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La prestigiosa giuria formata da Luciana D’Intino, Eva Mei, William Matteuzzi, Pietro Mioli e Piero Leoni non ha avuto dubbi nell’assegnare il Primo Premio del concorso “Abbado” al sopranista Ettore Agati . Il concorso che si è svolto a Bologna, prevedeva varie sezioni. Agati partecipava per il canto lirico.

Ettore Agati è di Iglesias, ha 25 anni , ed è laureando al Conservatorio “G. P. da Palestrina” sotto la guida del maestro Gianluca Belfiori Doro.  Agati però non è il solo sardo a portare a casa un bel premio. Per la sezione strumentale dello stesso concorso,infatti,  l’organista Francesca Ajossa si è classificata seconda (ex equo con Fabio Frigato). Anche lei proviene dal Conservatorio cagliaritano, ha solo 15 anni ed è allieva del maestro Angelo Castaldo.

Auguri e congratulazioni ai due giovani musicisti.

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Il sopranista Ettore Agati, allievo del maestro Gianluca Belfiori Doro è tra i finilasti isolani del ” Premio nazionale delle arti”  quest’anno intitolato al M. Claudio Abbado,  al quale ho partecipato per la sezione di Canto Lirico tramite il nostro Conservatorio “G.P. Da Palestrina” di Cagliari.

Il concorso era articolato in questo modo: si è fatta una prima selezione interna al fine di determinare un solo partecipante per ogni strumento tra tutti gli allievi che hanno presentato la domanda: solo chi superava la prima fase interna ai conservatori, poteva accedere alla semifinale. Questa si è svolta tramite l’invio di un video a ripresa fissa della durata minima di 15 minuti e con repertorio libero.

Per il Canto lirico, Agati, ha scelto di presentare tre arie in cui ha potuto esprimere al meglio la sua rara vocalità: due Handeliane (una di agilità, “Venti, turbini” dal Rinaldo; il ben noto largo del Serse, l’arioso “Ombra mai fu“; e una rossiniana ,la Cavatina di Tancredi con l’aria “Di tanti palpiti”.

Pochi giorni fa ha ricevuto la bella notizia di essere tra gli otto finalisti del Premio Abbado. Questi si confronteranno a Bologna il 16 Maggio alle ore 21, in un concerto pubblico, accompagnati dall’Orchesra del Conservatorio di Bologna diretta dal Maestro Alberto Caprioli.

L’aria che la commissione gli ha assegnato  per la finale è “Perché mai le luci aprimmo“, che è tratta dall’Aureliano in Palmira  di Rossini , l’ultima opera che il compositore  pesarese scrisse per il sopranista  evirato cantore: Giovanni Battista Velluti.


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Le grandi stars del Gospel e del Jazz arrivano dall’America per una serata unica a Bologna che si terrà il 15 settembre 2015. Lo scopo principale è quello di raccogliere fondi a favore della fondazione Hospice  Seragnoli Onlus. Per chi non lo sapesse, l’hospice è la struttura residenziale in cui il malato inguaribile e la sua famiglia possono trovare sollievo per vivere in conforto gli ultimi giorni di vita .

Per questo motivo dobbiamo far si che questo evento abbia un grande seguito. Gli artisti che si esibiranno saranno di un valore unico:

DONNIE MCCLURKIN, WILLIAM MCDOWELL, ANN NESBY, DAVID PHELPS, PETER ERSKINE , DRUMS OLIVER JONES , PIANO KIRK WHALUM - SAX FABRIZIO BOSSO , TRUMPET KATAKLO‘ GIUSEPPE PICONE, ALEX MONTAQUE, DELL’ACM, GOSPELCHOIR OF LONDON, MASSIMO MORGANTI E G.B.MARTINI BIG BAND , B.G. GOSPEL CHOIR,, JAZZ E DANZA
Intanto mettete “MI PIACE” sulla  PAGINA FACEBOOK “GOD THE MUSIC AND ME” , avrete così tutte le informazioni sull’evento. Intanto i biglietti sono in vendita dal 15 aprile col circuito VIVATICKET GOD, THE MUSIC AND ME.

