Articolo taggato “Alessandra Atzori”

Ho conosciuto il grande tenore Luciano Pavarotti, per la prima volta il 14 agosto 1985, quando fece il concerto per la sua città, Modena.

Con alcune amiche e colleghe ci trovavamo nelle vicinanze e sentito che Pavarotti regalava questa serata gratuitamente ci siamo messe in fila dalle 15 del pomeriggio (la serata era prevista per le 21) per poter guadagnare un posto che fosse il più vicino possibile . Passammo tutta la sera a cantare sedute in terra contente di poter assistere a questo grande evento.

Riuscimmo a trovare un posto in decima fila, nella Piazza Grande di Modena.

Il concerto, come lo furono tantissimi altri, era un collage di arie d’opera e canzoni da camera . Anche in quell’occasione come in altre si alternava al flautista Andrea Griminelli.

Ciò che mi impressionò fu la purezza della sua voce, la chiarezza nella dizione e la perfezione delle esecuzioni sempre nelle tonalità originali e sempre senza risparmio di acuti. Ero un po’ diffidente sulle tonalità e avevo appresso il diapason.

Insomma, sembrava di ascoltare un disco e vi garantisco che il dubbio mi è anche venuto ma ero abbastanza vicino per capirlo. Fu generoso nei bis accontentando i suoi concittadini fino a notte fonda.

La seconda volta che incontrai Pavarotti a distanza ancora più ravvicinata, fu a Pesaro in occasione del concorso a lui intestato.

Andai con un gruppetto di artisti sardi miei allievi che erano stati ammessi alla semifinale . Lui era seduto nella platea del teatro, circa a metà sala, con accanto la moglie Adua da un lato e una segretaria dall’altro, noi qualche fila più indietro.

Ciò che mi colpì della sua personalità era il suo sorriso e la disponibilità  proprio come eravamo abituati a vederlo in TV e nelle riviste .

Quando chiamò a voce alta uno del mio gruppo, si espresse con qualche frase in spagnolo per via del nome e cognome che potevano trarre in inganno: Ignazio Perra.

Quando Ignazio salì sul palco, lui gli si rivolse chiedendogli  da quale paese spagnolo provenisse e Ignazio sorridendo disse che il suo era un paesino italiano e per l’esattezza della Sardegna. Sorrise scusandosi per l’equivoco. Fu comunque prodigo di suggerimenti per la voce e per la tecnica.

Quando finirono le audizioni, si alzò e venne verso di noi che lo assalimmo per foto ed autografi.

Fu disponibilissimo ma mi impressionò la mole fisica.  Zoppicava camminando a fatica e teneva con la mano destra un secchiello pieno di  cubetti di ghiaccio che masticava in continuazione. Il caldo di quel 14 agosto era davvero afoso e lui probabilmente  lo faceva per mantenere bassa la sua temperatura corporea.

Oggi ricorre il decimo anniversario della sua scomparsa. Voglio ricordarlo con un servizio TV   della serata cui assistii quel lontano 1985


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Domani sera, col saggio-concerto degli allievi della Vi.U.Music Academy , si concluderà l’ anno della nostra accademia musicale cagliaritana. Tanti artisti motivati da un’unica passione per la musica e il canto si esibiranno con brani famosi tratti dal repertorio  popolare del canto moderno e della lirica. Ci sarà l’esibizione anche di alcuni ragazzi della classe di pianoforte.

Sarà una grande festa per tutti. La serata, che è stata inserita nei programmi della Estate Masese,  si terrà nel Teatro di Elmas con inizio alle ore 20.  L’ingresso è aperto a tutti.

 

 

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Qualche giorno fa l’amica Claudia Tronci mi ha voluto come ospite alla sua trasmissione “Cucina Claudia” per la TV regionale Sardegna UNO. Lei è  una ballerina ma anche conduttrice televisiva. Per 4 anni ha condotto “Di che danza 6 , la trasmissione da lei ideata dedicata alla danza  e che ha coinvolto le migliori scuole regionali . Adesso, dopo quella esperienza legata al suo mondo, ha deciso di cimentarsi in quello che è il suo hobby principale: la gastronomia.

Nel suo spazio televisivo, Claudia, crea tante ricette semplici ma invita anche i suoi amici a proporne sempre nuove. Quando mi ha invitato ho accettato con entusiasmo perchè era per me una nuova esperienza.  Con Claudia volevamo regalare al pubblico una ricetta che in qualche modo legasse l’arte culinaria alla musica e per questo motivo abbiamo pensato che la “Pasta alla Norma” fosse l’ideale.

Il piatto ha origini siciliane, per l’esatezza catanesi, proprio come il musicista Vincenzo Bellini. La Norma è una delle sue opere tra le più famose e questo piatto è dedicato proprio a lui.

Di seguito il video della trasmissione con la ricetta completa


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Si è concluso ieri a Cagliari il 5 livello del corso di Musicoterapia modello Benenzon. Quando ho iniziato a frequentarlo non conoscevo esattamento a cosa andavo incontro, pensavo ad un corso in cui ci avrebbero insegnato ad usare le musica, quella tradizionale, con persone affette da disabilità o comunque che avessero problemi di salute in generale. Alla conclusione del primo livello ho capito invece che mi trovavo davanti ad una cosa completamente diversa. Inizialmente ero abbastanza perplessa ma  proseguendo con gli altri  livelli , ho capito tantissime cose che me lo hanno fatto apprezzare, soprattutto nella sua caratteristica del “non verbale“.

Ho avuto la fortuna di  frequentare questo 5 livello proprio con colui che lo ha messo a punto: Rolando Omar Benenzon. Questo  livello ha evidenziato  l’utilizzo del modello con pazienti affetti da Autismo, Coma, Alzheimer  e come Terapia del dolore.

A fine corso ho voluto intervistare il prof. Benenzon per capire meglio cosa lo ha portato a creare questa forma di Musicoterapia. Mi ha raccontato della sua infanzia e della passione per la musica che avrebbe voluto  diventasse la sua prima professione ma le cose sono andate diversamente…


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Poco tempo fa ho ricevuto un incarico dal Comune di Cagliari relativo alle mie competenze musicali. L’incarico mi è stato affidato grazie ad una Manifestazione d’interesse bandita dallo stesso Comune, cui ho partecipato inviando la mia domanda con relativo curriculum.

In tanti mi hanno fatto domande soprattutto chiedendomi come è stata fatta la scelta. C’è stato anche chi ha messo in evidenza che poteva essere dato a qualche disoccupato facendo illazioni sul fatto che io avessi già il mio introito di pensionata.  Ho premesso subito che chiunque poteva partecipare alla manifestazione pubblicata nel sito del Comune di Cagliari. Certamente il tipo di incarico non poteva essere affidato ad un giovane che non ha esperienza dal momento che erano richiesti titoli e competenza.  Alcuni mi hanno domandato se fossi diventata dipendente comunale. Nulla di tutto ciò. L’incarico è un incarico limitato al tempo in cui darò la mia valutazione ai progetti presentati dalle Associaziani culturali ad indirizzo musicale, che hanno fatto richiesta di finanziamento rispettando le norme del bando. Non percepirò nessuno stipendio ma solo un rimborso spese legato alla valutazione di ogni singolo progetto.

Detto questo , posso rispondere anche alle persone che mi hanno domandato se passerà molto tempo da qui alla erogazione dei contributi.  I progetti sono tanti e tutti molto particolareggiati ed interessantissimi. Sarà mia cura valutarli attentamente uno per uno. Si spera di riuscire a completare il lavoro entro la prima quindicina di Maggio.

 

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Ho conosciuto Tullio in occasione di una commedia di cui facevamo parte entrambi in qualità di attori. Tullio Boi è un ingegnere con la grande passione per le vignette. Una passione che è diventata la sua attività principale. Un vignettista satirico che affronta il problema della disabilità con una forte ironia. Il suo personaggio principale è CauBoi, una mucca in carrozzina. Lui è in carrozzina a causa di una sclerosi multipla che si è presentata in giovane età. Non si è certo lasciato andare per questo e anzi, attraverso le sue vignette ha cercato di essere testimone diretto di tutti quei problemi  con cui si scontra giornalmente a causa della sua condizione. Ha collaborato con testate giornalistiche e televisive  isolane  e peninsulari. Fa satira da 10 anni, 2500 vignette e 5 libri di cui Disabill kill è l’ultimo ( in vendita su richiesta, in beneficenza al 50%)che ha realizzato , insieme a Pietro Vanessi.  ”Disabillkill” è un dizionario satirico sulla disabilità, con prefazione di Sergio Staino e collaborazione di tanti disegnatori nazionali.

Da ben 15 settimane ha aperto una  diretta su facebook ,  ospitando ogni volta un personaggio del mondo culturale. Domani, martedì 10 gennaio avrò il grande piacere di essere ospite del suo salotto.

Per tutti coloro che vorranno passare un’oretta in nostra compagnia possono farlo entrando nella pagina Facebook di Tullio Boi dalle 21,15. 

Tullio Boi

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Il 6 Settembre sono stata invitata,  con la collega Elide Uchesu, a prendere parte in qualità madrina, ad un evento importante : il Festival “Città di Uta” cittadina della provincia di Cagliari. Il festival , che è nato 27 anni fa da un’idea di Susanna e Giovanna Mallei , nel corso degli anni ha avuto diverse varianti.

Nasce nel 1988 con l’idea di raccogliere fondi per l’acquisto di un’ambulanza. L’anno successivo si costituisce ufficialmente l’Associazione ” Stelle e umanità” che diventa lo sponsor ufficiale della manifestazione insieme al comitato di “Santa Maria” e al “Comune di Uta”.

Giovanna Mallei ha insegnato canto gratuitamente a più di 600 bambini che si sono esibiti negli anni all’interno del festival che ha come scopo  principale quello di promuovere la fratellanza fra popoli. Infatti tra i concorrenti alcuni provenivano dalla Romania , Georgia, Malta, Bulgaria. La prima edizione ha visto come madrina il soprano cagliaritano Maria Casula.

Nel 2006 Giovanna Mallei è venuta a mancare e sua sorella Susanna ha voluto che il festival fosse dedicato a lei.

