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Ieri sera , al Teatro Lirico di Cagliari si è tenuta la Serata di gala dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu che comprendeva l’esibizione dei finalisti del concorso a lei dedicato e la premiazione dei vincitori.

L’organizzazione del concorso era affidata a Sabino Lenoci che ha anche presentato la serata. Ospiti d’onore Leo Nucci, al quale è stato donato il premio alla carriera “Giusy Devinu“, il soprano Paoletta Marroccu conterranea di Giusy e il baritono Domenico Colaianni collega di palcoscenico di diverse produzioni.

Dopo le presentazioni di rito e qualche ricordo legato a Giusy e alla sua carriera, si sono esibiti i dieci  artisti.

La giuria, formata da Claudio Orazi sovrintendente del Teatro Lirico di Cagliari; Toni Gradsach responsabile delle compagnie del Teatro alla Scala; Dominique Meyer sovrintendente dello Staatsoper di Vienna; Christoph Seuferle direttore Deutsche Oper di Berlino; Paulo Abrao Esper consulente artistico  Opera di Manaus; e dal compositore Marco Tutino, ha esaminato 62 candidati provenienti da tutte le parti del mondo .

I finalisti che si sono esibiti ieri sera sono:  Rubis Natalia,  Nemzer Andrey , Procaccini Davide,  Cappiello Daniela  , Provenzale Titinger Camila , Franchini Nico , Chernii Daria , Mari Marta, Leone FrancescoMarchisio Stefano .

L’orchestra che ha accompagnato gli artisti era quella del Teatro Lirico di Cagliari diretta da Donato Renzetti.

Tutti i cantanti hanno eseguito una sola aria e sono stati giudicati da una giuria popolare (il pubblico con una scheda) e da una giuria tecnica sopra citata. Ho concordato pienamente sulla assegnazione dei primi classificati:

1) Marta Mari, soprano  di bella qualità e ampiezza. Ha eseguito la difficile aria dell’Adriana Lecouver “Io son l’umile ancella“con grande capacità interpretativa. Padrona della tecnica, la ritengo pronta per il palcoscenico.

2) Daniela Cappiello una voce di soprano leggero che avevo già apprezzato in occasione della Campana Sommersa nella stagione al Lirico di Cagliari. Ciò che ha colpito di questa voce è stata l’abilità tecnica a giocare con i colori  su acuti e sopracuti

3) Andrey Nemzer citato come controtenore ma a mio avviso sopranista. Sono molto contenta di questa apertura al concorso. Lui è bravissimo  e ha dimostrato di  essere già padrone della scena oltre che della voce.

La giuria popolare invece ha assegnato il premio al soprano Daniela Cappiello.

Sono stati assegnati inoltre altri due premi messi a disposizione dalla Rivista “L’Opera” : al giovane tenore Nico Franchini e al soprano Provenzale Titinger Camila 

Per le altre voci non voglio entrare nei dettagli. Secondo me alcuni non avevano il brano adatto a valorizzare la propria voce , altri devono rivedere la collocazione del proprio registro vocale. Complessivamente comunque il livello generale era buono.

La seconda parte della serata ha visto protagonista il grande baritono Leo Nucci che con Giusy Devinu ha diviso diverse volte il palcoscenico. In particolare il baritono ha voluto ricordare il bellissimo concerto di Tel Aviv (vedi link) diretti da Daniel Oren, davanti ad un pubblico di centinaia di migliaia di spettatori. Ha poi cantato brani tratti dal Rigoletto e dal Nabucco quest’ultimo in duetto con la mia conterranea Paoletta Marroccu la quale ha eseguito anche l’aria “La luce langue” dal Macbeth con una interpretazione da brivido.

Il terzo ospite, Domenico Colaianni  ha eseguito il brano “Udite o rustici” tratto dall’Elisir d’amore.

Fra i tanti ospiti avrei gradito vedere sul palco , (ma anche in giuria), l’insegnante di Giusy, Maria Casula. La prima e unica maestra che ha sempre incoraggiato l’artista cagliaritana, spronandola a superare le difficoltà senza paura e portandola ad acquisire la sicurezza tecnica  che le ha permesso la vittoria al concorso di Spoleto e il lancio verso una carriera internazionale.

Di seguito un video con l’esibizione dei finalisti. Mi spiace non aver potuto inserire l’esibizione del basso Davide Procaccini  causa motivi tecnici.


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Era tutto dedicato a Gioachino Rossini il concerto che si è tenuto ieri sera a Palazzo Siotto a Cagliari. I protagonisti erano due giovani cantanti lirici (ma già ottime promesse) e il pianista accompagnatore Giancarlo Salaris.

Sia il basso Alessandro Abis che il soprano Claudia Urru hanno  evidenziato grandi capacità tecniche di emissione di fiato e padronanza della voce: agilità, filati, smorzati, picchettati, intonazione ,acuti e gravi, tutto era sotto controllo in voci di prima qualità.

Le romanze eseguite, tra le più difficile del compositore pesarese, erano tratte da opere quali “Il signor Bruschino”, “Il barbiere di Siviglia”, “Il viaggio a Reims”, “La Semiramide”, “La Gazza Ladra”.

Dal canto suo il maestro Giancarlo Salaris è stato all’altezza della situazione accompagnando e respirando con gli artisti , dote non facile e non comune a tutti i pianisti accompagnatori. Ci ha poi regalato una perla pianistica: un brano raro che Rossini ha scritto a fine carriera come una sorta di testamento; una marcia funebre molto ironica  al cui interno emergevano piccole porzioni musicali delle sue opere più famose.

I due cantanti (che provengono dalla stessa scuola, quella del soprano Elisabetta Scano) hanno già affrontato il palcoscenico del professionismo. Tutti  e due infatti  hanno  debuttato in grandi teatri come il Lirico di Cagliari ,  Petruzzelli di Bari,  Filarmonico di Verona tanto per citarne alcuni.

Di seguito un videodocumento della serata


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E’ sul treno che lo porterà nuovamente verso la sua terra di Sardegna. Francesco Musinu, cantante lirico, basso oristanese, ha calcato questo mese  il palcoscenico del teatro San Carlo di Napoli nella sua dodicesima produzione.  Uno dei teatri più belli al mondo con i suoi 280 anni di storia. Tanti grandi compositori scrissero le loro opere proprio per il Teatro di San Carlo. Opere tutt’oggi rappresentate.

L’accoglienza che trovo ogni volta che torno qui e’ sempre ottima ” - mi dice Francesco - ” E’ l’unico teatro dove i solisti ospiti vengono chiamati ancora maestro, questo da parte di tutti. Mette quasi soggezione

Questa volta Francesco è in compagnia di un altro artista sardo, il tenore Piero Pretti che, in questa produzione di Rigoletto, ha interpretato il Duca di Mantova. Ma non è la prima volta che si ritrova con colleghi suoi conterranei. Diverse volte  con sua moglie Giusy Devinu; lo scorso anno con Marco Caria,baritono dalla voce tonante. “Finalmente quest’anno ho lavorato con Piero Pretti  (tenore nuorese).Ci conoscevamo da tanto ma non era capitato ancora di lavorare insieme.   Artisticamente Piero ha delineato il personaggio del Duca di Mantova in modo perfetto, nella voce e nella scena, riscuotendo un ottimo successo in ogni serata. Umanamente ho scoperto un animo generosissimo di grande umanita’. Conservero’ questo ricordo fra le cose belle nel cassettino della memoria”

I ricordi di Francesco sono tantissimi, quelli di una  carriera lunga ormai 35 anni, che lo ha portato a calcare i palcoscenici più importanti di mezzo mondo. Ancora oggi, dall’alto della sua lunga esperienza, si emoziona nel ritrovare  l’accoglienza che in questa occasione gli hanno riservato i  napoletani: “Meravigliose persone che già conoscevo e altre  ne ho conosciute.   Questo mestiere è bellissmo proprio perché riesce a condensare il meglio in un lasso di tempo brevissimo. Per me, che non sono giovanissimo, ha valore doppio. Grazie ancora al grande teatro di San Carlo per avermi concesso questa ulteriore possibilità.”

