Articolo taggato “Assunta Pittaluga”

Assunta Pittaluga , la maestra di danza cagliaritana scomparsa prematuramente, sarà ricordata domani  durante una serata di danza che si terrà  ad Oristano. Saranno presenti ben 7 scuole e  fra queste anche la scuola cagliaritana Arabesque diretta da Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco. Quest’ultimo era per Assunta Pittaluga un allievo prediletto. Mi racconta che quando  era stato scritturato da Raffaella Carrà per un tour, lei ci rimase male perchè vedeva per lui un futuro nella danza classica. Ma appena rientrò  da  quel lungo periodo, non lo fece più fuggire. Assunta lo considerava un punto di riferimento ed è stato l’unico partner con cui ha condiviso il  palcoscenico negli ultimi tempi .

La nuova generazione di ballerini ha avuto modo di conoscere Assunta come presidente di Giuria nella gara televisiva ideata e presentata dalla ballerina Claudia Tronci, “Di che danza 6” .   In questa occasione, supportata dai diversi maestri della danza isolana con lei in giuria  , Assunta dispensava  proprio ai giovani, consigli e segreti di questa arte meravigliosa.

La sua è stata una vita intensa sempre pronta a mettersi in gioco con nuove esperienze. Ricordiamo gli spettacoli di burlesque o ancora la sua partecipazione ad un film con la regia di Jo Coda che tra gli altri sarà presente alla serata come ospite.

 

 

 

 

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Foto di Italo Medda

Un lungo applauso ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa di San Lucifero a Cagliari, della grande artista cagliaritana Assunta Pittaluga, ballerina  e insegnante di danza di intere generazioni. Erano centinaia le persone che ieri hanno preso parte al rito religioso. Un rito sobrio, senza musica, essenziale e rispettoso come lo era lei per tutto ciò che era artisticamente spirituale.

Entrando in una chiesa gremita, ciò che mi ha colpito sono stati i banchi occupati da file di giovani e meno giovani “crocchiette“, la maggior parte vestite di nero. Se non avessi saputo di essere all’interno di una chiesa per un funerale, avrei pensato ad una coreografia di danza contemporanea. Quelle “crocchiette” , la pettinatura simbolo della danza , che tanto mi faceva  penare quando dovevo preparare le mie bambine per i saggi di fine anno anche per la scuola di Assunta.

C’erano tanti rappresentanti delle scuole di danza provenienti da tutta l’isola; i colleghi delle avventure televisive e di quella cinematografica; tanti musicisti, attori, ma anche amici comuni. C’erano le sue alunne storiche, quelle che per quasi trent’anni  hanno continuato a  frequentare la sua scuola di via Ada Negri sino a qualche giorno fa , quando la lezione è stata  interrotta   solo dall’arrivo dell’ambulanza che ha accompagnato Assunta all’ospedale verso il suo ultimo viaggio. Mi riferisce così Daniela, commossa, sua allieva da 22 anni, che ha lasciato la sua scuola solo nel periodo del parto.

Tanti fiori per Assunta, ma questa volta erano gli omaggi per l’inizio di una danza infinita.


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L’ultima volta che l’ho incontrata era nella sua scuola e ci siamo lasciate con la promessa di un’incontro successivo  a breve, con la mia video camera per un’ intervista. Purtroppo qualche mese dopo una sua allieva mi comunicava della grave malattia che  l’aveva colpita. Mi ha fatto male,perchè l’avevo vista bene come sempre, appassionata del suo lavoro e ricca di idee e  progetti.

Le notizie  su Assunta Pittaluga mi arrivavano comunque sempre positive, di una donna che aveva reagito bene e che si era rimboccata le maniche per continuare a fare tutto senza pensare al peggio. Non si abbatteva davanti a nulla neppure  davanti all’idea di dover perdere i capelli . Per Assunta anche quello era un problema risolvibile con l’acquisto di diverse parrucche colorate così da non insospettire  e contemporaneamente distrarre le sue piccole allieve.

Tutta la  vita era in funzione della sua arte e della sua scuola. L’ho conosciuta nei primi anni 80, al Teatro Lirico dove danzava nelle opere. Dopo qualche tempo  l’ho ritrovata quando ho iscritto le mie  figlie nella sua scuola. Ogni saggio , tra una pausa e l’altra, era l’ occasione per ricordarci delle stagioni liriche e dei tanti artisti con i quali ha lavorato sin dai tempi in cui si esibiva all’Anfiteatro Romano .

A.Atzori - A.Pittaluga

La sua scuola di danza, sita in Via Ada Negri a Cagliari, è stata la prima scuola ad insegnare  anche la danza contemporanea. Chiunque poteva iscriversi: grassi, magri, piccoli e adulti. Quando c’era la passione lei dava l’opportunità di provare, contrariamente alla scuola dove lei stessa si era formata, in cui erano richiesti tassativamente le physique du role e la tenera età.

 Claudia Tronci, ideatrice e conduttrice della trasmissione  ”Di che danza 6″ per la TV Videolina, ha voluto che  Assunta Pittaluga (sua maestra di danza), fosse la presidente di giuria della gara televisiva fra scuole. Per Assunta  questa è stata l’occasione  per rimettersi in gioco  lasciando di stucco tutti nell’ammirarla ancora in tantissime e belle performance addirittura di Burlesque. Complice in questa nuova avventura il suo ballerino e allievo prediletto Roberto Magnabosco con il quale si è esibita anche in spettacoli a due . Poi, grazie a lui, alla stessa Claudia Tronci e al ballerino Gabriele Vaccargiu ,ha potuto danzare ancora  per  il pubblico del Teatro Lirico,accorso numeroso al Parco della Musica, in occasione di una serata dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu .

Addio Assunta, perla rara della danza isolana.

Foto. B.Bucceri – Parco della Musica

4^ edizione "Di che danza 6"

 

 

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Benedetta Bucceri, Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco,

Che la musica, la danza, il teatro, siano terapeutici questo è ormai appurato. Tutte le forme d’arte aiutano a star bene e , donarle a chi soffre,  è un grande regalo. Da diverso tempo ormai negli ospedali, ci sono gli spazi adatti ad accogliere  spettacoli che possano dare speranza a chi si trova in terapia. Per esperienza diretta posso dire che ogni giorno che si passa all’interno di queste strutture , soprattutto quando si sta lottando per la propria esistenza,   è un continuo pensare a quello che potrebbe essere il proprio futuro che spesso si vede molto  nero.

