Articolo taggato “artista del coro”

Qualche giorno fa una mia allieva di canto, da poco avvicinatasi al mondo della musica, mi ha detto di essere stata dietro le quinte del Teatro Lirico. Un mondo che non conosceva e di cui non aveva neppure sentito parlare. Lei vuole studiare  canto moderno, ma dopo l’esperienza al Lirico, le è venuta la curiosità di capire anche le differenze ed eventualmente provare pure questo modo di cantare.

Il maestro Eugenio Milia  da anni è impegnato nell’attività che prevede gli incontri del teatro con le scuole.

Ieri mattina ad esempio ha invitato gli studenti del Liceo Classico Convitto Nazionale di Cagliari  a visitare Teatro e incontrare i protagonisti delle categorie che lo compongono. Hanno sentito   quindi  il sovrintendete, il regista, il costumista, l’artista del coro. Sono entrati entrati nelle varie sale e laboratori.

In questi giorni è in fase di preparazione l’Opera “La Fanciulla del west” ed i ragazzi quindi hanno anche visto come nasce l’allestimento di un’opera. Di seguito alcune foto dei vari incontri.

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Ieri sono stata invitata a tenere una conferenza all ‘Unione Nazionale Volontari pro Ciechi in occasione del mese della donna. Ogni giovedì una donna ha raccontato la propria vita e il proprio lavoro ai membri dell’associazione. Anche io ho potuto raccontare quella che è stata la mia professione al Teatro Lirico, e quella attuale di insegnante di canto.

Dopo una piccola introduzione sulla differenza fra corista e artista del coro sono entrata nello specifico della mia vita teatrale e di tanti aneddoti ed episodi di cui sono stata anche protagonista. Sono arrivate tante domande e in alcuni momenti sono nati anche piccoli dibattiti. Qualcuno voleva conoscere i particolari di come si allestisce un’Opera lirica; un altro mi domandava come fosse possibile mandare a memoria tanti spartiti, e spesso in lingue differenti; un altro ancora chiedeva se una persona stonata poteva dedicarsi ugualmente al piacere del canto.  C’è stato anche chi ha chiesto spiegazioni sul significato di voce  impostata e il perchè di questo artificio. Ho spiegato che una voce lirica canta in quel modo perchè deve superare la barriera del suono dell’orchestra che si trova davanti a lui nel Golfo mistico, aggiungendo che il cantante lirico non possiede microfoni tranne qualche eccezione .  Pavarotti ad esempio usava il microfono soprattutto quando si doveva esibire in grandi spazi non idonei al genere musicale.

Ho conosciuto Francesca, (vice-presidente dell’associazione e dalla quale è scaturito l’invito), più di 30anni fa quando facevo parte di un coro polifonico,   e di cui sono stata prima corista , (stavo concludendo gli studi al conservatorio) e poi  preparatrice vocale . Tanti sono i ricordi legati a quegli anni ma uno mi è rimasto sempre vivo: Francesca aveva un problema agli occhi, forse all’epoca era lieve, ma il tempo purtroppo l’ha portata alla cecità.  Grazie a facebook ci siamo rincontrate, e anche  se sono passati tanti anni , è rimasta immutata e anzi aumentata la stima nei suoi confronti soprattutto nel vederla affrontare con entusiasmo la sua vita nonostante tutto , e nel mantenere sempre viva la sua passione per la musica e il canto.

Al temine della conferenza una persona si è avvicinata per salutarmi dicendomi che lei ha sempre frequentato il teatro, e che anche quest’anno ha rinnovato l’abbonamento alla Stagione lirica. Ma d’ora in poi  andrà all’opera con uno spirito diverso perchè terrà bene a mente tutte le cose che ha imparato durante questa serata.

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

Ci sono tante  persone che per vari  motivi  non hanno potuto studiare la musica, e non è giusto tagliarle fuori dal piacere di suonare.