La manifestazione si articolerà in due momenti: il primo di questi sarà il 6 settembre con la partecipazione di tanti giovani provenienti da diverse scuole di canto. Coloro che supereranno questa fase accederanno tra qualche mese alla finalissima.

Il Festival sarà presentato da Max Sabetta e il tecnico del suono sarà Claudio Gasperoni.

 

 

 

 

 

 

 

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In occasione delle manifestazioni “Pula dimensione estate” organizzate dal comune di Pula, cittadina turistica della provincia di Cagliari, le Musicamore Singers (gruppo vocale di cui faccio parte) , ieri ,si è esibito in un concerto col programma sulle canzoni della radio.

Lo spettacolo si è tenuto nella bellissima Casa Frau, situata nel cuore della cittadina, un centro che , soprattutto in estate, è sempre vivo fino a notte fonda perchè i turisti  trovano, oltre alla vasta scelta di locali dove poter degustare anche specialità locali, pure una varietà di spettacoli di ogni genere : dalla musica classica al rock, dal jazz al folclore, dal teatro alla danza. Tante anche le iniziative   per i bambini. Una organizzazione, quella del Comune di Pula, che da anni riesce ad essere al top per l’ accoglienza turistica.

Le Musicamore Singers hanno presentato il programma completo. Il pubblico, accorso numeroso si è immerso per quasi un’ora e mezzo in un periodo storico abbastanza controverso, ( la seconda guerra mondiale)  ma anche importante per la comunicazione, perchè ha visto la nascita della radio e della televisione.

Hanno raccontato la Storia della canzone, intervallata da brani  famosi del periodo che va dagli anni’30 agli anni ‘50, brani resi celebri principalmente dal gruppo vocale del Trio Lescano, ma anche da Natalino Otto, Alberto Rabagliati, il Quartetto Cetra, tanto per citarne alcuni. Il genere swing che caratterizza il  gruppo, è sempre ben gradito, orecchiabile e soprattutto non passa mai di moda. E’ stato bello vedere che tante persone cantavano insieme al gruppo ,”Tulipan” “Bellezza in bicicletta”, “Un bacio a mezzanotte”,” Maramao perchè sei morto” “Non dimenticar le mie parole”, “Ma l’amore no”.

Alla fine del concerto le richieste di bis sono state molteplici.

Le Musicamore Singers sono nate nel 2009 da un gruppo di artiste del coro del Teatro Lirico di Cagliari, con l’intento di promuovere la prevenzione dei tumori femminili ed esibendosi principalmente in concerti   per il sociale. Tutti i loro brani sono arrangiati dal maestro Giuseppe Di Bianco

 

 

 

 

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Chiara Irde Federica Moi

Si è concluso ieri l’Anno accademico della scuola di canto Vi.U.Music Academy di Cagliari, con il saggio di fine corso, la scuola dove anche io ormai da un anno ho la mia classe .  E’ stato un anno faticoso ma molto gratificante. La scuola fondata dal soprano Elide Uchesu e di cui la stessa ne è direttrice, ha una lunghissima tradizione.

E’ stata proprio Elide Uchesu  ha condurre la serata presentando tutti gli allievi e gli insegnanti della: Classico, moderno, jazz e corale : Alessandra Atzori, Tiziana Nauaui, Silvia Murru e la stessa Elide.

Tutti hanno dato il massimo, ognuno con le proprie possibilità.  La scuola è aperta a chiunque voglia mettere a frutto la passione per il canto, senza limiti di età o genere. Il saggio è stata l’opportunità per tutti quindi di potersi confrontare anche davanti ad un pubblico, numeroso, che in questo caso era quello della città di Elmas che ci ha ospitato.

L’emozione è stata grande soprattutto per i ragazzi alle prime armi. Gli errori sono parte della crescita artistica per il controllo dell’emozione e spero che il pubblico questo lo abbia percepito. Cantare all’aperto non è facile, e per il canto classico le difficoltà sono ancora maggiori a causa della poca dimestichezza con l’amplificazione, purtroppo necessaria per via della grande piazza. A tal proposito vada un ringraziamento al nostro insegnante e fonico Claudio Gasperoni e al suo collaboratore Mirko Giannoni per il service sempre al TOP.

Dopo una breve presentazione la serata è cominciata col Jazz. La classe di Tiziana Nauaui ha presentato la sua allieva Arianna Sechi che si è esibita in una bella interpretazione di  Autumn leaves accompagnata dal suo  pianista Renato Muggiri. Speriamo che per il prossimo anno la classe si arricchisca di nuove voci.

E’ stata poi la volta della classe di canto lirico con allievi della mia classe e di quella di Elide Uchesu i cui brani erano tratti dal repertorio cameristico del 1700-800.  Gli allievi erano accompagnati al pianoforte da Barbara Mostallino che per il nuovo anno scolastico insegnerà oltre al canto propedeutico (anche a ragazzi  con disabilità), anche il solfeggio.

Dopo l’esibizione poi della formazione corale Ritmodia, che collabora con la nostra scuola,  la serata è proseguita fino alla mezzanotte con brani famosi del panorama musicale italiano e straniero, in duetti e piccole formazioni di tutti gli allievi,tanti, e mi scuso se non posso menzionarli uno per uno.

La scuola riaprirà i battenti il 1 settembre e per chi volesse, da questa data, gli insegnanti sono a disposizione per audizioni gratuite e informazioni. Tante le agevolazioni soprattutto per chi frequenterà più di una classe, o per persone dello stesso nucleo famigliare.

Potete prendere accordi telefonicamente o via mail: 338 997 3103    viumusicacademy@gmail.com o rivolgersi anche a questo blog.

Pagina FACEBOOK della scuola

 

 

 

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Ho accettato di nuovo l’ invito da parte di alcuni operatori della ASL 8 a tenere delle conferenze sulle opere  della Stagione lirica 2016 delTeatro lirico di Cagliari. Oggi in particolare ho illustrato l’opera d’apertura della stagione “La campana sommersa“, del musicista italiano Ottorino Respighi, il più importante compositore italiano del secolo scorso.

Le mie non sono delle vere conferenze, io non sono una musicologa. Le mie sono delle conversazioni legate anche ai miei ricordi di artista del Teatro lirico e naturalmente alla mia esperienza di blogger. Grazie proprio al blog, ho avuto l’opportunità di documentare anche con foto e video, gli ultimi dieci anni del mio lavoro in teatro. Nel realizzare poi diverse interviste, molti artisti, registi e direttori hanno raccontato la loro vita con tanto di aneddoti che in occasione appunto di queste “conferenze” posso trasmettere a questo “pubblico in erba”.  Un pubblico che si sta avvicinando al teatro soltanto da pochi mesi e per invogliarlo a proseguire in questo interesse culturale  cerco di   incuriosirlo con i miei ricordi e con i racconti di ciò che succede dietro le quinte di ogni spettacolo.

Il desiderio di operatori e pazienti è sicuramente anche quello di poter avere in sede dei concerti in modo che anche coloro che non hanno la possibilità di andare a teatro per svariati motivi personali, possano conoscere  l’attività della nostra più importante realtà culturale sarda.

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Alessandra Atzori

Qualche settimana fa l’attore cagliaritano Gaetano Marino, conduttore della Radio web “Quarta Radio” mi ha proposto un’ intervista per raccontare  la mia vita  artistica e professionale . Inizialmente avevo  paura di non riuscire ad esprimermi al meglio e soprattutto  di non trovare le parole giuste, di bloccarmi. La professionalità del conduttore invece ha fatto si che mi trovassi a mio agio davanti al microfono (anche troppo)  e soprattutto è riuscito a farmi scavare nella memoria facendo riaffiorare ricordi sin della primissima infanzia.

Non so a quante persone potrà interessare la mia vita ma una cosa è certa , a me ha fatto benissimo tornare indietro nel tempo e rivivere i bei momenti artistici passati, le esperienze professionali prima come studentessa del conservatorio e poi come insegnante di canto con i miei allievi, come artista del coro, come blogger.

Ecco di seguito, per chi avrà la pazienza di arrivare fino alla fine, il link per accedere a tutta la lunga intervista.

 http://www.spreaker.com/user/bandamarino/interviste-possibili-alessandra-atzori

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foto di P.Tolu

E’ iniziata a pieno ritmo la preparazione dell’opera Tosca di Giacomo Puccini, al Teatro Lirico di Cagliari. Le premesse sono grandiose. Anche questa volta il cast è di altissimo livello con la direzione del grande direttore d’orchestra Gianluigi Gelmetti.

Vi propongo di seguito una perla tratta dalle prove di questa mattina. Prossimamente, solo per Musicamore, alcune interviste che ho realizzato e che realizzerò con i protagonisti e spero anche col celebre direttore d’orchestra Gelmetti.


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foto di Priamo Tolu

Sarà ancora Marcello Giordani il Calaf della Turandot in scena stasera al Teatro Lirico di Cagliari. La “Turandot 2.0″ che sta facendo parlare la stampa di tutto il mondo, si potrà seguire in differita ancora oggi sulla pagina facebook e sugli altri social network, grazie all’utilizzo dei  google glass. Quindi chi si vuole collegare alla pagina può  farlo dopo le 21 cliccando su questo link.

Ma chi è Marcello Giordani?

E’ uno tra i più importanti tenori di questo ultimo ventennio acclamato dalla critica internazionale  . Ha cantanto in tutti i più grandi teatri del mondo dal  Scala di Milano, al Metropolitan di New York, dal Covent Garden di Londra, I’Opernhaus di Zurigo, la Wiener Staatsoper, l’Opera National di Parigi, il Liceu di Barcellona, la Deutsche Oper di Berlino, la San Francisco Opera, la Houston Grand Opera, il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, l’Opera di Roma, il Regio di Parma, il Regio di Torino, il Massimo Bellini di Catania,l’Arena di Verona, il Festival Puccini di Torre del Lago, il Teatro Lirico di Cagliari.

Ha debuttato nel 1993 al  Metropolitan, dove è  ospite fisso da anni. Il suo repertorio spazia  dal bel canto di Bellini e Rossini al lirismo del repertorio operistico francese, e alle opere di Puccini e Verdi che richiedono qualità vocali da tenore lirico spinto.

E’ stato diretto dai più grandi nomi della bacchetta e della regia.