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Abbado, l'ultimo saluto: Napolitano e Bray tra la folla alla camera ardente

Un flusso di visitatori senza sosta quello che si registra alla camera ardente allestita nella Basilica Santo Stefano di Bologna per rendere omaggio al maestro morto dopo una lunga malattia. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è arrivato a Bologna poco dopo l’una, accompagnato dalla moglie Clio, accolto dagli applausi. Il capo dello Stato si è recato presso l’abitazione di Abbado e ha abbracciato i familiari, una visita strettamente privata. Il feretro del maestro è stato trasportato poco dopo nella basilica di Santo Stefano per la camera ardente, che rimarrà aperta sino alla mezzanotte di mercoledì. Napolitano è poi entrato in chiesa tenendo sotto braccio la figlia di Abbado Alessandra e vicino a lei il nipote Luigi.
Intanto a Roma il senatore a vita è stato ricordato a Palazzo Madama con un minuto di silenzio, e un mazzo di rose rosse è stato poggiato sul suo scranno vuoto. “La sua musica non è risuonata solo nei teatri e nelle accademie più prestigiose di tutti i continenti – ha detto il presidente Pietro Grasso – ha incantato con il suo tocco magistrale e il suo genio l’anima e la coscienza dell’umanità”. Domani il pianista Maurizio Pollini dedicherà al maestro scomparso il suo concerto in programma all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Sarà presente il presidente Giorgio Napolitano che dovrebbe tenere un discorso pubblico per ricordare Abbado.

Fra le persone che hanno reso omaggio al feretro anche Renzo Piano, che con Abbado aveva progettato il grande Auditorium della Musica per la città di Bologna, diversi musicisti, il prefetto del capoluogo emiliano Ennio Mario Sodano, il sovrintendente della Scala Stéphane Lissner, l’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati.

Romano Prodi è passato dalla piazza, sono arrivati in chiesa il cardinale di Bologna Carlo Caffarra, il governatore Vasco Errani, la presidente del consiglio regionale Palma Costi, il rettore dell’Alma Mater Ivano Dionigi, il sindaco Virginio Merola, la presidente del consiglio comunale di Bologna Simona Lembi, Vittorio Prodi. E’ poi arrivato anche il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Massimo Bray, che ha detto: “L’orchestra Mozart è una delle grandissime eccellenze della musica. Una delle grandi opere che il maestro ha voluto. Sarà nostro dovere trovare la migliore soluzione per dare continuità a questa esperienza”. Il ministro ha poi ricordato “la recente telefonata in cui il maestro sottolineava il grande dispiacere per non essere riusciti a organizzare il concerto che dovevamo fare per Verdi in occasione del bicentenario del grande compositore”. Bray ha poi ricordato “l’insistenza che ebbe nel dirmi che nel 2014 avremmo dovuto trovare qualunque forma per risolvere il problema dell’insegnamento della musica, argomento a cui teneva tantissimo”.

La piazza è presidiata da carabinieri e polizia che gestiranno le giornate di afflusso di quanti visiteranno la camera ardente. I funerali si terranno in forma strettamente privata. Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha proclamato per domani una giornata di lutto cittadino per la scomparsa di Abbado: le bandiere civiche di tutti gli edifici comunali resteranno a mezz’asta per l’intera giornata.

Anche Roberto Saviano ha reso omaggio al maestro Abbado dalla sua pagina Twitter con un post: “Speriamo che non sia la solita Italia che piange, si dispera e poi dimentica”.

FONTE: http://www.repubblica.it/

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Ascoltavo quasi ad occhi chiusi, dietro le quinte  dell’opera Otello al Teatro Lirico di Cagliari, l’esibizione del tenore Cristiano Cremonini nel ruolo di Cassio, e mi ha impressionato la grande somiglianza del suo timbro vocale con quella di Big Luciano Pavarotti.

Non sono stata la sola a pensarlo perchè, quando sono andata a curiosare nel suo sito ho trovato queste recensioni:

- Cristiano Cremonini rivela una sorprendente vocalità e un fraseggio che tanto ricordano il Pavarotti nazionale.
Claudia Mambelli - L’Opera, gennaio 1999

 - Alfredo di Cristiano Cremonini, 30 anni e una voce incredibilmente somigliante a quella di Pavarotti.
F. F. - L’Unità, dicembre 2004

- Cristiano Cremonini, un timbro che rievoca il giovane Pavarotti.
Stephen Hastings - Musica, Novembre 2006

-Do di petto per Mel Gibson: Il tenore Cremonini protagonista di una sinfonia in prima mondiale tratta dal film ‘Passion’.
Luigi D’Ambrosio – Il Resto del Carlino, agosto 2005

Cristiano Cremonini è nato  a Bologna, in una casa di campagna, a contatto con la natura con tanti animali e tanti hobby . I suoi genitori non avevano una particolare passione per la lirica, desideravano che il loro figlio diventasse un pittore, viste le sue grandi qualità artistiche nel disegno.  Ma le cose non sono andate come desideravano. Quei dischi  in vinile, conservati a vista nella libreria,  hanno incuriosito il giovane Cristiano al punto da fargli prendere una decisione sul suo futuro.