Secondo uno studio condotto da James Hudziak, docente di psichiatria negli Usa, è emerso che la musica avrebbe il potere di alterare lo sviluppo delle aree motorie cerebrali, probabilmente per via dei movimenti coordinati che richiede il fatto di saper suonare uno strumento. Ancor più importante, la pratica musicale influenzerebbe lo spessore della corteccia nelle aree legate alla memoria di lavoro e alla organizzazione mentale, con un importante influenza sul controllo e la gestione delle emozioni.

 

Il musicista Nicola Ravarino Guagenti artista cagliaritano emigrato in Canada, ha pensato di realizzare una serie di Video-Tutorial che potrà mettere in condizioni chiunque di imparare  a suonare i brani dei grandi musicisti come   ad esempio, Chopin o Bach.

Dopo la laurea con lode in  Lingue e letterature straniere all’Università degli Studi di Cagliari, Nicola si è diplomato in canto e pianoforte al Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” .

Fino allo scorso anno era un artista del coro in qualità di baritono, del Teatro lirico di Cagliari, ma la precarietà del posto di lavoro (problema comune a tutti i teatri italiani), lo hanno costretto ad emigrare in Canada dove vive e lavora.

Nicola, nei ritagli di tempo, ha pensato di  inventarsi un metodo semplice che insegnerà a suonare il pianoforte anche   a chi non ha la possibilità di avere vicino un maestro con una certa frequenza. I video tutorial che sta realizzando sul suo canale Youtube saranno un ottimo mezzo per integrare.

Di seguito il primo video speriamo, di una lunga serie.


YouTube Video

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Ieri leggo sul quotidiano locale un articolo che dice più o meno: AAA cercansi meccanici che ripristinino i mezzi pubblici ultimamente difettosi; un operaio specializzato nella riparazione dei tetti di alcune case comunali; personale qualificato per servire ai tavoli di una cena importante di pubbliche relazioni; medici specializzati in psichiatria, endocrinologia, cardiologia, osteoporosi, disturbi della personalità, per un controllo periodico dei dipendenti comunali; avvocati civilisti, penalisti e amministrativisti per risolvere cause varie e …..Presentarsi con curricula alla mano presso uffici comunali per distribuzione ruoli. Non ci sarà una retribuzione, ma una grande visibilità che sicuramente prima o poi porterà altro lavoro, anche di questo tipo.

Altro lavoro? Di questo tipo?

Mi sveglio di soprassalto, forse era solo un sogno. Ripesco il giornale e leggo :

In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre, la commissione pari opportunità  chiede collaborazione con “artisti operanti nel territorio comunale” per allestire iniziative artistiche durante la giornata. Chiede, gratis. Gratis.

Artisti, e non ad esempio,  specialisti nel settore sanitario, psichiatrico, legale o altro. No, agli artisti perchè questi studiano una vita per lavorare gratis. Eh già, loro campano d’aria. Certo non si poteva proporre nulla di questo tipo a medici e legali perchè loro  sono professionisti che per lavorare vogliono essere pagati, giustamente! Una vita sui libri!

Ma perchè, un artista non passa la vita sui libri? Eppure, ad esempio, un violinista per laurearsi deve compiere i suoi studi base  per almeno 10 anni oltre ai normali studi di cultura generale e ai tanti anni di specializzazione in giro per il modo; così pure per un artista cantante o attore. Esattamente come tutti i professionisti di altri settori. Ma gli artisti sono artisti muovono le braccia e aprono la bocca. Cosa ci vuole?

Sentivo ieri alla radio alcune  interviste  per strada, dove si chiedeva se si era d’accordo sul licenziamento di coro e orchestra dell’Opera di Roma: “Il popolo italiano ha bisogno di pane, di cose concrete e non di musica, siamo stufi di pagare gente che non fa nulla!  Anzi, se si cercassero finalmente un lavoro, sarebbe meglio per tutti!   ”

Eppure alla signora in questione chiederei:” Scommetto che la mattina appena si alza lei  accende la TV. In macchina accende la radio. Sicuramente ascolterà un notiziario anticipato da una pubblicità. Si accorgerà che in sottofondo c’è sempre musica. La sera, poi, dopo cena guarderà forse una  fiction, un varietà, andrà al cinema. Sentirà sempre attori che recitano, lettori, fini dicitori, cantanti e sempre musica in sottofondo  .  Ha mai pensato che  quella musica la esegue qualcuno che ha studiato una vita per farlo? O quei copioni  studiati ore ed ore per poterli recitare o leggere come Dio comanda?

