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Dopo aver seguito il concerto del Coro Polifonico Collegium Karalitanum  alla casa di riposo di Terramaini (vedi link), mi sono recata all’Auditorium del Conservatorio per assistere ad un altro concerto, sempre a scopo sociale,  del pianista cieco  Ivan Dalia.

Questo concerto aveva lo scopo  di raccogliere fondi a favore dell’associazione  ABC (associazione bambini cerebrolesi) e in particolare   a sostegno dei ragazzi dell’Officina per la vita indipendente. Lo spazio dell’Officina è dedicato ai ragazzi con disabilità che hanno concluso il percorso scolastico e che vogliono portare avanti un loro progetto di vita.

Ivan Dalia è anche lui una persona con disabilità, è cieco, ma questo non ha impedito all’artista di realizzare il suo sogno : diventare pianista compositore.

Durante la serata di ieri Ivan Dalia ha raccontato,  seppur con grande autoironia, quali difficoltà abbia dovuto superare per poter diventare un musicista; inizialmente nell’Istituto dove è cresciuto  e di cui ha un pessimo ricordo e poi dal momento in cui è stato ammesso al Conservatorio per gli studi in composizione. Grazie però ad un insegnante che si è preso carico del suo problema, è riuscito a superarle brillantemente.

Ha poi eseguito un repertorio di sue composizioni, ed è stato bello ascoltarlo nella descrizione di ogni suo brano su come era nato e cosa lo avesse ispirato.

La sua musica è nello stile jazz anche se a mio avviso, è molto influenzata dai classici – moderni come Ravel e Debussy.

Fra i tanti brani sono rimasta affascinata da quello in cui l’artista utilizza il pianoforte in maniera alternativa e cioè pizzicando le corde come se stesse suonando un contrabasso. Anche di questo ne ha dato spiegazione ma preferisco che lo ascoltiate direttamente  attraverso  il video che ho realizzato e che troverete alla fine di questo articolo.

Ha aperto la serata il consigliere comunale Rita Polo  invitando sul palco il presidente regionale dell’ABC Luisanna Loddo, il  presidente nazionale Marco Espa, e ringraziando tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della serata, in particolare gli sponsor  ENERGIT, UNICREDIT, SARDEX. Era presente inoltre l’assessora Marzia Cilloccu in rappresentanza del Sindaco di Cagliari e il giornalista Giacomo Serreli che ha accolto il pianista Ivan Dalia sul palco facendogli una breve intervista.

La sala era gremita e il pubblico ha sottolineato con copiosi applausi tutta la performance dell’artista.

Di seguito un mio video-documento della serata.


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Daniela Pes è stata l’asso piglia tutto del Premio Andrea Parodi 2017, l’unico contest italiano dedicato alla world music, in scena al Teatro Auditorium Comunale di Cagliari da giovedì a sabato con la direzione artistica di Elena Ledda.

Alla giovane cantante sarda sono andati entrambi i riconoscimenti principali: il premio assoluto e quello della critica. Ma non solo: a lei anche il premio della giuria internazionale, la menzione per la miglior musica, quella per il miglior arrangiamento ed il premio dei ragazzi in sala.

La menzione per il miglior testo è andata invece ai Rebis e quella per la migliore interpretazione a Giuditta Scorcelletti. Il riconoscimento per la migliore renterpretazione di un brano di Andrea Parodi (eseguito venerdì da tutti i concorrenti) se lo sono aggiudicati i Musaica, che hanno anche portato a casa la menzione dei concorrenti a pari merito con Aksak Project e Rebis. I premi sono realizzati dall’artista orafa Maria Conte.

Durante la serata finale la portoghese Daniella Firpo ha ricevuto il Premio Bianca d’Aponte International, assegnato scegliendo una artista straniera fra tutte le iscritte al Parodi grazie al gemellaggio fra i due contest. Come già annunciato, il Premio Albo d’oro è andato invece al regista Gianfranco Cabiddu.

Daniela Pes è nata a Tempio Pausania nel 1992. Nonostante la giovane età ha collaborato con gli artisti più in vista del panorama del jazz sardo. Recentemente ha allargato il suo approccio stilistico alla musica elettronica e alla world music. Ha portato in gara il brano con “Ca Milla Dia Dì” (tratto da una poesia in gallurese di Don Baignu Pes). Con lei si sono esibiti Christian Marras al chapman stick e alla direzione artistica, Roberto Schirru alla batteria e programmazioni, Andrea Pica alla chitarra elettrica.

