Archivio della categoria “Spettacoli”

Il 10 Marzo su RAI UNO riparte “Ballando con le stelle” una dello poche trasmissioni che ancora seguo in TV , forse per la passione verso il ballo e la danza, arti che  non ho potuto esprimere appieno.

Come tutte le edizioni, anche quest’anno il cast, diretto dalla bravissima conduttrice Milli Carlucci , è composto da “stelle” di vecchia e nuova generazione. Ci sono attori, cantanti e sportivi che approffittano della bella vetrina per farsi conoscere o per ritornare in auge, tentando di cimentarsi nel ballo in tutte le sue sfaccettature.

Con grande piacere ho notato che fra i partecipanti c’è anche il surfista cagliaritano Francisco Porcella ,Classe 1989. Francisco è nato in Sardegna da padre cagliaritano e madre newyorkese. Comincia la sua carriera con il windsurf che pratica per oltre dieci anni a livello professionale grazie ad una passione trasmessa dal papà, il giornalista Pietro Porcella e condivisa con il fratello Niccoló, anche lui surfer professionista. A febbraio 2017 ha cavalcato un’onda di 22 metri in Portogallo e si è aggiudicato l’Oscar del surf. “

Attendiamo quindi di poterlo vedere vincitore anche in questa disciplina più artistica che sportiva.

Ecco intanto tutti i nomi dei concorrenti partecipanti in questa edizione 2018

Il musicista Amedeo Minghi, il surfista Francisco Porcella, l’attrice francese Nathalie Guetta,  l’americano Don DiamondEleonora Giorgi, Stefania Rocca, Massimiliano Morra e perfino Cesare Bocci.  Giovanni Ciacci ,Gessica Notaro

 

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Si chiude con la vittoria del duo Ermal Meta e Fabrizio Moro questa edizione del Festival di Sanremo 2018, fra  polemiche (nutrimento essenziale del Festival)   e apprezzamenti. Non ho seguito con costanza le prime giornate del concorso  incollata alla TV, ma come è ormai in uso, attraverso i social e i video su youtube. Devo dire che inizialmento ero abbastanza scettica sulla riuscita di questa direzione artistica affidata a Claudio Baglioni, poi in parte mi sono ricreduta. La scelta di mettere in gara tutti i “vecchi” mi pareva una festa tra amici e vecchie glorie che raccontano le ruggini del passato. Per fortuna poi  il podio è andato alle nuove generazioni con testi efficaci come quello appunto dei due trionfatori, la simpatia dei giovani de “Lo stato sociale“con la vecchina che danzava in maniera impressionante,  e la bellissima voce di Annalisa che chiudeva la triade. Tante altre sono state interessanti come ad esempio la canzone di Ron al quale è stato assegnato il premio della critica . Una perla riservata alle ultime ore del festival è stato sicuramente il monologo dell’attore Pierfrancesco Favino, attore  emerso grazie a diverse fiction televisive ma anche al cinema degli ultimi anni.   Favino era co-conduttore insieme alla simpatica Michelle Hunziker . La sua intensa interpretazione ha commosso e tenuto col fiato sospeso tutta la platea dell’Ariston e quella televisiva. (vedi video sottostante).

Il suo testo era intitolato La nuit juste avant les forets , il titolo corretto in italiano sarebbe quindi «La notte poco prima delle foreste». Si tratta del toccante racconto sulla condizione degli stranieri “La notte…”, tratto dal dramma di Bernard-Marie Koltés.

Ecco invece il testo dei due vincitori  che raccontano dei nostri giorni abitati dal terrorismo e dalla psicosi collettiva .

A Il Cairo non lo sanno che ore sono adesso
Il sole sulla Rambla oggi non è lo stesso
In Francia c’è un concerto
la gente si diverte
Qualcuno canta forte
Qualcuno grida a morte
A Londra piove sempre ma oggi non fa male
Il cielo non fa sconti neanche a un funerale
A Nizza il mare è rosso di fuochi e di vergogna
Di gente sull’asfalto e sangue nella fogna
E questo corpo enorme che noi chiamiamo Terra
Ferito nei suoi organi dall’Asia all’Inghilterra
Galassie di persone disperse nello spazio
Ma quello più importante è lo spazio di un abbraccio
Di madri senza figli, di figli senza padri
Di volti illuminati come muri senza quadri
Minuti di silenzio spezzati da una voce
Non mi avete fatto niente
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
C’è chi si fa la croce
E chi prega sui tappeti
Le chiese e le moschee
l’Imàm e tutti i preti
Ingressi separati della stessa casa
Miliardi di persone che sperano in qualcosa
Braccia senza mani
Facce senza nomi
Scambiamoci la pelle
In fondo siamo umani
Perché la nostra vita non è un punto di vista
E non esiste bomba pacifista
Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre
Cadranno i grattaceli
E le metropolitane
I muri di contrasto alzati per il pane
Ma contro ogni terrore che ostacola il cammino
Il mondo si rialza
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Col sorriso di un bambino
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete tolto niente
Le vostre inutili guerre
Non mi avete fatto niente
Le vostre inutili guerre
Non avete avuto niente
Le vostre inutili guerre
Sono consapevole che tutto più non torna
La felicità volava
Come vola via una bolla

Molte polemiche si sono incentrate poi sulla esibizione di James Tylor che si è presentato sul palco con la chitarra cantando una sua versione de “La donna è mobile” aria dell’opera lirica Rigoletto di Giuseppe Verdi. Per molti voleva essere un omaggio alla musica italiana, per me era una storpiatura dissacrante. Qualcuno lo ha apprezzato,  ma è questione di gusti. Ho trovato la sua esibizione fuori stile, un po’ come se Baglioni avesse volute cimentarsi in passi di danza classica tratti magari dallo Schiaccianoci.

Il riferimento all’opera lirica in questo Festival lo si è avuto anche in un altro momento dove uno pseudo coro ha tentato di eseguire   il Brindisi della Traviata diretto in maniera comica da Claudio Baglioni. Povero  Giuseppe Verdi relegato a due momenti così banali! Voleva essere questo  l’omaggio al grande musicista italiano??

Meglio chiudere questo siparietto vergognoso e ricordarci delle cose belle che hanno fatto di questo Festival una delle edizioni più seguite.

Di seguito il monologo di Pierfrancesco Favino

https://www.youtube.com/watch?v=Hcm4BixLjeQ

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La Aardman è uno degli studi di animazione più amati al mondo, famosa per la sua animazione stop-motion denominata “claymation”(tecnica cinematografica della plastilina animata), e del regista Premio Oscar© Nick Park, creatore tra i tanti, di capolavori come Wallace & Gromit, Galline in fuga e Shaun Vita da pecora.

Monica Tronci, l’artista numero uno in Sardegna nell’arte della plastilina, è stata contattata a dicembre  da Brad&K Productions, la nota agenzia romana di comunicazione digitale, per conto di Lucky Red, che distribuisce I Primitivi in Italia.  Questo film è appena uscito nelle sale cinematografiche ed appartiene appunto al genere sopracitato.

Monica, come sei stata contattata?

L’agenzia mi ha trovata sul web. Quando ho letto il messaggio nella posta della mia pagina ufficiale fb La Plastilina di Monica Tronci, non credevo ai miei occhi. Sfioravo per la prima volta e senza aspettarmelo, il top mondiale dei film creati con plastilina!

In cosa consiste l’incarico affidato?

Dovevo realizzare 3 videotutorial (per alcuni social network) nei quali le mie mani mostrassero come creare, in poche semplici mosse, i tre personaggi principali del film “I Primitivi”: Dag (il ragazzo), Ginna (la sua amica) e il cinghiale (amico fidato di Dag) Grugno.

Naturalmente anche in questo impegno c’è sicuramente  la collaborazione stretta di una persona a te cara.

Ovviamente per realizzare i video non potevo che chiedere aiuto a mia sorella gemella Valeria con la quale creo anche dei video per il nostro canale Youtube LE GEMELLE TRONCI.

Ti è stato richiesto uno spazio di lavorazione particolare?

Io volevo realizzarlo al meglio e in casa non mi era possibile. Avevo bisogno di un set e questo ci è stato concesso da un caro amico che ha messo a disposizione il suo studio. Abbiamo piazzato le luci, montato “il set” e registrato la creazione dei personaggi.

Ci racconti un po’ del film  I Primitivi?

La versione italiana vede il coinvolgimento di sette doppiatori d’eccezione: Riccardo Scamarcio, Paola Cortellesi, Corrado Guzzanti, Salvatore Esposito, Chef Rubio, Greg e Alessandro Florenzi (calciatore). In versione originale i personaggi principali sono doppiati da Eddie Redmayne, Tom Hiddleston e Maisie Williams (Arya di Game of Thrones).

La trama del film è avvincente e ci porta indietro, all’alba dei tempi, tra creature preistoriche e natura incontaminata.

La vita è perfetta per il primitivo Dag e per la sua adorabile e bizzarra tribù. La tranquillità dell’Età della Pietra viene però travolta dall’arrivo della potente Età del Bronzo, che costringe tutti ad abbandonare la propria casa. Lo scontro tra civiltà prende la forma di un’epica sfida in un gioco di cui fino a quel momento Dag non aveva mai sentito parlare, a differenza dei suoi nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo.

Contro qualsiasi probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo, Dag insegnerà a Grullo, Gordo e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio! Il risultato è un completo disastro. Quando però Dag recluta Ginna, energica e appassionata tifosa, le cose iniziano a migliorare. Usando come campo di allenamento i vulcani ribollenti, i geyser fumanti e le rocce dei canyon, i primitivi imparano a superare i propri limiti e a credere in se stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire la squadra dei primitivi nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.

 I personaggi sono coloratissimi e tutti diversi, con caratteri particolari e molto simpatici.

Di seguito il trailer del film.  Se volete capire come realizzare i personaggi, seguite la pagina Facebook la Plastilina di Monica Tronci cliccando qui


YouTube Video

 

 

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Teatro Lirico di Cagliari (Via Sant’Alenixedda snc),

sabato 17 febbraio 2018 con inizio alle ore 20,30.

Il ricavato del concerto andrà a favore del progetto END POLIO NOW.

E’ previsto un biglietto d’ingresso di €. 20,00, che consentirà l’accesso in platea non numerata, che può essere prenotato inviando una Email entro il 13 febbraio 2018, (possibilmente una richiesta per Club ed inserendo i nominativi dei partecipanti – cognome e nome), all’indirizzo: concertoendpolionow@outlook.it, allegando copia del bonifico relativo al costo dei biglietti prenotati.

La quota di partecipazione dovrà essere bonificata sul conto corrente in essere presso la Banca Patrimoni Sella & C. Spa, intestato al: Rotary International Distretto 2080 – P.zza Cola di Rienzo, 69 – 00192 Roma – IBAN: IT 60 Z 03211 03200 052251371930

I biglietti potranno essere ritirati dalle ore 18,30 di sabato 17 febbraio 2018 in una postazione adiacente al botteghino interno del Teatro Lirico.

“L’iniziativa coinvolge tutta la famiglia rotariana, ed è patrocinata dal Rotary Distretto 2080. Sono partner nel service e dell’iniziativa il Rotaract Club Distretto 2080, con il suo Rappresentante Distrettuale, Stefano Bini, e l’Interact Club Distretto 2080, con il suo Rappresentante Distrettuale, Luigi Bove, ai quali si uniscono tutti i Rotary, Rotaract ed Interact Club della Sardegna, con i loro soci, ma è ovviamente aperto al pubblico, e conseguentemente possiamo e dobbiamo coinvolgere ed invitare i nostri amici, parenti e conoscenti.

Sono certa che tutti insieme con la nostra partecipazione vorremo fare la differenza e contribuire a debellare la poliomielite dal mondo, ascoltando dell’ottima musica e delle belle note.
Il programma concertistico, il cui tema conduttore saranno le musiche e colonne sonore di film celebri, avrà come protagonisti il pianista, Giuseppe Maggiolo Novella, e il Quintetto Sardò, costituito dal primo violino Luca Soru, dal secondo violino Mario Pani, alla viola Giulia Dessy, al violoncello Oscar Piastrelloni, al contrabbasso Andrea Piras e con la partecipazione del soprano Vittoria Lai.

La conduzione della serata sarà affidata alla giornalista Teresa Piredda.

Mi auguro, pertanto, di vedervi numerosi da ogni Club e da ogni località della Sardegna, ed a scanso mi farà piacere annoverare la partecipazione di soci provenienti dai Club romani e laziali, che saranno i superbenvenuti.

Al termine del concerto avremo l’occasione di gustare del buon vino della Cantina Piero Mancini, nel corso di un rinfresco realizzato grazie al sostegno di chi ha creduto nella nostra iniziativa, quali la Cantina Su’entu, Pasticceria Todde, Grafiche Ghiani, Kartel System, Bonetti Cash & Carry, CONAD e Banco di Sardegna, che ringrazio tutti.

Già da ora voglio, inoltre, ringraziare, interpretando anche i Vostri sentimenti, tutti i componenti della Commissione Distrettuale PolioPlus ed in particolare i componenti dei Club della Sardegna che ne fanno parte per aver progettato questa iniziativa, con un grazie speciale a Camilla Orlandi (referente per l’iniziativa e che rimane a vs disposizione
all’utenza 3476616798), e ringrazio gli artisti, che gratuitamente condividendo in pieno la nostra finalità.

Insomma, ci sono tutti gli ingredienti per una bella serata rotariana. 

Vi aspetto!! E come sempre FORZA PARIS!”

Salvina Deiana Governatore Distretto 2080

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Il brindisi intrigante e malizioso di Mirandolina.
“Signor Cavaliere, facciamo un brindisi …”

Il 21 febbraio il Teatro dell’Anima”, diretto da Elisa Piano, con la collaborazione del Teatro Houdini, apre il Corso di Teatro su “La locandiera”, il capolavoro di Carlo Goldoni. Iscrizioni e Info in:https://www.facebook.com/events/820171021495746/
https://www.facebook.com/corsoditeatrolalocandiera/

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La parola “Origami” deriva dal giapponese Oru ? (piegare) e da Kami ? (carta). La parola Kami, con un ideogramma diverso ma con la stessa pronuncia, vuol dire anche Spiriti, divinità: questa sovrapposizione di significato lega inscindibilmente l’arte degli origami con la spiritualità, con la ricerca del Divino e dona a questa tecnica una valenza sacrale.
L’origami stesso non è altro che la trasformazione di una cosa materiale (come la carta e in origine la carta di riso, prodotto della terra) in qualcosa di diverso, superiore.

Ebbene quest’arte ha un grande potenziale nell’ambito didattico e quando questa è abbinata alla parola ecco che si materializzano delle storie meravigliose che incantano i bambini.

Mettiamo insieme un’artista dell’origami, Mariana Fiore, e un artista della parola, Gaetano Marino ed il gioco è fatto : i bimbi son volati tra le stelle, ninfe, dei, dee e cacciatori, brutti rospi e anatroccoli d’uova giganti.

I due artisti hanno portato nella scuola di Uta (CA), oggi,  il loro spettacolo, riscuotendo un grandissimo successo fra i piccoli ma anche tra gli insegnanti e i dirigenti scolastici,  Biblio Teca, Ignazia, Agata che hanno sostenuto e riconosciuto  l’importanza di questo progetto.

Ci auguriamo che questo spettacolo possa essere replicato anche in altre scuole.