La foto sotto scattata ieri a fine recita col grande direttore d’orchestra Nello Santi

 

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Il soprano cagliaritano debutta a Napoli il 4 Novembre 1987 in una grandissima occasione, è infatti nel cast di “Festa Teatrale”, spettacolo ideato dal M° Roberto De Simone che segna l’inaugurazione della Stagione d’Opera 1987-88, ma soprattutto celebra il 250° della fondazione del Teatro San Carlo.

La Devinu si esibisce cantando arie di Cimarosa, Paisiello, Pergolesi e Haydn con l’orchestra guidata dal M° Gustav Kuhn. Ritorna nel gennaio 1994 per interpretare il ruolo a lei più congeniale, è infatti Violetta nella verdiana Traviata diretta dal M° Maurizio Arena… L’allestimento riscosse molto successo, e la sua interpretazione tanto apprezzata, che quella Traviata (regia di Sandro Sequi, scene e costumi di Giuseppe Crisolini Malatesta), fu replicata anche nell’aprile 1995 (Direttore M° Giacomo Maggiore) e nel maggio 1996 (sul podio il M° Daniel Oren).

Della Devinu si ricorda inoltre la sua partecipazione nella belliniana “I Capuleti e i Montecchi” (marzo 1995, direttore M° Angelo Compori) ed infine la sua ultima apparizione a Napoli, nel marzo 1998, con “Eva” l’operetta di Franz Lehàr, alla guida dell’orchestra il M° Michael Guttler (nella foto Giusy Devinu negli inconfondibili abiti di Violetta).

In questi giorni, il basso Francesco Musinu suo marito, è tornato in quel teatro che li ha visti insieme. Impossibile per lui non tornare con la mente a quei momenti: “Quanti applausi hai ricevuto qui e quanti amici. Sappi che molti artisti del coro ti ricordano con commozione come la miglior Violetta degli ultimi decenni. In questa città che tanto è colma di significati ,per noi intangibili”


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Per la gioia dei cagliaritani, ma non solo (arrivano da tutta la Sardegna), ecco che riparte la stagione sinfonico-corale al Teatro Lirico di Cagliari.

Hansjörg Albrecht dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico ed inaugura, il 13-14 gennaio, la Stagione concertistica 2017

Venerdì 13 gennaio sarà alle 20.30 (turno A) e sabato 14 gennaio alle 19 (turno B) .

Hansjörg Albrecht, direttore d’orchestra, organista, clavicembalista e direttore artistico del Münchner-Bach Chor Orchester  ritorna a Cagliari dopo i concerti dello scorso febbraio, spetta il compito di guidare l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico in un programma interamente dedicato al genio creativo di Wolfgang Amadeus Mozart. Nel ruolo di solisti si esibiscono il soprano Angela Nisi, il mezzosoprano Marina Ogii, il tenore Davide Giusti e il basso Filippo Fontana. Il maestro del coro è Gaetano Mastroiaco.

Il programma musicale delle serate inaugurali prevede il sontuoso Kyrie in re minore per coro e orchestra K. 341, la Sinfonia n. 25 in sol minore K. 183 e il celeberrimo Requiem in re minore per soli, coro e orchestra K. 626 di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 27 gennaio 1756 – Vienna, 5 dicembre 1791).

Composto, probabilmente, tra il 1780 e il 1781, a Monaco il Kyrie in re minore potrebbe far parte, vista la considerevole strumentazione, di una composizione sacra (Messa) rimasta però incompiuta. «Il tono grave e solenne, le sonorità da una “unica” emozione artistica, danno a quest’opera un posto eminente nella produzione liturgica del Maestro, collocandola non lontano dal Requiem». (Bernhard Paumgartner)

La Sinfonia in sol minore, nota anche come la “Piccola”, per distinguerla dalla “Grande” (in sol minore K. 550), è datata 5 ottobre 1773 e parrebbe che sia stata composta in soli due giorni (subito dopo la composizione dell’opera Lucio Silla), anche se non c’è alcuna fonte scritta che avvalora ciò.

Il Requiem in re minore, come noto lasciato incompiuto da Mozart e completato dall’allievo Franz Xaver Süssmayer sulla base degli appunti dell’autore, viene composto a Vienna tra l’agosto e il dicembre 1791. Solamente l’Introitus viene scritto interamente da Mozart, mentre per quel che riguarda le sezioni dal Kyrie all’Hostias sono di Mozart solo le parti vocali. Del celeberrimo Lacrimosa Mozart scrive solo le prime 8 battute.

 

Prezzi biglietti: platea € 35,00 (settore giallo), € 30,00 (settore rosso), € 25,00 (settore blu); I loggia € 30,00 (settore giallo), € 25,00 (settore rosso), € 20,00 (settore blu); II loggia € 10,00 (settore giallo), € 10,00 (settore rosso), € 10,00 (settore blu).

La Stagione concertistica 2017 prevede due turni di abbonamento (A, B), per 15 concerti ciascuno.

La campagna abbonamenti per la Stagione concertistica prosegue, dopo le conferme e variazioni su posti disponibili, con i nuovi abbonamenti già in vendita da lunedì 9 gennaio 2017.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da mercoledì 11 gennaio 2017 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

 

 

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Non si fermano i successi del basso cagliaritano (di Serramanna)  Alessandro Abis. Dopo la vittoria al Festival Internazionale di Spoleto per giovani cantanti lirici, e le sue partecipazioni a diverse produzioni in teatri di prestigio come il Lirico di Cagliari e il Petruzzelli di Bari, ecco ancora un riconoscimento.

Domenica 13 novembre, a Mondovì Piazza, si è tenuta la XXVI edizione del Premio Internazionale “Opera-Città di Mondovì” legata al ricordo del baritono monregalese Domenico Viglione Borghese.

In questa occasione sono stati assegnati due premi: uno al celebre baritono Lorenzo Saccomani (premio alla carriera),  e il secondo al giovanissimo basso sardo Alessandro Abis (voce emergente).

Per la prima volta, l’evento non ha visto la presenza del famoso critico Giorgio Gualerzi, venuto a mancare nella sua Torino lo scorso 20 luglio, ma era presente sua figlia Valeria Gualerzi. .

Nell’incontro pomeridiano di Mondovì, il baritono Lorenzo Saccomani ha ripercorso , con Bruno Baudissone e Giorgio Rampone, le tappe della sua prestigiosa carriera.
Nella Sala Ghislieri invece, il 23enne basso Alessandro Abis ha tenuto un concerto con arie tratte da opere di Rossini (Il barbiere di Siviglia, La pietra del paragone, La gazza ladra, La Cenerentola), Bellini (I Puritani) e Verdi (Macbeth), oltre alla romanza da camera “Preghiera” di Tosti, di cui allego il video.

Al pianoforte il maestro Federico Brunello


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Andrea Mastroni, bellissima voce di basso, sarà il protagonista dell’opera Aquagranda che inaugurerà la Stagione Lirica al  Teatro “La Fenice ” di Venezia.

“L’opera di Filippo Perocco è un’opera scritta in memoria della tragica alluvione che colpì Venezia nel 1966, quando si verificò la più elevata acqua alta mai registrata, ormai 50 anni fa. È accaduto proprio all’inizio di novembre, mezzo secolo fa, provocando disastrose conseguenze”, spiega il basso italiano Andrea Mastroni,

Il 4 novembre l’opera sarà una prima mondiale.