Allora, faccia una cosa: d’ora in poi non accenda più la TV, non vada più al cinema, a teatro, spenga la radio, l’IPOD, e non acquisti più file musicali e non guardi neppure il PC .

 Si accorgerà che “non di solo pane vive l’uomo“!

Tag:, , , , , , , , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Era un giorno di settembre, più o meno come quello di oggi, molto grigio, ma non era grigio per me che stavo per cominciare un’avventura che continua ancora oggi. Avevo ricevuto una telefonata che mi annunciava l’inizio del mio lavoro, quello di Artista del coro nel teatro più importante della mia regione: Il Teatro lirico di Cagliari. L’emozione era tanta, la paura pure, soprattutto quella di non essere all’altezza di questo posto, e l’incontro con i colleghi tutti molto più grandi di me.

Per fortuna, quel giorno, non ero sola perchè con me era stata chiamata anche la mia compagna di studi. Cominciavamo insieme, complici e contente di quel posto tanto ambito, dopo aver concluso gli studi musicali solo qualche mese prima.

Ricordo che fummo accolte con un sorriso un po’ da tutti. Molti ci avevano sentito alle audizioni e si complimentavano con noi per il risultato ottenuto.

Appena entrate in sala ci è venuto incontro il maestro del coro, un omone alto, dall’aspetto burbero, che ci ha indirizzato verso le nostre sezioni e i nostri posti, consegnandoci gli spartiti e facendoci sedere al fianco delle colleghe più anziane  per sentirci in qualche modo protette e guidate.

Si provava l’Otello. Era un’opera di repertorio per tutti meno che per me che dovevo leggere a prima vista lo spartito, ma con la collega esperta al fianco mi sentivo tranquilla. Tranquilla si fa per dire ….ma non da subito. Infatti, appena il maestro ha dato l’attacco, il coro è esploso in una quantità di suono talmente grande da esserne avvolta  al punto che l’emozione mi ha  letteralmente bloccato le corde vocali. Ho cominciato prima a lacrimare senza controllo e poi a singhiozzare  in maniera irrefrenabile. La causa era sicuramente per l’immensità di quella musica verdiana e soprattutto la presa di coscienza che stavo cantando per lavoro , la mia grande passione da sempre, e che sarei stata pagata per farlo! Un lavoro che ancora oggi prosegue, anche se ormai è sulla dirittura d’arrivo, e che non ho mai pensato, neanche per un minuto, di abbandonare o di odiare, ma che ho sempre soltanto amato immensamente.

Tag:, , , , , ,

Comments 2 Commenti »

Può capitare che un artista, durante una recita, non sia al massimo delle sue potenzialità e anzi, abbia difficoltà vocali per stanchezza, stato d’animo, di salute, o problemi familiari. Ma spesso deve andare avanti, non può bloccare il lavoro di decine di persone. Così si sforza  a portare il suo impegno fino alla fine. Purtroppo però, chi gli sta intorno, come noi artisti del coro, soffriamo con lui. Sentiamo da vicino il suo disagio, la difficoltà ad affrontare un passaggio vocale, un fiato corto, un fraseggio troppo lento. Lo si vorrebbe aiutare ma senza alcuna possibilità. Sentiamo che il pubblico è pronto al giudizio e lo si può constatare soprattutto quando dovrebbe partire l’applauso e questo non avviene.  La vita del cantante solista è ricca di grandi soddisfazioni, ma anche di grossi sacrifici e spesso questo il pubblico non lo capisce. Dietro un artista c’è prima di tutto la persona e come essere umano ha pregi e difetti.

