Archivio della categoria “Teatro”

 

Il brindisi intrigante e malizioso di Mirandolina.
“Signor Cavaliere, facciamo un brindisi …”

Il 21 febbraio il Teatro dell’Anima”, diretto da Elisa Piano, con la collaborazione del Teatro Houdini, apre il Corso di Teatro su “La locandiera”, il capolavoro di Carlo Goldoni. Iscrizioni e Info in:https://www.facebook.com/events/820171021495746/
https://www.facebook.com/corsoditeatrolalocandiera/

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La parola “Origami” deriva dal giapponese Oru ? (piegare) e da Kami ? (carta). La parola Kami, con un ideogramma diverso ma con la stessa pronuncia, vuol dire anche Spiriti, divinità: questa sovrapposizione di significato lega inscindibilmente l’arte degli origami con la spiritualità, con la ricerca del Divino e dona a questa tecnica una valenza sacrale.
L’origami stesso non è altro che la trasformazione di una cosa materiale (come la carta e in origine la carta di riso, prodotto della terra) in qualcosa di diverso, superiore.

Ebbene quest’arte ha un grande potenziale nell’ambito didattico e quando questa è abbinata alla parola ecco che si materializzano delle storie meravigliose che incantano i bambini.

Mettiamo insieme un’artista dell’origami, Mariana Fiore, e un artista della parola, Gaetano Marino ed il gioco è fatto : i bimbi son volati tra le stelle, ninfe, dei, dee e cacciatori, brutti rospi e anatroccoli d’uova giganti.

I due artisti hanno portato nella scuola di Uta (CA), oggi,  il loro spettacolo, riscuotendo un grandissimo successo fra i piccoli ma anche tra gli insegnanti e i dirigenti scolastici,  Biblio Teca, Ignazia, Agata che hanno sostenuto e riconosciuto  l’importanza di questo progetto.

Ci auguriamo che questo spettacolo possa essere replicato anche in altre scuole.

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La prima volta che ho sentito parlare di Otello   fu  grazie alla musica di Giuseppe Verdi.  Mio padre amava la musica lirica ed ascoltava spesso la sua collezione di vinili 33 giri che acquistava in edicola . Fra i tanti dischi   c’era l’Otello. Ero una bambina , ma le storie delle opere raccontate da mio padre mi rimanevano impresse. Quando da grande ho intrapreso la professione di  artista del coro al Teatro Lirico, ho avuto la possibilità di cantare  diverse produzioni di Otello e ogni volta  riaffioravano i racconti di mio padre che metteva in evidenza le sfumature dei caratteri di ogni personaggio.

La figura che più mi ha infastidito è stata sicuramente quella di  Jago, un uomo perfido che per arrivare al potere è stato  capace di qualunque nefandezza. L’invidia è la  sua caratteristica principale.

Jago è il protagonista dello spettacolo teatrale cui ho assistito oggi   e che ha come  titolo “Jago il grande manovratore”, ispirato all’opera Otello di  William Shekspeare.

L’interprete principale era  Luca Lai e la regia di Rita Atzeri . In questa  rivisitazione, il protagonista Luca Lai interpeta tutti i ruoli  anche dando la voce a dei pupazzi di pezza .

L’opera ha inizio con Jago che si trova in carcere per l’omicidio di sua moglie Emilia. In cella insieme a lui un pover’ uomo, labile di mente, che subisce l’influenza di Jago (l’attore Sergio Deidda ) diventando così suo inserviente. Sarà proprio il servo che  portando in  scena tutti i pupazzi-personaggi  darà via allo svolgersi della storia, doppiati nelle voci sempre da Lai.

Il percorso di Luca Lai nel teatro inizia con un laboratorio teatrale condotto da Alessandro Mascia e Mario Madeddu, del Cada Die teatro, per la Asl di Lanusei.
Questo incontro porta nella vita di Luca una nuova priorità e certamente lo aiuta ad affrontare meglio i disagi della quotidianità. 
Il monologo che interpreta nasce dalla collaborazione tra Rita Atzeri de Il crogiuolo e la Pixel multimedia.

Lo spettacolo è stato gradevole e ben strutturato  e il pubblico numeroso ha mostrato apprezzamento con ripetuti applausi.

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foto di Priamo Tolu

Per festeggiare i 25 anni del Teatro Lirico di Cagliari, ieri si è tenuto uno spettacolo di grande danza che ha registrato il tutto esaurito. La qualità ripaga sempre.

Ho speranza che  durante tutto l’arco dell’anno vi siano anche altri momenti dedicati al 25ennale, (magari con parata di stelle della lirica), in modo tale da valorizzare meglio  le masse artistiche stabili (coro e orchestra), vere protagoniste della nascita di questa bella istituzione cagliaritana.

A danzare ieri sono state dieci straordinarie étoiles internazionali : Ivan Vasiliev, Nina Kaptsova (Teatro Bol’šoj di Mosca); Vladimir Shklyarov (Teatro Mariinskij di San Pietroburgo); Vadim Muntagirov (Royal Ballet di Londra); Ludmila Konovalova (Opera di Vienna); Silvia Azzoni (Hamburg Ballett); Marijn Rademaker (Het National Ballet); Ashley Bouder, Taylor Stanley (New York City Ballet.

Non sono potuta essere presente per motivi personali, ma avevo, per l’occasione un inviato speciale, il ballerino e coreografo cagliaritano Roberto Magnabosco, con una rappresentanza della scuola di danza  Arabesque .

Grande affluenza di un pubblico di estimatori, ma anche professionisti del settore  e di … chi crede di esserlo.
In scena il Grande Repertorio ballettistico accompagnato da sorprese molto gradite.
I ballerini Russi a mio avviso hanno tenuto testa come tradizione vuole. Virtuosismi, phatos e tanta tecnica “pura!”

L’ Orchestra , la nostra,  diretta dal maestro Paolo Paroni è stata sublime nel difficile compito dell’accompagnamento dei danzatori. Il Coro (diretto da Donato Sivo)) è stato  preciso  e ben preparato, una formazione di cui vado molto orgoglioso!
Se posso permettermi, in conclusione, vorrei dare qualche consiglio al pubblico che per la  maggiore , ieri ,mancava di “Bon Ton”:
a)  In Teatro non si parla del cenone di capodanno mentre gli artisti danzano.

b) Non siamo al cinema. Lo sgranocchiamento e gli olezzi salati di  patatine e popcorn sono stati  fonte di disturbo.

c) Dulcis in fundo , i commenti fuori luogo. Un signore in compagnia della sua dama  ha esordito dicendo: “questo Cajkovskij c’è in
tutti i balletti!!” A buon intenditore poche parole … 

Inviato speciale di Musicamore

ROBERTO MAGNABOSCO

 

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E’ stata presentata questa mattina, al teatro Lirico di Cagliari, la stagione  d’Opera e balletto 2018 .

Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Cajkovskij, Verdi sono gli autori che vedremo e ascolteremo il prossimo anno

 Venerdì 2 marzo alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste otto opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento e poi due recite fuori abbonamento nel periodo estivo. Saranno altresì programmati ulteriori due titoli d’opera, il Teuzzone di Vivaldi (luglio 2018) e L’ape musicale di Lorenzo Da Ponte (ottobre 2018), nell’ambito del Progetto di Internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari. Alla fine, dieci titoli d’opera e un balletto, a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle otto opere sono Turandot, Suor Angelica, Madama Butterfly, Sancta Susanna, Cavalleria rusticana, Carmen, Il Barbiere di Siviglia, Rigoletto ed il classico Schiaccianoci per il balletto.

Anche la Stagione 2018 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Verdi, Puccini, Mascagni e, per la prima volta, Ferruccio Busoni. Mentre un’assoluta novità riguarda la figura di Paul Hindemith, compositore tedesco e significativo pilastro della musica novecentesca. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta”e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia.

Su questa matrice, dopo le inaugurazioni del 2016 e del 2017 che hanno reso concreta quella che la critica ha definito la renaissance respighiana, quella del 2018 vede un’altra preziosa rarità musicale di Ferruccio Busoni (Empoli, 1866 – Berlino, 1924) ed eseguita per la prima volta a Cagliari: Turandot, fiaba cinese in due atti, su libretto dello stesso compositore tratto dalla medesima fiaba teatrale omonima di Carlo Gozzi, dalla quale Giuseppe Adami e Renato Simoni, qualche anno dopo, trassero ispirazione per scrivere il libretto dell’estremo capolavoro di Giacomo Puccini.

 

L’opera viene rappresentata, per la prima volta, l’11 maggio 1917 allo Stadttheater di Zurigo e il compositore la dedica ad Arturo Toscanini. Busoni conserva dalla fiaba di Gozzi i personaggi e i riferimenti alle maschere della commedia dell’arte, pur sintetizzando la vicenda a linee essenziali che prediligono il carattere buffo e scherzoso settecentesco a quello eroico, romantico e drammatico ottocentesco che invece viene esaltato da Puccini dieci anni dopo. A questi elementi bisogna aggiungere quelli esotico, magico e fiabesco che ricordano da vicino il Singspiel (per esempio Il flauto magico mozartiano), al quale Busoni rende omaggio con un perfetto equilibrio fra scene in prosa, cantate e brani strumentali.

Vista la particolare brevità dell’opera (70 minuti circa), Turandot viene rappresentata insieme a Suor Angelica, opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano e musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), assente dal 1989 da Cagliari. L’opera, come noto, appartiene al celebre Trittico pucciniano, del quale fanno parte anche Il Tabarro e Gianni Schicchi, di cui, nel 2018, ricorre il centenario della sua prima rappresentazione (14 dicembre 1918, Metropolitan di New York). Suor Angelica trae spunto da un soggetto lirico-religioso ed è un’opera totalmente al femminile che esalta la purezza della protagonista, sottolineata da un canto sempre lirico ed aereo, a cui si contrappone la veemenza drammatica e la mancanza di umanità della zia principessa che è, invece, interessata solo ai beni materiali.

Entrambe le opere, accomunate appunto dalla vicinanza temporale delle loro prime esecuzioni, vengono rappresentate, dal 2 all’11 marzo, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca, che vede due grandi nomi protagonisti, due firme affezionate al Teatro Lirico: Denis Krief, regista franco-tunisino che cura anche scene, costumi e luci (sue le produzioni cagliaritane di Lucia di Lammermoor, La Walkiria, Aida, Il Barbiere di Siviglia, Elena Egizia), mentre sul podio c’è Donato Renzetti, direttore abruzzese, bacchetta nota a Cagliari e in tutto il panorama nazionale ed internazionale.

 

Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 6 al 15 aprile, è con Madama Butterfly di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 2011. Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine del XIX secolo, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana.

Aldo Tarabella, regista lirico, compositore e direttore artistico del Teatro del Giglio di Lucca, firma un’affascinante messinscena, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano, proveniente appunto dal teatro lucchese che dirige dal 2000. La direzione d’orchestra è ancora affidata a Donato Renzetti, che del repertorio pucciniano riesce a cogliere le più recondite nuances orchestrali.

 

Dal 18 al 27 maggio, dopo le due opere inaugurali, ecco un nuovo, insolito dittico musicale: Sancta Susanna di Paul Hindemith (Hanau, 1895 – Francoforte, 1963), in prima esecuzione a Cagliari, e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (Livorno, 1863 – Roma, 1945), assente dalle scene cagliaritane dal 2009. Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari è curato per la regia da Gianfranco Cabiddu, regista e sceneggiatore cagliaritano al suo debutto nell’opera lirica, vincitore del David di Donatello 2017 per la “miglior sceneggiatura” del film “La stoffa dei sogni”. Dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Paolo Carignani, direttore d’orchestra milanese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera internazionali, dal Liceu di Barcellona al Metropolitan di New York.

Sancta Susanna, definita da Oreste Bossini «una delle migliori creazioni musicali dell’espressionismo tedesco», viene rappresentata per la prima volta il 26 marzo 1922 all’Opernhaus di Francoforte ed ha una storia segnata da accuse di oscenità e blasfemìa a causa della trama che tocca tematiche, ancora oggi scottanti, quali religiosità e misticismo, emancipazione sessuale e censura morale. 30 minuti circa di musica carica di tensione drammatica, straordinariamente interessante e mai volgare che incornicia la scabrosa vicenda ambientata in un convento di monache.

Cavalleria rusticana (Roma, Teatro Costanzi, 17 maggio 1890) oltre ad essere una delle opere più conosciute e rappresentate, tratta dalla omonima e celebre novella di Giovanni Verga, può essere considerato il “manifesto” del Verismo musicale. Al capolavoro è attribuito, da parte del compositore, una grande capacità di sintesi di tutte le componenti musicali protagoniste del movimento storico-letterario al quale appartiene: verità storica, passionalità accesa, ambiente popolare ed una espressività portata all’eccesso che si basava su sentimenti tanto elementari quanto violenti e che permisero a Mascagni di vincere, nel 1889, il primo premio di un importante concorso bandito dall’editore Sonzogno.

 

La Stagione lirica e di balletto prosegue nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di sei anni dall’ultima rappresentazione (dicembre 2011): Carmen, sanguigno ed amatissimo dramma di Georges Bizet (Parigi, 1838 – Bougival, Parigi, 1875) che verrà rappresentato dal 22 giugno al 3 luglio per dieci serate, di cui 8 in abbonamento e 2 fuori abbonamento (queste ultime dedicate soprattutto ai turisti). Si tratta dell’allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, che risale al luglio 2005 e si avvale della regia di Stephen Medcalf (che vinse il “Premio Abbiati 2006” proprio con Carmen) e di scene e costumi di Jamie Vartan, già noti al pubblico cagliaritano per aver firmato Romeo e Giulietta del villaggio di Delius (aprile 2002) e Aida di Verdi (luglio 2003).Viene interpretato attraverso un’ideale rilettura della Spagna classica, “teatro” delle contrastanti vicende sentimentali di Carmen, Don José, Micaela ed Escamillo, ed ambientato agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso, durante il secondo conflitto mondiale ed il regime totalitario di Francisco Franco. L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico saranno guidati ancora da Paolo Carignani, la cui lettura dell’opera, al Festival di Bregenz della scorsa estate, ha raccolto consensi ed apprezzamenti. Rappresentata per la prima volta a Parigi al Théâtre de l’Opéra-Comique il 3 marzo 1875, in Carmen Bizet ha unito diverse tradizioni, diverse convenzioni, diversi mondi. La Spagna creata da Bizet è prima ancora che un luogo geografico, il luogo della psicologia umana, il luogo della passionalità e dell’istinto: amore e odio, libertà e legami, maschio e femmina. Ed è in questi dualismi che va ricercata l’universalità dell’opera di Bizet e dei due caratteri di Don José e Carmen. I personaggi dell’opera sono lontani dall’originale letterario di Mérimée e rappresentano dei veri e propri personaggi simbolo: una gitana libera, Carmen, e un angelo casalingo, Micaela, come due poli dell’anima di Don José. Quest’ultimo è alla ricerca della libertà che finirà per trovare solo nel compiere un gesto estremo come quello dell’uccisione di un altro essere vivente.