Periodicamente la città viene colpita dall’innalzamento del livello del mare, ma difficilmente si avvicina ai 194cm, come è avvenuto nel 1966.

Il libretto è di Roberto Bianchin e Luigi Cerantola, musicalmente sarà diretta da Marco Angius . E’  una produzione di Damiano Michieletto.

Aquagranda è “un vero capolavoro, uscito dalla penna di un giovane compositore, Filippo Perocco, che ammiro molto”, dice Andrea Mastroni. “Già alla prima lettura del mio ruolo, Fortunato, rimasi stupefatto dalla totale immedesimazione nella mia vocalità: un vero basso profondo, con accenti estroversi, bizzarri, giochi onomatopeici e drammaticità. Insomma, io. Le mie origini veneziane mi legano ancor di più a questa vicenda”.

Questa anteprima mondiale, che sarà in programmazione fino al 13 novembre, ha una “scrittura verace e con molta logica, e che ritengo entusiasmante sia da un punto di vista musicale che narrativo.

Toccante la terribile constatazione di Fortunato al figlio  Ernesto, al quale rivela che non vi sarà scampo per nessuno di loro, perché l’acqua  “cresse”. Come evocativo il madrigale “Acque, atroci acque”, un momento di grande impatto emotivo”, dice Andrea Mastroni.

Il cantante milanese sottolinea l’entusiasmo con cui partecipa a questo progetto “in cui la fortuna di lavorare ad una nuova produzione con il genio di Damiano Michieletto mi onora ancor più di essere presente a questa serata speciale”.


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Devo dire che stavo tentennando. Poi ho deciso ed ho acquistato i biglietti. Al Teatro lirico di Cagliari è ancora in corso di rappresentazione La Traviata di Giuseppe Verdi. Questa è una recita fuori abbonamento,una di quelle recite dedicate ai turisti in visita nella nostra città e nelle zone turistiche dell’ interland. Purtroppo ho l’impressione che la pubblicità dell’evento non sia arrivata in maniera capillare nei centri turistici perchè il teatro aveva tanti posti vuoti. Per la Traviata è un evento raro vedere la platea così scarna. Comunque il pubblico è stato abbastanza caloroso perchè il cast era di buon livello.

Nel ruolo di Violetta Valery ho avuto il piacere di ascoltare il soprano Maria Teresa Leva. Una bellissima voce abbinata ad una bella presenza scenica. Un ruolo che le sta decisamente bene anche se ritengo sia ancora immaturo dal punto di vista tecnico. La romanza “E‘strano è strano“, primo ostacolo dal superare nell’opera, è estremamente difficile soprattutto per le agilità che caratterizzano la cabaletta. Le agilità  ,  nel caso della Leva, sono risultate “scivolate” e  per quanto riguarda acuti e sopracuti la voce ha perso  smalto risultando stridula e  sofferente.

E’ vero che il Mi bemolle finale è atteso dal pubblico, ma Verdi non lo ha scritto, e se questo fosse ancora poco sicuro è meglio ometterlo . Un vero peccato per una voce e un’ artista giovane che promette molto bene! Da tecnico forse posso permettermi una piccola analisi. Il centro, della vocalità della Leva in qualche momento risultava pesante, a tratti tubato, e questo, a mio avviso, ne ha sacrificato appunto il registro acuto.

 

Il Tenore Antonio Gandia, nel ruolo di Alfredo, ha mostrato sicurezza tecnica in ogni suo intervento. Bella voce  timbrata e sempre fuori dall’orchestra.  Ne I miei bollenti spiriti e nella successiva cabaletta ha ben interpretato senza perdere mai il controllo della sua bella vocalità. Certo Pavarotti ci ha abituato all’acuto finale, ma come dicevo per il soprano, la partitura verdiana non lo prevede ed è stato perfetto anche così.

Il baritono Sergio Vitale col suo ingresso, ha bucato la scena . La presenza scenica ha riempito il palcoscenico già solo col personaggio. Peccato quel cilindro troppo piccolo per la sua testa! Fesserie rispetto a quella che è stata la sua performance. Vocalmente azzeccato il suo timbro pastoso e scuro ha caratterizzato bene il ruolo di Giorgio Germont. Un personaggio questo, che  non ho mai amato. Quest’uomo che si intromette nei sentimenti del proprio figlio l’ho sempre visto come un padre egoista . Certamente bisogna valutarlo con la mentalità di allora.

Ottime le parti minori. In primo piano sicuramente quella del dottor  Grenvil interpretato dal nostro basso oristanese Francesco Musinu diventato una icona di questo ruolo  ha cantato decine di volte in tutti i teatri del mondo.  Notevole poi  Gastone che in questa regia viene fuori come personaggio ambiguo e viziato,  ben interpretato da Enrico Zara. Precisi e sicuri gli altri artisti :  Anninna di Vittoria Lai, Flora di Elena Belfiore, il Barone Douphol di Nicola Ebau ; il Marchese d’Obigny di Claudio Levantino, il domestico Giuseppe di Marco Puggioni, il commissario di Francesco Leone. Il coro è stato dignitoso.

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La voce del basso è la voce più grave nella classificazione dei registri vocali. E’ una voce rarissima, e chi la possiede, associata a delle buone qualità musicali ha una carriera assicurata.

La prima volta che sentii un basso era in occasione di un festival folcloristico, e lui era un russo. Mi impressionò questo timbro così profondo, ma allo stesso tempo rimasi affascinata da una vocalità così inusuale. Nei paesi dell’est c’è una maggiore concentrazione di voci gravi, anche femminili, e questo sembra sia dovuto alla struttura della laringe e a quella ossea del viso che fa da cassa di risonanza.

Eppure anche in Sardegna c’è una provincia dove le voci gravi non sono da meno, la provincia di Oristano. Mario Luperi, Francesco Musinu, Antonello Pippia sono tre “bassi” che provengono proprio da quella zona.

Oggi voglio proporvi una breve intervista con uno di loro, il basso Francesco Musinu che vanta quasi 35 anni di carriera in giro per il mondo: Teatro alla Scala, San Carlo di Napoli, Opera di Roma , Regio di Torino , Lirico di Cagliari , Fenice di Venezia, Verdi di Trieste, tanto per citarne alcuni.

Si è esibito in quasi tutti i Festival e i teatri di tradizione italiani  e stranieri  soprattutto in Francia, Germania, Spagna, Canada e Giappone.  Insomma una carriera intensa e varia che prosegue ancora oggi con grande successo.

Parte di questa carriera l’ha condivisa con sua moglie Giusy Devinu (v. blog ),  e l’opera che li ha visti maggiormente insieme è stata la Traviata. Il suo ruolo,  quello del dottor  Grenvil,  è il più eseguito in assoluto, tant’è che scherzando, dice di essere in attesa della “Laurea ad onorem” in medicina.

Francesco è una persona con uno spiccato senso dell’ironia.  Da bambino era invece molto timido  e si vergognava di tutto. Certo è strano se si pensa che poi, nella sua carriera  è stato diretto dai più grandi direttori d’orchestra del mondo: Claudio Abbado, Riccardo Muti , Giuseppe Sinopoli, Daniel Oren, Nello Santi, Gianluigi Gelmetti,  ecc. Per non parlare dei suoi compagni di palcoscenico, nomi da leggenda : Domingo, Bruson, Ricciarelli, Furlanetto, Ghiaurov . I registi non sono da meno: Carmelo Bene, Gabriele Salvatores,Franco Zeffirelli,  Liliana Cavani.

Francesco, chi ha scoperto le tue doti canore?

Sono nato in un paese della provincia di Oristano, Busachi, ma sono cresciuto ad Oristano dove ho frequentato le scuole primarie e secondarie.