Gli altri finalisti erano gli Aksak Project con “Agouamala” (cantata in sabir), Davide Campisi con “Piglialu” (in siciliano), Daniella Firpo con “Destino” (in portoghese), i Musaica con “Inferno V”, (in calabrese), Frida Neri con “Aida” (in italiano), Daniela Pes con “Ca Milla Dia Dì” (in gallurese), i Rebis con “Cercami nel mare ????? ??? ?? ?????” (in arabo), Il Santo con “Magarìa” (in calabrese), Giuditta Scorcelletti con “Se tu sapessi…” (in italiano e toscano). I turchi Entu non hanno potuto invece partecipare per un inconvenente alle serate finali.

 

Il Premio Andrea Parodi ha toccato quest’anno il traguardo della decima edizione. Nella serata finale insieme ai finalisti si sono avvicendati sul palco tre ospiti di rilievo che hanno dato vita ad esibizioni emozionanti: l’interprete bosniaca Amira Medunjanin (accompagnata dal chitarrista Ante Gelo), i Tenores Di Bitti “Remunnu ‘e locu” e Luisa Cottifogli in duo col violoncellista Enrico Guerzoni. La cantante romagnola in apertura e chiusura di serata ha anche avuto modo di duettare con Elena Ledda. Hanno presentato la serata Ottavio Nieddu con Gianmaurizio Foderaro.

La manifestazione intende ricordare Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa.

La vincitrice ha diritto ad un premio particolarmente consistente: un tour di otto concerti realizzato grazie ai fondi dell’art.7 L. 93/92 del bando del NUOVOIMAIE. Il premio si aggiunge a una somma in denaro erogata a copertura di tutti i costi di master class, eventuale acquisto o noleggio di strumenti musicali, corsi e quant’altro il vincitore sceglierà per la propria crescita artistica e musicale, per un importo massimo di 2.500 euro. Inoltre, gli verrà offerta l’opportunità di esibirsi alle edizioni 2018 del Premio Andrea Parodi, dell“European jazz expo” in Sardegna, di Folkest in Friuli, del Negro Festival di Pertosa (SA) e in altri eventi che saranno man mano annunciati.

Come vincitrice del Premio della critica, Daniela Pes avrà anche la possibilità di realizzare un videoclip del brano in concorso, offerto dalla Federazione degli Autori.

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LE LINGUE DI TUTTO IL MONDO AL PREMIO ANDREA PARODI 2017

 DIECI FINALISTI IN GARA A CAGLIARI DAL 12 AL 14 OTTOBRE

Dal sabir (l’antica lingua franca mediterranea) all’hem?ince e al turco, dall’arabo al portoghese, dal siciliano al calabrese, dal toscano al gallurese sino all’italiano: ci sono lingue di tutto il mondo nelle canzoni in finale al Premio Andrea Parodi 2017, l’unico concorso italiano dedicato alla world music. La prossima edizione è in programma a Cagliari dal 12 al 14 ottobre al Teatro Auditorium Comunale, con anteprima l’11 ottobre al Jazzino.

Ecco i finalisti con i rispettivi brani:

Aksak Project con “Agouamala” (in sabir),

Davide Campisi con “Piglialu” (in siciliano),

Entu con “Haba” (in hem?ince e turco),

Daniella Firpo con “Destino” (in portoghese),

Musaica con “Inferno V”, (in calabrese),

Frida Neri con “Aida” (in italiano),

Daniela Pes con “Ca Milla Dia Dì” (in gallurese),

Rebis con “Cercami nel mare ????? ??? ?? ?????” (in arabo),

Il Santo con “Magarìa” (in calabrese),

Giuditta Scorcelletti con “Se tu sapessi…” (in italiano e toscano).

La manifestazione, che si avvale della direzione artistica di Elena Ledda, vedrà in scena anche importanti ospiti che saranno comunicati prossimamente. La conduzione sarà a cura di Ottavio Nieddu con la collaborazione e gli interventi di Gianmaurizio Foderaro.

Tutto questo per ricordare Andrea Parodi, un artista passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della World Music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa.

Partner della manifestazione sono: European Jazz Expo (Sardegna), Premio Bianca d’Aponte (Campania), Negro Festival (Campania, Grotte Di Pertosa), Folkest (Spilimbergo, Friuli), Mare e Miniere (Sardegna), Consorzio Cagliari Centro Storico, Jazzino di Cagliari, Boxoffice Sardegna.

Media partner sono Radio Rai, Radio Popolare, Radio Sintony, Unica Radio, Sardegna 1 Tv, Tiscali, Il Giornale della musica, Blogfoolk, Mundofonias (Spagna), Doruzka (Rep. Ceca), Concertzender (Olanda).

Il Premio Andrea Parodi è realizzato dall’omonima Fondazione grazie a: Regione autonoma della Sardegna (Fondatore), Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport e Assessorato del turismo, artigianato e commercio; Fondazione di Sardegna, Comune di Cagliari (patrocinio e contributo), Nuovo Imaie, Siae, Federazione degli Autori.

