Articolo taggato “Benedetta Bucceri”

Si è concluso in allegria lo stage di Danza Contemporanea tenuto dal maestro Joseph Fontano presso la Scuola Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco, nella sede di Cagliari Via Molise N.2 Ca C/ O AFRODANZA.
L’emozione era tanta per gli allievi che hanno seguito il grande coreografo, ma il poliedrico Joseph  è riuscito a smorzare la tensione in maniera divertente come solo lui sa fare.

La lezione si è svolta col massimo  impegno e concentrazione. Tra gli stagisti c’erano sia  insegnanti di danza provenienti da varie scuole della Sardegna che allievi. Particolarmente gradita è stata  presenza di Donatella e Carly Padiglione.

Durante lo stage il clima che si è creato era davvero famigliare tanto da poter festeggiare anche un compleanno , quello  della docente  di danza contemporanea  Giorgia Damasco… quale miglior regalo se non quello di festeggiarlo con un pesonaggio così importante come il grande Fontano?
A fine lavoro il maestro Joseph Fontano ha consegnato gli attestati da lui firmati e,  dulcis in fundo, ha annunciato che  la collaborazione   con la Scuola Arabesque proseguirà. Ci saranno infatti stage-workshop e corsi di formazione professionale per insegnanti.
Per tutti gli allievi  è stato emozionante vedere da vicino e lavorare con   colui che è stato il nostro Maestro in gioventù .
Grazie Joseph … a presto!
Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri.

 

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SABATO 27 Gennaio il Grande Maestro JOSEPH FONTANO  terrà un Workshop di Danza Contemporanea nella scuola Arabesque di Cagliari in via Molise 2 a Cagliari dalle ore  18:00

Joseph Fontano (New York, 7 settembre 1950) è un danzatore e coreografo statunitense di origine italiana.

Dal 1989 è docente di ruolo presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma dove insegna danza contemporanea composizione coreografica, concetti Laban, performance e progettualità. È presidente del World Alliance Dance Europe ed è stato dal 2009 al 2013, Presidente dell’International Dance Committee – International Theatre Institute dell’UNESCO.

È unanimamente considerato il padre spirituale della danza contemporanea in Italia.

Potei assistere ad una performance con JosephFontano  a Cagliari nel lontano 1978, ero giovane studentessa del conservatorio e non mi perdevo neppure uno spettacolo. Dopo l’Opera lirica ero molto affascinata dalla danza contemporane. All’epoca il direttore artistico era il maestro Nino Bonavolontà il quale era particolarmente sensibile a questo genere di spettacolo e nelle stagioni liriche inseriva sempre un certo numero di spettacoli di danza classica, contemporanea e folklore , con i nomi più importanti del panorama internazionale.

Nel Gennaio 1978 Joseph Fontano arrivò con Elsa Piperno con la compagnia Teatro-Danza Contemporanea di Roma .

Quell’anno ci furono ben 9 spettacoli: il Balletto Felix Blaska; la compagnia di balletto di Mimma Testa e Teatro Danza Contemporanea di Roma.

Il coreografo cagliaritano Roberto Magnabosco racconta:

Joseph Fontano con Elsa Piperno sono i pionieri della Danza Contemporane. Grazie alla Maestra Pittaluga, all”età di 17 anni ebbi la fortuna di lavorare sia con loro che con il grande Stefano Valentini.

Mi insegnò a passare con disinvoltura dalla tecnica classica a quella contemporanea, csa non semplice! Questo fine settimana arriva a Cagliari per lavoro e ha trovato il tempo per noi della Scuola Arabesque. Io e Benedetta ne siamo felici e onorati. Grazie a Lui, anche la nostra allieva Giorgia Damasco è diventata ballerina e insegnante di Contemporaneo.

L’incontro si terrà in via Molise N.2 ARABESQUE C/O AFRODANZA DI Donatella Padiglione e Carly.

 

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La Rassegna a cielo aperto, organizzata da Abaco Teatro col sostegno del Comune di Cagliari, continua domenica 27 agosto ore 17:30 al Parco Colle San Michele, via Cinquini a Cagliari, con il 1° Concorso “Giardini Aperti Città di Cagliari Arte e Natura 2017”.

I restanti cinque artisti semifinalisti, provenienti da tutta l’isola e non solo, si cimenteranno in pièce di massimo 15 minuti. In gara Arabesque Ballet della coreografa Benedetta Bucceri con “Il Calice della Felicità”, Gerardo Ferrara e Tonino Macis in “Sulla cattiva Strada” percorsi teatro-musicali deandriani, Marta Proietti Orzella in “E se i Topolini si ribellano?” tra teatro e natura, Animus Teatro con “Donne in Agrodolce”regia di Franco Siddi, Boucar Wade poeta-attore del Senegal in “Charabia” tratto dal suo ultimo libro. Gli artisti dovranno adattare il loro lavori agli spazi verdi senza l’utilizzo di artifici tecnici e le loro esibizioni saranno valutate dalla giuria del concorso formata da Alessandra Menesini (critica d’arte e teatro Unione Sarda), Rosalba Piras (attrice e regista – fondatrice di Akròama e collaboratrice di Abaco), Antonello Lai (redattore e speaker del TG di TCS Telecostasmeralda), Marco Asunis (presidente della Federazione Cinema Nazionale).

Alla finale del Concorso saranno presenti anche Maria Grazia Caligaris (giornalista collaboratrice della rivista Scenario, Agenzia Italia) e Alessandra Cesselon (giornalista della rivista Taxi Driver, scrittrice e critica d’Arte).  Anche il pubblico potrà potrà esprimere le sue preferenze sui progetti presentati e assegnare una menzione al più votato.

