Archivio della categoria “Argomenti vari”

Ci sarà anche l’attore Gaetano Marino con le letture su Pirandello e Giulio Angioni, al Festival della Scienza che si terrà a Cagliari dal 10 al 15 Novembre articolandosi fra gli spazi dell’Exmà e il Ghetto degli Ebrei. Le attività del festival sono tantissime e vi invito a consultare tutto il calendario cliccando su questo link

 CALENDARIO di Tutti gli eventi

La meraviglia della scienza

Lo stupore di fronte alle cose, la capacità di lasciarsi sorprendere sono temi antichi di riflessione. Già Aristotele (IV sec. a.C.) nella Metafisica scriveva “gli uomini hanno cominciato a filosofare a causa della meraviglia: da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, … giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli astri, o i problemi riguardanti la generazione dell’intero universo”.

Per spiegare i misteri della natura l’uomo ha inventato i miti e le storie ma poi è nata la scienza che ha tradotto i miti e le storie nel racconto di una realtà affascinante ed
avvincente. E un filosofo del cinquecento affermava che la meraviglia è il seme della conoscenza.
L’ottava edizione del Cagliari FestivalScienza intende dunque istillare meraviglia nelle menti e nei cuori di tutti mostrando il cammino che ancora oggi fa la scienza per rispondere al desiderio di capire.
Pensiamo al fascino e al mistero del cielo stellato apertosi alla comprensione con l’invenzione del cannocchiale: miliardi di stelle e di galassie la cui visione coi telescopi permette di capire un poco l’infinità dell’universo. E, attraverso le sue ricerche, nel luglio 2015 l’uomo ha portato a compimento una avventura straordinaria: una piccola sonda, la New Horizons, lanciata dalla NASA nel gennaio del 2006, ha raggiunto Plutone, uno dei corpi celesti più lontani del sistema solare (mediamente 6 miliardi di chilometri dalla Terra). Ha viaggiato per oltre nove anni per arrivarci e ora sta trasmettendo dati importantissimi che permetteranno di effettuare approfondite ricerche. Non solo, siamo addirittura scesi su una cometa!
Questo è l’Anno Internazionale della Luce (IYL) e durante il nostro festival lo celebreremo con un programma ricco di conferenze, incontri, tavole rotonde, spettacoli insieme a laboratori, mostre ed exhibit interattivi in cui il pubblico sarà chiamato a partecipare, scoprire e toccare con mano la meravigliosa scienza. Sentiremo come trovare la luce nel buio delle miniere, scopriremo l’esistenza di mezzi prodigiosi che permettono di “vedere” il cervello, faremo la conoscenza con personaggi straordinari, come Albert Einstein, in onore del quale è stato indetto l’IYL per la sua teoria della Relatività Generale, portata a compimento nel 1915.
Come valore aggiunto abbiamo dato spazio alla promozione alla lettura dei tanti testi scientifici che aprono le menti alla meraviglia e al desiderio di conoscenza.
E tante altre cose ancora…, ci permetteranno di capire i legami tra le varie discipline, tra scienza e arte e letteratura

Il Festival è organizzato dal comitato ScienzaSocietàScienza e ha il patrocinio di numerosi enti e istituzioni tra cui quello della Commissione Italiana per l’Unesco e del Comune di Cagliari.
L’edizione di quest’anno porta il numero 16, relativo agli anni di attività del comitato organizzatore: il successo lo dobbiamo sopratutto ai fedelissimi studenti delle scuole e dell’università nel ruolo di visitatori (oltre 12.000 per ciascuna edizione), accompagnatori e animatori (oltre 300); questo ci conferma che abbiamo fatto un buon lavoro: è una sfida difficile da portare avanti … ma ci accomuna una grandissima passione per la scienza.

Potrete seguire l’attore Gaetano Marino in queste date e luoghi

  Mercoledì 11 novembre
* Ore 9.00 Sala della cannoniera, Il Ghetto.
Gioca il tempo nei suoi epigoni, letture tratte da Luigi Pirandello.
* Ore 16.30 Sala della cannoniera, Il Ghetto.
Doppio cielo, da un romanzo di Giulio Angioni.
  Giovedì 12 novembre 
* ore 10.30 Sala della cannoniera, Il Ghetto.
Doppio cielo, da un romanzo di Giulio Angioni.
  Venerdì 13 novembre
* ore 10.30 Sala della cannoniera, Il Ghetto
Gioca il tempo nei suoi epigoni, letture tratte da Luigi Pirandello.

ingresso libero


posti ancora disponibili per le scuole, prenotate qui
http://www.festivalscienzacagliari.it/come-si-partecipa-al…/
fascia scolare: studenti del 4° e 5° anno della secondaria di secondo grado

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foto di Priamo Tolu

Questa sera alle 21, al Teatro Lirico di Cagliari si  terrà l’ultima rappresentazione dell’opera Turandot in abbonamento. I prossimi turni infatti saranno aperti a tutti,  in particolar modo ai tanti turisti che in questo periodo popolano le nostre spiaggie , alloggiando nei tanti alberghi e villaggi della  Sardegna.

Chi viene nella mia isola, si sa, predilige il mare. Ma la sera, al di là della passeggiata , il turista ha anche il desiderio di assistere a qualche bel concerto o rappresentazione teatrale e concludendo poi con una bella cena. Il Teatro Lirico in questo periodo offre tante opportunità in proposito. Si reca col  coro e l’orchestra direttamente nei luoghi di villeggiatura, portando concerti di vario tipo, oppure, oppure offre la possibilità di assistere all’opera Turandot al Teatro Comunale di Cagliari con tante agevolazioni. Ci  saranno dei mezzi di trasporto pubblici che hanno aderito alla collaborazione col teatro concordando gli orari più consoni, e ci sarà anche la collaborazione con ristoranti e ristoratori.