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Sarà il maestro Angelo Guaragna il nuovo direttore della Scuola Civica di musica di Cagliari. L”incarico gli è stato conferito qualche giorno fa.

Angelo Guaragna è’stato Direttore Artistico del Teatro Lirico di Cagliari e del Conservatorio di Musica della stessa città (1990-1991). Successivamente, per un lungo periodo (dal 1991 al 2004, ha assunto la carica di direttore del Conservatorio di Musica “Niccolò Paganini” di Genova, consigliere di amministrazione del Teatro Carlo Felice e componente della Commissione artistica del Teatro stesso. Nel 2011 gli è stata conferita la Cittadinanza Onoraria dall’Amministrazione della sua città natale, Verbicaro e, l’anno successivo, il Comune di Cosenza gli ha attribuito un riconoscimento riservato a personalità calabresi affermate nel monto culturale ed artistico.

Terminati gli studi accademici di Composizione e di Direzione d’orchestra al Conservatorio di Musica “S. Cecilia” di Roma, rispettivamente nel 1979 e 1980, a partire dal 1981 e fino al 1986 si è perflezionato nella direzione d’orchestra presso prestigiose istituzioni musicali: Accademia Musicale Chigiana di Siena con Franco Ferrara e Carlo Maria Giulini; Teatro Comunale di Bologna con Vladimir Delman; Scuola di Musica di Fiesole con Franco Ferrara e Piero Bellugi.

Ha diretto presso prestigiose istituzioni concertistiche e liriche: Monaco di Baviera (Kuenstlerhaus), Catania Teatro Massimo Bellini, Genova Teatro Carlo Felice (Orchestra Filarmonica Genovese), Sanremo (Orchestra Sinfonica), Torino (Orchestra RAI), Bologna (Teatro Comunale), Firenze (Orchestra Regionale Toscana), Perugia (simphonia Perusina), Lanciano {Teatro Fenaroli), Damasco Teatro dell’Opera (Orchestra Sinfonica di Stato Siriana), San Pietroburgo (Orchestra del Conservatorio), Amburgo {Orchestra Johannes Brahms Konservatorium), etc.. Ha collaborato con importanti solisti e artisti di fama internazionale come Giacinto Caramia, Ottavio Garaventa, Franco Maggio Ormezowsy, Luciana Serra, Angelo Romero, Ugo Benelli, Paolo Montarsolo, Veronica Dunne, Suzanne Murphy, Franca Mattiucci.

Con l’attore Paolo Villaggio ha realizzato nel 2001, al Teatro Carlo Felice di Genova, una originalissima edizione del “Pierino e il lupo” di Prokofiev e “L’Istoire de Babar” di Poulenc.

Con l’Orchestra “Musiques Vivantes en Méditerranée” di Marsiglia, di cui ne è divenuto direttore stabile nel 2000 per un periodo di quattro anni, ha compiuto varie tournée concertistiche nelle città di Damasco, Homs, Aleppo, Beirut, Amman, Tunisi, Algeri, Il Cairo, Alessandria d’Egitto, Aix-en Provence.

Ha collaborato con la Hochschule fur Musik und Theater di Monaco di Baviera e tenuto master class di direzione d’orchestra, seminari e workshop di interpretazione prevalentemente sull’opera lirica italiana per l’lstituto Superiore di Damasco, Università di Genova, Sala Borromini di Roma, Teatro di Saint-Malo, Teatro Carlo Felice di Genova, Royal lrish Academy of Music di Dublino, Johannes Brahms Konservatorium di Amburgo e altre amministrazioni pubbliche e private nazionali.

Dal 1977 ad oggi è titolare di una cattedra di “Armonia e Contrappunto” presso il Conservatorio di Musica di Cagliari

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La prima volta che ho sentito parlare di Otello   fu  grazie alla musica di Giuseppe Verdi.  Mio padre amava la musica lirica ed ascoltava spesso la sua collezione di vinili 33 giri che acquistava in edicola . Fra i tanti dischi   c’era l’Otello. Ero una bambina , ma le storie delle opere raccontate da mio padre mi rimanevano impresse. Quando da grande ho intrapreso la professione di  artista del coro al Teatro Lirico, ho avuto la possibilità di cantare  diverse produzioni di Otello e ogni volta  riaffioravano i racconti di mio padre che metteva in evidenza le sfumature dei caratteri di ogni personaggio.

La figura che più mi ha infastidito è stata sicuramente quella di  Jago, un uomo perfido che per arrivare al potere è stato  capace di qualunque nefandezza. L’invidia è la  sua caratteristica principale.

Jago è il protagonista dello spettacolo teatrale cui ho assistito oggi   e che ha come  titolo “Jago il grande manovratore”, ispirato all’opera Otello di  William Shekspeare.

L’interprete principale era  Luca Lai e la regia di Rita Atzeri . In questa  rivisitazione, il protagonista Luca Lai interpeta tutti i ruoli  anche dando la voce a dei pupazzi di pezza .

L’opera ha inizio con Jago che si trova in carcere per l’omicidio di sua moglie Emilia. In cella insieme a lui un pover’ uomo, labile di mente, che subisce l’influenza di Jago (l’attore Sergio Deidda ) diventando così suo inserviente. Sarà proprio il servo che  portando in  scena tutti i pupazzi-personaggi  darà via allo svolgersi della storia, doppiati nelle voci sempre da Lai.

Il percorso di Luca Lai nel teatro inizia con un laboratorio teatrale condotto da Alessandro Mascia e Mario Madeddu, del Cada Die teatro, per la Asl di Lanusei.
Questo incontro porta nella vita di Luca una nuova priorità e certamente lo aiuta ad affrontare meglio i disagi della quotidianità. 
Il monologo che interpreta nasce dalla collaborazione tra Rita Atzeri de Il crogiuolo e la Pixel multimedia.

Lo spettacolo è stato gradevole e ben strutturato  e il pubblico numeroso ha mostrato apprezzamento con ripetuti applausi.

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Si è concluso in allegria lo stage di Danza Contemporanea tenuto dal maestro Joseph Fontano presso la Scuola Arabesque di Benedetta Bucceri e Roberto Magnabosco, nella sede di Cagliari Via Molise N.2 Ca C/ O AFRODANZA.
L’emozione era tanta per gli allievi che hanno seguito il grande coreografo, ma il poliedrico Joseph  è riuscito a smorzare la tensione in maniera divertente come solo lui sa fare.

La lezione si è svolta col massimo  impegno e concentrazione. Tra gli stagisti c’erano sia  insegnanti di danza provenienti da varie scuole della Sardegna che allievi. Particolarmente gradita è stata  presenza di Donatella e Carly Padiglione.

Durante lo stage il clima che si è creato era davvero famigliare tanto da poter festeggiare anche un compleanno , quello  della docente  di danza contemporanea  Giorgia Damasco… quale miglior regalo se non quello di festeggiarlo con un pesonaggio così importante come il grande Fontano?
A fine lavoro il maestro Joseph Fontano ha consegnato gli attestati da lui firmati e,  dulcis in fundo, ha annunciato che  la collaborazione   con la Scuola Arabesque proseguirà. Ci saranno infatti stage-workshop e corsi di formazione professionale per insegnanti.
Per tutti gli allievi  è stato emozionante vedere da vicino e lavorare con   colui che è stato il nostro Maestro in gioventù .
Grazie Joseph … a presto!
Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri.

 

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SABATO 27 Gennaio il Grande Maestro JOSEPH FONTANO  terrà un Workshop di Danza Contemporanea nella scuola Arabesque di Cagliari in via Molise 2 a Cagliari dalle ore  18:00

Joseph Fontano (New York, 7 settembre 1950) è un danzatore e coreografo statunitense di origine italiana.

Dal 1989 è docente di ruolo presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma dove insegna danza contemporanea composizione coreografica, concetti Laban, performance e progettualità. È presidente del World Alliance Dance Europe ed è stato dal 2009 al 2013, Presidente dell’International Dance Committee – International Theatre Institute dell’UNESCO.

È unanimamente considerato il padre spirituale della danza contemporanea in Italia.

Potei assistere ad una performance con JosephFontano  a Cagliari nel lontano 1978, ero giovane studentessa del conservatorio e non mi perdevo neppure uno spettacolo. Dopo l’Opera lirica ero molto affascinata dalla danza contemporane. All’epoca il direttore artistico era il maestro Nino Bonavolontà il quale era particolarmente sensibile a questo genere di spettacolo e nelle stagioni liriche inseriva sempre un certo numero di spettacoli di danza classica, contemporanea e folklore , con i nomi più importanti del panorama internazionale.

Nel Gennaio 1978 Joseph Fontano arrivò con Elsa Piperno con la compagnia Teatro-Danza Contemporanea di Roma .

Quell’anno ci furono ben 9 spettacoli: il Balletto Felix Blaska; la compagnia di balletto di Mimma Testa e Teatro Danza Contemporanea di Roma.

Il coreografo cagliaritano Roberto Magnabosco racconta:

Joseph Fontano con Elsa Piperno sono i pionieri della Danza Contemporane. Grazie alla Maestra Pittaluga, all”età di 17 anni ebbi la fortuna di lavorare sia con loro che con il grande Stefano Valentini.

Mi insegnò a passare con disinvoltura dalla tecnica classica a quella contemporanea, csa non semplice! Questo fine settimana arriva a Cagliari per lavoro e ha trovato il tempo per noi della Scuola Arabesque. Io e Benedetta ne siamo felici e onorati. Grazie a Lui, anche la nostra allieva Giorgia Damasco è diventata ballerina e insegnante di Contemporaneo.

L’incontro si terrà in via Molise N.2 ARABESQUE C/O AFRODANZA DI Donatella Padiglione e Carly.

 

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‘VOCI PER LA LIBERTÀ – UNA CANZONE PER AMNESTY’: AL VIA IL BANDO DI CONCORSO PER GLI EMERGENTI E LE SELEZIONI PER IL BRANO DELL’ANNO

 ESCE LA COMPILATION DELLA 20A EDIZIONE

 È disponibile la compilation di “Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty”, il lavoro discografico che chiude la 20a edizione del festival veneto insieme al libro che raccoglie le immagini, i testi, le emozioni di venti anni di attività e insieme al lancio di “Inalienabile”, un’opera multimediale su musica e diritti umani.

Intanto con il 2018 prende avvio la nuova edizione della manifestazione con le selezioni per scegliere il brano dell’anno sui diritti umani e con il bando di concorso per emergenti.

Nato nel 1998, Voci per la libertà è il festival legato ad Amnesty International, che unisce musica e diritti umani. Quest’anno si svolgerà dal 20 al 22 luglio a Rosolina Mare (Rovigo)

 

AVVIO BANDO DI CONCORSO DEL PREMIO AMNESTY EMERGENTI

Al via il bando per la 21^ edizione del “Premio Amnesty International Italia Emergenti”, a cui possono partecipare tutti gli artisti che abbiano un brano legato al tema dei diritti umani, in qualsiasi lingua o dialetto e con qualsiasi genere musicale.

Il bando è disponibile sul sito www.vociperlaliberta.it .

La scadenza del bando è fissata per il 30 aprile, ma gli artisti che si iscriveranno entro il 10 marzo avranno una ulteriore possibilità. Fra tutti loro infatti il pubblico potrà votare online il brano migliore, conferendo il Premio Web Social e facendo accedere direttamente l’artista vincitore alle semifinali della fase live.

Fra tutte le iscrizioni arrivate entro il 30 aprile ci sarà inoltre il Premio Under 35 che consentirà al migliore giovane di accedere alle semifinali del concorso. L’Associazione Voci per la Libertà sceglierà poi altre sei proposte, che si batteranno assieme al Premio Web Social e al Premio Under 35 nel concorso dal vivo a Rosolina Mare. Qui una giuria prestigiosa di addetti ai lavori assegnerà il Premio Amnesty International Italia Emergenti.

LA RACCOLTA DELLE NOMINATION DEL PREMIO AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA

Dal 2003 Amnesty International Italia e Voci per la libertà premiano una canzone di un big della musica italiana uscita nell’anno precedente sul tema dei diritti umani.

Tutti possono segnalare entro e non oltre il 30 gennaio 2018 brani che abbiano queste tre caratteristiche:

1) pubblicati tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017,

2) composti/interpretati da un artista italiano noto,

3) su un tema legato alla Dichiarazione universale dei diritti umani.

Tutte le proposte saranno prese in considerazione da uno staff composto da esponenti di Amnesty International Italia e Voci per la Libertà, che ne selezionerà 10. Le nomination verranno quindi sottoposte ad una giuria di importanti addetti ai lavori (giornalisti, conduttori radiofonici e televisivi, docenti universitari, referenti di Amnesty e di Voci per la Libertà), che eleggerà tra le candidate il Premio Amnesty International Italia 2018. Il vincitore sarà ospite nella nuova edizione di Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty.

INALIENABILE, L’OPERA MULTIMEDIALE

“Inalienabile” è un’opera multimediale in divenire, visibile sul sito www.inalienabile.com, dal forte impatto emotivo, che vede alternarsi fotografie, voci, luci, video, grafiche, musiche, con la partecipazione di musicisti come Francesco Guccini, Nada Malanima, Fiorella Mannoia, Modena City Ramblers, Carmen Consoli, Simone Cristicchi e Mud.

Il design di Inalienabile – racconta Silva Rotelli, ideatrice del progetto – si basa sulla relazione tra terra e cielo, spirito e materia; sulle azioni di chi viaggia ancorato alla terra ma sempre guidato dalla natura dei diritti umani. Le domande poste all’inizio del progetto sono alcune delle domande cardine rivolte ai partecipanti; le stesse desiderano essere scelte dal fruitore, una alla volta, a seconda della propria vicinanza emotiva. La scelta permette l’inizio del viaggio emozionale tra le riflessioni sonore dei vari partecipanti e le immagini contenute in cerchi simboleggianti pianeti in connessione tra loro. Ogni pianeta è parte fondante di un sistema ancora più ampio, quello della collettività e della natura stessa”.

“Inalienabile” è ideato e realizzato dal collettivo Ruhetag.it.

Le voci e le immagini sono tratte dagli incontri e dai dialoghi tenuti dall’ideatrice Silva Rotelli e i partecipanti. Il progetto grafico è di Davide Falzone. Le musiche originali sono di Julia Kent.
L’installazione di Inalienabile sarà presente a Villadose (RO) presso la sala quadri del municipio dal 19 al 28 febbraio.

LA COMPILATION DELLA 20 EDIZIONE

Il cd racchiude alcuni momenti musicali dell’ultima edizione del festival. Sono 15 i brani presenti, a partire da quelli vincitori: “Ballata triste” di Nada, che si è aggiudicata il Premio Amnesty International Italia 2017, e “Crociera meraviglia” e “Tra l’altro” di Carlo Valente, che ha prevalso nel contest riservato agli artisti emergenti. Troviamo poi tre degli ospiti delle serate di Rosolina: Diodato (con “Per la prima volta” ), The Bastard Sons of Dioniso (con “Sulla cresta dell’ombra”) e Giovi (con “Occhio non vede, cuore non duole”).