Alle scuole superiori avevo un professore, Clemente Caria che dirigeva un coro: la Polifonica Arborense. Lui capì sin da allora che la mia era una voce interessante e mi invitò ad entrare appunto nel suo coro.

Come tutti i ragazzini anche tu avevi un mito

Si, il mio concittadino Mario Luperi, un grande basso.

hai fatto studi specifici al Conservatorio di Musica ?

Dopo le scuole superiori, mi presentai all’esame di ammissione per il Conservatorio G.P. Da Palestrina di Cagliari. Fui ammesso alla classe di canto del  maestro Gianni Socci. All’epoca esisteva ancora il Servizio militare e purtroppo, dopo un anno circa di studio fui costretto ad adempiere ai miei doveri. Al rientro ripresi con la signora Marcella De Osma.

Però  le occasioni di lavoro si presentarono quasi subito 

Si infatti . A 22 anni superai l’audizione per entrare a far parte del Coro del Teatro lirico di Cagliari  e  di lì a poco ebbi il mio primo ruolo da solista nell’Otello.

Quale è stato l’autore che hai eseguito di più?

Sicuramente Giuseppe Verdi. Dei suoi 27 titoli ne ho eseguito 18. Primo fra tutti La Traviata  di cui molte edizioni con mia moglie Giusy Devinu.

Giusy Devinu, un grande soprano con la quale Francesco ha diviso gran parte della sua vita. Erano giovanissimi quando iniziò la loro storia affettiva e poi professionale, e posso dire di essere stata testimone di quei primi momenti.

Francesco la ricorda così.

“La mia vita con lei è stato come un sogno.  Improvvisa arrivò la malattia e tutto cambiò. Come una nube nera, coprì la luce, stinse i colori e il suo bel sorriso che non mancava mai, non si spense ma la luce cambiò. In quei terribili anni di speranze, sofferenza, illusioni e terribili sentenze le stetti vicino come mai. Fu proprio in quegli anni che diventammo una cosa sola. Lasciai il lavoro le amicizie e tutto si racchiuse in un’attesa fatta di tanti attimi. Non la vidi mai piangere ne lamentarsi, anzi, riusciva persino a scherzare. Una volta guardando i medici che non avevano buone notizie,disse: Non preoccupatevi, nel mio lavoro non ho fatto altro che morire.
Questo è quello che posso testimoniare su Giusy, poco e forse non all’altezza. Io l’amai molto e lei amò molto me.

Sotto, un raro documento in cui Francesco canta con sua moglie Giusy.


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Il basso Alessandro Abis, giovane cantante sardo di Serramanna, è il vincitore dell’ edizione 2016 del concorso per giovani cantati lirici di Spoleto. Prima di lui, altri cantanti isolani hanno raggiunto i podio del famoso Concorso dello “Sperimentale”, studiando e debuttando nella Stagione Lirica dell’Istituzione. Grandi nomi della lirica internazionale tra cui  Il baritono cagliaritano Angelo Romero, il soprano Giusy Devinu, il contralto Bernadette Manca di Nissa, il soprano Valeria Podda, il tenore Ivano Lecca, il soprano Rossella Ragatzu, il baritono Domenico Balzani,

La commissione era formata da prestigiosi nomi della lirica internazionale  la cui presidente era Edda Moser.

Alessandro Abis, che ha solo 23 anni, si è già fatto notare in altre occasioni.(vedi intervista)  La sua è indubbiamente una voce rara ma sappiamo che solo la voce non basta se non si ha anche una bella dose innata di musicalità e lui nonostante la giovane età ha dimostrato di essere un artista ormai pronto per calcare i palcoscenici dei grandi teatri.

Ha iniziato i suoi studi col baritono Angelo Romero, poi al conservatorio G.P. da Palestrina con Elisabetta Scano, e , durante una masterclass sempre con la Scano ha conosciuto anche il basso Riccardo Zanellato.  Lo scorso anno il maestro Alberto Zedda lo aveva voluto nella sua accademia Rossiniana.

Il Concorso di Spoleto dedicato ai giovani cantanti lirici della Comunità Europea è considerato tra i più importanti concorsi europei a livello internazionale e durante il quale un’apposita Giuria seleziona i candidati; il Corso di preparazione al debutto di cinque mesi riservato ai cantanti vincitori del Concorso e la Stagione Lirica, che si svolge a Spoleto al Teatro Nuovo e al Teatro Caio Melisso, che costituisce il coronamento della preparazione dei giovani cantanti.

Hanno vinto il Concorso dello Sperimentale, studiato a Spoleto e debuttato nella Stagione Lirica dell’Istituzione moltissimi grandi nomi della lirica internazionale tra cui ricordiamo Cesare Valletti, Franco Corelli, Antonietta Stella, Anita Cerquetti, Anna Moffo, Marcella Pobbe, Leo Nucci, Ruggero Raimondi, Renato Bruson, Luciana D’Intino, Mariella Devia, Lucia Aliberti, Marcello Giordani, Natale De Carolis, Roberto Frontali, Giuseppe Sabbatini, Roberto De Candia, Sonia Ganassi, Norma Fantini, Daniela Barcellona, Marina Comparato.

Da alcuni anni il Teatro Lirico Sperimentale realizza, in collaborazione con la Regione Umbria, la Provincia di Perugia, il Comune di Spoleto e il Fondo Sociale Europeo corsi di alta formazione per maestri collaboratori e professori d’orchestra.

Ecco i nomi di tutti i vincitori dell’edizione 2016

CONCORSO PER GIOVANI CANTANTI LIRICI 
“COMUNITA’ EUROPEA” 2016

I VINCITORI:

ABIS Alessandro, BASSO
MARINI Mariangela, MEZZOSOPRANO
INTAGLIATA Sara, SOPRANO
MAZZOLA Giulia, SOPRANO
BAGALA’ Maria, SOPRANO
PINNA Annapaola, MEZZOSOPRANO
LIVI Federica, SOPRANO

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Concluse le audizioni 2015 per giovani sardi: vince un soprano di Cagliari

E´ il soprano Silvia Arnone, 28 anni, di Cagliari, la migliore artista tra i partecipanti alla sesta audizione per giovani cantanti lirici sardi bandita dall´Ente Concerti ´Marialisa de Carolis´ di Sassari. Lo ha stabilito la giuria composta dal vicepresidente dell´Ente, Antonello Mattone, dal direttore artistico del ´De Carolis´ Marco Spada e da Javier Menéndez Álvarez, direttore generale e artistico dell’

Opera di Oviedo.

Silvia Arnone, che già aveva concorso all´audizione del 2013, è stata premiata per il percorso di studi intelligente svolto negli ultimi anni, per i progressi fatti e i notevoli risultati artistici raggiunti.
Tra gli altri partecipanti si sono segnalati Veronica Abozzi, sassarese di 26 anni, per l´approccio stilistico e interpretativo già maturo, il cagliaritano Mauro Secci, 32 anni, per la naturale bellezza e qualità del timbro vocale, Francesco Leone, anche lui di Cagliari, di soli 21 anni, per le ottime qualità musicali e interpretative già mature nonostante la giovane età e Maria Ladu, di Nuoro, che a 28 anni ha saputo dimostrare verve e ottima intenzione espressiva nell´affrontare i ruoli del repertorio comico mozartiano.
Sono stati complessivamente 18 i giovani artisti, provenienti da tutta l´Isola e con età media di 27 anni, ad aver raccolto l´appello dell´Ente Concerti di Sassari e quindi preso parte alle audizioni di mercoledì 8 aprile al Teatro Civico. Un risultato interessante, numericamente superiore a quello della scorsa edizione, chiaro segnale di come sia sempre vivo il movimento culturale e musicale del territorio.
L´alta partecipazione conferma inoltre la bontà del progetto del ´De Carolis´, che con le audizioni biennali consente ai giovani sardi di far conoscere il proprio talento, monitorando inoltre lo stato dell´arte per la creazione di un catalogo di artisti locali. L´Ente si riserva di contattare uno o più candidati per eventuali ruoli scoperti nelle proprie produzioni e per la Stagione lirica.
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Chissà quanti volantini pubblicitari riceviamo giornalmente e li buttiamo senza neppure guardare!  A me capita quasi sempre . Ma è pensabile che un volantino possa fare da apripista ad un artista? Beh, quando con le pubblicità arrivano anche gli omaggi come  un CD di Mozart è possibile.