Si ha come  l’impressione che da lì non se ne debba più uscire. Un po’ di conforto lo si riceve dalla preghiera per chi ci crede, e poi dalla TV che è collegata ad un  circuito interno. Questo permette a tutti quei malati che non possono uscire dalle stanze, di godere degli spettacoli che si svolgono all’interno dell’ospedale.  Una vera e propria manna dal cielo perchè , almeno in quello spazio temporale, si riesce a staccare la spina che alimenta i cattivi pensieri.

Domani pomeriggio alle 16,30 , all’ospedale Businco (Oncologico) di Cagliari , la scuola di danza di Assunta Pittaluga rappresentata da tutti i maestri,  regalerà uno spettacolo ai malati.

Ci saranno I maestri della scuola ARABESQUE,  Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco  che presenteranno un pezzo classico: la Danza Napoletana tratta da Il Lago dei Cigni. Con loro  anche Carla Sanna che ha vinto un Talent ove lo stesso Magnabosco era giudice; Luisa Uneddu maestra di danze medio orientali  coinvolta  nella coreografia di Danza Russa sempre tratta dallo Schiaccianoci.

Ci sarà inoltre il maestro di Tango Piergavino Meridda, la maestra di danze orientali Fatima Dakik, la maestra di flamenco  Laura Nioi ,il ballo classico di Giuliana Corrias; Laura Scaia e la coreografia di Tip Tap.

L’ingresso è gratuito e libero a tutti.

 

 

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Ieri sera sono stata invitata ad assistere ad un saggio di danza, di una scuola “mitica” cagliaritana. Dico “mitica” perchè è stata forse la prima che ha portato la danza moderna a Cagliari, e soprattutto che ha rivoluzionato  il modo di fare danza rispetto a quella legata a schemi tradizionali. Nella sua scuola sono ammessi tutti, indistintamente per età e struttura fisica. Personalmente ricordo che  ai tempi della mia fanciullezza, una mia compagna diceva che se non si aveva una certa struttura corporea, e soprattutto se non si era giovanissimi, non si poteva frequentare una scuola di danza. La scuola di Assunta Pittaluga non discrimina nessuno tanto meno per il saggio finale . Qui si apre un altro ricordo. In tante occasioni  le mie amiche “ballerine” temevano la fine dell’anno per la paura di non essere all’altezza del saggio finale e quindi di essere lasciate fuori. Da Assunta, il saggio, lo fanno proprio tutti e con grande gioia.

Ieri sera all’auditorium del Conservatorio di Cagliari la scuola di danza di Assunta Pittaluga si è presentata come una grande comunità multietnica, in senso metaforico. Infatti non partecipavano solo i suoi allievi, ma allievi di diverse scuole cagliaritane ospiti della stessa struttura. Un brano ciascuno , essenziale ma significativo. Il saggio finalmente non è più una maratona dove i piccoli allievi finiscono stremati perchè obbligati   ai saluti finali di una serata magari di oltre quattro ore ! Avendo due figlie femmine ho vissuto il problema in prima persona quando queste hanno frequentato le così dette scuole tradizionali.

Assunta è anche la conduttrice dell’evento. Presenta con simpatia dialogando col pubblico. Non ci sono paure di sbagliare perchè se ciò succede si chiede scusa al pubblico e si rimedia. Via le etichette! Finalmente!

Dopo una breve presentazione, arriva il primo Divertissement e a seguire   il suggestivo Magnificat di Vivaldi sempre con la coreografia della Pittaluga  in cui le danzatrici si dividono fra platea e palcoscenico in processione con in mano dei lumini, come  in un antico  rito sacro che si conclude con una croce umana. Bello ed emozionante.

E’ la volta poi di una scuola ospite, quella di un antico allievo di Assunta, Roberto Magnabosco che con Benedetta Bucceri dirigono la scuola Arabesque. Gioiose e colorate le loro coreografie  sulla favola del Mago di Oz,  hanno dato luce ad allievi e allieve di ogni età,trasmettendo al pubblico una sensazione  positiva e di festa.

La scuola successiva profuma d’oriente. La danza del ventre è regina nelle coreografie   di Fatima Dakik per le sue allieve, integrata dall’esibizione  anche del maestro Roberto Magnabosco. Un genere totalmente diverso dai precedenti ma che ha nel suo contesto quel fascino segreto delle fiabe delle Mille e una notte.

Non poteva mancare la danza ritmata e a tratti tribale e coinvolgente della scuola Jazz Dance A. S.D. con le coreografie di Fabio Vadilogna e Carlo Cocco. Un genere questo particolarmente gradito ai giovanissimi ma che interessa anche gli adulti  per l’intensità dell’esercizio fisico.

Delicata e sempre originale  la coreografia della maestra  Donatella Deidda della scuola “Dimensione Danza” , e l’esibizione dei suoi allievi,  Lei ha portato in scena una coreografia su un bel racconto d’amore ambientato negli anni trenta-quaranta. La scelta delle musiche originali dell’epoca, e dei costumi, e il tutto accompagnato  dalla voce narrante di Gianni Zanatta, ne hanno fatto una performance davvero sofisticata e a tratti commovente .

Devo un  grande grazie ad Assunta Pittaluga per la bellissima serata che mi ha regalato.


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La danzatrice , attrice e conduttrice  televisiva Claudia Tronci in questi giorni è stata nominata  membro del Consiglio Internazionale della danza Cid. Una nomina di grande prestigio. Ma cosa è il CID?

Il Consiglio Internazionale della Danza (CID) è l’organizzazione ufficiale per tutte le forme di danza, in tutti i paesi del mondo.

E’ un’organizzazione no-profit e non-governativa, fondata nel 1973 nei quartieri generali dell’UNESCO.

E’ il forum universale che riunisce organizzazioni internazionali, nazionali e locali, così come individui attivi nella danza.

Rappresenta l’arte della danza in generale ed è riconosciuto dall’UNESCO, dalle agenzie governative nazionali e locali, dalle organizzazioni internazionali e dalle istituzioni.

Claudia Tronci è conosciuta in Sardegna come ballerina ma anche come autrice-conduttrice televisiva , per quattro anni “Di che danza 6″  trasmissione di successo dedicata alla danza. Lei è di Terralba,  cittadina del centro Sardegna,  ed è proprio qui che il 19 aprile si svolgerà il Dance meeting Terralba , storica rassegna regionale nata nel 1995 , la prima della Sardegna, e  che vedrà   alternarsi alcuni fra i maestri più importanti dell’isola.