Ho incontrato Cristiano Cremonini  fra un atto e l’altro dell’Otello  per farmi raccontare la sua avventura nel mondo della lirica e del suo grande impegno come Presidente del Teatro Guardassoni, e naturalmente ne ho ricavato un video-documento.

Visita il sito: http://www.cristianocremonini.com


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Avevo appena 6 anni quando  ho capito che la mia vita sarebbe stata nel mondo della danza e dello spettacolo. Non era facile però  farlo capire agli altri, soprattutto ai miei genitori. Eppure, questo seme artistico ha continuato a crescere dentro di me .

Comincia così il racconto della  vita di Gabriele Vaccargiu, danzatore sardo , per l’esatezza di Terralba.

Più crescevo e più desideravo di far parte del mondo della danza, ma anche della televisione, dello spettacolo in genere. Era l’unica cosa che desideravo e non mi importava di nientaltro. A 13 anni ho provato a dirlo ai miei; inutile sottolineare che ho avuto come risposta un secco no. Troppi pregiudizi verso un ragazzo che vuol fare il ballerino, soprattutto se questo è nato e cresciuto in un paese del centro Sardegna!

Ma poi il sogno si è realizzato?

Non così presto come avrei voluto. Il fatto di non riuscire a fare ciò che desideravo mi ha bloccato anche nello studio facendomi abbandonare anche la scuola superiore . Mi sono chiuso in me stesso, nella mia cameretta.   La mia stanza si era trasformata materialmente in un piccolo studio televisivo dove potevo realizzare con la fantasia la mia grande passione.

Ma poi succede qualcosa di importante.

Un giorno, a Terralba, apre una palestra che comprende anche un corso  di aerobica. Decido di frequentarla; una  disciplina questa, che si avvicinava molto alla danza moderna, la mia passione. Più avanti poi il maestro del mio corso mi propose  di frequentare un corso di danza che si sarebbe tenuto da lì a poco. E’ allora che ho capito che poco per volta il mio sogno si stava realizzando!

A distanza di un anno circa, anche ad  Oristano,  il capoluogo vicino al mio paese, Caterina Urru fonda la scuola Artist – Projet, una scuola che aveva lo scopo di formare artisti completi, dalla danza alla recitazione e al canto.

Decido di frequentarla. Da qui nasce anche il desiderio di riprendere gli studi superiori abbandonati nella mia adolescenza e così mi rimetto sui libri e mi diplomo alla scuola d’arte. Mi sto rendendo sempre più conto  che le occasioni per portare avanti il mio progetto diventano più frequenti: dai concorsi agli stages di specializzazione.

Ma qual’ è stato quello che ha determinato un cambiamento  decisivo nella tua vita?

Sicuramente il concorso di Olbia : “Vetrina della Danza“. In questa occasione vinsi la Borsa di studio per frequentare a Milano il MAS,  una vera e propria scuola della durata di 3 anni, dove si formano professionisti completi per il mondo dello spettacolo. Ho ricevuto il premio dalle mani di Susanna Beltrami che poi è anche  direttrice del corso.

Mi parli della tua collaborazione con Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della popolare trasmissione di Videolina “Di che danza 6″ giunta alla 4 edizione?

Claudia abitava nel mio stesso paese, eravamo vicini di casa, ma la nostra conoscenza si è approfondita molti anni dopo con un legame professionale che ci ha portato a vincere il Premio per la migliore coreografia al Festival della danza di Sanremo patrocinato dall‘UNICEF  , e diretto da Deyla  e Tony del Core.
Con lei ho  danzato in diverse  occasioni e fra queste nell’ Omaggio a Giusy Devinu organizzato dal Teatro Lirico di Cagliari  al Parco della Musica nel 2012 in occasione della Giornata Europea della musica.

Insomma, la tua vita professionale  pian piano ha preso forma.

Si , fra spettacoli, coreografie e  insegnamento, posso dire di aver realizzato il mio sogno.

Quali sono fino ad ora, le cose che ti hanno dato maggior soddisfazione?

Sicuramente aver fatto parte dei cast  di molte Opere al Teatro Lirico di Cagliari e quindi l’ aver lavorato con coreografi, registi e cantanti di fama internazionale. In una di queste mie partecipazioni ho conosciuto il tenore Cristiano Cremonini che mi ha proposto di realizzare la coreografia di una Traviata al Teatro Guardassoni di Bologna , sede di un’ importante Associazione Culturale  cui lui è presidente e il soprano Cinzia Forte direttore artistico nel settore lirico.