Chi lo vuole sentire, questa sera venga a teatro. Biglietti ancora disponibili.

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

 

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Eravamo in tre,  ad indossare i mitici Google Glass, ieri sera, durante l’opera Turandot al Teatro Lirico di Cagliari. Molta emozione soprattutto quando ci è stato riferito che in sala c’era la rappresentanza della stampa e della televisione internazionale. Una responsabilità non indifferente che ci ha riempito d’orgoglio. Certo non è stato facile cantare e filmare ciò che stava avvenendo in palcoscenico. Gli occhiali hanno una prima autonomia di dieci secondi estensibile e programmarli per riprese più lunghe era complicato. Nonostante conoscessimo l’opera a memoria  dovevamo fare i conti  prima di tutto col nostro lavoro, gli attacchi al momento giusto senza perdere di vista il direttore Bisanti e in contemporanea realizzare  foto e riprese. E’ stato un primo esperimento che ci servirà per migliorarci nelle prossime repliche. Il pubblico numerosissimo, ha mostrato entusiasmo sia per la bella recita che per l’originale esperimento d’avanguardia. Prima dell’inizio dell’opera l’assessore Puggioni ha voluto indossare gli occhiali di Google, mentre alla fine della serata il Presidente della regione Pigliaru è salito in palcoscenico per complimentarsi con tutti noi. Assente il Sindaco-presidente  Massimo Zedda.  Di seguito alcune foto e immagini tratte da video realizzate ieri in palcoscenico con i Google glass. Per vedere alcuni video di ieri entrate in questo link

foto B.Crisponi

Foto A.Atzori

foto G.Carone

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Un giorno potrete dire: “io c’ero“. Sarà infatti un grande evento di portata mondiale quello che potremmo vivere dal 30 luglio al Teatro Lirico di Cagliari in occasione di una recita di Turandot.

L’opera di Puccini, in corso di rappresentazione al Teatro Comunale, che vede la direzione del giovane direttore Giampaolo Bisanti, la regia di Pierfrancesco Maestrini e le scenografie dello scultore sardo Pinuccio Sciola, sarà rappresentata con un progetto che vede Il Lirico, primo Teatro al mondo in collaborazione con Google, la più grande e più famosa azienda di Internet .

In cosa consisterà questa collaborazione? Posso anticiparvi solo alcune cose presentate in anteprima ieri in conferenza stampa dal maestro Nicola Fioravanti responsabile del settore Ricerca e sviluppo del Teatro.

Alcuni artisti , durante la rappresentazione della Turandot, indosseranno in scena i Google Glass speciali occhiali , che filmeranno e fotograferanno  lo spettacolo dall’interno. L’opera infatti potrà essere vista in diretta su internet in vari social network, in una visione molto speciale, cioè con gli occhi dei protagonisti.  Ma vi rimando al video di presentazione dove lo stesso Nicola Fioravanti dà alcune anticipazioni dell’evento.


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La prima volta che ho sentito  questo termine è stato quando, al terzo anno di canto, il mio maestro mi propose un ruolo in un singspiel: Bastiano e Bastiana, operina che Mozart scrisse ad appena 12 anni. Ma cosa è un singspiel? E’ un’azione parlata e cantata. Mozart  in seguito ne scrisse uno molto più importante che è  Il flauto magico ed è la prima grande opera originale in lingua tedesca.
Lo stile è quello della zauberoper in cui mescolanza di tragico e di comico, di meraviglioso e di bonariamente triviale, dove elementi fiabeschi intercalati a caratteri allegorici di più svariata natura si esprimevano in un tono ora popolare ora alto, non di commedia realistica ma di racconto fantastico, senza spazio né tempi reali.
L’idea morale è quella della progressiva purificazione di una giovane coppia (Tamino e Pamina) sulla via della verità, del buono e del bello, secondo i canoni dell’ideologia massonica.
L’opera, della durata complessiva di 2 ore e 45 minuti circa compreso un intervallo, viene, ovviamente, rappresentata in lingua originale tedesca, ma, come ormai tradizione al Teatro Lirico di Cagliari, viene eseguita con l’ausilio dei sopratitoli che, scorrendo sopra il palcoscenico, aiutano a capire meglio il libretto.
Il flauto magico, assente dal 2003 da Cagliari, viene replicato: sabato 31 maggio alle 19 (turno G), domenica 1 giugno alle 17 (turno D), martedì 3 giugno alle 20.30 (turno F), mercoledì 4 giugno alle 20.30 (turno B), giovedì 5 giugno alle 11 (ragazzi all’opera), venerdì 6 giugno alle 20.30 (turno C), domenica 8 giugno alle 17 (turno E).
Prezzi abbonamenti: platea da € 220,00 a € 165,00 (settore giallo), da € 190,00 a € 150,00 (settore rosso), da € 165,00 a € 110,00 (settore blu); I loggia da € 175,00 a € 125,00 (settore giallo), da € 140,00 a € 105,00 (settore rosso), da € 130,00 a € 90,00 (settore blu); II loggia da € 105,00 a € 90,00 (settore giallo), da € 85,00 a € 70,00 (settore rosso), da € 65,00 a € 40,00 (settore blu).
Prezzi biglietti: platea da € 70,00 a € 45,00 (settore giallo), da € 55,00 a € 35,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); I loggia da € 50,00 a € 30,00 (settore giallo), da € 40,00 a € 25,00 (settore rosso), da € 35,00 a € 20,00 (settore blu); II loggia da € 30,00 a € 20,00 (settore giallo), da € 20,00 a € 15,00 (settore rosso), da € 15,00 a € 10,00 (settore blu).
La Stagione lirica e di balletto 2014 si avvale del contributo della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione Banco di Sardegna e, in qualità di media partner, di Tiscali.
La Biglietteria, esclusivamente in occasione della campagna abbonamenti per la Stagione lirica e di balletto 2014, è aperta dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.
Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono +39 0704082230 – +39 0704082249, fax +39 0704082223,biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it. Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube.
Il bozzetto fotografico è di Stefano Carboni, dedicato al soprano Giusy Devinu nel ruolo della Regina della Notte
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Sarà il grande maestro direttore d’orchestra Jeffrey Tate ad aprire la stagione sinfonica cagliaritana venerdì e Sabato. Oggi abbiamo avuto il piacere di conoscerlo in occasione della prima prova col coro. Una persona semplice dalla  gestualità direttoriale importante. Pochi gesti, poche parole per piccole sfumature e poi tantissimi complimenti al coro e ovviamente al maestro Faelli.

Leggendo la  biografia si rimane affascinati dalla vita di quest’uomo. Una vita che comincia con un gravissimo problema di salute, ma che  è passato in secondo piano davanti al talento.

Nasce  a Salisbury  il 28 aprile 1943 affetto da spina bifida e da cifosi. Studia pianoforte e composizione nel prestigioso Trinity College di Cambridge e intraprende anche gli studi all’Università dove consegue la laurea in medicina. Pur scegliendo di svolgere la professione medica, continua a coltivare la sua autentica passione, la direzione d’orchestra, che ben presto diviene la sua occupazione principale.

Nel 1970 è al Covent Garden di Londra come maestro collaboratore al clavicembalo di Georg Solti prima e di Colin Davis, Rudolf Kempe, Carlos Kleiber, John Pritchard e Herbert von Karajan poi.

Nel 1976 Pierre Boulez lo vuole come suo assistente a Bayreuth per il Ring del centenario. Nel 1978 l’esordio con Carmen di Bizet all’Opera di Göteborg.

Oltre ad aver diretto le principali orchestre del mondo (la London Symphony Orchestra, i Berliner Philharmoniker, la Boston Symphony), Tate ha ricoperto gli incarichi di direttore principale della English Chamber Orchestra e nel 1989 di direttore ospite dell’Orchestre National de France. È stato, dal 2005 al 2010, il direttore musicale del Teatro San Carlo di Napoli. Attualmente è direttore onorario presso l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e direttore principale degli Hamburger Symphoniker.

Jeffrey Tate è inoltre presidente dell’ASBAH (Association for Spina Bifida And Hydrocephalus) del Regno Unito dal 1989.

Nel 2001, 2002 e il 2010 il Maestro Jeffrey Tate è stato assegnato il Premio Franco Abbiati (il premio della critica musicale più prestigioso in Italia) per il suo lavoro con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, per il suo lavoro al Teatro San Carlo di Napoli e per la sua produzione di “Götterdämmerung” a La Fenice di Venezia.

Jeffrey Tate è stato nominato “Chevalier de la Légion d’Honneur“, “Chevalier des Arts et des Lettres” e “Comandante dell’Ordine dell’Impero Britannico.

Nella foto di testa il maestro Tate e alla sua destra il maestro del coro Marco Faelli.

Nella foto di coda un momento di pausa delle prove col coro

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Diversi mesi fa, riordinando uno scaffale di vecchie registrazioni in audiocassetta ho ritrovato tra le tante cose una serie di mie audiointerviste a personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo. All’epoca collaboravo con un settimanale e quando capitava che c’era da riempire una pagina, venivano inseriti  questi miei documenti. E’ stato bello ritrovare in particolare l’intervista ad un personaggio come Antonino Medas, uno dei fondatori della famosa compagnia di teatro dialettale sardo, forse la più prestigiosa della nostra isola. All’epoca questa intervista non fu mai pubblicata per questione di spazio . A distanza di quasi trent’anni, in un’epoca tecnologica in cui il compianto sig. Antonino non avrebbe neppure immaginato, riesco a renderla pubblica  in rete  in un formato video, raggiungendo un pubblico sicuramente più ampio di allora e facendo la gioia di tanti parenti e conoscenti in giro per il mondo. Devo dire che riascoltarla mi ha molto emozionato e  mentre montavo le varie immagini messe a disposizione dalla famiglia, ho rivissuto come fosse oggi, i momenti di quella serata a casa dell’attore in cui si era creato un clima di grande cordialità.
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Ed eccoci ancora una volta alle battute finali di un concorso canoro. Questa volta si tratta del CantaMizar, concorso di musica leggera aperto a tutti senza limite di età. Ho il piacere di far parte della commissione giudicatrice con la collega Julian Vivian Carone, e devo dire che sono rimasta sorpresa dalla preparazione di molti ragazzi. Ormai quasi tutti prendono lezioni ed è raro ascoltare cantanti che non abbiano un minimo di tecnica. Un passatempo bello come quello del canto e della musica aiuta molti giovani e meno giovani  a superare momenti di difficoltà, scaricare le tensioni, dare senso alle giornate e poi, quando ci sono i concorsi, anche il piacere di mettersi in gioco e di sperare nella vincita di qualche premio.  I concorsi poi hanno anche il vantaggio di mettere in contatto i candidati con una commissione di esperti dalla quale acquisire consigli e suggerimenti.  Durante i concorsi vengono invitati anche managers di concorsi nazionali come Il Cantagiro, Festival di Sanremo, trasmissioni televisive quali X factor, The voice ecc. o, per quanto riguarda la musica  lirica, agenti teatrali.