Intanto è partita una campagna pubblicitaria  capillare attraverso le vie del centro e i negozi, villaggi turistici , spiagge,traghetti, aeroporti.

Si è svolta questa mattina una conferenza stampa dove sono stati illustrati nei dettagli tutti questi servizi . Erano presenti il direttore della comunicazione Sergio Benoni, il sovrintendente Mauro Meli,  Barbara Argiolas,Assessore alle politiche per lo sviluppo economico e turistico, Massimo Deiana assessore regionale ai trasporti, la rappresentante della Tirrenia compagnia di navigazione.

Allego un video-documento della conferenza.

In parole povere,come voce del popolo, vi spiego brevemente l’essenza del discorso.

Un turista che alloggia in un albergo nella zona di Villasimius, o Pula, o Chia, ha la possibilità di avere un mezzo pubblico con orari e partenze già concordate, che lo condurrà in Teatro per assistere ad una rappresentazione di Turandot. Ha inoltre la possibilità di cenare scegliendo fra diverse soluzioni. Può farlo prima dello spettacolo o dopo.

Eccovi gli orari dei servizi


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“Il mio cuore è ferito. Negli occhi mi trascorrono prati, monti, volti, alcuni dei quali non vedrò mai più.

Ho pianto, sinceramente pianto, come un bambino a cui han rapito il fratello per nasconderlo nel passato, lasciarlo a mezza strada tra i ricordi e l’impotenza. Mi lega a voi, alla Sardegna, non solo una cittadinanza formale, ma una ben più alta affinità elettiva di sentimenti e sensazioni: mi sento un sardo, sono un sardo. Non è la terra di amici miei ad essere stata sconvolta, no, è la mia stessa terra.

C’è nella ricorrenza fatale, nel perdurare di questi disastri, quasi uno spregio, una incomprensibile sfida del destino contro il popolo che meno di tutti merita il dolore e la distruzione; ma d’altronde è nella sintassi stessa del vivere sardo essere soli contro tutti e tutto, vivere come “canne al vento”.

Vi abbraccio, vi abbraccio tutti in questo silenzio improvviso che risponde al tuono e alla morte: vi penso non come un eccezionale incontro, ma come la gente della mia vita a cui più assomiglio per volontà, dignità, senso morale.

Tra i miei ricordi trovo, per darci una sorta di consolazione, le parole bellissime tratte da un frammento del grande poeta greco Archiloco: “Cuore, mio cuore sconvolto – in mezzo a pene senza fine tirati su – a petto in fuori aspetta l’assalto – dei nemici: stai ben fermo all’istante – dello scontro e se vinci non metter su – arie, se sei caduto non affliggerti – girando col muso per casa: no no – goditi i tuoi momenti di gioia e – affliggiti al dolore quanto basta, impara – la melodia, il ritmo della vita umana”. Tornerò presto ma in verità da voi non sono mai partito, è come se fossi lì a dirvi, gridarvi, sussurrarvi “si ricomincia”, perché gli uomini sono troppo grandi per darla vinta al destino”.

Roberto Vecchioni

 

(pubblicata sul quotidiano “La Nuova Sardegna” del 22 novembre 2013)

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La bella cittadina di Bosa, località turistica della Sardegna, funge da scenografico sfondo allo spettacolo Operetta Eterno Amore  .

Backstage

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E’ il caso di dire che Raffaella Carrà, la popolare show girl italiana, è un po’ come re Mida: tutto quello che tocca diventa oro. La Carrà infatti, ancora una volta ha fatto centro con la sua nuova trasmissione The Voice. Seguitissima soprattutto dai giovani della nuova generazione, la trasmissione di Rai Due ogni giovedì sera, tiene col fiato sospeso milioni di ragazzi che si immedesimano con i giovani cantanti in gara.

Raffaella Carrà, anche quando non la si vede per un po’ di tempo, lavora dietro le quinte per poi apparire con qualche nuovo spettacolo che è un successo garantito. Lei si dedica soprattutto ai giovani, quelli che non la conoscono se non per qualche canzone ascoltata dai propri genitori.

La Carrà ha attraversato nella sua vita diversi momenti di grande popolarità: in Italia  dapprima negli anni 70 e dopo qualche anno di silenzi, è tornata alla grande  negli anni 80 e 90. Ma il successo e la popolarità che ancora oggi riscontra nei paesi latino americani, non ha eguali.

A raccontarci la vita professionale  di questa nostra grande artista italiana, oggi, per musicamore, è un ballerino cagliaritano: Roberto Magnabosco . “Perchè proprio lui?   Roberto ha cominciato la sua vita professionale con la Carrà ad appena 16 anni. Ma…non voglio anticiparvi nulla.

Ho realizzato con lui questa video-intervista che vi invito a guardare.


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La vita di un artista ed in particolare di un cantante lirico è bella, interessante e sempre ricca di novità. Mai un giorno è uguale all’altro, difficilmente si cade nella routine.

L’artista, quello talentuoso, ha il dovere di  donare il suo talento oltre che nel proprio paese anche da altre parti del mondo.

Un cantante valido, che ha mostrato di avere qualità fuori dal comune, generalmente viene invitato anche all’estero, prendendo il volo velocemente anche nel senso materiale della parola. L’aereo infatti diventa il mezzo più utilizzato per gli spostamenti.

Il viaggio è parte integrante di questo lavoro e con esso tutti gli elementi che lo caratterizzano: la cultura, le religioni, gli  usi e costumi .