Per maggiori informazioni:

www.fondazioneandreaparodi.it

fondazione.andreaparodi@gmail.com

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Il giorno 17 maggio alle ore 20,30 presso l’Auditorium del Conservatorio di Cagliari si terrà il concerto dei vincitori del Concorso “Golfo degli Angeli”

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L’accademia su misura per te, un luogo magico dove poter imparare a recitare, ballare e cantare in scena in un divertentissimo Musical interprtato dal vivo da bambini come te!

Con questa frase, solo pochi mesi fa, l’associazione

MUSICAL CHILD COMPANY

raccoglieva adesioni per mettere in piedi la compagnia che avrebbe portato in scena il musical.

Ecco che, appena formato il gruppo non si perde tempo e i lavori cominciano a portare i loro frutti. Il Musical Madagascar andrà in scena

 Sabato 4  alle 21 e Domenica 5  alle 19
al Piccolo Auditorium in piazzetta Dettori

Non mancate!!

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Ieri sera sono stata invitata ad assistere ad un saggio di danza, di una scuola “mitica” cagliaritana. Dico “mitica” perchè è stata forse la prima che ha portato la danza moderna a Cagliari, e soprattutto che ha rivoluzionato  il modo di fare danza rispetto a quella legata a schemi tradizionali. Nella sua scuola sono ammessi tutti, indistintamente per età e struttura fisica. Personalmente ricordo che  ai tempi della mia fanciullezza, una mia compagna diceva che se non si aveva una certa struttura corporea, e soprattutto se non si era giovanissimi, non si poteva frequentare una scuola di danza. La scuola di Assunta Pittaluga non discrimina nessuno tanto meno per il saggio finale . Qui si apre un altro ricordo. In tante occasioni  le mie amiche “ballerine” temevano la fine dell’anno per la paura di non essere all’altezza del saggio finale e quindi di essere lasciate fuori. Da Assunta, il saggio, lo fanno proprio tutti e con grande gioia.

Ieri sera all’auditorium del Conservatorio di Cagliari la scuola di danza di Assunta Pittaluga si è presentata come una grande comunità multietnica, in senso metaforico. Infatti non partecipavano solo i suoi allievi, ma allievi di diverse scuole cagliaritane ospiti della stessa struttura. Un brano ciascuno , essenziale ma significativo. Il saggio finalmente non è più una maratona dove i piccoli allievi finiscono stremati perchè obbligati   ai saluti finali di una serata magari di oltre quattro ore ! Avendo due figlie femmine ho vissuto il problema in prima persona quando queste hanno frequentato le così dette scuole tradizionali.

Assunta è anche la conduttrice dell’evento. Presenta con simpatia dialogando col pubblico. Non ci sono paure di sbagliare perchè se ciò succede si chiede scusa al pubblico e si rimedia. Via le etichette! Finalmente!

Dopo una breve presentazione, arriva il primo Divertissement e a seguire   il suggestivo Magnificat di Vivaldi sempre con la coreografia della Pittaluga  in cui le danzatrici si dividono fra platea e palcoscenico in processione con in mano dei lumini, come  in un antico  rito sacro che si conclude con una croce umana. Bello ed emozionante.

E’ la volta poi di una scuola ospite, quella di un antico allievo di Assunta, Roberto Magnabosco che con Benedetta Bucceri dirigono la scuola Arabesque. Gioiose e colorate le loro coreografie  sulla favola del Mago di Oz,  hanno dato luce ad allievi e allieve di ogni età,trasmettendo al pubblico una sensazione  positiva e di festa.

La scuola successiva profuma d’oriente. La danza del ventre è regina nelle coreografie   di Fatima Dakik per le sue allieve, integrata dall’esibizione  anche del maestro Roberto Magnabosco. Un genere totalmente diverso dai precedenti ma che ha nel suo contesto quel fascino segreto delle fiabe delle Mille e una notte.

Non poteva mancare la danza ritmata e a tratti tribale e coinvolgente della scuola Jazz Dance A. S.D. con le coreografie di Fabio Vadilogna e Carlo Cocco. Un genere questo particolarmente gradito ai giovanissimi ma che interessa anche gli adulti  per l’intensità dell’esercizio fisico.

Delicata e sempre originale  la coreografia della maestra  Donatella Deidda della scuola “Dimensione Danza” , e l’esibizione dei suoi allievi,  Lei ha portato in scena una coreografia su un bel racconto d’amore ambientato negli anni trenta-quaranta. La scelta delle musiche originali dell’epoca, e dei costumi, e il tutto accompagnato  dalla voce narrante di Gianni Zanatta, ne hanno fatto una performance davvero sofisticata e a tratti commovente .

