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(Leggi qui la prima parte)

Intanto giunge anche il contralto Federica Moi che insieme al tenore proseguono la prova dell’acustica continuando così ad attirare l’attenzione delle persone di passaggio. Interessante vedere le persone incuriosite da queste voci diverse per il  genere di canto sconosciuto ai molti.  Il tenore  è sempre identificato come Pavarotti. La voce di Francesco attira un gruppetto di ragazzini che ridacchiando  commentano l’evento fuori dal comune: “Ma ittà cesti una festa?”- “Boh!” risponde l’altro – “deu intendu unu Pavarotti cantendi” (Ma cosa c’è una festa? Io sento un Pavarotti che canta). Sorrido avvicinandomi e li invito al concerto della sera.

ORE 17

Arrivo alla metro con un po’ di anticipo per assicurarmi che tutto sia sistemato come previsto. La porta principale è bloccata affinchè non vi siano correnti e passaggi di persone verso i treni. Ottimista chiedo di lasciare invece aperta quella in fondo. Spero infatti che la saletta si riempia in modo tale da sfruttare anche lo spazio esterno vicino ai treni. Informo poi lil personale della biglietteria che sarà necessario utilizzare il loro spazio per una piccola scenetta legata ad un’aria del soprano Chiara Loi. L’impiegato, con molta gentilezza accondiscende.. Cominciano ad arrivare persone di ogni genere, in particolare una famigliola di zingari che forse spera di riempirsi le tasche in una serata più movimentata del solito ma stranamente si spaventa  davanti alla mia telecamera e  preferisce darsela a gambe.

I curiosi pian piano capiscono che se vogliono vedere qualche cosa comodamente è meglio occupare le poche panche del posto  . Alcuni domandano   se il concerto comincerà puntuale. Rassicuro che saremo puntualissimi.

Mi accorgo che la saletta è quasi piena e che forse l’ho pensata bene di far aprire anche le porte in fondo.

Come per incanto da lì a poco  tutto lo spazio circostante  è pieno di un pubblico variegato e non solo quello dei teatri per intenderci . Intravvedo da dietro un vetro, il viso di un giovane che mi osserva. Riconosco il ragazzo della mattina, quello che aveva voluto provare il pianoforte appena accordato, e con lui altri ragazzi che avevo invitato. Erano intimiditi forse arrivati troppo tardi per poter entrare o forse si sentivano fuori luogo per quell’evento così particolare.

In tanti hanno ammesso di aver letto la notizia sui social e quotidiani online e di essere stati attratti dalla novità e l’originalità del posto.

Chi riesce ad entrare sceglie anche di sedersi in terra. Una giornalista della Web TV  youtg.net con videocamera al seguito, ci domanda se può fare riprese in diretta, acconsento pur sapendo che poteva essere un’arma a doppio taglio come d’altronde il cantare a pochi metri dal pubblico. L’emozione dei giovanissimi artisti si sarebbe vista tutta,  cosa che non succede quando si sta sul palcoscenico a qualche decina di metri . ma il bello di questa situazione è comunque il calore che il pubblico trasmtte a chi si esibisce.

Apre la serata il pianista Francesco Adamo che ci delizia con un brano di Lszt per poi attaccare subito il simpaticissimo Fox della Luna esseguito da tutto il gruppoMusicamore’s Artist.

La serata prosegue con arie e duetti di Verdi, Bellini, Rossini ,Tosti, Offembach, Delibes, con la squillante voce del tenore Francesco Scalas, quella scura e brunita  del contralto Federica Moi e la voce pirotecnica e incisiva  del soprano Chiara Loi che ci ha divertito vocalmente e scenicamente  con acuti e sopracuti  nell’aria della bambola Bambola di Hoffman   .

Il concerto si è concluso con uno Spiritual intonato dal contralto Federica Moi accompagnata da  tutti gli altri , compreso il giovane baritono Roberto Dettori e la sottoscritta. Applausi affettuosi per tutti con richiesta di poter replicare il concerto in altra location.

I ragazzi hanno poi brindato per la bella riuscita della serata pur consapevoli che l’emozione in alcuni momenti ha giocato brutti scherzi.  L’artista studia principalmente per donare l’arte agli altri . Le lezioni in un’aula possono essere perfette ma se non si sperimenta davanti al pubblico non si potrà mai capire quali possano essere i punti in cui si presentano le difficoltà  da risolvere per poter poi riaffrontarlo con sicurezza .

Si ringrazia l’ARST per aver messo a disposizione gli spazi, e lo sponsor della scuola di canto Vi.U.Music Academy.


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Stazione metropolitana leggera di Cagliari Piazza Repubblica.

Erano circa le 8,30 quando sono arrivata, l’accordatore era già  lì con un po’ di anticipo rispetto al nostro appuntamento. Aveva appena aperto la cassa del pianoforte mettendo  in bella mostra  la meccanica, armeggiando con ”  chiavi”  di diverse misure. Ascoltava  con attenzione i suoni delle singole corde tirandole con molta delicatezza.

Quel pianoforte, donato solo due anni fa, era stato vandalizzato brutalmente mettendolo fuori  uso quasi  subito. Graffi dappertutto, tasti e leggio divelti.  Fino a ieri mattina era chiuso con un lucchetto.

La guardia giurata, custode della chiave, avvisava  chiunque ne facesse richiesta, che lo strumento era talmente scordato   da non permettere di suonare neppure la più semplice melodia.

Durante l’operazione di accordatura c’era un via vai di  persone che  buttavano l’occhio per capire cosa stesse succedendo. Qualche curioso si avvicinava  chiedendo notizie del perchè di questa operazione. Mi prodigavo subito a dire che la sera ci sarebbe stato un concerto con dei cantanti lirici e che di lì a poco avremo fatto qualche prova.

C’era il tizio che osservando l’accordatore,  evidenziava che quel mestiere  oggi è molto più facile di un tempo raccontando che suo nonno faceva tutto ad orecchio e non aveva certo bisogno di “macchinette” . Insomma chiunque passasse aveva da dire la sua incurante del fatto che l’accordatore aveva bisogno di estremo silenzio e che parlando gli avrebbero rallentato il lavoro superando le tre ore previste  .

Dopo una mezz’oretta ecco arrivare un treno dal quale scende un bel gruppo di ragazzi, inizialmente di corsa, e poi , una volta davanti al pianoforte aperto   rallentando e fermandosi ad osservare. Ho viso nei loro volti stupore , come i bambini che vedono  per la prima volta un giocattolo sempre e solo sognato.

Fra un pendolare e un viandante ecco giungere un ragazzo di circa 25 anni, dall’aspetto evidente di uno che soffre di qualche dipendenza . Barcollando osserva in silenzio  il completamento del lavoro  e senza perdere tempo, a lavoro terminato,  si siede subito davanti alla tastiera cominciando a strimpellare a caso e tentando di imitare i grandi pianisti  dondolandosi senza una logica.

Non sapevo come fargli capire che doveva lasciare il pianoforte perchè era arrivato il pianista Francesco Adamo che avrebbe dovuto accompagnare i cantanti del concerto della sera. Gli dico  che almeno per tutta la giornata quel pianoforte sarebbe stato di nostra proprietà dal momento che avevamo finanziato l’accordatura. Non ha fatto storie, si è alzato ma non ha tolto gli occhi dalla tastiera  e si è messo ad osservare  le dita del pianista che sfioravano i tasti con grande agilità. Chissà, magari da bambino avrebbe desiderato poter studiare il pianoforte  ma il destino aveva deciso diversamente per lui.

Nel frattempo il personale della stazione, gentilissimo, si è messo a disposizione per sistemare   la saletta affinchè fosse tutto pronto  per il concerto della sera  . Dentro di noi c’era la speranza che quello spazio si potesse riempire, ma avevamo dei dubbi. Il tempo non ci stava aiutando, vento e pioggia avevano preso il sopravvento dalla mattina presto.

Arriva poi una signora con  buste della spesa.  Guardandosi in giro capisce che c’è qualche novità in corso . Appena le dico del concerto subito si illumina riferendomi che da giovane era un soprano .  Mi guarda negli occhi  e comincia a cantare. Sento in lei una voce intonata e molto curata, avevo capito che non mentiva. Si siede sulla panca accanto al pianoforte e mi racconta un po’ della sua vita, era una rumena trasferitasi in un paese del cagliaritano ormai da più di 25 anni.

Finalmente  arriva il tenore Francesco Scalas che non perde tempo ed intona un brano di quelli che eseguirà nel concerto della sera, utile per provare l’acustica. La signora si incanta e per un attimo mi pare di leggere nel suo pensiero il desiderio di poter essere in palcoscenico con lui.

Un altro signore di mezza età dall’aspetto eccentrico con la barba lunga e bianca si ferma invece ad osservare il pianista.  Si  capisce che vuole domandargli qualche cosa ma non vuole interrompere le prove.  Approffitta di una pausa  per domandare se era disponibile per lezioni private.

Fine prima parte (leggi qui la seconda parte)


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E’ indubbiamente una location inusuale quella che ospiterà i Musicamore’s artists in un concerto lirico a Cagliari.

Mercoled’ 27 dicembre alle ore 18,  la stazione Metro di Piazza Repubblica si trasformerà in una sala da concerto e l’occasione è quella  di rimettere in attività il pianoforte (che sarà riaccordato grazie al contributo di questo blog musicamore) , donato qualche anno fa dall’associazione Nonsoloavvocati Onlus proprio alla stazione .

Da diversi anni, nelle città europee si sta usando sempre più spesso sistemare un pianoforte in un angolo delle stazioni affinchè chi è di passaggio ed ha il talento, possa suonare ed allietare l’attesa dei pendolari e dei  turisti che sostano.

Lo scopo però è anche quello di avvicinare sempre più persone all’arte e alla musica soprattutto quella classica e lirica, un genere che in tanti sono convinti sia di nicchia e  alla portata di pochi. E’ una convinzione errata. Ormai i prezzi sono sempre più popolari così pure gli orari diversi in base alle esigenze di chi lavora.

Certamente i teatri hanno di bello la comodità e l’acustica ideale per poter ascoltare della buona musica, ma questo mantiene le distanze fra artisti e pubblico. La street music regala in questo modo, un assaggio a chi vuole avvicinarsi a questo genere, mettendo in  comunicazione diretta gli artisti col pubblico che a fine esibizione  potranno confrontarsi chiacchierando con i musicisti e porre delle domande sui brani eseguiti  .

 Mercoledì 27 dicembre alla stazione della Metropolitana di piazza Repubblica a Cagliari siete tutti invitati alla performance di quattro giovanissimi artisti ,tutti intorno ai 20 anni, allievi dell’ accademia di canto  Vi.U. Music Academy.

Da pochi mesi hanno formato un gruppo esibendosi soprattutto per il sociale.   Grazie alla disponibilità dell‘ARST (trasporti Sardegna) che ha messo a disposizione gli spazi,  il soprano Chiara Loi, il contralto Federica Moi, il tenore Francesco Scalas, accompagnati dal pianoforte da  Francesco Adamo, e la partecipazione straordinaria del baritono Roberto Dettori, regaleranno al pubblico presente  romanze e canzoni del secolo scorso.

 

 

 

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Ieri sera sono stata ad un concerto molto originale nella bellissima basilica di Sant’Elena a Quartu (CA). Il coro Musica Viva diretto da Maria Paola Nonne ha eseguito il Requiem di Maurice Duruflé  con l’accompagnamento dell’organista Fabrizio Marchionni. Una rarirà musicale (per la prima volta in Sardegna), che la direttrice  Nonne ha riscoperto tramite la lettura di un articolo della rivista di Feniarco, ad opera del musicologo Cesare Marinacci: Il canto ritrovato

E’ un Requiem composto nel 1948  ma che racchiude in se tanto gregoriano. Ed è proprio questa commistione che ha affascinato la direttrice: due epoche così lontane ma perfettamente integrate tra loro  .Lo stesso Duruflé dichiara: “questo Requiem è interamente composto sui temi della messa gregoriana per i defunti …rappresenta l’idea di pace, fede e speranza”.