 

Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto riprende, dal 28 settembre al 7 ottobre, con uno dei capolavori buffi più popolari ed amati: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Passy, 1868) che ritorna al Teatro Lirico dopo 12 anni (l’ultima edizione è del 2006). Viene proposto nuovamente l’elegante ed originale allestimento del Teatro Lirico di Cagliari dell’agosto 2001, firmato per regia, scene, costumi e luci da Denis Krief che intende Il Barbiere di Siviglia come una commedia sofisticata, ambientata in un loft minimalista-chic, in epoca attuale, dal momento che egli considera la funzione della commedia proprio quella di essere interpretata nel mondo e nell’epoca in cui viene rappresentata. La direzione musicale è affidata a Gérard Korsten che ritorna sul podio cagliaritano dopo La Traviata e Un ballo in maschera delle ultime due estati.

Le vicende storiche del Barbiere di Siviglia, rappresentato per la prima volta a Roma, al Teatro Argentina, il 20 febbraio 1816, possono considerarsi leggendarie. Sia il libretto che la musica furono stesi con estrema rapidità per mantenere fede all’impegno che il ventitreenne Rossini prese nell’autunno del 1815 con quel teatro. Quando Rossini firmò il contratto non era stato scelto nemmeno il soggetto dell’opera: il poco tempo a disposizione fu forse una delle ragioni per cui fu scelta la commedia di Beaumarchais, un soggetto collaudato e amato dal pubblico. L’opera di Beaumarchais, infatti, era già stata messa in musica altre sei volte, ma nessuna versione aveva raggiunto la popolarità di quella di Giovanni Paisiello, creata nel 1782 per il Teatro di Corte di San Pietroburgo. Per non urtarne gli ammiratori, Rossini mandò in scena la sua opera con il titolo Almaviva o L’inutile precauzione. Gli ingredienti sono quelli ben noti delle opere buffe italiane: Figaro, un barbiere che sa usare ugualmente bene chitarra e rasoio, filosofo e giullare; Bartolo, vecchio geloso che vuole impalmare la sua pupilla, la graziosa Rosina; un Conte che ama la fanciulla e intende sottrarla alle grinfie del vecchio; un maestro di musica avido e specialista in calunnie… e intorno servi chiassosi e invadenti.

 

Dal 16 al 24 novembre ritorna la grande danza classica con Lo schiaccianoci di Pëtr Il’i? ?ajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 – San Pietroburgo, 1893), uno dei capolavori più amati dal pubblico, nella versione magica, colorata, onirica, effervescente portata in scena dal coreografo e regista Amedeo Amodio, con le fantastiche scene e i variopinti costumi di Emanuele Luzzati. Uno spettacolo imperdibile, prodotto da Daniele Cipriani Entertainment, una favola natalizia che continua ad ammaliare magicamente adulti e bambini, che ha già avuto un enorme successo in Italia (oltre 30.000 spettatori) e che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal 2010.

Lo schiaccianoci, composto da ?ajkovskij nella sua piena maturità artistica, viene rappresentato, per la prima volta, il 5 dicembre 1892 al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo. Il balletto, dominato dall’immagine del capro di paglia, simbolo del Natale nordico, è caratterizzato dall’unione dell’universo narrativo della scrittrice svedese di letteratura per l’infanzia, Elsa Beskow, con quello del tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffman. Nel racconto Il Natale di Petter e Lotta, i piccoli protagonisti festeggiano il Natale con le zie Marrone, Verde e Lavanda e con lo zio Blu. Lo schiaccianoci-soldatino di Hoffmann diventa lo schiaccianoci-capro, attorniato dalle figure del Carbonaio-Principe, della Governante-Principessa, dei topi, dei deliziosi dolcetti natalizi e di tutti gli addobbi dell’albero che si animano nella notte di festa.

 

A chiusura della Stagione lirica e di balletto 2018, dal 14 al 23 dicembre va in scena il melodramma in tre atti Rigoletto su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo, e musica di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 – Milano, 1901). L’amato e popolare titolo del massimo operista italiano manca dal palcoscenico del Teatro Lirico dal 1997 (nonostante le edizioni del 2002 all’Anfiteatro Romano e dell’estate 2017 alla Forte Arena di Santa Margherita di Pula) e viene presentato in un nuovo allestimento del Teatro Lirico curato dal fiorentino Pier Francesco Maestrini che, a Cagliari, ha firmato Turandot di Puccini (con le scene di Pinuccio Sciola) e La campana sommersa di Respighi. I complessi stabili cagliaritani sono guidati dal grande Elio Boncompagni.

Rappresentata al Gran Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo 1851, prima opera della cosiddetta trilogia popolare comprendente Il Trovatore e La Traviata, il melodramma, ambientato a Mantova nel XVI secolo, è incentrato sul personaggio di Rigoletto, buffone alla corte del Duca di Mantova, e sul tenerissimo sentimento filiale che lo unisce alla figlia Gilda e che si sviluppa fino al drammatico finale. Rigoletto, buffone ma triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente afflitto, è dipinto da Verdi in tutto lo spessore tragico della sua condizione umana. La potenza lirico-drammatica che Verdi seppe infondere al protagonista e ai personaggi che lo circondano non aveva precedenti: da un lato Rigoletto e Sparafucile (“Pari siamo!… io la lingua, egli ha il pugnale”), fra loro diversi eppure accomunati nella morsa del dramma, il primo agisce d’istinto, ferito nel più profondo del suo segreto e unico amore, la figlia; il secondo è un cinico brigante che uccide a pagamento; dall’altro l’ingenua Gilda e il frivolo ed egoista Duca di Mantova, anch’essi divergenti, ma uniti, individuati con altrettanta penetrazione psicologica in un’effusione lirica che raggiunge momenti di grande purezza.

 

Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Donato Sivo, del Teatro Lirico di Cagliari.

 

Le conferenze di presentazione di opere e balletto

 

Autorevoli studiosi e musicologi, con l’ausilio del pianoforte, ascolti registrati, proiezioni video e letture dal vivo, presentano le opere liriche ed il balletto in cartellone in sette incontri con il pubblico, ad ingresso libero, che si svolgono, come consuetudine, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari.

 

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Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto a che fare con un avaro. Non parlo solo di avarizia materiale ma anche spirituale e di sentimenti.

Anni fa conobbi una persona che diceva di desiderare un matrimonio con una brava donna che potesse accudire  lui e sua madre anziana. Cercava, da buon maschilista tirchio  una badante fissa gratis. Con questa idea era sempre alla ricerca di una futura moglie, ma senza  avere successo.

Il  suo approccio con la “preda” cominciava al bar dove la prima domanda era:”vuoi favorire un’ acqua minerale?”. Puzzava tantissimo perchè i suoi abiti erano sempre gli stessi dall’inizio di stagione. Parlava spesso di ecologia e rispetto dell’ambiente, ma dopo un po’ si capiva che ogni sua uscita aveva a che fare con la sua tirchieria.”L’acqua è un bene prezioso e va risparmiata!” Giusto, nulla da dire.

Una badante che per soli 10 giorni aveva accudito sua madre, raccontava l’inenarrabile. Il tirchio, prima di far utilizzare  l’acqua per la pulizia personale della povera anziana, doveva  controllarne personalmente il livello nella vasca, la quantità di sapone e la temperatura. Chiunque penserebbe di ciò, che fosse un figlio pieno di attenzioni. Non era proprio così. Quell’acqua era controllata come fosse oro fuso perchè dopo le abluzioni della povera anziana,  la riutilizzava in diversi modi: riimergendosi lui stesso, certamente senza aggiungere detersivo o rinnovarla; quella stessa poi veniva  riutilizzata per il lavaggio dei pavimenti e infine gettata nel WC perchè lo sciaquone era volutamente fuori uso. L’acqua per il lavaggio dei piatti doveva essere rigorosamente fredda e doveva servire a più lavaggi di stoviglie durante l’arco di tutta la giornata, ovviamente senza l’aggiunta di altro  detersivo . La stessa badante, alla quale era stato chiesto di lavorare qualche ora di straordinario, era stata retribuita non con danaro ma con una banana. Insomma, credo di non aver mai conosciuto una persona più ributtante!

Moliere nel 1668 , scrisse una commedia intitolata appunto l’Avaro.  Il personaggio principale, Arpagone è uno dei caratteri tipici del teatro classico, che si ritrova anche nell’Aulularia di Tito Maccio Plauto, commediografo latino. Come nella commedia plautina il timore di essere derubato e, in seguito, la consapevolezza del furto subito offrono lo spunto a un’infinità di situazioni comiche, una serie di equivoci tra i personaggi che ruotano intorno a lui rendono la commedia divertente e godibile.

Tanti sono gli attori famosi che hanno interpretato questo personaggio. Impossibile non ricordare il grande Sergio Tofano, ma anche Alberto Sordi, Paolo Stoppa, Lello Arena, Alessandro Benvenuti , tanto per citarne alcuni.

La compagnia teatrale “La Giostra- teatro in Famiglia” porterà in scena una commedia ispirata proprio all’Avaro di Moliere, domenica 17 Dicembre alle 20,30 presso il Teatro dei Salesiani a Selargius (CA) L’ingresso è a libera offerta e parte del ricavato sarà devoluto per le opere missionarie salesiane in Egitto.

Nel video sottostante l’attore Lello Arena racconta il suo Arpagone


YouTube Video

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Quando nel 1953, presso il Theatre de Babylone di Parigi, venne proposto per la prima volta lo spettacolo “Aspettando Godot” di Samuel Beckett con la regia di Roger Blin il pubblico si divise immediatamente fra chi lo amava e chi lo odiava. In poco tempo lo spettacolo divenne talmente popolare da dividere la città tra chi lo aveva visto e chi no.

Ma cosa aveva di così speciale “Aspettando di Godot” di Beckett?
La trama potrebbe apparire banale: racconta la giornata di due vagabondi che aspettano un certo Godot che non arriva mai.
“L’Attesa” di questo Godot che non arriva mai è il vero personaggio di questo spettacolo, che si dipana in due atti molto simili, e che rappresentano una delle metafore più efficaci per rappresentare il non
senso della vita .

La critica inquadra “Aspettando Godot” come Teatro dell’Assurdo, corrente di moda negli ambienti più critici della società contemporanea di allora.
Oggi quel tipo di modalità culturale mostra tutti i suoi limiti ma il suo significato conserva ancora oggi una sorprendente attualità.
Beckett anche se più volte sollecitato non ha mai chiarito chi o cosa rappresentava Godot e le chiavi di lettura si sprecano.

?Senza dubbio Godot è per il pubblico di allora tutto ciò che ci si aspetta e che non arriverà mai. L’Attesa, che abbiamo detto essere la vera protagonista dell’opera, è una prigione interiore.
È un’Attesa infinita che spettacolo dopo spettacolo si rinnova senza soluzione di continuità condannando Vladimiro ed Estragone all’annichilimento perpetuo.

Il 15 e il 16 novembre Figli d’Arte Medas presenta una “parodia” di “Aspettando Godot”: Godot 2.0.
Con vesti rinnovate anche a livello recitativo Gianluca Medas propone una rilettura dello spettacolo, una Rivoluzione come risposta a questa continua sequela di finali sempre uguali.

In questa rilettura gli attori seguono il proprio istinto, il proprio cuore. 

Con Aspettando Godot 2.0 Figli d’Arte Medas lancia un messaggio potente, attraverso la drammaturgia si afferma con forza che l’unica via di uscita per liberarsi della catene è quella di non accettarle.

?Smettere di aspettare Godot potrebbe essere una via di fuga?
È da 54 anni che Valdimiro ed Estragone vorrebbero andarsene e non hanno il permesso di farlo.
Questa volta sarà possibile?

FIGLI D’ARTE MEDAS IN 
- Godot 2.0 -
Drammaturgia e Regia di Gianluca Medas
parodia Liberamente tratta da “Aspettando Godot” di Samuel Beckett.

Con
MAURO SOLLAI – LISA ZEDDE – ANDREA ZUCCA – STEFANO CURGIOLU
Aiuto regia Jacopo Medas
Costumi Stefano Curgiolu

? DOVE E QUANDO
15-16 novembre a Cagliari
h 21:00
Ex Manifattura Tabacchi (Viale Regina Margherita, 33)

? INFO 
info@figlidartemedas.it
Biglietteria Box Office Ticket
070 65742
(Viale Regina Margherita, 43)

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Dopo il successo della scorsa estate, il Teatro di San Carlo propone una speciale Winter Edition di Opera Camp per il periodo delle vacanze natalizie 2017/2018, aperto ai ragazzi dai 6 ai 15 anni. Un regalo davvero unico da far trovare ai più piccoli sotto l’albero!

Attraverso momenti di gioco e improvvisazione, i ragazzi saranno infatti, accompagnati in un percorso di creazione, sperimentazione e condivisione, in cui potranno mettersi alla prova e cimentarsi nelle diverse pratiche teatrali: lezioni di canto e recitazione, laboratori di costume, trucco e parrucco daranno loro gli strumenti per far emergere la propria espressività e immaginazione, e dal confronto con gli altri, acquisire una maggiore consapevolezza e sicurezza di sé. Opera Camp intende avvicinare in modo attivo e coinvolgente i ragazzi al mondo del teatro musicale, facendo crescere in loro l’interesse e la curiosità per il teatro, la musica, la danza, e anche per tutti i mestieri creativi che sono necessari alla messa in scena di uno spettacolo, dimostrando che si può imparare divertendosi.

La Winter Edition di Opera Camp sarà dedicata  al Natale e alle magiche atmosfere de Lo Schiaccianoci. Le attività di laboratorio si svolgeranno dal 27 dicembre 2017 al 5 gennaio 2018 con l’esclusione delle date del 31 dicembre 2017 e del 1 gennaio 2018: gli incontri avranno luogo negli spazi del Teatro di San Carlo dalle 8.30 alle 16.00. 

Sarà possibile scegliere di partecipare all’intero periodo del laboratorio (8 giorni) oppure optare per periodi ridotti (4 giorni a fine dicembre o 4 giorni a inizi gennaio): per chi sceglierà di partecipare ad Opera Camp Winter tra dicembre e gennaio ci sarà, inoltre, la possibilità di partecipare allo spettacolo Lo Schiaccianoci nella data di sabato 30 Dicembre 2017 alle ore 17.