Devo un  grande grazie ad Assunta Pittaluga per la bellissima serata che mi ha regalato.


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Dal 3 al 5 ottobre all’Auditorium Parco delle Musica di Roma si terrà la Maker Faire Rome 2014 la piu’ grande fiera dell’innovazione al mondo (Venerdi 3 ottobre dalle 14.00 alle 19.00, Sabato 4 e Domenica 5 dalle 10.00 alle 19.00).

Dopo il grande successo dello scorso anno si cambia location per dare spazio agli inventori di 33 nazioni che stupiranno il pubblico con le loro creazioni. Per l’occasione l’Auditorium sara’ trasformato in un vero e proprio “villaggio dell’innovazione” nel quale grandi e piccini potranno scoprire, creare e inventare a loro volta.

La Maker Faire è il più grande evento di innovazione al mondo, una mostra dedicata a tutta la famiglia che mette al centro creatività e inventiva oltre a essere la celebrazione del “Maker Movement”. La Maker Faire è il luogo dove gli innovatori del terzo millennio mostrano i progetti a cui stanno lavorando e condividono il sapere tecnologico e artigiano.

Maker Faire Rome – The European Edition è un progetto promosso dalla Camera di Commercio di Roma e organizzato dalla sua Azienda Speciale Asset Camera. Il programma di quest’anno è cresciuto molto: la Maker Faire sarà l’evento di chiusura dell’ “Innovation Week”, una sette giorni di dibattiti, incontri e forum dedicati alle nuove frontiere della rivoluzione digitale. Durante l’intera settimana (29 settembre – 5 ottobre) si svolgeranno decine d’iniziative.

Let’s Make! (A Better World) è invece il titolo della Opening Conference della seconda Maker Faire Rome, The European Edition. Il 2 ottobre dalle 9.30 alle 17.30, nella Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica…

continua a leggere qui TTecnologico

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Non si può capire l’emozione che ho provato ieri sera rientrando in quel teatro-auditorium che mi ha visto protagonista dei primi saggi di canto, di tanti esami e tante opere liriche!

Il pubblico era formato in maggioranza da professori- ex compagni di scuola, ma anche da tanti allievi, amici e parenti  presenti per ricordare la comune compagna di studi musicali: il soprano Giusy Devinu, scomparsa troppo presto mentre era  al culmine della carriera.

La serata, organizzata dal Conservatorio di Musica come omaggio al celebre soprano cagliaritano, comprendeva  due protagonisti importanti del panorama musicale isolano : il pianista Maurizio Moretti e il contraltista Gianluca Belfiori.

Un raro filmato tratto da una puntata di Sardegna Canta, ha introdotto il pubblico alla conoscenza del percorso artistico di Giusy. Ambra Pintore, popolare conduttrice della trasmissione della emittente sarda Videolina, l’aveva voluta intervistare    nei luoghi che l’hanno vista nascere come musicista: il  conservatorio ,la sua aula magna, e il Teatro Lirico che inaugurò insieme al contralto Bernadette Manca di Nissa presente ieri.

E ieri sera è stata proprio Ambra a presentare la serata, con molta commozione, considerato che erano presenti anche la madre , la sorella e la nipote del soprano cagliaritano.  

Poi la direttrice  del Conservatorio, Elisabetta Porrà, ha ricordato Giusy e introdotto i due protagonisti: il contraltista Gianluca Belfiori Doro e il pianista Maurizio Moretti. Due artisti sardi che hanno conosciuto e frequentato il soprano, sia in qualità di compagna di studi  che di maestra e amica.

Ambra Pintore ha proseguito leggendo e interpretando in maniera magistrale i brani del  repertorio francese presentato dai due artisti che dal canto loro hanno regalato al pubblico una performance davvero unica e raffinata. Inoltre Moretti ha poi eseguito alcuni brani di Chopin evidenziando ancora le sue doti tecniche e interpretative.

L’incasso della serata, sarà utilizzato per una borsa di studio a giovani cantanti lirici, quei giovani che Giusy amava istruire regalando la sua esperienza attraverso le sue master class.


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Un recital d’alta scuola per omaggiare la più bella tra le voci liriche dell’IsolaGIUSY DEVINU

Con me fu dolcissima. Con parole d’elogio mi esortò ad approfondire lo studio del canto lirico, prospettando per me una luminosa carriera. Fu prodiga di consigli, ciò che mi disse mi regalò tanta fiducia». Francesco Demuro, classe 1978, è oggi un tenore lirico tra i più apprezzati della sua generazione. Specialista del repertorio verdiano e donizettiano, ricorda con piacere e affetto il suo incontro col compianto soprano cagliaritano Giusy Devinu, alla cui memoria stasera renderanno omaggio al Conservatorio Pierluigi da Palestrina, alle 21, il contraltista Gianluca Belfiori Doro e il pianista Maurizio Moretti.