Il canto è davvero terapeutico da tutti i punti di vista e regala sempre delle belle emozioni  .

In questa prima edizione del CantaMizar,  io e la collega Juliana Vivian Carone  abbiamo avuto modo di ascoltare tante belle voci con stili musicali molto vari: dal Pop al Rock, dal jazz, al musical. E’ sato bello  notare che in tanti hanno avuto una evoluzione da una serata all’altra.

Poi, nella serata della semifinale, fuori concorso, c’è stato un ospite davvero eccezionale :Daniele Puddu. Lo conoscevo già come allievo della collega Elide Uchesu  , ma ogni volta che lo ascolto è sempre una grande sorpresa. Lui ha un grande talento vocale . La sua voce abbraccia almeno tre ottave. Le note centrali presentano caratteristiche baritonali per poi svettare negli acuti in un timbro tenorile addirittura da coloratura con una estensione fuori dalla norma. Per i tecnici   dico solo che il brano che ha presentato, tratto dal musical Jesus Christ Superstar, raggiunge il sol sovracuto.

Ho potuto registrare una piccola parte della esibizione che vi mostro volentieri più tardi nel video sottostante.

Intanto martedì prossimo ci sarà la finalissima del concorso CantaMizar dove io e la collega abbiamo l’arduo compito di scegliere i tre vincitori. Sarà una scelta difficile perchè i candidati che meritano sono tanti.

La direzione artistica della serata è affidata a Claudio e Susy Gasperoni, l’organizzazione è del  Ristorante Mizar di Sestu (CA)

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 Strange Fruit (in inglese Strano frutto) è una canzone portata al successo dall’artista statunitense Billie Holiday, che la eseguì per la prima volta nel nightclub Café Society di New York nel 1939

Il brano, la cui musica e il testo sono di Abel Meeropol, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l’espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per “linciaggio”.

Infatti, lo “strano frutto” di cui si parla nella canzone è il corpo di un nero che penzola da un albero. La potenza simbolica ed emotiva del testo deriva dal contrasto fra l’immagine evocata di un Sud rurale e tradizionale e la realtà brutale dei linciaggi e del razzismo.

TESTO

 « Southern trees bear a strange fruit, blood on the leaves and blood at the root, black body swinging in the Southern breeze, strange fruit hanging from the poplar trees. »

Trad. « Gli alberi del sud danno uno strano frutto, sangue sulle foglie e sangue sulle radici, un corpo nero dondola nella brezza del sud, strano frutto appeso agli alberi di pioppo. »


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E’ con grande emozione che comunico a tutti i miei lettori la notizia che l’Arena all’interno del Parco della Musica di Cagliari sarà intitolata al soprano cagliaritano Giusy Devinu, mia compagna di studi, morta nel 2007. Oggi l’approvazione della delibera in Giunta, su proposta dell’assessore agli Affari Generali, Paola Piras.

Un’idea nata nel 2008 quando, in occasione del concorso per cortometraggi “3 minuti di celebrità a Cagliari”, mi sono presentata con un cortometraggio che ho realizzato durante i lavori di trasformazione della Piazza in Parco della Musica. Ho pensato che un’opera così importante fosse doveroso dedicarla alla musicista-soprano Giusy Devinu che ha portato con orgoglio il nome della nostra città nei teatri di tutto il mondo, e che ha avuto la disgrazia di lasciarci troppo presto! Ho fondato un gruppo su Facebook che ha raccolto 1328 adesioni di artisti che hanno lavorato con lei, che l’hanno ascoltata in teatro o semplicemente che l’hanno conosciuta attraverso questo mio blog Musicamore e il blog che ho dedicato : Amici di Giusy  con la stretta collaborazione di Lanfranco e Annarita Visconti.

Decisi di inviare una lettera al Comune con la mia proposta. Il tempo stava passando ed avevo perso quasi le speranze.

A supportarmi in questa “battaglia” ci sono stati anche diversi giornalisti e artisti quali Lanfranco e Annarita Visconti, Fabio Manca per l’Unione Sarda, il quotidiano Sardegna, la conduttrice-ballerina Claudia Tronci  attraverso la sua trasmissione “Di che danza 6“.   I ballerini e coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri che più volte nei loro spettacoli mi hanno invitata a parlare di questa idea. In occasione poi dell’inaugurazione del Parco , Roberto Magnabosco, Assunta Pittaluga, Claudia Tronci e Gabriele Vaccargiu hanno realizzato una coreografia e danzato sulla voce di Giusy proprio nell’Arena, spazio che prenderà appunto il nome dell’artista cagliaritana.

Lo scorso 21 Giugno infine, nell’ambito degli spettacoli per la festa della Musica organizzata dal mezzosoprano Giuliana Carone e con un mio piccolo contributo, ho voluto fortemente che l’attore cagliaritano Gianluca Medas avesse un suo spazio per raccontare la  vita del soprano.

Sono davvero soddisfatta di questo risultato e ringrazio anche tutti coloro che non ho nominato ma che hanno sempre sostenuto il mio progetto.


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Il titolo vi anticipa ciò che sto per raccontarvi. Ieri è stata una serata a metà fra storia e musica.

Sono stata invitata come giurata ad un concorso artistico presso Serri piccolo centro dell’Oristanese, a pochi chilometri dal Santuario nuragico di Santa Vittoria  . Chi si avvicina in questa zona non può tralasciare di visitare questo tesoro. Una cooperativa di giovani si è presa carico di custodire e valorizzare questa zona dell’altipiano di Serri che comprende anche un Agriturismo.

In questo periodo sono particolarmente interessata a tutto ciò che appartiene all’Era nuragica per il fatto che il prossimo impegno che avrò col Teatro lirico sarà proprio la rappresentazione di un’Opera ambientata in questa epoca: I Shardana  di Ennio Porrino.

Giorgio, guida turistica della cooperativa, ci ha erudito nei minimi particolari su ogni parte del villaggio : dal pozzo sacro al recinto delle feste, dalla capanna al portico. Un’ora immersa nell’antica storia della mia Sardegna.
Ci siamo poi spostati nel paese dove tutto era pronto per il   concorso Una notte di stelle - Talentuosi si nasce che vedeva sul palco 27 giovani artisti provenienti da Serri e dalle zone limitrofe.
Con molto piacere ho appreso di alcune scuole , da cui proveniva la maggior parte dei candidati  . Ho visto tanto impegno e passione . Purtroppo rimane sempre un po’ di magone a dover scegliere qualcuno a cui dare la vittoria, ma se così non fosse,  si perderebbe quello spirito di competizione che invoglia i ragazzi a migliorare ogni giorno di più. Sarà poi solo il tempo a stabilire chi della musica e della danza  può farne una professione.

Il concorso di ieri comprendeva più discipline artistiche:la danza moderna , la ginnastica ritmica, il canto e un chitarrista.

La commissione quindi  era mista . Presidente della giuria era la ballerina Claudia Tronci, l’ideatrice e presentatrice della trasmissione di Videolina “di che danza 6” . Gli altri componenti, oltre alla sottoscritta, erano Enrico Atzeni , Andrea Congia,  Antonio Pintori, Stefania Anedda .

La serata è stata condotta da  Monica Tronci in maniera spigliata ed essenziale .

Che dire dell’ospitalità e della gentilezza del paese! Dal giovanissimo sindaco Samuele Gaviano al  vicesindaco, dai giovani dell’organizzazione ai
tanti amici locali . Mi ha colpito la generosità nei premi. Ogni azienda del posto ha dato un po’ del suo per poter rendere la gara ancora più viva : la cartoleria, il pastificio,  la macelleria, la rivendita di legna e carbone ecc.. Tutti i candidati hanno avuto un omaggio.

Il primo classificato per la categoria giovanissimi è stato Edoardo Demontis che con la canzone “Adagio” ha strabiliato tutti” . Una voce estesissima e timbrata oltre ad avere un’ottima musicalità. Il mio consiglio per l’insegnante e per l’allievo è quello di lavorare molto sulla tecnica oltre che vocale anche della respirazione e di non lasciarsi prendere dalla troppa generosità vocale. E’ un talento che per crescere deve solo aspettare.  La voce attraverserà il momento della muta e per questo non deve essere forzata con brani troppo impegnativi.

Il primo classificato per la categoria adulti invece è stato  Simone Pusceddu, voce, interpretazione e ritmo non sono mancati. Consiglio di proseguire nello studio e scegliere sempre la giusta tonalità dei brani in modo tale che con l’emozione non vi siano mai delle forzature.

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Spesso ho pensato che se la musica, l’arte, la cultura avessero tanta pubblicità quanta ne può avere un prodotto commerciale, credo che questi sarebbero  parte integrande di tutti noi. Pensate a quante volte vediamo nelle strade l’immagine di un’automobile, di un prodotto di bellezza, di un alimento, talmente tante volte che quello entra nelle nostre case automaticamente, che ne diventa parte integrante. Al supermercato andiamo quasi in trance verso questo o quel prodotto perchè la nostra mente è stata pilotata dalla grande campagna pubblicitaria, quasi ossessiva.

Pensate anche alla campagna martellante  di un Film  di una grande produzione americana. Beh, In tanti paesi esteri questo già avviene anche per la musica perchè la musica classica e lirica sono considerate esattamente come il grande cinema o un prodotto commerciale che fa girare danaro e dà lavoro a tanta gente; perchè con la musica si puà mangiare, si vive materialmente ma anche spiritualmente, si cresce, ci si fortifica.