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

Da quando ho aperto questo blog ho avuto tante soddisfazioni (anche qualche amarezza ma su questo preferisco tralasciare). Una delle cose che mi ha maggiormente riempito d’orgoglio è stata sicuramente quella del ricevere  mail di persone lontane dall’ambiente musicale, che hanno cominciato a frequentare il teatro grazie a ciò che hanno letto proprio qui, in questo mio diario virtuale.

Oggi in palestra una signora mi ha detto queste parole: – “Da quando ho cominciato a seguirti ho imparato tante cose. Ho capito  quanto sia importante ma anche faticoso questo tuo lavoro. Quando ho visto per la  prima volta  un’ Opera, ho osservato tutto con molta attenzione avendo letto da te quello che c’era dietro ogni movimento scenico, ogni gesto delle braccia del direttore d’orchestra, ogni suono delle voci e degli strumenti. Ho pensato a quante prove c’erano  dietro tutto ciò, alle emozioni,  al valore di un applauso e all’importanza che ha esso per tutti voi.

L’ho ringraziata con un po’ di emozione e le ho anche detto che c’è  chi invece non ha capito niente di ciò che faccio in questo mio spazio virtuale con passione,  perchè amo il mio lavoro e temo il momento in cui dovrò lasciarlo. C’è chi ha guardato la virgola fuori posto o la forma grammaticale non proprio precisa, senza pensare al contenuto e a quello che ho sempre voluto trasmettere. Non c’è alcun interesse dietro tutto questo ma solo una grande passione e  un grande amore per la musica e l’arte in tutte le sue forme.

Tag:, , , , , , , , , ,

Comments 2 Commenti »

elide uchesu

Il saggio è sempre un momento importante per allievi e insegnanti. E’ il giusto riconoscimento per il lavoro svolto durante un periodo di lavoro più o meno lungo relativo ad una disciplina sia essa scolastica artistica o sportiva. Il giorno del saggio è sempre molto emozionante perché fra il pubblico ci sono soprattutto i parenti che hanno sempre creduto e incoraggiato il proprio beniamino con sacrifici, affinchè quella disciplina potesse essere un momento di svago e di crescita  extrascolastico .

Domani ci sarà il saggio della classe di canto di Elide Uchesu che si presenta per la prima volta con una scuola tutta sua, la “Vi.U Music Academy”

Elide Uchesu proviene da studi classici (lei è un soprano artista del coro del Teatro lirico di Cagliari ) ed ha avuto sempre la passione per l’insegnamento a  giovanissimi talenti . Molti sono stati i riconoscimenti raggiunti anche a livello internazionale. Infatti diversi suoi allievi sono stati protagonisti di festival importanti ,finalisti e vincitori di concorsi quali lo Zecchino d’oro,  Ti lascio una canzone, X factor   e addirittura il  Festival di Sanremo. Infatti l’edizione  scorsa  , fra gli interpreti c’era  anche  una sua ex allieva, Ilaria Porceddu la quale ha tenuta alta la bandiera sarda piazzandosi fra i primi posti.

Nella serata di domani fra i partecipanti ci sarà anche mia figlia che diversamente dalla mamma si è dedicata alla musica leggera. Io non potrò essere al suo fianco perché impegnata in contemporanea in altro concerto ma sarò accanto a lei e a tutta la classe, insegnante compresa, col pensiero.

Faccio il mio in bocca al lupo a tutti e… non mollate mai perché il canto è vita!!

Tag:, , , , , , , ,

Comments Nessun commento »

 

I colleghi del Teatro La Fenice che in questi giorni si trovano in Giappone per una tourné teatrale,(vedi post precedenti) sono stati svegliati da una potente scossa di terremoto.