Ma molto spazio va agli altri artisti in concorso, a partire da Elisa Erin Bonomo, premio della critica (qui presente con “Scampo” e “Puttana”) e dagli Amarcord, premio della giuria popolare (con “I nostri discorsi” e “Il vostro gioco”). Ed ancora i finalisti: Nevruz (con “L’immigrato” e “Pax”) e Tukurù (con “Musango” e “Les reves de kunta”). A completare il lavoro, una artista protagonista di Arte per la Libertà – il festival della creatività per i diritti umani, Anna Luppi (con “Canzone del bambino sulla spiaggia”).
La compilation è disponibile in streaming all’indirizzo: 
www.vociperlaliberta.it/news/45-news-2018/920-la-compilation-della-ventesima-edizione-di-voci-per-la-liberta-una-canzone-per-amnesty e disponibile gratuitamente acquistando il libro su: www.apogeoeditore.it/libro/9788899479268

IL LIBRO SUI 20ANNI DI FESTIVAL

È sempre disponibile il volume che racconta le emozioni e i contenuti dei 20 anni di Voci per la Libertà, una grande opera corale, curata dal direttore artistico Michele Lionello, a cui hanno voluto dare un contributo molti dei protagonisti di questi due decenni, da Ivano Fossati a Daniele Silvestri, da Carmen Consoli ai Modena City Ramblers, da Paola Turci a Simone Cristicchi dal presidente di Amnesty International Italia Antonio Marchesi al portavoce Riccardo Nourysino ad alcuni dei volontari che rendono possibile ogni anno la manifestazione.

Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty”: si chiama proprio così, come il festival, questo volume di 176 pagine a colori che racconta le emozioni e i contenuti di due decenni fitti di esperienze, con molti interventi scritti ma anche con molte foto e uscito in concomitanza con l’anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre.
Oltre 50 i protagonisti autori del libro del libro, che racchiude frammenti, ricordi, immagini da tutte le edizioni del festival, più di 2000 gli artisti che hanno preso parte negli anni a “Voci per la libertà – Una Canzone per Amnesty”: dai giovani che si sono confrontati nello storico contest della manifestazione, ai big che hanno vinto il “Premio Amnesty International Italia” o hanno partecipato come ospiti.
Le prossime presentazioni del libro saranno:
Giovedì 25 Gennaio alle ore 18.00 a Mantova presso la libreria ibs+libraccio, nell’ambito della campagna “25 gennaio – 2 anni senza Giulio”, con la presenza di: 
Anna Luppi, Adolfo Durante e Mud.
Sabato 17 Febbraio alle ore 21.00 a Villadose (RO) presso la Sala Europa, per festeggiare i vent’anni del festival proprio dov’è nato, con i live acustici di: PerturbazioneNevruz e Giovi, conduce Savino Zaba.

La compilation, il libro e Inalienabile sono stati realizzati all’interno del progetto Arte per la Libertà con il supporto del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”.

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Ufficio stampa: Monferr’Autore

monferrautore@virgilio.it

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Nella magnifica Sala Settecentesca di Via Università 32 di Cagliari, sabato 27 gennaio 2018 si svolgerà l’evento di beneficenza “Concerto per Sant’Efisio“.

Lo scopo principale è quello di raccogliere fondi per il restauro della statua del santo amato dai cagliaritani. In questa occasione verranno messi in vendita libri d’arte resi disponibili dal Comune di Cagliari e dall’Associazione Argonautilus, stampe fine-art del fotografo Alessandro Spiga e le opere d’arte donate dalla Fondazione Bartoli – Felter

Il Concerto vedrà la partecipazione del Duo Giuliani – violino e chitarra – composto da Francesco Pilia e Matteo Cau che eseguiranno la celebre Sonata Concertata di Niccolò Paganini e una riduzione del Concerto in Re Maggiore di Antonio Vivaldi dall’Estro Armonico.

Sabato 27 gennai ore 10:30

Biblioteca Universitaria di Cagliari

Via Università, 32, 09124 Cagliari

Ingresso minimo di 5 Euro 

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Accendi la passione ed illumina il tuo 2018 con gli spettacoli del Teatro Lirico!

Da oggi  lunedì 8 gennaio potrete confermare gli abbonamenti alla lirica e balletto, mentre i nuovi, potranno essere acquistati da giovedì 16 febbraio e dal 23 febbraio potrai acquistare tutti i biglietti per la Stagione.

Se sei un under 30, puoi acquistare il tuo abbonamento, o i tuoi biglietti, con la tariffa del 50%!
Scopri di più ? http://bit.ly/2AUPEwz
#teatroliricodicagliari #stagione2018

 

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foto di Priamo Tolu

Per festeggiare i 25 anni del Teatro Lirico di Cagliari, ieri si è tenuto uno spettacolo di grande danza che ha registrato il tutto esaurito. La qualità ripaga sempre.

Ho speranza che  durante tutto l’arco dell’anno vi siano anche altri momenti dedicati al 25ennale, (magari con parata di stelle della lirica), in modo tale da valorizzare meglio  le masse artistiche stabili (coro e orchestra), vere protagoniste della nascita di questa bella istituzione cagliaritana.

A danzare ieri sono state dieci straordinarie étoiles internazionali : Ivan Vasiliev, Nina Kaptsova (Teatro Bol’šoj di Mosca); Vladimir Shklyarov (Teatro Mariinskij di San Pietroburgo); Vadim Muntagirov (Royal Ballet di Londra); Ludmila Konovalova (Opera di Vienna); Silvia Azzoni (Hamburg Ballett); Marijn Rademaker (Het National Ballet); Ashley Bouder, Taylor Stanley (New York City Ballet.

Non sono potuta essere presente per motivi personali, ma avevo, per l’occasione un inviato speciale, il ballerino e coreografo cagliaritano Roberto Magnabosco, con una rappresentanza della scuola di danza  Arabesque .

Grande affluenza di un pubblico di estimatori, ma anche professionisti del settore  e di … chi crede di esserlo.
In scena il Grande Repertorio ballettistico accompagnato da sorprese molto gradite.
I ballerini Russi a mio avviso hanno tenuto testa come tradizione vuole. Virtuosismi, phatos e tanta tecnica “pura!”

L’ Orchestra , la nostra,  diretta dal maestro Paolo Paroni è stata sublime nel difficile compito dell’accompagnamento dei danzatori. Il Coro (diretto da Donato Sivo)) è stato  preciso  e ben preparato, una formazione di cui vado molto orgoglioso!
Se posso permettermi, in conclusione, vorrei dare qualche consiglio al pubblico che per la  maggiore , ieri ,mancava di “Bon Ton”:
a)  In Teatro non si parla del cenone di capodanno mentre gli artisti danzano.

b) Non siamo al cinema. Lo sgranocchiamento e gli olezzi salati di  patatine e popcorn sono stati  fonte di disturbo.

c) Dulcis in fundo , i commenti fuori luogo. Un signore in compagnia della sua dama  ha esordito dicendo: “questo Cajkovskij c’è in
tutti i balletti!!” A buon intenditore poche parole … 

Inviato speciale di Musicamore

ROBERTO MAGNABOSCO

 

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Oggi 6 gennaio 2018 ore 18.30 il coro gospel CGS Black Soul si esibirà in un concerto organizzato dal  Rotary Club Cagliari Nord & Rotary Club Cagliari Sud,  a favore dei progetti umanitari Rotary.

Sarà una serata all’insegna della musica nera, quella musica che fa cantare l’anima,  che scuote, che coinvolge e che fa ballare .

Cagliari, Auditorium Seminario Arcivescovile, via Mons. Cogoni ore 18,30

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Il Gruppo Folklorico di Cagliari Quartiere Villanova,  accompagnati da impareggiabili musicisti quali Andrea Pisu, Vanni Masala (Fantafolk) ed il giovanissimo Lorenzo Denotti, prenderanno parte ad una tournée  cilena che vedrà gli artisti sardi impegnati a Santiago del Chile , ad una delle più prestigiose rassegne locali, giunta alla 47 edizione, dal 19 al 29 gennaio 2018.
Ancora una volta gli apprezzatissimi suoni e colori della cultura della Sardegna saranno elemento di spicco in un prestiglioso evento di carattere internazionale quale il Festival da San Bernardo, uno tra i maggior dell’ America Latina.

San Bernardo è una città del Cile, nella Regione Metropolitana di Santiago, capoluogo della provincia di Maipo e sede vescovile. La piazza principale di San Bernardo si trova a 18 km in linea retta verso sud rispetto alla piazza principale di Santiago del Cile, ad un’altitudine di 570 m. Forma parte dell’agglomerato della Grande Santiago. È abitata prevalentemente dal ceto medio che vive nei quartieri residenziali ad ovest e dal ceto popolare nei quartieri a est.

Ogni anno alla fine di gennaio si svolge il “Festival Nacional del Folclore”. Gruppi folcloristici provenienti da tutto il Cile intervengono con le proprie esibizioni musicali. Il festival comprende anche la partecipazione di gruppi folcloristici invitati da diversi paesi, dal Sudamerica, ma anche da Messico, Spagna e Italia. La manifestazione è abbinata ad una fiera dell’artigianato tradizionale.

L’ultimo sabato di aprile si celebra un evento di grande risonanza: “Abril cuecas Mil” , che vede tutta la comunità dedicarsi al ballo nazionale, la cueca. Diversi gruppi musicali suonano mille cuecas una dopo l’altra in una maratona che dura più di 30 ore.

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Stazione metropolitana leggera di Cagliari Piazza Repubblica.

Erano circa le 8,30 quando sono arrivata, l’accordatore era già  lì con un po’ di anticipo rispetto al nostro appuntamento. Aveva appena aperto la cassa del pianoforte mettendo  in bella mostra  la meccanica, armeggiando con ”  chiavi”  di diverse misure. Ascoltava  con attenzione i suoni delle singole corde tirandole con molta delicatezza.

Quel pianoforte, donato solo due anni fa, era stato vandalizzato brutalmente mettendolo fuori  uso quasi  subito. Graffi dappertutto, tasti e leggio divelti.  Fino a ieri mattina era chiuso con un lucchetto.

La guardia giurata, custode della chiave, avvisava  chiunque ne facesse richiesta, che lo strumento era talmente scordato   da non permettere di suonare neppure la più semplice melodia.

Durante l’operazione di accordatura c’era un via vai di  persone che  buttavano l’occhio per capire cosa stesse succedendo. Qualche curioso si avvicinava  chiedendo notizie del perchè di questa operazione. Mi prodigavo subito a dire che la sera ci sarebbe stato un concerto con dei cantanti lirici e che di lì a poco avremo fatto qualche prova.

C’era il tizio che osservando l’accordatore,  evidenziava che quel mestiere  oggi è molto più facile di un tempo raccontando che suo nonno faceva tutto ad orecchio e non aveva certo bisogno di “macchinette” . Insomma chiunque passasse aveva da dire la sua incurante del fatto che l’accordatore aveva bisogno di estremo silenzio e che parlando gli avrebbero rallentato il lavoro superando le tre ore previste  .

Dopo una mezz’oretta ecco arrivare un treno dal quale scende un bel gruppo di ragazzi, inizialmente di corsa, e poi , una volta davanti al pianoforte aperto   rallentando e fermandosi ad osservare. Ho viso nei loro volti stupore , come i bambini che vedono  per la prima volta un giocattolo sempre e solo sognato.

Fra un pendolare e un viandante ecco giungere un ragazzo di circa 25 anni, dall’aspetto evidente di uno che soffre di qualche dipendenza . Barcollando osserva in silenzio  il completamento del lavoro  e senza perdere tempo, a lavoro terminato,  si siede subito davanti alla tastiera cominciando a strimpellare a caso e tentando di imitare i grandi pianisti  dondolandosi senza una logica.

Non sapevo come fargli capire che doveva lasciare il pianoforte perchè era arrivato il pianista Francesco Adamo che avrebbe dovuto accompagnare i cantanti del concerto della sera. Gli dico  che almeno per tutta la giornata quel pianoforte sarebbe stato di nostra proprietà dal momento che avevamo finanziato l’accordatura. Non ha fatto storie, si è alzato ma non ha tolto gli occhi dalla tastiera  e si è messo ad osservare  le dita del pianista che sfioravano i tasti con grande agilità. Chissà, magari da bambino avrebbe desiderato poter studiare il pianoforte  ma il destino aveva deciso diversamente per lui.

Nel frattempo il personale della stazione, gentilissimo, si è messo a disposizione per sistemare   la saletta affinchè fosse tutto pronto  per il concerto della sera  . Dentro di noi c’era la speranza che quello spazio si potesse riempire, ma avevamo dei dubbi. Il tempo non ci stava aiutando, vento e pioggia avevano preso il sopravvento dalla mattina presto.

Arriva poi una signora con  buste della spesa.  Guardandosi in giro capisce che c’è qualche novità in corso . Appena le dico del concerto subito si illumina riferendomi che da giovane era un soprano .  Mi guarda negli occhi  e comincia a cantare. Sento in lei una voce intonata e molto curata, avevo capito che non mentiva. Si siede sulla panca accanto al pianoforte e mi racconta un po’ della sua vita, era una rumena trasferitasi in un paese del cagliaritano ormai da più di 25 anni.

Finalmente  arriva il tenore Francesco Scalas che non perde tempo ed intona un brano di quelli che eseguirà nel concerto della sera, utile per provare l’acustica. La signora si incanta e per un attimo mi pare di leggere nel suo pensiero il desiderio di poter essere in palcoscenico con lui.

Un altro signore di mezza età dall’aspetto eccentrico con la barba lunga e bianca si ferma invece ad osservare il pianista.  Si  capisce che vuole domandargli qualche cosa ma non vuole interrompere le prove.  Approffitta di una pausa  per domandare se era disponibile per lezioni private.

Fine prima parte (leggi qui la seconda parte)


YouTube Video

 

 

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Il 5 gennaio al Teatro Lirico di Cagliari

Les Étoiles 

Arriva il gran gala di danza  a cura di Daniele Ciprian Entertainementi con i maggiori ballerini dal mondo

 Sotto il cielo di stelle della Sardegna arriva Les Étoiles .

Il Gala di Danza, che rappresenta un appuntamento natalizio nella capitale a cura di Daniele Cipriani Entertainement,  giunge a Cagliari .

Venerdì 5 gennaio 2018 alle ore 20,30  il Teatro Lirico di Cagliari apre la stagione con la nuova edizione di questo evento che vedrà sul palcoscenico del Lirico, le più blasonate étoiles della danza mondiale con una forte rappresentanza della prestigiosa scuola russa.

Un doppio spettacolo, se si pensa che le musiche verranno eseguite dall’ Orchestra e dal Coro della Fondazione Lirica Sinfonica del Teatro Lirico di Cagliari  diretti dal M° Paolo Paroni.

Sui brani del repertorio tradizionale che vanno da Il lago dei Cigni, La bella addormentata, Lo Schiaccianoci, Il Corsaro a quello eroico sovietico come Spartacus di Yuri Grigorovich, le punte delle étoiles  interpreteranno celebri passi a due, firma dei coreografi i cui nomi sono scolpiti nell’immaginario comune come la storia della danza: Marius Petipa, LevIvanov, Balanchine, George Neumeier, Uwe Scholz.

Il regalo per il pubblico della Sardegna sarà una coreografia creata per l’occasione sulla musica di Carl Orff così che in un solo momento il respiro dei  ballerini, dei  musicisti e degli artisti del coro avranno il medesimo ritmo e concretizzeranno l’unicità dell’evento al Teatro Lirico.