Non di solo pane vive l’uomo!

Allora mi sono divertita con Photoshop a creare con la mia città  vari punti d’ incontro con la musica. La musica e la città si fondono con fantasia e, se vi piace Bach, venite venerdì e sabato al Teatro Lirico di Cagliari ad assistere numerosi alla Passione secondo Giovanni eseguita dal coro e dall’orchestra del  Lirico .

ATTENZIONE!! Chiunque può utilizzare queste foto a patto che se ne citi la fonte con questo link

http://musicamore.blog.tiscali.it

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Ho tante cose nei cassetti, negli scaffali, negli album familiari. Ogni tanto, mentre cerco questa o quella foto mi soffermo a leggere i vecchi programmi di sala, le recensioni,le produzioni liriche che hanno segnato la mia carriera professionale.

Ho pensato però che tutti questi elementi tanto affascinanti,  che segnano le tappe e i momenti belli del nostro teatro cagliaritano, non possono rimanere chiusi   alla sola vista mia, ma devono essere condivisi con tutti. Questa è la storia del nostro Teatro!

Le nuove generazioni devono  sapere l’importanza che ha avuto e che ha ancora  il Teatro lirico per la cittadinanza di Cagliari:  famosi direttori d’orchestra, cantanti lirici, ballerini ed attori, costumisti,scenografi e coreografi; grandi eventi e grandi produzioni.

Allora ho pensato di creare un Museo Virtuale aprendo una pagina su Facebook che si chiama appunto Museo virtuale della Lirica a Cagliari.

Diversamente dai musei classici -statici , questo sarà sempre aggiornato . Chiunque si può iscrivere e condividere aggiungendo i ricordi e le informazioni di cui è in possesso . Non ci sarà un ordine temporale ma i ricordi saranno relativi al passato remoto e prossimo alternandosi, l’importante è che ci siano sempre le date degli eventi, e tutte le informazioni di cui si è a conoscenza. Se alcuni non hanno chiari i ricordi, pubblicandoli si potranno trovare le informazioni  attraverso il confronto con altri iscritti.

E allora, se anche voi volete far parte di questo museo virtuale della Lirica cagliaritana non dovete far altro che entrare nella pagina Facebook, cliccare MI PIACE e condividere i vostri ricordi.

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L’estate scorsa ho avuto il piacere di conoscere un artista speciale,  d’altri tempi, con una grande sensibilità per la poesia e la musica. Di quegli artisti completi che oggi è sempre più difficile incontrare. Tempo addietro mio marito aveva ricevuto in dono da lui un CD con alcune sue canzoni. Una, in particolare, però, mi colpì oltre che per l’arrangiamento, anche per la dolcezza del testo.

L’artista è Gilbert Paraschiva .Questo è il suo sito:www.GilbertParaschiva.com.

Quel caldo giorno d’agosto ci siamo lasciati con la promessa che quella canzone ,  gliel’ avrei regalata anche con la mia voce. Sono passati 4 mesi e finalmente  sono riuscita a mantenere la promessa, ma con una variante. Ho registrato la canzone in duo con mio marito. Lui non è un cantante ma ha una grande passione per la musica e il canto. Anche con qualche difficoltà e la poca dimestichezza con il programma di registrazione, l’abbiamo registrata col cuore, soprattutto perchè era un dono natalizio per il nostro caro amico Gilbert.

Ho chiesto a Gilbert come e perchè è nato questo suo brano.

LA MIA STELLA (Mon étoile)  ex il Mio Mondo

La storia di “Mon étoile” è vecchia e risale alla  fine degli anni Settanta quando risiedevo a Napoli e, nel mio Studio di Piazza Garibaldi, una sera la feci ascoltare ad un bravo cantante di nome JOVINO  (anche in arte usava solo il cognome) che subito volle registrarla e volle fare subito un disco-provino (allora si chiamava “acetato”) ma poi, purtroppo,  il JOVINO partì per il servizio militare e non se ne fece più nulla, rimanendo così la sua registrazione nel proverbiale cassetto!

Dopo ben oltre trent’anni, una sera feci sentire per caso questa canzone (che allora si chiamava “IL MIO MONDO”)  alla mia fidanzata canadese che era in contatto con me su MSN la quale mi disse: “Perché non me la dedichi, cantandola in francese?”  e ci provai ma vidi che, dicendo “MON MONDE”, ci mancava una nota e decisi di tramutare il MONDO in una STELLA, chiamandola “Mon étoile” anche perché, penso, sia più romantico dire ad una donna “SEI LA MIA STELLA” mentre non guasta se una donna dicesse al suo uomo “IL MIO MONDO sei tu, amor, lo sai, fare a meno di te io non potrei….”. Naturalmente non solo il titolo fu cambiato ma molte parole del testo che poi ho voluto espressamente dedicare a Marleine, come ad esempio  la frase come “…que Quelc’un as mis un jour sur mon chemin…” ossia “che Qualcuno ha messo un giorno sul mio cammino…” (“C” maiuscola di Qualcuno perché è ovvio che si riferisca al Signore, ossia a Dio!) oppure il finale dove dice: “…un amour comme le tien, cherie, envoyé  par le Ciel!!” ovvero “…un amore come il tuo, cara, inviato dal Cielo!!!”  (idem la “C” maiuscola per Cielo)

Questa è la breve storia di una canzoncina di poche pretese.  Gilbert Paraschiva

 


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Claudia tronci

E’ ricominciata alla grande la trasmissione “Di che danza 6” sulla emittente televisiva Videolina. Un appuntamento arrivato alla terza edizione con un continuo crescendo di successi. Quest’anno la trasmissione si è arricchita ancora di nuovi contenuti con  tanti ospiti oltre alla consueta gara di ballo fra le scuole di danza di tutto la Sardegna.

La prima rubrica si intitola Ballerino per un giorno e consiste nell’ospitare un personaggio famoso e cercare di farlo ballare con alcuni componenti la giuria. Saranno infatti loro, a turno e con discipline diverse, ad occuparsi dell’ospite, insegnandogli qualche passo di danza. Nella prima puntata il ballerino per un giorno è stato il tenore cagliaritano Gianluca Floris; il compito di creare per lui una piccola coreografia era affidato ad Assunta Pittaluga, presidente della Giuria. La performance ha visto alcuni simpatici momenti su brani del grande Quartetto Cetra, ma anche di brani tratti da musicals.

La seconda puntata  invece ha ospitato  un personaggio davvero eccentrico: il cantante rock Joe Perrino che si è esibito in un tango dopo aver assistito alla performance di due maestri tangheri: Roberta Marcialis e Pino Perria  .

Questa sera alle  ore 21 ci sarà la terza puntata . Sarà davvero interessante vedere quale sarà “Il ballerino per un giorno” odierno!

Questa di oggi però sarà anche una  puntata particolare perchè fra una gara e l’altra, la conduttrice e ideatrice della trasmissione, Claudia Tronci, mi ha voluto come ospite per   parlare, tra le tante cose,  della mia iniziativa “Un parco per Giusy” . Un’ iniziativa che ho cominciato a promuovere tramite questo mio blog Musicamore subito dopo la scomparsa del soprano cagliaritano Giusy Devinu , compagna di studi musicali al Conservatorio di Cagliari, e che ci halasciato all’età di 47 anni nel pieno della sua carriera. Giusy era una grande artista del mondo dell’opera lirica, ma era anche una cagliaritana, e lo ribadiva sempre con orgoglio ogni qualvolta veniva intervistata, soprattutto quando si trovava all’estero. E’ giusto quindi che il Comune di Cagliari le intitoli uno spazio come quello del Parco della Musica antistante proprio il Teatro Lirico, quel teatro da lei stessa inaugurato con un altra cagliaritana: il contralto Bernadette  Manca di Nissa.

Ormai siamo ad un passo dalla conclusione. La Commissione per le pari Opportunità ha votato all’unanimità questo mio progetto, che si è avvalso della collaborazione di tanti amici del mondo della musica, della danza e del teatro. Ora manca la firma del sindaco e della giunta comunale.

Per diffondere al meglio l’iniziativa ho anche aperto una pagina su Facebook intitolata appunto “Un parco per Giuy” e dove hanno già aderito 1300 persone. Vi chiedo di continuare a cliccare  MI PIACE e di condividire fra i vostri contatti .

Chi volesse approfondire la conoscenza di quest’ artista troverà tante notizie anche nel blog  Amici di Giusy, che ho aperto nel 2007, e che si è avvalso della collaborazione del giornalista Lanfranco Visconti, biografo della cantante.


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Con l’assegnazioni degli attestati di merito si conclude definitivamente la terza edizione del Concorso di canto online Musicamore 2012.

Rispetto alla passata edizione questa volta la giuria ha deciso di assegnare solo i primi premi per categoria. Gli attestati di merito in qualche modo sostituiscono le posizioni mancanti.

Per la categoria  voci liriche la Giuria Tecnica  ha deciso di assegnare un attestato di merito al soprano Valentina Marghinotti con la seguente motivazione: soprano dalla voce estesa e ben impostata.Ha buona tecnica respiratoria e di emissione. E’ sulla buona strada per poter intraprendere in un prossimo futuro la carriera solistica senza difficoltà.

Per la categoria voci leggere la Giuria tecnica ha deciso di assegnare l’attestato di merito alla voce di Claudia Messa -Purtroppo il video senza la sua presenza viva l’ha penalizzata molto sulle decisioni della giuria. Ha comunque una voce intonata e morbida. Il brano  che ha presentato è molto difficile soprattutto per l’intonazione che lei è riuscita a mantenere sempre corretta.

Un altro attestato di merito va a Germana Calzolari che ha colpito la giuria  soprattutto per il colore particolarmente scuro e interessante.Una voce ben disposta per la musica nera.

Senza premi, ma degne di essere nominate sono le due giovanissime del concorso: Gea Livia Zarba e  il soprano Sara Minieri che già lo scorso anno ebbero delle menzioni d’onore.Tutte e due hanno un grande talento musicale e vocale che solo attraverso uno studio costante nel tempo ci confermerà la grandezza di queste due artiste.