Ma come per tutte le cose belle, anche in tutto ciò c’è un rovescio della medaglia: la cucina

Noi italiani siamo molto esigenti nella cucina. Non sempre riusciamo ad adattarci a quelle di altri paesi soprattutto quando questi tentano di rifilarci piatti della nostra tradizione, come ad esempio la pastasciutta.

Qualche tempo fa il nostro Teatro si è recato in trasferta a Vigo, città spagnola al confine con il Portogallo, per una stagione lirica. Siamo stati in loco una decina di giorni in cui abbiamo potuto apprezzare la cucina locale a base di ostriche giganti e pesce. Lo chef dell’Hotel però, per rendere omaggio alla compagnia italiana, ci servì per qualche sera la pastasciutta.

Non voglio dirvi di più, ma vi invito a guardare questo video dove un collega racconta esattamente come è stato vissuto questo evento.


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Era bello lavorare sulle navi della Costa: Pacifica, Serena, Concordia. Fare il fonico nell’ambito degli spettacoli in una delle più belle navi da crociera sarebbe stato il sogno di tutti i ragazzi. Per  Michele Greco, 31 anni, cagliaritano questo sogno si era realizzato. Lui ha una specializzazione tecnica altamente qualificata che gli ha permesso di occupare quel posto nonostante la concorrenza estera. Oggi, una figura professionale di tale livello la si può trovare solo nei Teatri Lirici.

Il giro era quello, ogni settimana:5 – 6 tappe nel Mar Mediterraneo. Quel giorno però ha avuto una piccola variante . Quella variante che purtroppo, sappiamo a cosa ha portato.

Michele non racconta facilmente quei momenti, è troppo doloroso ricordare, ma lo fa in musica e per l’esatezza con un Rap, quel genere di musica dove il testo segue un ritmo ossessivo, cantalenan, ritmat, descrittivo, in voga orami da quasi un ventennio. Le prime canzoni Rap, in Italia, le abbiamo sentite dal nostro Lorenzo Jovanotti a Sanremo.

E allora non mi resta che raccontarvi quei drammatici momenti di cui ricorre oggi il primo anniversario, attraverso il rap di Michele Greco, nome d’arte Quara, cagliaritano, fonico della nave da crociera Costa Concordia.

A UN PASSO DALLA COSTA

Qualcuno pensa porti sfiga venerdì quando è 13, pure io ho iniziato a crederci a gennaio 2012.Non sarei voluto esserci, ma stavo proprio lì, nella nave ormai famosa quasi quanto il Titanic.

Ecco i fatti: alle 9 e 40 della sera, io perseguivo la carriera di fonico di teatro, era il secondo spettacolo, ci inclinammo a sinistra, ‘abbiamo evitato un ostacolò.

Questo è quello che pensavo, altro non consideravo, ma i colleghi dalla cuffia con cui io comunicavo dicono: ‘sul palco è un casino, sta scivolando tutto, il piano, le scale, le scenografie… aiuto!’.

Ma nonostante tutto lo spettacolo continua, c’è lo show del mago mentre il pericolo si insinua, cerca qualcuno dal pubblico per un numero unico quando via la luce e l’audio black–out ma niente panico.

Esce la gente dalla sala, c’è chi è tranquillo e chi è in para, dagli altoparlanti una voce dichiara: ‘signori è tutto ok è solo un guasto in sala macchine!’ E tutto potevo pensare forchè a una voragine.

Per ora qua si galleggia ancora, torno alla mia dimora e farlo mi consola. Riabbraccio tutti i cari non vedevano l’ora di rivedermi vivo e se rivivo quella storia mi manca il fiato per un attimo, forse pure il battito se per un istante mi ritrovo là, non sono drastico, con la mante è là che latito, ma la mia salvezza è qua.

Da qui in poi perdo la cognizione del tempo, le ore son minuti e passa tutto in un lampo, i cellulari di servizio già non hanno più campo, ma è ancora presto per pensare che forse non c’è scampo.

Dal teatro col mio capo usciamo al ponte tre, sarebbe una bella serata se non fosse che siamo fermi e dai ponti esterni a poco più di un miglio da dritta si vede l’Isola del Giglio.

Non mi dilungo torno dentro, in zona cabine giungo, sento i sette fischi brevi seguiti da uno lungo. Emergenza generale, ma prima di salir le scale via in cabina per giubbetto e cellulare.

Dopo fuori al ponte quattro lato destro, è il posto assegnatomi per i casi come questo, c’è una calca di gente là dinnanzi alle lance, una ragazza che piange e il ragazzo a sè la stringe. E il quadro che si dipinge fa capire quant’è grave l’emergenza confermata dall’abbandono nave.

Si aprono i cancelli per l’ingresso alle scialuppe, tutti si fiondano e le persone sembran troppe. Per ora qua si galleggia ancora, torno alla mia dimora e farlo mi consola.

Riabbraccio tutti i cari non vedevano l’ora di rivedermi vivo e se rivivo quella storia mi manca il fiato per un attimo, forse pure il battito se per un istante mi ritrovo là, non sono drastico, con la mente è là che latito, ma la mia salvezza è qua.

Non c’è posto che avanza nei mezzi della speranza, per cercare di entrare gente va in escandescenza, non son forse a sufficienza per salvare tutti, dubita qualcuno che siamo quasi fottuti.

Gente dai volti distrutti mi chiede se è così, li assicuro del contrario pregando di aspettare qui. Vado dall’altro lato per veder la situazione, passando dal ristorante ‘Romà tra la devastazione.

L’evacuazione da questa parte è a un punto morto, le lance calandosi si incastrano di sotto, se al momento dell’impatto ci inclinammo a sinistra, mo la pendenza non ci aiuta in quanto va sulla destra. Poi la rovesciata brusca che tutt’ora ho bene impressa, per un attimo ho pensato: ‘la mia vita adesso cessà.