Gabriele Vaccargiu, non ha mai pensato neppure per un attimo di abbandonare l’idea di voler fare il ballerino, l’artista. La sua costanza, nonostante le difficoltà iniziali, è stata premiata. Un esempio da seguire, un messaggio diretto a tutti coloro che hanno dentro  una grande passione ma che non lottano abbastanza per poterla realizzare, abbandonando il percorso davanti ai  primi ostacoli.

 

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E’ il caso di dire  che il giovanissimo Mauro Farci (oggi dodicenne)  ha fatto il salto di qualità .
Ieri, una grande prova per lui. E’ stato la voce solista del difficile brano  Chichester Psalms di Leonard Bernstein al Teatro lirico di Cagliari. L’emozione era forte e, davanti alla domanda se era più emozionato quando vinse lo Zecchino d’oro o ieri sera, non è stato in grado di quantificare: – ” Mi sono emozionato molto” – ha risposto.
E’un ragazzino dalla grande musicalità, promette bene. Ieri sera ha mantenuto il controllo della voce, senza sbavature intonando perfettamente tutto il   brano. Nella preparazione del difficile impegno è stato seguito   dal maestro Enrico di Maira direttore del coro delle voci bianche del Teatro lirico, dove Mauro canta già da due anni.  Durante il concerto è riuscito a seguire il gesto del direttore d’orchestra come un professionista esperto, senza perderlo mai di vista.
Ho avuto modo di conoscerlo  all’età di 3 anni da quando con mia figlia, partecipò alle selezioni finali per lo Zecchino d’Oro di Bologna. Si potrebbe dire un talento annunciato.
Il giovanissimo Mauro stravinse con la canzone “Il gatto puzzolone”, portando in Sardegna il prestigioso primo premio della gara canora per bambini più importante della TV italiana  che ormai ha raggiunto l’edizione 54.
Ecco lo in questa foto ricordo  della finale regionale.

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Olandese volanteIl musicologo Maurizio Giani presenta L’Olandese volante di Richard Wagner, al X Festival di Sant’Efisio del Teatro Lirico di Cagliari Venerdì 9 aprile, alle 19, nel foyer di platea.

L’opera Wagneriana inaugurerà la Stagione lirica e di balletto 2010 ilvenerdì 16 aprile alle 20.30 (turno A)

L’ingresso alla conferenza è libero

Maurizio Giani, nato a Grosseto nel 1948, ha studiato filosofia e musica a Firenze. Diplomato in chitarra sotto la guida di Alvaro Company, ha svolto attività concertistica sino al 1990.

Si è addottorato in musicologia nel 1995 all’Università di Bologna con la tesi Studi sulla formazione dell’estetica wagneriana. Da Die deutsche Oper a Oper und Drama, pubblicata col titolo Un tessuto di motivi. Le origini del pensiero estetico di Richard Wagner, Torino, Paravia-De Sono, 1999 (vincitore del XXXV Premio Iglesias per la saggistica, 2001). Dal 1994 ha insegnato Storia della musica moderna e contemporanea nell’Università di Salerno; dal 2002 insegna Estetica musicale nell’Università di Bologna, dove è anche Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Discipline della Musica. Ha collaborato alla Enciclopedia della musica Einaudi diretta da Jean-Jacques Nattiez e al LESMU-Lessico Musicale Italiano, diretto da Fiamma Nicolodi e Paolo Trovato; è stato membro del comitato direttivo del “Saggiatore musicale”.

Ha collaborato inoltre alle ricerche del G.A.T.M. – Gruppo di Analisi e Teoria Musicale presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna.
Ha pubblicato studi sul teatro musicale tedesco, sull’analisi del Lied romantico, su vari problemi di lessicografia musicale e sui rapporti tra estetica e composizione nell’Otto e Novecento, tra cui Once more Music and the Social Conscience: Reconsidering Liszt’s “Lyon” (nel volume Franz Liszt and the Birth of Modern Europe, New York, Pendragon Press, 2003).

Tra le sue pubblicazioni più recenti figurano Erpreßtes Verstummen. Zu Claude Debussys Wagnerkritik, in “wagnerspectrum”, Bayreuth 2008, e Music Criticim and Esthetics in 20th Century Italy: Between Croce, Phenomenology, and Marxism, in “Sonus. A Journal of Investigation into Global Musical Possibilities”, Cambridge (MA), autunno 2008.

Ha curato le edizioni italiane di numerosi testi musicologici tedeschi, tra cui Musica in Occidente. Dal Medioevo a oggi di Hans Heinrich Eggebrecht. Il suo lavoro più recente è una ampia monografia su Brahms, che apparirà prossimamente presso l’editore L’Epos di Palermo con il titolo Johannes Brahms. La musica della memoria.

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