In base al periodo e alla tipologia di servizi richiesti, riportiamo qui sotto i costi di OperaCamp Winter Edition 2017:

- Dal 27 dicembre al 5 gennaio (8 giorni – Laboratorio + Schiaccianoci ) - 230 €
- Dal 27 al 30 dicembre (4 giorni – Laboratorio + Lo Schiaccianoci ) - 170 €
- Dal 2 al 5 gennaio (4 giorni – Laboratorio) - 150 €

Opzione facoltativa per i pasti (pranzo e merenda):

+ 80 €  per i pasti nel periodo 27 dicembre  al 5 gennaio
+ 40 €  per i pasti nel periodo 27 al 30 dicembre al e dal 2 al 5 gennaio

Le iscrizioni potranno essere effettuate scaricando il modulo di iscrizione disponibile online e  fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni e dettagli, è possibile consultare il nostro sito web, oppure contattare l’Ufficio Promozione Pubblico al numero 0817972468 o via email all’indirizzo promozionepubblico@teatrosancarlo.it.

Teatro di San Carlo
98/f, via San Carlo – 80132 Napoli
ITALIA
T +39 0817972468
www.teatrosancarlo.it

 

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Prima esecuzione assoluta di Azio Corghi, Mozart e Schumann

per Gérard Korsten, Sonia Bergamasco, Sabine Meyer e i complessi stabili cagliaritani, il 3-4 novembre, per la Stagione concertistica 2017

 

La Stagione concertistica 2017 del Teatro Lirico di Cagliari prosegue, venerdì 3 novembre alle 20.30 (turno A) e sabato 4 novembre alle 19 (turno B), con il sedicesimo, imperdibile, appuntamento: ritorna sul podio Gérard Korsten che, con l’Orchestra ed il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, propongono, nella prima parte, con l’ausilio della voce recitante dell’attrice milanese Sonia Bergamasco, una nuova composizione, su commissione del Teatro Lirico di Cagliari, in prima esecuzione assoluta di Azio Corghi, celebre e prolifico compositore italiano e, insieme al limpido clarinetto di Sabine Meyer, già prima parte nei Berliner Philharmoniker ed artista di fama internazionale, una delle pagine mozartiane più coinvolgenti e di raro ascolto; nella seconda parte, invece, viene eseguita la nota Seconda Sinfonia di Schumann. Il maestro del coro è Donato Sivo.

 

Il programma musicale delle due serate prevede: L’eco di un fantasma, per voce recitante femminile, coro e orchestra di Azio Corghi (Cirié, 1937 – vivente), nuova composizione, su commissione del Teatro Lirico di Cagliari in prima esecuzione assoluta; Concerto per clarinetto e orchestra in La maggiore K. 622 di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791); Seconda Sinfonia in Do maggiore op. 61 di Robert Schumann (Zwickau, 1810 – Endenich, Bonn, 1856).

 

Prezzi biglietti: platea € 35,00 (settore giallo), € 30,00 (settore rosso), € 25,00 (settore blu); I loggia € 30,00 (settore giallo), € 25,00 (settore rosso), € 20,00 (settore blu); II loggia € 10,00 (settore giallo), € 10,00 (settore rosso), € 10,00 (settore blu).

 

La Stagione concertistica 2017 prevede due turni di abbonamento (A, B), ai quali è ancora possibile abbonarsi, sebbene, ovviamente, ad un numero ridotto di spettacoli.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da mercoledì 11 gennaio 2017 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

 

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

 

Venerdì 3 novembre alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326 – 0704082250 – 0704082252; attivitagiovani@teatroliricodicagliari.it).

 

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

Sonia Bergamasco – voce recitante

È una delle attrici italiane più versatili. Nata a Milano, si diploma in pianoforte al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” ed in recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro della sua città.

Debutta in Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler ed è la Fatina dell’ultima edizione teatrale e televisiva di Pinocchio di Carmelo Bene. A teatro lavora anche con Theodoros Terzopoulos, Massimo Castri e Glauco Mauri. Dal 2001 è interprete e regista di spettacoli in cui l’esperienza musicale si intreccia più profondamente con il teatro. Vince il Premio “Eleonora Duse” nel 2014 per il suo lavoro d’attrice e, nel 2015, è regista ed interprete dello spettacolo Il ballo (tratto dal racconto di Irène Némirovsky).

Nel marzo 2017 debutta come regista al Piccolo Teatro di Milano in una nuova produzione intitolata Louise e Renée, ispirata a Memorie di due giovani spose di Balzac, di cui Stefano Massini cura la drammaturgia originale. Al cinema debutta nel 2001 con il film “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci.

Vince il “Nastro d’argento” nel 2004 come attrice protagonista nel film “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana; lavora anche con Bernardo Bertolucci in “Io e te”, con Giuseppe Piccioni in “Giulia non esce la sera”, con Silvio Soldini nel cortometraggio “D’estate”, con Franco Battiato in “Musikanten”.

Ottiene il Premio “Ennio Flaiano” come miglior interprete del film “De Gasperi” di Liliana Cavani e, sempre per la televisione, riscuote grande successo nelle innovative e fortunate serie tv “Tutti pazzi per amore”, “Una grande famiglia” dirette da Riccardo Milani e “Il commissario Montalbano in cui interpreta il ruolo di Livia. Il suo film più recente è “Quo vado?”, diretto da Gennaro Nunziante, per il quale vince, nel 2016, il Premio “Ennio Flaiano” come interprete dell’anno, il Premio “Alida Valli” come migliore attrice non protagonista al Bari International Film Fest e il Premio “CIAK d’oro”. È Madrina della 73^ Edizione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia

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Quando sfoglio le pagine dei social Facebook e Twitter il mio interesse , per ovvi motivi è prevalentemente rivolto alle   notizie di carattere artistico e in particolare al mondo musicale  dei Teatri Lirici.

Ho letto poco fa una notizia che mi ha veramente rallegrata.  Sembra che da quando Pierangelo Conte ha preso in mano le redini, in qualità Coordinatore Artistico della  Fondazione Opera di Firenze Maggio Musicale Fiorentino, le cose stiano migliorando sensibilmente.

Arrivato tre anni fa, dice di aver accettato, non solo perché conosceva l’illustre storia del Maggio da frequentatore, ma anche per la voglia di ricominciare  ripartendo dal nuovo teatro.

50 anni, compositore allievo di Alvise Vidolin, musicologo con una laurea su Luigi Nono conseguita cum laude alla Cà Foscari a Venezia, una lunga militanza alla Fenice come assistente alla direzione artistica, entra nei vertici del Maggio con un curriculum che comprende anche esperienze nel marketing: “L’aver lavorato da musicista mi ha insegnato quanto sia importante sfidare me stesso e mi aiuta molto nel dialogo con gli artisti. La trasversalità, il poter analizzare una questione sotto molti punti di vista e fare squadra – prosegue Conte – sono le strade che permettono di individuare le migliori soluzioni”.

Ad oggi sembra che Conte abbia fatto miracoli   decuplicando l’offerta artistica con un budget ridicolo,  proprio ciò che  devrebbero riuscire a fare  i tutti i direttori artistici.  Nel 2019 scadrà il suo incarico ma molti dipendenti si augurano che venga riconfermato viste le sue capacità  e i risultati sorpendenti.

Leggi qui una sua intervista 

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Da bambina quando andavo al cinema, sognavo sempre che gli interpreti del film da un momento all’altro potessero uscire dallo schermo e stare in mezzo agli spettatori. Un sogno che ieri si è avverato durante lo spettacolo “Angeli” del regista Gianluca Medas. Uno spettacolo nuovo e devo dire geniale: cinema e teatro uniti, lo spettacolo nello spettacolo.

Gli attori, proprio come nei miei sogni di bambina, uscivano dallo schermo e passando in mezzo alla gente si piazzavano sul palco proseguendo e contemporaneamente interagendo con ciò che veniva proiettato alle loro spalle.

La storia  è una delle tante storie di vita e di cronaca di cui ahimè  si sente parlare ormai quotidianamente: una rapina, la violenza familiare, un omicidio.

Protagonista assoluta della serata è stata Noemi Medas, figlia del regista.  L’attrice è la più giovane della  mitica dinastia Medas fondata da suo nonno e suo zio.   Gianluca Medas, con l’associazione “Figli d’arte Medas” ne mantiene viva la memoria, rinnovandone la tradizione.

In questo spettacolo i Medas erano diversi, dalla prima all’ultima generazione: nel film sono presenti infatti , oltre alla protagonista Noemi,   lo stesso regista  e sua zia che compaiono in un cammeo. La colonna sonora portava la firma di un’altro Medas , Filippo.

Noemi Medas nel ruolo di Gloria, è stata mattatrice assoluta di Angeli, mantenendo la scena dall’inizio alla fine e riuscendo a  trasmettere allo spettatore lo stato d’animo giusto per portarlo ad un  finale  quasi inaspettato.  I coprotagonisti  sono riusciti a tenerle testa, come  il giovanissimo Roberto Pettinau nel ruolo di Rocco suo fratello  e Pierpaolo Congiu, ottimo caratterista, ma anche  Alessandro Pani e in video Agnese Fois, Filippo Salaris, Joe Perrino, Mauro Sollai, Stefano Curgiolu, Antonella Puddu, Maurizio Carboni, e per la prima volta Asia.

Da quando ha deciso di intraprendere la carriera di attrice per Noemi Medas questo non è stato il primo impegno teatrale come protagonista assoluta. Quattro anni  fa infatti fu mattatrice indiscussa dell’ intero monologo di Antigone  . Cinematograficamente parlando invece è stata già protagonista in diversi film e cortometraggi che hanno avuto anche prestigiosi riconoscimenti come Perfidia di Bonifacio Angius.

Fresca di una lunga tournè con la grande Lella Costa e con la quale ha recitato nei teatri più importanti d’Italia,  Noemi Medas  ha al suo attivo  anche tanti stages in cui ha potuto conoscere  e ascoltare i suggerimenti di attori come Giancarlo Giannini per citarne uno tra i tanti. Questa estate  a La Maddalena è stata scelta fra tanti attori audizionati, per un laboratorio  inserito nel festival “La valigia dell’attore” dedicato al grande “Gian Maria Volontè”, tenuto da Michele Riondino.

La location della ex Manifattura Tabacchi, luogo di grande suggestioni storiche e sociali per la città di Cagliari, pur trasmettendo forti emozioni attraverso un percorso che ha portato lo spettatore lungo meandri e porticati sino alla sala di rappresentazione, a mio avviso non era particolarmente adatto alla rappresentazione in quanto il pubblico, accorso più numeroso che mai, non godeva di una visione ideale . Non di meno, lo spettacolo si è fatto apprezzare.

 

 

 

 

 

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Sono i protagonisti della storia cruda e ‘fastidiosa’ che verrà portata sul palco il 13 il 14 ottobredall’Ass. Figli d’Arte Medas.
Angeli è come uno sguardo penetrante e vorace che porterà gli spettatori dentro la vita di due ragazzi, Gloria e Rocco.
I giovani saranno costretti ad un’azione drastica da una serie di circostanze drammatiche.

È una storia d’amore, l’amore per la loro madre. È una storia di abbandono, da parte di una società che non ha mai protetto Gloria e Rocco, non li ha mai guardati in faccia se non per spettacolarizzare e volgarizzare il dolore.

Lo spettacolo nasce come un ibrido, testo e regia di Gianluca Medas, sarà recitato dal vivo e in video, traendo alcune scene chiave dall’omonimo cortometraggio (riprese di Antonio Cauterucci).

Gli appuntamenti sono il 13 e il 14 ottobre, h 21:00, a Cagliari presso la Manifattura Tabacchi (sala 11).

E’ importante la prenotazione, che potrete effettuare chiamando  questo numero 3892996641

 Noemi Medas 

ANGELI
Regia di Gianluca Medas
Con: Noemi Medas, Roberto Pettinau, Pierpaolo Congiu
e con: Alessandro Pani, Agnese Fois, Filippo Salaris, Joe Perrino, Antonella Puddu, Andrea Zucca, Annalisa Zedde, Stefano Curgiolu, Mauro Sollai, Maurizio Carboni, Matteo Puddu, Michele Onnis, Simone Argiolas e per la prima volta Asia Maria Boi.

Angeli non lascia respiro, confonde gli spettatori e li avviluppa al filo narrativo.
Lo spettacolo li spinge a oltrepassare le normali coordinate del giudizio morale nei confronti di una storia di disagio ed emarginazione, priva di buonismo.

Sono due i punti di vista che incontrerà lo spettatore:
- lo sguardo esterno, dei media, immagini trasmesse da uno schermo che diffondono la parte esteriore del fatto drammatico;
- e uno sguardo intimo, dei protagonisti sul palco che vivono la drammatica situazione.
Due storie che raccontano la stessa storia e lo fanno attraverso una forma ibrida tra cinema e teatro, che contraddistingue ormai da diversi anni le produzioni più importanti di Figli d’Arte Medas.

Sono Gloria e Rocco i giovani protagonisti di una ‘storia come tante altre’ ma che per una serie di circostaze diventa una ‘storia di cronaca’. I due giovani ragazzi, che fanno parte di quel microcosmo di ‘invisibili’ agli occhi della società, si ritrovano nell’arco di poche ore ad essere due pericolosi rapinatori.

Dopo una maldestra rapina e una fuga precipitosa i due ragazzi restano bloccati dentro un capannone assieme a un ostaggio. Durante la loro permanenza in questo luogo sudicio e desolante impareremo a conoscerli, vivremo le loro angosce e la loro paura.

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Anche quest’anno il Teatro Actores Alidos inaugura la rassegna tanto attesa dai bambini e dalle famiglie “Il Teatro delle Meraviglie”, a partire da domenica 1 Ottobre, con tantissimi ed imperdibili appuntamenti, per colorare la vita culturale della città di Quartu!

Quest’anno tutti gli spettacoli si terranno presso l’Auditorium della Basilica di Sant’Elena (di fronte al Teatro Centrale Alidos – ingresso da Via Diaz) come sempre alle ore 18:00.

Di seguito la programmazione dell’intera stagione 2017/18:

- 1 Ottobre - “I Tre Porcellini” del Teatro Actores Alidos

- 8 Ottobre – “Zitti Zitti” del Teatro Actores Alidos

- 22 Ottobre - “La Fiaba del Re Orcone” di C’è un Asino che Vola

- 1 Novembre - “Il Brutto Anatroccolo” del Teatro Actores Alidos

- 12 Novembre - “Concertino” di New Karalis

- 26 Novembre - “Latzus” di Fueddu e Gestu

- 3 Dicembre – “Bianca come la Neve” di Effimero Meraviglioso

- 8 Dicembre - “I Bestiolini” di Gek Tessaro

- 17 Dicembre - “Messieur, che Figura” del Teatro Tascabile di Bergamo

Il costo del biglietto per ogni singolo spettacolo è di Euro 5,00.