I due artisti sardi proporranno un recital di musica da camera francese (madrina della serata sarà Ambra Pintore), con brani dal repertorio di Poulenc, Massenet, Ravel, Milhaud, Satie e Chopin.

UNA CARRIERA FULMINANTE «All’epoca, ormai quasi dieci anni fa, stavo muovendo i primi passi nel mondo della lirica, mentre lei era una star affermatissima» ricorda ancora il tenore di Porto Torres. «Non aveva alcuna posa da diva, era schietta e alla mano, sensibile e seria allo stesso tempo. Il suo apprezzamento circa le mie potenzialità vocali mi diede una carica incredibile ».

Una carriera fulminante, quella del soprano cagliaritano. Dopo il debutto a Spoleto, nel 1982, a ventidue anni, (interpretò Violetta nella Traviata di Verdi, un ruolo che ricoprì più di trenta volte negli anni successivi, per lei ideale in virtù dell’abilità tecnica e la facilità nelle variazioni di registro), la Devinu cantò alla Scala di Milano, alla Fenice di Venezia, all’Opera di Roma, al San Carlo di Napoli e in tanti altri prestigiosi teatri nazionali e internazionali. Sposata col basso Francesco Musinu (col quale condivise più di un trionfo artistico in giro per il mondo), il sui repertorio includeva i capolavori dei maestri del melodramma ottocentesco, da Verdi a Rossini, da Donizetti a Bellini e Puccini.

UN PREMIO NEL SUO NOME  Colpita a metà degli anni Duemila da un male incurabile, Giusy Devinu continuò a cantare fino al 2006, l’anno prima della scomparsa, avvenuta il 2 maggio 2007 a 47 anni. Alla carriera solista il soprano alternava quella di docente per aspiranti cantanti lirici, con un master class completamente gratuito inaugurato nel 1991 e tenuto per i successivi quindici anni. Pochi mesi dopo la sua scomparsa, il baritono Paolo Coni istituì al teatro Guardassoni di Bologna un premio in sua memoria per appuntamenti una finalista del concorso lirico internazionale Città di Bologna. Proprio quest’anno il premio è stato riproposto dal nuovo direttore artistico del Guardassoni, il soprano Cinzia Forte (che di recente si è esibita al teatro Lirico nel ruolo di Desdemona, in Otello) ed è stato vinto da Claudia Pavone. Oggi tocca a due artisti isolani rendere omaggio alla voce femminile più bella mai consegnata dalla Sardegna al canto lirico.

Il ricavato del concerto (10 euro il prezzo del biglietto) andrà a finanziare borse di studio per i più meritevoli allievi del Conservatorio. Anche Giusy, da lassù, applaudirà compiaciuta. Fabio Marcello

Fonte: Sardegna Quotidiano
12 luglio 2013
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Ancora insieme per un altro concerto lirico i due artisti cagliaritani Elisabetta Scano soprano e Gionata Gilio baritono   questa  sera a Ghilarza nel Nuovo Auditorium (fronte Ospedale), per emozionarci ancora un volta con le più belle romanze d’opera.

Come per il concerto precedente, potremmo ascoltare il soprano Elisabetta Scano anche nella veste di flautista.

Il concerto sarà alle ore 19,30

Ecco il programma della serata

Massenet “MEDITATION” per flauto e pianoforte, flautista Elisabetta Scano
Traviata di Verdi ” DI PROVENZA IL MARE E IL SUOL” baritono Gionata Gilio

Nozze di Figaro di Mozart” Deh vieni,non tardar“soprano Elisabetta Scano

Trovatore di Verdi “Il balen del suo sorriso“baritono Gionata Gilio

Bohème di Puccini ” Valzer di Musetta“soprano Elisabetta Scano

Elisir d’amore di Donizetti “Come Paride vezzoso”baritono Gionata Gilio

Turandot di Puccini ” Signore ascolta“soprano Elisabetta Scano

Barbiere di Siviglia di Rossini:”Cavatina di Figaro” baritono Gionata Gilio

Don Giovanni di Mozart duetto “Là ci darem la mano“soprano Elisabetta Scano,baritono Gionata Gilio

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ELSA MARTIN VINCE IL PREMIO ANDREA PARODI

CAGLIARI CAPITALE DELLA WORLD MUSIC DAL 22 AL 24 NOVEMBRE

 Per tre giorni, dal 22 al 24 novembre, Cagliari è diventata capitale della World Music con la quinta edizione del Premio Andrea Parodi, dedicato all’indimenticato cantante e musicista sardo. A vincere è stata la friulana Elsa Martin (con “Dentrifûr”), che si è aggiudicata anche il Premio della critica. La menzione per il miglior testo è andata a Erica Boschiero, quella per la migliore musica ancora a Elsa Martin, quelle per il miglior arrangiamento e per la migliore interpretazione a Simona Colonna. Sono stati assegnati anche due nuovi premi, non ufficiali: quello dei concorrenti stessi, che è andato a Simona Colonna, e quello dei bambini presenti in sala, di nuovo alla Martin.