E’ successo ad Alessandro Abis, cantante lirico in erba. Ma andiamo per ordine.

 ”Da bambino pensavo di essere stonato e la musica non mi interessava, tanto meno quella classica. All’età di 11-12 anni l’unico interesse era il disegno e la pittura. Ecco quindi che al momento di scegliere la scuola superiore optai per il liceo artistico .”

E il canto quando è arrivato?

“In casa arrivava a cadenza quasi mensile, la pubblicità dei vini e altri prodotti della ditta”Giordano” , con degli omaggi in base alle ordinazioni . Ma in qualche occasione l’omaggio arrivava anche senza un ordine e uno di questi è stato un CD con musiche di Mozart. Questo CD divenne per me quasi un ossessione. Quando  dipingevo, lo mettevo come sottofondo. C’era solo l’Introitus del Requiem . Mi piaceva talmente tanto che decisi di acquistare l’intera composizione. Fu l’inizio del mio nuovo interesse.Da lì a breve decisi di acquistare anche il Requiem di Verdi e la Missa Solemnis di Beethoven.  Questo repertorio mi avvicinò alla musica sacra spingendomi ad iscrivermi in un coro parrocchiale. ”

Ma non ti sei fermato qui

“No. Ho ampliato le mie conoscenze musicali acquistando anche dei CD di Opere liriche .

Intanto nel coro della parrocchia conobbi un tenore che apprezzò molto la mia voce e mi volle presentare ad un coro del paese vicino al mio. Il coro si chiamava Nocte Surgentes e si occupava di repertorio medievale. Il direttore era il basso Giuseppe Tassara e il preparatore vocale il tenore Giuseppe Picciau  (artisti  del coro del Teatro Lirico di Cagliari). Devo molto ai loro insegnamenti.  ”

Ormai la passione per il canto corale aveva preso il sopravvento.

“Si, infatti ho continuato a fare altre esperienze sempre corali e master class. Ricorderò sempre la fantastica Ghislane Morgan, insegnante dei Tallis Scholars.”

Ma chi è stato l’insegnante di canto  che ha determinato la tua carriera di cantante lirico?

“Avevo 19 anni quando ho incontrato il baritono Angelo Romero , che mi spiegò in maniera più dettagliata la tecnica vocale, e poi mi fece debuttare in  concerti solistici. Un anno dopo decisi di iscrivermi al Conservatorio sotto la guida del soprano Elisabetta Scano.”

Quindi hai abbandonato il disegno?

Si, sono entrato in un nuovo ambiente. Inizialmente ho avuto qualche difficltà. Il canto, si sa, è fatto di sensazioni e non sempre queste si riescono a percepire in maniera immediata. Cercavo di fare miei tutti gli insegnamenti della mia nuova insegnante e allo stesso tempo ascoltavo anche i miei compagni per tentare di acquisire nozioni possibili.

L’evento però che mi ha sbloccato  dal punto di vista tecnico, è stata la Masterclass estiva con Elisabetta Scano e Riccardo Zanellato, l’unico basso con cui ho studiato.

Ma poi sono successe diverse cose che , a soli 22 anni, ti hanno aperto la carriera.

Si, ho deciso di tentare  il mio primo concorso lirico a Verona per l’associazione Opera In Tour Mantova, che bandiva un’audizione per un cast di Cenerentola di Rossini. In giuria c’era il mezzosoprano Anna Maria di Micco,  direttore artistico dell’associazione che ospitava l’evento, un agente e un regista. Come ho terminato mi hanno subito chiesto di prender parte al progetto e di entrare nell’agenzia. Mi pareva un sogno.

Mi parli del tuo primo ruolo in un Teatro lirico?

E’ stato al Lirico di Cagliari lo scorso anno.  Ho fatto l’audizione per il ruolo di Angelotti nella Tosca e sono stato subito scritturato. Un’ emozione unica se si considera che il direttore era il grande Gianluigi Gelmetti. Durante gli applausi sono scoppiato a piangere ed il baritono Armando Gabba  mi consolava piangendo con me.

Il debutto con un cast stellare di questo tipo ti avrà portato sicuramente fortuna. 

Infatti! Ora sto affrontando questa bellissima esperienza trentina della riapertura del Teatro Zandonai, dopo 12 anni di restauri. Sarò Basilio nell’opera  Il Barbiere di Siviglia  che inaugura il palco e la buca del teatro roveretano.

Prossimi impegni?

Prossimamente entrerò all’Accademia Rossiniana a Pesaro sotto la guida del grande Alberto Zedda che mi ha accolto nel tempio di Rossini, Sono davvero strafelice per questa nuova grande opportunità.

 

 

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Purtroppo nell’arco di due giorni hanno lasciato questa terra due grandi artisti del mondo della musica lirico-sinfonica con i quali ho avuto l’onore di cantare. Si tratta del basso Ivo Vinco e del direttore d’orchestra spagnolo  Rafael Frühbeck De Burgos. Due artisti dalla lunga carriera.

Il Teatro Lirico di Cagliari ha avuto modo di ospitarli in diverse stagioni. Il mio primo ricordo di Ivo Vinco risale al 1981 fra gli interpreti di Adriana Lecouvrer la cui protagonista era la grande Fiorenza Cossotto sua moglie. All’epoca ero ancora una giovane comparsa.

 

Venne poi nel 1982 fra gli interpreti di Gianni Schicchi; e ancora nel 1984 nel Sansone e Dalila, nel 1985 Trovatore, nel 1987 Aida.

Per quanto riguarda invece il direttore d’Orchestra Rafael Frühbeck De Burgos nato in Spagna (Pamplona) ma di origine tedesca, ricordo produzioni come le opere Goyescas e Vida Breve, Atlantida, Fontane di Roma, L’oiseau de feu, Sogno di una notte di mezza estate, Sinfonia 39 Mozart, Capriccio di Strauss.

Registrammo anche un CD di cui allego la copertina.

 

Questi artisti rimarranno sempre nella memoria di tutti noi attraverso le tantissime registrazioni audio e video che ci hanno lasciato.

Nella colonna a destra del blog, una sua intervista

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In occasione del concorso di canto Musicamore 2013 capita di ricevere video inviati da fan di artisti e non dagli artisti in prima persona. Fra questi, ieri  è pervenuto  quello di  Morris Robinson. Ho pensato di inserirlo fuori gara. Ascoltandolo vi renderete conto del perchè. La sua è una bella storia.

 Morris Robinson nasce nell’Atlanta, è laureato nella Citadel Military College di South Carolina dove è stato una stella del football americano.  Robinson, prima di dedicarsi al mondo della lirica è stato anche un  dirigente di 3M .

Chi lo ascolta oggi  per la prima volta si renderà conto che non avrà certo avuto difficoltà ad emergere come cantante lirico perché la sua è una rara voce di basso profondo come poche ne sono esistite nella storia del’Opera.

Il suo repertorio comprende ruoli come il Commendatore nel Don Giovanni,  Sarastro, Il Flauto Magico di Mozart ma anche , Ramfis in Aida , ruoli nelle opere di Richard Wagner , Jean – Philippe Rameau , Hector Berlioz e Richard Strauss e tantissimi altri.