Alle ore 19 andrà in scena lo spettacolo “Vite in Volata”di e con Tiziano Polese prodotto da Abaco Teatro con la regia e la partecipazione di Rosalba Piras. Lo spettacolo si spoglia, per la manifestazione, di tutti gli effetti video e luci, e propone uno spaccato sul ciclismo degli anni ’20 e sul mitico Ottavio Bottecchia. Per la stesura del testo, Polese, ha attinto alle cronachedei più prestigiosi inviati sportivi. In scena è soprattutto narratore che da voce ai protagonisti e alla bicicletta, portandoci nelle salite impossibili del Tour de France e facendoci vivere le fatiche, le situazioni bizzarre in cui si venivano a trovare i ciclisti in quegli anni, con momenti sia drammatici che di pura comicità.

Mostre – Negli spazi verdi del Parco saranno come sempre esposte le opere di artisti emergenti: la pittura visionaria di Antonello Verachi con la mostra “L’Ombra del Fauno”. La fotografia vista da Paola Congia che espone due collezioni fotografiche: l’originalissima “Naturorto”, dallo stile caravaggesco, dove ritrae ortaggi e frutti di Sardegna, e la mostra “Il Sogno di un Pianoforte”, immagini surreali tra tasti e gocce d’acqua.

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Assunta Pittaluga , la maestra di danza cagliaritana scomparsa prematuramente, sarà ricordata domani  durante una serata di danza che si terrà  ad Oristano. Saranno presenti ben 7 scuole e  fra queste anche la scuola cagliaritana Arabesque diretta da Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco. Quest’ultimo era per Assunta Pittaluga un allievo prediletto. Mi racconta che quando  era stato scritturato da Raffaella Carrà per un tour, lei ci rimase male perchè vedeva per lui un futuro nella danza classica. Ma appena rientrò  da  quel lungo periodo, non lo fece più fuggire. Assunta lo considerava un punto di riferimento ed è stato l’unico partner con cui ha condiviso il  palcoscenico negli ultimi tempi .

La nuova generazione di ballerini ha avuto modo di conoscere Assunta come presidente di Giuria nella gara televisiva ideata e presentata dalla ballerina Claudia Tronci, “Di che danza 6” .   In questa occasione, supportata dai diversi maestri della danza isolana con lei in giuria  , Assunta dispensava  proprio ai giovani, consigli e segreti di questa arte meravigliosa.

La sua è stata una vita intensa sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze. Ricordiamo gli spettacoli di burlesque o ancora la sua partecipazione ad un film con la regia di Jo Coda che tra gli altri sarà presente alla serata come ospite.

 

 

 

 

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Benedetta Bucceri, Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco,

Che la musica, la danza, il teatro, siano terapeutici questo è ormai appurato. Tutte le forme d’arte aiutano a star bene e , donarle a chi soffre,  è un grande regalo. Da diverso tempo ormai negli ospedali, ci sono gli spazi adatti ad accogliere  spettacoli che possano dare speranza a chi si trova in terapia. Per esperienza diretta posso dire che ogni giorno che si passa all’interno di queste strutture , soprattutto quando si sta lottando per la propria esistenza,   è un continuo pensare a quello che potrebbe essere il proprio futuro che spesso si vede molto  nero.

Si ha come  l’impressione che da lì non se ne debba più uscire. Un po’ di conforto lo si riceve dalla preghiera per chi ci crede, e poi dalla TV che è collegata ad un  circuito interno. Questo permette a tutti quei malati che non possono uscire dalle stanze, di godere degli spettacoli che si svolgono all’interno dell’ospedale.  Una vera e propria manna dal cielo perchè , almeno in quello spazio temporale, si riesce a staccare la spina che alimenta i cattivi pensieri.

Domani pomeriggio alle 16,30 , all’ospedale Businco (Oncologico) di Cagliari , la scuola di danza di Assunta Pittaluga rappresentata da tutti i maestri,  regalerà uno spettacolo ai malati.

Ci saranno I maestri della scuola ARABESQUE,  Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco  che presenteranno un pezzo classico: la Danza Napoletana tratta da Il Lago dei Cigni. Con loro  anche Carla Sanna che ha vinto un Talent ove lo stesso Magnabosco era giudice; Luisa Uneddu maestra di danze medio orientali  coinvolta  nella coreografia di Danza Russa sempre tratta dallo Schiaccianoci.

Ci sarà inoltre il maestro di Tango Piergavino Meridda, la maestra di danze orientali Fatima Dakik, la maestra di flamenco  Laura Nioi ,il ballo classico di Giuliana Corrias; Laura Scaia e la coreografia di Tip Tap.

L’ingresso è gratuito e libero a tutti.

 

 

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E’ stato un bel pomeriggio di solidarietà quello di oggi, martedì grasso, presso la casa di riposo Vittorio Emanuele II di Terramaini (CA). Un dare e ricevere gioia.  I  ballerini della scuola Arabesque di Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri hanno regalato una serata davvero divertente nel ricordo della TV degli anni ’60, per intenderci quella degli show del sabato sera dopo Carosello. C’era Don Lurio, le gemelle Kessler , Raffaella Carrà ecc.  Un mix di ballo e canzoni con tante paillettes che hanno dato al pubblico in sala la gioia e la voglia di poter ancora una volta divertirsi ricordando i tempi della giovinezza spensierata. I loro volti erano luminosi nel ritmare col battito delle mani le canzoni e i balletti più famosi . A fine spettacolo le ragazze della scuola di danza  si sono unite agli ospiti della casa  in balli di gruppo e, fra un trenino e un cha cha cha , non sono mancate le tradizionali zeppole per tutti.


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Ieri sera sono stata invitata ad assistere ad un saggio di danza, di una scuola “mitica” cagliaritana. Dico “mitica” perchè è stata forse la prima che ha portato la danza moderna a Cagliari, e soprattutto che ha rivoluzionato  il modo di fare danza rispetto a quella legata a schemi tradizionali. Nella sua scuola sono ammessi tutti, indistintamente per età e struttura fisica. Personalmente ricordo che  ai tempi della mia fanciullezza, una mia compagna diceva che se non si aveva una certa struttura corporea, e soprattutto se non si era giovanissimi, non si poteva frequentare una scuola di danza. La scuola di Assunta Pittaluga non discrimina nessuno tanto meno per il saggio finale . Qui si apre un altro ricordo. In tante occasioni  le mie amiche “ballerine” temevano la fine dell’anno per la paura di non essere all’altezza del saggio finale e quindi di essere lasciate fuori. Da Assunta, il saggio, lo fanno proprio tutti e con grande gioia.