Appena ha avuto in mano la partitura, la Nonne non ha perso tempo e, con grande passione, pazienza e capacità tecnica lo ha realizzato col suo  coro amatoriale. Una bella impresa se si considera che la scrittura musicale è davvero impervia sia per tessitura vocale che per le dissonanze tra i registri, difficoltà  che spesso portano a calare anche i cori più esperti.

Il coro Musica Viva ha mantenuto in tutta l’esecuzione sempre un buon livello, senza evidenti sbavature  o prevalenze di registri. Ottima la fusione. L’organo di Fabrizio Marchionni  ha sostenuto bene l’intonazione del coro seppur in qualche rara  occasione abbia prevaricato sulla vocalità dei pianissimi.

Le voci solistiche erano quelle del baritono Alessandro Porcu e del contralto Federica Moi all’altezza della situazione.

Particolare rilevante di questa composizione è il cammeo del quinto brano.  il coro ha abbandonato l’altare per dare spazio al contralto Federica Moi che, con l’accompagnamento del violoncellista Marco Testa e  l’ organista Marchionni ha  eseguito uno splendido e difficilissimo  Pie Jesu.

Il pubblico  numerosissimo,  ha applaudito copiosamente.

Di seguito un video-documento della serata


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Prima esecuzione integrale

Domenica 5 Novembre alle ore 19.15 presso la Basilica di Sant’Elena Imperatrice a Quartu, l’Associazione Culturale Musica Viva Cagliari sarà lieta di presentare l’esecuzione del Requiem op. 9 del compositore e organista Maurice Duruflé, nella versione per Soli, Coro, Organo e violoncello.

Maria Pala Nonne

L’opera, dedicata alla memoria del padre dell’autore, è divisa in nove movimenti:  Introitus, KyrieDomine Jesu Christe, Sanctus, Pie Jesu, Lux aeterna, Libera me, In Paradisum.

Si tratta di un capolavoro unico nel suo genere perché rappresenta l’affascinante e significativo incontro tra due mondi apparentemente lontani; in esso, infatti, Duruflé è capace di coniugare mirabilmente gli antichi canti gregoriani della Messa per i defunti  con il linguaggio novecentesco vicino allo stile musicale francese di Debussy, Fauré e Ravel.

L’allestimento di questo Concerto, reso possibile grazie alla cortese e preziosa accoglienza del Parroco e Rettore della Basilica Mons. Alfredo Fadda, è il risultato di un intenso percorso di studio e della proficua collaborazione tra il Coro Musica Viva Cagliari, diversi amici cantori vicini all’Associazione, l’organista e compositore Fabrizio Marchionni, il violoncellista Marco Testa, e i solisti Federica Moi e Alessandro Porcu.

Il progetto Requiem, ideato e concertato dal direttore artistico dell’associazione, Maria Paola Nonne, nasce dall’intento di favorire la conoscenza e la diffusione di questa perla musicale, già apprezzata in Italia e in Europa, con la prima esecuzione integrale dell’opera in Sardegna.

Per questo motivo  il Concerto  sarà preceduto da una breve conferenza di presentazione, un momento di introduzione all’ascolto e di analisi, curata dal liturgista Don Davide Collu, Vicario Parrocchiale della Basilica di S. Elena, e dal direttore Maria Paola Nonne.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sarà molto interessante vedere  “La cambiale di matrimonio”, celebre opera di Rossini, ambientata ai giorni nostri. La messa in scena è opera dell’insegnante di arte scenica Maria Paola Viano   del conservatorio di Cagliari , con i suoi allievi delle classi di canto dello stesso conservatorio.

La messa in scena sarà domani  presso l’Auditorium del Conservatorio di via Bacaredda alle ore 19

La cambiale di matrimonio

farsa su libretto di Gaetano Rossi
e musica di Gioachino Rossini

Personaggi e interpreti

TOBIA MILL Gabriele Barria
FANNY Ilaria Vanacore
EDOARDO MILFORT Marco Puggioni
SLOOK Carlo Asuni
NORTON Francesco Piano
CLARINA Jiadi Wu

Maestro concertatore e direttore – Cristina Greco
Orchestra del conservatorio G.P. Da Da Palestrina di Cagliari

clavicembalo – Nina Krokos

regia – Maria Paola Viano

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Finalmente qualcuno si ricorda di questo grande baritono cagliaritano! Peccato che a farlo non è il comune di Cagliari ma il comune di

Capoterra.

 Sarà infatti l’assessore alla Cultura  in collaborazione con la Pro loco, a donare un premio alla carriera al grande  baritono cagliaritano

AngeloRomero che ha onorato la sua città cantando nei palcoscenici di tutto il mondo.

Una vita, la sua, molta avventurosa. Una persona simpatica e umile che qualche anno fa mi ha concesso una lunga intervista per il mio blogMusicamore e per la Banca della memoria, e che vi ripropongo alla fine de questo post.

Il 3 settembre alle ore 20,30 a Capoterra il premio sarà assegnato durante una serata-concerto in cui si esibiranno oltre ad Angelo Romero, anche suo figlio Michelangelo, tenore, i soprani Cinzia Todde e Monica Fadda accompagnati al pianoforte dal maestro Andrea Cossu. Ci saranno inoltre  Las Mamas, gruppo vocale diretto da Annalisa Melis, e il coro “L’Accademia” diretto da Marina Pinna.

Ingresso è libero

Le mie videointerviste a Romero cliccando sul link sottostante

Angelo Romero si racconta

 

 

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Non è la prima volta che il Coro e l’orchestra del Teatro Lirico di Cagliari si esibiscono nella monumentale terrazza del Bastione. Se la memoria non m’ inganna, l’ultima volta risale al 17 marzo del 2011, in occasione dell’anniversario dei 150 anni dell’unità  d’Italia. All’epoca il direttore d’orchestra era il giovanissimo Andrea Battistoni

Giovedì 6 luglio alle 21, sempre sulla Terrazza Umberto I del Bastione di Saint Remy a Cagliari, il Teatro Lirico di Cagliari offre una serata di musica lirica al pubblico ed alla cittadinanza tutta: celeberrime scene corali, arie, duetti e brani popolari tratti dalle più famose opere liriche di Verdi, Puccini, Donizetti e Rossini.

Questa volta però il direttore sarà  Gérard Korsten e, in qualità di solisti, Tiziana Caruso (soprano), Lavinia Bini (soprano), Agostina Smimmero (mezzosoprano), Angelo Villari (tenore), Devid Cecconi (baritono). Il maestro del coro è Gaetano Mastroiaco.

Il programma musicale della serata prevede: Sinfonia da Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini; Noi siamo zingarelleDi Madride noi siam mattadori da La Traviata, Vedi! Le fosche notturne spoglieStride la vampa! da Il Trovatore, Di Provenza il mar, il suol da La Traviata di Giuseppe Verdi; Vissi d’arteE lucevan le stelle da Tosca di Giacomo Puccini; Bella figlia dell’amore da Rigoletto di Giuseppe Verdi; Benedette queste carte! da L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti; Va’, pensiero da Nabucco, Libiam ne’ lieti calici da La Traviata di Giuseppe Verdi.

L’ingresso alla manifestazione, della durata complessiva di un’ora circa, è libero.

 La serata è inserita nel progetto “CagliariPaesaggio”, a cura del Comune di Cagliari.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

 

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it

 

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Villa Fanny e la Associazione Culturale “Millenote” sono liete di invitarvi a trascorrere una magica serata all’insegna del gusto e della buona musica. Nella verde cornice dei giardini della villa, lasciatevi incantare dai sapori del nostro buffet e dalla maestria dei musicisti.

Programma del Concerto / Buffet / 9 luglio 2017 – h 21.00

QUADRI D’OPERA
Intrighi e amori da Mozart a Puccini
Concerto per soprano, tenore, baritono, coro e pianoforte

Soprano, Tiziana Pani
Tenore, Damiano Caria
Baritono, Riccardo Spina
Coro, corale nostra signora di Bonaria
Pianoforte, Manuele Pinna
Direttore del coro, maestro Andrea Cossu

INGRESSO SU PRENOTAZIONE
BIGLIETTI DISPONIBILI SINO AD ESAURIMENTO

Per informazioni e prenotazioni, prevendite e pacchetti:
Tel. 070 8587300
booking@hotelvillafanny.it

Viale Merello 43

Cagliari

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DOMENICO BALZANI UN GAUDENZIO DI QUALITA’ A PARIGI

Intervista di Rino Alessi

Sardo di origine, è nato ad Alghero, Domenico Balzani vive ormai da qualche tempo in Friuli, dove ha messo famiglia e insegna al Conservatorio di Udine. Nel 1992 ha conseguito la Laurea Magistrale in Scienze Politiche ed Economiche presso l’Università di Sassari e nel 1993 il Diploma in Cantopresso il Conservatorio di Verona. La sua attività è molteplice. “Non si può vivere di poche cose” racconta il baritono, reduce da un bel successo al Théâtre des Champs-Elysées di Parigi dove ha aggiunto un nuovo personaggio alla sua già nutrita galleria d’interpretazioni. E’ stato Gaudenzio ne Il Signor Bruschino di Rossini sotto la direzione di Enrique Mazzola e accanto a un grande artista come Alessandro Corbelli.

“Mi hanno chiamato all’ultimo momento per sostituire Markus Werba” racconta ancora. “A Parigi avevo avuto molto successo la stagione passata con Taddeo ne L’Italiana in Algeri, e per questo che si sono rivolti a me. Non conoscevo il ruolo, che è impervio con agilità spaventose nell’aria. Ma l’ho fatto. Ero agli inizi quando venni a Trieste per fare Bruschino in uno spettacolo dedicato al pubblico delle scuole che Giulio Ciabatti mise in scena alla Sala Tripcovich. Fui premiato come migliore voce giovane della stagione dagli Amici della Lirica…”.

Al Teatro Verdi Balzani è reduce da un altro salvataggio in extremis nei Pescatori di perle di Bizet. “Lì ho avuto ancora meno tempo per preparare il personaggio di Zurga, quattro giorni. Ma non c’è problema, se hai il mestiere lo puoi fare. Certo, sono dovuto venire a patti con il francese, che non parlo, ma il risultato è stato professionale.”. Ora Balzani è atteso a Klagenfurt per La Traviata, poi sarà a Trieste per i Carmina Burana di Orff e per Il Trovatore e “C’è un nuovo progetto con Parigi…”. Nel frattempo si divide tra le lezioni al Conservatorio Tomadini, le attività di Assolirica di cui è anima e vicepresidente e con cui si batte per tutelare i diritti degli artisti nell’ambito della nuova legge sullo spettacolo dal vivo, e ancora le attività del Colap che si occupa di coordinare il lavoro delle associazioni professionali. Come se non bastasse, sta per uscire con un libro sul project management nell’opera lirica presso Aracne e si occupa delle due bambine che vanno seguite: “Guai però se non ci fosse mia moglie…”.
Parliamo di Rossini: è stato bello collaborare con Corbelli? “Non lo conoscevo, ma nel 1993 era presente al saggio del mio diploma a Verona e mi diede dei consigli. Ora che ci siamo rivisti se n’è ricordato. Mi ha fatto piacere. E’ un punto di riferimento tra i baritoni in questi ultimi trent’anni per classe, stile. Un cantante di qualità molto alta.”. E’ importante l’attività di Assolirica? “Lo è. I cantanti non lo vogliono capire e non si associano. Ma i direttori di teatro e gli altri addetti ai lavori lo stanno capendo perché noi artisti lirici lavoriamo gratuitamente durante le prove, che sono sempre più impegnative, e senza tutela assicurativa. In pratica lavoriamo fuori legge come ho spiegato nell’audizione al Senato di qualche mese fa…”.
Il Signor Bruschino au Théâtre des Champs-Elysées : Il Signor Quiproquo !