Nelle serate, presentate da Carlo Massarini, il pubblico e le due ampie e qualificatissime giurie (una tecnica e uno critica) hanno assistito a un grande spettacolo, con un ottimo livello medio dei finalisti, che hanno proposto in ogni serata un proprio brano affiancato venerdì da uno di Andrea Parodi.

Forti emozioni sono arrivate dagli ospiti, a partire dalla serata di venerdì, con Luigi Lai che ha ricevuto il Premio Albo d’oro e che ha stregato il pubblico con le sue launeddas, e con i vincitori dell’edizione 2011, i deliziosi Elva Lutza.

Sabato è stata la volta della grande forza espressiva di Boi Akih (dall’Indonesia) e delle suggestioni del violino di Lino Cannavacciuolo. Strepitosa poi l’esibizione di Enzo Avitabile, che ha offerto a sorpresa un brano di Andrea Parodi, “Sienda”, con Elena Ledda e Kaballà. Gran finale con tutti gli artisti ospiti sul palco, insieme a Francesca Corrias.

La stessa Elena Ledda, che ha curato la direzione artistica del festival, ha parlato della “felicità di questo festival, che si sentiva dall’aria positiva che si è respirata nelle tre giornate”. “C’è stata – ha continuato – una grande varietà nelle proposte stilistiche dei concorrenti e devo anche dire che la reinterpretazione dei brani di Andrea è stata molto coinvolgente, in certi casi commovente. Non posso poi non sottolineare l’alta qualità della presenza femminile fra i finalisti, con donne diversissime fra loro. Si andava dalla sperimentazione di Shinobu Kikuchi alla genialità di Simona Colonna, sino alle due ragazze più giovani, Erica Boschiero ed Elsa Martin, che mi hanno molto colpito. Fra l’altro sono entrambe intonatissime, il che non guasta”.

“ C’è stata una netta sensazione di crescita del festival, da molti punti di vista” ha detto Valentina Casalena, moglie di Andrea Parodi e presidente della Fondazione a lui dedicata (che ha organizzato la rassegna). “Noi predisponiamo tutto facendo del nostro meglio, ma il bello poi lo fanno quelli che salgono sul palco e da questo punto di vista devo dire che mi ha colpito nei concorrenti il rispetto e l’impegno nell’avvicinarsi ai brani di Andrea, anche nel confrontarsi con il sardo. L’ho apprezzato non solo per gli omaggi in sé, che sono piaciuti molto anche al pubblico, ma anche perché questo è segno di professionalità da parte tutti i concorrenti. Credo voglia anche dire che ritengono il nostro un concorso serio. In questo contesto i vincitori sono quasi un dettaglio”.

Il festival ha avuto un’anteprima giovedì 22 novembre al Club Fbi di Quartu S. Elena per poi trasferirsi al Teatro Auditorium Comunale di Cagliari, che ha segnato il tutto esaurito . Le serate, o una selezione delle stesse, saranno diffuse a livello nazionale da Radio3, Popolare Network, Roxybar Tv e dalle principali emittenti tv e radio regionali.

Elsa Martin si è diplomata in musica jazz con il massimo dei voti presso il Conservatorio di Klagenfurt (Austria). Inoltre, ha avuto modo di confrontarsi con personalità di livello mondiale quali Tran Quang Hi, Friedrich Glorian, Tapa Sudana, Joji Hirota, Tadashi Endo. Nel 2006 ha partecipato, ospite della cantante brasiliana Rosa Passos, al Festival Internazionale Jazz delle Canarie ed è stata protagonista di numerose esibizioni all’estero. Il suo primo album, “vERsO”, è stato recentemente finalista nella sezione opere prime delle Targhe Tenco 2012.

Come vincitrice assoluta avrà un premio in denaro di 2500 euro per formazione musicale, la partecipazione nel 2013 al Premio Andrea Parodi, all’European Jazz Expo, al Negro Festival e a Folkest. Come vincitrice del Premio della critica la produzione di un videoclip professionale.