Per info e prenotazioni: 

TEATRO ACTORES ALIDOS | h 9:00 – 18:00

070/828331 – 070/8899027 – 377/7095932

 

teatroactoresalidos@gmail.com

 

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La Rassegna a cielo aperto, organizzata da Abaco Teatro col sostegno del Comune di Cagliari, continua domenica 27 agosto ore 17:30 al Parco Colle San Michele, via Cinquini a Cagliari, con il 1° Concorso “Giardini Aperti Città di Cagliari Arte e Natura 2017”.

I restanti cinque artisti semifinalisti, provenienti da tutta l’isola e non solo, si cimenteranno in pièce di massimo 15 minuti. In gara Arabesque Ballet della coreografa Benedetta Bucceri con “Il Calice della Felicità”, Gerardo Ferrara e Tonino Macis in “Sulla cattiva Strada” percorsi teatro-musicali deandriani, Marta Proietti Orzella in “E se i Topolini si ribellano?” tra teatro e natura, Animus Teatro con “Donne in Agrodolce”regia di Franco Siddi, Boucar Wade poeta-attore del Senegal in “Charabia” tratto dal suo ultimo libro. Gli artisti dovranno adattare il loro lavori agli spazi verdi senza l’utilizzo di artifici tecnici e le loro esibizioni saranno valutate dalla giuria del concorso formata da Alessandra Menesini (critica d’arte e teatro Unione Sarda), Rosalba Piras (attrice e regista – fondatrice di Akròama e collaboratrice di Abaco), Antonello Lai (redattore e speaker del TG di TCS Telecostasmeralda), Marco Asunis (presidente della Federazione Cinema Nazionale).

Alla finale del Concorso saranno presenti anche Maria Grazia Caligaris (giornalista collaboratrice della rivista Scenario, Agenzia Italia) e Alessandra Cesselon (giornalista della rivista Taxi Driver, scrittrice e critica d’Arte).  Anche il pubblico potrà potrà esprimere le sue preferenze sui progetti presentati e assegnare una menzione al più votato.

Alle ore 19 andrà in scena lo spettacolo “Vite in Volata”di e con Tiziano Polese prodotto da Abaco Teatro con la regia e la partecipazione di Rosalba Piras. Lo spettacolo si spoglia, per la manifestazione, di tutti gli effetti video e luci, e propone uno spaccato sul ciclismo degli anni ’20 e sul mitico Ottavio Bottecchia. Per la stesura del testo, Polese, ha attinto alle cronachedei più prestigiosi inviati sportivi. In scena è soprattutto narratore che da voce ai protagonisti e alla bicicletta, portandoci nelle salite impossibili del Tour de France e facendoci vivere le fatiche, le situazioni bizzarre in cui si venivano a trovare i ciclisti in quegli anni, con momenti sia drammatici che di pura comicità.

Mostre – Negli spazi verdi del Parco saranno come sempre esposte le opere di artisti emergenti: la pittura visionaria di Antonello Verachi con la mostra “L’Ombra del Fauno”. La fotografia vista da Paola Congia che espone due collezioni fotografiche: l’originalissima “Naturorto”, dallo stile caravaggesco, dove ritrae ortaggi e frutti di Sardegna, e la mostra “Il Sogno di un Pianoforte”, immagini surreali tra tasti e gocce d’acqua.

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Ieri sera sono capitata quasi per caso, invitata da amici, al  1° Concorso “Giardini Aperti Città di Cagliari Arte e Natura 2017”tenutosi presso il parco di San Michele a Cagliari. Una rassegna che prevedeva delle performance teatrali all’aperto e mostre di quadri.

Una bella idea a mio avviso ancora da perfezionare. Infatti l’organizzazione (il pubblico doveva spostarsi da una zona all’altra del parco), e la difficoltà a far funzionare l’amplificazione, ha penalizzato alcuni artisti in gara. Il pubblico purtroppo ha percepito con difficoltà i monologhi e i dialoghi. Chi è riuscito meglio, superando ogni difficoltà anche acustica è stata sicuramente la performance della compagnia con Roberto Magnabosco e i suoi danzatori Giorgia Damasco e Davide Vallascas  e la partecipazione di Roberta Pusceddu  . Una piece di alto livello per pulizia tecnica e originalità.

Pur con la difficoltà audio, ho potuto apprezzare poi il monologo-comico dell’attrice Francesca Falchi che ha saputo mantenere alta l’attenzione del pubblico sempre in crescendo. Un po’ sottotono le altre due performance per il motivo sopra descritto: Marco Lodde di Astulas Teatro e Il giovane gruppo A.B.Norme  .

La commissione giudicatrice era formata da  Alessandra Menesini (Unione Sarda), Rosalba Piras (attrice e regista), Antonello Lai (giornalista TV Telecostasmeralda), Marco Asunis (presidente Federazione Cinema Nazionale), Maria Grazia Caligaris (giornalista rivista Scenario e Agenzia Italia) e Alessandra Cesselon (giornalista-attrice-rivista Taxi Driver). Il pubblico, indipendentemente, ha espresso le sue preferenze tramite voto segreto. Domenica prossima si terrà una seconda semifinale. Fra le esibizioni di ieri e quelle di domenica prossima ne saranno scelti 4 che arriveranno alla finalissima del  3 settembre.

 “Il giardino dei silenzi” (corto teatrale, progetto di azione-creazione “La terre du milieu” a ideazione e cura di Giorgia Damasco, Roberto Magnabosco, Davide Vallascas ) era tecnicamente una scrittura coreografica breve (tipologia: corto), realizzata attraverso strumenti e tecniche narrative appartenenti al linguaggio della danza contemporanea e sue contaminazioni teatrali. La performance ha la peculiarità di nascere ed essere stata sviluppata in luogo esterno tipologia prato/giardino, potendosi quindi definire scenicamente riconducibile alla tipologia “danza urbana”.  

Nel Giardino dei Silenzi un Antico Guardiano Regna Sovrano. Allanon il Druido. La sua statua di quercia vigila paziente in attesa della “Prescelta” che con il potere delle Pietre Magiche e della “Notte” scoprirá d’essere l’unica a poter liberare da quel guscio di quercia antica… lo Spirito del Druido. Ma la Magia ha un prezzo, e lei ne pagherà senziente lo scotto. Un Guardiano viene liberato ed un altro ne prende il posto per proteggere quel magico giardino. Ma … l’arrivo di una giovane fanciulla che per caso si imbatte nelle Pietre Magiche… farà ricominciare la storia… 

Di seguito un video-documento della serata con la performance de “Il giardino dei silenzi”


YouTube Video

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“Agli inizi degli anni ’60, sul palcoscenico del Teatro Duse di Genova, mi capitò di assistere ad uno strano progetto teatrale-cabarettistico condotto da un folletto in calzamaglia nera ed un caschetto di capelli biondo cenere, che, appoggiata al pianoforte, ci invitava a giocare con i testi dei più importanti autori del momento – Pasolini, Flaiano, Moravia, Arbasino, Fabio Mauri, Mario Soldati, Franco Fortini, Goffredo Parise, Camilla Cederna, Giorgio Bassani, scritti apposta per lei, e con la regia di Pippo Crivelli.

Come c’era riuscita? Soltanto molti anni dopo, conoscendola un po’ da vicino, mi resi conto di quale tremenda mantide religiosa fosse questa donna, capace di strappare quelle composizioni da mani tanto prestigiose dopo mesi di assedio estenuante, ossessivo, inesorabile. Si diceva anche dopo numerosi passaggi in camera da letto. Era, per me, il primo esempio di cabaret-letterario, e fu un’esperienza indimenticabile. Alcune di quelle canzoni – musicate da compositori come Fiorenzo Carpi, Gino Negri, Franco Nebbia, Piero Umiliani, Luciano Chailly, Piero Piccioni – mi rimasero impresse nella memoria per anni, man mano che si sviluppava la sua fama di rompiscatole intelligente, di mangiauomini mai banale. Un’attrice/cantante in grado di inventarsi un repertorio nuovo, rifiutandosi di percorrere strade già battute, inducendo lo spettatore ad alcune riflessioni sullo stato del mondo in cui viviamo.

Il suo legame con Pier Paolo Pasolini, ovviamente platonico ma non per questo meno vitale, la consacrò definitivamente come musa privilegiata della sua poetica, sempre provocatoria e corrosiva nei confronti della banalità imperante (negli anni ’60 c’era chi si scandalizzava per come Jula De Palma aveva cantato al Festival di Sanremo TUA, TRA LE BRACCIA TUE, facendone oggetto perfino di un’interrogazione parlamentare). Col tempo questo repertorio è caduto fatalmente e ingiustamente nell’oblio. Perfino Laura Betti non riusciva più a trovare una copia registrata di quel primo concerto, e ricordo la sua felicità quando, poco prima della scomparsa, riuscii a portargliene una copia nell’appartamento di via del Babuino.

Perciò, riproporre oggi queste canzoni significa ricollocare al giusto posto un frammento della nostra cultura musicale che, partita dalle giovanili esperienze della Betti come cantante jazz, ha raggiunto una consistenza professionale di altissimo livello, aprendo squarci di riflessione sul nostro mondo ancora di straordinaria attualità.”  Marco Parodi

GIRO A VUOTO | Con Elena Pau rivive il cabaret letterario di Laura Betti
Laura Betti, un po’ scherzando, un po’ sul serio, presentava Pier Paolo Pasolini come “il mio fidanzato”… Per sapere come si viveva in quegli anni fra gli inizi degli anni sessanta, in mezzo a tutte le contraddizioni del boom economico, fino alla morte di Pasolini, è veramente necessario non perdere lo spettacolo “Giro a vuoto”, che il regista Marco Parodi ha affidato a Elena Pau, giovane e talentuosa cantante e attrice, e al pianista Alessandro Nidi, nei giorni scorsi al Piccolo Auditorium di Cagliari.
… Ventisei brani fra canzoni e monologhi, che meglio di un saggio ci fanno capire quale fosse il clima intellettuale di quegli anni che, nel desolante presente culturale del nostro paese, rimpiangiamo come si rimpiange e ci si strugge davanti a una foto d’epoca un po’ scolorita. …. A dare forma emotiva, sonora, poetica a questo materiale incandescente un’ottima Elena Pau, che qui regala al pubblico, molto numeroso, una splendida prova di attrice che sa cantare o, se preferite, di cantante che sa recitare, così come scriveva di lei il cantante Fausto Amodei, per sottolineare delle qualità che non sono comuni in una artista, ancora giovane, che sta lentamente approdando alla sua maturità. Merito del successo della serata anche i bei costumi di Salvatore Aresu e il magnifico accompagnamento musicale che vede Alessandro Nidi, uno dei più importanti pianisti italiani, dare corpo a queste difficili partiture per voce, emozione e follia. Enrico Pau su Sardegna spettacoli

GIRO A VUOTO | Gli stornelli intellettuali per Laura Betti

con ELENA PAU alla voce e ALESSANDRO NIDI pianoforte

regia MARCO PARODI

SABATO 19 AGOSTO 2017 


TEATRO CIVICO DI CASTELLO VIA DE CANDIA
ORE 21.00
Biglietto Intero euro 10,00
Biglietto Ridotto euro 8,00


INFO: lafabbricailluminata@gmail.com
puntilassociazione@gmail.com

Nel video sottostante potrete vedere un anticipo dello spettacolo


YouTube Video

 

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Con il concerto di mercoledì 5 luglio 2017, presso il Centro Culturale Casa Frau in Pula (Piazza del Popolo), è iniziata la Rassegna Musicale “Armonie sotto le stelle”, organizzata dagli Amici della Musica di Cagliari in collaborazione con il Comune di Pula e giunta quest’anno alla quarta edizione.

Il primo appuntamento ha visto protagonisti Guido Dorascenzi (voce recitante), Cristina Scalas (flauto traverso) e Davide Mocci (chitarra).

Mercoledì 19 luglio si prosegue con il soprano Elena Schirru, la voce recitante di Eleonora Giua accompagnate dal pianista Valerio Carta, un viaggio tra canzoni, arie d’opera, romanze da camera e le parole di Pasolini, Bennet, NicolaJ, Valentine, Abate, un viaggio tra musica e parole assai variegato.

Si proseguirà il 23 agosto con il duo formato da Massimiliano Loi al flauto e Manuele Pinna al pianoforte che proporranno musiche di: P. Gaubert, C. M. Widor, F. Doppler, T. Boehm.

Il 30 agosto saranno di scena il soprano Silvia Arnone, il tenore Mauro Secci accompagnati dal pianista

Valerio Carta in un programma che comprenderà musiche di: W. A. Mozart, G. Donizetti, G. Verdi, G. Puccini, F. P. Tosti, E. De Curtis.

Il mese di settembre si concluderà con gli ultimi due concerti.

Coordinatore della rassegna è il maestro Valerio Carta.

Programma del 19 Luglio

soprano Elena Schirru

Pianista Valerio Carta

1) Summertime
2) Me vojo fa na casa
3) Il bacio
4) Apres un reve
5) Il bel sogno di Doretta
6) Ma rendi pur contento
7) Traviata

Voce recitante Eleonora Giua

 

1: la buona madre di Nicolaj. 2: Monologo di Francesco Abate. 3: Supplica a mia madre di Pasolini. 4: giorgio Gaber uno spazio vuoto che va ancora popolato.

Programma del 23 agosto

con il duo formato da Massimiliano Loi al flauto e Manuele Pinna al pianoforte

- Taktakishvili, sonata per fl e pf
- Gaubert, notturno e allegro scherzando
- Widor, suite op. 34
- Doppler, fantasia pastorale ungherese
- Boehm, gran polonaise

 

 

Programma del 30 Agosto

col tenore Mauro Secci e il soprano Silvia Arnone accompagnati dal maestro Valerio Carta

Le più belle arie, duetti e romanze tratti da opere di W. A. Mozart, G. Donizetti, G. Verdi, G. Puccini, F. P. Tosti, E. De Curtis.

Elena Schirru e Valerio Carta

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qualche parte nello spazio il poeta latino Virgilio e il poeta italiano Dante si sono incontrati nuovamente dopo quasi settecento anni, per iniziare un nuovo viaggio nell’universo dei vizi e delle virtù umane…

Ci sono persone che amano la lettura in inglese per poter migliorare la conoscenza della lingua, ma ci sono anche coloro che hanno una vera e propria passione sia per il Cinema che per il Teatro sempre nella lingua anglosassone. Per questo motivo, propongo a tutti coloro che amano questo genere di lettura, l’ultimo lavoro teatrale scritto da Ignazio Salvatore Basile,  il quale partecipa ad un concorso con questo lavoro.

Cliccando nel link sottostante potrete accedere al sito dove poter acquistare il suo libro e allo stesso tempo votarlo.