Por Anne-Laure Faubert, 19 junio 2017

Dernier des cinq opéras en un acte commandés au jeune Rossini et créé en 1813, Il Signor Bruschino reprend les différents ingrédients de la farsa giocosa, et offre une soirée truculente aux spectateurs, malgré l’absence de mise en scène. Se retrouvent en effet dans cet opéra tous les ingrédients qui font le succès du compositeur : une intrigue à la fois complexe et compréhensible, des personnages stéréotypés et une musique alternant beau chant, crescendos et scènes d’ensemble.

Enrique Mazzola © ONDIF | Eric Garault

Enrique Mazzola
© ONDIF | Eric Garault
L’intrigue est une succession de quiproquos et de manigances où deux amants, Sofia et Florville, tentent de forcer le destin, en l’occurrence le père de la jeune fille qui refuse l’union de sa fille. Florville se fait donc passer pour le fils du Signor Bruschino. S’ensuivent de savoureuses scènes de quiproquos magnifiquement interprétés par les chanteurs, mais aussi le chef d’orchestre qui devient alors le confident de leurs projets.

 Sous la direction précise et vigoureuse d’Enrique Mazzola qui semble sculpter la musique pour mieux en faire ressortir les aspérités, l’orchestre national d’Ile-de-France, malgré son effectif réduit, fait ressortir dès les premières notes le côté comique de l’opéra, tout en montrant un plaisir gourmand à jouer cette musique légère et chatoyante. Les airs virtuoses sont soutenus par l’orchestre, tout comme le magnifique solo de hautbois qui introduit l’air de Sofia.

Le plateau vocal est dominé par Alessandro Corbelli, incarnant Il Signor Bruschino, qui dès son entrée scande avec sa canne les coups d’archet des musiciens sur leurs pupitres. S’il répète inlassablement qu’il fait chaud, « Oh, che caldo ! », il projette sa voix sans effort pour épouser les différentes étapes de son rôle. Cajolé puis rejeté par Sofia, ridiculisé par celui qui se fait passer pour son fils et par Gaudenzio, puis tenant sa revanche quand il comprend la situation, il est à la fois drôle et émouvant et livre un jeu d’une grande finesse et une voix d’une grande profondeur.

Face à lui, Domenico Balzani interprète un Gaudenzio sûr de lui et dont le timbre et les intonations comiques évitent de sombrer dans la vulgarité. Son air sur la tendresse paternelle s’avère profondément touchant.

Chantal Santon-Jeffery nous livre une Sofia dont la voix s’affirme au fur et à mesure. Si les aigus sont parfois voilés, son timbre coloré, sa prononciation précise, ses vocalises maitrisées et projetées ainsi que sa présence scénique – truculente scène où elle tente d’amadouer Il Signor Bruschino – en font l’un des personnages principaux de cette soirée. Son « Ah donate il caro sposo » est particulièrement réussi.

Maxim Mironov nous livre un Florville tout en nuances et dont la voix s’affirme au long de la soirée. Doté d’un timbre particulier, d’un phrasé délicat et d’une voix claire, il s’impose progressivement face à son potentiel beau-père et son prétendu père.

Enfin, Sophie Pondjiclis livre une Marianna effrontée et insolente, Christian Senn un Filiberto adroit et rusé, Tomasz Kumiega un commissaire trop sûr de lui et peu efficace et Joao Pedro Cabral un Bruschino fils apeuré par la colère paternelle.

Cette soirée où l’on rit beaucoup et où règnent les quiproquos et les scènes burlesques, dans la droite ligne de Beaumarchais, doit sa réussite en grand partie à l’engagement scénique et vocal de tous.

FONTE: https://bachtrack.com

 

 

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Quando si parla di cantanti lirici sardi si mettono sempre in evidenza i grandi Bernardo Demuro, Piero Schiavazzi, Carmen Melis, ma mai avevo sentito0 nominare Ugo Marturano. Lui  era nato a Teulada, elegante cittadina del sud della Sardegna , nel 1881, e morì nel 1967. Era un cantante con la voce di baritono ed ebbe una carriera molto intensa . Per un certo periodo si esibì anche in Sud America.

Il suo  repertorio era prevalentemente drammatico, si trovano infatti sue  partecipazioni in opere quali Cavalleria Rusticana e Pagliacci, la Wally, Rigoletto, Il Trovatore, La Gioconda, La forza del Destino, La Carmen, Un ballo in maschera che cantò anche a Cagliari nel 1925 al teatro Politeama regina Margherita, teatro che  venne distrutto da un incendio nel 1942.

Su di lui non si trovano tante notizie, alcune le ho trovate  grazie ad una nipote , Anna Paola Marturano, che così racconta in una pagina Facebook: “ Ugo Marturano (quello indicato dalla freccia) baritono, era fratello di mio nonno Efisio.  Si esibì nei principali teatri d’Europa e d’America.

Visse gli ultimi anni alla casa di riposo Giuseppe Verdi di Milano e morì nel 1967 di incidente automobilistico. Mio padre mi raccontava che aveva avuto una figlia Carlotta da una contessa che non si era mai voluta sposare .

Posto di seguito un video, di proprietà di Roberto Marcocci con la voce del baritono Ugo Marturano


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La tecnica del belcanto italiano  è sempre più ricercata in particolar modo dagli studenti e artisti stranieri che scelgono di frequentare masterclass e perfezionamenti direttamente qui Italia. Molti di loro (tantissimi dai paesi del sol levante) si trasferiscono nel nostro paese per carpire i segreti della tecnica vocale da maestri italiani.  In questa caso sarà un artista italiano, e per la precisione sardo, a recarsi in un paese molto diverso dal nostro per temperature e temperamento: la Norvegia

Il baritono algherese Domenico Balzani  è stato invitato ad Oslo, presso l’Accademia delle arti, a tenere una masterclass di tecnica vocale e un recital dove interpreterà le più belle arie da camera italiane  di Tosti , Rossini e Donizetti, accompagnato al pianoforte dal maestro Tore Dingstad.

Un particolare: il baritono  ha deciso di inserire nel suo programma anche un brano in algherese come omaggio alla sua città di origine.

 

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Cristina Melis mezzosoprano

Gustavo Melis è stato un maestro di canto, il mio, ma anche quello di tanti altri artisti che dopo un diploma hanno deciso di perfezionare la tecnica con lui. Il M° Melis era un vero artigiano della voce. Trattava lo strumento vocale con grande cura e proprio per questo motivo molti artisti si rivolgevano a lui per poter “aggiustare” qualche cosa che stava andando fuori binario. E’ stato il primo maestro di tantissimi artisti che poi hanno preso il volo in teatri internzionali come il contralto Bernadette Manca di Nissa, il soprano Paoletta Marroccu e il soprano Rossella Ragatzu tanto per citarne alcuni.

A 30 anni dalla sua scomparsa, Cagliari vuole ricordarlo con un concerto sinfonico corale dove fra le interpreti ci sarà anche sua figlia Cristina, apprezzato mezzosoprano oggi in carriera.

Il maestro Gustavo Melis è stato anche un ottimo maestro di coro (diresse per un periodo anche il coro del Teatro Lirico di Cagliari), in particolare portò in auge il coro del Centro Universitario Musicale  col quale partecipò alle più importanti competizioni internazionali vincendo diversi premi.

Domenica 9 aprile, alle ore 20,30, nella Chiesa Collegiata di Sant’Anna in via Azuni a Cagliari, sarà eseguito lo STABAT MATER, una delle ultime opere di Giovanni Battista Pergolesi per soprano, contralto e orchestra e il monumentale Requiem di  Gabriel Faure’ per soprano, baritono, coro e orchestra . Tra i protagonisti, oltre alla citata Cristina Melis ci sarà il soprano Elisabetta Scano, il soprano Elena Schirru, il baritono Nicola Ebau;  la classe di fiati del Conservatorio di musica di Cagliari, l’Orchestra Kamerata Karalis e due dei più antichi cori cagliaritani: il Coro Collegium Karalitanum e la Polifonica Karalitana ancora insieme dopo il grande successo del precedente concerto in cui fu eseguito il Gloria di Vivaldi.

La direzione sarà affidata al maestro Sandro Sanna che per questa occasione si avvale di una sua innovativa ed accattivante trascrizione per fiati, organo, arpa e contrabbasso.

Il Concerto verrà introdotto dalle riflessioni di Mons. Miglio in preparazione alla Pasqua.

L’EVENTO è stato organizzato anche grazie alla preziosa collaborazione del LIONS CLUB CAGLIARI SAINT REMY

L’ingresso a offerta libera servirà per raccogliere fondi  da destinarsi  nuova Casa di accoglienza della Caritas in via Santa Croce.

 

 

 

 

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Il baritono algherese Domenico Balzani ha debuttato in questi giorni nel ruolo di Zurga dell’opera lirica “I pescatori di perle” di Bizet, riscuotendo un bel successo. La critica gli ha riservato parole di elogio e stima ancora una volta. Infatti solo un mese fa è stato un applauditissimo  Don Bartolo nel Barbiere di Siviglia di Rossini,  per la stagione Lirica 2017 al Teatro Verdi di Trieste.

I pescatori di Perle, è un allestimento della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste ed è già stato proposto lo scorso settembre alla Dubai Opera. La regia è curata da Fabio Sparvoli, la direzione d’orchestra è affidata a Oleg Caetani. I ruoli di Nadir e Leyla sono stati affidati al tenore Jésus Léon e al soprano Mihaela Marcu; Nourabad Gianluca Breda. Mestro del coro Francesca Tosi.