Ieri sera all’auditorium del Conservatorio di Cagliari la scuola di danza di Assunta Pittaluga si è presentata come una grande comunità multietnica, in senso metaforico. Infatti non partecipavano solo i suoi allievi, ma allievi di diverse scuole cagliaritane ospiti della stessa struttura. Un brano ciascuno , essenziale ma significativo. Il saggio finalmente non è più una maratona dove i piccoli allievi finiscono stremati perchè obbligati   ai saluti finali di una serata magari di oltre quattro ore ! Avendo due figlie femmine ho vissuto il problema in prima persona quando queste hanno frequentato le così dette scuole tradizionali.

Assunta è anche la conduttrice dell’evento. Presenta con simpatia dialogando col pubblico. Non ci sono paure di sbagliare perchè se ciò succede si chiede scusa al pubblico e si rimedia. Via le etichette! Finalmente!

Dopo una breve presentazione, arriva il primo Divertissement e a seguire   il suggestivo Magnificat di Vivaldi sempre con la coreografia della Pittaluga  in cui le danzatrici si dividono fra platea e palcoscenico in processione con in mano dei lumini, come  in un antico  rito sacro che si conclude con una croce umana. Bello ed emozionante.

E’ la volta poi di una scuola ospite, quella di un antico allievo di Assunta, Roberto Magnabosco che con Benedetta Bucceri dirigono la scuola Arabesque. Gioiose e colorate le loro coreografie  sulla favola del Mago di Oz,  hanno dato luce ad allievi e allieve di ogni età,trasmettendo al pubblico una sensazione  positiva e di festa.

La scuola successiva profuma d’oriente. La danza del ventre è regina nelle coreografie   di Fatima Dakik per le sue allieve, integrata dall’esibizione  anche del maestro Roberto Magnabosco. Un genere totalmente diverso dai precedenti ma che ha nel suo contesto quel fascino segreto delle fiabe delle Mille e una notte.

Non poteva mancare la danza ritmata e a tratti tribale e coinvolgente della scuola Jazz Dance A. S.D. con le coreografie di Fabio Vadilogna e Carlo Cocco. Un genere questo particolarmente gradito ai giovanissimi ma che interessa anche gli adulti  per l’intensità dell’esercizio fisico.

Delicata e sempre originale  la coreografia della maestra  Donatella Deidda della scuola “Dimensione Danza” , e l’esibizione dei suoi allievi,  Lei ha portato in scena una coreografia su un bel racconto d’amore ambientato negli anni trenta-quaranta. La scelta delle musiche originali dell’epoca, e dei costumi, e il tutto accompagnato  dalla voce narrante di Gianni Zanatta, ne hanno fatto una performance davvero sofisticata e a tratti commovente .

Devo un  grande grazie ad Assunta Pittaluga per la bellissima serata che mi ha regalato.


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Qualche volta ci capita di fare delle considerazioni sulla nostra  vita , in un momento così detto “buono”  dove tutto sommato ci sentiamo fortunati, perchè tutto sembra che giri per il verso giusto. Ma  ecco che, improvvisamente, appare lui, il mare inCURABILE. Chi c’è passato, (come la sottoscritta) capisce il dramma. La vita cambia radicalmente. Sembra che nulla abbia più senso. L’unico pensiero fisso è lì, all’ospedale, ai medici e agli infermieri che durante la prima fase, quella dell’intervento e delle terapie, ti sono stati vicino e continuano a farlo. Esistono loro e tutto ciò che li circonda, il resto scivola accanto a te quasi senza accorgertene. Sono que momenti in cui la disperazione prende il sopravvento e ti viene da domandarti perchè sia successo proprio a te. Fino a quel momento eri convinto che ciò potesse succedere solo agli altri, a quelli che parlano in TV oppure nelle interviste delle riviste specializzate. No, purtroppo non è così, e allora due sono i casi: o dai senso a tutto questo, oppure è finita. Nella maggior parte dei  casi si cerca di dare un senso buttandosi nella fede, nella preghiera, nella spiritualità in generale, e pensando ai propri affetti come  meta da raggiungere: “Voglio farcela perchè Tizio e Caio hanno ancora bisogno di me”. Eppure in qualche caso neppure questo funziona, e qui cominciano i guai: la disperazione e la depressione. Ma ecco un’altra fase, quella in cui cominci ad  incontrare i così detti “angeli custodi” che non sempre riusciamo a riconoscere, forse perchè siamo abituati a vederli con le ali. Loro sono quelle persone che s’incontrano al posto giusto nel momento giusto. Possono essere  amici, conoscenti, sconosciuti che ti invitano ad eventi, incontri, a prendere un aperitivo per una chiacchierata e magari ti propongono di fare arte insieme, canto, danza, disegno,musica ecc.  Personalmente la mia arte, il canto, il disegno, e soprattutto il mio blog, sono stati determinanti per la  rinascita. Quando sei costretta a lasciare il lavoro per un lungo periodo, ti accorgi che dopo le terapie hai ancora tanto tempo a disposizione (troppo perchè questo non sia pieno di pensieri negativi) ma se ti capita d’ incontrare l’amico pittore che ti propone un corso di disegno non gli dici di no; così  pure alla collega con la quale tempo  prima si era buttato giù un progetto proponendoti di provare a realizzarlo con la speranza che questo ti distolga da ogni pensiero negativo. Oppure ti riaffiora quel desiderio d’infanzia di voler fare la ballerina, un sogno che per svariati motivi non si è mai realizzato, ma che , grazie all’incontro casuale con un maestro di danza che ti propone un corso che non ha limiti di età , decidi di provare . Non ci pensi due volte perchè in questo momento di disagio psicologico ogni cosa è importante per non pensare a lui, al male inCURABILE.