dal quotidiano http://nuovavenezia.gelocal.it/

OSAKA – Una scossa di terremoto di magnitudo 6,3, alle 5.33 ora locale (22.33 ora italiana) ha buttato giù dal letto l’Orchestra e il Coro della Fenice al loro sesto giorno di tournée in Giappone. L’epicentro del sisma, che ha provocato solo qualche danno nella vicina città di Kobe, è stato a una trentina di chilometri da Osaka dove la Fenice ha inaugurato mercoledì sera con un concerto la nuova Festival Hall da 2.700 posti. Qualche attimo di paura tra i 265 orchestrali e coristi del teatro che, poco dopo, sono ritornati a dormire. Non è il primo “imprevisto” per le maestranze del teatro veneziano durante le loro tournée in giro per il mondo. Erano infatti a Varsavia, la notte del 29 gennaio 1996, quando un incendio distrusse il teatro. Erano In Islanda, nell’aprile del 2010, quando l’eruzione di un vulcano paralizzò i cieli di mezza Europa. Giampaolo Baldin, corista “storico” della Fenice, la prende con filosofia: «Il mondo deve preoccuparsi quando ci muoviamo, ma in fondo questi “contrattempi” ci hanno sempre portato fortuna».

Tag:, , , , ,

Comments Nessun commento »

alberto LoiIl collega , baritono, Alberto Loi, racconta ciò che gli è capitato oggi su facebook

“Cari amici e colleghi,
permettetemi di raccontarvi, in breve, quelle che io considero la cosa più bella che mi sia capitata su Facebook.
Nella pagina “Portatori sani di cultura” qualcuno ha commentato un mio post scrivendo che io, e tutti i miei colleghi, siamo dei mantenuti, che lui è stufo di contribuire al nostro mantenimento e che la vita sarebbe migliore se ci fossero meno Alberto Loi (e colleghi).
La risposta che meritava gli è stata data subito, ma poi ho deciso di contattarlo in privato, di prenderlo per mano invece di insultarlo e cercare di fargli capire le ragioni della nostra protesta, di fargli capire cosa è il nostro lavoro, che la lirica non è solo spettacolo, ma è LA CULTURA MUSICALE ITALIANA per eccellenza e come tale va salvaguardata, al pari dei monumenti e delle opere d’arte che hanno fatto la storia della cultura italiana. Gli ho spiegato, insomma, tutte quelle cose che noi sappiamo benissimo ma che non riusciamo a far capire a chi non condivide la nostra passione, tutte quelle cose che vorremmo dire ad ogni persona singolarmente. Siamo sempre costretti a parlare per mezzo di comunicati brevi, sintetici e sterili e veniamo applauditi da chi è d’accordo con noi già in partenza, visto che viene in teatro… Ma anche la maggior parte di loro poi va a casa e non si ricorda più di quelle che sono le nostre proteste, esattamente come spesso facciamo noi quando qualcuno per la strada ci “disturba” con un volantino: quante volte li leggiamo ? Diciamo “poveracci…” e andiamo via, fuori dal loro raggio visivo per liberarci del fastidioso foglietto. Vi riconoscete ? Penso di sì, come me d’altronde…
Torniamo al dunque… Ho spiegato con abbondanza di dettagli i nostri problemi a questa persona che era inizialmente “molto arrabbiata” con noi, e un mio piccolo sogno si è avverato: mi ha ascoltato, ha capito, condiviso e chiesto la mia amicizia con addiritura l’auspicio di poterci incontrare. Per me è una cosa stupenda !
Parliamo alla gente, se possibile, col linguaggio più semplice e diretto, diciamogli chi siamo e facciamogli vedere cosa facciamo, PORTIAMOLI IN TEATRO !!!

Grande Alberto! Otto ti ringrazia anche a nome di tutta la categoria e dei lettori di Musicamore!

Tag:, , , , , ,

Comments 1 Commento »

Alberto e LucaPubblico qui di seguito le lettere di due colleghi che vogliono chiarire le tante inesattezze che in questi giorni stanno circolando via media a danno di noi dipendenti dei Teatri lirici Nazionali, in occasione del decreto Bondi.