Di seguito alcune recensioni

Zurga – il terzo incomodo della storia – è qui il bravissimo Domenico Balzani, che si mostra pienamente consapevole e padrone della situazione, trovando sempre le giuste sfumature e bei colori. Il suo è un canto virile ed appassionato, però mai spinto all’eccesso, risolvendo con finezza la figura più sfaccettata – vocalmente e psicologicamente – di quest’opera sia nel duetto dell’amicizia, sia nello slancio melanconico dell’aria «O Nadir, tendre ami”  Teatro.it

“a distinguersi, e non certo per la prima volta sul palcoscenico triestino, è stato Domenico Balzani nei panni di Zurga. Già applauditissimo solo un mese fa nel ruolo di Don Bartolo nel Barbiere di Siviglia, l’eccezionale baritono ha dato ancora una volta prova delle sue grandi doti canore così come della sua coinvolgente presenza scenica, raccogliendo lunghi e calorosi applausi.“ Trieste prima

“Amico premuroso, amante dolente, capo autorevole, Domenico Balzani, dopo la buona impressione data come Bartolo nel Barbiere di Siviglia, ottiene un personale successo nella parte di Zurga. Voce baritonale calda e brunita, sonora e squillante negli acuti, perfettamente in maschera, ricca di colori, domina la parte con sicurezza sapendo trovare per ogni pagina i giusti accenti”. Connessi all’opera

…si è fatto molto apprezzare il baritono Domenico Balzani come Zurga, che affronta con bel piglio la parte palesando una buona capacità di fraseggio. Si disimpegna bene in scena (per quanto lo consentisse la regia) con un’esecuzione convincente soprattutto del finale del secondo atto e dell’aria del terzo “O Nadir, tendre ami de mon jeune âge”. Bravo anche nel finale dell’opera, quando riesce a trasmettere il giusto pathos, compensando le mancanze della messa in scena.” Ape Musicale

 

 

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Giampaolo Bisanti, giovane e affermato direttore d’orchestra, dirigerà a Cagliari dopo il successo dei concerti dello scorso febbraio, un concerto straordinario per raccogliere fondi da inviare alle popolazioni terremotate.

 venerdì 25 novembre ore 11 sempre al Teatro Lirico di Cagliari, ci sarà l’Anteprima per i giovani. Bisanti dirigerà l’ Orchestra e Coro del Teatro Lirico con le voci soliste del soprano Daniela Schillaci e del baritono Luca Pisaroni
maestro del coro Gaetano Mastroiaco

PROGRAMMA
John Rutter Magnificat per soprano, coro e orchestra (1990)
Franz Schubert Memnon D. 541
Franz Schubert Gruppe aus dem Tartarus D. 583
Franz Schubert Litanei auf das Fest Aller Seelen D. 343
Franz Schubert Erlkönig D. 328
Franz Schubert An die Musik D. 547
Franz Schubert An Schwager Kronos D. 369
Wolfgang Amadeus Mozart Don Giovanni: Ouvertüre
Wolfgang Amadeus Mozart Un bacio di mano K. 541
Wolfgang Amadeus Mozart Aspri rimorsi atroci K. 432
Wolfgang Amadeus Mozart Mentre ti lascio K. 513

info: scuola@teatroliricodicagliari.it
0704082326

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La musica è un grande mezzo per stimolare la sensibilità della gente. Ed è con la musica che a Cagliari si sta cercando di raccogliere fondi per dare un po’ di sollievo alle popolazioni colpite dal terremoto che, ahimè  in tante sono ancora in attesa di una sistemazione sicura.

Un gruppo di 16 cantanti sardi (Artisti sardi per Amatrice)  metteranno in rete un brano scritto da uno di loro, il cantautore 19enne Mattia Sanna, i cui proventi andranno tutti alla cittadinanza di Amatrice. Il brano  si potrà scaricare (e quindi in questo modo contribuire alla raccolta fondi),  da tutti i principali store  su internet.

In attesa dell’uscita di questa canzone anche il mondo della musica classica si sta adoperando per lo stesso scopo.

Al Teatro Lirico di Cagliari, VENERDI’ 2 DICEMBRE si terrà un concerto straordinario di beneficenza, in favore delle popolazioni colpite dal sisma, promosso dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Cagliari e dal Comitato UNICEFdi Cagliari

La serata prevede l’esibizione dell’Orchestra del Teatro Lirico, diretta dal giovane maestro milanese Giampaolo Bisanti, tra i migliori interpreti del grande repertorio musicale che ritorna a Cagliari dopo il successo dei concerti dello scorso febbraio. Nel ruolo di solisti si esibiscono: Daniela Schillaci (soprano), Valentina Boi (soprano), Cristina Melis(mezzosoprano), Massimiliano Pisapia (tenore), Roberto Frontali (baritono).

Il programma musicale del concerto prevede l’esecuzione di: Sinfonia da Il Barbiere di Sivigliadi Gioachino Rossini; Tacea la notte placida. Di tale amor e Condotta ell’era in ceppi da Il Trovatore di Giuseppe Verdi; Sì, mi chiamano Mimì da La Bohème di Giacomo Puccini; E lucevan le stelle da Tosca di Giacomo Puccini; Perfidi! Pietà, rispetto, amore da Macbeth di Giuseppe Verdi; Sinfonia da Guglielmo Tell di Gioachino Rossini.

L’ingresso alla manifestazione è gratuito, anche se il ricavato delle offerte, a fine serata, verrà interamente devoluto al Commissario Straordinario per la ricostruzione di una scuola sicura.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono +39 0704082230 – +39 0704082249, fax +39 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.itwww.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram. Biglietteria online: www.vivaticket.it

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Non si fermano i successi del basso cagliaritano (di Serramanna)  Alessandro Abis. Dopo la vittoria al Festival Internazionale di Spoleto per giovani cantanti lirici, e le sue partecipazioni a diverse produzioni in teatri di prestigio come il Lirico di Cagliari e il Petruzzelli di Bari, ecco ancora un riconoscimento.

Domenica 13 novembre, a Mondovì Piazza, si è tenuta la XXVI edizione del Premio Internazionale “Opera-Città di Mondovì” legata al ricordo del baritono monregalese Domenico Viglione Borghese.

In questa occasione sono stati assegnati due premi: uno al celebre baritono Lorenzo Saccomani (premio alla carriera),  e il secondo al giovanissimo basso sardo Alessandro Abis (voce emergente).

Per la prima volta, l’evento non ha visto la presenza del famoso critico Giorgio Gualerzi, venuto a mancare nella sua Torino lo scorso 20 luglio, ma era presente sua figlia Valeria Gualerzi. .

Nell’incontro pomeridiano di Mondovì, il baritono Lorenzo Saccomani ha ripercorso , con Bruno Baudissone e Giorgio Rampone, le tappe della sua prestigiosa carriera.
Nella Sala Ghislieri invece, il 23enne basso Alessandro Abis ha tenuto un concerto con arie tratte da opere di Rossini (Il barbiere di Siviglia, La pietra del paragone, La gazza ladra, La Cenerentola), Bellini (I Puritani) e Verdi (Macbeth), oltre alla romanza da camera “Preghiera” di Tosti, di cui allego il video.

Al pianoforte il maestro Federico Brunello


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Non tutti sanno che nei teatri , sia lirici che di prosa,  possono succedere delle cose inaspettate. Ad esempio, che si possa ammalare un protagonista ad un passo dalla Prima. Cosa succede? Generalmente c’è un sostituto che, generalmente, risiede nei paraggi. Ma quando si è in periodo influenzale, anche il sostituto potrebbe a sua volta ammalarsi. Come si risolve? Certamente non si possono mandare a casa 1500 persone che hanno pagato un biglietto e che attendono con ansia la prima.

Ecco di seguito il diario, vero, di un artista che è stato chiamato all’ultimo momento, e che ha deciso di accettare la sfida.

Un qualunque 14 Ottobre.
Ore 5.30 -  “Ciao amore buon lavoro! Si, mi ricordo la merenda per le bimbe, buon lavoro a stasera.”

Ore 7 – “Eccomi bimbe, facciamo colazione!”
Ore 11 – Caffè con mio fratello a Gorizia.

Ore 12  - Chiamata dal teatro di Amburgo: “Viene a salvarci la recita di Cenerentola stasera??”

Devo decidermi in 3 minuti. Ma si, vado!
Ore 14 – Aereoporto di Venezia. L’aereo è in ritardo di 2 ore e 40.
Ore 17.30 – Si parte!

Ore 19 – Arrivo ad Amburgo, intravedo la macchina del Teatro. Arrivo in camerino che la sinfonia sta finendo. Mi accoglie la direttrice del teatro e mi ringrazia.Non ho tempo di fare vocalizzi. Entro scena, e do un rapido sguardo al direttore. Mi sembra uno in gamba. Ormai dopo 27 anni che canto mi basta capire se ha il levare . Gli faccio un cenno di saluto e un sorriso.
Inizio a cantare. Il suo sguardo si rilassa. Iniziamo a far musica. La recita va benissimo e vengo salutato alla fine da un ovazione. Ricevo complimenti dai colleghi e dallo staff del teatro. La direttrice del casting mi dice “lei è sceso dall’aereo ed è venuto qui , e ha tenuto una lezione di canto”.

Il direttore mi abbraccia felicissimo.

Ore 11.30 – Vado a bere una birra con i colleghi tra cui il bravissimo Giorgio Caoduro. Telefono a casa. Mi rilasso ma intanto penso se ho inviato correttamente il codice IBAN al teatro. Almeno qui, in Germania pagano. È mezzanotte e mezzo. Vo a dormire soddisfatto e grato.

Grazie Maestro Rossini grazie Maestro Capobianco.

Grazie genitori e mia famiglia. Sorrido.

Domenico Balzani baritono

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Devo dire che stavo tentennando. Poi ho deciso ed ho acquistato i biglietti. Al Teatro lirico di Cagliari è ancora in corso di rappresentazione La Traviata di Giuseppe Verdi. Questa è una recita fuori abbonamento,una di quelle recite dedicate ai turisti in visita nella nostra città e nelle zone turistiche dell’ interland. Purtroppo ho l’impressione che la pubblicità dell’evento non sia arrivata in maniera capillare nei centri turistici perchè il teatro aveva tanti posti vuoti. Per la Traviata è un evento raro vedere la platea così scarna. Comunque il pubblico è stato abbastanza caloroso perchè il cast era di buon livello.

Nel ruolo di Violetta Valery ho avuto il piacere di ascoltare il soprano Maria Teresa Leva. Una bellissima voce abbinata ad una bella presenza scenica. Un ruolo che le sta decisamente bene anche se ritengo sia ancora immaturo dal punto di vista tecnico. La romanza “E‘strano è strano“, primo ostacolo dal superare nell’opera, è estremamente difficile soprattutto per le agilità che caratterizzano la cabaletta. Le agilità  ,  nel caso della Leva, sono risultate “scivolate” e  per quanto riguarda acuti e sopracuti la voce ha perso  smalto risultando stridula e  sofferente.

E’ vero che il Mi bemolle finale è atteso dal pubblico, ma Verdi non lo ha scritto, e se questo fosse ancora poco sicuro è meglio ometterlo . Un vero peccato per una voce e un’ artista giovane che promette molto bene! Da tecnico forse posso permettermi una piccola analisi. Il centro, della vocalità della Leva in qualche momento risultava pesante, a tratti tubato, e questo, a mio avviso, ne ha sacrificato appunto il registro acuto.

 

Il Tenore Antonio Gandia, nel ruolo di Alfredo, ha mostrato sicurezza tecnica in ogni suo intervento. Bella voce  timbrata e sempre fuori dall’orchestra.  Ne I miei bollenti spiriti e nella successiva cabaletta ha ben interpretato senza perdere mai il controllo della sua bella vocalità. Certo Pavarotti ci ha abituato all’acuto finale, ma come dicevo per il soprano, la partitura verdiana non lo prevede ed è stato perfetto anche così.

Il baritono Sergio Vitale col suo ingresso, ha bucato la scena . La presenza scenica ha riempito il palcoscenico già solo col personaggio. Peccato quel cilindro troppo piccolo per la sua testa! Fesserie rispetto a quella che è stata la sua performance. Vocalmente azzeccato il suo timbro pastoso e scuro ha caratterizzato bene il ruolo di Giorgio Germont. Un personaggio questo, che  non ho mai amato. Quest’uomo che si intromette nei sentimenti del proprio figlio l’ho sempre visto come un padre egoista . Certamente bisogna valutarlo con la mentalità di allora.

Ottime le parti minori. In primo piano sicuramente quella del dottor  Grenvil interpretato dal nostro basso oristanese Francesco Musinu diventato una icona di questo ruolo  ha cantato decine di volte in tutti i teatri del mondo.  Notevole poi  Gastone che in questa regia viene fuori come personaggio ambiguo e viziato,  ben interpretato da Enrico Zara. Precisi e sicuri gli altri artisti :  Anninna di Vittoria Lai, Flora di Elena Belfiore, il Barone Douphol di Nicola Ebau ; il Marchese d’Obigny di Claudio Levantino, il domestico Giuseppe di Marco Puggioni, il commissario di Francesco Leone. Il coro è stato dignitoso.