L’evento comincerà alle 18,30 con una chicchierata con gli artisti.

Alle 19, ci sarà la proiezione di un interessantissimo documentario curato dalla Maestra Assunta Pittaluga , dal titolo “Dalla tradizione alla rappresentazione

20,21.30 Intervallo

Alle 21,30 esibizioni in palcoscenico, Compagnia Eva Ailloàrt di Fatima Dakik, Dimensione Danza di Donatella Deidda, Compagnia danza Davide Cauli, Gabriele Vaccargiu.

La serata ha avuto il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Terralba, Ass. Adricasus, Pro Loco.

 

                


 

 

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ASSOCIAZIONE DIVERSAMENTE – ONLUS
In occasione della Giornata Mondiale sull’Autismo
A cura di Spazio G28, Cagliari

POESIE DI ITALO MEDDA

COREOGRAFIE DI
ASSUNTA PITTALUGA, ROBERTO MAGNABOSCO, MICHELA MUA, BENEDETTA BUCCERI

Quando ci arriva una notizia che ci indigna, spesso ci irritiamo ancora di più con noi stessi perchè non troviamo come opporci e modificare una realtà non condivisibile. Non abbiamo nè i mezzi nè il potere per riuscire a migliorare un mondo spesso ingiusto. Ma, almeno agli artisti, è concesso il dono di trasformare la propria indignazione in opere che, nell’universalità e nel simbolismo del linguaggio artistico, possano contribuire alla riflessione e alla maturazione verso un futuro più equo. Così sono nate le poesie di Italo Medda, da frammenti di articoli giornalistici, da reportages televisivi, dalla riflessione critica su eventi che hanno segnato momenti culturali precisi.
Da qui traggono spunto le coreografie create da Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco con Benedetta Bucceri e Michela Mua, dalle poesie dedicate a personaggi, singoli o collettività, cui, per cecità, pregiudizi o interesse, è stata limitata la possibilità di espressione o che sono stati, a vari livelli, emarginati.

Dalle donne di Kabul alla poetessa Alda Merini, dalle donne della Cecenia a Pier Paolo Pasolini, a Silvia Baraldini, poesie intercalate da altre genericamente ispirate a donne idealmente amate, in un ventaglio di forme di danza liberamente prescelte da ogni coreografo.
Danzano: Barbara Belzer, Eleonora Caboni, Virginia Caboni, Carmen Cadoni, Paola Chessa, Maria Collu, Federica Cuccu, Giorgia Damasco, Gloria Denotti, Eleonora Dessì, Mariella Dessì, Francesca Fancello, Federica Farci, Renata Floris, Federica Foddis, Isabella Fois, Martina Fois, Michela Fois, Cristina Lecis, Arianna Madeddu, Maura Madeddu, Rita Manunza, Cristina Melis, Eleonora Melis, Michela Mua, Michele Murgia, Angela Muscinu, Francesca Naitza, Laura Ollano, Valentina Peddes, Sonia Pia, Valeria Piga, Laura Pinna, Cinzia Porcu, Loredana Saba, Veronica Sanna, Laura Vigo, Matteo Viola, Vanessa Vona.
Si ringraziano Stefano Raccis e Marco Maxia Saiu per la gentile disponibilità

TEATRO MOMOTI 
via 31 marzo 1943 n.°20 – Monserrato (CA)


Venerdì 27 marzo 2015 – ore 20,30

 

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Quando ero piccola, una delle tante forme artistiche che mi affascinava era sicuramente la danza. Una mia compagna di classe  praticava la danza classica in una delle due scuole cagliaritane. Lei sottolineava spesso che era stata scelta per il suo fisico “perfetto” e che la danza era per pochi eletti e soprattutto ricchi. Insomma se per caso avessi avuto l’idea di voler realizzare questo sogno ha pensato bene di distruggerlo. Ci invitava a casa sua per mostrarci con orgoglio le sue scarpette e il suo tutù. Io ammiravo queste cose come in un bel film della Disney. Per fortuna però le cose sono cambiate.

A Cagliari, una grande maestra di nome Assunta Pittaluga, ha rivoluzionato questo modo di pensare la danza aprendo la sua scuola a tutti, senza limiti fisici e di età e soprattutto di genere. Infatti credo sia stata la prima o fra le prime ad aprirsi alla danza moderna. Ricordo di una mia amica che aveva già compiuto   18 anni che, come me, desiderava danzare ma era ancora convinta che bisognasse cominciare a 4 anni, si iscrisse nella sua scuola e a breve si trasferì a Parigi dove potè fare della danza la sua professione.

Perchè ho fatto questa premessa?

Ieri si è conclusa con successo la IV edizione della trasmissione “Di che danza 6″, trasmessa dalla emittente televisiva regionale Videolina. Successo che nasce prima di tutto dalla sua ideatrice e conduttrice  Claudia Tronci che, con determinazione, ha sempre dato  anima e corpo alla preparazione delle puntate, contattando e selezionando ben 35 scuole e programmando le puntate in maniera molto accurata.  Nel corso delle IV edizione si sono visti “crescere” danzatori di ogni genere: dai ballerini classici a quelli di danza moderna, dalle danze orientali e latino americane alla synchro dance , la break dance, l’hip hop.

Una bella vetrina per le scuole sarde sia per i ballerini che per i loro maestri che in questa edizione  hanno potuto danzare con i loro ragazzi.   La giuria, formata da professionisti d’alto livello,  ha saputo dispensare consigli con la giusta sensibilità, sottolineando che questi, sono  importanti per la crescita di ogni ballerino.

Elegante e bella nel suo aspetto,  sorridente e disinvolta, Claudia Tronci, vestita dallo stilista sardo Carlo Petromilli, e pettinata da Fabio Fanti  è riuscita a mantenere sempre alto  l’interesse del pubblico verso la trasmissione, affiancata però anche dalla giuria formata, oltre che da Assunta Pittaluga, anche da altri validi maestri quali Donatella Deidda e Roberto Magnabosco , Davide Cauli e Luana Fanni, Pino Perria e Roberta Marcialis e dall’esperta di  Hip Hop Lula De Giorgio.

foto di Paolo Magnanelli

Claudia, qual’ è il vero obiettivo di questa tua trasmissione?