Mi lascio andare rotolando sul ponte, finendo sulla paratia in mezzo a tutta l’altra gente. Fortunatamente non riporto ferite e riprendiamo a camminare sopra porte e vetrate, ci dirigiamo piano verso poppa in fila indiana, là troviamo una scala per uscire da sta tana. Precedenza ai passeggeri per la messa in sicurezza e presto sarò fuori dal tunnel come Caparezza.

Siamo rimasti solo io e un mio collega, quando dalla penombra spunta un uomo che ci prega di aiutarlo urgentemente mentre ha una corda in mano, il suo piano è di calarla nel ristorante ‘Milanò.

All’interno ci sono 5 o 6 persone, urge fare questo a dopo la presentazione. Così facciamo ci prepariamo all’estrazione, salviamo sti ragazzi e giusto a fine operazione scopriamo che il signore della corda è il vice sindaco con cui adesso usciamo sotto un cielo color indaco.

Siamo sul fianco della nave coricata, aspettando i soccorsi è un’attesa infinita.

Giunge la Guardia Costiera salirci è una fatica, 4 meno 20 circa, siamo a terra è finita.


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E’ passato solo un anno e mezzo da quando anche io godevo della magnifica vacanza su una nave da crociera Costa. Era la Pacifica detta anche la Nave della musica. La musica era in ogni angolo dove si poteva scegliere anche la tipologia: la classica o la leggera, il piano bar o il jazz. Una meraviglia!
Ma la preoccupazione che potesse succedere qualche cosa era sempre in agguato. C’era chi lo pensava e chi, per sorridere si metteva in posizione come i due attori nel film Titanic. E sono certa che questo sarà avvenuto anche fra coloro che, chissà con quanti sacrifici, hanno raggiunto il traguardo i poter passare qualche giorno spensierato su quella nave maledetta che ieri ha concluso il suo giro tragicamente.
Lo stesso identico giro che anche io, con la mia famiglia, abbiamo percorso e fotografato . Non mi ricordavo di aver visto quell’isola.  Infatti si dice che sia stata una decisione fuori programma quella di voler far godere a “qualcuno” quel panorama diverso. Così dicono i testimoni miei concittadini.
Poco fa si è saputo che ancora qualche passeggero si trova all’interno della nave. Pare abbiano sentito dei lamenti. Se non avessi visto con i miei occhi quanto sia difficile orientarsi all’interno di quelle navi, non crederei alle difficoltà di soccorso. Una miriade di cabine, corridoi e gallerie che anche per i più esperti, in questo momento si stanno rivelando peggio di una prigione senza uscita.

Certo che viene da fare una considerazione: sono passati più di 100 anni da quel giorno in cui il Titanic affondava dopo essersi incagliato ed oggi, nonostante l’altissima tecnologia , non si è stati in grado di evitare lo stesso dramma.

Sono sentitamente vicina ai parenti delle vittime e alle tante famiglie che , miracolosamente ne sono uscite indenni ma che porteranno dentro di loro l’incubo e l’angoscia di una vacanza maledetta.

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antiche terme di sardaraEccomi di ritorno. Il meritato riposo di una settimana alle terme della mia Sardegna si è concluso questo pomeriggio. E’ inutile dire che se fosse durato il doppio sarebbe stato meglio ma mia figlia ormai ultratredicenne dice di aver passato la peggiore delle sue vacanze. In questi luoghi si sa, la maggior parte degli ospiti ha superato abbondantemente la mezza età anche se, questo tipo di vacanza soprattutto in queste terme, si sta diffondendo tantissimo anche fra i giovani. Ma i giovanissimi come lei, adolescenti, credo che non troverebbero pace da nessuna parte. Comunque , come promesso l’acconteremo per qualche giorno con un’altra piccola vacanza su misura per lei.

Che dire di questo luogo magico? Una bella accoglienza in un bell’ambiente pulito cominciando dalle stanze eleganti ed accessoriate alle belle piscine d’acqua termale. Le giornate si sono svolte all’insegna del benessere fisico con le cure termali di areosolterapia riservate a coloro che soffronto di patologie laringofaringee, ed ai fanghi per tutti coloro che vogliono invece tener lontano i dolori osteo-articolari. Associati a queste c’erano tutte quelle attività fisiche e passatempi seguite dai vari tutor per tenere allenato il corpo e lo spirito. In aggiunta poi, i trattamenti estetici e rilassanti del centro benessere praticati da personale altamente specializzato. La sera si concludeva con qualche ballo liscio e latino americano con l’animazione del bravo  musicista Vitale che, oltre alla bella musica e al Karaoke ci deliziava con la sua bellissima voce.

Che dire poi della bellissima festa di Ferragosto?

Una fantastica serata con gran bouffet allestito a bordo piscina degno delle più rinomate crociere. Anzi sono certa che gli chef che hanno creato tutto questo ben di Dio provenivano da scuole d’arte culinaria di altissimo livello. Perchè d’arte si tratta!

Guardatevi questo video che ho realizzato proprio durante questo Ferragosto e poi converrete con me che fra le arti questa merita sicuramente un posto di rilievo.


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Passaporto-italiano1L’estate ormai è alle porte e tutti si affrettano ad organizzare per tempo il momento di relax e svago estivo. In tanti dedicano le ferie estive a qualche viaggio culturale. C’è chi decide per città della comunità europea e chi invece per quelle località estere che necessitano del passaporto.

Ho scoperto da poco (ma sicuramente chi viaggia già lo sapeva) che, entrando nel sito www.poliziadistato.it , si può  prendere un appuntamento con la questura della propria città per espletare le pratiche per il rilascio del passaporto. Inoltre nel sito troverete tutte le indicazioni sulla documentazione da presentare all’appuntamento e tante altre notizie utili.

