di euro. Entusiasti di servire al meglio la vostra passione! Risultati importanti e concreti». È stato lo stesso sindaco Luigi Brugnaro, con questo messaggio sul suo profilo twitter a rendere noto l’importante risultato economico raggiunto dal Teatro La Fenice, i cui ricavi da biglietteria sono in crescita costante negli ultimi anni.

Se alla fine del 2016 ci si era fermati a 8 milioni e 675 mila euro quest’anno, con ancora circa un mese e mezzo di programmazione davanti, è ipotizzabile si possano raggiungere anche i 9,2 milioni di euro di introiti.

Risultato eccellente per una fondazione lirica che ha un bilancio complessivo di poco più di 34 milioni di euro e che dunque copre quasi un terzo di esso grazie appunto agli incassi del botteghino.

Una rarità, in un panorama piuttosto disastrato per le fondazioni liriche italiane, che mette in sicurezza la fondazione lirica veneziana, che vedrà quest’anno crescere di oltre un milione di euro – con circa 16 milioni e 328 mila euro – anche i finanziamenti statali del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo. In aumento anche la produzione, con le rappresentazioni liriche che quest’anno passeranno da 145 a 150, i balletti da 5 a 14, i concerti di musica sinfonica da 38 a 40.

Il bilancio 2017 si chiuderà ancora in pareggio e anche il bilancio 2018 appare blindato, con una previsione di incassi di circa 10 milioni di euro, dei quali 2,5 già ottenuti in prevendita.

Risultati di cui può giustamente fregiarsi il sovrintendente uscente Cristiano Chiarot, che si è dimesso circa un mese fa – dopo alcun i mesi di interregno – per assumere in esclusiva la guida del Maggio Musicale Fiorentino, anche su sollecitazioni – estese a Brugnaro, che le ha a malincuore accettate – del ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Il passo successivo ora spetta appunto al sindaco di Venezia e presidente della fondazione lirica che oltre a rallegrarsi giustamente dell’ottimo andamento della Fenice anche dal punto di vista economico e gestionale, deve fare la sua parte, nominando appunto il successore di Chiarot ed evitando che dal punto di vista istituzionale la Fenice resti nel limbo attuale. Cioè senza sovrintendente, con il direttore generale Andrea Erri, che ha il potere di firma ma non può ovviamente ricoprirne il ruolo e con il direttore artistico Fortunato Ortombina ancora al suo posto, ma che è proprio colui che dovrebe prendere il posto di Chiarot, garantendo la continuità gestionale di cui il teatro ha bisogno per mantenere il livello raggiunto. Sta dunque a Brugnaro adesso convocare quanto prima il Consiglio di Indirizzo della Fenice e proporre il nome del successore di Chiarot. FONTE http://m.nuovavenezia.gelocal.it/venezia

 

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ressaTorno adesso da una mattinata al botteghino del Teatro Lirico.

Ero in coda dalle 9,30, (ma c’era chi lo era dalle 8), per poter trovare dei posti decenti in abbonamento per i miei parenti, per la stagione Lirica alle porte. Non vedevo tanta ressa da molti anni, da quando cioè l’organizzazione biglietteria era diventata a dir poco perfetta e gli impiegati erano attenti a smistare nel modo più adeguato gli abbonati, mettendoli in condizioni di non subire disagi, anche attraverso le telefonate e le mail per le prenotazioni .
Purtroppo la scena vista oggi mi ha fatto pensare ad una regressione di tutto questo: la gente era scontenta pronta a rinunciare se non avesse trovato i posti degli anni scorsi. La direzione quest’anno, sicuramente per problemi economici, ha dovuto sopprimere ben due turni: un turno matinèe e il turno prova generale dedicata alle associazioni ed ai parenti dei dipendenti. Chi era abbonato in questi due turni avrebbe dovuto trovare posto fra quelli scartati da chi ha avuto la possibilità di scegliere o riconfermare i vecchi abbonamenti. Il botteghino era veramente nel caos nonostante le impiegate stessero cercando di accontentare un po’ tutti. A completare il tutto, qualche minuto prima dell’apertura camminava fra la gente un’ospite poco desiderato, molto confuso che forse si domandava come mai tanta confusione in casa sua.

Guardatevi il video e capirete.
Comunque, aldilà di tutto, sapere che la gente vuole la lirica a tutti i costi mi conforta e soprattutto dovrebbe far riflettere chi in questo anno ha sparato a zero affermando che gli spettacoli lirici non interessano a nessuno.


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