“Di che danza 6?” nasce per dare un’ opportunità ai ragazzi sardi di confrontarsi fra loro e di far vivere l’emozione dell’ esperienza televisiva . Ho notato che quando tornano sono più forti, sicuri, perchè hanno un bagaglio maggiore

Quindi il tuo obiettivo è stato raggiunto?

Si certamente, ma vorrei anche  far arrivare a casa, che la danza per tutti noi è anche sentimento. Ogni passo, ogni gesto, è mosso da un emozione da uno stato d animo che noi viviamo in quell’ istante, come un surfista che sente le onde e solo lui può capire.

 Il mezzo televisivo secondo te riesce a far passare questo?

Io lo spero, e spero anche che si veda  il nostro amore per ciò che facciamo, a tutti i livelli.

Questo è il 4° anno…

Esatto, ed  io ho visto crescere tutto e tutti e sono molto felice e orgogliosa di questo! Certo, il merito non è solo mio, anzi ne approfitto per ringraziare il mio staff tecnico, il mio regista, il mio direttore generale e tutta Videolina che crede in ciò che faccio, così pure  ai miei giurati che come padrini mi seguono in tutto.

La trasmissione, comunque prevedeva una gara e ieri, la giuria tecnica,  ha consegnato il primo premio alla scuola Academia danza y teatro  con Theo Piu, sottolineando che la differenza fra il primo e il secondo classificato,  ABC DANZA ( Città di Porto Torres) era davvero minima.   Il terzo premio è andato alla scuola  Dance studio Ploaghe con la danza sportiva.

Ci sono state poi delle menzioni speciali alla scuola Moving Soul di Porto Torres per l’ hip hop;  Cristal ballet per la danza moderna; Noyeleh danze orientali per la danza orientale;  A time for dancing di Carloforte per la danza sportiva.

Insomma un bel successo che Videolina ha pensato bene di riconfermare. Aspettiamo quindi il prossimo anno con la 5 edizione e con tante novità.

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La notizia che non si studierà più la Storia dell’arte nelle scuolè davvero sconcertante. Un paese come il nostro, ricco d’arte e cultura millenaria, rischia di restare nel dimenticatoio. Il cittadino italiano che vorrà conoscere meglio le opere d’arte del nostro paese dovrà, in seguito, rivolgersi agli stranieri che non esiteranno ad appropriarsi, anche solo spiritualmente, delle nostre belle opere.

Che tristezza! Il nostro patrimonio culturale di così immenso valore si sbriciolerà e si perderà nel vento . Senza la sua conoscenza diventerà sempre più difficile tramandarne la sua storia. Eppure quando vengono esposte al pubblico, le nostre opere attirano migliaia di persone da tutto il mondo. Qualche anno fa ho fatto ben 3 ore di fila per poter ammirare le opere di Caravaggio, e quella era una delle poche file dove la gente non protestava ma attendeva pazientemente il proprio turno all’ingresso del museo, e anche sotto la pioggia!

 I coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri con la maestra di danza Assunta Pittaluga hanno messo su uno spettacolo delizioso con i loro piccoli e grandi allievi, dove si sottolinea l’importanza dell’arte e della cultura e del perché questa non deve morire . E’ stato rappresentato durante una puntata della trasmissione “Di che danza 6” , lo spettacolo di Videolina ideato e condotto da Claudia Tronci.

Cliccate sul link sottostante per poter guardare la puntata della trasmissione.

http://www.videolina.it/video/di-che-danza-6-stagione-2013-14/56078/di-che-danza-6-quarta-edizione.html

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Ieri è ricominciata la gara televisiva dedicata alla danza in Sardegna “Di che danza 6” ideata e condotta da Claudia Tronci, per la emittente televisiva sarda Videolina.

Ho avuto il privilegio di poter assistere dal vivo alla trasmissione sentendo così in diretta le emozioni dei giovani e giovanissimi danzatatori. E’ bello vedere oggigiorno tanti ragazzi che vivono insieme le emozioni di una gara pulita dove, anche chi non vince, guadagna in esperienza e consigli. La commissione, formata sempre da nomi importanti della danza e del ballo isolano, ha dispensato suggerimenti utili a ciascuna scuola affinchè i ragazzi possano continuare motivati a migliorare tecnicamente. Un tempo chi studiava danza doveva provenire da famiglie economicamente agiate perchè i costi erano molto elevati. Oggi , per fortuna, non è più così e soprattutto, grazie alle nuove discipline come la synchro dance , la break dance, l’hip hop ecc.  sono tanti anche i ragazzi di genere maschile che decidono di occupare il tempo libero in questa maniera.

La prima puntata si è presentata nel  suo format iniziale, cioè esclusivamente relegata alla gara,  senza ospiti aggiunti o servizi esterni come si era visto nell’ultima edizione. Devo dire che questo aspetto mi è un po’ mancato. Quelle interviste a personaggi del settore, a mio avviso, erano utili per arricchire  la trasmissione con ulteriori elementi culturali da trasmettere al giovane pubblico sicuramente più numeroso davanti alla TV . Altra variante della nuova edizione è stato il sistema di votazione. La giuria ha dato il suo punteggio solo alla fine della trasmissione, valutando le scuole dopo averle seguite tutte. Il pubblico da casa invece potrà ancora dare le sue preferenze nell’arco della settimana solo attraverso il sito dove potrà riguardare la puntata attraverso i singoli video ed eventualmente rimettere in gioco le scuole escluse.

La conduttrice Claudia Tronci, sempre chiara e sintetica nelle conduzione,  si è presentata con un bellissimo tailleur in stile sardo dello stilista Carlo Petronilli, ed ha sottolineato che questo era un omaggio per tutta la Sardegna.

La giuria ha ritrovato come presidente la grande maestra di danza Assunta Pittaluga, gli eccentrici maestri Davide Cauli e Roberto Magnabosco, la maestra di danze latino-americane Luana Fanni “orfana” del fratello Luka che ormai lavora dall’altra parte del globo, la maestra di tango argentino Roberta Marcialis e per la prima volta, la rappresentante di hip hop in Sardegna, Lula De Giorgio. Infatti da quest’anno anche questa disciplina entra in gara con tutte le altre.