Si evitano così estenuanti file con perdita di tempo.

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foto A.Atzori

foto A.Atzori

Ieri è stata una giornata intensa legata all’apertura del grande Parco della Musica a Cagliari.

Al di là dell’odore politico di tutta la manifestazione, cui non voglio entrare in merito, è stata una giornata all’insegna della bella musica, cominciata dalla mattina all’interno del teatro subito dopo il taglio del nastro nel parco.

Il coro e l’orchestra del teatro Lirico di Cagliari hanno aperto il concerto con due inni: quello nazionale di Mameli e quello Europeo di Beethoven.

C’è stata poi l’esecuzione di alcuni brani tratti dalla Traviata: il Brindisi, (con i due solisti Francesco Demuro ed Elisabetta Scano), il coro di zingarelle e mattadori, concludendo il concerto col Va Pensiero di G. Verdi.

I nostri due bravissimi cantanti isolani: il tenore Francesco De Muro e il soprano Elisabetta Scano ci hanno regalato pagine di bel canto interpretate magistralmente. La voce di Elisabetta, sempre bella e cristallina , ha eseguito brani da Elisir d’amore e Rigoletto con tecnica impareggiabile. Agilità,mezze voci, sopracuti sembrano non crearle alcuna difficoltà. Altrettanto dicasi per il suo allievo, il tenore Francesco Demuro che con la sua voce e la sua interpretazione raggiunge direttamente il cuore dello spettatore. Ha cantato Una Furtiva Lagrima nello stile dei grandi cantanti del passato, con padronanza di voce piena e mezze voci. Ha poi interpretato col soprano il  duetto del Rigoletto, “Signor nè Principe” mostrando di avere tutte le caratteristiche giuste per il personaggio del Duca  di Mantova che ha già interpretato anche al Teatro alla Scala e  attualmente  è in corso allo Staatsoper di Vienna.

Il concerto è stato diretto dal maestro Donato Renzetti, il coro dal maestro Fulvio Fogliazza.

La sera, i cittadini cagliaritani hanno voluto visitare il grande parco (uno dei più grandi d’Europa), che per l’occasione era arricchito da musiche dal vivo, eseguite da gruppi di solisti del Teatro Lirico;

Quintetto di ottoni del Teatro Lirico
corno Lorenzo Panebianco
trombe Vinicio Allegrini, Luigi Corrias
trombone Luca Mangini
basso tuba Claudio Lotti

con musiche da filmscolleghi

Quartetto di fiati e archi del Teatro Lirico
oboe Francesca Viero
violino Maria Elena Runza
viola Maria Cristina Masi
violoncello Elio Rinaldi

con musiche di Mozart

Ensemble di fiati del Teatro Lirico
flauti Riccardo Ghiani, Lisa de Renzio
ottavino Lisa de Renzio
oboi Salvatore Chierchia, Viviana Marongiu
clarinetti Pasquale Iriu, Cristina Mannu
fagotti Nicola Fioravanti, Sofia Almanza
corni Luca Maria Leone, Claudio Carta
controfagotto Roberto Pes

e gli arrangiamenti di famose Opere liriche

Ensemble d’archi del Teatro Lirico
violino solista Gianmaria Melis
violini Lucio Filippo Casti, Maria Teresa Sabato, Cristina Gilescu, Donatella Carta
viole Salvatore Rea, Martino Piroddi
violoncello Karen Hernandez
contrabbasso Giovanni Chiaromonte

e le stagioni di Vivaldi

Musicamore Singersmusicamore-singer-al-parco
voci Alessandra Atzori, Ester Carta, Paola Esposito, Giuliana Porcu, Maria Elisabetta Sanna
pianoforte Caterina D’Angelo
arrangiamenti Giuseppe Di Bianco

con le canzoni della Radio

Nel piazzale fronte foyer di platea Teatro Lirico di Cagliari invece ci sono state le proiezioni dell’evoluzione del parco dall’inizio dei lavori ad oggi.

a cura di Marco Mereu con le fotografie Ufficio Tecnico Teatro Lirico di Cagliari e l’ accompagnamento musicale della pianista  Clorinda Perfetto col percussionista Filippo Gianfriddo.




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PIC_0063Sofia 15 Novembre 2010

Ed eccoci nel cuore della capitale bulgara. Ci troviamo nella bellissima piazza con la Cattedrale Ortodossa dedicata ad Alexander Nevski (principe -militare russo della metà del 1200)

In questa magnifica piazza troviamo il palazzo del Parlamento, la sede dell’Ambasciata, il Palazzo delle Scienze, il Palazzo dell’Arte Moderna. In quest’ultimo palazzo vi è anche la sede del circolo dei Sardi ed è proprio qui che sarà rappresentato l’atto unico di Ignazio Salvatore Basile, “S’urtima Jana”, ispirato al periodo nuragico e rappresentato dagli studenti del gruppo teatrale Mattei. (per saperne di più potete rileggere le puntate precedenti).

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Il primo incontro lo abbiamo con l’ambasciatore che ci riceve personalmente con sua moglie raccontandoci e spiegandoci l’importanza di un’ambasciata, ma anche i grossi sacrifici che la famiglia di un ambasciatore deve affrontare. Ha evidenziato quanto sia importante la conoscenza delle lingue spronando i ragazzi a studiarle con passione perchè è sempre un mezzo in più per il lavoro futuro. Scopriamo poi che sua moglie, d’origine rumena, conosce 7 lingue, una persona dolcissima che, mentre ci accompagna verso l’uscita, ci racconta delle grandi difficoltà affrontate quando, ambasciatori in Russia nei primi anni 80, con bambini piccoli,  non si trovava il cibo necessario neppure per la sopravvivenza.PIC_0060 Scopriamo poi che in quei giorni , a Sofia, il primo ministro Putin è in visita ufficiale. Lo intravvediamo dentro un’auto nera, all’uscita della Cattedrale dove per l’occasione è stata allestita una mostra di Icone antichissime.