Morris Robinson ha sempre amato tutti i generi musicali perché è cresciuto suonando la batteria in chiesa in quanto è figlio di un sacerdote battista.  Arrivato per caso ad ascoltare l’Opera lirica ne è rimasto subito affascinato.

Ascoltatelo in questo video amatoriale e poi mi direte, con la speranza di poterlo ascoltare dal vivo magari a Cagliari.


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E’ sempre bello poter riascoltare le canzoni del tempo passato, quelle dei nostri nonni!

Allora attenti a questa data 15 Giugno 2013

Se vi trovate a Cagliari, non perdete l’occasione di andare a sentire questo gruppo che interpreta un repertorio d’epoca.

 

 

Il progetto nasce dalla collaborazione tra alcuni musicisti e cantanti (“L’Antica Orchestrina”), che interpretano la canzone italiana leggera d’anteguerra fra gli anni ’30 e ’40. “Parlami d’amore Mariù”, “Vivere”, “Bellezza in bicicletta”, “Mille lire al mese”, “Pippo non lo sa” e tanti altri indimenticabili brani scritti in un periodo in cui la canzone italiana, con l’avvento del cinema sonoro e nonostante la rigida censura imposta dal regime, veniva prepotentemente influenzata dall’imperversare dello “swing” e dei nuovi ritmi ballabili di origine afro-americana.


L’ensemble dell’Antica Orchestrina è costituito attualmente da cinque musicisti (Ennio Atzeni al pianoforte, Pasquale Cao al clarinetto e sax, Antonio Madeddu al basso, Tonino Macis alla chitarra e mandolino, Franco Congiu alla batteria) e tre cantanti (Nicoletta Atzeni, Manuel Cossu, Samuel Pilia).

 

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Cristina Melis mezzosoprano

Nonostante le vicende negative che girano intorno al nostro teatro, noi lavoratori abbiamo sempre reagito cercando di continuare a fare il nostro lavoro con passione e professionalità.  Il pubblico, quello degli abbonati che ci sostiene nelle nostre battaglie, ci appaga mostrando entusiasmo e continuando a a seguirci nonostante i problemi nella programmazione.
Il Nabucco è stato un vero trionfo della stagione lirica passata  e così pure il Requiem di Verdi eseguito ieri sera all’interno della Stagione sinfonica.
Una grande opera che rappresenta un altro Verdi , anche se, ascoltandolo con attenzione, sembra di sentire all’interno di esso un concentrato di tutte le sue opere, da Aida a Don Carlo da Otello a Falstaff.
I solisti sono stati all’altezza della situazione. Punta di diamante della serata è stata sicuramente il mezzosoprano Cristina Melis, cagliaritana, che si esibiva per la prima volta nella sua città in qualità di solista. Cristina è figlia d’arte. Il padre Gustavo era maestro di canto (anche mio), e la madre Carmen, anch’essa mezzosoprano, collega del coro.

La sua è una voce ampia, agile, dal colore brunito, senza problemi di estensione e con un registro di petto particolarmente intenso tanto da conferire la giusta drammaticità a questo ruolo.
Di grande presenza vocale e scenica è sicuramente il basso Riccardo Zanellato, chiamato a sostituire all’ultimo momento Mattia Denti, che ha dovuto lasciare per indisposizione. Purtroppo il problema salute ha colpito un po’ tutti compreso  il tenore che, nonostante tutto, ha dato una prova più che decorosa. Il soprano Serena Daolio, dotata di bellissime mezze voci e filati, forse non è proprio adatta a  questo ruolo. La scrittura musicale  è impervia perchè si barcamena fra  note medio-acute ma allo stesso tempo presenta alcuni punti  di intensa tessitura centrale che prevedono una voce più corposa.
La direzione è affidata al maestro Marco Guidarini che ha condotto con piglio deciso e sicuro l’insieme dell’opera cercando gli equilibri nelle grandi sonorità fra coro e orchestra e ricercando effetti sonori di grande impatto emotivo,  dai pianissimi sussurrati a delle vere e proprie esplosioni di suono.

Ho incontrato il maestro Guidarini nel suo camerino e al quale ho chiesto di raccontare il Requiem verdiano dal suo punto di vista  interpretativo. Un’ interessante guida all’ascolto per chi verrà a sentire il Requem questa sera alle 19.

I ruoli solistici, come già detto sopra sono affidati a: Serena Daolio, Cristina Melis , Alessandro Liberatore , Riccardo Zanellato.  Il maestro del coro è Marco Faelli.

Coro e orchestra del Teatro Lirico di Cagliari


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Nel mio blog, in diverse occasioni, ho realizzato delle interviste ad artisti del mondo della musica  lirica e leggera sia italiani che stranieri,  e da quel momento sono entrati a far parte della mia vita quotidiana virtuale. Mi piace infatti mantenere i contatti tramite facebook e continuare a seguire le loro carriere artistiche, leggere le recensioni e quando capita anche esprimendo  il mio pensiero .

Allo stesso modo voglio che anche i lettori del mio blog siano  informati dei continui successi di questi artisti che in molti  hanno potuto apprezzare dal vivo anche qui a Cagliari

Ad esempio: il soprano Anna Pirozzi Simaku che abbiamo potuto ascoltare nell’opera Nabucco recentemente rappresentata al Teatro lirico di Cagliari,  si trova in questi giorni  a San Paolo del Brasile, per interpretare il ruolo di Lady Macbeth  nell’opera di Giuseppe Verdi, un ruolo che per imponenza vocale e presenza scenica rientra pienamente nel suo repertorio.

Per quanto riguarda invece il mezzosoprano  Anita Rachvelishvili, splendida Dulcinèè nel Don Quichotte cagliaritano vi informo che continua a riscuotere  successi  col suo cavallo di battaglia che è Carmen di Bizet: quest’ estate all’Arena di Verona, poi al Metropolitan di N.Y  e  in questi giorni  al Regio di Torino diretta daYutaka Sado. Mi fa piacere scoprire che nel suo stesso cast c’è anche il basso oristanese Francesco Musinu che ricoprirà il ruolo di Zuniga .

Il soprano Esther Andaloro ,  apprezzata Contessa nelle Nozze di Figaro sempre al Lirico di Cagliari, ricoprirà invece ancora un ruolo mozartiano al Carlo Felice di Genova. Sarà infatti Donna Anna nel Don Giovanni diretto dal maestro Giovanni Di Stefano.

 

 

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Oggi è la volta di un giovane basso russo. Si tratta di Nikita Zelenko di 19 anni che esegue un aria da camera ad un concorso Siberiano. Si ricorda che si può partecipare al concorso di  Canto online Musicamore 2012 sia per la musica leggera che per la lirica ed anche per il premio speciale cantautori inediti.

leggete qui il regolamento


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Generalmente accade il contrario. Un baritono col tempo, tende ad appesantire la sua voce e a dedicarsi a ruoli meno acuti da basso o da buffo, lui, in questi ultimi anni  invece, ha fatto il contrario.

Il basso bolognese Carlo Colombara, con oltre vent’anni di carriera alle spalle, continua ad ampliare il proprio repertorio avvicinandosi a ruoli baritonali come l’Escamillo di Carmen (Bizet), cantato a Caracalla nel 2009.
Ora il cantante, da sempre grande amante delle opere di Puccini, si cimenta con il ruolo del perfido Scarpia di Tosca debuttando il 21 aprile, il ruolo al Teatro Rudolfinum di Praga nell’ambito dell’Italia Arte Fest, realizzato in collaborazione con l’Umbria Music Fest.
La kermesse, ideata e diretta dal maestro Walter Attanasi, ha il patrocinio e la cooperazione dell’Ambasciata Italiana, dell‘Istituto Italiano di Cultura, delle maggiori Istituzioni ceche – come l’Ufficio del Governo Ceco, il Ministero della Cultura, Praga e della Regione e città di Zlin (Moravia) dove l’opera è stata eseguita il 20 aprile nel nuovo Kongresove Centrum.
Umbria Music Fest:

PR Carlo Colombara: Fidelio Artist

eputinati@fidelioartist.com

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Il personaggio di Don Chixiotte  descritto dallo scrittore Cervantes, ha ispirato sia musicisti ma anche tanti registi. Sono molti i films che hanno raccontato le sue gesta.