Ed ecco che dall’interno del tunnel comincia a vedersi la luce.  Comincia così a crescere la voglia di gridare al mondo che ci sei ancora e che ce l’hai fatta . E’ notizia di questi giorni che la signora Emma Bonino  ha raccontato alla stampa che il suo tumore polmonare è stato sconfitto e che i suoi esami non mostrano più segni di cellule malate. Quanto chiacchiericcio intorno a questo, io l’ammiro e la comprendo in pieno perchè è capitato anche a me. Ma c’è chi parla a sproposito dicendo che l’ha fatto per mettersi in mostra.  Meglio non soffermarsi su questo aspetto vergognoso. Chi ha un tumore e lo sconfigge ha forte questo desiderio, gridare a tutti che il mare è curabile!

Qualche giorno fa ho intervistato una signora che ha trovato proprio nella danza, la sua forza  e la sua terapia più efficace per affrontare e superare il problema tumorale. Anche lei ha incontrato degli angeli, in maniera del tutto casuale, il ballerino Roberto Magnabosco e la maestra di ballo Benedetta Bucceri . Ebbene, questo incontro è stato importantissimo per lei. Ascoltate voi direttamente dalla signora “Pink Lady”


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ASSOCIAZIONE DIVERSAMENTE – ONLUS
In occasione della Giornata Mondiale sull’Autismo
A cura di Spazio G28, Cagliari

POESIE DI ITALO MEDDA

COREOGRAFIE DI
ASSUNTA PITTALUGA, ROBERTO MAGNABOSCO, MICHELA MUA, BENEDETTA BUCCERI

Quando ci arriva una notizia che ci indigna, spesso ci irritiamo ancora di più con noi stessi perchè non troviamo come opporci e modificare una realtà non condivisibile. Non abbiamo nè i mezzi nè il potere per riuscire a migliorare un mondo spesso ingiusto. Ma, almeno agli artisti, è concesso il dono di trasformare la propria indignazione in opere che, nell’universalità e nel simbolismo del linguaggio artistico, possano contribuire alla riflessione e alla maturazione verso un futuro più equo. Così sono nate le poesie di Italo Medda, da frammenti di articoli giornalistici, da reportages televisivi, dalla riflessione critica su eventi che hanno segnato momenti culturali precisi.
Da qui traggono spunto le coreografie create da Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco con Benedetta Bucceri e Michela Mua, dalle poesie dedicate a personaggi, singoli o collettività, cui, per cecità, pregiudizi o interesse, è stata limitata la possibilità di espressione o che sono stati, a vari livelli, emarginati.

Dalle donne di Kabul alla poetessa Alda Merini, dalle donne della Cecenia a Pier Paolo Pasolini, a Silvia Baraldini, poesie intercalate da altre genericamente ispirate a donne idealmente amate, in un ventaglio di forme di danza liberamente prescelte da ogni coreografo.
Danzano: Barbara Belzer, Eleonora Caboni, Virginia Caboni, Carmen Cadoni, Paola Chessa, Maria Collu, Federica Cuccu, Giorgia Damasco, Gloria Denotti, Eleonora Dessì, Mariella Dessì, Francesca Fancello, Federica Farci, Renata Floris, Federica Foddis, Isabella Fois, Martina Fois, Michela Fois, Cristina Lecis, Arianna Madeddu, Maura Madeddu, Rita Manunza, Cristina Melis, Eleonora Melis, Michela Mua, Michele Murgia, Angela Muscinu, Francesca Naitza, Laura Ollano, Valentina Peddes, Sonia Pia, Valeria Piga, Laura Pinna, Cinzia Porcu, Loredana Saba, Veronica Sanna, Laura Vigo, Matteo Viola, Vanessa Vona.
Si ringraziano Stefano Raccis e Marco Maxia Saiu per la gentile disponibilità

TEATRO MOMOTI 
via 31 marzo 1943 n.°20 – Monserrato (CA)


Venerdì 27 marzo 2015 – ore 20,30

 

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Il cibo e l’arte culinaria in generale sono ottimi elementi che, sopra una bella tavola imbandita , riescono a creare complicità e intesa fra i commensali. Ecco perché gli affari più proficui e le idee più originali avvengono proprio durante i pranzi o le cene.

Il celebre maestro Italo Medda è un artista a largo spettro . Lui è scenografo, costumista, insegnante, ma anche un eccellente poeta, ed è stata una vera fonte di ispirazione per coreografi supercollaudati che, senza perdere tempo, hanno creato sui suoi temi  frammenti di storie vissute e personaggi che hanno fatto scalpore ed elargito cultura all’umanitä intera.

Proprio durante una cena conviviale ,Benedetta, Roberto, Assunta, sono riusciti a convincere il poliedrico Italo Medda a condividere queste sue perle con gli estimatori della vera arte. Ed ecco che nasce così uno spettacolo vario e interessante con uno scopo umanitario che è quello di sensibilizzare la gente al problema dell’autismo,  patologia ancora tutta da conoscere ed esplorare.