Volevo segnalare la partecipazione di un cantautore indonesiano Nelson EM che  nonostante la difficoltà della lingua è riuscito ad entrare nello spirito del concorso facendo votare amici e conoscenti  della sua terra. A lui un attestato di partecipazione e incoraggiamento a proseguire in questa passione per la musica.

Come detto nel regolamento, lo scopo del concorso è quello di diffondere in rete i video e i CV dei finalisti La visibilità del blog Musicamore è già uno strumento, ma gli  artisti del concorso troveranno i loro CV e i loro video anche nel sito Paperblog, grande contenitore di blog di ampia diffusione nel web. Inoltre i video di tutti i finalisti saranno presenti a turno nella colonna destra del blog fino a tutto il mese di ottobre.

La commissione: Alessandra Atzori, (Musicamore), Simona Collu (Ciresell), Elisabetta Scano, , Giampaolo Loddo e Alberto Sanna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ed è la cantante Roberta Orrù a vincere il Primo premio per la sezione canto leggero, al concorso online Musicamore 2012, assegnato dalla giuria tecnica. Roberta vince un ex equo col cantante pugliese Gianfranco Sgura.

Motivazione: Voce estesissima e sicura nell’intonazione e nella tecnica.

Consigli: Variare il repertorio verso qualche brano più intimista e non esclusivamente improntato sul virtuosismo vocale.

Roberta Orrù video

 

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Ancora un Primo Premio – sez. canto leggero – per il giovanissimo cantante pugliese (16 anni), Gianfranco Sgura. Questa volta però la giuria tecnica gli ha assegnato un EX EQUO con un’altra brava artista.

Motivazione: Bella qualità di voce dal timbro baritonale, sicurezza nella tecnica e nell’interpretazione. Repertorio azzeccato.

Consigli: un incursione da un insegnante di canto lirico, chissà…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Ed è all’unanimità che la Giuria Tecnica assegna il primo premio del concorso di canto online Musicamore 2012 , sezione canto lirico , al mezzosoprano Sabrina Messina  (clicca qui per guardare il video)


Motivazione:   voce di bella qualità, buona sicurezza tecnica e interpretativa fanno di lei un’artista pronta per affrontare il palcoscenico della lirica.

Consigli: fare attenzione nella scelta del repertorio

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Da domani il concorso di canto online Musicamore 2012 entra nel vivo con le votazioni del popolo del web. Manca poco infatti alla pubblicazione dei nomi dei finalisti che chiunque potrà votare inviando la propria preferenza con una mail a ottottobre@tiscali.it. Non si accettano voti con lo stesso indirizzo. Ecco a voi ora la commissione tecnica che assegnerà a sua volta un premio sia alla sezione voci leggere che a quella delle voci liriche.

Per la sezione Canto lirico abbiamo  anche quest’anno l’onore di avere con noi il soprano Elisabetta Scano. Leggi qui il suo CV.

Per la sezione Canto leggero invece, sarà  il cantante attore e showman cagliaritano Giampaolo Loddo che proprio quest’anno festeggia i suoi 60 anni di onorata carriera artistica. Leggi qui il suo CV.

E sempre per la musica leggera, ma per il Premio speciale, è ancora un onore avere con noi il cantautore cagliaritano Alberto Sanna che darà proprio ad un cantautore il premio  di quest’anno. leggi qui il suo CV.

Come rappresentante per Tiscali blog Musicamore ,  ideatrice e Presidente del Concorso Musicamore , il soprano Alessandra Atzori. Leggi CV qui.

Sempre come rappresentante per Tiscali blog Ciresell , la vincitrice della prima edizione e Vicepresidente del Concorso Musicamore, Simona Collu. Leggi qui il suo CV.

 

 

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In tanti vogliono conoscere la mia vita d’artista, il mio curriculum di cantante. Effettivamente non l’ho mai pubblicato se non in occasione di qualche concerto. E allora vi racconto.

Avevo 3 anni quando ho pensato che da grande il mio lavoro sarebbe stato quello di cantare. Alla scuola materna le suore mi sopportavano a fatica. Cantavo a squarciagola, sempre, e per farmi smettere mi sedevano sopra un armadietto. Io terrorizzata  dall’idea di cadere mi bloccavo.

Quando mio padre veniva a riprendermi e non mi trovava nella classe con gli altri bambini, sapeva dove trovarmi.

Quell’anno, e lo ricordo bene, per Natale ricevetti un pianofortino di legno, piccolo, per la mia misura, con tanto di sgabellino. Una vera passione perchè finalmente, oltre che cantare potevo, a modo mio, accompagnarmi come vedevo in TV.

Alla scuola elementare la maestra mi chiamava la “canterina” e mi faceve sempre intonare il canto d’inizio della giornata.

Alle scuole medie ho cominciato a strimpellare la chitarra, prima spiando mio fratello maggiore e poi seriamente, nel senso che mi sono presa la briga di capire come si suonasse. Con un libretto, imparai da sola gli accordi. Allora si, che riuscivo ad accompagnarmi! Passavo serate intere a cantare Battisti, Celentano, Iva Zanicchi, Mina, trascinando nella mia passione le amiche più care. Ma poi subentrò l’impegno ecclesiale. Come tanti cantanti anche io ho cominciato in chiesa con le canzoni per la messa e gli spirituals.

 Inizialmente presi parte al coro fondato da alcuni giovani studenti  del conservatorio. Quando questi lasciarono (dopo circa un anno) fui io a proseguire con chi rimase, compresi i bambini della parrocchia .  Avevo  14 anni e in me si stava sviluppando un’altra passione: insegnare . Insegnavo  le canzoni per la messa e anche  ad accompagnarsi ognuno con la propria chitarra con semplici accordi. Molti volevano lezioni extra ed io, al modico prezzo di mille lire l’ora, impartivo lezioni a casa . Con i primi soldi guadagnati potei comprarmi finalmente una chitarra classica.

Durante le feste di Carnevale in parrocchia feci le mie prime esibizioni pubbliche accompagnata da un complessino: I Nuovi Lord.

Mio padre voleva iscrivermi al Conservatorio di Musica, ma non sapeva che per entrare bisognava affrontare un esame preliminare con pre iscrizione e perciò fu costretto ad iscrivermi in un Istituto Tecnico rimandando questa scelta a data futura.  In questo tempo però ho continuato a studiare da autodidatta e ad esibirmi in prevalenza durante riti religiosi  feste scolastiche e sagre  paesane.

Una volta diplomata mio padre mi iscrisse finalmente al Conservatorio: superai  brillantemente due selezioni: canto e chitarra classica. Ma dovetti sceglierne una: il canto, che non era leggero ma lirico. Continuai per  quasi un anno a studiare contemporaneamente chitarra classica da  uditrice col maestro Pappalardo e frequentando oltre al canto, pianoforte, solfeggio , anche gli studi universitari. Ma ad un certo punto dovevo scegliere definitivamente una strada, e il canto prevalse. Fui classificata come voce di soprano.  La lirica non era per me un mondo sconosciuto. Mio padre l’ascoltava sempre nel pomeriggio, alla radio e sui suoi dischi in vinile ed io lo seguivo.

Contemporaneamente a quell’iscrizione conobbi degli amici che facevano parte di un coro polifonico: Il Collegium Musicum Karalitanum diventato in seguito Collegium Karalitanum.

Le mie giornate erano piene come uova (un detto famoso di una cara amica arpista) e fra chiesa, scuola, e coro polifonico, credo che le ore in cui non usavo la voce fossero davvero poche. Ecco quindi che cominciano i primi concerti corali, le prima trasferta all’estero, in cui ho potuto esibirmi anche come solista, e cominciarono anche i primi saggi in Conservatorio.

I miei compagni di allora erano Rosy Orani, Mario Luperi,  Annamaria Lai , Valeria Podda ma anche Francesco Musinu  e Giusy Devinu.

Ho un ricordo molto tenero del mio primo vero insegnante (con la prima non ci fu intesa anzi, grazie agli scontri con lei, prevalse il mio desiderio di sperimentare autonomamente la tecnica vocale  trasmettendo le mie scoperte a tanti amici che mi seguivano) Il maestro Gianni Socci, morto due anni fa,  ebbe subito grande fiducia in me. Ero sempre presente alle lezioni mie e a quelle dei compagni. Mi piaceva ascoltare, discutere e scoprire anche attraverso gli altri cose nuove sulla tecnica vocale.  Lo ascoltavo per ore nei suoi racconti teatrali. Mi raccontava di qualche sua collega che aveva la voce  sul genere della mia. Mi ricordo che al terzo anno di canto volle farmi esibire quale protagonista dell’operina di Mozart  Bastiano e Bastiana con altri due compagni. Il direttore del Conservatorio, il maestro Nino Bonavolontà, davanti alla proposta del mio maestro ci volle audizionare ed entusiasta  volle realizzare lo spettacolo inserendolo in una programma di lunedì musicali registrati da RADIO 3 RAI. La mia insegnante di Arte Scenica, la signora Maria Boninsegna, faticò non poco ad insegnarci le parti recitate senza inflessione regionale. Ma fu un vero trionfo. Indossai il mio primo costume di scena, la mia prima parrucca. Ad appena 20 anni, si stava realizzando un sogno: cantare in palcoscenico accompagnata da un’orchestra vera, in un palcoscenico vero con scene e costumi, e il tutto trasmesso in diretta alla Radio.

Mi tremavano le gambe dietro le quinte, , non volevo più entrare. Mi dissero che il teatro era pieno (in quel teatro allora si svolgevano le Stagioni liriche) In breve tempo mi passò per la testa tutta la mia vita e ripetevo dentro me chi me lo lo avesse fatto fare.

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E’ la prima volta che vedo la tecnologia entrare nel mondo dell’opera lirica, o meglio , che la vedo utilizzata da una cantante lirica durante una prova come quella , così detta, all’Italiana.

Il mezzosoprano Anita Rachvelishvili, di cui ho parlato qualche giorno fa, ormai lascia a casa gli spartiti e, durante prove utilizza l’Ipad, la tavoletta della Apple in cui può racchiudere tutti gli spartiti che le interessano   portandosi così appresso solo pochi grammi di peso. Per un’artista che viaggia in continuazione e che durante i suoi viaggi ha bisogno di studiare , l’Ipad è decisamente una grande scoperta. Pensate ad esempio alle limitazioni che sono nate oggi con i voli Low cost riguardo i pesi.