Si può scegliere  sia la versione online che quella cartacea.

https://www.amazon.co.uk/Travelling-space-time-Virgil-drama-prologue-ebook/dp/B071FB9SGV/ref=sr_1_1590?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1495466078&sr=1-1590

 

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Il III° appuntamento della rassegna “Cultura Popolare III: I luoghi dell’Altrove” dell’Associazione Figli d’Arte Medas  avrà luogo il 26 maggio.
Questo viaggio nella letteratura è dedicato a Giulio Angioni, recentemente scomparso, un grande antropologo e scrittore sardo che ha esplorato sia da studioso che da scrittore le sfaccettature dell’Altrove.

Lo spettacolo/progetto/concerto “preTesti, tra il serio e il faceto”, ad opera di Art’In, ha la peculiarità di mutare contenuto per ogni sua rappresentazione, questo rende davvero unico ogni spettacolo.
Il tema però ci è noto, sarà un modo originale e diverso di esplorare alcuni tra gli Altrove più famosi della letteratura italiana.

Lo spettacolo si svolgerà venerdì 26 maggio a Guasila, alle ore 21:00 presso il Teatro Fratelli Medas.

L’ingresso ha un costo di 5 euro.

Art’In – Breve Storico – origini formative e sviluppo 1977 nasce come Teatro del Borgo a Bologna dove lavora fino all’84 nell’ ’84 si trasforma in Teatro Ridotto e si trasferisce a Lovere dove opera fino al ’99 nell’ ’99 amplia il proprio organico integrandosi con liberi musicisti professionisti dando vita al Teatro “Art’In Scena” al Ridotto ;

nel 2005 in seguito alla confluenza di nuove esperienze artistiche si costituisce Art’In , come diretta emanazione di Art’InScena. Art’In, un ensemble che con le sue due sedi operative (Sardegna e Lombardia), vuole proporsi come luogo/punto di riferimento per una comunità di spettatori, studenti, operatori del settore, associazioni, enti; con la nostra sempre più viva progettualità che, come agli inizi, continua a mirare ad un lavoro multidisciplinare, interculturale con chiari valori sociali e irrinunciabile prerogativa artistica. Quindi non solo come luogo di visione, bensì spazio d’incontro, di confronto, “zona vitale” di scambio di culture e di saperi.

E teatro … musica … cinema… spettacolo…come fenomeno totale come lavoro, luogo di emozioni foresta di segni, paesaggi creativi come unità d’intenti e azioni suoni, luci, immagini, parole, movimenti inscritti in un’unica partitura teatro … musica … cinema… spettacolo…come pubblico, chi lo guarda e lo ascolta chi gli permette di essere tale….…percorso poetico e artistico…

Durante tutti questi anni abbiamo lavorato seguendo una linea di ricerca di contaminazione/integrazione tra le varie forme della comunicazione artistica, teatro-musicacinematografia- danza , sviluppando una personale modalità di relazione tra attore-musicista e spazio-immagine-musica-movimento favorendo una peculiare metodologia di lavoro che ha trovato una felice collaborazione con vari musicisti ed artisti internazionali in importanti progetti/spettacolo ( ricordiamo “viola e apoteosi”, “improvvisamente”, “ritratt…i/o”, “Obra”, “Ucronie”,” giocando a scacchi con la luna” “Santi Briganti”, “dissolvenze” , “inVento”, “al buio”, “Approdi”, “apparenze .. serenate in bianco e nero”,”Sospiri Sospesi”, ”Triple Time” “ …), rappresentati in importanti festival/rassegne europee (Festival Radio France du Montpellier e Languedoc Roussillon, Frankfurt International Theatre Festival, Volterrateatro, Glastonbury Festival of Contemporary Performing ArtsFestival, London Jazz Festival, Festival Internazionale di Lavrion- Greek,El Grec Barcellona, Italienischer Theaterherbst Berlino, International “floraisons musicales” Marsiglia, Edinburgh International Festival, Les Italiens saison Lion, Festival Internazionale Theater Plze? , Lunatica Festival ecc…) .

Accanto allo studio di nuove forme espressive abbiamo sempre affiancato un profondo lavoro sulle problematiche sociali, cercando di mantenere ben viva una delle più importanti funzioni dello spettacolo. E’ da questo intento che sono scaturiti progetti e eventi di impegno civile “dedicati e donati” alla pace, alla lotta contro la mafia, all’ambiente, al ricordo del passato per una memoria del presente. Particolare importanza riveste l’attività di ricerca e divulgazione, nel settore didattico/pedagogico articolata secondo varie modalità di intervento “su misura”, che si sostanzia in proposte progettuali in vari ambiti, nelle collaborazioni e consulenze richieste da Enti ed Istituzioni operanti nel campo della ricerca, della Scuola, nel settore bibliotecario, dell’informazione e della formazione di operatori a vario livello.

Organizziamo nelle nostre sedi e presso altri soggetti culturali, stage di aggiornamento per professionisti e corsi di conoscenza ed avviamento al teatro, alla musica e al cinema, nonché rassegne e festival. Tra i tanti maestri che hanno segnato il nostro percorso formativo incontrati nelle scuole e nei numerosi corsi di formazione/perfezionamento ricordiamo : K. Azuma, I. Miura, E. Barba, J. Beck, C. Bene, E. De Filippo, M. Fabbri, P. Brook, O. C. Giovangigli, M. Marceau, C. Rick, J. Grotowski , J. Xenakis, T. Fiordefalk ….. per le collaborazioni ai nostri progetti, tra i tanti ricordiamo e ringraziamo: D. Lumini, S. Essaian, P. Cowald, G. Ferris, S. Sciarrino, G. Luporini, G. Guccini, L. Agudo, P. Fresu, G.L. Trovesi, F. D’Andrea, G. Coscia, S. Bonafede, M. Serra, P. Ciliberto, G. Murgia, D. Makris, M.R. Omaggio, M. Zanot, A . Grimaldi, R. Denti, G. Petter, G. Canova, C. Lastrego, G. Manfredi, M. Bernardi, D. Savio, M. Nichetti, G. Rimondi, F. Rotondo, F. Testa, E. Zamponi, D. Bisutti, rivista Focus /M. Gaffo/ M. Casareto, V. Melegari, G. Quarenghi, M. Baliani, G. Pallotti, E. Scarsella Mazzocchi, I. Moscati, D. Evola, C. Valendino, M. De Aloe, B. Bozzetto ecc… Dall’76’ ad oggi abbiamo complessivamente dato vita a 87 produzioni tra concerti, spettacoli in allestimenti per un pubblico adulto e per ragazzi. Dall’78’, dopo aver acquisito competenze ai corsi perfezionamento di cinematografia sperimentale di regia e di sceneggiatura, operiamo nel settore cinematografico e video, dall’ 82’ abbiamo: collaborato con varie emittenti televisive regionali e nazionali; prodotto 5 lungometraggi, 19 cortometraggi, 22 film documentari, 16 spot, 9 spettacoli/film/concerto. Dal 2008 per le attività nel territorio regionale Art’In gode dei contributi della Regione Autonoma Sardegna Art.n.56 L.R. n.1/90 Tra le manifestazioni/festival/rassegne a carattere nazionale ed internazionale ideate e organizzate ricordiamo: Voce e teatro; Teatro e musica; InContro; La Carovana, The voice of the body – the body of the voice; “ Maestri e Margherite- forum internazionale di pedagogia teatrale; LagoRà – intorno al comico; L’Improvvisazione; Effetto esterni; Umori contemporanei; Festa Granda; le Notti dell’Orco, MareeMiniere, Asuni Film Festival, Festival Concorso Internazionale Itinerante Cinematografico PuntodiVistaFilmFestival, DivagAzioni tra teatro, musica, cinema, danza e ….; Tra i vari riconoscimenti: – I° premio per: sceneggiatura, soggetto, miglior film comico “ Oscarino 99 “ con “Tempi Moderni” , – Finalista Visioni Italiane BO ‘02 con “in Giro” – I° premio con “il tempo di una…“ Oscarino 05 “- Premio Miglior Attrice a Manuela Loddo Campobasso 05’ – Grado 07’; I° premio Film Festival 03’ TO con “si..ma..no..forse…no….” – “ faccende di cuore” I° premio conc. Naz.“ tutti diversi tutti uguali 05 ” Roma, Minist. Pari Opportunità, Minist. Pubblica istruzione, UNAR – 1° premio spot “e Tu” Agenzia delle Entrate 06 – I° premio per film “respiri … sospesi” festival ANCR TO – ecc ….. Nel settore della formazione/informazione, in collaborazione con organismi provinciali, regionali, Universitari e interbibliotecari, ricordiamo tra i tanti progetti realizzati: Donna e cinema; Risate a grande schermo; Di cose risibili; Seminario di improvvisazione teatrale e musicale; Invito a Calvino; Donna e animazione; Il filo di Arianna; Il meraviglioso paese di Oz; Incontri in penombra tra scritti e versi… tra parole, fatti… storia… e un po’ di musica; Il castello della paura; Invito al libro; Silenzi d’amore; Biblioteca in Rosa ; “pirati, birbe, maghi e bugiardi..letture animate senz’età”, “ Narrando narrando” Fiabulando; Librocando; io non ho mani – dedicato a Turoldo; Per conoscere … ; Tracce: percorsi di fine millennio; Ritorno a Babele; e per dono … il suono di parole scritte , Risate tra le mura – Castelli della Toscana ecc…

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foto Alessandro Cani

Sabato, 13 Maggio, 2017 – 15:00  e Domenica, 14 Maggio, 2017 – 15:00 , in collaborazione col  Sardegna Teatro, si  terrà una installazione interattiva progettata dagli allievi del corso “Visual Show, verso il videomapping e oltre” sulle produzioni appunto  di Sardegna Teatro.
ll corso “VisualShow, verso il videomapping è oltre” è stato  organizzato da Open Campus e tenuto da AM Artist.
Rivolto a video maker, VJ, artisti multimediali e agli operatori dello spettacolo e dell’arte in genere, ha posto le basi per l’utilizzo del software TouchDesigner, analizzando gli aspetti di progettazione e realizzazione di installazioni e spettacoli visuali.

L’applicazione pHoToSpHeRiC è stata realizzata come esempio pratico di utilizzo del software e come sviluppo degli argomenti trattati durante il corso e sarà fruibile tramite un installazone interattiva il 13 e il 14 maggio al Teatro Massimo in occasione della manifestazione Monumenti Aperti.

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Una delle forme più complete del teatro musicale è sicuramente il Musical, spettacolo composto oltre che dal canto anche dalla recitazione e dalla danza. Il musical è nato e si è sviluppato negli USA tra l’800 ed il ’900 e in Italia lo abbiamo conosciuto attraverso il cinema americano degli anni 30-40-50.  Come non ricordare i film meravigliosi dalle spettacolari coreografie di  Esther Jane Williams!

Ebbene, in questi giorni a Cagliari ci sarà un piccolo festival tutto dedicato ai musical e che vede come protagoniste le migliori compagnie teatrali specializzate nel genere. Compagnie che si sono formate negli anni e che hanno raggiunto livelli quasi professionistici.

Il festival si intitola MUSICALARIS  e si svolgerà dal 22 al 25 marzo 2017 al Piccolo Auditorium Comunale di Cagliari

 Giovedì 16 marzo 2017 alle ore 11 presso il Palazzo Siotto di Cagliari (via dei Genovesi 114 - mappa), verrà presentata alla stampa la prima edizione della rassegna Musicalaris” il primo festival isolano interamente dedicato all’arte del musical, che andrà in scena.

Saranno presenti all’incontro Filippo Piliu e Emanuele Diana (Gemini Club Animazione e Spettacolo), Romina Pusceddu e Camilla Scameroni (Compagnia CBS Elmas), Manuel Cossu (Compagnia Teatrale Modulare), Cristina Melis Alessia Melis (Compagnia EllioT).

L’evento è organizzato dall’Associazione Gemini Club Animazione e Spettacolo di Cagliari.

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Quella di Karen è una storia vera, registrata come in un nastro magnetico dalla prosa neorealista e tragica dello scrittore Sandro Mascia che offre all’adattamento scenico solidi basamenti metrici per l’orchestraggio dell’azione.

Noi scegliamo il vortice e compiamo una scelta. Per questo non possiamo più fare a meno della musica.

Il 14 febbraio alle ore 19.00 e in replica alle ore 21 va in scena al Teatro Sant’Eulalia di Cagliari in prima nazionale “IO SONO KAREN – pura e senza paura”, uno spettacolo prodotto da Afrori Distilleria Guitta in collaborazione con Sandro Mascia, autore del racconto “Karen” da cui questo lavoro è stato tratto.

Adattamento, drammaturgia e performance di Mixa Fortuna, in scena con Mario Massa, tromba ed elettronica, autore delle musiche originali che abitano la struttura dell’opera (#terzosegnale)

L’allestimento scenico è un’installazione dell’artista e ricercatrice tessile Pietrina Atzori, che recupera, sul discorso intorno al corpo e al ciclo femminile, una collezione di biancheria appartenuta a corredi di donne che agli inizi del secolo scorso si votarono alla vita monacale.

Amsterdam, 9 febbraio 2011, centro storico. Una vetrina. Una donna esercita il mestiere, si espone al vetro, ogni giorno verso un nuovo futuro. È il primo momento della sua vita in cui può formulare un progetto. Quella posizione è finalmente adatta alla conoscenza, alla vita. Il primo passo della Maddalena dopo il risveglio. È a questo punto che una persona può fare i conti e raccontare la storia del proprio passato senza dovere più rimescolarne le sorti.

Afrori Distilleria Guitta
è uno spazio mobile condiviso reso possibile dall’intervento performativo, autorale, editoriale degli elementi fondatori Mixa Fortuna e Giuseppe Carta e di tutti gli artisti che convergono nelle operazioni. Nucleo in azione nel territorio sardo dal 2015 con attività teatrali, ermeneutiche, laboratori, musica e promozione dell’arte contemporanea sarda.
L’incontro con Mascia e Pietrina Atzori è una risultante naturale dell’interazione con il territorio, dal quale emergono spontaneamente le forze creative.

INGRESSO 8 EURO – rivendita Caffè Barcellona, Piazza Dettori Cagliari la biglietteria del teatro apre alle 18

per informazioni e biglietti mischa_fortuna@live.it

Tragica è drammaturgia, cadenza, cerchio che si chiude, forma concettuale, distillazione dell’atto performativo come vortice di tutte le possibilità di quell’azione che producono una scelta.

 

 

 

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“PAGINA BIANCA: Feltrinelli  la Sardegna e Simon Mossa”
di Gianluca Medas

Giangiacomo Feltrinelli ancora oggi crea imbarazzo nell’immaginario collettivo dell’opinione pubblica. I fatti che lo riguardano sono ancora troppo vicini a noi e per questo motivo  non esistono pubblicazioni esaustive sulla sua persona, sul suo pensiero e soprattutto sul suo agire.
Giangiacomo Feltrinelli però è stato un uomo speciale, colto, raffinato, ricco di famiglia, pericoloso, capace per cultura e sensibilità di leggere le tensioni internazionali con uno sguardo ribelle.