Le scuole di danza sono sempre in prima linea nell’organizzare serate dedicate ad eventi sociali. La scuola ARABESQUE di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco è sicuramente una di queste e, con la collaborazione di altre scuole come Jazz Dance di Carlo Cocco, Dimensione Danza di Donatella Deidda, Centro studi Danzarte di Michela Mua, Mooving Dance Studiodi Alice Floris metteranno in scena uno spettacolo ricco e vario in occasione della  Giornata Mondiale dell’ Autismo 2015

 

Venerdì 27 Marzo
presso il
Teatro Mommoti
in Via 31 marzo 1943 a Monserrato (CA)
 Gli spettacoli saranno due
Alle ore 18.00  ci sarà la Fantasia di Danza, organizzato da Arabesque di B. Bucceri e R. Magnabosco, con la partecipazione di Jazz Dance di C. Cocco, Dimensione Danza di D. Deidda, Centro Studi Danzarte di M. Mua, I The Fighters della Mooving Dance Studio di A. Floris,
Alle ore 20.30,  invece “ La Voce Negata”, poesie di Italo Medda, coreografie di Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco, Michela Mua e Benedetta Bucceri (clicca qui per un approfondimento)
Presenta la serata Krystian Zeta.
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Il centro coregrafico di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco presso la scuola;Budokan bandisce per domani 13 febbraio, audizioni per ballerini mirate a spettacoli estivi retribuiti in giro per la Sardegna, max 30 anni.   Se minorenni è necessaria la delega dei genitori .

Per informazioni chiamare il numero 3472359052

Cagliari via Argentiera 28 presso scuola Budokan Fitness

 

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La notizia che non si studierà più la Storia dell’arte nelle scuolè davvero sconcertante. Un paese come il nostro, ricco d’arte e cultura millenaria, rischia di restare nel dimenticatoio. Il cittadino italiano che vorrà conoscere meglio le opere d’arte del nostro paese dovrà, in seguito, rivolgersi agli stranieri che non esiteranno ad appropriarsi, anche solo spiritualmente, delle nostre belle opere.

Che tristezza! Il nostro patrimonio culturale di così immenso valore si sbriciolerà e si perderà nel vento . Senza la sua conoscenza diventerà sempre più difficile tramandarne la sua storia. Eppure quando vengono esposte al pubblico, le nostre opere attirano migliaia di persone da tutto il mondo. Qualche anno fa ho fatto ben 3 ore di fila per poter ammirare le opere di Caravaggio, e quella era una delle poche file dove la gente non protestava ma attendeva pazientemente il proprio turno all’ingresso del museo, e anche sotto la pioggia!

 I coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri con la maestra di danza Assunta Pittaluga hanno messo su uno spettacolo delizioso con i loro piccoli e grandi allievi, dove si sottolinea l’importanza dell’arte e della cultura e del perché questa non deve morire . E’ stato rappresentato durante una puntata della trasmissione “Di che danza 6” , lo spettacolo di Videolina ideato e condotto da Claudia Tronci.

Cliccate sul link sottostante per poter guardare la puntata della trasmissione.

http://www.videolina.it/video/di-che-danza-6-stagione-2013-14/56078/di-che-danza-6-quarta-edizione.html

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Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo   a favore della Croce Rossa Italiana, al Teatro Massimo della mia città di Cagliari .

Una bella serata ricca di danza e  soprattutto di simpatia e allegria. Si sono esibiti gli allievi di diverse scuole cagliaritane e dell’interland: tanti i giovani e  meno giovani appassionati e pieni di entusiasmo. Mi spiace non aver avuto il programma di sala. Alla mia richiesta mi è stato detto che erano terminati . Mi duole non citare nello specifico le scuole, ma posso dire che tutte, nella loro particolarietà, mi hanno dato delle emozioni: dalla freschezza delle coreografie della scuola di Donatella Deidda sulle canzoni di Mina, all’entusiasmo e alla vivacità degli allievi della scuola Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco; dalla grande varietà e ricchezza di costumi e colori della scuola di Luka e Luana, alla sempre sorprendente e grandissima artista quale è Assunta Pittaluga, protagonista di una coreografia ispirata al musical Cabaret. E ancora i bravissimi danzatori di Break-Dance e hip-op, tanghi appassionati, Walzer , mazurke, il tutto sempre eseguito con grande serietà professionale .

Lo spettacolo si alternava a momenti di simpatici sketch fra i conduttori e cantanti di musica leggera, ma il gran finale è arrivato con un ospite d’eccezione,  un grande uomo di spettacolo: Pippo Franco.

Pippo Franco mi ha sempre divertito, fin da ragazzina.  Per anni l’ho seguito alla RAI, poi l’ho un po’ perso di vista, probabilmente da quando c’è stato il suo passaggio alla TV commerciale. Ieri, ho avuto il piacere di ascoltarlo dal vivo, e devo dire che più di un’ora di monologo  è scivolata via senza accorgermi. Ed è qui che si capisce la grandezza di un artista! Nel suo monologo ha fatto un escursus sull’evoluzione umana con citazioni di grandi uomini della storia: da Michelangelo a Leonardo, da Platone ad Archimede. Il tutto condito con aneddoti veri e leggendari sottolineati dalla sua grande ironia e intelligenza.

Una lunga serata  intensa  e ricca oltre che di spettacolo anche di tanta solidarietà. Il Teatro Massimo che l’ha accolta era traboccante di pubblico molto vario e questo fa capire che la gente, nonostante la crisi, è comunque ancora  disposta a togliere del suo con sacrificio per  dare agli “ultimi”.

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Ho assistito ieri ad un saggio spettacolo molto interessante. E’ la seconda volta che assisto ad un saggio della scuola “Arabesque” e ne esco sinceramente sempre ben impressionata. Intanto è stato uno spettacolo vario. Insieme ai ragazzi e ragazze ballerine della scuola, c’era anche il il tenore, il giovane talento vocale , il giocoliere, il comico.   Le diverse classi erano sia  di danza classica ma anche di danza moderna, hip hop e brack dance.

Quest’ultima è stata di particolare interesse, soprattutto per ciò che riguardava i brani musicali, la coreografia e scenografia.

La scelta delle proiezioni scenografiche è stata vincente e molto suggestiva. I ballerini “di strada” di brack dance appunto, hanno mostrato di essere ad un buon livello anche se, qualche genitore presente in sala , non ha gradito. Peccato per loro.

Il maestro Roberto Magnabosco è proprio uno showman nato. Un vero padrone della scena sia come ballerino ma anche, ( come in questo caso) ,come  conduttore. Disinvolto e sorridente ha fatto scivolare la serata senza alcun intoppo ed anzi, trovando le parole giuste quando questa ha mostrato una piccola defaillance.