E uniche sono le grandi étoiles che il pubblico potrà ammirare sulle punte ed in volo in veri e propri virtuosismi di poesia :

Ivan Vasiliev  Nina Kaptsova  dal Teatro Bolshoi di Mosca

Vladimir Shklyarov e Maria Shirinkina dal Teatro Mariinsky di San Pietroburgo

Ashley Bouder Taylor Stanley  del New York City Ballet

Ludmila Konovalova dall’Opera di Vienna

Vadim Muntagirov  del The Royal Ballet di Londra

Silvia Azzoni  dell’ Hamburg Ballett

Marijn Rademaker da l’Het National Ballet de L’Aia

 “Sono molto felice che sia uno spettacolo di Danza ad inaugurare l’anno 2018 e  la nuova stagione lirico, sinfonica e di balletto in un periodo particolare dove questa disciplina soffre alcune scelte che vanno verso una sorta di ridimensionamento sui palcoscenici italiani” così il Sovrintendente Claudio Orazi “

“Il gala Les Étoiles è un inno alla gioia, come volevano Schillere e Beethoven (qui danzata anziché cantata), all’amicizia tra i popoli della scena e della terra”sottolinea il curatore Daniele Cipriani  al servizio del talento unico, irripetibile, incomparabile di ognuno delle stelle che si vedrà brillare al Teatro Lirico di Cagliari.

Prezzi biglietti: platea € 60,00 (settore giallo), 45,00 (settore rosso), € 35,00 (settore blu); I loggia € 40,00 (settore giallo), € 30,00 (settore rosso), € 25,00 (settore blu); II loggia € 25,00 (settore giallo), € 20,00 (settore rosso), € 15,00 (settore blu).

Agli abbonati ed ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti.

 Biglietteria del Teatro Lirico 

via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari,
telefono 0704082230 | biglietteria@teatroliricodicagliari.it

 

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A distanza di un anno, il cantante cagliaritano (di Elmas) Mattia Sanna torna con un nuovo brano: “STOP” ,  che  troverete in tutti gli stores da Gennaio.

Nel 2016 Mattia Sanna è stato l’artefice del brano “ Ripartiremo” da lui creato (con la collaborazione degli Artisti sardi per Amatrice), per raccogliere fondi a beneficio della popolazione di Amatrice colpita duramente da un terremoto. Un brano pieno di speranza  che aveva come scopo quello di finanziare parte della ricostruzione del Teatro cittadino.

Oggi Mattia  riparte con un brano che ancora cerca di dare forza, soprattutto a coloro  che subiscono giornalmente  il bullismo. Un argomento che lo ha toccato più volte in prima persona e che al quale oggi vuole mettere uno “STOP”

Mattia, come è nato questo tuo nuovo brano?

Il brano è nato a Febbraio 2016, sul pullmann che mi portava a scuola. Avevo una melodia in mente ma non riuscivo a trovare il testo adatto, il giorno dopo, a casa di Marinella (Angiargia, pianista e collaboratrice di tanti brani), iniziai a buttar giù il testo e lei lo  completò creando la melodia al meglio. Provammo e riprovammo quella canzone per sette ore  di fila.

L’argomento è tosto: bullismo, perchè?

Perchè io  per anni ho subito bullismo. Nella canzone parlo di come sia riuscito a superare il disagio,   la mia musica e il canto sono stati la mia forza. Non mi sono mai lasciato andare ma ho sempre reagito per ritrovare me stesso.

Con le mie canzoni, ed in particolare in questa, voglio trasmettere più che mai la forza di rialzarsi davanti alle avversità.

In bocca al lupo Mattia per questa nuova avventura!

 Photo by : @luxphotoart 

 

 

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La loro è una musica travolgente, piacevole, melanconica, allegra.  Sono 5 artisti completi, cantanti e pianisti che insieme hanno dato vita ad una formazione vocale straordinaria: Alice Madeddu, Barbara Crisponi, Caterina D’Angelo, Manuel Cossu, Alessandro Porcu, KOR.

Ascoltarli rende piacevole un viaggio, una serata, un momento di relax, una passeggiata salutare. Insomma, essere accomnpagnati dalle loro voci mette il buonumore. Impossibile non portarseli appresso.

Se non avete ancora avuto la possibilità e il piacere di sentirli dal vivo,  cominciate con un CD, il loro primo disco che però ha bisogno di un sostegno economico affinchè venga immesso nel mercato discografico.

In questi giorni è partita la campagna di Crowdfunding su MUSICRAISER e ci sarà bisogno di tutto il vostro sostegno per realizzare un sogno che i Kor inseguono da tempo.

All’interno del CD   troverete oltre all’energia musicale,  gli arrangiamenti  originali più un inedito speciale e un omaggio al carissimo Maestro Antonio Sanna, il tutto reso ancora più magico dal grandissimo Erik Bosio.
Importante e preziosissimo sarà l’aiuto di tutti i miei lettori e dei loro amici affinchè si possa  produrre un CD che porterà un po’ di profumo di Sardegna ovunque nel mondo.

Cliccate nel link sottostante per accedere

Per chi non sapesse come funziona non dovete far altro che fare una donazione, quello che volete partendo da un minimo ed avrete subito in cambio un regalo, oltre naturalmente al CD appena sarà in circolazione.


YouTube Video

KOR

Ensemble Vocale

 Cinque cantanti-pianisti, opera, musical, retro jazz e celebri melodie italiane con uno stile e un suono originali e riconoscibili nel panorama della musica vocale, questo è KOR.

Completa il tutto uno spettacolo coinvolgente, arricchito dalla versatilità vocale di ciascuno dei componenti e dalla cura dei brani e arrangiamenti originali.

Il bagaglio musicale del gruppo è valorizzato da importanti esperienze solistiche, in ambito nazionale e internazionale, maturato da ognuno dei cinque cantanti.

Il gruppo, benché di recentissima formazione, ha già partecipato a festival corali internazionali e importanti kermesse musicali, collaborando con artisti di spicco (tra i quali, Mario Brunello e Michele Josia), ottenendo importanti riconoscimenti sia da parte del pubblico che della critica.

Il quintetto è stato recentemente premiato in alcuni dei più importanti concorsi internazionali di musica vocale: Tampereen Savel-Contest per Vocal Ensemble a Tampere (terzo premio, acoustic category); Gallus -Maribor International Choral Competition a Maribor (Premio Speciale per il Migliore Gruppo Vocale).

I cinque eclettici cantanti svolgono un’intensa attività sia in Italia che all’estero, di recente il gruppo ha tenuto una serie di concerti in Slovenia.

 

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E’ stata presentata questa mattina, al teatro Lirico di Cagliari, la stagione  d’Opera e balletto 2018 .

Busoni, Puccini, Hindemith, Mascagni, Bizet, Rossini, Cajkovskij, Verdi sono gli autori che vedremo e ascolteremo il prossimo anno

 Venerdì 2 marzo alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2018 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione attesa dal numeroso pubblico che propone un ricco cartellone di opere, concerti e balletti. Nello specifico sono previste otto opere ed un balletto per gli otto turni di abbonamento e poi due recite fuori abbonamento nel periodo estivo. Saranno altresì programmati ulteriori due titoli d’opera, il Teuzzone di Vivaldi (luglio 2018) e L’ape musicale di Lorenzo Da Ponte (ottobre 2018), nell’ambito del Progetto di Internazionalizzazione del Teatro Lirico di Cagliari. Alla fine, dieci titoli d’opera e un balletto, a dimostrazione della continua crescita della produzione e delle alzate di sipario. I titoli delle otto opere sono Turandot, Suor Angelica, Madama Butterfly, Sancta Susanna, Cavalleria rusticana, Carmen, Il Barbiere di Siviglia, Rigoletto ed il classico Schiaccianoci per il balletto.

Anche la Stagione 2018 è tesa a valorizzare la grande Opera italiana con i più significativi compositori dell’Ottocento e Novecento: Rossini, Verdi, Puccini, Mascagni e, per la prima volta, Ferruccio Busoni. Mentre un’assoluta novità riguarda la figura di Paul Hindemith, compositore tedesco e significativo pilastro della musica novecentesca. Un cartellone di equilibrio tra la musica di repertorio e quella più “nascosta”e sconosciuta, alla quale il Teatro Lirico di Cagliari pone sempre molta attenzione nel rendersi attivo nella sua promozione culturale e non solo nella sua tutela e salvaguardia.

Su questa matrice, dopo le inaugurazioni del 2016 e del 2017 che hanno reso concreta quella che la critica ha definito la renaissance respighiana, quella del 2018 vede un’altra preziosa rarità musicale di Ferruccio Busoni (Empoli, 1866 – Berlino, 1924) ed eseguita per la prima volta a Cagliari: Turandot, fiaba cinese in due atti, su libretto dello stesso compositore tratto dalla medesima fiaba teatrale omonima di Carlo Gozzi, dalla quale Giuseppe Adami e Renato Simoni, qualche anno dopo, trassero ispirazione per scrivere il libretto dell’estremo capolavoro di Giacomo Puccini.

 

L’opera viene rappresentata, per la prima volta, l’11 maggio 1917 allo Stadttheater di Zurigo e il compositore la dedica ad Arturo Toscanini. Busoni conserva dalla fiaba di Gozzi i personaggi e i riferimenti alle maschere della commedia dell’arte, pur sintetizzando la vicenda a linee essenziali che prediligono il carattere buffo e scherzoso settecentesco a quello eroico, romantico e drammatico ottocentesco che invece viene esaltato da Puccini dieci anni dopo. A questi elementi bisogna aggiungere quelli esotico, magico e fiabesco che ricordano da vicino il Singspiel (per esempio Il flauto magico mozartiano), al quale Busoni rende omaggio con un perfetto equilibrio fra scene in prosa, cantate e brani strumentali.

Vista la particolare brevità dell’opera (70 minuti circa), Turandot viene rappresentata insieme a Suor Angelica, opera in un atto su libretto di Giovacchino Forzano e musica di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), assente dal 1989 da Cagliari. L’opera, come noto, appartiene al celebre Trittico pucciniano, del quale fanno parte anche Il Tabarro e Gianni Schicchi, di cui, nel 2018, ricorre il centenario della sua prima rappresentazione (14 dicembre 1918, Metropolitan di New York). Suor Angelica trae spunto da un soggetto lirico-religioso ed è un’opera totalmente al femminile che esalta la purezza della protagonista, sottolineata da un canto sempre lirico ed aereo, a cui si contrappone la veemenza drammatica e la mancanza di umanità della zia principessa che è, invece, interessata solo ai beni materiali.

Entrambe le opere, accomunate appunto dalla vicinanza temporale delle loro prime esecuzioni, vengono rappresentate, dal 2 all’11 marzo, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con il Teatro del Giglio di Lucca, che vede due grandi nomi protagonisti, due firme affezionate al Teatro Lirico: Denis Krief, regista franco-tunisino che cura anche scene, costumi e luci (sue le produzioni cagliaritane di Lucia di Lammermoor, La Walkiria, Aida, Il Barbiere di Siviglia, Elena Egizia), mentre sul podio c’è Donato Renzetti, direttore abruzzese, bacchetta nota a Cagliari e in tutto il panorama nazionale ed internazionale.

 

Il secondo appuntamento con l’opera, in scena dal 6 al 15 aprile, è con Madama Butterfly di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 – Bruxelles, 1924), la cui ultima rappresentazione cagliaritana risale al 2011. Rappresentata per la prima volta a Milano, al Teatro alla Scala, il 17 febbraio 1904, l’opera è ambientata a Nagasaki ed è incentrata sul personaggio di Butterfly, giovanissima geisha sedotta dal tenente americano Pinkerton, da lui abbandonata e infine suicida. Madama Butterfly può essere definita un monodramma in cui la musica analizza la storia interiore dell’unica protagonista, dall’ingenuità iniziale ai primi sospetti sul proprio destino, fino al terzo atto in cui domina assoluta sulla scena. Siamo davanti al dramma psicologico di una donna all’ombra della quale si muovono tutti gli altri personaggi, l’ancella Suzuki con delicata partecipazione, le pallide figure di Pinkerton e Sharpless e le macchiette di Goro e Yamadori. Attento all’atmosfera esotica del dramma, Puccini ricorse a ritmi e motivi giapponesi liberamente reinventati, nel massimo sforzo di ricostruzione ambientale di quell’estremo Oriente che, alla fine del XIX secolo, aveva sostituito, nella moda letteraria e teatrale, le turcherie in voga nel Settecento ed in età rossiniana.

Aldo Tarabella, regista lirico, compositore e direttore artistico del Teatro del Giglio di Lucca, firma un’affascinante messinscena, moderna, sobria e nel totale rispetto del dettato pucciniano, proveniente appunto dal teatro lucchese che dirige dal 2000. La direzione d’orchestra è ancora affidata a Donato Renzetti, che del repertorio pucciniano riesce a cogliere le più recondite nuances orchestrali.

 

Dal 18 al 27 maggio, dopo le due opere inaugurali, ecco un nuovo, insolito dittico musicale: Sancta Susanna di Paul Hindemith (Hanau, 1895 – Francoforte, 1963), in prima esecuzione a Cagliari, e Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni (Livorno, 1863 – Roma, 1945), assente dalle scene cagliaritane dal 2009. Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari è curato per la regia da Gianfranco Cabiddu, regista e sceneggiatore cagliaritano al suo debutto nell’opera lirica, vincitore del David di Donatello 2017 per la “miglior sceneggiatura” del film “La stoffa dei sogni”. Dirige l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico Paolo Carignani, direttore d’orchestra milanese, ospite regolare dei più prestigiosi teatri d’opera internazionali, dal Liceu di Barcellona al Metropolitan di New York.

Sancta Susanna, definita da Oreste Bossini «una delle migliori creazioni musicali dell’espressionismo tedesco», viene rappresentata per la prima volta il 26 marzo 1922 all’Opernhaus di Francoforte ed ha una storia segnata da accuse di oscenità e blasfemìa a causa della trama che tocca tematiche, ancora oggi scottanti, quali religiosità e misticismo, emancipazione sessuale e censura morale. 30 minuti circa di musica carica di tensione drammatica, straordinariamente interessante e mai volgare che incornicia la scabrosa vicenda ambientata in un convento di monache.

Cavalleria rusticana (Roma, Teatro Costanzi, 17 maggio 1890) oltre ad essere una delle opere più conosciute e rappresentate, tratta dalla omonima e celebre novella di Giovanni Verga, può essere considerato il “manifesto” del Verismo musicale. Al capolavoro è attribuito, da parte del compositore, una grande capacità di sintesi di tutte le componenti musicali protagoniste del movimento storico-letterario al quale appartiene: verità storica, passionalità accesa, ambiente popolare ed una espressività portata all’eccesso che si basava su sentimenti tanto elementari quanto violenti e che permisero a Mascagni di vincere, nel 1889, il primo premio di un importante concorso bandito dall’editore Sonzogno.