Grazie ad una guardia del servizio di Sicurezza, amante della nostra terra di Sardegna, riusciamo ad introdurci all’interno della Cattedrale dove oltre ad ammirarne i bellissimi interni, abbiamo l’opportunità di pregare davanti ad una reliquia di San Giovanni Battista racchiusa in una teca, esposta solo in rarissime occasioni.  Aquistiamo qualche ricordino e ci incamminiamo alla ricerca di un locale per il pranzo.PIC_0064

Segue..


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targovysteTargoviste 13 novembre 2010
La mattinata del 13 in questa città, di stampo ancora comunista in tutta la sua struttura, compresa una specie di piazza rossa, si è svolta all’insegna dello shopping nei negozi del centro.
Pranziamo in un tradicional food dove consumiamo ancora insalate a base di salse piccanti, molta cipolla, peperoni,cetrioli cavolo rosso e feta greco gratuggiato, ma il cibo preferito dagli studenti rimane sempre la pizza anche se con questo nostro piatto nazionale ha poco da spartire.piatto bulgaro
Ma ecco, al rientro, intorno alle 14 locali, i preparativi per affrontare il primo dei due spettacoli.
Tutto sembra andare per il meglio. Finalmente, la professoressa bulgara (del progetto Comenius), puntualissima, viene a prenderci in hotel ma nel frattempo l’autista che ci doveva condurre al teatro è sparito, la nostra cicerone comunque ci tranquillizza sulla brevità del percorso e decidiamo di andare a piedi con tutto il materiale di scena al seguito .

alunne

Anche io ho un ruolo nella compagnia ed è quello di “tecnico del suono”. State tranquilli  colleghi del Teatro Lirico perchè non ho alcuna intenzione di rubarvi il posto di lavoro!!:-)))
Ma l’imprevisto è dietro l’angolo. Arriviamo ad una scuola e dopo un breve conciliabolo tra la nostra cicerone e la bidella notiamo quattro energumeni che si piazzano davanti alla porta del teatro annesso, con fare minaccioso: “di qui non si passa!”
A questo punto la nostra guida chiama la coordinatrice del progetto e si chiarisce l’equivoco. Non è questo  il teatro che ci deve ospitare ma un altro poco distante.
Ricarichiamo il nostro materiale al seguito e ci avviamo (sempre a piedi) verso il proscenio del nostro esordio.
Il teatro è molto carino, di circa 200 posti pieno di studenti bulgari accompagnati dai loro insegnanti. I camerini sono spartani ma quello che non va è la toilette in comune con il bar annesso, unico per maschi e femmine e igienicamente non idoneo.

Io terrorizzata dal mio ruolo quasi improvvisato, avevo una paura terribile di sbagliare mettendo la base musicale nel momento sbagliato. Ma per fortuna tutto è filato liscio e il pubblico, che ha ricevuto il programma di sala con a fronte la traduzione dal sardo all’inglese, ha mostrato apprezzamento per la rappresentazione, sottolineando con applausi ritmati le varie parti musicali.
Dopo un reciproco scambio di doni con i colleghi bulgari ci si saluta dandoci appuntamento per il prossimo anno nella nostra terra di Sardegna per ricambiare l’ospitalità.
Domani si parte per Sofia.

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Sofia 14 novembre 2010
Eccoci a Sofia la grande capitale Bulgara.
Sconvolgente l’ingresso in questa città. Il traffico automobilistico selvaggio è stata la prima cosa che mi ha colpito. Molto smog e soprattutto molto cemento.
Ancora tanti palazzoni – casermoni che ricordano il comunismo andato, statutue militari dappertutto, mezzibusti e teste collocate nelle grandi piazze, ancora da ristrutturare.

Ma in questa parte di città se ne contrappone una  fatta di hotel di lusso, palazzi che cominciano ad avere un aspetto occidentale, tanti centri commerciali e soprattutto tantissimi casinò con annessi  night-club.
Ho notato con tristezza che il mercato del sesso è del gioco è sicuramente una delle fonti di maggior introito di questo paese.
Alcuni studenti del nostro gruppo , nella speranza di poter raccontare le  loro avventure trasgressive, si sono fatti “pelare” di tutti i loro soldini pur di osservare da vicino qualche spogliarellista in perizoma, nonostante fossero stati avvisati.
Sofia 15 novembre
Dal nostro Hotel Hemus, un 3 stelle con pollice verso, ci  incamminiamo verso il centro storico attraversando il ponte degli innamorati, varie piazze e strade ricche di negozi, di abbigliamento e accessori. Tantissimi gli uffici di cambio. Facile trovare quello col cambio più favorevole. Non è necessario neppure il documento d’identità.
Giungiamo finalmente alla bellissima piazza Alexsander Nevski dominata dall’imponente cattedrale ortodossa.

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Davanti al palazzo dell’ambasciata italiana troviamo le nostre guide cagliaritane (rappresentanti del circolo dei sardi in Bulgaria) che ci attendono per accompagnarci dall’ambasciatore.