Era appena un ragazzino quando scelse di appartenere alla Resistenza arruolandosi nel Gruppo di Combattimento “Legnano”.

Al termine della guerra aderisce al Partito comunista, sostenendolo non solo ideologicamente ma anche economicamente visto che il denaro non gli mancava.

Fonda una casa editrice indipendente, la Giangiacomo Feltrinelli Editore, per dare voce al pensiero alternativo. Si rende conto che il mondo è in una fase di restaurazione e capisce che è necessario utilizzare gli strumenti  che la democrazia permette per  divulgare  idee divergenti.

Nel 1964 si reca a Cuba e incontra Fidel Castro.

Tre anni dopo rischia la vita in Bolivia per incontrare il filosofo Régis Debray. Vuole capire il perché alcuni individui rischiano la loro vita per portare la rivoluzione in Sudamerica.

Di ritorno da questi viaggi, nel 1968, ha una  intuizione, un’immagine della Sardegna come un baluardo di una rivoluzione nel Mediterraneo.
L’isola secondo i suoi progetti potrebbe diventare una nuova Cuba.

Ma questo progetto, pensa, va condiviso con i sardi.

Da questa esile traccia parte il nostro lavoro, realizzato raccogliendo materiale inedito del cammino dell’intellettuale milanese sul nostro territorio. Nel costruire questo appuntamento non ci siamo soffermati a ricostruire il progetto di Feltrinelli, abbiamo cercato i segni del suo passaggio.

Non abbiamo sottovalutato l’incontro fondamentale con Simon Mossa, a nostro parere l’unico personaggio di caratura internazionale della Sardegna di quegli anni, uomo sensibile, capace di comprendere le finezze di un progetto simile seppur lontano da quel disegno rivoluzionario.

Il 12 dicembre del ’69  viene raggiunto dalla notizia della strage di Piazza Fontana, la madre di tutte le stragi. “Non c’è più tempo” pensa e passa alla clandestinità.

Fonda  i GAP e finanzia altri movimenti estremisti.

Il 14 marzo 1972 viene trovato morto ai piedi di un traliccio dell’alta tensione nelle vicinanze di Milano ma il comunicato stampa che descrive la sua morte è chiaramente falso.

Lo spettacolo ricostruisce i movimenti del Feltrinelli sull’isola senza trascurare lo scenario nel quale si muove, verrà proposto con l’utilizzo di immagini proiettate su uno schermo tre per due. La narrazione verrà accompagnata dalle musiche, eseguite dal vivo, di Mauro Palmas.

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Approdi 2016, è il festival d’arte e comunità organizzato da Carovana S.M.I nel quartiere di Sant’Elia, nel lungomare di Cagliari. Da ottobre a novembre 2016 Approdi rilancia un programma dedicato al mare, alle interazione tra arte e sport, alla coesione sociale. Mare, arte e sport, non solo i temi ma le porte per entrare a Sant’Elia e proiettarsi verso il mondo.

Approdi 2016 continua questo weekend con 3 appuntamenti al Lazzaretto:

1) sabato 5 novembre ore 19.00 lo spettacolo Tenue Radiodramma tattile a cura di Fosca. 

2) domenica 6 novembre ore 10.00 – 13.00 piazza antistante Lazzaretto, durante mercato della domenica, Imbuteatro di Cinzia Morandi

3) domenica ore 16.00 al Lazzaretto. Giro di stile. Scambio d”abito al femminile. Avvio della raccolta degli abiti. Le info su Facebook

approdifesta e a seguire su WhatsApp.

NON MANCATE!

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Sabato 5 novembre alle ore 19 si terrà al Teatro di Sinnai uno spettacolo divertentissimo tratto da un racconto di Roald Dahl intitolato Piccolo Genio.

Lo spettacolo è adatto a tutte le età e i fondi saranno destinati alla ricostruzione di una scuola di un paese colpito dal terremoto nel Lazio e in parte anche ad una casa di accoglienza per bambini affetti da patologie oncologiche e familiari.

Alcuni degli interpreti principali e i musicisti adulti provengono dal Conservatorio di Musica,altri sono giovani talenti attori /cantanti del territorio.

Il Chorus Opera, formato da 25 eccezionali voci, interpreterà con bravura le scene. Vi Aspettiamo numerosi.

Per prenotazioni telefonare al 3285753078.

Organizza le Lioness di Cagliari e il Lions Club di Sinnai . Tutto va in beneficenza! 

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La prima volta che sentii parlare di Fabrizio de Andrè ero in prima superiore. Il professore d’ italiano ci diede da studiare la poesia “La guerra di Piero“, parlandoci in maniera approfondita dell’autore  e di altre sue composizioni. Mi affascinò subito questo artista, questo suo modo di scrivere i testi a volte trasgressivi, la sua voce baritonale . Erano gli anni in cui cominciavo a strimpellare la chitarra e le canzoni di De Andrè erano particolarmente facili da accompagnare. Insomma erano entrate nel mio repertorio insieme a Battisti, Celentano, Mina ecc.Lo seguivo tantissimo anche attraverso i rotocalchi. Mi piaceva l’idea che avesse scelto la Sardegna per vivere con la sua compagna Dori Ghezzi, anch’essa cantante.

Nel 1979, purtroppo, De Andrè fu rapito con la sua compagna, dalla sua casa di Tempio Pausania e questo provocò in me un senso di sgomento. Ancora una volta la mia terra era balzata alle cronache per i sequestri. Una vergogna oltre che il dispiacere che i due artisti potessero rimanere vittime dei banditi. Giorno per giorno seguivo il fatto e speravo che velocemente si risolvesse, ma i due sfortunati rimasero sotto sequestro per ben 4 mesi.

A raccontarci questo fatto di cronaca, nei dettagli, sarà l’attore cagliaritano Gianluca Medas, in uno degli spettacoli della nuova rassegna dei Figli d’arte Medas”“Storytelling”, in partenza venerdì 14 Ottobre.

Storytelling non è uno spettacolo, né una narrazione, né un concerto: è tutte queste attività insieme, e allo stesso tempo ne è il superamento.

Ci si assume il compito e la responsabilità di liberare dalla comunicazione tradizionale quattro fatti di cronaca importanti, sviscerandoli davanti agli occhi degli spettatori tramite immagini, video, brani giornalistici, brani letterali, narrazioni da vivo, interviste ai protagonisti (reali o interpretati) delle storie.

L’intento di Storytelling 2016 è quello di celebrare l’informazione indipendente senza fare teatro, senza fare televisione, senza fare narrazione ma contemporaneamente ribaltando e giocando con queste “grammatiche” per realizzare qualcosa di nuovo.
È un esperimento, una sorta di sincretismo tra le varie forme di comunicazione per offrire un’informazione alternativa che porti al cuore pulsante dei fatti.

Di seguito la locandina

 

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L’attrice cagliaritana Noemi Medas, figlia d’arte, (suo padre è l’attore Gianlca Medas) debutterà questa sera in uno dei teatri più importanti della nostra penisola: Il Piccolo di Milano,  il teatro intitolato  al famoso regista Giorgio Streheler.

Lo spettacolo si intitola Human , lei è nel cast i cui interpreti principali sono  Lella Costa e Marco Baliani .  Lo spettacolo, in forma di oratorio, tratta il problema dell’emigrazione e, tra negazione e affermazione , il concetto di umanità.

Noemi ha voluto condividere la sua emozione con gli amici raccontando le  prime impressioni avute al suo arrivo nel prestigioso teatro milanese ,  il cui palcoscenico è stato calcato dai nomi più importanti della prosa nazionale e internazionale.

“Uscita dalla Metro Lanza mi sono diretta verso il Teatro. Bello, ma visto da fuori non potrai mai immaginare come potresti sentirti una volta entrato. Siamo passati dall’ingrssso posteriore, quello che porta ai camerini. Ho poggiato la mia roba, ho indossato il mio costume di scena e ho aperto la porta che dava sul palco…Buio.  Camminavo, camminavo e l’unica cosa che si vedeva erano porte anti incendio e un enorme spazio poco illuminato in lontananza. Seguivo quella luce pensando “Ma…dove caspita è finita la scenografia?! Non l’hanno ancora montata?!” . Quando sono arrivata mi sono resa conto di essere solo in un lato del palco…immenso. Mi sono girata e alla mia destra c’era una quinta enorme, ed era solo una. L ‘ho attraversata ed eccomi nel palco. Ho visto la platea, vuota, e l’ho immaginata riempita da 892 testoline. Ho respirato un’ aria densa come se il respiro di tutti i più grandi attori e registi che hanno vissuto questo Teatro fosse rimasto incastrato li, diventando un’ unica cosa, un’ unica grande energia.

Sold out dal 7 al 14. Non ho mai visto 7,136 spettatori nell’arco di una settimana. Aspetto di nutrirmi di questa emozione e avanti tutta, come sempre.

Noemi è un’attrice che è si è fatta avanti con molta umiltà, imparando il mestiere di famiglia ma anche lavorando sodo per aggiungere alla sua professione  tutto ciò che poteva esserle utile per migliorarla come ad esempio lo studio del canto. Lei è una mia allieva , e posso dire con orgoglio che ogni piccolo passo nella sua crescita è il risultato di uno studio fatto con costanza, intelligenza e determinazione , elementi importantissimi per arrivare in alto.

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Il prossimo 8 settembre, nella prestigiosa Royal Festival Hall del Southbank Centre di Londra debutta 
lo spettacolo teatrale “HIM” della regista Sheila Hill  interpretato da Tim Barlow con le musiche del contrabbassista sardo Sebastiano Dessanay.Alla realizzazione dell’opera hanno contribuito, inoltre, il fotografo e filmmaker  Hugo Glenninding, il lighting designer Andrew Ellis e il musicista e compositore Howard Skempton come consulente musicale.

Sebastiano Dessanay è un contrabbassista, bassista elettrico e compositore sardo residente a Birmingham (UK). La sua musica è caratterizzata da un forte senso della melodia e una grande attenzione alle tessiture e atmosfere sonore.

Il contrabbasso ha spesso un ruolo preminente nella sua ricerca e le sue composizioni hanno un carattere improvvisativo, spesso arricchite dall’uso dell’elettronica.  Sebastiano ha iniziato a suonare il pianoforte e il violoncello a dieci anni per poi passare al basso elettrico e al contrabbasso.

Dopo essersi laureato in Geologia presso l’Università di Cagliari, si è diplomato in contrabbasso al Conservatorio di Cagliari nel 2007, ha completato un Master in composizione al Birmingham Conservatoire nel 2009, dove ha anche ottenuto un dottorato di ricerca in composizione contemporanea nel 2014.

Attualmente insegna contrabbasso e teoria musicale presso il Birmingham Junior Conservatoire, dove svolge anche attività di ricerca, e collabora con il Dipartimento di Musica della University of Birmingham. Molte sono le collaborazioni passate e presenti con musicisti in ambito classico-contemporaneo, jazz, pop-rock ed etnico. Inoltre collabora regolarmente con artisti nel mondo dell’opera, del teatro, della danza contemporanea, del film e delle visual arts;

Si è esibito assiduamente in Europa e ha registrato in diversi progetti discografici a suo nome e come ospite. Nel 2012 riceve una menzione onoraria dalla International Society of Bassists (ISB) per a composizione Noise per contrabbasso ed elettronica al concorso David Walter Composition Competition 2012.

Nel 2004 ha vinto il primo premio al Concorso di Composizione Sardinia International con la composizione Scherzo per contrabbasso solo. La musica di Sebastiano Dessanay è stata suonata presso: MAC (Midlands Arts Centre, Birmingham, 2015), Library of Birmingham (Birmingham, 2015), Stratford On Avon Music Festival (Stratford-upon-Avon 2012), Jazz Dock (Praga, 2012), Sound New Festival (Canterbury, 2010 e 2012), European Jazz Expò (Cagliari, 2012), Nuoro Jazz Festival (Nuoro, 2012 e 2013), Integra Festival (Copenhagen, 2011), University of Nebraska (Omaha, 2011), Royal Conservatoire (Stoccolma, 2011), Frontiers Festival (Birmingham, 2009 e 2010), The Place (Londra, 2008 e 2009), Spazio Musica Festival (Cagliari, 2004), Time in Jazz Festival (Berchidda, 2000).

L’OPERA - HIM 

nasce con l’ambizione di ottenere sul palcoscenico teatrale la finezza e i dettagli, che si possono riscontrare in un film o apprezzare in una galleria d’arte. L’intenzione della regista Sheila Hill è quella di realizzare un lavoro molto statico, immobile e immutabile, focalizzato sulla faccia di Tim Barlow per la maggior parte del tempo, amplificandone gesti, espressioni, parole e silenzi.

E’ il protagonista che al centro della scena osserva la realtà con gli occhi di ottantenne, con la consapevolezza e la delicata ironia di un uomo che guarda il suo momento di vita, in cui le cose sono più silenziose e più lente. Barlow si mette a nudo sul palcoscenico, svelando la sua storia, le proprie fragilità, raccontando dell’arte di fare teatro, del mestiere dell’attore, parla di suono, e di come ha perso l’udito quando svolgeva servizio nell’esercito.

Il testo è basato su conversazioni registrate tra Sheila Hill e Tim Barlow, realizzate nel corso degli anni. L’opera racconta la storia della vita di Tim Barlow, compiendo una riflessione sulla vita e un lavoro sull’arte del teatro. Decisiva la collaborazione del compositore sardo Sebastiano Dessanay, autore delle musiche e impegnato con il suo contrabbasso sul palcoscenico insieme al protagonista durante la rappresentazione.

HIM
Southbank Centre – Londra > 8-9 settembre
Glasgow Tramway – Glasgow > 17-18 settembre
Birmingham Rep – Birmingham > 6-8 ottobre
Edinburgh Traverse – Edimburgo > 20-22 ottobre

 

 


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“Abbiamo un titolo: la parola HUMAN sbarrata da una linea nera che l’attraversa, come a significare la presenza dell’umano e al tempo stesso la sua possibile negazione.”

Il tema è quello dell’emigrazione, ma è troppo riduttivo dire così.

Human è un progetto nato da un’idea di Marco Baliani e Lella Costa  che ha preso forma a Cagliari, grazie a Sardegna Teatro.

Il progetto è diventato un’opera teatrale che vede tra i protagonisti, oltre alla  popolare attrice Lella Costa e alla regia di Marco Baliani, anche diversi artisti sardi scelti attraverso una rigorosa selezione.

Dopo mesi di estenuanti prove finalmente ecco il debutto che sarà al Ravenna Festival l’8 Luglio.