Mi trovo nel suo camerino, durante una pausa in cui nè io come artista del coro e nè lei, come protagonista, abbiamo interventi in palcoscenico . Ne approffittiamo per farci una bella chiacchierata. Anita è molto estroversa e gentile e soprattutto non è “Diva” . Questo le fa un grande onore. Il contatto dell’artista con le persone comuni la tiene molto più unita al suo pubblico. Un artista senza pubblico non è nessuno, e lei questo, da persona intelligente quale è, lo sa molto bene. Potersi raccontare e regalare questa sua intervista al  mio blog è stato un grande onore e un grande regalo, e lo è ancora di più per i tanti lettori che la seguono dal giorno del suo debutto al Teatro alla Scala e che  la vedranno molto presto a Cagliari  nel Don Quichotte di Massenet.

Mi racconti come è nato il debutto scaligero a soli 24 anni?

Stavo concludendo i due anni di perfezionamento all’Accademia della Scala quando si è presentata l’occasione  di un’audizione per la Carmen che avrebbe aperto la stagione lirica 2009. Mi sono presentata  per il ruolo di Mercedes, parte da comprimaria. Mercedes non ha arie all’interno dell’opera per cui ho cantanto una prima aria di Carmen. Non avendo grande esperienza in palcoscenico, non ho fatto grandi movimenti, mi sono limitata solo ad eseguire la romanza in maniera corretta. Però evidentemente avevo colpito per qualche cosa perchè poi mi è stato chiesto di cantare anche l’altra aria di Carmen : la Seguidilla.  Quest’aria generalmente si esegue con le mani dietro la schiera per simulare le mani legate. Io questo non l’ho fatto. Dopo poco tempo seppi che ero stata scelta  non per Mercedes, ma come  Cover per il ruolo proprio di Carmen. Pare che uno dei motivi di questa scelta sia stata proprio la semplicità della mia audizione, senza grandi movimenti. Una grande emozione per me che non avevo mai cantanto in un ruolo principale.

Poco tempo dopo però questa emozione è diventata ancora maggiore perchè il maestro Daniel Baremboim mi avrebbe voluto come  protagonista della seconda compagnia. Non mi sarei quindi limitata solo a sostituire l’artista principale in caso di indisposizione ma  avrei cantato  alcune recite secondarie. Che bellezza!

Ho cominciato a studiare il ruolo meticolosamente, il personaggio in tutte le sue sfumature oltre che musicali anche dal punto di vista psicologico.

Ma la sorpresa finale doveva ancora arrivare.

Il  maestro Baremboim mi fa comunicare dopo aver audizionato  decine di mezzosoprani, che sarei stata io la Carmen d’apertura della stagione lirica del Teatro più famoso del mondo diretta proprio da lui.

Non posso descrivere ciò che ho passato in quei giorni, io, così giovane!

A quel punto ho dovuto fare veramente un lavoro di cesello perchè il direttore avrebbe eseguito l’opera così come l’aveva scritta Bizet, e cioè senza tagli, e con tutte quelle note, quei colori e quei segni che erano scritti nello spartito e che col tempo, per tradizione, si erano persi .

Il mezzosoprano Anita Rachvelishvili in una pausa dell'opera con la sua sarta teatrale Ottavia Esu

Mi sono recata a Parigi dalla maestra di spartito di Maria Callas, Janime Reiss, una ultranovantenne ancora attiva e lucidissima che mi ha aiutato in questa lettura particolareggiata della partitura  e soprattutto nella pronuncia del francese.

In seguito, quando ho cominciato le prove in palcoscenico mi sono messa totalmente nelle mani della regista Emma Dante . Io non avevo mai cantato in palcoscenico in un ruolo d’opera così importante e lei quindi   ha costruito il personaggio per me. Una regista tanto criticata per le sue scelte fuori dalla norma ma che io invece considero veramente un genio  per le sue idee innovative e originali.

Ma quanto è stato determinante tutto ciò per la tua carriera.

E’ stato determinante perchè da quel momento in poi ho studiato e cantato senza tregua. Tanti ruoli e tanti debutti in tutto il mondo.

E tu oggi stai per regalare al pubblico cagliaritano un ennesimo debutto. Come è nato il desiderio di mettere su il personaggio di Dulcinée del Don Quichotte?

Mi è stato proposto circa 6 mesi fa, l’idea mi è piaciuta ed ho cominciato a documentarmi per poter  entrare a fondo nella psicologia del personaggio. Ho letto tutto quello che si poteva leggere: prima di tutto il romanzo di Cervantes, le critiche di precedenti esecuzione e ascoltato tutte le registrazioni di chi lo ha eseguito fino ad oggi. Oltre ovviamente all’approfondimento del libretto scritto  per Massenet.

Ti ritrovi in qualche  sfumatura del carattere di Dulcinée?

No, decisamente no. Io non riderei mai davanti alla dichiarazione di un uomo innamorato. Ho un grande senso del rispetto verso i sentimenti degli altri. Poi lei era una donna abbastanza ordinaria. Le piaceva stare al centro dell’attenzione ed essere amata da più uomini. Non aveva capito la sensibilità di Don Quichotte o forse alla fine, quando ormai era troppo tardi.

Tu sei credente?

Si, io sono di religione ortodossa e ieri ho festeggiato la Pasqua ortodossa anche con mio marito (il tenore italiano Riccardo Massi) e con i colleghi. Comunque penso che Dio vada al di là della denominazione religiosa in se. Sento la sua presenza e la sua protezione durante il mio lavoro e i miei viggi.  Mi accompagna giorno dopo giorno e lo ringrazio per tutto ciò che ho avuto e che ancora mi darà nella vita.

Tu oggi vivi in Italia a Sarnano, ma il tuo paese d’origine è la Georgia, precisamente  Tbilisi, un popolo molto provato , hai trovato difficoltà negli studi musicali?

Da noi la musica è molto importante. Io ho cominciato lo studio del pianoforte a 7 anni e una volta conseguito il diploma ho proseguito con altri 6 anni di canto laureandomi . Ho avuto la fortuna, grazie ad una borsa di studio,  di potermi perfezionare all’Accademia  della Scala. Molti artisti, però,miei conterranei con grandi talenti non lo potranno fare. Per questo motivo, appena ne ho avuto la possibilità, ho istituito io una borsa di studio annuale che aiuterà chi lo merita, seguendolo in tutto il percorso di studio fino all’inizio della carriera.

In questa produzione di Don Quichotte, sarai affiancata da altrettanti grandi artisti  come Orlin Anastassov nel ruole di Don Quichotte, Nicola Alaimo in quello di Sanchio ma anche Esther Andaloro,  Marina Bucciarelli , Nicola Pamio, Daniele Zanfardino. Come ti sei trovata in questo gruppo di lavoro?

Ascoltate questa sua dichiarazione direttamente nel video sottostante.

Lo sai, ascoltando del tuo  debutto alla Scala mi hai ricordato quello della  mia compagna di studi, il soprano Giusi Devinu .  Era molto giovane anche lei quando il maestro Muti l’ha voluta come Violetta in Traviata proprio al Teatro alla Scala. Lei purtroppo ci ha lasciato giovanissima nonostante avesse già quasi 20 anni di carriera. Ora vorremmo che la città le dedicasse il Parco della Musica antistante il teatro. Ho creato un gruppo su facebook (Un parco per Giusy) per sensibilizzare i cittadini e i colleghi artisti .

Anche io ho aderito al gruppo di Facebook a lei dedicato, e speriamo che riusciate nell’ intento. Un’artista così importante, che ha rappresntato la vostra città in tutto il mondo, lo merita davvero.

L’altoparlante annuncia il nostro ingresso in palcoscenico,  ma prima di rientrare mi regala qualche foto in costume  realizzati dalla costumista Giovanna Buzzi.



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Quasi un anno fa, su facebook, aprivo una pagina dedicata al soprano cagliaritano Giusy Devinu: Un parco per Giusy.  Il mio intento era quello di promuovere l’idea di dedicarle il Parco della Musica di Cagliari di recente inaugurazione. Hanno aderito più di 1200 persone, ancora poche, ma allo stesso tempo abbastanza, considerato che fanno parte del ristretto  mondo della lirica. Per chi ancora non la conoscesse, Giusy Devinu è stata una grande artista della mia città, nonchè compagna di studi musicali, che ha portato alto il nome della nostra terra nei più grandi teatri del mondo. Purtroppo è venuta a mancare troppo giovane. Aveva 47 anni ed era nel pieno della sua carriera.

Il giornalista Lanfranco Visconti ha seguito questa sua carriera passo dopo passo, collezionando gli articoli delle sue esibizioni, registrazioni, foto, interviste e contattando personalmente tutti i grandi artisti che si sono esibiti con lei .(E’ in stampa la biografia che le ha dedicato).

Grazie a questa preziosa collaborazione ho potuto arricchire anche il blog che  le dedicai l’anno della sua morte. In questo modo tutti coloro che lo desiderano potranno così conoscerla in maniera più approfondita visitando appunto il blog Amici di Giusy. Troveranno qui centinaia di foto e video, ma anche le testimonianze dirette di moltissimi artisti che l’anno conosciuta e che hanno lavorato con lei. Prestigiose collaborazioni come Riccardo Muti, Liliana Cavani , Franco Zeffirelli ecc.

Ho la speranza che i dirigenti comunali non si dimentichino di questa mia proposta. Sono tantissimi gli artisti fra cantanti,attori e ballerini che si sono messi a disposizione per  esibirsi gratuitamente per il grande evento della nomina del Parco. Fra i tanti il ballerino-coreografo Roberto Magnabosco e la ballerina Claudia Tronci conduttrice della trasmissione televisiva “Di che danza 6″ che durante la trasmissione, anche recentemente, l’hanno ricordata.

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Cosa spinge una persona allo studio del canto? Quali sono gli elementi fondamentali? Come intraprendere uno studio serio del canto lirico? Tutto questo in un dibattito leggero ma interessante (cui anche la sottoscritta è stata invitata) fra tenore, musicologo, scopritore di talenti e insegnante di canto , nella trasmissione di oggi su RADIO RAI Sardegna : Radames non è un calciatore.