Grandi attori per grandi films ma anche attori comici per film leggeri.

Impossibile non ricordarsi ad esempio di Don Chisciotte e Sancio Panza (1968), regia di Gianni Grimaldi, con Ciccio Ingrassia nella parte di don Chisciotte e Franco Franchi in quella di Sancio Panza.

Ma anche qualche cosa di più serio come L’uomo della Mancha (Man of La Mancha, 1972), regia di Arthur Hiller, Peter O’Toole recita la parte sia di Don Chisciotte che di Miguel de Cervantes, che vede la nostra artista Sophia Loren nelle due parti di Aldonza e Dulcinea, James Coco recita le parti di Sancio Panza e del servitore di Cervantes.

C’è anche una versione  di Don Quixote, con la regia di Orson Welles, film mai completato nonostante riprese a singhiozzo durate 14 anni, versione recuperata da Jesús Franco e fatta uscire nel 1992.

Orlin Anastassov

E ancora: Don Quixote (1973), versione filmica del Minkus ballet, interpreti: Rudolf Nureyev, Lucette Aldous, Robert Helpmann (Don Chisciotte) e altri ballerini australiani.

Il personaggio dell’opera lirica di Massenet della produzione cagliaritana sarà interpretato  dal   basso bulgaro Orlin Anastassov, un’altra grande voce del panorama lirico internazionale . Pensate che è nato nel 1976 a Rousse (Bulgaria) da genitori entrambi cantanti lirici. Non era possibile che il loro figliolo non seguisse così appieno le orme paterne e materne. Un’altra grande voce che ci delizierà in questa produzione oltre al mezzosoprano Anita Rachvelishvili di cui ho parlato in precedenza e che spero di poter intervistare prossimamente.

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La Petite messe solennelle fu scritta per dodici cantanti, di cui 4 solisti, 2 pianoforti e un armonium.

Rossini la volle anche orchestrare, nel 1867, sia perché spinto da più parti ma, soprattutto, ritenendo che se l’orchestrazione fosse stata fatta da qualcun altro musicista dopo la sua morte, l’opera non avrebbe avuto quella caratteristica per cui la scrisse.
Al riguardo, sulla partitura tenne a precisare:
« “Petite messe solennelle”, a quattro parti, con accompagnamento di due pianoforti, e di un armonium. Composta per la mia villeggiatura di Passy (nota: località presso Parigi). Dodici cantori di tre sessi, uomini, donne e castrati, saranno sufficienti per la sua esecuzione. Cioè otto per il coro, quattro per il solo, in totale di dodici cherubini: Dio mi perdoni l’accostamento che segue. Dodici sono anche gli Apostoli nel celebre affresco di Leonardo detto La Cena, chi lo crederebbe! Fra i tuoi discepoli ce ne sono alcuni che prendono delle note false! Signore, rassicurati, prometto che non ci saranno Giuda alla mia Cena e che i miei canteranno giusto e con amore le tue lodi e questa piccola composizione che è, purtroppo, l’ultimo peccato della mia vecchiaia. »
(Gioachino Rossini, Passy, 1863)

Dopo che il lavoro fu terminato, scriveva nel manoscritto in calce all’Agnus Dei:
« Buon Dio, eccola terminata questa umile piccola Messa. È musica benedetta  quella che ho appena fatto, o è solo della benedetta musica? Ero nato per l’opera buffa, lo sai bene! Poca scienza, un poco di cuore, tutto qua. Sii dunque benedetto e concedimi il Paradiso. »
    (Gioachino Rossini, Passy, 1863)
Ecco dunque che la Petite messe può essere considerata il testamento spirituale di Rossini, forse già presago della sua prossima morte.
La Stagione concertistica 2011-2012 del Teatro Lirico di Cagliari prosegue,

venerdì 20 gennaio 2012 alle 20.30 (turno A) e sabato 21 gennaio 2012 alle 19 (turno B), con uno dei capolavori assoluti della letteratura sacra ottocentesca: la “Petite Messe solennelle per soli, coro e orchestra” di Gioachino Rossini, nell’esibizione dell’Orchestra e Coro del Teatro Lirico, guidati dall’esperto Filippo Maria Bressan. I ruoli solistici sono affidati al soprano Elisabetta Scano, al mezzosoprano Clara Calanna, al tenore Kenneth Tarver e al basso Ugo Guagliardo. Il maestro del coro è Marco Faelli. (foto Priamo Tolu)
Sotto il video dell’Agnus dei eseguito dalla collega Margherita Pinto e dal nostro coro nella  versione per pianoforti ed organo


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turandot pucciniMartedì 4 ottobre sarà possibile vedere in alta definizione sui grandi schermi di tutta Italia la Turandot registurandot puccini torre del lagotrata quest’estate al Festival Puccini di Torre del Lago, uno degli eventi lirici più prestigiosi nel mondo. Tra i protagonisti il bolognese Carlo Colombara, basso con oltre vent’anni di carriera alle spalle, nei panni di Timur. Antonia Cifrone ha dato voce alla principessa protagonista, Piero Giuliacci a Calaf, Satomi Ogawa alla schiava Liù mentre  Roberto Accurso, Aldo Orsolini e Nicola Pamio sono stati il simpatico trio Ping, Pong e Pang.

La regia di Maurizio Scaparro ha curato scene e ambientazione mentre la canadese Kery Lynn Wilson ha diretto l’orchestra del Festival.
In Sardegna sarà possibile vedere l’opera nei cinema Cineworld di Cagliari e Iglesias, Moderno di Sassari, Rex di Bono, Movies Multisala di Santa Giusta e Giordo di Tempio Pausania.

turandot-diretta-festival-puccini

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Nino_RotaErano i primi anni di studi musicali quando sentii parlare per la prima volta di questo musicista. Infatti ricordo perfettamente quando assistei ad una sua opera,”La visita meravigliosa“. Era il mio primo abbonamento alla Stagione lirica cagliaritana, al Teatro Massimo. In quell’occasione un mio compagno di classe, il basso Mario Luperi, fu premiato dal direttore per le sue grandi qualità vocali, con una particina da comprimario proprio in quest’opera  e noi  compagni, eravamo molto orgogliosi di questo anche perchè in sala c’era proprio Lui, l’autore . Ricordo ancora, qualche anno più tardi, quando  il direttore del conservatorio ci comunicò della sua morte.
Nino Rota (1911-1979) è nato da una famiglia di musicisti, inizia a studiare pianoforte con la madre, la pianista Ernesta Rinaldi e all’età di otto anni inizia a comporre.
Entrato al Conservatorio Giuseppe Verdi (Milano) nel 1923, è stato allievo di Paolo Delachi e Giulio Bas.

Nel 1922 compone L’infanzia di S. Giovanni Battista scritto a quasi undici anni ed eseguito nello stesso anno a Milano e l’anno successivo a Turcoing, in Francia; in occasione della esecuzione francese, chiamato alla ribalta dal pubblico entusiasta ne diresse la replica del finale. Nel 1926 Nino Rota scrive Il Principe Porcaro, un’operina per ragazzi ispirata ad una fiaba di Hans Christian Andersen. Tre quarti d’ora di una musica che, considerata l’età del compositore, è giudicata dai critici già matura, senza sbavature, intensa e al tempo stesso ironica.