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Lui è Hasuk Carlo Lee , ed ha una voce da baritono come l’avrebbe voluta Giuseppe Verdi, di quelle voci che nascono ogni 100 anni. Una voce scura, ampia, espressiva. Non ho ancora avuto la fortuna di sentirlo dal vivo, ma mi è bastato ascoltarlo attraverso questo video amatoriale,  girato a sua insaputa da un compagno di classe  durante una lezione con la sua insegnante Rosy Orani , per rimanere letteralmente affascinata.

Ascoltarlo dal vivo è ancora più coinvolgente, la voce ti travolge! ” – dice Rosy Orani, mezzosoprano cagliaritano insegnante al Conservatorio di Parma – “Una voce così dovrebbe aver già calcato il palcoscenico da un pezzo, spero che prestissimo si accorgano di lui“.

Le opportunità più comuni per poter individuare le voci talentuose sono i concorsi. Purtroppo però la maggior parte di questi non danno la possibilità alle giovani voci di debuttare; quasi tutti infatti, ricompensano con un premio in danaro.  A mio avviso,  il premio dovrebbe essere sempre  un debutto direttamente in palcoscenico. Il pubblico sa giudicare e valorizzare voci come queste accorrendo ad applaudirlo laddove ci sono le sue esibizioni. Un direttore artistico , dal canto suo, per non lasciarselo sfuggire gli dovrebbe proporre un contratto per altri ruoli.

Hasuk Carlo Lee è nato a Seoul in Sud Corea nel 1982.  Si e’ laureato a pieni voti col prof.kim presso l’Universita’ YON SEI di Seoul nell’anno 2008. Ha lavorato come baritono nel Coro Civica WONJU 2008-2011

Ha vissuto tre anni ad Augsburg, in Germania, anni in cui ha studiato il repertorio liederistico . Successivamente , nel 2013, si è trasferito in italia. Ora Frequenta il Corso biennale di Canto presso il Conservatorio di Musica “A.Boito” di Parma sotto la guida della prof. Rosy Orani.

E’ stato finalista nel 2015 al concorso lirico “Rinaldo Pelizzoni” di Sissa (Parma) e, sempre nel 2015 ha interpretato il ruolo di Marcello nella Boheme prodotta dal Conservatorio di Parma, portata anche a Bologna e Prato .

In Corea,nel 2007 debutta nelle Nozze di Figaro nel ruolo di “Bartolo”.  Nell’anno 2009 debutta in Traviata nel ruolo di “Germont”.  In Germania ha tenuto diversi concerti interpretando il repertorio leaderistico tedesco.

Qualche mese fa’ si è esibito in un concerto con l’orchestra Toscanini all’Auditorium Paganini di Parma


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L’età anagrafica, per Placido Domingo non è un problema. Per la maggior parte dei cantanti, soprattutto lirici ,questa è un’età in cui ci si dedica a sfogliare l’album dei ricordi di una grande carriera passata. Per lui non è così. Una voce ancora apprezzabile , ma con un registro vocale diverso, si è reinventato interpretando ruoli da baritono. Eccolo quindi, ancora alla Scala dal 18 giugno all’8 luglio nel Simon Boccanegra di Giuseppe Verdi.

L’elegante produzione firmata da Federico Tiezzi, battezzata nel 2010, ritrova nel ruolo del titolo, i due baritoni più richiesti oggi , con Domingo  anche Leo Nucci i quali si spartiranno da grandi interpreti il corno ducale del tormentato doge genovese.

La grande novità è tuttavia un altro atteso ritorno, quello di Myung Whun-Chung sul podio di un’opera alla Scala. Ad oltre sei anni dall’Idomeneo dell’ottobre 2009, il grande maestro coreano torna dirigendo per la prima volta qui un’opera di Verdi.

La scelta in un’occasione tanto importante non poteva che cadere sul Simon, partitura della maturità verdiana ricca di sfumature e colori, già affrontata da Chung con straordinario successo a Venezia: una lettura originale e poetica che gli è valsa il Premio Abbiati come miglior direttore del 2014.

Il suo legame con qu esto complesso dramma, che inscena l’eterno scontro fra affetti familiari e rivalità politiche, nasce d’altronde da molto lontano: la prima volta che Chung mise piede a Milano poco più che ragazzo non lo fece per dirigere ma per studiare proprio la partitura del Simon Boccanegra. Il prossimo 18 giugno chiude dunque un cerchio ideale.

Nel candido ruolo della giovane Amelia/Maria, si alterneranno Carmen Giannattasio (già protagonista due anni fa) e Krassimira Stoyanova (straordinaria e acclamata Marescialla in questi giorni con ilRosenkavalier). La generosa parte tenorile di Adorno avrà la voce calda di Giorgio Berrugi, mentre il severo Fiesco e l’infido Paolo saranno rispettivamente il basso russo Dmitry Beloselskiy e Massimo Cavalletti. Un cast di altissima levatura al servizio di Chung, per un’esecuzione verdiana che si ann uncia memorabile.

Biglietti da 14 a 230 euro più prevendita (da 7 a 115 euro più prevendita per la recita del 22 giugno di ScalAperta al 50%).

 

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Il successo di un artista dipende da due cose: il pubblico e la critica. Generalmente le due cose coincidono. Quando il pubblico a fine spettacolo applaude calorosamente e a lungo, ed in particolare ad un artista,  è un segnale del successo . I giorni successivi   , gli artisti attendono impazienti il giudizio della critica.  In genere questo appare  sulla carta stampata e in rete  attraverso i blog e i siti specializzati.

Grazie ad internet infatti si possono raggiungere tante testate giornalistiche da tutto il mondo.

Qualche giorno fa, il baritono algherese Domenico Balzani ha debuttato a Parigi ne L’Italiana in Algeri di Rossini al treatro des Champs-Elysées riscuotendo un grande successo personale.

Ho trovato in rete una  recensione (tratta da un blog francese), che posto di seguito.

“Domenico Balzani domine le plateau vocal avec sa belle voix ample et bien projetée qui exécute sans failles les ornementations qui lui sont dévolues. Il interprète un Taddeo très sûr de sa valeur et de l’amour qu’Isabella lui porte, quoique poltron face au danger, et se révèle très drôle, dans la pure tradition de l’opéra bouffe de Rossini. Ainsi, lorsqu’il est nommé « grand Kaïmakan » sa réaction « Ho un gran peso sulla testa » dessine en creux une critique du pouvoir et de ses distinctions, et se révèle pleine d’humour.”

Leggi qui l’articolo completo

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Ancora un debutto per il baritono algherese Domenico Balzani che da domani interpreterà il ruolo di Taddeo nell’Italiana in Algeri di Rossini. Il debutto sarà nel teatro parigino de Les Champs-Elysées.

Con lui, nella divertentissima opera rossiniana, ci sarà un cast di altissimo livello diretto da Jean-Claude Malgoire.

Una curiosità: l’orchestra suona con strumenti originali dell’epoca di Rossini e tutti gli strumenti antichi sono accordati con il diapason dell’epoca

Dramma giocoso in due atti (1813)
Libretto di Angelo Anelli

Jean-Claude Malgoire  direttore
Christian Schiaretti  mise en scène et scénographie
Thibaut Welchlin  costumes
Julia Grand lumières

Anna Reinhold Isabelle
Artavazd Sargsyan Lindoro
Domenico Balzani Taddée
Sergio Gallardo Mustapha
Samantha Louis-Jean Elvire
Renaud Delaigue Haly
Lidia Vinyes Curtis  Zulma

La Grande Ecurie et la Chambre du Roy
Ensemble Vocal de l’Atelier Lyrique de Tourcoing

 

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Nella metà degli anni ’70  cominciavo a muovere i primi passi nel mondo della musica classica. Ero iscritta al Conservatorio di musica della mia città nella classe di canto, frequentando così oltre che la materia principale anche quelle complementari come il pianoforte, il canto corale, il solfeggio ecc. In queste occasioni ci si incontrava con compagni che erano iscritti ad altre materie e fra queste c’erano gli studenti in composizione sperimentale, una materia per me sconosciuta. Un compagno mi spiegò che la musica sperimentale era un modo di fare musica utilizzando gli strumenti in maniera diversa. Ad esempio il pianoforte non veniva utilizzato solo con i tasti ma venivano spesso usate anche le sue corde, pizzicandole o percuotendole con bacchette, palline ecc. Una cosa che mi incuriosiva molto. In qualche occasione capitava che dopo la fine delle nostre lezioni andavamo a seguire qualche prova di composizione appunto, il cui maestro era Franco Oppo. Lui era un bel signore longilineo, di nobile aspetto, che ci permetteva di assistere alle sue lezioni. Seppi in seguito essere un compositore sardo molto quotato le cui opere avevano avuto già tanti riconoscimenti a livello internazionale. L’allora orchestra dell’Ente Lirico (oggi fondazione) eseguiva spesso opere sue. Ricordo benissimo di aver assistito alle prime prove di una sua opera intitolata Praxodia, vincitrice della Rassegna internazionale del Teatro da Camera indetta dalla Filarmonica Umbra. Questa fu la versione teatrale dell’omonima composizione che Oppo scrisse nel 1976 . In giuria c’era Goffredo Petrassi il quale giudicò il suo lavoro quale migliore composizione fra 100 presentate. Quest’opera, rispetto alla prima stesura era stata ampliata con delle poesie di Agostino Neto. L’organico era composto da un soprano, un basso, un complesso strumentale da camera e 5 attori. E poi ricordo ancora di aver assistito a tutta l’opera completa al Festival di Spoleto nel 1979 nel settore del teatro Sperimentale.

Ma il successo di Oppo con Praxodia non si fermò qui perchè venne poi eseguita a Varsavia al Festival internazionale di musica contemporanea e al Seminario Internazionale dei compositori di Boswil in Svizzera dove gli fu assegnato ancora un riconoscimento.

Molte furono le registrazioni e le trasmissioni radiofoniche che diedero risalto all’opera e al compositore sardo. In particolare la Deutsche Walle Rundfunk di Colonia gli dedicò una intera trasmissione.

Ogni anno, nelle stagioni dei concerti veniva inserita una sua composizione o una dei suoi allievi. Da professionista anche io ho potuto cantare in una composizione di Franco Oppo: l’Eleonora d’Arborea, poema drammatico in due parti che rappresentammo in tutta la Sardegna e come chiusura della tournée anche all’Anfiteatro Romano nel 1986. Il direttore era Alberto Peiretti e il regista Marco Gagliardo. (vedi foto) Le scene e i costumi era di Gianni Garbati e le maschere e i pupazzi del teatro delle Mani.

Il maestro Franco Oppo è scomparso ieri a 81 anni dopo una lunga malattia.

Nella foto sottostante la prima esecuzione cagliaritana di Praxodia nella Cripta di San Domenico con il soprano Ingrid Frauchiger e il baritono Franz Kunz. Il Direttore è Alberto Peiretti

 

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I giapponesi, si sa, amano l’Opera lirica in una maniera smisurata, e con essa i suoi artisti. Per un ‘Opera sono  capaci di prenotare i biglietti un’anno prima pur di non perdere una Prima in cartellone di questo o quel  teatro italiano, allo stesso tempo si adoperano affinchè l’Opera vada a casa loro. Alcuni teatri italiani periodicamente volano verso il Sol levante tornando in Italia con un bagaglio di successo assicurato.

Nel mio piccolo, seguo sempre gli artisti italiani ed in particolar modo quelli della mia terra. In questi giorni ad esempio, ho seguito tramite facebook, i successi ottenuti dal maestro algherese Domenico Balzani, rientrato proprio ieri da un bella tournée giapponese con l’Orchestra Filarmonica di Bologna. L’ho contattato per porgergli alcune domande in proposito.

 Maestro Balzani , mi racconti come è andata questa tournée? I lettori del mio blog sono tanti ed è tanta anche la curiosità di conoscere questo successo in un paese così diverso dal nostro.