A parlarci del progetto saranno gli stessi Lella Costa e Marco Baliani nel primo video, e per la trama  Noemi Medas nel secondo video.

Nel progetto sono coinvolti anche altri grandi artisti (oltre a quelli già citati), come il musicista Paolo Fresu per le musiche, e lo stilista Antonio Marras per i costumi.


YouTube Video


YouTube Video

 

HUMAN 
di Marco Baliani e Lella Costa
collaborazione alla drammaturgia di Ilenia Carrone
e con David Marzi, Noemi Medas, Elisa Pistis, Luigi Pusceddu

musiche originali di Paolo Fresu con Gianluca Petrella

scene e costumi di Antonio Marras
scenografo associato Marco Velli costumista associato Gianluca Sbicca

disegno luci di Loïc Francois Hamelin e Tommaso Contu

Assistenti alla produzione: Agnese Fois e Leonardo Tomasi

regia di Marco Baliani

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Quando ero alle scuole medie, ricordo ancora a memoria un brano della commedia teatrale  tratto  dal romanzo di Victor Ugo “Les miserables”, tutto rigorosamente in francese perché così lo avevamo studiato e messo in scena  con la professoressa. Fu la prima insegnante che io ricordi, che insegnava la sua materia attraverso la forma scenica.

Le materie studiate in questo modo lasciano il segno e questo lo sanno bene le scuole salesiane che fra le varie attività mettono in primo piano il Teatro di qualità coinvolgendo sia gli scolari che gli studenti di ogni ordine e grado e ultimamente anche i genitori dei ragazzi.

Il Teatro contribuisce a dare un senso e un significato alla vita di un individuo e di una comunità perchè racchiude in se la scrittura, il gesto, il movimento, il suono, l’immagine e il segno. Apre la mente  e soprattutto aiuta i ragazzi ad integrarsi e mettere insieme le proprie forze facendo squadra verso l’obiettivo finale.

Grande peso culturale ebbero le opere di Jacques Copeau (1879-1949) e di Henry Ghéon (1875-1944): la maggior parte degli studiosi fanno risalire a loro le origini del Teatro educativo. Ma già mezzo secolo prima, un prete piemontese aveva messo il Teatro in una posizione privilegiata della sua azione educativa. Si trattava di Don Bosco, e la sua fu una novità assoluta per la società contemporanea (andavano per la maggiore le tragedie di Alfieri e i melodrammi di Verdi).

A  Cagliari, Venerdì 3 giugno dalle ore 20:15

nel teatro dell’Istituto Salesiano 

verrà messa in scena la commedia di Lucarelli, Gotti e Catenacci

“Delitto a teatro” ,

prodotta  dal CGS La Giostra (Associazione culturale che opera nel campo educativo attraverso i mezzi di comunicazione, con i giovani, nello stile di don Bosco) . Le classi coinvolte sono quelle del Liceo Classico e Scientifico “San Giovanni Bosco” di Cagliari.

Ingresso libero, possibilità di parcheggio nel cortile dell’Istituto, via Sant’Ignazio 60 – Cagliari.

 

 

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Teatro Actores Alidos seleziona 15 giovani interessati a partecipare ad una “Residenza di Formazione Teatrale” presso il “CAMPUS ARS SCAENICA” della compagnia.

Il “Campus Ars Scaenica”è un progetto di sviluppo delle attività di formazione nel settore teatrale, che il Teatro Actores Alidos promuove e sostiene inserendolo stabilmente nella sua programmazione.

La residenza di formazione é un’esperienza formativa che si sviluppa, all’interno della “vita di compagnia”, avvalendosi di competenze specifiche (registi, attori, cantanti, drammaturghi, danzatori, organizzatori, amministratori etc.) al fine di sostenere i giovani che vogliono intraprendere il “mestiere dell’attore”.
Nonostante la formazione sia prevalentemente indirizzata alla figura dell’attore, il percorso proposto abbraccia le diverse aree che ruotano attorno all’arte scenica (registica, organizzativa, tecnica, promozionale, amministrativa etc.), questo perché riteniamo oggi indispensabile fornire competenze che permetteranno di intraprendere la professione dell’attore in modo autonomo e flessibile.

Il bando per accedere alla residenza di formazione scade  il 22 Maggio 2016.
La residenza è finalizzata all’individuazione e alla prima formazione di giovani aspiranti attori con l’obbiettivo, a lunga distanza, di un loro inserimento, come collaboratori, nelle attività future della compagnia.

Per maggiori informazioni consultate il sito www.actoresalidos.com e la nostra Pagina Facebook Teatro Actores Alidos, oppure potete scaricare il bando ed il modulo di iscrizione ai seguenti link:

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Oggi vorrei  parlarvi di una nuova figura professionale, un mestiere “invisibile” ma di grande importanza, un lavoro non codificabile che racchiude in se diverse competenze,  grande senso pratico, tecnico e organizzativo.

 Carola Ciani   lavora al Teatro Lirico da quasi  18 anni nell’ufficio degli Allestimenti  scenici , il reparto da cui  ha inizio  tutta la macchina tecnico organizzativa per l’ allestimento di uno spettacolo.

Carola , ci racconti in cosa consiste il tuo lavoro?

Il mio lavoro riveste sia competenze amministrative che tecniche. Vado alla ricerca della risoluzione di tutti quei problemi che si presentano nella fase antecedente la messa in scena di un’Opera. Le criticità  vanno sviscerate e risolte lavorando per obiettivi e in sinergia con i reparti tecnici perchè è insieme che si trovano le soluzioni da mettere in pratica per poi impartirle ai settori di competenza. Tutto questo con grande passione e sinergia di ogni singolo lavoratore, consci di essere una squadra che trova il  suo obiettivo comune nella buona riuscita dello spettacolo.

Ci racconti nel dettaglio le fasi del tuo lavoro?

Nel mio ufficio si coordina e si da supporto amministrativo e tecnico a tutti i reparti che ruotano intorno al palcoscenico : sartoria, calzoleria, trucco e parrucche, che da sempre sono i tre reparti di cui mi sono prevalentemente occupata. Quest’anno mi sono trovata sola, senza un Direttore degli Allestimenti , grande guida per tutti noi, quindi ho cercato di dare il massimo supporto e collaborazione, anche a tutti quei reparti.

Immagino quindi che il lavoro sia più impegnativo del solito

Si, esatto. Questo non è un mestiere per cui puoi soffermarti a rimpiangere  situazioni mutate, perchè cambiano e cambieranno, ce ne sono e ce ne saranno sempre. In ogni caso il nostro attuale sovrintendente è ad interim il direttore degli allestimenti, un punto fermo  al quale fare riferimento .

Come inizia il percorso di un allestimento?

Ti faccio subito un esempio.

Una volta programmata un’opera di nuovo allestimento, lo scenografo e il costumista scritturati presentano il loro progetto attraverso delle immagini, disegni, bozzetti e figurini.  Solitamente si indice una riunione con tutti i capi reparto dei settori coinvolti e, dopo una serie di domande per definire concretamente il tutto, si riflette come costruire e soprattutto la tipologia dei materiali da usare. Si devono poi scegliere i colori e considerare tutti i dettagli che consentono ai laboratori di realizzare le scenografie, gli elementi di scena,  gli oggetti d’arredo.

Per i costumi poi si campionando i tessuti, si realizzano delle prove di laboratorio e i cartamodelli  per poi dare vita alla “produzione “ . Da tenere presente che per tutto c’è la ricerca storica ; riguardo le parrucche si acconciano e si realizzano in teatro, le calzature generalmente vengono noleggiate. Quando è stato possibile , anche queste sono state realizzate nei nostri laboratori.

I nostri  reparti sono composti da personale altamente qualificato che riesce a realizzare tutto fedelmente a ciò che vogliono scenografo e costumista.

Il mio compito è quello di supportare questi  reparti e insieme, pensare a come mettere in pratica tutte queste idee. Campionature e prototipi sono fondamentali prima di iniziare a costruire,cucire,dare forma e corpo a qualsivoglia elemento.

Chi sono i primi a mettersi in moto?

La partenza avviene proprio nel mio Ufficio;qui si prendono le decisioni, s’inizia la fase della ricerca di materiali, si mette in moto la macchina.  Ogni reparto ha il suo da fare. Gli attrezzisti, gli scenografi e i falegnami per esempio, sono i prima ad iniziare, ed hanno quindi una gran mole di lavoro:  trasformare un disegno in realtà è un impegno di grande  competenza e agli addetti del nostro teatro non manca certo questo.

Questo riguarda anche i tecnici delle luci e i fonici?

Certamente. Anche questi sonoreparti con tecnici di grande professionalità. Gli elettricisti di scena, ad esempio, avvalendosi della collaborazione del light designer, su un progetto luci, devono installare i proiettori e quant’altro necessita per dare luce, ombre  e colore allo spettacolo. I fonici, ugualmente, sono fondamentali per la buona riuscita dell’audio in sala e dietro le quinte, questi due settori meriterebbero un discorso a parte.

Poi naturalmente ci sarà l’acquisto dei materiali. Immagino che si debba stare attenti a non superare il badget.

Certamente! Per questo motivo nella  ricerca si devono valutare diverse proposte,  affinchè si possa trovare il prezzo migliore a pari qualità.

Come comincia questa ricerca?

Quando il capo di un reparto ha fatto una lista dei materiali e la quantità da acquistare,  comincio a fare le ricerche delle ditte o aziende da contattare. Non sempre, ovviamente, si trovano i materiali richiesti e a volte anche i costi sono più alti del previsto . Ecco che comincia il mio lavoro di persuasione  intavolando una trattativa che soddisfi entrambe le parti.

Le ditte contattate sono sempre sarde oppure c’è bisogno di cercare anche oltremare?

Le prime ricerche vengono effettuate prima di tutto nel nostro territorio, ma a seconda della tipologia del materiale da cercare, accade che si debba acquistare oltre mare, nella penisola o all’estero. Questo significa che i tempi potrebbero allungarsi a causa delle spedizioni e dei trasporti.

Immagino quindi l’ansia che si possa avere nel seguire i percorsi delle spedizioni

Non è ansia ma tempismo nella risoluzione delle criticità.  E’ mio compito far si che tutto arrivi in sede per tempo, snellendo per quanto è possibile gli intoppi amministrativi e burocratici che possono presentarsi. Si lavora in questo momento in concerto con il reparto amministrativo.

Ma come hai imparato questo lavoro? Hai un titolo specifico?

Per anni ho lavorato come agente pubblicitario in una TV locale dove le tecniche di comunicazione vengono al primo posto; vendere pubblicità infatti,  non è come vendere beni materiali.  Questa esperienza mi ha fatto acquisire la capacità intavolare le trattative con i fornitori, cercando sempre di curare l’interesse dell’azienda per la quale lavoro.

Ma tu hai sempre avuto una passione per l’arte o per il teatro in generale? Prima di intraprendere questo lavoro quale è stato il tuo percorso di studi? 

Il mio sogno da bambina era quello di diventare una stilista, amavo disegnare vestiti. Dopo il diploma conseguito al liceo artistico della mia città, i miei genitori mi hanno dato la possibilità di potermi trasferire a Milano per poter frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Brera  dove ho conseguito il  Diploma di Scenografa e Costumista. In seguito ho frequentato vari corsi fra cui uno di regia, di recitazione, ma anche di ideazione e creazione di spot pubblicitari.  La passione per  l’ ideazione di testi pubblicitari, inserimenti musiche, immagini, fanno parte del mio bagaglio di esperienza. Ho  nozioni di marketing, avendo effettuato un master. Ho partecipato in prima persona ad allestimenti di mostre, ho esposto costumi, ho realizzato oggetti . Insomma la creatività e il marketing hanno sempre convissuto e convivono dentro di me.

Certamente avevi tutte le carte in regola per poter ricoprire questo ruolo. Ma come sei entrata al teatro Lirico?

Nel 1998 ho inviato il mio curriculum al Teatro lirico di Cagliari, come in altri Teatri fino al giorno in cui  ho ricevuto una telefonata che mi invitava ad un colloquio. In quel periodo era appena giunto il direttore degli allestimenti scenici che cercava giovani provenienti da studi Accademici ed io, forse, arrivavo nel momento giusto al posto giusto. Non immaginavo minimamente che ci sarebbe stato un seguito.

Quale è stato il tuo primo incarico?

Inizialmente non rientravo fra coloro ai quali era stato dato un progetto da realizzare. Come  tanti , ho svolto per il primo anno,  un tirocinio gratuito che mi ha consentito di  capire il funzionamento della macchina Teatro , ma  il mio compito principale era quello di mettere ordine in un Ufficio che stava nascendo. In seguito  ho assunto il ruolo di segretaria \ assistente degli Allestimenti scenici .

Grande responsabilità e lavoro a tempo pieno.  Ma tu hai anche una famiglia, come hai conciliato?

Come tutte le mamme lavoratrici non è facile.  Ho una famiglia e 4 figli che naturalmente vengono prima di ogni altra cosa.  Certamente amo il mio lavoro, ma per i miei figli, quando è stato necessario, ho  rallentato i miei ritmi prendendo aspettative e tempo.   Sono felice di aver dato la preminenza a loro e non mi sono mai pentita di aver  perso qualche treno.

Quali caratteristiche personali  deve avere una figura come la tua ?

Per quanto mi riguarda  la comunicazione è alla base, insieme al rispetto e all’umiltà, mentre la passione ne è il motore,  la differenza poi la fa il lavoro di squadra.

 

 

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Se un giorno doveste trovare in casa vostra una valigia, e questa è piena di soldi, diciamo un milione di euro, come reagireste?

Gennaro e Nannina, gestori della “Pensione della tranquillità“, trovandosi tutti questi soldi in casa loro, decidono di spenderli fino all’ultimo centesimo , ignari del rischio che correranno.

La trama è quella della commedia brillante “Il morto sta bene in salute” scritta da Gaetano Di Maio nel 1975.

Andata in scena lo scorso anno, con successo e grande richiesta di replica, si ripropone Sabato 7 maggio alle ore 19, al teatro dei Salesiani di Viale Fra Ignazio a Cagliari.

I protagonisti, tutti amatori e animati da grande passione per il teatro,  vi faranno divertire. Non mancate!

Si suggerisce di arrivare in anticipo per poter acquistare i biglietti  al botteghino o prenotarli telefonando al 329 202 2780

Un momento delle prove

 

 

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Il maestro  Umberto Fanni, ha già la testa verso il debutto di quella che sarà la prima  produzione lirica globale del mondo. Un sogno che spera di poter realizzare nel 2017.