 

La Stagione lirica e di balletto prosegue nei mesi estivi, a favore del pubblico di abbonati e dei numerosissimi turisti presenti nell’Isola, con un gradito ritorno, a distanza di sei anni dall’ultima rappresentazione (dicembre 2011): Carmen, sanguigno ed amatissimo dramma di Georges Bizet (Parigi, 1838 – Bougival, Parigi, 1875) che verrà rappresentato dal 22 giugno al 3 luglio per dieci serate, di cui 8 in abbonamento e 2 fuori abbonamento (queste ultime dedicate soprattutto ai turisti). Si tratta dell’allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in lingua originale francese con sopratitoli in italiano, che risale al luglio 2005 e si avvale della regia di Stephen Medcalf (che vinse il “Premio Abbiati 2006” proprio con Carmen) e di scene e costumi di Jamie Vartan, già noti al pubblico cagliaritano per aver firmato Romeo e Giulietta del villaggio di Delius (aprile 2002) e Aida di Verdi (luglio 2003).Viene interpretato attraverso un’ideale rilettura della Spagna classica, “teatro” delle contrastanti vicende sentimentali di Carmen, Don José, Micaela ed Escamillo, ed ambientato agli inizi degli anni Quaranta del secolo scorso, durante il secondo conflitto mondiale ed il regime totalitario di Francisco Franco. L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico saranno guidati ancora da Paolo Carignani, la cui lettura dell’opera, al Festival di Bregenz della scorsa estate, ha raccolto consensi ed apprezzamenti. Rappresentata per la prima volta a Parigi al Théâtre de l’Opéra-Comique il 3 marzo 1875, in Carmen Bizet ha unito diverse tradizioni, diverse convenzioni, diversi mondi. La Spagna creata da Bizet è prima ancora che un luogo geografico, il luogo della psicologia umana, il luogo della passionalità e dell’istinto: amore e odio, libertà e legami, maschio e femmina. Ed è in questi dualismi che va ricercata l’universalità dell’opera di Bizet e dei due caratteri di Don José e Carmen. I personaggi dell’opera sono lontani dall’originale letterario di Mérimée e rappresentano dei veri e propri personaggi simbolo: una gitana libera, Carmen, e un angelo casalingo, Micaela, come due poli dell’anima di Don José. Quest’ultimo è alla ricerca della libertà che finirà per trovare solo nel compiere un gesto estremo come quello dell’uccisione di un altro essere vivente.

 

Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto riprende, dal 28 settembre al 7 ottobre, con uno dei capolavori buffi più popolari ed amati: Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini (Pesaro, 1792 – Passy, 1868) che ritorna al Teatro Lirico dopo 12 anni (l’ultima edizione è del 2006). Viene proposto nuovamente l’elegante ed originale allestimento del Teatro Lirico di Cagliari dell’agosto 2001, firmato per regia, scene, costumi e luci da Denis Krief che intende Il Barbiere di Siviglia come una commedia sofisticata, ambientata in un loft minimalista-chic, in epoca attuale, dal momento che egli considera la funzione della commedia proprio quella di essere interpretata nel mondo e nell’epoca in cui viene rappresentata. La direzione musicale è affidata a Gérard Korsten che ritorna sul podio cagliaritano dopo La Traviata e Un ballo in maschera delle ultime due estati.

Le vicende storiche del Barbiere di Siviglia, rappresentato per la prima volta a Roma, al Teatro Argentina, il 20 febbraio 1816, possono considerarsi leggendarie. Sia il libretto che la musica furono stesi con estrema rapidità per mantenere fede all’impegno che il ventitreenne Rossini prese nell’autunno del 1815 con quel teatro. Quando Rossini firmò il contratto non era stato scelto nemmeno il soggetto dell’opera: il poco tempo a disposizione fu forse una delle ragioni per cui fu scelta la commedia di Beaumarchais, un soggetto collaudato e amato dal pubblico. L’opera di Beaumarchais, infatti, era già stata messa in musica altre sei volte, ma nessuna versione aveva raggiunto la popolarità di quella di Giovanni Paisiello, creata nel 1782 per il Teatro di Corte di San Pietroburgo. Per non urtarne gli ammiratori, Rossini mandò in scena la sua opera con il titolo Almaviva o L’inutile precauzione. Gli ingredienti sono quelli ben noti delle opere buffe italiane: Figaro, un barbiere che sa usare ugualmente bene chitarra e rasoio, filosofo e giullare; Bartolo, vecchio geloso che vuole impalmare la sua pupilla, la graziosa Rosina; un Conte che ama la fanciulla e intende sottrarla alle grinfie del vecchio; un maestro di musica avido e specialista in calunnie… e intorno servi chiassosi e invadenti.

 

Dal 16 al 24 novembre ritorna la grande danza classica con Lo schiaccianoci di Pëtr Il’i? ?ajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 – San Pietroburgo, 1893), uno dei capolavori più amati dal pubblico, nella versione magica, colorata, onirica, effervescente portata in scena dal coreografo e regista Amedeo Amodio, con le fantastiche scene e i variopinti costumi di Emanuele Luzzati. Uno spettacolo imperdibile, prodotto da Daniele Cipriani Entertainment, una favola natalizia che continua ad ammaliare magicamente adulti e bambini, che ha già avuto un enorme successo in Italia (oltre 30.000 spettatori) e che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal 2010.

Lo schiaccianoci, composto da ?ajkovskij nella sua piena maturità artistica, viene rappresentato, per la prima volta, il 5 dicembre 1892 al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo. Il balletto, dominato dall’immagine del capro di paglia, simbolo del Natale nordico, è caratterizzato dall’unione dell’universo narrativo della scrittrice svedese di letteratura per l’infanzia, Elsa Beskow, con quello del tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffman. Nel racconto Il Natale di Petter e Lotta, i piccoli protagonisti festeggiano il Natale con le zie Marrone, Verde e Lavanda e con lo zio Blu. Lo schiaccianoci-soldatino di Hoffmann diventa lo schiaccianoci-capro, attorniato dalle figure del Carbonaio-Principe, della Governante-Principessa, dei topi, dei deliziosi dolcetti natalizi e di tutti gli addobbi dell’albero che si animano nella notte di festa.

 

A chiusura della Stagione lirica e di balletto 2018, dal 14 al 23 dicembre va in scena il melodramma in tre atti Rigoletto su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma Le roi s’amuse di Victor Hugo, e musica di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 – Milano, 1901). L’amato e popolare titolo del massimo operista italiano manca dal palcoscenico del Teatro Lirico dal 1997 (nonostante le edizioni del 2002 all’Anfiteatro Romano e dell’estate 2017 alla Forte Arena di Santa Margherita di Pula) e viene presentato in un nuovo allestimento del Teatro Lirico curato dal fiorentino Pier Francesco Maestrini che, a Cagliari, ha firmato Turandot di Puccini (con le scene di Pinuccio Sciola) e La campana sommersa di Respighi. I complessi stabili cagliaritani sono guidati dal grande Elio Boncompagni.

Rappresentata al Gran Teatro La Fenice di Venezia l’11 marzo 1851, prima opera della cosiddetta trilogia popolare comprendente Il Trovatore e La Traviata, il melodramma, ambientato a Mantova nel XVI secolo, è incentrato sul personaggio di Rigoletto, buffone alla corte del Duca di Mantova, e sul tenerissimo sentimento filiale che lo unisce alla figlia Gilda e che si sviluppa fino al drammatico finale. Rigoletto, buffone ma triste, rancoroso e provocatore ma dolorosamente afflitto, è dipinto da Verdi in tutto lo spessore tragico della sua condizione umana. La potenza lirico-drammatica che Verdi seppe infondere al protagonista e ai personaggi che lo circondano non aveva precedenti: da un lato Rigoletto e Sparafucile (“Pari siamo!… io la lingua, egli ha il pugnale”), fra loro diversi eppure accomunati nella morsa del dramma, il primo agisce d’istinto, ferito nel più profondo del suo segreto e unico amore, la figlia; il secondo è un cinico brigante che uccide a pagamento; dall’altro l’ingenua Gilda e il frivolo ed egoista Duca di Mantova, anch’essi divergenti, ma uniti, individuati con altrettanta penetrazione psicologica in un’effusione lirica che raggiunge momenti di grande purezza.

 

Tutti gli spettacoli vengono eseguiti dall’Orchestra e dal Coro, diretto da Donato Sivo, del Teatro Lirico di Cagliari.

 

Le conferenze di presentazione di opere e balletto

 

Autorevoli studiosi e musicologi, con l’ausilio del pianoforte, ascolti registrati, proiezioni video e letture dal vivo, presentano le opere liriche ed il balletto in cartellone in sette incontri con il pubblico, ad ingresso libero, che si svolgono, come consuetudine, nel foyer di platea del Teatro Lirico di Cagliari.

 

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Tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo avuto a che fare con un avaro. Non parlo solo di avarizia materiale ma anche spirituale e di sentimenti.

Anni fa conobbi una persona che diceva di desiderare un matrimonio con una brava donna che potesse accudire  lui e sua madre anziana. Cercava, da buon maschilista tirchio  una badante fissa gratis. Con questa idea era sempre alla ricerca di una futura moglie, ma senza  avere successo.

Il  suo approccio con la “preda” cominciava al bar dove la prima domanda era:”vuoi favorire un’ acqua minerale?”. Puzzava tantissimo perchè i suoi abiti erano sempre gli stessi dall’inizio di stagione. Parlava spesso di ecologia e rispetto dell’ambiente, ma dopo un po’ si capiva che ogni sua uscita aveva a che fare con la sua tirchieria.”L’acqua è un bene prezioso e va risparmiata!” Giusto, nulla da dire.

Una badante che per soli 10 giorni aveva accudito sua madre, raccontava l’inenarrabile. Il tirchio, prima di far utilizzare  l’acqua per la pulizia personale della povera anziana, doveva  controllarne personalmente il livello nella vasca, la quantità di sapone e la temperatura. Chiunque penserebbe di ciò, che fosse un figlio pieno di attenzioni. Non era proprio così. Quell’acqua era controllata come fosse oro fuso perchè dopo le abluzioni della povera anziana,  la riutilizzava in diversi modi: riimergendosi lui stesso, certamente senza aggiungere detersivo o rinnovarla; quella stessa poi veniva  riutilizzata per il lavaggio dei pavimenti e infine gettata nel WC perchè lo sciaquone era volutamente fuori uso. L’acqua per il lavaggio dei piatti doveva essere rigorosamente fredda e doveva servire a più lavaggi di stoviglie durante l’arco di tutta la giornata, ovviamente senza l’aggiunta di altro  detersivo . La stessa badante, alla quale era stato chiesto di lavorare qualche ora di straordinario, era stata retribuita non con danaro ma con una banana. Insomma, credo di non aver mai conosciuto una persona più ributtante!

Moliere nel 1668 , scrisse una commedia intitolata appunto l’Avaro.  Il personaggio principale, Arpagone è uno dei caratteri tipici del teatro classico, che si ritrova anche nell’Aulularia di Tito Maccio Plauto, commediografo latino. Come nella commedia plautina il timore di essere derubato e, in seguito, la consapevolezza del furto subito offrono lo spunto a un’infinità di situazioni comiche, una serie di equivoci tra i personaggi che ruotano intorno a lui rendono la commedia divertente e godibile.

Tanti sono gli attori famosi che hanno interpretato questo personaggio. Impossibile non ricordare il grande Sergio Tofano, ma anche Alberto Sordi, Paolo Stoppa, Lello Arena, Alessandro Benvenuti , tanto per citarne alcuni.

La compagnia teatrale “La Giostra- teatro in Famiglia” porterà in scena una commedia ispirata proprio all’Avaro di Moliere, domenica 17 Dicembre alle 20,30 presso il Teatro dei Salesiani a Selargius (CA) L’ingresso è a libera offerta e parte del ricavato sarà devoluto per le opere missionarie salesiane in Egitto.

Nel video sottostante l’attore Lello Arena racconta il suo Arpagone


YouTube Video

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Associazione Musicale Collegium Karalitanum 

Festival Internazionale corale di musica sacra 

Cagliari, 19 novembre – 2, 9 e 16 dicembre 2017

Sabato 16 dicembre l’esibizione del coro Collegium Karalitanum e

dei Tenores di Neoneli

 Un altro appuntamento attende Cagliari sabato 16 dicembre alle 20.30 nella Chiesa del Santo Sepolcro. Dopo il grande successo registrato finora nelle precedenti serate del Festival internazionale di musica sacra, partecipato e apprezzato da sempre più numerosi spettatori, si esibiranno il famosissimo e prestigioso Coro di Neoneli che non ha bisogno certo di presentazioni e dei padroni di Casa del Coro Collegium Karalitanum che in attività ininterrotta da 44 anni (è una formazione conosciuta ed apprezzata sia a livello regionale, nazionale ed internazionale) per questo Festival si presenta per la prima volta in veste rinnovata diretto da Carmine Dell’Orfano.

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

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Prenderà il via il prossimo 14 gennaio San Sperate la rassegna Civic’Art, manifestazione organizzata e promossa dalla Scuola Civica di San Sperate e dall’Associazione Culturale Intermezzo ideata per finanziare la realizzazione di una sala teatro polifunzionale, una sala band e una sala per la propedeutica musicale nella struttura dell’istituzione, da sempre attenta al valore della cultura e dell’educazione musicale. 
Dieci appuntamenti tra musica, teatro e cinema vedranno alternarsi sul palcoscenico del teatro della scuola artisti del calibro di Rossella FaaElio Turno ArthemallePaolo Carrus e la sua Civica Big Band, il pianista Peter WatersMauro PalmasVince Abbracciante, Antas Teatro e tanti altri. 
 
Civic’Art partecipa al contest Premio per la Cultura“ promosso dalla piattaforma di crowdfunding online Rete del Dono, con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, della Fondazione di Sardegna e del Comune di San Sperate.
Importanti, inoltre, le collaborazioni con la Fondazione Sciola, la Società Umanitaria – Cineteca Sarda, il Fidpa San SperateL’Associazione Culturale Il CrogiuoloAntas TeatroTeatro ImpossibileTeatro del Segno e Rete del Dono.
Media partner della manifestazione sono Sardegna Uno e Unica Radio.
 

Gli spettacoli si terranno sempre la domenica alle 18 nel Teatro della Scuola Civica di Musica di San Sperate in via Sassari, 3 (San Sperate). 