La tournée  in Giappone con l’Orchestra Filarmonica di Bologna e della Sawakamy Opera Foundation,mi ha visto protagonista dell’Opera Pagliacci di Leoncavallo nel ruolo di Tonio.

Quali sono state le sedi delle rappresentazioni?

Per le rappresentazioni son state scelte delle location speciali ovvero i siti protetti dall’Unesco come ad esempio il Castello di Himeji. La Sawakami Opera Foundation ha compiuto una bellissima impresa. Il pubblico ci ha accolto con particolare amore e porterò sempre con me il ricordo di questa mia ulteriore visita in Giappone.

Quali sono gli impegni immediati dopo questa grande soddisfazione professionale?

I miei allievi di Marketing Culturale e Management dello Spettacolo delle varie Università dove insegno mi aspettano. Infatti riprenderò subito le mie attività di Docente e di Project Manager dello Spettacolo.

In qualità di Manager invece?

Continuerò ad occuparmi, come faccio da 8 anni, della Produzione di Opere Liriche per il Laboratorio di Opera Verona. Dal punto di vista Artistico poi questo anno prossimo sarò impegnato tra gli altri a Strasburgo, Parigi e Tel Aviv. Non ultimo in qualità di Esperto in Gestione Amministrativa e contabile delle pubbliche amministrazioni son stato nominato, con decreto del Ministro dell’Istruzione nel CDA del Conservatorio Tartini di Trieste, quindi mi darò da fare per il bene di questa importante Istituzione.

Visto che tocchiamo l’argomento manageriale, come vedi la situazione del Teatro Lirico di Cagliari?

Non è un mistero che mi piacerebbe  mettere a disposizione della più importante Azienda Culturale della mia terra, le competenze  e la mia esperienza ultra ventennale come artista internazionale. In tutti questi anni infatti  ho potuto  tessere relazioni di grande livello in vari paesi nel mondo. Proprio in Giappone ho potuto attivare le premesse per una collaborazione pluriennale che vedrebbe impegnato anche il Teatro Lirico di Cagliari e le sue masse artistiche e tecniche. Con il Presidente e il Direttore Artistico della Sawakamy Opera Foundation di Tokio abbiamo delineato un interessantissimo progetto anche di formazione dei futuri professionisti dello spettacolo giapponesi che verrebbero a Cagliari per formarsi. Progetto che mi piacerebbe poter realizzare a breve termine.

Tutto ciò si tradurrebbe in un notevole investimento finanziario che porterebbe liquidità importantissima per le casse del Teatro.

Quella delle opportunità di scambi culturali con altri paesi è sempre stato il punto debole della nostra fondazione. In oltre trentanni di professione personalmente ho il  ricordo di trasferte internazionali che si possono contare sulle dita di una mano.

Le opportunità per uscire dalla Sardegna e portare il nome della nostra terra all’estero con le  nostre masse artistiche sono varie . Ad esempio con le collaborazioni Internazionali  e fra queste il  Medio Oriente Arabo , dove altri Teatri d’Opera  Italiani stanno portando avanti importanti progetti,  in particolare con l’ Oman , dove ha sede uno dei Teatri più belli che abbia mai visto. Con il General Manager della Royal Opera House, (che per inciso è un grande musicista), grazie alla stima che ha verso la mia persona, abbiamo parlato diverse volte a proposito della possibilità  che veda esportato il Know How che il Teatro Lirico di Cagliari possiede. Ma l’aspetto non trascurabile di questa possibile attività estera è che il Teatro Lirico diventerebbe strumento per tutte le imprese Sarde che cercano di trovare opportunità fuori dall’Italia. Cosi come avviene per altri teatri d’opera europei le trasferte dei Teatri sono occasioni per imprenditori e politici per intessere rapporti di ogni tipo.

Il teatro di Cagliari in passato ha avuto una grande risonanza internazionale per i grandi nomi che hanno caratterizzato i cartelloni delle stagioni liriche e sinfoniche, pensi che possa ritornare in quella bella dimensione?

 Io credo fermamente nelle grandi potenzialità dell’Azienda Teatro Lirico di Cagliari. E’ necessario però avere il coraggio di una svolta nella scelta della Governance che deve essere affidata, dietro la verifica di un progetto gestionale specifico e fuori dalla logica valutativa di CV che sanno spesso di esperienze pregresse poco esaltanti sia dal punto di vista artistico che finanziario. Quello di Sovrintendente non è un incarico “onorifico” assegnato ad un intellettuale che pensa tutto il giorno a quali sono le sei/ sette opere più belle da presentare alla prossima stagione; é un lavoro difficile, specialistico, che richiede competenze elevate ed una visione il più possibile a 360° della macchina.  E mi sia consentito di dire a chiare lettere che le fondazioni lirico Sinfoniche devono riappropriarsi della loro peculiarità che è quella di essere Teatri Di Musica e pertanto ai musicisti deve andare la Governance.

Nei grandi teatri internazionali, come avvengono le scelte di chi dovrà governare le macchine teatrali?

In altri paesi europei, dove i Teatri funzionano, è impensabile affidare la conduzione dei Teatri a chi non ha una carriera artistica dimostrabile. Il futuro delle Aziende Culturali e soprattutto dei Teatri d’Opera, si basa su innovazione nella gestione aziendale e produttività artistica basata su efficienza ed efficacia. Questo può permettere di attrarre Sponsor e Partnership internazionali ormai indispensabili data la continua erosione dei contributi pubblici. Il risanamento e il rilancio del Lirico deve partire assolutamente da una assoluto rispetto dei criteri di efficacia ed efficienza nella Gestione Economica, Amministrativa e Artistica e dalla Assoluta aderenza al Principio di Prudenza Economica e del Pareggio di Bilancio.

 

 

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Mauro Secci

Questa sera, per tutti gli amanti dell’Opera Lirica, propongo un bellissimo concerto con le più belle romanze dell’800. I protagonisti saranno giovani artisti cagliaritani. Tutte belle voci “sfornate” dal nostro conservatorio di musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina”.

La sede è quella del centro culturale Il Lazzaretto, nel cuore del suggestivo “Borgo Sant’Elia“,  nel suo cortile interno, dove spira una bella brezza perchè a due passi dal mare. In questo Agosto torrido vi garantisco che è un vero piacere.

Ecco di seguito il programma

Paola Spissu soprano
Martina Serra mezzosoprano
Mauro Secci tenore
Riccardo Spina baritono

Giancarlo Salaris al pianoforte

Programma di Sala:

“Madamigella Valery” La Traviata – Verdi
“Habanera” Carmen – Bizet
“Sappia la sposa mia” Macbeth – Verdi
“Quando le sere al placido” Luisa Miller – Verdi
“Seguedille” Carmen – Bizet
“Udiste? Come albeggi” Trovatore – Verdi
“Aria delle carte” Carmen – Bizet
“La donna è mobile… un dì se ben…” Rigoletto- Verdi

Ingresso 10€

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foto Priamo Tolu

Ritorna la lirica al Teatro Civico di Cagliari. Due opere in cartellone in forma semi-scenica . Ad inaugurare la rassegna viene proposta l’esecuzione di due fra i più popolari capolavori del repertorio musicale: Carmen di Georges Bizet e Tosca di Giacomo Puccini. Ad accogliere questi nuovi allestimenti del Teatro Lirico di Cagliari è, insieme alle altre località del circuito regionale, il Teatro Civico di Castello (in via Mario de Candia a Cagliari) che, quest’anno, dopo ben 72 anni dai bombardamenti alleati del 1943 che lo distrussero, viene riaperto alla musica lirica.

Un’occasione preziosissima, quindi, per un vero e proprio “tuffo nel passato”: l’originale ed elegante facciata neoclassica di Gaetano Cima e la ricostruzione dell’interno, totalmente rivisto attraverso un progetto architettonico “a cielo aperto” che ricorda il Globe Theatre di Londra, faranno da cornice ai due celebri melodrammi che vengono eseguiti in una trascrizione per piccola orchestra.

Il passionale melodramma di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), su libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto dal dramma La Tosca di Victorien Sardou, prevede tre artisti-protagonisti nei tre ruoli principali: Francesca Tiburzi (Floria Tosca), Massimiliano Pisapia (Mario Cavaradossi), Giuseppe Altomare (Il barone Scarpia). Allo spettacolo partecipa anche l’attore Simeone Latini, impegnato in qualità di voce recitante fuori campo.

La regia è diDaniela Zedda, il progetto scenico di Angelo Canu, i costumi del Teatro Lirico di Cagliari e del Teatro Massimo di Palermo, il disegno luci di Marco Mereu. Ad Alessandro d’Agostini, abituale presenza sul podio cagliaritano, spetta il compito di dirigere l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico.

 

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Il  baritono russo  Dmitri Hvorostovsky è stato costretto ad  annullare tutti gli spettacoli da oggi fino alla fine di agosto perché recentemente è stato colpito da gravi problemi di salute .   Purtroppo gli è stato diagnosticato   un tumore al cervello . Anche se la sua voce e la condizione vocale sono normali,  ha perso il senso dell’equilibrio .Dmitri inizierà il trattamento questa settimana ed molto ottimista per il futuro .

A Cagliari lo abbiamo sentito nel 2004 in una Traviata la cui produzione proveniva dal Royal Opera House di Londra con la regia di Richard Eyre

Auguriamo a Dmitri una veloce guarigione e l’augurio di poterlo riavere presto sui palcoscenici dei grandi teatri dove si è sempre esibito con successo.

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Dopo gli applausi del pubblico torinese che l’hanno accolta ad aprile nel ruolo di Elvira de I Puritani di Bellini, il soprano Desirée Rancatore

ritorna al Teatro Regio per interpretare Violetta Valery, la sfortunata protagonista de La Traviata di Verdi. Le rappresentazioni, che fanno parte

parte del calendario di eventi organizzati a Torino in occasione della EXPO 2015, saranno l’11, il 16, il 21 e il 25 luglio. La produzione di Laurent Pelly è la stessa che il soprano ha cantato a Palermo nel 2013, e nel cast ci sarà anche il tenore nuorese a Piero Pretti (Alfredo Germont) e il baritono Luca Salsi (Giorgio Germont), mentre la direzione d’orchestra sarà del maestro Francesco Ivan Ciampa.

Per la diva siciliana, , che a ottobre riceverà il Premio Pavarotti d’Oro 2015, si tratta non solo di una delle opere più importanti del repertorio,

ma di uno dei suoi personaggi favoriti: “Ricordo che quando stavo studiando l’opera, cominciavo a piangere nel terzo atto anche solo provandolo al pianoforte” ha affermato, “non si può non amare la storia di Traviata. È così forte e intensa che non può non emozionare, e Violetta è un personaggio affascinante che cambia nel corso dell’opera. All’inizio è solo una ragazza a cui piace fare festa e divertirsi, poi si trasforma in una donna innamorata come non lo è mai stata prima. Infine troviamo la Violetta ammalata, senza speranza, che sa che sta per morire. È un solo personaggio ma sono tre donne diverse, e questo cambio si deve sentire anche nel canto, perchè sarebbe incoerente che Violetta canti nello stesso modo nel primo atto come nel terzo”.

Rancatore ha spiegato inoltre che si tratta di un personaggio che sognava di cantare fin da bambina “Da quando ho cominciato a cantare ho sempre pensato a Violetta.

Mia mamma lavorava nel coro del Teatro Massimo e li ho potuto vedere molte Traviate…è un ruolo che ha tutto quello che si può desiderare, coloratura, sottilezze, romanticismo e molta drammaticità. Ho anche letto il romanzo di Dumas e mi è piaciuto moltissimo, oltre ad aver letto e riletto il libretto di Piave per poter studiare ogni frase, ogni virgola e osservare come si esprimono i personaggi in diverse situazioni. Solo dopo questo intenso studio e quando ormai conoscevo il libretto a memoria, ho riascoltato l’opera, ed è stato come sentirla per la prima volta”.