Due segnalazioni e preferenze personali: rimango sempre affascinata dalla scuola di danze orientali per la delicatezza e la sensualità che le allieve della scuola Sahara di Sara Murroni di Terralba hanno trasmesso con la loro performance in stile Oriental Pop, ma indubbiamente sono stata colpita dalle ragazze (più un ragazzo) della scuola Cibiesse di Elmas che hanno danzato sul brano di Ilaria Porceddu “In equilibrio”, davvero suggestivo. Movimenti aggraziati in sincronia con elementi di ballo sardo stilizzati, il tutto coreografato da abiti stupendi, col risultato meritatissimo della vittoria decretata ai voti dalla giuria.

Un plauso a tutte le altre scuole e alle giovanissime mascottes: Danceozieri Academy, Numero Uno le Dance di Carbonia, Cuba libre group di Capoterra, gruppi di Hip Hop di Iglesias e Assemini. Questo il link per poter rivedere la puntata e votare.

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Ero poco più che adolescente quando, durante una serata con la mia famiglia al Circo Orfei ammiravo il volteggiare degli acrobati. Il loro abbigliamento eccentrico che metteva in evidenza il fisico scolpito, e il sorriso rassicurante per chi li osservava, mi teneva letteralmente col fiato sospeso. Un’arte, quella del circo, che affascina chiunque, soprattutto chi dentro di se ha il fuoco dell’arte.

Davanti a  noi c’era una famiglia con due bimbi piccoli, fra i 3 e i 4 anni, che hanno passato tutto il tempo del numero circense, ad imitare questi artisti delle funi. Sembrava desiderassero prendere il loro posto. Con mio padre avevamo un occhio in alto ed uno verso i due bimbi al punto che, abbiamo distribuito gli applausi fra loro due e gli artisti. Ricordo che mio padre domandò loro il nome. Ha risposto la più piccolina: siamo Luca e Luana. Due nomi, che mi sono rimasti impressi e non so neppure perchè.

Molti anni dopo, leggevo dei successi ottenuto da due giovani allievi della scuola di ballo più nota di Cagliari , quella di Dolly Cau. La coppia dei giovanissimi Luka e Luana Fanni aveva trionfato a livello nazionale ed europeo facendo parlare i quotidiani e i TG regionali.

Per me, che ho sempre amato l’arte in tutte le sue forme ma non avevo mai potuto praticare il ballo, vedere questi giovanissimi volteggiare con grande facilità ed emergere quali rappresentanti della mia terra , mi riempiva d’orgoglio. Ma ancor di più quando ho associato a quei due nomi , il volto dei due bimbi conosciuti tempo prima al circo.

Da adulta, per mantenermi in forma e colmare il desiderio di poter danzare con un minimo di tecnica, mi sono iscritta col mio futuro marito, alla scuola di ballo aperta proprio da Luca e Luana Fanni, ormai supercampioni e professionisti affermati. Ho ritrovato poi Luana come giurata nella nota trasmissione televisiva di Videolina ideata e condotta da Claudia Tronci, “Di che danza 6″, dove ero ospite, e non ho resistito a domandarle un’intervista. Volevo farle sapere quando l’avevo conosciuta, ma anche far conoscere ai miei lettori di Musicamore, com’è la vita di una campionessa a certi livelli, i sacrifici, lo studio, i viaggi, le gioie ma anche le delusioni.

Oggi quindi vi propongo la prima delle mie video-interviste che la riguardano. Mi spiace non aver potuto intervistare anche suo fratello Luka, attualmente in Indonesia  per impegni che riguardano la sua attività.


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guarda qui la SECONDA PARTE

guarda qui la TERZA PARTE

 

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Ieri sera ho assistito ad uno spettacolo   a favore della Croce Rossa Italiana, al Teatro Massimo della mia città di Cagliari .

Una bella serata ricca di danza e  soprattutto di simpatia e allegria. Si sono esibiti gli allievi di diverse scuole cagliaritane e dell’interland: tanti i giovani e  meno giovani appassionati e pieni di entusiasmo. Mi spiace non aver avuto il programma di sala. Alla mia richiesta mi è stato detto che erano terminati . Mi duole non citare nello specifico le scuole, ma posso dire che tutte, nella loro particolarietà, mi hanno dato delle emozioni: dalla freschezza delle coreografie della scuola di Donatella Deidda sulle canzoni di Mina, all’entusiasmo e alla vivacità degli allievi della scuola Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco; dalla grande varietà e ricchezza di costumi e colori della scuola di Luka e Luana, alla sempre sorprendente e grandissima artista quale è Assunta Pittaluga, protagonista di una coreografia ispirata al musical Cabaret. E ancora i bravissimi danzatori di Break-Dance e hip-op, tanghi appassionati, Walzer , mazurke, il tutto sempre eseguito con grande serietà professionale .

Lo spettacolo si alternava a momenti di simpatici sketch fra i conduttori e cantanti di musica leggera, ma il gran finale è arrivato con un ospite d’eccezione,  un grande uomo di spettacolo: Pippo Franco.

Pippo Franco mi ha sempre divertito, fin da ragazzina.  Per anni l’ho seguito alla RAI, poi l’ho un po’ perso di vista, probabilmente da quando c’è stato il suo passaggio alla TV commerciale. Ieri, ho avuto il piacere di ascoltarlo dal vivo, e devo dire che più di un’ora di monologo  è scivolata via senza accorgermi. Ed è qui che si capisce la grandezza di un artista! Nel suo monologo ha fatto un escursus sull’evoluzione umana con citazioni di grandi uomini della storia: da Michelangelo a Leonardo, da Platone ad Archimede. Il tutto condito con aneddoti veri e leggendari sottolineati dalla sua grande ironia e intelligenza.

Una lunga serata  intensa  e ricca oltre che di spettacolo anche di tanta solidarietà. Il Teatro Massimo che l’ha accolta era traboccante di pubblico molto vario e questo fa capire che la gente, nonostante la crisi, è comunque ancora  disposta a togliere del suo con sacrificio per  dare agli “ultimi”.

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Claudia tronci

E’ ricominciata alla grande la trasmissione “Di che danza 6” sulla emittente televisiva Videolina. Un appuntamento arrivato alla terza edizione con un continuo crescendo di successi. Quest’anno la trasmissione si è arricchita ancora di nuovi contenuti con  tanti ospiti oltre alla consueta gara di ballo fra le scuole di danza di tutto la Sardegna.