Successivamente Nino Rota studia privatamente con Alfredo Casella a Roma, conseguendo il diploma in composizione musicale al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1930.

Nel 1930 si reca negli Stati Uniti , e vi rimane due anni, per alcuni corsi di perfezionamento vincendo una borsa di studio a Filadelfia. Torna in patria per laurearsi in lettere all’Università degli studi di Milano con una tesi dedicata al compositore Gioseffo Zarlino.

Nel 1937 insegna teoria e solfeggio al Liceo Musicale di Taranto, mentre due anni dopo passa al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari, dove insegna armonia e composizione; di quest’ultimo istituto diventa direttore nel 1950.

Dopo aver realizzato il suo primo accompagnamento musicale per il film Zazà di Renato Castellani nel 1944, incontra, successivamente, Federico Fellini impegnato a produrre Lo sceicco bianco.

Da allora tra i due artisti si instaura un’amicizia lunga trent’anni e una collaborazione per numerosi film. Nel 1972 compose le musiche del film Il padrino, Due anni dopo, però, riuscì a vincere l’ambito premio con le musiche del film Il padrino – Parte II. Il compositore muore poco dopo la fine delle registrazioni della sua ultima colonna sonora per Fellini, Prova d’orchestra.

Per i funerali di Federico Fellini, Giulietta Masina chiese al trombettista Mauro Maur di suonare l’”Improvviso dell’Angelo” di Nino Rota nella Basilica di S. Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma.

Pur essendo conosciuto soprattutto per il suo lavoro nel mondo del cinema, Nino Rota ha composto anche per il teatro lirico ed il balletto con notevole riscontro internazionale.

In occasione della stagione lirica cagliaritana è in corso di preparazione proprio un’opera di Rota: Napoli Milionaria su libretto di Edoardo De Filippo.


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-Cesare_SiepiQualche giorno fa ho parlato della voce più acuta femminile: il soprano.

La voce più grave maschile invece è la voce di basso.

La voce di un basso tipico si estende dal fa grave al fa acuto (fa1 – fa3).

Ho avuto ieri la notizia della morte del famosissimo basso italiano Cesare Siepi.
Cesare Siepi (Milano, 10 febbraio 1923  – Atlanta, 5 luglio 2010) è stato un basso italiano di fama internazionale.

Formatosi presso il conservatorio della sua città debuttò appena diciottenne a Schio nel ruolo di Sparafucile in Rigoletto affermandosi rapidamente.

Nel 1945 interpretò Zaccaria nel Nabucco alla Fenice di Venezia.

Nel 1948 venne chiamato da Arturo Toscanini per il concerto commemorativo di Arrigo Boito al Teatro alla Scala di Milano e di nuovo dallo stesso nel 1951 per la Messa da Requiem di Verdi.

Nel 1950 fece il suo debutto al Metropolitan di New York interpretando Filippo II nel Don Carlos e dando così inizio alla trentennale collaborazione con il teatro statunitense, dove infatti ha avuto modo di cimentarsi in un largo repertorio, di cui importante testimonianza storica sono i diversi Broadcast realizzati dal teatro.Siepi_Don_Giovanni

Nel 1953 fu scelto da Wilhelm Furtwängler per il ruolo di Don Giovanni al Festival di Salisburgo. Questo ruolo fu particolarmente determinante nella carriera di Siepi, in quanto la critica di allora lo definì il “burlador de Sevilla per antonomasia”, spodestando quasi di prepotenza il celebratissimo Ezio Pinza.

La sua estensione vocale particolarmente ampia, unitamente alla capacità – più unica che rara – di cambiare il colore del suo timbro, adattandolo alla partitura che stava interpretando, gli permisero di ricoprire ruoli da basso profondo come Baldassarre nella Favorita di Donizetti, ma anche ruoli da basso-cantante come il Conte Rodolfo della Sonnambula o Figaro delle Nozze di Figaro.

È stato un grande interprete anche del Mefistofele di Arrigo Boito, che ha interpretato numerose volte, e di cui esiste anche una storica registrazione a fianco di Renata Tebaldi e Mario Del Monaco per la Decca italiana. Non mancarono apparizioni anche nei teatri di Broadway come nei musicals “Bravo Giovanni” e “Carmelina”, per lui appositamente realizzati[senza fonte].

È stato interprete anche di opere in lingua tedesca come Gurnemanz nel Parsifal di Wagner nel 1970 e Sarastro nel Flauto Magico di Mozart.

Il 21 aprile 1989 tenne al Teatro Carani di Sassuolo quello che è considerato il suo concerto di addio alle scene.
È scomparso nel 2010 all’età di 87 anni negli Stati Uniti, dove abitava con la famiglia


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foto di P.Tolu

foto di P.Tolu

Il dopo spettacolo, nei camerini, è un po’ come trovarsi negli spogliatoi dei giocatori dopo una partita di campionato. Ci si scambiano infatti  le considerazioni sullo spettacolo appena concluso.
La faticosa e lunga svestizione che prevede 6 pezzi d’abito uno sull’altro, oltre che l’acconciatura, ha consentito di poter esprimere i propri giudizi in maniera dettagliata
Il soprano Mariella Devia ha incantato ancora con la sua freschissima vocalità, grazie ad una tecnica del fiato  a dir poco perfetta, non ha lesinato acuti e le agilità sono state di una precisione svizzera. Ascoltando un’ incisione di qualche anno fa, non si trova differenza con oggi. Ed è strabiliante ancor di più vederla interpretare ruoli che richiedono personaggi adolescenziali senza che risulti fuori tempo.
Le considerazioni naturalmente si spostano verso i ruoli degli altri cantanti quali Arturo interpretato dal tenore americano John Osborn che comincia l’opera con un’aria tecnicamente difficilissima ed acutissima. Nonostante ciò è riuscito a controllare l’emozione iniziale, andando sempre in crescendo.
Negli altri ruoli non hanno sfigurato neppure il baritono Luca Salsi (Riccardo);  il basso Riccardo Zanellato (Giorgio);Mattia Denti (Gualtiero), Rossana Rinaldi (Enrichetta) Personalmente sono rimasta colpita dalla bella  voce, ricca di armonici e di sicurezza interpetativa del basso Zanellato che con l’aggiunta del  fisique du role completa bene il suo personaggio.
Il nostro artista cagliaritano, il tenore Gianluca Floris poi, ha ricoperto il suo ruolo   sempre con precisione ritmica e d’intonazione.
L’allestimento (regia, scene, costumi e luci) interamente curato da Pier’Alli, ha previsto un coro (preparato dal maestro Fulvio Fogliazza) nello stile coro-creco, col compito di commentare in prima persona gli avvenimenti in corso oltre che vocalmente anche gestualmente. Di bell’impatto visivo.
Il giovanissimo direttore d’orchestra Ramon Tebar non ha deluso e, nonostante le difficoltà di un’opera come i Puritani, è riuscito ad interpetare bene la partitura non perdendo mai il controllo del palcoscenico.
Credo comunque che il pubblico sia rimasto soddisfatto . Ha dimostrato di apprezzare il grande lavoro fatto da tutti noi lavoratori del teatro, con gli applausi che ieri sono scaturiti spontanei sempre (e non dimentichiamo quanto il pubblico delle prime sia sempre un po’ abbottonato) sensibilizzato forse anche dalla lotta che stiamo intraprendendo per salvaguardare questo patrimonio culturale dalla leggei taglia-fondi del ministro Bondi .

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Quante volte ci siamo pentiti di non aver riconosciuto il treno giusto che passava! Quel treno della vita, della fortuna che poteva cambiare la nostra vita.

(continua…)

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La prima volta che sentii una voce scura e profonda è stato il giorno della mia prima lezione di canto in Conservatorio.

(continua…)

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