Fra gli ospiti della serata, c’erano la grande Assunta Pittaluga, vera icona della danza cagliaritana, Claudia Tronci, ballerina e conduttrice della seguitissima trasmissione di Videolina “Di che danza 6?” e Gabriele Vaccargiu anche lui ballerino . Insieme, come conclusione di tutto lo spettacolo,hanno danzato con le bambine del corso di danza classica, brani trati dallo Schiaccianoci.

Un plauso a tutti i maestri ed in particolare a Benedetta Bucceri,  anche organizzatrice dell’evento.


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Attendevo questa prima recita del Don Quichotte con grande entusiasmo. Ne ho descritto le fasi di preparazione e soprattutto la grandezza e la bellezza delle voci degli artisti. Ma, ad un passo dalla prima, una forma influenzale mi ha bloccata a letto impedendomi la partecipazione in prima persona. Ma oggi con facebook si vivono le emozioni quasi in diretta e scrivo qui ciò che ho percepito attraverso il gruppo Amici del Teatro lirico.

Un pubblico poco numeroso e freddo. E’ un classico delle prime, e non c’è da meravigliarsi. Certa gente non capisce l’importanza degli appausi per gli artisti. E’ vero, il Don Quichotte è un’ opera rara, ma comunque senpre di grande valore artistico per quello che ho potuto vedere e sentire durante le prove. Non posso pensare che gli applausi non scaturissero spontanei! Alla prova generale purtroppo il basso

Orlin Anastassov

Arutjun Kotchinian basso

  ha dovuto lasciare il posto al collega Arutjun Kotchinian per via di una indisposizione (e come lo capisco, un virus che sta attaccando un po’ tutti per via del cambio repentino del tempo). Ma alla prima ha voluto ugualmente esserci, e da alcuni commenti ho capito che è stato comunque un grande interprete. Il mezzosoprano Anita Rachvelishvili, non ha tradito le aspettative e così pure il baritono Nicola Alaimo e il  quartetto composto da  Marina Bucciarelli, Esther Andaloro, Nicola Pamio e Daniele, Zanfardino .

Il baritono Nicola Alaimo (che spero di poter intervistare prossimamente), regala a Musicamore questa   sua considerazione a caldo in  riferimento alla recita di ieri sera:

Ieri sera ho cantato solo e soltanto per me stesso e per i colleghi che sul palcoscenico hanno messo anima e corpo in questa produzione meravigliosa… ? ? ho pianto come non mai, soprattutto alla fine del 4° e durante TUTTO il 5° atto, ma tanto questo era previsto, lo immaginavo… la musica sublime, la storia così intensa, fantastica, triste, di Don Quichotte, il pensiero che per Sancho il suo grande Maestro era come un padre, un padre morente, mi facevano improrogabilmente immergere in ricordi particolarmente dolorosi della mia vita; e il mio pensiero volava a mio Padre ?…. grazie a tutti per questo meraviglioso debutto… ?”

Il pubblico, quello degli intenditori raffinati però deve ancora arrivare e domenica, alla prima recita mattinée, (in cui la maggior parte del pubblico affronta un lungo viaggio per giungere dai diversi centri della Sardegna) sarà sicuramente una grande serata da tutti i punti di vista.

 Le foto si riferiscono alla prova generale.

Foto di Benedetta Bucceri

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Benedetta BucceriProsegue la mia serie di interviste ad artisti sardi per festeggiare i cinque anni da blogger e l’imminente arrivo del milionesimo visitatore di Musicamore.

L’artista di oggi è, oltre che una brava insegnante di danza, anche un’ottima manager ed organizzatrice di eventi. Insomma un doppio talento. E’ importante sapere che nel mondo dello spettacolo il buon manager  è determinante per  il successo di un artista.

Benedetta Bucceri ha sempre avuto una grande passione per la danza e la ginnastica artistica, fin da piccola, ma una serie di eventi non le hanno  permesso di entrare in questo mondo  prima dei 25 anni.

Benedetta, perchè hai atteso tanto?

Purtroppo sin dalla più tenera età avevo un problema alle ginocchia. Avevo un’ossatura debole che mi impediva di praticare qualunque tipo di attività sportiva. Soltanto a 25 anni, quando il mio fisico si è consolidato, ho potuto finalmente realizzare il mio sogno.

Ma la danza non è stato l’inizio.

No, infatti il primo approccio l’ho avuto con la ginnastica artistica; la mia insegnMagnabosco Bucceriante di allora, vedendomi in azione, mi disse subito che ero particolarmente dotata per questo genere di attività motoria.

Ma poi come è avvenuto il passaggio alla danza?

Ho conosciuto il ballerino Roberto Magnabosco (v. intervista), ad una gara di ballo e grazie a lui ho mosso i primi passi nel mondo dello spettacolo.

All’epoca però avevi già un lavoro, come conciliavi le due cose?

Fin dall’età di 16 anni ho lavorato intensamente per rendermi economicamente indipendente dalla mia famiglia e devo dire d’essere stata anche fortunata. Grazie a mio padre ho ottenuto un posto come commessa alla Rinascente, ero la più giovane tant’è che sono stata anche premiata per questo,  con tanto di articolo personale sul quotidiano Unione Sarda. La sera quando smontavo, anche se stanchissima, correvo alle lezioni di danza perchè era la cosa più importante per me. Non vedevo l’ora. Solo per dirtene una, mettevo una grande passione nell’allestire le grandi vetrine e mentre facevo questo ballavo, e la gente si fermava a guardarmi. In qualche modo sono state le mie prime esibizioni in pubblico anche se, per il problema di cui ho parlato in precedenza, non avrei potuto.

Poi l’incontro col grande ballerino cagliaritano.