Desirée Rancatore ha debuttato il ruolo nel 2013 a Montecarlo e ripreso a San Lorenzo de El Escorial, San Sebastián, Vienna, Oman e Palermo. In ottobre e novembre tornerá nel ruolo in una delle città in cui ha raccolto più applausi nella sua carriera: Tokyo.

 

 

P.R Desirée Rancatore Fidelio Artist

Mail:  <mailto:eputinati@fidelioartist.com> eputinati@fidelioartist.com

Tel.: (+34) 693237986

 

 

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In occasione della manifestazione Monumenti Aperti che si terrà sabato e domenica 9-10 maggio 2015,a Cagliasi, si potrà assistere a tanti eventi culturali in giro per la città , in modo tale da valorizzare i vari siti storici.

A Cagliari nello specifico , 5000  guide volontarie accompagneranno i visitatori nei luoghi più antichi o comunque di grande volore culturale.

Fra gli eventi da non perdere assolutamente vi consiglio un concerto lirico strumentale che si terrà all’Exmà,  quello che un tempo era il mattatoio cagliaritano, adattato  oggi a centro culturale. Giovanissimi, giovani e meno giovani si alterneranno nelle romanze più famose e in brani celebri strumentali. Da segnalare l’assenza del giovane basso Alessandro Abis per motivi di salute. Al suo posto si esibirà invece il grande baritono cagliaritano, il maestro Angelo Romero.  

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La prima volta che il regista italiano Dario Argento, ( famoso per i suoi triller di sangue), si è dedicato all’Opera lirica, è stato nel giugno del 2013 come  regista  del Macbeth di Giuseppe Verdi al teatro di Novara.  Adesso ripeterà l’esperienza con un’opera di Donizetti, la  Lucia di Lammermoor, al Teatro Carlo Felice di Genova.

Desirée Rancatore sarà la drammatica protagonista . Il soprano palermitano  ritorna così nei panni di uno dei ruoli che l’hanno resa famosa a livello internazionale e interpreterà Lucia dal 21 febbraio e le repliche del 27 febbraio e 1 marzo. I colleghi che l’affiancheranno nei ruoli principali saranno il tenore americano Stephen Costello nel ruolo di Edgardo, e il baritono Stefano Antonucci come Enrico. L’orchestra del teatro sarà diretta dalla bacchetta di Giampaolo Bisanti, giovane direttore che qui a Cagliari abbiamo apprezzato diverse volte . L’ultima sua lunga permanenza è stata in occasione della Turandot estiva.

C’è molta aspettativa per la regia di Dario Argento il quale ha dichiarato  che la sua sarà “una Lucia inquietante”, di sicura riuscita grazie anche all’esperienza della Rancatore

Desireé Rancatore ha debuttato quasi dieci anni fa a Bergamo, questo ruolo  registrando l’opera sia in CD che in DVD. L’ha poi ripreso in teatri come il Bunka Kaikan di Tokyo, la Opernhaus di Zurigo, il Regio di Parma, l’Opéra d’Avignon, il Massimo di Palermo, il Nationaltheater di Mannheim o il Teatro Gayarre di Pamplona.

www.desireerancatore.com

https://www.facebook.com/DesireeRancatoreSoprano

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Ci sono tante  persone che per vari  motivi  non hanno potuto studiare la musica, e non è giusto tagliarle fuori dal piacere di suonare.

Secondo uno studio condotto da James Hudziak, docente di psichiatria negli Usa, è emerso che la musica avrebbe il potere di alterare lo sviluppo delle aree motorie cerebrali, probabilmente per via dei movimenti coordinati che richiede il fatto di saper suonare uno strumento. Ancor più importante, la pratica musicale influenzerebbe lo spessore della corteccia nelle aree legate alla memoria di lavoro e alla organizzazione mentale, con un importante influenza sul controllo e la gestione delle emozioni.

 

Il musicista Nicola Ravarino Guagenti artista cagliaritano emigrato in Canada, ha pensato di realizzare una serie di Video-Tutorial che potrà mettere in condizioni chiunque di imparare  a suonare i brani dei grandi musicisti come   ad esempio, Chopin o Bach.

Dopo la laurea con lode in  Lingue e letterature straniere all’Università degli Studi di Cagliari, Nicola si è diplomato in canto e pianoforte al Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” .

Fino allo scorso anno era un artista del coro in qualità di baritono, del Teatro lirico di Cagliari, ma la precarietà del posto di lavoro (problema comune a tutti i teatri italiani), lo hanno costretto ad emigrare in Canada dove vive e lavora.

Nicola, nei ritagli di tempo, ha pensato di  inventarsi un metodo semplice che insegnerà a suonare il pianoforte anche   a chi non ha la possibilità di avere vicino un maestro con una certa frequenza. I video tutorial che sta realizzando sul suo canale Youtube saranno un ottimo mezzo per integrare.

Di seguito il primo video speriamo, di una lunga serie.


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Ieri sera ho partecipato alla presentazione del libro di poesia della mia ex collega Marcella Macis che per più di trent’anni è stata mezzosoprano del coro del Teatro Lirico. Dopo il periodo dedicato al teatro, Marcella ha potuto riprendere in mano la sua passione per la poesia e le liriche, coronando finalmente il sogno di poter pubblicare la sua prima raccolta “L’anima in versi”.

Quella di ieri era la seconda serata che, come la precedente, accomunava diverse arti: letteratura, recitazione, musica e canto.

La serata si è svolta nella biblioteca della chiesa di San Domenico, nel cuore storico della città di Cagliari.

Ha aperto la serata padre Christian Steiner  il quale, tra le tante cose, ha messo in evidenza l’importanza dei versi e delle parole e di come , sin dalla primissima infanzia, queste creino stupore e ammirazione. Ha preso poi la parola la presidente dell’ Associazione degli Amici del libro, Maria Giuseppina Cossu Pinna la quale ha esordito sottolineando l’importanza storica della biblioteca in cui si stava tenendo la serata, passando poi alla presentazione del libro  alla presenza dell’autrice Marcella Macis. L’attore e fine dicitore Sergio Soi ha poi letto alcune poesie .

Particolarmente toccante la poesia che l’autrice ha dedicato alla madre mettendo in evidenza come quest’ultima abbia  trascurato le sue inclinazioni per dedicarsi ai figli. Ed è sempre alla madre che  ha dedicato questa sua prima raccolta.

La serata è stata un alternarsi di poesia e musica. Si sono esibiti il baritono Roberto Deiana,  dalla voce morbida e ricca di sfumature,  e la giovane  Elena Schirru, soprano musicale ed espressiva. Accompagnava al pianoforte il maestro Valerio Carta.

Sotto, un mio video-documento della serata


YouTube Video

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Donato Renzetti - foto P.Tolu

La Traviata di Giuseppe Verdi dal Teatro Lirico di Cagliari a “Il Settimanale Sardegna” di Rai Tre

 Sabato 15 novembre 2014 alle 12.25, a Rai Tre, durante la trasmissione “Il Settimanale Sardegna”, realizzata dal TGR, redazione giornalistica della sede Rai di Cagliari, andrà in onda un ampio servizio, a cura di Elena Sorci, dedicato al recente allestimento, al Teatro Lirico di Cagliari, di La Traviata di Giuseppe Verdi.

 Il servizio al Teatro Lirico di Cagliari è stato realizzato attraverso il montaggio di immagini tratte dalla prima rappresentazione dell’opera e da interviste al direttore d’orchestra Donato Renzetti, al tenore Francesco Demuro (Alfredo Germont), al suo debutto a Cagliari, e al baritono Nicola Ebau (Barone Douphol).

 Cagliari, 14 novembre 2014

stampa@teatroliricodicagliari.it

Intanto è doveroso far sapere che le scolaresche in arrivo da tutta la Sardegna (anche da Olbia!) hanno assistito alla Prima e alla seconda recita nella versione ridotta de “La Traviata” con Massimiliano Medda nelle vesti di narratore. Teatro esaurito, entusiasmo alle stelle. 1700 ragazzi a recita.

ragazzi a teatro - foto P.Tolu

 

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Andrà ad un artista sardo, il baritono  sassarese Alberto Gazale, uno degli Oscar della lirica 2014.

 Sul palco dell’Anfiteatro di Katara, a Doha in Qatar, il prossimo 12 dicembre si terrà la notte degli “Oscar della Lirica”.  Le precedenti edizioni si sono svolte  all’Arena di Verona, al Gran Teatro Puccini, al Teatro Comunale di Bologna. Questa volta il premio assumerà così un’importante valenza ed un considerevole riconoscimento a livello internazionale, anche grazie alla presenza di alcuni tra i più grandi cantanti, giovani talenti e affermati artisti del panorama operistico contemporaneo.

Le premiazioni dei diversi vincitori avverranno il prossimo 12 dicembre a partire dalle ore 21, Condurrà la serata Enrico Stinchelli, regista teatrale, anchorman della “Barcaccia” in onda su RadioRai3 e Direttore Artistico del Museo Verdi.

Le nomination ed i vincitori deli International Opera Awards “Oscar della Lirica” 2014. Il prossimo 12 dicembre, così, l’International Opera Awards trasformerà Doha, per una notte, nella capitale della lirica mondiale: alcuni artisti verranno premiati con gli Oscar della Lirica 2014, ma verranno assegnati anche ulteriori premi prestigiosi, come il Premio Speciale alla Carriera a Renato Bruson, il Premio Speciale alla Memoria a Carlo Bregonzi (che verrà consegnato al figlio Marco), il Premio Speciale Golden Opera al musicista e compositore Antonio Forcione ed il Premio Speciale New Generation al Soprano Samantha Sapienza e al Tenore Vincenzo Costanzo. Di particolare importanza, in questa edizione, anche il Premio Speciale che verrà dato ad un’artista o un gruppo locale.

L’elenco dei vincitori degli Oscar della Lirica 2014: Francesco Meli (Tenore), Maria Agresta (Soprano), Marianna Pizzolato (Mezzosoprano), Alberto Gazale (Baritono), Ferruccio Furlanetto (Basso) e Gustavo Dudamel (Direttore d’Orchestra). Durante la serata dell’International Opera Awards la statuetta andrà anche a Damiano Michieletto (Regista) e a Lorenzo Cutuli .

Alberto Gazale, lo scorso anno ha onorato il mio blog Musicamore, rilasciandomi l’intervista sottostante.

Auguri e congratulazioni al baritono sassarese per questo bel riconoscimento che mantiene alto così il nome della nostra isola di Sardegna.


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seconda parte

 

 

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Questa sera alle ore 17,45, presso l’Exma’ in Cagliari, ci sarà la presentazione del libro di poesie “L’anima in versi” scritto dal mezzosoprano Marcella Macis qui solo in veste di poetessa.

Le letture dei brani saranno a cura dell’attrice Maria Grazia Bodio , mentre gli interventi musicali vedranno il soprano Maria Luisa Garbato, il baritono Angelo Romero accompagnati al pianoforte dal maestro Valerio Carta.

Coordinerà la serata Massimiliano Messina.

Ingresso libero.
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foto P.Tolu

Con la recita mattinée di domenica scorsa, si  conclusa  l’opera Tosca di Giacomo Puccini al Teatro Lirico di Cagliari.

Ormai è d’obbligo , alla fine di una produzione, interrogare parenti e amici che vi hanno assistito per  sentire i loro pareri in proposito.