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imagesraccontare questa prima giornata di viaggio è a dir poco impossibile. Sono diretta in bulgaria per la rappresentazione dell’opera di Albix,s’urtima jana, Siamo stati invitati dall’ambasciata Italiana per la settimana Sarda e la rappresentazione è a cura dei ragazzi dell’ITC gruppo teatrale  teatra Mattei di Decimomannu.
La partenza, prevista dall’aeropoprto di Elmas Bergaperchè arrivato mo alle 6,20, ha avuto il suo primo imprevisto. Io, mio marito e mia figlia non siamo partiti perchè, si sa,(e noi lo sapevamo bene) che la raianair è molto fiscale. Troppo, ma ci viene anche il sospetto che sia anche in malafede.
Pe tutta una serie di incomprensioni, il bagaglio contenente le scene e i costumi non è stato caricato. Una balla che si verificherà nelle sedi opportune,testimoni tutti i ragazzi.
Loro partono io e mio marito con mia figlia no. Loro sono li a Bergamo dove prenderanno l’aereo  per Sofia, ma a che scopo? Infatti tutto l’occorrente è rimasto a Cagliari compresi i biglietti per il volo della bulgaria.
Mia figlia, aveva vissuto già l’esperienza del mollaggio a terra qualche anno fa sempre per un viaggio scolastico e il ripetersi della stessa esperienza le ha creato un grande sconforto. L’ho tranquillizzata dicendole che non ci si deve arrendere con questa facilità. Non dovevamo perdere tempo e andare a vedere se c’era magari un volo per Milano. nfatti, non abbiamo tardato a trovarlo anche se dovevamo solo spicciarsi. Quando si dice prendere un aereo al volo!!.
Arrivati a Milano con due mezzi (aeroporto termina pilmann e poi verso bergamo) abbiamo riacchiappato la cricca che ormai era disperata senza sapere bene come comportarsi.
Tutto è bene ciò che finisce bene.
Ma il viaggio si arricchisce di nuovi imprevistiIERI 12 NovembreRaccontare questa prima giornata di viaggio è a dir poco impossibile. Sono diretta in Bulgaria per la rappresentazione dell’opera di Albix, S’Urtima Jana. E’ stato invitato dall’ambasciata Italiana a SOFIA per la settimana culturale Sarda. Larappresentazione sarà  a cura dei ragazzi dell’ITC gruppo teatrale   Mattei di Decimomannu.

12 novembre 2010

La partenza, prevista dall’aeroporto di Elmas per Sofia con scalo a Bergamo subisce un primo intoppo. Io, mio marito e mia figlia non siamo partiti perchè, si sa,(e noi lo sapevamo bene) che la Raianair è molto fiscale. Troppo, ma ci viene anche il sospetto che sia anche in malafede o quantomeno che il suo personale sia inadeguato.

Infatti, un addetto Rayanair, visto che eravamo un gruppo, ci ha invitati ad andare direttamente al controllo per l’imbarco omettendo di effettuare il check in per il bagaglio di stiva da noi preventivamente pagato ed indicato nei documenti d’imbarco a cura dell’agenzia emittente.

Per tutta una serie di incomprensioni, il bagaglio contenente le scene e i costumi non è stato caricato.

Loro partono io e mio marito con mia figlia no. Loro sono li a Bergamo dove prenderanno l’aereo  per Sofia, ma a che scopo? Infatti tutto l’occorrente è rimasto a Cagliari compresi i biglietti per Sofia di tutta la comitiva di cui Albix era il capogruppo.

Mia figlia, aveva vissuto già l’esperienza del “mollaggio” a terra qualche anno fa sempre per un viaggio scolastico (quella volta a causa di una irregolarità nel documento di espatrio)e il ripetersi della stessa esperienza le ha creato un grande sconforto. L’ho tranquillizzata dicendole che non ci si deve arrendere con questa facilità. Le ho detto di pregare affinchè il Padreterno non ci abbandonasse perchè io avevo fiducia che così non sarebbe stato. Non dovevamo perdere tempo e andare a vedere se c’era magari un volo per Milano. Infatti, non abbiamo tardato a trovarlo anche se dovevamo fare in fretta perchè il volo era previsto dopo mezzora e noi dovevamo fare i biglietti, imbarcare la stiva e superare i controlli. Quando si dice prendere un aereo al volo!! Noi ci siamo riusciti.

Arrivati a Milano , con altri due mezzi abbiamo raggiunto   Bergamo ricomponendo così il gruppo scuola. E’ inutile dire che gli studenti e i docenti bloccati a Bergamo quando ci hanno visto hanno tirato un grosso sospiro di sollievo!

Insomma, volare è sempre più difficile, ma è reso ancor più arduo dalla ottusità  dalla superficialità e dalla impreparazione del personale di certe compagnie aeree.

Ma il viaggio si arricchisce di nuovi imprevisti come vi racconterò nei prossimi post.

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valigiaIn casa da due giorni a questa parte non si sente altro. Io a mio marito, mio marito a mia figlia, mia figlia a me, mia mamma a me anzi lei pretendeva che l’avessi anche già chiusa.

Non abbiamo dimenticato nulla?

Sicuramente si, ma a questo punto pazienza. Io mi stresso anche per la valigia e da oggi mi voglio veramente riposare.

Anzi, colgo l’occasione per augurare un buon ferragosto a tutti gli amici lettori e blogger che mi seguono.