La prima rubrica si intitola Ballerino per un giorno e consiste nell’ospitare un personaggio famoso e cercare di farlo ballare con alcuni componenti la giuria. Saranno infatti loro, a turno e con discipline diverse, ad occuparsi dell’ospite, insegnandogli qualche passo di danza. Nella prima puntata il ballerino per un giorno è stato il tenore cagliaritano Gianluca Floris; il compito di creare per lui una piccola coreografia era affidato ad Assunta Pittaluga, presidente della Giuria. La performance ha visto alcuni simpatici momenti su brani del grande Quartetto Cetra, ma anche di brani tratti da musicals.

La seconda puntata  invece ha ospitato  un personaggio davvero eccentrico: il cantante rock Joe Perrino che si è esibito in un tango dopo aver assistito alla performance di due maestri tangheri: Roberta Marcialis e Pino Perria  .

Questa sera alle  ore 21 ci sarà la terza puntata . Sarà davvero interessante vedere quale sarà “Il ballerino per un giorno” odierno!

Questa di oggi però sarà anche una  puntata particolare perchè fra una gara e l’altra, la conduttrice e ideatrice della trasmissione, Claudia Tronci, mi ha voluto come ospite per   parlare, tra le tante cose,  della mia iniziativa “Un parco per Giusy” . Un’ iniziativa che ho cominciato a promuovere tramite questo mio blog Musicamore subito dopo la scomparsa del soprano cagliaritano Giusy Devinu , compagna di studi musicali al Conservatorio di Cagliari, e che ci halasciato all’età di 47 anni nel pieno della sua carriera. Giusy era una grande artista del mondo dell’opera lirica, ma era anche una cagliaritana, e lo ribadiva sempre con orgoglio ogni qualvolta veniva intervistata, soprattutto quando si trovava all’estero. E’ giusto quindi che il Comune di Cagliari le intitoli uno spazio come quello del Parco della Musica antistante proprio il Teatro Lirico, quel teatro da lei stessa inaugurato con un altra cagliaritana: il contralto Bernadette  Manca di Nissa.

Ormai siamo ad un passo dalla conclusione. La Commissione per le pari Opportunità ha votato all’unanimità questo mio progetto, che si è avvalso della collaborazione di tanti amici del mondo della musica, della danza e del teatro. Ora manca la firma del sindaco e della giunta comunale.

Per diffondere al meglio l’iniziativa ho anche aperto una pagina su Facebook intitolata appunto “Un parco per Giuy” e dove hanno già aderito 1300 persone. Vi chiedo di continuare a cliccare  MI PIACE e di condividire fra i vostri contatti .

Chi volesse approfondire la conoscenza di quest’ artista troverà tante notizie anche nel blog  Amici di Giusy, che ho aperto nel 2007, e che si è avvalso della collaborazione del giornalista Lanfranco Visconti, biografo della cantante.


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Ho assistito ieri ad un saggio spettacolo molto interessante. E’ la seconda volta che assisto ad un saggio della scuola “Arabesque” e ne esco sinceramente sempre ben impressionata. Intanto è stato uno spettacolo vario. Insieme ai ragazzi e ragazze ballerine della scuola, c’era anche il il tenore, il giovane talento vocale , il giocoliere, il comico.   Le diverse classi erano sia  di danza classica ma anche di danza moderna, hip hop e brack dance.

Quest’ultima è stata di particolare interesse, soprattutto per ciò che riguardava i brani musicali, la coreografia e scenografia.

La scelta delle proiezioni scenografiche è stata vincente e molto suggestiva. I ballerini “di strada” di brack dance appunto, hanno mostrato di essere ad un buon livello anche se, qualche genitore presente in sala , non ha gradito. Peccato per loro.

Il maestro Roberto Magnabosco è proprio uno showman nato. Un vero padrone della scena sia come ballerino ma anche, ( come in questo caso) ,come  conduttore. Disinvolto e sorridente ha fatto scivolare la serata senza alcun intoppo ed anzi, trovando le parole giuste quando questa ha mostrato una piccola defaillance.

Fra gli ospiti della serata, c’erano la grande Assunta Pittaluga, vera icona della danza cagliaritana, Claudia Tronci, ballerina e conduttrice della seguitissima trasmissione di Videolina “Di che danza 6?” e Gabriele Vaccargiu anche lui ballerino . Insieme, come conclusione di tutto lo spettacolo,hanno danzato con le bambine del corso di danza classica, brani trati dallo Schiaccianoci.

Un plauso a tutti i maestri ed in particolare a Benedetta Bucceri,  anche organizzatrice dell’evento.


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Fra le mie tante passione c’è sempre stata anche quella di documentare eventi attraverso foto e video, passione  tramandata da mio padre. Lo ricordo, (ed ero veramente piccola) con la sua macchina fotografica e poi con la sua telecamera che documentava  diversi momenti della nostra infanzia, e dell’ultimo periodo di vita di mia nonna, intervistandola del suo passato. Ma allora non esistevano le riprese con l’audio e la documentazione si fermava alle espressioni del viso. Lui però aveve sempre il registratore  a portata di mano (il mitico Gelosino)  registrando così le voci anche di noi bambini e delle nostre prime canzoncine. Ho diverse testimonianze dell’epoca che mi riprometto sempre di digitalizzare per non perderle . Anche io, come lui, do’ un piccolo contributo alla storia ed in particolare a quella del mio ambiente lavorativo: il Teatro. In occasione della Festa della Musica ho cercato di documentare , anche se solo pochi minuti, di tutto ciò che è accaduto. Dalle presentazioni alle esibizioni. Chiunque volesse rivedere i momenti della giornata del 21 giugno può farlo attraverso il mio canale youtube.