 
La partecipazione è dedicata ai donatori che sosterranno la campagna di raccolta fondi ”La musica nel cuore su Rete del Dono e in segno di ringraziamento la scuola donerà un abbonamento (cedibile a terzi) per tutti gli spettacoli previsti in cartellone.
 IL PROGRAMMA 
 Il primo appuntamento della rassegna Civic’Art si svolgerà domenica 14 gennaio alle 18 con la Civica Big Band di Paolo Carrus, un progetto nato nella Scuola Civica di Cagliari che, dopo anni di sosta, riprende con nuovo vigore alla Civica di San Sperate rilanciando, inoltre, un laboratorio dedicato alla Big Band aperto a giovani studenti e neofiti del jazz.
Il programma del concerto guarda al passato e ai grandi compositori, ma si affaccia a sonorità più contemporanee con le musiche originali dello stesso Carrus in veste di pianista, compositore e direttore.
 Il 28 gennaio la rassegna dedicherà l’intera seconda giornata alla commemorazione della Shoah, il genocidio perpetrato dalla Germania nazista e dai suoi alleati nei confronti degli ebrei d’Europa nella seconda metà del XX secolo.
L’Associazione Culturale Il Crogiuolo andrà in scena con “In un cielo di stelle gialle.. bianche farfalle”, una produzione che con parole semplici parla ai bambini e racconta l’orrore vissuto e perpetrato nei campi di concentramento. Il testo e la regia, liberamente ispirati alle opere di Tomi Ungerer, Frediano Sessi, Daniela Palumbo e Matteo Corradini, sono di Rita Atzeri con la partecipazione di Antonio Luciano e Marta Gessa
-Il 4 febbraio a San Sperate arriverà il fisarmonicista Vince Abbracciante, artista affermato nel mondo del jazz per le sue collaborazioni con grandi artisti tra cui Richard Galliano. Il musicista proporrà un progetto per sola fisarmonica condito dai brani presenti in Sincretico (Dodicilune, 2017) suo disco di recente pubblicazione.
-La quarta giornata vedrà, il 18 febbraio, ancora la prosa al centro della rassegna con una produzione di Antas Teatro che per l’occasione proporrà lo spettacolo Il circo di cartapesta”, opera per piccoli e grandi sognatori dedicata alle famiglie con la partecipazione di Emanuela Mancosu e Raimonda Mercurio e con la regia di Stefano Farris.
-Giro di boa, invece, il 25 febbraio con il progetto Civica Jazz Quintet composto dai docenti della civica (Andrea Angiolini, pianoforte; Alessandro Angiolini, sax; Giovanni Mameli, chitarra elettrica; Andrea Parodo, basso; Marco Caredda,  batteria) che proporrà il nuovo progetto “Seven Steps to Heaven”, nato per celebrare la storia del jazz e sette suoi grandi compositori come Duke Ellington, Miles Davis, Sonny Rollins, John Coltrane, Charlie Parker, Thelonious Monk e Horace Silver.
Domenica 11 marzo il jazz la farà ancora da padrone con il reading-concerto ”Eleanora e il canto delle gardenie. Le dolenti note della vita di Billie Holiday” proposto da un ensemble di musicisti di base a San Sperate ma sempre attivi sui palcoscenici di tutta la Sardegna, impegnati in un video concerto racconto sulla vita di Lady Day e sulle canzoni che la hanno resa un’icona senza tempo della musica afroamericana. Sul palco Cristina Racca (voce narrante), Gianni Fozzi (batteria), Giovanni Mameli (chitarra elettrica), Daniele Ucchesu (basso elettrico), Massimo Sciola (pianoforte) e Maurizio Piasotti (tromba). 
-Il 18 marzo protagonista sarà il pianista australiano Peter Waters che, affiancato dal quartetto d’archi classico Karel Quartet, renderà omaggio a George Gershwin, compositore, pianista e direttore d’orchestra statunitense conteso sia da classici che dai jazzisti, con un repertorio che attinge dai suoi grandi successi come la celebre Rhapsody in Blue, in una insolita versione “da camera” per quintetto, passando per grandi classici come The Man I love, Summertime e I Got Rythm. Ad affiancare Waters ci saranno Francesco Pilia (I violino), Alessio De Vita (II violino), Giovanni Nucciarelli (viola) e Federico Sanna (violoncello). 
-Il 25 marzo spazio al teatro dialettale con la partecipazione di due grandi artisti del panorama teatrale isolano: Rossella Faa, cantante, regista e attrice e Elio Turno Arthemalle. In programma una rivisitazione in chiave umoristica della commedia dialettale  “Sa scomuniga de Predi Antiogu, arrettori de Masuddas” con la regia della stessa Rossella Faa. Lo spettacolo è una produzione di Teatro impossibile in collaborazione con il Teatro del segno
-Domenica 8 aprile il teatro della Scuola Civica ospiterà Mattia Casu, straordinario giovane talento pianistico del Conservatorio di Musica di Cagliari nella classe del M° Romeo Scaccia, che eseguirà un programma con musiche di L.V.Beethoven, F.Chopin e F-Liszt.
- Ultimo atteso appuntamento del Festival, domenica 22 aprile, vedrà la prioiezione del film muto ”Cainà, la figlia dell’Isola”, che il regista Gennaro Righelli ha ambientato in Sardegna nella Gallura degli anni ’20. Il film verrà musicato dal vivo dal musicista e compositore sardo Mauro Palmas accompagnato dall’Ensemble Scuola Civica composto dai docenti della Scuola Civica di Musica di San Sperate. Il film-concerto sarà presentato da Antonello Zanda, direttore della Società Umanitaria – Cineteca Sarda che ne ha curato la produzione. 

IL CROWDFUNDING - L’idea di una ciclo di appuntamenti organizzati in un festival con il nome di Civic’Art ha un grande obiettivo: raccogliere donazioni per finanziare la realizzazione di una sala teatro polifunzionale, una sala band e una sala per la propedeutica musicale per la scuola e contestualmente partecipare al contest “Il premio per la cultura” che Rete del Dono (piattaforma di crowdfunding on line) ha lanciato nello scorso mese di giugno e per premiare l’organizzazione che entro il 31 dicembre 2017 sarà in grado di raccogliere almeno l’80% delle somme necessarie a concludere la propria campagna. Il premio consiste nel finanziamento del restante 20%. Per informazioni visitare il sito www.retedeldono.it/classifica/premiocultura
LA SCUOLA - La Scuola civica di musica di San Sperate nasce nel 2004 e concorre alla diffusione dell’istruzione musicale quale elemento essenziale per la crescita culturale, sociale e intellettuale di tutta la comunità di San Sperate e dei comuni limitrofi. La Scuola, finanziata dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di San Sperate, Nuraminis e Monastir, vanta oggi circa 430 studenti divisi nei numerosi corsi individuali e collettivi, e una offerta didattica che conta ben 23 discipline musicali, dalla musica classica al pop, al rock al jazz sino alla musica popolare della Sardegna. Contestualmente all’attività didattica, la Scuola organizza seminari di formazione per docenti, masterclass di alto perfezionamento e seminari sui temi del management culturale, mostre di liuteria ed eventi in collaborazione con le principali organizzazione culturali della Sardegna tra cui la Fondazione Teatro Lirico e il Conservatorio di Musica di Cagliari. 
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 Il lago dei cigni di  Ciajkovskij, con le stelle del Balletto di Stato della Georgia, chiude la Stagione lirica e di balletto 2017

 Mercoledì 13 dicembre (turno A), alle 20.30 va in scena l’ottavo ed ultimo appuntamento della Stagione lirica e di balletto 2017 del Teatro Lirico di Cagliari: ritorna la grande danza classica con Il lago dei cigni, balletto fantastico in due atti e quattro scene su coreografia di Aleksej Fadee?ev, da Marius Petipa e Lev Ivanov, e musica di Pëtr Il’i?  Ciajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 – San Pietroburgo, 1893), nell’interpretazione del Balletto di Stato della Georgia (direttore artistico Nina Ananiašvili), una delle più celebri e prestigiose compagnie di danza al mondo e massimo esempio della tradizione coreografica romantica che debutta al Teatro Lirico di Cagliari.

 

L’Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari è diretta da David Mukeria. Le scene sono di Vjaceslav Okunev e i costumi di Steen Bjarke.

La versione coreografica e musicale presentata a Cagliari risale all’11 marzo 2016, quando è andata in scena, per la prima volta, al Teatro dell’Opera di Tbilisi.

Interpreti principali del Lago dei cigni saranno alcune delle più celebri stelle del Balletto di Stato della Georgia, che si alterneranno nelle diverse recite: Nino Samadashvili (13, 17)/Nutsa Chekurashvili (14, 16, 20)/Ekaterine Surmava (15, 19) (Odette); Nino Samadashvili (13, 15, 17, 19)/Nutsa Chekurashvili (14, 16, 20) (Odile); Frank van Tongeren (13, 17)/Yonen Takano (14, 16, 20)/Philip Fedulov (15, 19) (Principe Siegfried); David Ananeli (13, 15, 17, 19)/Yuma Sumi (14, 16, 20) (Rothbart).

Questa in breve la trama: la principessa Odette è vittima di un sortilegio del mago Rothbart che di giorno la fa vivere da cigno, per farle riprendere poi di notte le sue vere sembianze. Solo l’uomo che l’amerà, in assoluta fedeltà, la potrà liberare. L’amore tra Odette e il principe Siegfried vincerà sugli intrighi del mago e di sua figlia Odile, spezzando il malvagio incantesimo.

Il balletto ha una durata complessiva di 2 ore circa compreso un intervallo.

Il lago dei cigni, la cui ultima rappresentazione al Teatro Lirico di Cagliari risale al 2011, viene replicato: giovedì 14 dicembre alle 20.30 (turno B); venerdì 15 dicembre alle 20.30 (turno C); sabato 16 dicembre alle 19 (turno G); domenica 17 dicembre alle 17 (turno D); martedì 19 dicembre alle 20.30 (turno F); mercoledì 20 dicembre alle 20.30 (turno E). La recita per le scuole è mercoledì 13 dicembre alle 11.

 

Prezzi biglietti: platea da € 75,00 a € 50,00 (settore giallo), da € 60,00 a € 40,00 (settore rosso), da € 50,00 a € 30,00 (settore blu); I loggia da € 55,00 a € 40,00 (settore giallo), da € 45,00 a € 30,00 (settore rosso), da € 40,00 a € 25,00 (settore blu); II loggia da € 35,00 a € 25,00 (settore giallo), da € 25,00 a € 20,00 (settore rosso), da € 20,00 a € 15,00 (settore blu).

 

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Stagione lirica e di balletto 2017

mercoledì 13 dicembre, ore 20.30 – turno A; giovedì 14 dicembre, ore 20.30 – turno B

venerdì 15 dicembre, ore 20.30 – turno C; sabato 16 dicembre, ore 19 – turno G

domenica 17 dicembre, ore 17 – turno D; martedì 19 dicembre, ore 20.30 – turno F

mercoledì 20 dicembre, ore 20.30 – turno E

Il lago dei cigni

balletto fantastico in due atti e quattro scene

coreografia Aleksej Fadeecev, da Marius Petipa e Lev Ivanov

musica Pëtr Il’ic Ciajkovskij

Balletto di Stato della Georgia

Direttore artistico Nina Ananiašvili

Direttore d’Orchestra David Mukeria

Direttore amministrativo Mariam Eristavi

Direttore di scena Niala Godziashvili

Maître de Ballet Nino Ochiauri

Trucco Nino Revazishvili

Company Manager Kakhaber Andriadze

Primi ballerini

Nutsa Chekurashvili, Nino Samadashvili, Ekaterine Surmava

David Ananeli, Yonen Takano, Frank van Tongeren

Solisti

William Pratt, Philip Fedulov, Machi Muto van Tongeren

Corifei

Shorena Khaindrava, Vera Kikabidze, Lana Mghebrishvili, Diego Buttiglione, Morisi Meskhia

Raphael Jonathan, Ramos Spyker Brito, Yuma Sumi, Karin Washio

Corpo di ballo

Teona Akhobadze, Ina Azmaiparashvili, Tamta Bakhtadze, Alisa Bogdanova, Olga Dolidze Mariam Eloshvili, Nia Geladze, Lana Gogisvanidze, Nino Gulordava, Mariam Kardava

Gvantsa Gavashelishvili, Nino Khakhutashvili, Svetlana Kiknadze, Tea Kopaleishvili

Rusudan Kvitsiani, Stephanie Alexis Watkinson, Ekaterine Makhachashvili, Tamar Revia

Natalia Rigvava, Lara Tkeshelashvili, Anna Tkeshelashvili, Ruika Yokoyama, Ana Ksovreli

Angelos Antoniou, Otar Bitsoshvili, Zurabi Datukishvili, Giorgi Elkanishvili, Irakli Jeladze Papuna Kapanadze, Malkhaz Meskhia, Nikolozi Pheikrishvili, Gela Pezuashvili

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.

 

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Giovedì 7 dicembre  Serramanna (CA)  si festeggeranno i 400 anni della Contea di Serramanna con tanti eventi:  sfilata di musici e corteo a seguito,dimostrazione di scherm, danze rinascimentali, mostra e convegno .

Di seguito tutto il programma

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Frate Sole 1918 sarà l’ultimo appuntamento della rassegna “Omaggio al XX Secolo” ideato da Stefania Pineider per Studium Canticum per”incontriamo la settima arte: il cinema!”

Nel 1918 Luigi Mancinelli scrive le musiche per il film Frate Sole, una delle prime pellicole dedicate a S. Francesco, con la regia di Ugo Falena e Mario Corsi

Oggi, Rossella Spinosa, pianista, compositrice, aggiunge un nuovo lavoro al suo carnet di oltre 80 partiture per il cinema muto: una rilettura del lavoro di Mancinelli per pianoforte violino e coro, che verrà eseguita in prima assoluta a Cagliari, stasera 3 dicembre, negli spazi della Ex-Manifattura Tabacchi, grazie alla preziosa collaborazione di Cinema Odissea

Al pianoforte Rossella Spinosa, al violino Giorgio Pertusi, il coro Studium Canticum, per la prima volta impegnati nella sonorizzazione dal vivo di una pellicola muta.

Ingresso 10 euro
Per informazioni e prenotazioni associazione@studiumcanticum.it oppure

tel. 3389403280

La partitura di Mancinelli, dice Rossella ”risente di forti suggestioni wagneriane, restando improntata a un incessante cromatismo, nella chiara volontà dell’autore stesso di lasciare spazio ad una complessità delle soluzioni ritmiche in abbinamento con un melodismo asciutto e spesso tortuoso, indicativo di una volontaria rinuncia al canto. Si potrebbe parlare di varianti neogotiche e neoclassiche, in cui Mancinelli sceglie prevalentemente un tipo di drammaturgia statica, con una disposizione paratattica e la riproposizione di motivi conduttori. Possiamo sicuramente assimilare il lavoro ad una sorta di poema sinfonico-corale, più che ad un commento musicale alla pellicola, nell’ottica – propria del Mancinelli – di far sì che il pensiero compositivo non possa lasciarsi influenzare in modo esageratamente pervasivo dalle immagini”

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Sono passati due anni dal giorno in cui l’Associazione onlus degli Avvocati ha regalato un pianoforte alla stazione della Metro di Cagliari  . E’ un modo  per poter diffondere la cultura e allietare il tempo d’attesa alle persone in partenza o arrivo. Chiunque può sedersi e suonare   ciò che più l’aggrada . E’ una bella usanza diffusa in tante stazioni. La gente non rimane indifferente davanti alla musica ed anche se ha fretta, quando sente una bella melodia si ferma un attimo ad ascoltare e spessissimo anche a registrare.

Oggi mi trovavo dalle parti di piazza Repubblica e mi è venuto il desiderio di provare a vedere se il pianoforte era disponibile dal momento che avevo qualche minuto da riempire. Ho visto che accanto al pianoforte c’erano seduti diversi anziani annoiati. Come mi sono avvicinata allo strumento  mi hanno chiesto subito se dovevo suonare. La delusione è stata grande  quando mi sono accorsa che il pianoforte era chiuso con un lucchetto. Allora mi sono rivolta alla biglietteria chiedendo se era possibile avere la chiave. La risposta da parte dell’impiegata è stata negativa ma mi ha invitato ad  avvicinarmi alla guardia giurata . La risposta della guardia è stata che il pianoforte non si poteva suonare perchè  era scordato. Ho detto che avrei voluto sentirlo ugualmente per capire il livello di scordatura. Con una certa resistenza me lo ha aperto.La sorpresa è stata amara. Non si trattava di una normale scordatura causata dalle correnti d’aria, ma di un vero e proprio sfacelo. Non c’era una scala uguale all’altra! Ho chiesto come mai  era ridotto in queste condizioni e la risposta è stata che la colpa era dei vandali. Una fitta al cuore vedere questo meraviglioso strumento buttato lì senza alcun utilizzo.

Impossibile non pensare al giorno in cui i miei genitori , con grandi sacrifici me ne  avevano comprato uno per poter portare avanti i miei studi al Conservatorio. Ricordo la notte passata in bianco per l’ansia di volerlo suonare e per il profumo  di legno che emanava  .