Potrete ascoltarla seguendo il link sottostante. Puntata n. 12

http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&s=17&v=9&c=4459&n=24&c1=radames&ric=1

 

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Chissà quanti di voi sanno chi è Radames.

Ovviamente non mi riferisco a colleghi, amici e melomani.

Qualcuno ha pensato potesse trattarsi  dell’ultimo calciatore sudamericano acquistato dal Milan.
Beh,proprio per questo, due artisti, un tenore ed una musicologa (pianista), hanno ideato una trasmissione radiofonica con questo titolo:
Radames non è un calciatore.
L’ esperienza ormai ventennale del tenore Gianluca Floris affiancato dalla musicologa Francesca Rovelli, rende interessante e di facile ascolto un programma che altrimenti potrebbe risultare noioso soprattutto per tutti coloro che non sanno nulla di lirica ed anzi non la sopportano.
Ad ogni puntata si sviscera un argomento che  riguarda ora i cantanti, ora i registi o i direttori d’orchestra. Insomma tutto ciò che ruota attorno a questo affascinante mondo del teatro.
Per chi non avesse mai avuto l’occasione di ascoltarla consiglio di cominciare dalle prime puntate in podcast che troverete seguendo questo link.

http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=602&s=17&v=9&c=4459&n=24&c1=radames&ric=1

Potrete  invece ascoltare le nuove puntate ogni martedì e quindi Domani alle 12,30 sulle frequenze di Radio 1 nell’ambito dei programmi di Radio Sardegna. A Cagliari Mhz 90.1

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E’ stata proprio una bella idea quella dello stilista Luciano Bonino di raccontare 150 anni d’Italia attraverso la moda. Una mostra che aprirà i suoi battenti l’8 novembre a Cagliari nel prestigioso Palazzo Viceregio.

Le sue creazioni saranno esposte nelle sale del palazzo attraverso un percorso che , per l’inaugurazione sarà accompagnato anche dalla musica.

Avremmo quindi l’occasione di ascoltare  romanze da camera e d’opera di fine ottocento attraverso le belle voci del tenore Luigi Masala e del soprano Graziella Ortu ma anche le canzoni della radio , che hanno fatto epoca a cavallo fra gli anni ’30 e gli anni 50 eseguite dalle  Musicamore Singers (Alessandra Atzori, Ester Carta,Paola Esposito) ,accompagnati al pianoforte da Caterina D’Angelo.  Si potranno ascoltare inoltre  alcuni brani di Milly tratti dallo spettacolo “All’amore io ci credo” interpretato dalla cantante Elena Pau accompagnata al pianoforte da Simone Sassu.

SORELLE D’ITALIA LA MODA S’E’ DESTA

sarà aperta al pubblico da lunedì al venerdì alle ore 8,oo alle ore 20,00 e il sabato e la domenica dalle 10 alle 20. L’ingresso è libero

Palazzo Regio – piazza Palazzo, accanto alla Cattedrale.

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giusy devinu a caracallaEra una calda sera d’estate del 1991 e quella mattina, leggendo il quotidiano, lessi che da lì a qualche giorno ci sarebbe stato un grande concerto romano alle Terme di Caracalla. Non un concerto come tanti, era un concerto lirico dove si sarebbero esibiti i 7 soprani più famosi al mondo: ” le 7 regine della lirica mondiale”.

La notizia però acquisì maggior spessore quando lessi anche che fra quelle 7 regine ci sarebbe stata anche la mia/nostra compagna di studi Giusy Devinu e che il concerto sarebbe stato trasmesso in TV, in mondovisione.

Feci un giro di telefonate per comunicare la  notizia e per organizzare una vera e propria serata d’ascolto a casa mia, con tutti noi ex compagni del conservatorio. Eravamo in tanti quella sera. Molti seduti per terra perchè le sedie non bastavano.

Dirigeva il maestro Carlo Franci che avevo avuto modo di conoscere a Cagliari in qualche opera e concerto dove cantavo anche io e che  all’epoca era considerato uno dei più grandi e temuti direttori d’orchestra.

Ci pareva di essere tutti a Caracalla in mezzo al quel folto pubblico di platea.

Dopo l’esibizione di alcuni soprani ecco arrivare il turno di Giusy. Era bellissima in un abito da sera davvero originale con una  bella acconciatura, lei che aveva avuto sempre il cruccio dei capelli ribelli.

Era  emozionata, si, ma allo stesso determinata nell’ affrontare il numeroso pubblico della platea ma anche e soprattutto quello televisivo composto da qualche milione in più di ascoltatori. 7 regine a Caracalla Nell’ascoltarla e vederla, faticavo a trattenere le lacrime dall’emozione e guardando i miei amici vedevo che non ero la sola.

Alla fine della romanza “E’ strano…Follie Follie”, dopo aver ascoltato col fiato sospeso il Mi bemolle sopracuto affrontato con grande sicurezza tecnica e tanto temuto da molti soprani, siamo esplosi in un applauso senza fine, spontaneo, proprio come se fossimo li’ sul posto, davanti a lei.

Davvero una grande emozione per tutti!

Qualche mese più tardi incontrai Giusy nell’atrio dell’auditorium del Conservatorio. Le andai incontro per salutarla, la abbracciai raccontandole della serata.

Anche a lei luccicarono gli occhi al mio racconto. Non poteva credere che fra il pubblico di quella serata c’eravamo anche noi, riuniti davanti alla TV per lei.

Mi raccontò tanti particolari di quell’evento e fra questi anche la difficile scelta del brano della Traviata conteso con un altro soprano.

Questo è sicuramente uno dei ricordi più belli che ho della compianta Giusy Devinu, compagna di studi musicali, che ci ha lasciati troppo presto a soli 47 anni.

Ho faticato a scrivere questo ricordo più di tanti altri, ma sentivo che dovevo farlo perchè, nel promuovere l’idea di dedicare il Parco della Musica a Giusy, l’amministrazione cagliaritana possa capire la grandezza di questo personaggio .

Tanti artisti cagliaritani si stanno muovendo nella preparazione dell’evento ( siamo certi ci sarà), che vedrà la nomina del “Parco Devinu” da parte del sindaco e di tutta la giunta comunale.

Intanto invito tutti ad aderire numerosi al gruppo che ho creato su Facebook “Un Parco per Giusy

Alessandra Atzori


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Il concorso di Canto online Musicamore 2011, che quest’anno ha appena concluso la sua 2^ edizione ha avuto veramente una grande risonanza soprattutto in quei paesi  in cui risiedono i vincitori. Uno fra questi è la Polonia, paese della bravissima Milena Walosik, allieva del soprano Krystyna Tyburowska ,vincitrice del 1° premio assegnato dalla giuria tecnica.

La Polonia l’ha festeggiata in lungo e in largo. Infatti le preferenze non sono arrivate solo dalla capitale, Varsavia, ma da tutta la nazione. I suoi voti sono arrivati perfino da associazioni e ambasciate, scuole e società di ogni genere. La notizia poi è stata data anche attraverso dei siti. Ecco di seguito la notizia della vittoria di Milena pubblicata sul sito

http://www.pieniny24.pl/artykuly/czytaj/237/milena-walosik-zwyciezczynia-canto-musicamore-2011

pieniny 24 Polonia

 pieniny 24 polonia

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Gaspare Nicolosi garibaldinoUn pomeriggio di 7 anni fa, alle terme di Sardara, durante un soggiorno di relax, ci siamo intrattenuti a conversare con un’anziana signora ultranovantenne, la madre di una collega. Un po’ per cortesia e un po’ per far trascorrere qualche ora, abbiamo chiacchierato  del più e del meno .

La signora in questione, molto lucida nonostante la sua età, pian piano ha cominciato a raccontarci  del suo passato, dei suoi avi ed in particolare di suo nonno. Pareva impossibile che tutti quei particolari lei li avesse scolpiti nella sua testa come fossero vissuti ieri. Sembrava di assistere ad un film per come si esprimeva in maniera particolareggiata, descrivendo questa persona vissuta nell’800. I suoi ricordi in effetti erano stati mantenuti vivi dai racconti del padre che ha conservato gelosamente molto materiale, e non certo fotografico, ma bensì di  manoscritti, e certificati d’epoca. C’è da dire che quest’uomo non era un nonno qualunque, ma nientepopodimeno che un garibaldino. Un uomo dalla vita avventurosa, che amava la musica e il canto ma aveva una smodata passione per la politica decidendo perfino di seguire l‘Eroe dei due mondi.

La storia avventurosa, gli amori e le avventure militari che comprendono anche la prigionia e le conquiste , la signora Silvia li ha raccontate in maniera così appassionata che mio marito ha sentito l’esigenza di trascriverle .

Col tempo questa storia è diventata un romanzo che ogni anno, da quell’agosto di 7 anni fa, si è arricchito di nuovi capitoli, ma senza mai arrivare alla conclusione. Infatti per una serie di circostanze avevamo perso di vista l’anziana signora che nel frattempo è arrivata alla soglia del secolo d’età sempre con la stessa lucidità.

Ritrovatala questa volta  non ce la siamo fatta sfuggire: io per poterle dedicare un video da mettere in custodia nella Banca della Memoria, e mio marito per poter concludere il suo romanzo, oltre ovviamente al piacere di poter ancora conversare con lei .

Il romanzo finalmente è venuto alla luce e guarda caso, involontariamente, proprio nell’anno dei festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia .

Chi lo desidera può già acquistare il romanzo, online attraverso questo link http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=638856

La sua presentazione ufficiale avverrà l’11 ottobre nel rinomato locale cagliaritano ” Caffè Barcellona“, luogo di ritrovo di molti artisti e scrittori .

Il locale si trova nel cuore di Cagliari, davanti alla storica piazzetta Dettori e al suo Auditorium.

Accanto all’autore Ignazio Salvatore Basile ci sarà l’attore cagliaritano Gaetano Marino ( vi invito a leggere il suo curriculum), che leggerà alcuni stralci del libro. Fra un brano e l’altro si potranno  ascoltare anche alcuni canti patriottici.

Martedì 11 ottobre 2011 alle ore 19,30

Caffè Barcellona


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