Per maggiori informazioni:

www.fondazioneandreaparodi.it

fondazione.andreaparodi@gmail.com

la foto è di Claudia Nirakita Giuseppetti

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CRONACA DI UNA GIORNATA SPECIALE

Quella di ieri è stata sicuramente una giornata speciale, di quelle che difficilmente si potranno dimenticare. Una giornata che rimarrà nella memoria in maniera indelebile. Ieri, Roma, ha accolto i rappresentanti delle 14 fondazioni lirico-sinfoniche che ormai da diversi anni stanno vivendo un momento difficile: i tagli finanziari e il totale disinteresse  da parte di chi ci governa, con l’intento forse, di farle scomparire oltre   alle tante norme assurde come la legge 100 che impedisce ai lavoratori di fare musica al di fuori dal proprio teatro anche solo a titolo benefico .

Ieri l’unico neo è stato la pioggia, insistente, nel momento in cui ci si sarebbe dovuti radunare in piazza Santi Apostoli per poter regalare ai romani e ai tanti turisti un grande concerto. Durante un pasto veloce in un ristorantino vicino alla Piazza, ci sono stati i primi incontri.

Accanto al nostro tavolo infatti abbiamo incontrato una delegazione del Teatro di Bologna. C’è stato subito uno scambio d’idee e un confronto sui problemi ognuno del proprio teatro.

All’uscita dal locale però la pioggia continuava , la piazza era quasi pronta per accoglierci con le forze del servizio d’ordine ma impossibile pensare ad un concerto con tali difficoltà. Gli strumenti temono l’umidità e il pubblico non sarebbe  certo rimasto sotto l’acqua ad ascoltarci. Ci è stato tempestivamente comunicato che tutta la manifestazione si sarebbe spostata verso l’Auditorium Parco della Musica. Se da un lato mi  dispiaceva dover abbandonare lo spazio prestabilito, dall’altro mi piaceva l’idea di poter conoscere questo luogo di cui avevo sentito parlare ma che non avevo avuto ancora modo di conoscere.

Uniti dalla stessa arte, capita periodicamente di poter lavorare insieme, da un teatro all’altro, anche per brevi periodi. Ad esempio molti colleghi di Verona  vengono a Cagliari e viceversa. Così pure  diversi colleghi dell’Accademia di Santa Cecilia in qualche occasione sono venuti a darci man forte in alcun spettacoli dove era richiesto un organico consistente.

Girando fra i tanti musicisti e artisti, davanti all’Auditorium , con al mia  videocamera,  ho potuto immortalare  momenti d’incontro tra  coristi e musicisti dei diversi teatri che si sono ritrovati dopo tanti anni.  Per alcuni istanti mi pareva di essere nella famosa trasmissione della Carrà: baci, abbracci qualche lacrima di commozione e allo stesso tempo la realizzazione che in tanti si ritrovavano lì senza una prospettiva lavorativa .

Alcuni teatri infatti sono stati commissariati, altri addirittura sono a rischio chiusura.

Ognuno ha messo bene in vista il proprio  striscione dove gridava la rabbia per questa assurda situazione.

Le telecamere e le macchine fotografiche della stampa nazionale rimbalzavano da uno striscione all’altro . I giornalisti davano voce soprattutto a chi , con grandi sacrifici ha dedicato il suo tempo gratuitamente per organizzare tutto ciò.

In prima linea i colleghi dell’Accademia di Santa Cecilia rappresentati da Carlo Putelli, Marco Santarelli, Lorella Pieralli  .

Una volta entrati nella sala da concerto dopo una introduzione dei rappresentanti sindacali, l’orchestra e il coro, nella formazione nazionale, hanno dato inizio a quello che può definisrsi un concerto storico, eseguendo popolari brani: dall’Alleluia di Haendel al Requiem di Mozart, dal Va pensiero verdiano all’Inno alla Gioia di Beethoven diretti dal maestro Bettinelli.

Poi una delegazione di tutti i rappresentanti è stata ricevuta dal ministro Ornaghi.

Un’unica voce. Un’emozione forte.


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A tutti gli amanti del Teatro di prosa, oggi voglio consigliare uno spettacolo da non perdere assolutamente.

Si tratta di una nuova  produzione de La Fabbrica illuminata :MARX, LA MOGLIE E LA FEDELE GOVERNANTE che ha come protagoniste due donne, SIMONA GUARINO  ed ELENA PAU (nella foto, attrice – cantante che conosceremo meglio nei prossimi giorni).