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fancoforte 2Ebbene, anche io ho provato in diretta, cosa significa  sentirsi dire che l’aereo “forse non partirà a causa della nube creata dal vulcano islandese“!
Ieri sera , al nostro rientro da Wiesbaden-Francoforte, (dove siamo stati invitati col Teatro Lirico di Cagliari a portare la nostra musica-cultura italiana. V. post precedenti) abbiamo avuto notizie che la nube, fuoriuscita dal vulcano, avrebbe causato la chiusura dell’aeroporto.
L’idea di bivaccare chissà quanto non era delle migliori.
Le voci rimbalzavano da una parte all’altra dello scalo tedesco, diventando  ogni volta simili ma diverse. Sembrava il gioco del telegrafo che facevamo da bambini: uno diceva una parola nell’orecchio del compagno fino a raggiungere l’ultimo della fila, e quest’ultimo pronunciandola scopriva che si era trasformata in una frase dal significato completamente diverso da quello iniziale.
Dalle 15,30 fino alle 20 abbiamo passato il nostro tempo seduti nelle sedie e leggendo i cartelli da cui improvvisamente era scomparso il nostro volo charter.
L’angoscia ha cominciato ad attanagliarci. Le notizie erano fra le più varie: Francoforte 1
- la nube è arrivata in Germania, sta per chiudere anche quest’aeroporto.
- forse dovremmo prendere il treno e poi la nave, oppure pulmann più nave, ma l’idea di dover fare 1500 km e una notte in nave non andava giù a nessuno.
Poi sono cominciate le ipotesi dei così detti esperti:

- la consistenza della nube è stata studiata e se non raggiunge una certa densità gli aerei potranno partire ugualmente.

Insofancoforte 3mma un vero incubo, ma ad un tratto le brutte notizie si sono dissolte perchè la nube, a causa di una corrente diversa dal previsto si è spostata lontano da noi e finalmente si è potuto procedere alle operazioni d’imbarco.
Una volta sull’aereo abbiamo potuto tirare un sospiro di sollievo anche se qualche turbolenza in volo non ci ha mantenuto proprio tranquilli.
Ho vissuto solo qualche ora di questo stato d’animo ma ho capito cosa hanno provato quei poveracci che hanno bivaccato per giorni senza notizie confortanti.

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maria voceMi ha particolarmente colpito la notizia di una cristiana ospite in un tempio buddista in Thailandia.
Ajahn Thong, grande maestro del buddismo theravada, nel 1996 incontrò Chiara Lubich, (presidente del Movimento ecumenico dei Focolari ) e da lì nacque una grande amicizia e un cammino spirituale che ha generato 4 simposi tra buddisti e cristiani.
Nel 1997 Chiara Lubich fu poi invitata a parlare all’università ed oggi, questo grande onore lo ha avuto pure l’attuale presidente del Movimento dei Focolari , Maria Voce.
Nella sua permanenza in Thailandia, per Maria questo sicuramente è stato uno degli appuntamenti più significativi, dove ha parlato ad un centinaio di monaci buddisti studenti selezionati. Maria confermava l’importanza di quest’apertura verso il movimento e nei confronti del carisma di Chiara Lubich e della sintonia spirituale che si è creata con pur doverosa distinzione tra le due religioni.
Maria Voce ha presentato la Chiesa Cattolica, ha parlato di Gesù, di papa Wojtyla, raccontato la storia del movimento fondato da Chiara Lubich e del progetto di umanità racchiuso nel Vangelo.
Particolarmente  apprezzato è stato il pensiero sull’importanza del dialogo dove “la condizione principale quando si ascolta una persona è quella di creare un vuoto dentro di se per poter accogliere in pieno ciò che l’altro ci sta dando perchè dialogare e amare nella verità, non sempre è facile ma di grande importanza“.
I giovani studenti, nel loro caratteristico abito arancione e con le teste rasate,  sono pur sempre giovani d’oggi e qualcuno si distraeva o messaggiava col cellulare, ma al momento del dialogo hanno avuto idee molto chiare nel dire che hanno una nuova visione dei cristiani, dell’apertura verso gli altri e di questo amore reciproco che è universale e va al di là di tutte le barriere religiose.
Un monaco in particolare dice: “Buddha insegna che per essere felici bisogna far contenti gli altri”.
Maria Voce saluta ringraziando e sottolineando che il dialogo interreligioso è una via per aprirci reciprocamente.

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 La blogger cubana Yoani Sanchez ha denunciato oggi di essere stata vittima di un "sequestro" con "molta violenza fisica e verbale" da parte di agenti della Sicurezza dello Stato.

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Ispirata da un post di LUX mi è venuta un’idea.

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Originale serata questa di Montecatini!

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La commovente storia del leone Christian mi ha lasciato davvero a bocca aperta.

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Speciale è dir poco il pranzo a cui siamo stati invitati ieri con la mia famiglia.

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Se non li avete ancora provati dovreste farlo.

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Tutti sanno quanto sia azzeccato il connubio dell’arte con la cucina. Prima di tutto perchè in cucina si fa’ vera e propria arte nello scegliere e assemblare gli ingredienti fra loro e poi gli artisti, in generale (siano essi musicisti o attori) sono portati a frequentare sempre ristoranti nuovi per via del lavoro che li porta in giro per il mondo.

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Un romanzo davvero affascinante che vi consiglio di leggere. 

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Qualche giorno fa, tramite un’agenzia di internet ho prenotato una vacanza alle terme di Abano in un bell’albergo.
Mi è piaciuto il prezzo ed ho prenotato dando tutti i miei dati compresa la carta di credito.
Ho ricevuto conferma con tutti i dati giusti, ne ho fatto fotocopia e mi sono tranquillamente prenotata anche il traghetto.
Ieri sera ricevo la telefonata dall’hotel che mi dice che la mia prenotazione non è valida con quel prezzo.
Come sarebbe a dire? Mi stai dicendo che quello non è il prezzo giusto ma ben più alto?
Allora siete disonesti perchè utilizzate la rete come specchietto per le allodole. Cosa dovrei fare?
Qualcuno di voi mi può dare un consiglio?
Non vorrei che disdicendo la prenotazione mi prendessero soldi dalla carta.

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Chiedo agli amici blogghers: chi mi sa dire se posso portare come bagaglio a mano, una confezione di dolci ripieni di liquore?
Sarei contenta se qualcuno mi sapesse informare
Premetto che si tratta di un volo nazionale in Italia.
Grazie.

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