Qui di seguito pubblico un video dell’ultimo evento della giornata, quello dedicato  alla mia compagna di studi Giusy Devinu. Un quartetto di danzatori ( Assunta Pittaluga, Claudia Tronci, Roberto Magnabosco e Gabriele Vaccargiu) ha  voluto omaggiare l’artista cagliaritana danzando sulla sua voce, in due brani: il famosissimo Brindisi della Traviata col tenore Pietro Ballo e l’Aria della Pazzia tratta dalla Lucia di Lammermoor. La speranza che Il Parco della Musica (luogo dell’evento) possa essere dedicato al soprano, è sempre viva. Intanto la sua voce ha cominciato a  risuonare proprio lì in quel parco.  FACEBOOK -Un parco per Giusy 


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Nell’ambito delle manifestazioni per la Festa della donna, ho assistito ieri, alla Cittadella dei Musei di Cagliari, ad uno spettacolo davvero delizioso. Il titolo era Eva al Museo ispirato dall’ironico e brillante Diario di Eva di Mark Twain. In collaborazione con la Soprintendenza per i Beni archeologici della Provincia di Cagliari e Oristano  ieri,  per le donne, questi spazi erano aperti gratuitamente.
La manifestazione è nata da un’idea di Mariangela Sanna che ha sottolineato l’importanza di aprire i musei allo spettacolo, per renderli più vivi.
Davanti ad un numeroso pubblico  prevalentemente femminile la serata si è svolta all’interno di una sala espositiva, allestita per l’occasione con pochi ma essenziali elementi scenici (Giorgio Trincas ), e che ha visto alternarsi momenti di recitazione di danza e di musica. La recitazione era affidata all’attrice Tiziana Martucci ed alle allieve del laboratorio di lettura “legger.mente” , mentre per la danza abbiamo assistito ad un’ emozionante performance di due grandi artisti cagliaritani: Assunta Pittaluga e Roberto Magnabosco oltre che ad alcune loro giovani allieve.
I due artisti si sono cimentati in un’inteso momento di spettacolo con il sottofondo musicale della famosa canzone di Domenico Modugno, l’Uomo in Frack. Rivedere insieme questi due “maestri” mi ha particolarmente emozionato perchè pareva davvero che il tempo si fosse fermato . Due “ragazzi” che trasmettevano ancora l’entusisasmo e la freschezza di 30 anni fa, anni in cui ho avuto la fortuna di vederli per la prima volta   in teatro.
L’ambientazione sonora era  affidata al  musicista Mario Massa che ha anche sottolineato alcuni momenti con la raffinata musica della sua tromba.
Applausi meritati per tutti. Un graditissimo bouffet di pasticcini e the offerti al pubblico dall’organizzazione  hanno concluso la serata.

Ho documentato la serata con il video sottostante.


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Un modo diverso per festeggiare l’8 marzo a Cagliari. Danza, musica recitazione insieme.

Siete tutti invitati alla  Festa della Donna, 8 Marzo 2012-Ore 17.30 

Cagliari, Museo Archeologico, Cittadella dei Musei … con …”EVA AL MUSEO!” Dall’ironico e brillante “Diario di Eva” di Mark Twain.

Lettura ad alta voce, danza, musica e … un the con squisiti pasticcini per festeggiare in modo insolito e divertente la giornata della donna.

Ideazione e coordinamento: Mariangela Sanna.
Ambientazione sonora: Mario Massa.
Voce recitante: Tiziana Martucci.
Scenografia: Giorgio Trincas.
Laboratorio di lettura “Legger.mente”: Stefania Calì, Marilisa Cannas, Germana Fini, Luisella Lecis, Susanna Lecis, Valeria Manunta, Maria Luigia Mucelli, Annamaria Pala, Donatella Pintus.
COREOGRAFIE: MARIA ASSUNTA PITTALUGA
DANZANO: Anna Cardis, Miriam Ledda, Michela Mua, Assunta Pittaluga, Mariella Salis.
Si ringrazia il danzatore ROBERTO MAGNABOSCO per la cortese disponibilità!

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Sopritendenza per i Beni Archeologici
per le Province di Cagliari e Oristano

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roberto magnaboscoConfesso che ho avuto difficoltà a mettere ordine e soprattutto a riassumere quella che è l’intensa vita professionale del ballerino- coreografo Roberto Magnabosco, cagliaritano-sardo, ma  figlio di mamma milanese, padre veneto e nonna austriaca. lui si sente sardo a tutti gli effetti perché è nato precisamente a Cagliari-Pirri. Le sue caratteristiche fisiche non ricordano minimamente quelle sarde, ma lui sardo lo è soprattutto nel cuore. Avendo girato tanto, ha sempre sentito il desiderio di tornare nella sua terra, di risentire l’odore del mare, di apprezzare i nostri scrittori.

“Adoro Grazia Deledda e la scopro ogni giorno” – mi ha detto.

Roberto, quale è stato il primo ricordo che ti lega alla danza?

Probabilmente dentro il grembo di mia mamma. Con nitidezza però ho sicuramente molto vivo il ricordo della visita che feci alla scuola di danza del Teatro alla Scala di  Milano. Andai con mia zia che era pianista proprio lì,  e  rimasi incantato a guardare i bambini che provavano, avevo 5 anni.

L’insegnante vide il mio interesse e subito mi domandò se avessi desiderio di provare. Il giorno dopo ci sarebbero stati i provini  per formare le nuove classi .

Fui ammesso e da quel giorno entrai nella scuola di ballo del teatro più famoso del mondo.

Ma lo studio comprendeva anche quello delle scuole elementari e medie?

L’accademia della Scala comprendeva tutto. All’epoca gli allievi erano come in collegio, vivevano all’interno della scuola  fino ai 16 anni ed io ebbi anche la fortuna  di vincere una borsa di studio che mi  permise pure una certa tranquillità economica. Ebbi la fortuna di lavorare da subito in palcoscenico e il mio primo ruolo fu quello di uno dei moretti nell’Aida. Più avanti ho avuto anche la fortuna di interpretare parti da protagonista e spessissimo parti da Principe.

Il rigore della scuola di danza classica ti permetteva di poter vedere anche aldilà dell’ambiente teatrale ?

Beh, diciamo che ero io ad avere il desiderio di conoscere e provare nuove esperienze come quella televisiva.Pronto raffaella rai uno anno 1977

Seppi che Raffaella Carrà cercava ballerini per il suo spettacolo “Pronto Raffaella?”. Io avrei voluto fare un provino ma sapevo che la mia insegnante non lo avrebbe permesso. Decisi quindi di farlo di nascosto, scappando dalla scuola ma consapevole comunque che a breve mi sarei diplomato. Dopo poco tempo seppi di essere stato preso. Per me fu una gioia immensa , conobbi un mondo totalmente diverso da quello che avevo conosciuto fino ad allora. Ho registrato in 3 mesi tutte le puntate che sarebbero andate in onda durante l’inverno. Fu determinante l’incontro con Enzo Paolo Turchi (allora primo ballerino della Carrà) il quale apprezzò subito la mia impostazione classica in quanto anche lui proveniva dalla scuola del San Carlo di Napoli.