Ebbene si, un’incontro che è sfociato anche in una grande storia sentimentale durata 15 anni.

serata con milton Ho intrapreso gli studi della danza seriamente nella scuola di Assunta Pittaluga dove Roberto, fra una tournée e l’altra si manteneva in allenamento e impartiva qualche lezione, contemporaneamente seguivo  i corsi di rock acrobatico e latino americano dove mi divertivo tantissimo.

Hai avuto modo di conoscere altri grandi maestri?

Si, proprio in questa scuola grazie ad Assunta, mi sono potuta perfezionare con grandi nomi della danza contemporanea come Alain Astié per quanto riguardava la sbarra a terra, e col grande René Maire proveniente dalla Sorbona e trasferitosi a Cagliari nel 1973 in una sua scuola dove ho fatto un percorso specifico dedicato allo sviluppo muscolo scheletrico del  bambino.

Ma quando è iniziata la tua attività di manager?

Inizialmente mi sono improvvisata manager di Roberto per proteggerlo (o difenderlo?) dalle tante persone che volevano ” usarlo”, poi , visto il successo, ho continuato per gli interessi di entrambi.

So che anche tu, come Roberto, sei stata parte integrante di alcuni spettacoli con Minnie Minoprio.

Si,  lei è molto brava aldilà dalla sua immagine primordiale di soubrette televisiva un po’ svampita. E’ un’ ottima interprete di  jazz .

Ma un po’ le somigliavi.

E’ vero, anche lei, approfittando di questa mia somiglianza mi volle, scherzosamente, come controfigura per sfuggire alla folla dei suoi fans.

Quand’è che ti sei dedicata all’insegnamento?spettacolo racso taverna paradiso -8

Quando con Roberto Magnabosco abbiamo preso la decisione di aprire una scuola tutta nostra a Pirri

All’inizio degli anni ’80 c’è stato il boom dell‘aerobica e quindi grande richiesta. Avevamo i corsi strapieni di allievi. Allora ho sentito l’esigenza di specializzarmi. Mi sono quindi  iscritta e diplomata alla scuola speciale di Aerobica tenuta dalla pioniera Lara Saint Paul, ho preso un diploma di danza classica e moderna e poi in latino americano con Tamara Tinti specializzata all‘Accademia di danza di Londra la Semly Dance Studio. Bisognava essere sempre aggiornati con le richieste degli allievi!

Ma il tuo lavoro di commessa?

Con tutti questi impegni ho dovuto trovare il coraggio di abbandonare il posto fisso. Ormai ero entrata a pieno titolo nel mondo della danza: spettacoli, insegnamento, attività manageriali e corsi mi occupavano a tempo pieno. Non ho mai smesso le specializzazioni e le esperienze fra le più varie.

spettacolo Estate-5E naturalmente non ti sei fermata qui.

No, dopo  aver ancora frequentato corsi di perfezionamento con Richard Baranoski del teatro di Kirov e Adrian Caracas dell’Opera di Bucarest , ho partecipato a tanti spettacoli in giro per la Sardegna in vari teatri sia come interprete che come coreografa, ho lavorato come direttrice artistica in grandi Villaggi turistici in Costa Smeralda,  Arzachena,  Capo d’Orso e Castiadas e come docente al Pertini di Cagliari per un corso di formazione  turistica nonché in varie scuole per il recupero dei bambini con difficoltà a relazionarsi nei rapporti  sociali.

Io ti ho conosciuto in azione qualche mese fa, durante un saggio della scuola dove insegni, con diverse classi di piccole danzatrici. Quali soddisfazioni  ti danno le nuove leve?

Tantissime. Mi sono dedicata  insieme a Roberto anche all’insegnamento di bambini con disabilità douwn che mi hanno dato graMagnabosco- Buccerinde soddisfazione con risultati sorprendenti .

Per tutti coloro che desiderano conoscerti e frequentare i tuoi corsi, quale è la tua sede attuale?

Insieme a Roberto Magnobosco tengo dei corsi di danza di vario genere per bambini ed adulti nella scuola Scuola Danza Budokan-Arabesque in via Argentiera 28 a Cagliari.

Riprenderemo a settembre.





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roberto magnaboscoConfesso che ho avuto difficoltà a mettere ordine e soprattutto a riassumere quella che è l’intensa vita professionale del ballerino- coreografo Roberto Magnabosco, cagliaritano-sardo, ma  figlio di mamma milanese, padre veneto e nonna austriaca. lui si sente sardo a tutti gli effetti perché è nato precisamente a Cagliari-Pirri. Le sue caratteristiche fisiche non ricordano minimamente quelle sarde, ma lui sardo lo è soprattutto nel cuore. Avendo girato tanto, ha sempre sentito il desiderio di tornare nella sua terra, di risentire l’odore del mare, di apprezzare i nostri scrittori.

“Adoro Grazia Deledda e la scopro ogni giorno” – mi ha detto.

Roberto, quale è stato il primo ricordo che ti lega alla danza?

Probabilmente dentro il grembo di mia mamma. Con nitidezza però ho sicuramente molto vivo il ricordo della visita che feci alla scuola di danza del Teatro alla Scala di  Milano. Andai con mia zia che era pianista proprio lì,  e  rimasi incantato a guardare i bambini che provavano, avevo 5 anni.

L’insegnante vide il mio interesse e subito mi domandò se avessi desiderio di provare. Il giorno dopo ci sarebbero stati i provini  per formare le nuove classi .

Fui ammesso e da quel giorno entrai nella scuola di ballo del teatro più famoso del mondo.

Ma lo studio comprendeva anche quello delle scuole elementari e medie?

L’accademia della Scala comprendeva tutto. All’epoca gli allievi erano come in collegio, vivevano all’interno della scuola  fino ai 16 anni ed io ebbi anche la fortuna  di vincere una borsa di studio che mi  permise pure una certa tranquillità economica. Ebbi la fortuna di lavorare da subito in palcoscenico e il mio primo ruolo fu quello di uno dei moretti nell’Aida. Più avanti ho avuto anche la fortuna di interpretare parti da protagonista e spessissimo parti da Principe.