Ma perchè si è arrivati a questo disastro? Una piccola telecamera avrebbe probabilmente inguaiato i vandali e obbligato a rispondere dei danni. Ho domandato se fosse possibile riaccordarlo, ma la faccia sibillina mi ha fatto capire che nessuno avrebbe messo le mani in tasca per farlo.

Allora ho pensato che magari se ci fosse qualche sponsor disposto a farlo potrebbe essere l’occasione per fare anche qualche concerto programmato . Io farò tutta la mia parte alla ricerca di qualche fondo. Se qualcuno ha delle idee me lo faccia sapere .

Il video sottostante è realizzato alla stazione Porta Nuova di Torino


YouTube Video

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Quando nel 1953, presso il Theatre de Babylone di Parigi, venne proposto per la prima volta lo spettacolo “Aspettando Godot” di Samuel Beckett con la regia di Roger Blin il pubblico si divise immediatamente fra chi lo amava e chi lo odiava. In poco tempo lo spettacolo divenne talmente popolare da dividere la città tra chi lo aveva visto e chi no.

Ma cosa aveva di così speciale “Aspettando di Godot” di Beckett?
La trama potrebbe apparire banale: racconta la giornata di due vagabondi che aspettano un certo Godot che non arriva mai.
“L’Attesa” di questo Godot che non arriva mai è il vero personaggio di questo spettacolo, che si dipana in due atti molto simili, e che rappresentano una delle metafore più efficaci per rappresentare il non
senso della vita .

La critica inquadra “Aspettando Godot” come Teatro dell’Assurdo, corrente di moda negli ambienti più critici della società contemporanea di allora.
Oggi quel tipo di modalità culturale mostra tutti i suoi limiti ma il suo significato conserva ancora oggi una sorprendente attualità.
Beckett anche se più volte sollecitato non ha mai chiarito chi o cosa rappresentava Godot e le chiavi di lettura si sprecano.

?Senza dubbio Godot è per il pubblico di allora tutto ciò che ci si aspetta e che non arriverà mai. L’Attesa, che abbiamo detto essere la vera protagonista dell’opera, è una prigione interiore.
È un’Attesa infinita che spettacolo dopo spettacolo si rinnova senza soluzione di continuità condannando Vladimiro ed Estragone all’annichilimento perpetuo.

Il 15 e il 16 novembre Figli d’Arte Medas presenta una “parodia” di “Aspettando Godot”: Godot 2.0.
Con vesti rinnovate anche a livello recitativo Gianluca Medas propone una rilettura dello spettacolo, una Rivoluzione come risposta a questa continua sequela di finali sempre uguali.

In questa rilettura gli attori seguono il proprio istinto, il proprio cuore. 

Con Aspettando Godot 2.0 Figli d’Arte Medas lancia un messaggio potente, attraverso la drammaturgia si afferma con forza che l’unica via di uscita per liberarsi della catene è quella di non accettarle.

?Smettere di aspettare Godot potrebbe essere una via di fuga?
È da 54 anni che Valdimiro ed Estragone vorrebbero andarsene e non hanno il permesso di farlo.
Questa volta sarà possibile?

FIGLI D’ARTE MEDAS IN 
- Godot 2.0 -
Drammaturgia e Regia di Gianluca Medas
parodia Liberamente tratta da “Aspettando Godot” di Samuel Beckett.

Con
MAURO SOLLAI – LISA ZEDDE – ANDREA ZUCCA – STEFANO CURGIOLU
Aiuto regia Jacopo Medas
Costumi Stefano Curgiolu

? DOVE E QUANDO
15-16 novembre a Cagliari
h 21:00
Ex Manifattura Tabacchi (Viale Regina Margherita, 33)

? INFO 
info@figlidartemedas.it
Biglietteria Box Office Ticket
070 65742
(Viale Regina Margherita, 43)

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Le  mille voci che hanno fatto l’autonomia, la storia, gli aneddoti, le pressioni politche , le attese, le strategie, le elezioni, la Sardegna monarchica, l’incapacità di capire, la strategia sbagliata, le opposizioni sassaresi, la relazione mancata, le accuse di secesssione, la miopia politica, le pressioni di Lussu…

…tutto questo nell’incredibile Storytelling dedicato alla Storia della Autonomia, un viaggio doloroso verso una verità scomoda. Narrazione di Gianluca Medas con Mauro Palmas, e in video Emanuele Pisano, Filippo Iolao Salaris, Pierpaolo Congiu, Andrea Zucca, Andrea Vargiu, Alessandro Concas, Gigi Lallai, Alessandro Corrias. La voce registrata è di Elio Artemalle.

Contributi di Renzo Laconi, Umberto Cardia, Giovanni Lilliu, Sebastiano Dessanay, Luigi Battista Puggioni, Camillo Belieni, Emilio Lussu. e di Pietro Martini, Baudi di Vesme, Giovanni Battista Tuveri.

Venerdì 10 Novembre ore 21,00

Fondazione di Sardegna, via Salvatore d’Horta Cagliari

Ingresso Libero

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Dopo il successo della scorsa estate, il Teatro di San Carlo propone una speciale Winter Edition di Opera Camp per il periodo delle vacanze natalizie 2017/2018, aperto ai ragazzi dai 6 ai 15 anni. Un regalo davvero unico da far trovare ai più piccoli sotto l’albero!

Attraverso momenti di gioco e improvvisazione, i ragazzi saranno infatti, accompagnati in un percorso di creazione, sperimentazione e condivisione, in cui potranno mettersi alla prova e cimentarsi nelle diverse pratiche teatrali: lezioni di canto e recitazione, laboratori di costume, trucco e parrucco daranno loro gli strumenti per far emergere la propria espressività e immaginazione, e dal confronto con gli altri, acquisire una maggiore consapevolezza e sicurezza di sé. Opera Camp intende avvicinare in modo attivo e coinvolgente i ragazzi al mondo del teatro musicale, facendo crescere in loro l’interesse e la curiosità per il teatro, la musica, la danza, e anche per tutti i mestieri creativi che sono necessari alla messa in scena di uno spettacolo, dimostrando che si può imparare divertendosi.

La Winter Edition di Opera Camp sarà dedicata  al Natale e alle magiche atmosfere de Lo Schiaccianoci. Le attività di laboratorio si svolgeranno dal 27 dicembre 2017 al 5 gennaio 2018 con l’esclusione delle date del 31 dicembre 2017 e del 1 gennaio 2018: gli incontri avranno luogo negli spazi del Teatro di San Carlo dalle 8.30 alle 16.00. 

Sarà possibile scegliere di partecipare all’intero periodo del laboratorio (8 giorni) oppure optare per periodi ridotti (4 giorni a fine dicembre o 4 giorni a inizi gennaio): per chi sceglierà di partecipare ad Opera Camp Winter tra dicembre e gennaio ci sarà, inoltre, la possibilità di partecipare allo spettacolo Lo Schiaccianoci nella data di sabato 30 Dicembre 2017 alle ore 17.

In base al periodo e alla tipologia di servizi richiesti, riportiamo qui sotto i costi di OperaCamp Winter Edition 2017:

- Dal 27 dicembre al 5 gennaio (8 giorni – Laboratorio + Schiaccianoci ) - 230 €
- Dal 27 al 30 dicembre (4 giorni – Laboratorio + Lo Schiaccianoci ) - 170 €
- Dal 2 al 5 gennaio (4 giorni – Laboratorio) - 150 €

Opzione facoltativa per i pasti (pranzo e merenda):

+ 80 €  per i pasti nel periodo 27 dicembre  al 5 gennaio
+ 40 €  per i pasti nel periodo 27 al 30 dicembre al e dal 2 al 5 gennaio

Le iscrizioni potranno essere effettuate scaricando il modulo di iscrizione disponibile online e  fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni e dettagli, è possibile consultare il nostro sito web, oppure contattare l’Ufficio Promozione Pubblico al numero 0817972468 o via email all’indirizzo promozionepubblico@teatrosancarlo.it.

Teatro di San Carlo
98/f, via San Carlo – 80132 Napoli
ITALIA
T +39 0817972468
www.teatrosancarlo.it

 

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Prima esecuzione assoluta di Azio Corghi, Mozart e Schumann

per Gérard Korsten, Sonia Bergamasco, Sabine Meyer e i complessi stabili cagliaritani, il 3-4 novembre, per la Stagione concertistica 2017

 

La Stagione concertistica 2017 del Teatro Lirico di Cagliari prosegue, venerdì 3 novembre alle 20.30 (turno A) e sabato 4 novembre alle 19 (turno B), con il sedicesimo, imperdibile, appuntamento: ritorna sul podio Gérard Korsten che, con l’Orchestra ed il Coro del Teatro Lirico di Cagliari, propongono, nella prima parte, con l’ausilio della voce recitante dell’attrice milanese Sonia Bergamasco, una nuova composizione, su commissione del Teatro Lirico di Cagliari, in prima esecuzione assoluta di Azio Corghi, celebre e prolifico compositore italiano e, insieme al limpido clarinetto di Sabine Meyer, già prima parte nei Berliner Philharmoniker ed artista di fama internazionale, una delle pagine mozartiane più coinvolgenti e di raro ascolto; nella seconda parte, invece, viene eseguita la nota Seconda Sinfonia di Schumann. Il maestro del coro è Donato Sivo.

 

Il programma musicale delle due serate prevede: L’eco di un fantasma, per voce recitante femminile, coro e orchestra di Azio Corghi (Cirié, 1937 – vivente), nuova composizione, su commissione del Teatro Lirico di Cagliari in prima esecuzione assoluta; Concerto per clarinetto e orchestra in La maggiore K. 622 di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791); Seconda Sinfonia in Do maggiore op. 61 di Robert Schumann (Zwickau, 1810 – Endenich, Bonn, 1856).

 

Prezzi biglietti: platea € 35,00 (settore giallo), € 30,00 (settore rosso), € 25,00 (settore blu); I loggia € 30,00 (settore giallo), € 25,00 (settore rosso), € 20,00 (settore blu); II loggia € 10,00 (settore giallo), € 10,00 (settore rosso), € 10,00 (settore blu).

 

La Stagione concertistica 2017 prevede due turni di abbonamento (A, B), ai quali è ancora possibile abbonarsi, sebbene, ovviamente, ad un numero ridotto di spettacoli.

Da sottolineare, inoltre, la possibilità di acquistare da mercoledì 11 gennaio 2017 i biglietti per tutti gli spettacoli della Stagione concertistica; lo stesso servizio è possibile anche online attraverso il circuito di prevendita www.vivaticket.it.

 

Ai giovani under 30 sono applicate riduzioni del 50% sull’acquisto di abbonamenti e biglietti. Ulteriori agevolazioni sono previste per gruppi organizzati.

 

Venerdì 3 novembre alle 11 è prevista, come ormai consuetudine, l’Anteprima Giovani, aperta alle scuole che potranno assistere, dalla I loggia, alla prova generale del concerto serale. (prezzi: posto unico € 3; informazioni: Servizio promozione culturale, telefono 0704082326 – 0704082250 – 0704082252; attivitagiovani@teatroliricodicagliari.it).

 

La Biglietteria del Teatro Lirico è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13 e nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo. I giorni festivi solo nell’ora precedente l’inizio dello spettacolo.

Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, telefono 0704082230 – 0704082249, biglietteria@teatroliricodicagliari.it, www.teatroliricodicagliari.it.Il Teatro Lirico di Cagliari si può seguire anche su Facebook, Twitter, YouTube, Instagram, Linkedin. Biglietteria online: www.vivaticket.it.

Sonia Bergamasco – voce recitante

È una delle attrici italiane più versatili. Nata a Milano, si diploma in pianoforte al Conservatorio di Musica “Giuseppe Verdi” ed in recitazione alla Scuola del Piccolo Teatro della sua città.

Debutta in Arlecchino servitore di due padroni di Giorgio Strehler ed è la Fatina dell’ultima edizione teatrale e televisiva di Pinocchio di Carmelo Bene. A teatro lavora anche con Theodoros Terzopoulos, Massimo Castri e Glauco Mauri. Dal 2001 è interprete e regista di spettacoli in cui l’esperienza musicale si intreccia più profondamente con il teatro. Vince il Premio “Eleonora Duse” nel 2014 per il suo lavoro d’attrice e, nel 2015, è regista ed interprete dello spettacolo Il ballo (tratto dal racconto di Irène Némirovsky).

Nel marzo 2017 debutta come regista al Piccolo Teatro di Milano in una nuova produzione intitolata Louise e Renée, ispirata a Memorie di due giovani spose di Balzac, di cui Stefano Massini cura la drammaturgia originale. Al cinema debutta nel 2001 con il film “L’amore probabilmente” di Giuseppe Bertolucci.

Vince il “Nastro d’argento” nel 2004 come attrice protagonista nel film “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana; lavora anche con Bernardo Bertolucci in “Io e te”, con Giuseppe Piccioni in “Giulia non esce la sera”, con Silvio Soldini nel cortometraggio “D’estate”, con Franco Battiato in “Musikanten”.

Ottiene il Premio “Ennio Flaiano” come miglior interprete del film “De Gasperi” di Liliana Cavani e, sempre per la televisione, riscuote grande successo nelle innovative e fortunate serie tv “Tutti pazzi per amore”, “Una grande famiglia” dirette da Riccardo Milani e “Il commissario Montalbano in cui interpreta il ruolo di Livia. Il suo film più recente è “Quo vado?”, diretto da Gennaro Nunziante, per il quale vince, nel 2016, il Premio “Ennio Flaiano” come interprete dell’anno, il Premio “Alida Valli” come migliore attrice non protagonista al Bari International Film Fest e il Premio “CIAK d’oro”. È Madrina della 73^ Edizione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia

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Il tenore italiano (è stato allievo di Pavarotti) ha appena trionfato al Teatro Real con Madama Butterfly e Carmen.

 Andrea Carè, uno dei tenori più importanti della sua generazione, ha appena trionfato al Teatro Real di Madrid interpretanto Pinkerton in Madama Butterfly e Don José in Carmen. Ora prepara il suo debutto al Palau de les Arts di Valencia dove tornerà nei panni del protagonista dell’opera Don Carlo di Verdi, titolo che l’interprete italiano ha già cantato in Canada, Francia e nel leggendario Bolshoi di Mosca. “Si tratta di un personaggio affascinante per la complessità psicologica che rappresenta e per la sua difficoltà vocale e interpretativa, ma credo che si adatti molto bene al mio strumento”, commenta il tenore, entusiasta di cantare quest’opera in Spagna, paese in cui si ambienterà la performance. Questa volta incarnerà l’infante al fianco del Rodrigo di Plácido Domingo, artista con cui Andrea Carè ha cantato in diverse occasioni e con il quale ha inciso Nabucco in DVD (Sony).

Vincitore del Spoleto International Opera Com­petition (2005), ha perfezionato la sua arte con il mitico soprano Raina Kabaivanska oltre che con il leggendario Luciano Pavarotti. E se nelle prossime stagioni debutterà al Metropolitan di New York e alla Staatsoper di Vienna, Carè ha già cantato in alcuni dei teatri più importanti del mondo, come la Royal Opera House del Covent Garden di Londra, il Gran Teatre del Liceu di Barcellona, ??il Teatro Regio di Torino, l’Opera di Roma, la Deutsche Oper di Berlino, la NCPA di Pechino e il Teatro alla Scala di Milano.