L’autrice è  Adele Cambria che ci racconta così la sua opera :

MARX, LA MOGLIE E LA FEDELE GOVERNANTE mi è stato ispirato da una frase di Lenin che, compilando la voce “Carlo Marx” per l’enciclopedia Grenat aveva ipocritamente racchiuso in tale formula quelle due esistenze, interamente devolute alla gloria del socialista scientifico, nella persona del suo fondatore: “Fu seppellito insieme alla moglie e alla fedele domestica Helen Demuth, che era quasi persona di famiglia, nel cimitero di Highgate a Londra”.
Ed ecco dunque due personaggi – la moglie e la serva, la baronessa prussiana, Jenny Von Westphalen e la contadina Helen Demuth – appaiate, accomunate dall’identico “destino” di donne dell’Eroe, ma ciascuna al suo livello, al suo posto; ecco la loro doppia, complessa relazione, l’amorosa solidarietà di sesso, rilegata e conflittuale nell’aristocratica Jenny, spontanea, generosa ed umile, nella contadina Helen.
Contraddizioni che, all’epoca, certo non potevano essere avvertite dalle donne se non confusamente.
Ma sarebbe stato proprio Marx, mettendo incinta “la serva”, a fare esplodere nella sua fase più acuta la contraddizione, lui che dispiegando per intero e a proprio vantaggio lo status maschile di padrone di entrambe, avrebbe imposto all’una e all’altra l’evidenza del conflitto tragico, subito occultato, tra uguali/diverse e rivelando insospettate componenti di eros, di desiderio. Avendo scelto, per parlare di Marx, l’ottica dal basso, e cioè un Marx guardato dal punto di vista dell’unica proletaria di casa, ovvero della “fedele governante” Helen Demuth, mi son trovata nella necessità di ricostruire e quindi di inventare sia le parole di Helen (che ovviamente non scriveva né lettere né diari), sia il suo vissuto interiore: mentre per le vicende della sua esistenza avevo sufficiente, seppur non ampia, documentazioni, reperita leggendo tutta la “letteratura” su Marx.
Con il particolare, però, della censura operata da tutta la storiografia ufficiale relativamente al figlio che Helen ebbe dall’autore del Capitale: una censura che è durata più di cento anni, e che è stata rimossa solo dal 1962.
La scelta di guardare Marx dal basso non aveva né intenti demagogici, né, ancor meno, di maldicenza servesca: e specialmente quest’ultimo obiettivo è stato attribuito (in malafede per lo più) all’ottica femminista.
E invece no: non ci è mai interessato omettere, come si dice, il grand’uomo in mutande, né ci appartiene la filosofia del buco della serratura.”

La regia è di Marco Parodi, la direzione musicale di Corrado Aragoni, le scene e i costumi di Luigi Perego.

CAGLIARI – SABATO 10 dicembre, al piccolo Auditorium di Piazzetta Dettori ore 21

Biglietto intero 10 euro
Biglietto ridotto 6 euro (per i soci della Fabbrica Illuminata e per i titolari di carta junior e senior)
Per info: 070 489114 – 3200667190

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00304_Capture_1Rivedere quel posto, quella platea, quel palcoscenico, ieri per me è stato emozionante. Lì, dove ho cantato per la prima volta come solista, la prima grande emozione della mia carriera, proprio lì, all’Auditorium del Conservatorio di Cagliari, si esibiva la mia bambina di 13 anni in un concerto per giovanissimi del coro delle voci bianche diretto da Enrico Di Maira, sempre preciso e ben preparato.

Mentre si esibivano anche altri musicisti in erba ho rivissuto tutta la mia vita musicale, in un flash back.

Ho rivisto fra gli insegnanti coloro che molti anni fa cominciavano con me quest’avventura. Erano con i loro allievi , emozionati .

Ho apprezzato i piccoli talenti dei maestri Romeo Scaccia, Antonello Sanna, Salvatore Saddi,  Giorgio Sanna e la giovanissima orchestra diretta da Pio Salotto.

Di particolare effetto la fiaba musicale  “Il colore del camaleonte”  della compositrice Stella Pioli ,  presentata dal Vivaio voci bianche, sempre sotto la direzione del maestro Enrico Di Maira”. La fiaba comprendeva l’apporto anche del violino (Andrea Angioni), del  flauto (Clara Cocco) e del pianoforte (Enrica Lobrano).

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A Roma un tempio per ascoltare dischi
Nasce all’Auditorium di Roma il primo spazio dedicato esclusivamente all’ascolto di qualita’, una sorta di ‘tempio del disco’. L’ambiente, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Musica per Roma, l’Audiogamma spa di Milano e la Bowers & Wilkins, e’ stato ideato come spazio fisso all’interno dell’Auditorium e ospitera’ rassegne, presentazioni di nuovi album e corsi di educazione all’ascolto per ragazzi e scolaresche.
E’ stato aperto per la prima volta sabato 24 aprile 2010.

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Questa sera l’astrofisica Margherita Hack prenderà parte alla prima esecuzione italiana, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, della composizione Le Noir de l’Étoile di Gérard Grisey.

(continua…)

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