Ma poi con la danza classica e la scuola della Scala come andò a finire?

Alla fine delle registrazioni partii per il Bolshoi di Mosca, dove conobbi Rudolf Nureiev e poi a Parigi la grande Margot Fonteyn .

Quanto studio e quanta costanza e soprattutto che fortuna hai avuto ad incontrare e lavorare con questi miti!

Si, devo dire che ogni treno che passava lo prendevo sempre al volo.

Diciamo che anche il tuo talento e la tua passione sono stati determinanti.

Di questo devo ringraziare soprattutto mio padre (Natalino Magnabosco famoso imprenditore nel settore dei mobili) che fin da bambino, notando la mia predisposizione artistica, mi incoraggiò in questa scelta professionale.

Ma i grandi incontri continuano. Mudra. Roberto Magnabosco nella Compagnia di Bejart

Si ho avuto la fortuna di studiare e lavorare anche con Carla Fracci: una grande professionista che anche se apparentemente glaciale, sul palcoscenico si trasformava; e poi ancora con Maurice Bejart (scomparso recentemente)

Qualche volta ti coglieva il mal di Sardegna?

Si ogni tanto avevo la necessità di rivedere la mia terra. In uno di questi periodi di rientro, negli anni 80, cominciavano le prime trasmissioni in diretta di  Videolina. Ebbe un grande successo la trasmissione  ”Vivere ” condotta da Riccardo Coco. Bejart Roberto Magnabosco.

Io fui invitato a prendervi parte come ospite. La trasmissione ebbe un grande successo locale e mi diede molta popolarità. In quell’occasione conobbi Minnie Minoprio che mi volle poi con se per diversi spettacoli.

Minnie Minoprio Show sadamore anno 1977Durante le tue pause cagliaritane quale scuola ti ospitava per mantenerti in esercizio?

Fui ospite della scuola di Assunta Pittaluga con la quale nacque subito un bellissimo rapporto professionale e di amicizia che dura ancora oggi. Nonostante nel mio cammino avessi incontrato i più grandi artisti della danza, vedevo in lei il riassunto di tutti loro. Assunta è davvero una grande professionista!

Aprii poi la mia prima scuola di ballo “Arabesque” a Pirri-Cagliari ,dietro il suggerimento e l’aiuto di mio padre. La danza si sa, ha un limite legato all’età e lui mise in evidenza che bisognava pensare anche al futuro.

bucceriAl mio fianco ci fu da subito Benedetta Bucceri, prima compagna di vita e poi professionale che mi fece anche da manager. Questo legame, nonostante il tempo che passa, non si è mai spezzato. Un ottima collaborazione e intesa artistica ha fatto si che la scuola Arabesque  mantenga sempre   un buon livello.

Ho avuto modo di assistere ai saggi di questa scuola e devo dire che ho ammirato le piccole allieve che, sul palco oltre che esibirsi con professionalità, riuscivano anche a divertirsi.

Si, indubbiamente, i tempi sono cambiati , quel rigore che ho conosciuto io alla Scala non esiste più anche se in qualche occasione una certa severità non dovrebbe mai mancare.

Ma poi hai ripreso i tuoi viaggi?

Si, ho lavorato con Renato Zero e il suo carrozzone, ho fatto ancora televisione, questa volta ospite di Canale 5. Ho lavorato con  Maurizio Costanzo nel suo programma Buona Domenica, e sempre in ambito televisivo, ultimamente, sono stato ospite in qualità di giudice nella fortunata trasmissione di Claudia Tronci Di che danza 6 con la quale abbiamo registrato poi lo spot per la prossima edizione.

Io però ti ho conosciuto nel mio ambiente, quello del Teatro Lirico.Cenacolo Fracci

Si, questo è un altro capitolo della mia vita. Ho lavorato come ballerino e coreografo in diverse produzioni nelle stagioni liriche cagliaritane (tra le tante una Boheme con Boccelli el’ultima , negli anni novanta con la  Vedova Allegra) e sassaresi. A Sassari ho avuto la grande fortuna di lavorare con Giusy Devinu nella Lucia di Lammermoor; che emozione il giorno che mi si avvicinò e mi chiese di parlargli di me!

Ho quel ricordo vivo e commovente, lei che conosceva il mio nome!  Sto lavorando ad un progetto su di lei e naturalmente al tuo progetto per “Un parco per Giusy“. Sarebbe bellissimo poter dedicare questo parco  al grande soprano cagliaritano.

E’ infatti in questo Parco della Musica che io e Roberto abbiamo passato due ore a chiacchierare senza renderci conto del tempo che scorreva.

Grazie Roberto, un grande onore averti avuto come ospite nel mio blog per festeggiare insieme i primi 5 anni di Musicamore con  un milione di visite.

roberto magnabosco alessandra atzori

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Videolina - Di che danza 6

Videolina - Di che danza 6

Di questi tempi è sempre più raro vedere spettacoli di qualità in televisione  e soprattutto nelle televisiotroncini locali.  Sulla scia della popolare trasmissione di RAI UNO, “Ballando con le stelle“, è nata, sull’emittente regionale sarda Videolina, ” Di che danza 6“, una sfida di ballo fra le migliori scuole della Sardegna.

Nata un po’ in sordina ha avuto un crescente successo dovuto anche al livello elevato dei partecipanti ed alla garbata e puntuale conduzione di Claudia Tronci ideatrice del programma.

Ieri, durante la puntata finale, la severa e importante giuria composta da maestri di fama internazionale come Roberto Magnabosco, Pino Perria e Roberta Marcialis, Luka e Luana Fanny, Assunta Pittaluga e Davide Cauli, ha assegnato il 1° premio alla scuola sassarese : CENTRO SPORTIVO CANOPOLI: sincronia, ritmo e originalità nelle coreografie hanno caratterizzato l’esibizione vincente .  iIl 2° e 3°premio invece è andato alle scuole

ACADEMYA DANZA Y TEATRO di Cagliari e

JELLICLES di Dorgali.

Colgo inoltre l’occasione per  ringraziare il ballerino coreografo Roberto Magnabosco che, durante la trasmissione, ha voluto sottolineare il desiderio di tanti artisti e comuni cittadini cagliaritani nel voler dedicare il neo-nato Parco della Musica al soprano Giusy Devinu per la quale ho aperto un gruppo su Facebook che si intitola “Un parco per Giusy”


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