Ciò che mi ha colpito maggiormente è stato il giudizio generale del pubblico femminile, che ha sottolineato la bravura e la grande interpretazione del baritono Claudio Sgura nel ruolo di Scarpia, definendolo perverso e affascinante. Insomma, quello che doveva essere il personaggio più ributtante è diventato invece quello più “amato“.  Grazie all’ interpretazione  intensa e a tratti cinematografica, Sgura è riuscito in qualche modo a far passare in secondo piano i due protagonisti principali Mario e Tosca . Ciò non significa però che i due non siano stati all’altezza dei loro ruoli!

Labravissima Svetla Vassileva ha regalato una grande vocalità interpretativa a Floria Tosca raggiungendo il culmine nel “Vissi d’arte” e nella scena dell’uccisione di Scarpia.  Stesso discorso per il tenore Aquiles Machado , che avevo conosciuto anni fa all’inizio della sua carriera nel ruolo di  Alfredo Germont ed oggi Mario Cavaradossi interpretato magistralmente.

La direzione era affidata alle mani esperte del direttore Gianluigi Gelmetti

Vi propongo di seguito una mia video-intervista al baritono Claudio Sgura e alcuni spezzoni della Tosca rubati dietro le quinte dell’ultima recita .


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L’opera Tosca di Puccini, aprirà la seconda parte della stagione al Teatro Lirico di Cagliari .Fra i tanti personaggi di quest’opera voglio soffermarmi su un personaggio così detto “di carattere”: il sagrestano. Questo è un ruolo dove la scrittura e l’interpretazione hanno bisogno di un baritono, sicuro vocalmente e scenicamente. Puccini ha scritto questo ruolo per un personaggio che deve essere sempre agitato  fra chierichetti che saltano e si rincorrono , e ciò crea difficoltà  negli attacchi e nel ritmo. Il baritono Armando Gabba che interpreterà il sagrestano  nella edizione cagliaritana, riesce egregiamente a superare qualunque problema grazie anche alla sua lunga esperienza  .

Di seguito potrete ascoltare  questa mia video-intervista in cui il baritono di Parma  racconta in esclusiva per Musicamore la sua vita artistica.


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George Andguladze -foto A. Atzori

Siamo alla fine della prima guerra mondiale e Puccini ha un assillo sempre più crescente: “rinnovarsi o morire? L’armonia d’oggi e l’orchestra non sono più le stesse.”Avverte l’esigenza di cambiare, ma non sa ancora esattamente come, in quale direzione.

Ha scarti di malumore e di nostalgia uniti ad un’insaziabile e mal dissimulata curiosità nei confronti del nuovo. Vuole stupire il mondo con una nuova opera , qualcosa che gli dia nuovo entusiasmo, nuova linfa, nuova vitalità e quando l’amico Renato Simoni , alla stazione di Milano , gli propone di pensare alla messa in scena della fiaba gozzaniana “Turandot” , la storia della bella e crudele principessa misantropa, la cosa lo affascina , gli sembra adatta per realizzare le sue nuove idee. Conosce la fiaba perché è stata già messa in musica da Ferruccio Busoni e rappresentata a Zurigo nel 1917, ma lui intende farne qualcosa di fantasmagorico. Un’amica gli parla del lavoro teatrale messo in scena anni addietro in Germania da Max Rehinardt, gli promette che gli farà avere delle fotografie. Puccini s’entusiasma, chiede a Simoni di esemplificare il testo , di renderlo snello ed efficace , di esaltare la passione amorosa di Turandot che per tanto tempo ha soffocato sotto la cenere del suo grande orgoglio. Pensa ad un personaggio da realizzare “ attraverso il cervello moderno”, ma passano due anni e il lavoro non va avanti , perdura il suo malumore, quel senso di annichilamento . Gli sembra di lavorare per le ombre, gli sembrano sforzi inani , tutto inutile. “Ormai il pubblico – scrive all’amico Simoni – non ha più il palato e il gusto per la musica ; ama, subisce musiche illogiche , senza buon senso. La melodia non si fa più, o se si fa, è volgare. Si crede che il sinfonismo debba regnare , invece io credo che è la fine dell’opera di teatro.

In Italia si contava, ora non più.” I dubbi e le inquietudini dell’artista, il timore di perdere contatto con la realtà circostante, con le nuove correnti musicali , ora non avevano più – sullo sfondo- le nevrosi erotiche d’un tempo, che erano quasi del tutto tramontate , ma diventavano più intime e logoranti nell’incubo della vecchiaia. Pensò addirittura di sottoporsi ad un trapianto ghiandolare di ringiovanimento di cui si erano avuti esperimenti in cliniche di Parigi e Berlino.

Era ricco e famoso , ma niente più gli dava la gioia, la soddisfazione, l’orgoglio di un tempo , né l’enorme gettito dei diritti d’autore, le proprietà che aveva sparse un po’ ovunque, gli amici , la caccia, i viaggi , le sue automobili.

S’immerge nel lavoro della Turandot con i soliti momenti d’euforia e abbattimento, incertezze , contraddizioni, ripensamenti, e , come sempre , Puccini scarica tutte le colpe sui suoi librettisti, che erano invece intelligenti, colti e devoti a lui.

Ci vogliono altri due anni, dal marzo 1922 al febbraio 1924 , per finire la strumentazione dei primi due atti, ma quello che lo angustia è il terzo atto , di cui non riesce ancora a vedere il logico sbocco drammatico.Accusa , come al solito , i “poeti” di trascurarlo, ma in realtà avverte inconsciamente che si è avviato lungo una strada senza uscita , fatta di esperienze composite che devono essere ricondotte ad un’unità . Capisce che deve dare un taglio netto e definitivo al passato , con le vecchie regole del melodramma.

A cura di Augusto Benemeglio

Questa sera, al Teatro Lirico di Cagliari ci sarà ancora una rappresentazione di Turandot. Potrete prenotare il vostro biglietto o acquistarlo online per maggiore tranquillità. Qui tutte le informazioni .

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

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Il Barbiere di Siviglia, l’ opera di Rossini più popolare, amata anche da chi non segue regolarmente la lirica, avrà una location diversa dal solito. Sarà rappresentata infatti nello splendido Giardino della Reggia di Colorno

Dopo il successo della prima edizione di “Una Reggia per il Maestro”, rassegna che si è svolta nell’estate 2013 nello stesso luogo  e che ha visto la presenza di circa 700 persone per la rappresentazione de “La Traviata” di Giuseppe Verdi (2 luglio 2013), Parma OperArt nella stessa data del 2 luglio 2014 – alle ore 21.30 – ripropone una serata dedicata all’Opera nel giardino storico della Reggia. Sarà protagonista Gioacchino Rossini con il suo “Il Barbiere di Siviglia”, una delle opere meglio riuscite e più rappresentate in tutti i teatri del mondo, che garantirà al pubblico una serata di grande musica e di divertimento sotto il cielo stellato.

L’Opera, che sarà rappresentata integralmente in questa esclusiva produzione firmata Parma Operart, con coro, orchestra e danzatori, vedrà in scena un cast di livello qualitativo straordinario con i migliori interpreti lirici del panorama nazionale, oltre al suggestivo e imprescindibile complemento scenico della Reggia.

Vestirà i panni di Figaro un giovane dalla brillante carriera, Carlo Maria Cantoni, baritono cantabile dal tipico colore Verdiano dopo alcuni anni di repertorio Rossiniano e Mozartiano al quale torna sempre volentieri. Di notevole presenza scenica, Cantoni ha cantato in quasi tutti i maggiori teatri italiani e nelle più importanti sale d’opera internazionali affiancando artisti di calibro quali ad esempio Alberto Cupido, Amarilli Nizza, Svetla Vassileva, Giuseppe Giacomini, Franco Bonissolli, Nicola Martinucci, Roberto Aronica, Bruno Bartoletti, Liliana Cavani, e tanti altri. Numerose le produzioni che lo vedono impegnato in tutto il mondo: Aida, Rigoletto Manon Lescaut Guglielmo Tell, Attila, Nabucco, Traviata, Don Carlos, Carmen, Ballo in maschera, Trovatore, Otello, Cavalleria Rusticana, Tosca, Madama Butterfly, Il Barbiere di Siviglia e tante altre.

Al suo fianco troviamo anche un’altra importante presenza, particolarmente cara ai parmigiani: quella di Don Bartolo interpretato dal M° Romano Franceschetto, veterano dei palcoscenici più prestigiosi italiani ed esteri, che ha calcato vestendo proprio i panni di questo personaggio.

Benché il suo repertorio sia assai vasto, spaziando dal ’700 ad opere contemporanee in prima esecuzione, Franceschetto si è specializzato nei principali ruoli di “buffo” del 18° e 19° secolo interpretandoli nei principali teatri italiani e stranieri, lavorando con Dario Fo nel “Barbiere di Siviglia” al Teatro Petruzzelli di Bari, ed interpretando il medesimo ruolo al Teatro Regio di Parma e in altri teatri sotto la direzione di importanti direttori d’orchestra e registi.

Bella, solare e accattivante la nostra Rosina: il ruolo della “donna contesa” da Don Bartolo e il Conte di Almaviva sarà interpretato dal mezzosoprano Paola Cacciatori che si distingue per l’ottima prestazione vocale e la spigliata verve scenica. Vive a Roma e si sta affermando con grinta e successo nel panorama lirico nazionale.

Il ruolo del Conte d’Almaviva è interpretato dal tenore Matteo Mezzaro che il pubblico di Parma ha già avuto l’occasione di applaudire al Teatro Regio nel ruolo di Gherardo in “Gianni Schicchi” di Puccini nella stagione lirica appena conclusa e ospite nell’ultima puntata Rai della trasmissione di Carlo Conti lo scorso 30 maggio.

Il ruolo di Don Basilio è interpretato dal basso Luca Gallo, veterano nel ruolo e artista con splendida carriera: ha lavorato con direttori d’orchestra come Donato Renzetti o Peter Maag, e con colleghi comela Freni, Devia, Ghiaurov, Bruson e Bocelli.

Berta, ruolo comprimario ma importante, sarà interpretata dal soprano Francesca Salvatorelli, giovane soprano ma già esperta in questo buffo personaggio che ci delizierà con la famosa e divertente “aria di Berta”.

Fiorello sarà interpretato dal giovane basso Eugenio Maria Degiacomi che lo scorso anno ha ricoperto il ruolo del Marchese ne “La Traviata” rappresentata proprio alla Reggia di Colorno.

L’orchestra “Cantieri d’Arte” è diretta dal M° Lorenzo Bizzarri così come il coro “Lirico Aurea Parma.

La regia si avvarrà di un impianto scenico assolutamente essenziale dove giocheranno un ruolo importante alcune piccole danzatrici e danzatori – di Coreutika Danza di Bologna – un po’ piccoli Cupido e un po’ “folletti” che scoccheranno le loro frecce e le loro scintille coinvolgendo tutti i protagonisti del libretto.

Per l’accompagnamento in scena con la chitarra si esibirà il giovane Davide Prina, vincitore dell’edizione 2014 di “Children for Music” all’Auditorium Paganini.

Una serata all’insegna del divertimento e della buona musica sotto le stelle, realizzata da Parma OperArt in collaborazione con Antea e Comune di Colorno. Si ringraziano gli sponsor dell’iniziativa: l’azienda Illa SpA e RP Santini srl.

 Biglietteria:

-          Settore A euro 25,00

-          Settore B euro 20,00

-          Settore C euro 15,00 Consigliato l’acquisto dei biglietti in prevendita a:

Parma OperArt, v. Garibaldi 57, Parma – Tel. 0521 1641083 / Cell. 393 0935075

Email: info@parmaoperart.com

www.parmaoperart.com  / https://www.facebook.com/estaverdi.colorno

Biglietteria della Reggia: 0521 312545

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