Sono un lavoratore dipendente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari (scrive Alberto Loi, Baritono) assunto a tempo indeterminato in qualità di artista del coro.
Il mio reddito annuale è di circa 40000 euro lordi
(con 26 anni di anzianità e un carico familiare composto da coniuge e due figli).
Il signor Nicola Porro, giornalista de “Il Giornale”, nella puntata della trasmissione Annozero del 29 aprile scorso ha affermato che i lavoratori della categoria di cui faccio parte hanno un contratto che prevede 16 ore di lavoro alla settimana ed una retribuzione di 70000 euro lordi all’anno.
images
Diverse testate giornalistiche hanno sostenuto tali affermazioni che provengono da informazioni quantomeno errate e superficiali.
Nicola Porro, e chi la pensa come lui, ha dimostrato di essere un perfetto ignorante riguardo il tipo di attività lavorativa da me svolta, perché altrimenti saprebbe:
-che le mie ore di lavoro sono molto più di 16 alla settimana
-che io lavoro anche la domenica,
-che posso essere chiamato a prestare la mia opera dalle 9 del mattino fino alle 01,
-che i miei orari di lavoro vengono stabiliti settimanalmente e perciò io posso organizzare la mia vita privata solo da un sabato a quello successivo,
-che questi orari anche una volta comunicati possono essere variati dal Teatro fino alle ore 13 del giorno precedente,
-che per i miei imprevisti posso godere di tre giorni di permesso all’anno che il Teatro può anche non concedermi a differenza di molte altre categorie di lavoratori che possono utilizzare i giorni di ferie,
-che devo studiare a mie spese e al di fuori del mio orario di lavoro per mantenere in perfetta efficienza il mio strumento e la tecnica necessaria al suo utilizzo,
-che non si può valutare una attività artistica in base ad un mero calcolo di ore di lavoro ma la si valuta in termini di qualità artistica del prodotto,
-che solo chi ha competenza musicale e artistica può stabilire quante ore sono necessarie alla preparazione di uno spettacolo in modo da garantire la qualità suddetta,
-che il mestiere di giornalista che normalmente non si occupa di musica e teatro non prevede tale competenza.
E’ altrettanto chiaro che i giornalisti come Porro non sanno che i costi del personale stabile di un Teatro sono formati dagli stipendi delle masse artistiche, tecniche, amministrative e soprattutto dalla retribuzione delle figure dirigenziali.

Se prendiamo ad esempio un sovrintendente, la cui retribuzione media oscilla attorno ai 250000 euro annui e che spesso è fra i principali responsabili degli sprechi che si vorrebbero eliminare (senza che però ne abbia una responsabilità penale) e in tale esempio consideriamo la retribuzione media annua del personale che ricopre incarichi non dirigenziali (coro, orchestra, tecnici, amministrativi) che è di circa 35000 euro annui,
sommando questi due redditi e dividendo per due si otterrà che il sovrintendente e, per esempio, un macchinista hanno un reddito di 142500 euro annui pro capite.
Provate a dirlo al macchinista…
Contro i teatri lirici sono partite da tempo due vergognose campagne (scrive il tenore Luca Sannai): una del governo (Brunetta e Bondi in particolare) e una di certa stampa, costruite entrambe in maniera tale che, agli occhi dell’opinione pubblica pare che i responsabili del dissesto finanziario dei teatri lirici siano i dipendenti.
Si accusa che il 70% dei fondi siano assorbiti dagli stipendi ai dipendenti ma si dimentica che è facile fare ora questi calcoli, su un FUS di 340 milioni, perché quando nel 2001 il FUS era di oltre 500 milioni di euro (e comunque sempre molte centinaia di milioni al di sotto della media europea) gli stipendi incidevano per i 50%. Perché non continuare a giocare al massacro, tagliando ulteriormente i contributi fino ad accusare i dipendenti di “mangiarsi” il 100%?
Si dimentica di dire che i veri responsabili del dissesto finanziario sono coloro i quali hanno i ruoli di gestione economica e responsabilità legale all’interno dei teatri. Si dimentica di dire che le masse artistiche non hanno voce in capitolo sui loro compensi, sui cachet astronomici di certi direttori, di certi cantanti, di taluni registi, o sui costi di alcuni allestimenti che tali signori avvallano.