Il rigore della scuola di danza classica ti permetteva di poter vedere anche aldilà dell’ambiente teatrale ?

Beh, diciamo che ero io ad avere il desiderio di conoscere e provare nuove esperienze come quella televisiva.Pronto raffaella rai uno anno 1977

Seppi che Raffaella Carrà cercava ballerini per il suo spettacolo “Pronto Raffaella?”. Io avrei voluto fare un provino ma sapevo che la mia insegnante non lo avrebbe permesso. Decisi quindi di farlo di nascosto, scappando dalla scuola ma consapevole comunque che a breve mi sarei diplomato. Dopo poco tempo seppi di essere stato preso. Per me fu una gioia immensa , conobbi un mondo totalmente diverso da quello che avevo conosciuto fino ad allora. Ho registrato in 3 mesi tutte le puntate che sarebbero andate in onda durante l’inverno. Fu determinante l’incontro con Enzo Paolo Turchi (allora primo ballerino della Carrà) il quale apprezzò subito la mia impostazione classica in quanto anche lui proveniva dalla scuola del San Carlo di Napoli.

Ma poi con la danza classica e la scuola della Scala come andò a finire?

Alla fine delle registrazioni partii per il Bolshoi di Mosca, dove conobbi Rudolf Nureiev e poi a Parigi la grande Margot Fonteyn .

Quanto studio e quanta costanza e soprattutto che fortuna hai avuto ad incontrare e lavorare con questi miti!

Si, devo dire che ogni treno che passava lo prendevo sempre al volo.

Diciamo che anche il tuo talento e la tua passione sono stati determinanti.

Di questo devo ringraziare soprattutto mio padre (Natalino Magnabosco famoso imprenditore nel settore dei mobili) che fin da bambino, notando la mia predisposizione artistica, mi incoraggiò in questa scelta professionale.

Ma i grandi incontri continuano. Mudra. Roberto Magnabosco nella Compagnia di Bejart

Si ho avuto la fortuna di studiare e lavorare anche con Carla Fracci: una grande professionista che anche se apparentemente glaciale, sul palcoscenico si trasformava; e poi ancora con Maurice Bejart (scomparso recentemente)

Qualche volta ti coglieva il mal di Sardegna?

Si ogni tanto avevo la necessità di rivedere la mia terra. In uno di questi periodi di rientro, negli anni 80, cominciavano le prime trasmissioni in diretta di  Videolina. Ebbe un grande successo la trasmissione  ”Vivere ” condotta da Riccardo Coco. Bejart Roberto Magnabosco.

Io fui invitato a prendervi parte come ospite. La trasmissione ebbe un grande successo locale e mi diede molta popolarità. In quell’occasione conobbi Minnie Minoprio che mi volle poi con se per diversi spettacoli.

Minnie Minoprio Show sadamore anno 1977Durante le tue pause cagliaritane quale scuola ti ospitava per mantenerti in esercizio?

Fui ospite della scuola di Assunta Pittaluga con la quale nacque subito un bellissimo rapporto professionale e di amicizia che dura ancora oggi. Nonostante nel mio cammino avessi incontrato i più grandi artisti della danza, vedevo in lei il riassunto di tutti loro. Assunta è davvero una grande professionista!

Aprii poi la mia prima scuola di ballo “Arabesque” a Pirri-Cagliari ,dietro il suggerimento e l’aiuto di mio padre. La danza si sa, ha un limite legato all’età e lui mise in evidenza che bisognava pensare anche al futuro.

bucceriAl mio fianco ci fu da subito Benedetta Bucceri, prima compagna di vita e poi professionale che mi fece anche da manager. Questo legame, nonostante il tempo che passa, non si è mai spezzato. Un ottima collaborazione e intesa artistica ha fatto si che la scuola Arabesque  mantenga sempre   un buon livello.

Ho avuto modo di assistere ai saggi di questa scuola e devo dire che ho ammirato le piccole allieve che, sul palco oltre che esibirsi con professionalità, riuscivano anche a divertirsi.

Si, indubbiamente, i tempi sono cambiati , quel rigore che ho conosciuto io alla Scala non esiste più anche se in qualche occasione una certa severità non dovrebbe mai mancare.

Ma poi hai ripreso i tuoi viaggi?

Si, ho lavorato con Renato Zero e il suo carrozzone, ho fatto ancora televisione, questa volta ospite di Canale 5. Ho lavorato con  Maurizio Costanzo nel suo programma Buona Domenica, e sempre in ambito televisivo, ultimamente, sono stato ospite in qualità di giudice nella fortunata trasmissione di Claudia Tronci Di che danza 6 con la quale abbiamo registrato poi lo spot per la prossima edizione.

Io però ti ho conosciuto nel mio ambiente, quello del Teatro Lirico.Cenacolo Fracci

Si, questo è un altro capitolo della mia vita. Ho lavorato come ballerino e coreografo in diverse produzioni nelle stagioni liriche cagliaritane (tra le tante una Boheme con Boccelli el’ultima , negli anni novanta con la  Vedova Allegra) e sassaresi. A Sassari ho avuto la grande fortuna di lavorare con Giusy Devinu nella Lucia di Lammermoor; che emozione il giorno che mi si avvicinò e mi chiese di parlargli di me!

Ho quel ricordo vivo e commovente, lei che conosceva il mio nome!  Sto lavorando ad un progetto su di lei e naturalmente al tuo progetto per “Un parco per Giusy“. Sarebbe bellissimo poter dedicare questo parco  al grande soprano cagliaritano.

E’ infatti in questo Parco della Musica che io e Roberto abbiamo passato due ore a chiacchierare senza renderci conto del tempo che scorreva.

Grazie Roberto, un grande onore averti avuto come ospite nel mio blog per festeggiare insieme i primi 5 anni di Musicamore con  un milione di visite.

roberto magnabosco alessandra atzori

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