Lui è un pianista di origine cagliaritana , ha studiato al Conservatorio di Musica G.P. Da Palestrina, e nel mese di agosto 2013 è stato nominato direttore artistico della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari.   Attualmente è il direttore generale della Royal Opera House di Muscat, Oman, dove sta lavorando al suo progetto internazionale su larga scala, cercando di colmare il divario tra i continenti.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Fanni vorrebbe riuscire ha mettere in piedi una produzione di un’Opera lirica, che possa arrivare nei maggiori teatri dei 5 continenti. Fino ad oggi una produzione poteva girare al massimo  all’interno di un solo continente.

Durante la sua visita in Corea, in un’intervista con The Korea Herald presso l’Hotel Conrad a Seoul Domenicapre , così ha dichiarato:

“Ci sono un sacco di coproduzioni nel mondo -ma non ce n’è nessuna che coinvolga tutto il mondo . “Questo progetto sarebbe il primo.”

“La mia idea è quella di poter coinvolgere i quattro continenti : Asia, Medio Oriente, Europa e le Americhe”, ha continuato. “Al momento, ho avuto la conferma per questa coproduzione  da sette teatri   compresa la mia ultima tappa qui in Corea dove ho incontrato i membri del Korea National Opera, che per fortuna si sono mostrati entusiasti nel dare la loro disponibilità.”

Su quello che sarà il nome dell’Opera è ancora top secret.

“E ‘un titolo d’Opera rara il cui allestimento sarà completamente nuovo sia nei  costumi che nella scenografia.

La data della Prima Mondiale è indicativamente prevista per il 2017  e dovrebbe essere eseguita durante le diverse stagioni in ciascuno dei  teatri che parteciperanno al progetto tra cui KNO e il Centro Seoul Arts.

“Secondo il mio punto di vista, i cantanti d’opera coreani sono quelli più legati al mondo artistico occidentale  , ha detto Fanni. “Durante le mie  stagioni in Italia, ho invitato spesso cantanti coreani , potendone così apprezzare il bel timbro vocale e soprattutto la buona tecnica . Per questo  motivo  ho sentito l’importanza di coinvolgerli in questo mio progetto.

 

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Un’ amica che frequenta il teatro  mi ha domandato come avviene la preparazione dei costumi di scena; se vengono lavati e sterilizzati;se si adattano ad ogni artista in base alle loro caratteristiche fisiche; chi sono i responsabili della loro custodia ecc…

All’inizio degli anni ’80 ricordo che gli abiti non arrivavano con le nostre taglie ma a caso. Venivano perciò arrangiati addosso,( a volte anche poco prima di entrare in scena perchè non esisteva la prova costume) e spesso non erano neppure tanto puliti. Col tempo tutte queste cose sono migliorate soprattutto da quando si è passati alle produzioni locali. Le sarte prendono tutte le misure di ogni singolo artista e gli abiti sono confezionati su misura e soprattutto sempre perfettamente puliti e sterilizzati.

Per quanto riguarda gli abiti a noleggio invece ho chiesto a Ottavia Esu, sarta tagliatrice del Teatro Lirico di Cagliari, di raccontare ai miei lettori questo passaggio di un allestimento.

“L’arrivo dei costumi e l’apertura degli imballaggi è un momento molto delicato in quanto avviene la lettura delle liste di ogni singolo pezzo e accessorio, questo perchè   al ritiro tutto deve corrispondere perfettamente.”

I costumi arrivano già puliti?

Non sempre , dipende dagli accordi presi con l’ufficio degli allestimenti scenici. Prima della pulizia e ristrutturazione di essi, avviene l’assegnazione delle taglie per ogni artista.

Ma se le taglie non corrispondono?

Durante la prova costume si deve capire come adattarlo e a volte avviene un vero sconvolgimento soprattutto se è lo stesso costumista a richiederlo.

Generalmente quanti sono i costumi che arrivano? Per quanti dovete fare questo lavoro?

Dipende dalle opere. Più sono le persone impegnate in una produzione e più il lavoro è impegnativo. Si arriva anche 300 costumi per Opera. Spesso gli stessi artisti solisti e del coro hanno anche tre costumi a testa senza contare le comparse.

Una volta finita la produzione, come avviene la restituzione? Immagino un lavoro lungo e particolareggiato

Esatto. Intanto bisogna controllare che non manchi nulla. I costumi vengono lavati e riassemblati. Tieni presente che un costume è fatto da più parti e accessori e tutti hanno un codice o sigla. E’ un lavoro lungo e di grande responsabilità e quando i costumi sono tanti e il personale è poco, diventa tutto ancora più difficile. Spesso molti abiti hanno bisogno di lavaggio a secco e devono essere mandati nelle lavanderie esterne, ed è da queste che dipende il tempo di riconsegna.

 

 

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Liberi  professionisti, avvocati, ingegneri, medici   uniti da un’ unica passione, quella per il teatro, sono i  protagonisti della commedia andata in scena ieri sera al Teatro dei Salesiani,” Il morto sta bene in salute” del commediografo napoletano Gaetano di Maio del 1970. Un teatro, quello dei Salesiani , che vanta una bella tradizione per qualità e professionalità nel settore culturale e che nasce principalmente per i ragazzi allievi della scuola , ma che dallo scorso anno ha dato spazio anche ai genitori. Con grande sacrificio i genitori-attori, hanno  ritagliato due ore del loro tempo settimanalmente, per quasi un anno, mettendosi  in gioco in questa bella avventura teatrale.

Il pubblico di ieri sera, in una sala quasi al completo ha mostrato di gradire la commedia fin dalle prime battute con  risate e applausi a scena aperta. La commedia,che per l’occasione è stata tradotta dal napoletano, ha un testo esilarante, con una trama piena di intrighi, doppi sensi, equivoci e colpi di scena.

Il mattatore della serata  è stato sicuramente  Franco Usai nel ruolo di Luigino Chiacchione-Gino Dorè, che ha saputo far suo il personaggio ambiguo del seduttore attore-macchiettista, riuscendo tra le tante cose a trasformare in azioni sceniche anche i piccoli intoppi , note degne di un attore scafato. La coppia Silvia Esu e Alessandro Capra (Gennaro e Nannina Bottiglieri) ha avuto un’ottima  intesa e complicità tali  da muovere bene i fili delle situazioni e mantenere alta la tensione sino al finale a sorpresa. Di particolare rilievo il mafioso Carmelo interpretato da Barbara Porcella . Nel suo ruolo “en travesti” , ha recitato per tutta l’opera con l’accento siciliano disegnando un personaggio veritiero molto simile ad un uccello del malaugurio che seminava il terrore ad ogni sua apparizione.

La soubrette della commedia era la sudamericana Julia Fernandez (Palmira) seduttiva e simpatica svampita contesa dagli ospiti della casa. E ancora Antonella Taccori , nel ruolo di Rosetta, ingenua figlia dei padroni di casa, infatuata  dal look di Dorè.

All’altezza degli altri  ruoli sono stati gli attori: Aldo Mulas, (Peppino Bottiglieri), sempre alla ricerca del “profumo di donna”; Tullio Boi, (Silvestro)sognatore e innamorato ma anche determinato e vincitore nella conquista della giovane Rosetta; Giovanna Allegri (Melina) seducente domestica, Anna Secci (Giovanna la fioraia); Alessandra Atzori (Ludovica) madre isterica di Palmira; Brigida Corbo (Franca), madre in cerca di una notte di sonno; Sabrina Trudu e Alessandra Ibba (Rosalia e Agatina) italoamericane in cerca di giustizia, e il giovanissimo Simone Capra nel ruolo di Frankie.

Un plauso va ovviamente al regista Cristiano Tanas che con grande passione è riuscito a trasformare  dei dilettanti , in attori di un certo spessore, dipingendo una regia funzionale ed essenziale.

Una nota di merito va ai giovanissimi  figli degli attori che hanno lavorato dietro le quinte con precisione e puntualità affinchè tutti  fossero sempre pronti al punto giusto nel momento giusto.
Lo spettacolo è una produzione di CGS La Giostra

 

 

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Il morto sta bene in salute scritta dal commediografo napoletano Gaetano Di Maio , è una sorta di giallo comico dove gli elementi della commedia degli equivoci ci sono tutti, mantenendo una trama e un intreccio sempre avvincente.

La commedia è articolata in tre quadri basati sulle vicissitudini dei gestori di una pensioncina,(la famiglia Bottiglieri) allorquando rinvengono una valigia contenente una grossa somma di denaro. Essi sono all’oscuro del fatto che la somma era stata versata ad un killer (tale Paternò)per eliminare un concorrente di un capomafia (Luigino Chiacchione). Il Paternò   viene arrestato e i padroni della pensione decidono quindi di appropriarsi della valigia col danaro. Ma ora il capomafia pretende la restituzione dei soldi , e in mancanza di questi, ordina che venga eseguito l’omicidio.

Il variopinto cocktail della trama, fatta di mafiosi incalliti, milioni spariti, tresche amorose e di vari equivoci, bugie e raggiri si svolge a ritmo serrato nella piccola pensione a conduzione familiare che si chiama “Pensione della tranquillità” ma che, per ironia della sorte, sarà tutt’altro che tranquilla.

Il “Morto sta bene in salute” si sviluppa in un susseguirsi di situazioni comiche, gag esilaranti e colpi di scena che  tra una risata e l’altra vi porterà con il fiato sospeso verso un finale a sorpresa.

Questa sera alle ore 20, al teatro dei Salesiani di Cagliari, in viale Fra Ignazio da Laconi, questa commedia verrà rappresentata da una compagnia di attori dilettanti che, con tanta passione e professionalità hanno raggiunto un ottimo livello di preparazione grazie anche alla mano esperta del regista Cristiano Tanas.

Parcheggio interno. Si raccomanda la puntualità

 L’ingresso è libero.

 

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Eccoci al secondo appuntamento della rassegna  Teatro-canzone che vede protagonista l’attrice cagliaritana Elena Pau in una produzione della “Fabbrica Illuminata” .   Questo spettacolo-concerto  è un omaggio al grande compositore Fiorenzo Carpi e in sala ci sarà ospite la figlia  quale prezioso contributo alla serata.

Fiorenzo Carpi è stato il compositore del teatro contemporaneo fra i più attivi del Piccolo di Milano, figura carismatica di quella nouvelle Milan, maestro dei maestri come Dario Fo, Franca Rame, Enzo Jannacci e Milly. Lui e Gino Negri hanno imbarazzato quel mondo incredibile fra anni ’50 e ’70, in un flusso di creatività legata alla politica e alla società che non poteva prescindere dal vivere quotidiano e dalla miseria. Carpi ha aperto il mondo delle armonie in melodie di una bellezza mai effimera, di una ricercatezza caratteristica, rara, stupenda, innovativa. Lo stesso è avvenuto con la sue musiche per lo schermo. Ad esempio il “Pinocchio” di Luigi Comencini, che nascondeva una profondità di orditi armonici che sono profondità d’animo e di pensiero, o come si ascolta splendidamente nel tema per pianoforte per “Incompreso” sempre di Comencini, nel quale è molto evidente la tristezza della perdita che viene raccontata con il candore lieve di una melodia che richiama la scorrevolezza mozartiana; o il tema che scrive per “Zazie nel metrò” di Louise Malle.

Ma la lista della ricerca sperimentale di Carpi sarebbe lunghissima e il suo senso compiuto di canzone teatro è unico. La sua infinita umanità e quell’imprescindibile sapere mai sopra le righe hanno reso oggi della memoria di Fiorenzo Carpi il ritratto di una persona che ha solcato i mari degli anni non scontati della nostra nazione, sorseggiando la vita come pochi e vivendo lui come Nino Rota e come Carlo Rustichelli quell’improprio divario compositivo che fa nascere ai puristi la classificazione fra musica applicata e musica pura o meglio assoluta.

LA COMMEDIA E’ FINITA è il titolo dello spettacolo, tra fondali e vecchie quinte, le musiche di scena sono appunto di Fiorenzo Carpi. Oltre alla voce di Elena Pau, ci sarà il pianoforte Emilio Capalbo, pianoforte e direzione musicale e Matteo Atzori e Claudia Mura, coro, Marco Parodi, alla direzione artistica.

LA COMMEDIA E’ FINITA

Domenica 13 dicembre 2015

alle ore 20:00 

Sala della Fondazione di ricerca “Giuseppe Siotto”

Cagliari (Castello)

 

 

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Foto di Michela Atzeni

Domani 2 dicembre 2015 alle 20.30 prenderà il via una rassegna di Teatro-canzone di ben 4 concerti-spettacolo che si concluderà a maggio 2016. In questa originale rassegna ci sono coinvolti diversi musicisti che ruotano attorno alla principale protagonista che è Elena Pau eclettica artista.
La sede sarà quella del Palazzo ” fondazione Giuseppe Siotto” a Cagliari-castello, in Via dei genovesi 114 .

Mer 2 dicembre, ore 20,30, Fondazione Siotto.
“LUNA DI GIORNO“. Quarant’anni senza Pasolini.
Con Elena Pau.

Direzione musicale Ennio Atzeni.

Regia Marco Parodi.

“lo sono la Madre.Se adesso rompo il silenzio è perché tu e la tua coscienza siate una persona sola, e per dirti questo: « La mia esagerata delusione, diventata silenzio di Apocalisse,non era per il mio ventre che aveva concepito un bravo comunista, non era per il mio ventre che aveva concepito un cattivo borghese. Che anzi! sarei stata gloriosa di aver concepito un bravo comunista, che è sempre un bravo figlio. In quanto borghese, anche se tu fossi stato grande come il tuo Rimbaud su cui io scoreggio, mi sarei lo stesso vergognata di te: basta un piccolo cambiamento di metrica per offendere tutta la Società.E io non volevo novità.” (Pier Paolo Pasolini: “Bestia da stile”)

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Questo pomeriggio ho tenuto il quarto incontro con operatori e pazienti della ASL 8 di via Romagna, per raccontare le Opere  in programma della stagione  2015-16 al Teatro Lirico di Cagliari .

L’argomento di oggi è stato La Jura, opera del compositore tempiese Gavino Gabriel in prossimità di rappresentazione.

La trama della Jura è abbastanza contorta e devo dire che non mi è stato facile studiarla senza perdere il filo. Ho pensato quindi che il modo migliore per raccontarla al pubblico di questo pomeriggio fosse  quello di far interpretare ad alcuni di loro i  personaggi principali . In questo modo siamo riusciti a districare la trama contorta immaginandoci nella vera ambientazione , quella del nord Sardegna fra graniti e sughereti.

Il gruppo della ASL che andrà ad assistere alla Jura al Teatro Lirico, è formato prevalentemente da persone che non hanno mai assistito ad un’opera. Spero quindi di essere riuscita nell’intento di far appassionare giovani e meno giovani di questo settore sanitario,  il tanto da far sentire loro il desiderio di continuare a frequentare il teatro e le sue rappresentazioni.

Nella foto di testa, scattata alla fine della conferenza, sono con alcuni operatori sanitari della ASL

 

 

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