Il nostro è un Paese curioso: mentre la soluzione al problema debiti dei teatri italiani viene a risolversi a colpi di mannaia, il problema debiti delle società PRIVATE tipo quelle di calcio è stato risolto con un decreto cosiddetto “spalmadebiti” e per altre società continuano ad esserci aiuti di stato a fondo perduto.
Questo dà l’idea di quanto sta a cuore il diritto del cittadino alla cultura e se ci fossero ancora dei dubbi al riguardo basterebbe dare un’occhiata ai progetti di formazione culturale e musicale delle scuole europee di ogni ordine e grado e confrontarli con quelli delle scuole italiane per capire quanto, su questo versante, l’ignoranza di chi ci governa sia diretta conseguenza della dilagante ignoranza di cui soffre il nostro Paese da decenni. Il risultato è che la patria che per cinquecento anni è stata punto di riferimento della musica corale, strumentale ed operistica, è oggi vergognosamente e scandalosamente ridotta ad essere ormai fanalino di coda europeo.

Sentendo parlare certi giornalisti, Nicola Porro de “Il Giornale” è stato l’ultimo, e leggendo la bozza Bondi non si fa accenno alla qualità del nostro lavoro ma solo alla quantità, come se il livello artistico raggiunto in una produzione sia direttamente proporzionale al numero di ore lavorate.
Bene, proviamo per esempio ad applicare lo stesso criterio ai calciatori, dato che si allenano solo due ore al giorno. I calciatori (mezzo di produzione) li giudichiamo dalla prestazione in campo (il prodotto) o dalle ore di allenamento (utilizzo del mezzo di produzione) ? Posso criticare l’utilizzo del mezzo di produzione se riconosco che questo sia causa o dell’usura del mezzo di produzione o della scarsa qualità del prodotto! L’artista del coro o l’artista in genere è contemporaneamente mezzo di produzione e prodotto, se l’uso del mezzo è errato danneggia contemporaneamente il mezzo e il prodotto. Vorrei rammentarvi che stiamo parlando di esseri umani…
E dato che la coesione sociale sta andando a ramengo proviamo anche a rompere le scatole ai giornalisti: diciamo che il vostro lavoro è pagato solo in base agli articoli che scrivete senza considerare le ore dedicate alla ricerca, alle interviste, allo studio, agli appostamenti. Facciamo lo stesso ragionamento che viene applicato a noi: Nicola Porro, per citare il giornalista che pubblicamente afferma che abbiamo un contratto da 70000 euro annui e da 16 ore alla settimana, negli ultimi 10 giorni ha scritto 5 articoli, vale a dire mezzo articolo al giorno. Siccome penso di poter supporre che il suo reddito possa essere non inferiore a 70000 euro, verrebbe facile dire che 8 ore di lavoro al giorno (se le fa…) per scrivere mezzo articolo al giorno a fronte di una retribuzione  di 70000 euro annui (provenienti da soldi pubblici !), sia un costo esageratamente sproporzionato rispetto al prodotto ottenuto.

Sarebbe il caso, quindi, che un ministro si accorgesse della vostra poca produttività, del fatto che una minima parte della popolazione vi legge ma tanto il buon andamento di un giornale si misura dalla tiratura e allora basta produrne di più e distribuirlo gratis… magari sulle scale della metro… Ebbene, questo ragionamento sarebbe quanto di più stupido ed ignorante possa esserci, così come è stupido ed ignorante il ragionamento fatto sul mio lavoro. Se la qualità del lavoro si dovesse misurare in ore, allora si dovrebbe cessare immediatamente di criticare i responsabili delle lungaggini sulla Salerno – Reggio Calabria, i ritardi di Trenitalia, Alitalia, Tirrenia: loro riescono nell’impresa di triplicare, quintuplicare i tempi di lavoro, sono un’autentica risorsa per il Paese!

Ringrazio per la cortese attenzione e colgo l’occasione per porgere cordiali saluti

Alberto Loi e Luca Sannai - Cagliari

lettera è stata inviata a giornali, testate giornalistiche tv e programmi tv di approfondimento per un totale di oltre 20 invii, nonchè a Nicola Porro stesso.

Tag:, , , , , , , , ,

Comments 18 Commenti »