Con questa produzione valenciana, Carè consolida la sua presenza nel mercato operistico spagnolo dopo i suoi debutti a Barcellona e Madrid.

Info:

www.andreacare.it

<https://www.facebook.com/andreacaretenore/>

https://www.facebook.com/andreacaretenore/

<https://www.lesarts.com/temporada-2017-2018/operas/don-carlo/>

https://www.lesarts.com/temporada-2017-2018/operas/don-carlo/

 

 

 

 

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Le danze della Polinesia saranno a Cagliari sabato 4 novembre con la maestra Amanda, fondatrice della scuola Mana Tahiti, per una giornata di studio e spettacolo organizzata dalla Scuola Afrodanza: un’occasione unica per approfondire o conoscere le tecniche e lo studio della danza polinesiana “Ori Tahiti” con un’insegnante che rappresenta l’eccellenza a livello nazionale e internazionale.

Si comincia nel pomeriggio dalle 15 alle 18 presso la scuola Afrodanza, in via San Giovanni n.379 con lo stage, che si focalizzerà sullo studio dei passi base e di passi derivati che saranno poi utilizzati in sequenze coreografiche. Si studieranno anche alcuni ritmi di percussioni,dando gli strumenti per riconoscere tutte le sfumature dello stile Ori Tahiti. Non mancheranno gli esercizi di rafforzamento muscolare necessari per la giusta esecuzione delle coreografie. Per lo stage è obbligatoria la prenotazione (per informazioni su prezzi e adesioni 3687482965 - afrodanzainfo@tiscali.it).

 

Alle 20,30 ci si trasferisce presso il club “040 Zeroquaranta” in via Calamattia,  dove si  terrà lo spettacolo “AfroDanza Night” in cui sarà possibile apprezzare la grazia e l’energia della maestra Amanda, fondatrice della scuola Mana Tahiti in Italia e recentemente vincitrice con il suo gruppo del secondo e terzo posto l’Heiva di Parigi 2015 e 2016, uno degli eventi internazionali più importanti dedicati alla musica e alla danza polinesiana.

“Lo spirito di terre lontane che fanno sognare, la bellezza, morbidezza, dolcezza e ritualità che le movenze di queste danze esprimono, la possibilità di poter liberare la femminilità che è dentro di noi attraverso questo ritmo. Penso siano questi alcuni degli elementi principi della danza polinesiana che attraggono e coinvolgono”.

Amanda Mendoza Zapata

L’insegnante

Amanda Mendoza Zapata è nata a Città del Messico, e fin dall’infanzia ha studiato danza classica, contemporanea e folklore Messicano; la sua vera passione nasce dall’incontro per le danze del Pacifico ”Danza di Tahiti e Hawai’i”: una vera e propria folgorazione che la porta a dedicarsi totalmente allo studio di queste danze.

Nel 1999 inizia lo studio delle danze del Pacifico in Città del Messico dove partecipa a diversi seminari di danza Hula con il Kumu Ray Fonseca Kahikilaulani de Hilo Hawai’i. Studia poi con Makau Foster, direttrice del gruppo “Tamariki Poerani”, Kehaulani Chanquy di “Hitireva” Moena Maiotui di “Tahiti Ora” e Olivier Lenoir di “Tahiti Ia Rurutu Noa”. La sua ricerca la porta a studiare l’autentica danza Ori Tahiti al Conservatorio Artistico della Polinesia Francese “Te fare Upa Rau” nell’isola di Tahiti, e partecipa attivamente agli allenamenti e spettacoli del famoso gruppo “Les Grands Ballets de Tahiti”; successivamente Amanda prende lezioni private da Moena Maiotui, migliore ballerina del Heiva 2011 e da altri Maestri dell’isola di Tahiti come Moeata Laughin, Hiro Tematahota. Allo stesso tempo inizia a condividere la sua passione in Italia dove fonda la scuola Mana Tahiti e dirige 4 gruppi di danza nelle città di Milano, Forlì, Bologna e Sicilia. Per Amanda la danza non resta solo nella sala d’allenamento ed è per questo che nel 2012 organizza la prima trasferta in Polinesia dando alle allieve l’opportunità di studiare con i migliori maestri dell’isola di Tahiti.

Attualmente continua a viaggiare in Polinesia dove collabora con la troupe Tamariki Poerani di Makau Foster e partecipa a prestigiose gare come Ori Tahiti Solo Competizione dove nel 2013 e 2014 ha vinto primo e secondo posto in due diverse categorie; nel 2014 vince il primo posto nella gara Hura Avatau in Francia organizzata da Hei Tamure show.

Nel 2015 con il gruppo Mana Tahiti vince il secondo posto all’Heiva i Paris e l’anno successivo (2016) il terzo posto. Durante tutti questi anni Amanda si dedica alla partecipazione a diversi e importanti eventi culturali a Tahiti come Hura Tapairu, Heiva I Tahiti, Heiva del Conservatorio.

http://www.ballareviaggiando.it/protagonisti/999-amanda-e-il-sogno-polinesiano.html

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La scuola AfrodanzaL’associazione Afrodanza è nata per promuovere e diffondere la conoscenza delle antiche tradizioni e la cultura della grande “madre Africa”, dal nord al sud.

La scuola Afrodanza, diretta da Donatella Padiglione, è stata fondata a Cagliari nel 1981 e nel corso degli anni ha ospitato prestigiosi maestri di livello nazionale e internazionale, diventando l’unico vero centro di studi per le danze afro tradizionali e medio orientali.

Negli anni sono stati svolti numerosi stage di danza e musica afro ed orientale con i più autorevoli maestri del settore: Bob Curtis (1982 – ’83 – ’84), lo statunitense Jho Jenkins (1986 e ’87) e alcuni componenti del balletto nazionale del Senegal come Sena M’Baye, Aida M’Baye e Lamine Dabo per la danza Afro; mentre per le Danze Orientali hanno collaborato Saad Ismail, Zizou Belbachir, Leila Haddad, Zaza Hassan e Amal Kalifa.

Nel 2000 per la prima volta in Sardegna viene inaugurato un corso di percussioni tradizionali africane diretto dal percussionista e studioso di tradizioni dell’Africa dell’ovest, Giorgio Del Rio membro fondatore, assieme ad Arturo Cherchi, del gruppo Dunumba.

Nell’arco di circa trent’anni l’Associazione Afrodanza ha organizzato numerosi spettacoli di successo, mentre Donatella Padiglione e la sua scuola sono stati spesso ospitati in trasmissioni televisive. La scuola è ufficialmente riconosciuta dal Consiglio Internazionale della Danza Unesco.

L’insegnante e direttrice Donatella Padiglione, dopo la formazione classica si è specializzata in danze etniche (afro e medio-orientali) approfondendo lo studio con con grandi maestri in Egitto, Turchia, Tunisia, Marocco, Francia con Raquia Hassan e con il Maestro Hassan Kalil e in Marocco e Tunisia con Leila Hadad. Dal 2005 è abilitata all’insegnamento delle danze medio-orientali presso il “Centre artistique Zaza Hassan” di Parigi, ed è inoltre maestra tecnico in danze orientali e giudice in gara della F.I.D.S. (Federazione Italiana Danze Sportive) e membro nazionale della Commissione Danza Orientale della F.I.D.S. Da otto anni organizza il Shukran Festival, unico Festival in Sardegna che unisce danze orientali e cultura sarda. Dal 2004 collabora con la figlia Carla, insegnante di danze orientali e specializzata a Buenos Aires nello stile orientale argentino, diplomata presso il “Centre artistique Zaza Hassan” di Parigi e membro Unesco dal 2015.

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Le associazioni culturali hanno uno scopo ben preciso che è quello di diffondere la cultura in maniera capillare. Generalmente abbracciano vari settori: musica, letteratura, arte,  teatro, ballo, cinema,canto corale ecc. I giovani trovano nelle associazioni  un ambiente sano dove passare il tempo libero con un interesse comune. Spesso poi è proprio nelle associazioni che emergono i talenti. Pensate al grande Luciano Pavarotti che ha iniziato a cantare nel coro dell’associazione culturale della sua città.

L’associazione culturale Vi.U.Music Academy, diretta da Elide Uchesu, la scuola di canto dove insegno,  è aperta a tutti senza limiti di età, perchè la cultura e la gioia del canto non hanno età. Quando individuiamo qualche talento, facciamo in modo che questo cresca pian piano esibendosi nei luoghi più adatti. L’esibizione è molto importante per un artista perchè  impara a capire che ciò che si esegue in classe non sempre è quello che vien fuori davanti ad un pubblico, l’emozione gioca brutti scherzi! E allora bisogna imparare a gestire  nel tempo con studio ed esperienza.

Con alcuni artisti di canto classico della nostra associazione abbiamo formato un gruppo che ha preso il nome di questo blog: Musicamore’s Artist. Il gruppo è aperto agli allievi dell’associazione che, appena pronti per il pubblico, si aggiungono per intraprendere il cammino verso il professionismo.  Per adesso i Musicamore’s Artist son quattro, tre cantanti lirici ed un pianista: il soprano Chiara Loi, il contralto Federica Moi, il tenore Francesco Scalas e il pianista Francesco Adamo. Insieme hanno già affrontato il pubblico per due volte: sabato scorso nella casa di riposo Vittorio Emanuele II di “Terramaini” dove tra gli ospiti della casa c’erano dei veri intenditori che hanno saputo apprezzare e dare saggi consigli ai giovani artisti , e ieri sera presso l’Associazione Musicale “Operettopera” di Guspini.

Rinofoto

Oltre ai Musicamore’sArtist ieri si sono esibiti anche il tenore Alessandro Scano presidente dell’associazione, il soprano Maria Grazia Piccardi, il mezzosoprano Marina Figus,  accompagnati al pianoforte da Annamaria Dessì. A fare da cornice alla serata  anche il coro “L’Accademia” diretto da Marina Pinna che ha eseguito un collage delle più belle pagine d’operetta.

La serata, oltre che far conoscere i giovani talenti,  aveva lo scopo di raccogliere nuovi iscritti per l’associazione “OPERETTOPERA” sita in via Togliatti a Guspini. In questa occasione è stato presentato amnche il libro autobiografico del tenore Alessandro Scano “Oltre un sogno”.

Chiunque volesse organizzare una serata con i Musicamore’s Artist  (Opera, operetta, canzoni d’epoca ecc) può contattarmi attraverso questa mail ottottobre@tiscali.it

Il video sottostante si riferisce alla serata nella casa di riposo di Terramaini


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Quando sfoglio le pagine dei social Facebook e Twitter il mio interesse , per ovvi motivi è prevalentemente rivolto alle   notizie di carattere artistico e in particolare al mondo musicale  dei Teatri Lirici.

Ho letto poco fa una notizia che mi ha veramente rallegrata.  Sembra che da quando Pierangelo Conte ha preso in mano le redini, in qualità Coordinatore Artistico della  Fondazione Opera di Firenze Maggio Musicale Fiorentino, le cose stiano migliorando sensibilmente.

Arrivato tre anni fa, dice di aver accettato, non solo perché conosceva l’illustre storia del Maggio da frequentatore, ma anche per la voglia di ricominciare  ripartendo dal nuovo teatro.

50 anni, compositore allievo di Alvise Vidolin, musicologo con una laurea su Luigi Nono conseguita cum laude alla Cà Foscari a Venezia, una lunga militanza alla Fenice come assistente alla direzione artistica, entra nei vertici del Maggio con un curriculum che comprende anche esperienze nel marketing: “L’aver lavorato da musicista mi ha insegnato quanto sia importante sfidare me stesso e mi aiuta molto nel dialogo con gli artisti. La trasversalità, il poter analizzare una questione sotto molti punti di vista e fare squadra – prosegue Conte – sono le strade che permettono di individuare le migliori soluzioni”.

Ad oggi sembra che Conte abbia fatto miracoli   decuplicando l’offerta artistica con un budget ridicolo,  proprio ciò che  devrebbero riuscire a fare  i tutti i direttori artistici.  Nel 2019 scadrà il suo incarico ma molti dipendenti si augurano che venga riconfermato viste le sue capacità  e i risultati sorpendenti.

Leggi qui una sua intervista 

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Per film di prossima realizzazione “Emilio Lussu- Il processo” di Gianluca Medas, cerchiamo UOMINI dai 18 anni in su.

Il casting è aperto ad Attori professionisti e non. Per partecipare al casting inviare una mail con foto primo piano e figura intera a emiliolussucasting@gmail.com

Il luogo e l’orario degli incontri verrà comunicato privatamente via mail o telefono.

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“Sono passati 32 anni dall’ultima volta che sono stato in Sardegna, e adesso sono qui , come allora, per La Fanciulla del West”.

Stefano Nicolao ,63 anni, attore, costumista, artista a tutto tondo si racconta in questa intervista che mi ha concesso tra una pausa e l’altra del suo lavoro nella sartoria  del Teatro Lirico di Cagliari dove, con Mino Fadda e tutto il suo staff è alle prese con la preparazione dei costumi dell’opera di Puccini.

Questo nuovo allestimento della Fanciulla del West è una coproduzione con la New York City Opera (USA), il Teatro del Giglio di Lucca e l’Opera Carolina di Charlotte (USA)

Stefano Nicolao mi ricorda che nell’ edizione  del 1985 i costumi portavano la firma di Raffaella Cipolato mentre in quella odierna sono firmati da Ivan Stefanutti che è anche regista e scenografo della “Fanciulla“, e col quale collabora da tempo (V. foto).

Stefano Nicolao e Ivan Stefanutti

La realizzazione, come nel 1987, è avvenuta nell’Atelier  di Nicolao. L’ atelier, che  è situato nel centro storico di Venezia, è un vero e proprio scrigno che racchiude costumi d’epoca  realizzati a mano e destinati a spettacoli teatrali di prosa, lirica e cinema, ma anche ad associazioni e privati per tutte le manifestazioni legate al Carnevale di Venezia.

Che sogni aveva Stefano Nicolai da bambino?

Sicuramente quello di diventare un artista, di lavorare in palcoscenico ma soprattutto dietro le quinte. I miei ricordi legati all’arte partono dai  4- 5 anni dove i miei giochi preferiti erano il teatrino per il quale  realizzavo tutti personaggi con la plastilina.

Come si è evoluta questa tua passione ?

Con grande fatica e contro la volontà dei miei genitori . Le scuole superiori le ho frequentate   al Liceo Artistico.  Per loro questa non era una scuola seria e soprattutto non pensavano che mi avrebbe garantito un futuro lavorativo, la consideravano una scuola di depravati e gente strana. Loro erano molto lontani da  quel mondo artistico comprensibile  solo a chi lo frequenta.

Dopo il Liceo poi  mi sono iscritto all‘Accademia di belle arti e alla facoltà di architettura. Ero affascinato dal disegno, dalla pittura, dai colori e dagli accostamenti. Ho  poi iniziato   a frequentare  la scuola di teatro di Giovanni Poli . Qui il fondatore mirava a preparare giovani leve  per poi farli lavorare nella compagnia stabile della commedia dell’arte.

Però inizialmente la tua carriera ha preso una strada diversa da ciò che poi è diventato il tuo lavoro principale, quello di costumista.

Esatto, ho iniziato a fare l’attore , sia in teatro con la commedia dell’arte appunto, poi al cinema e in TV per la RAI. Ho interpretato tanti ruoli di co-protagonista e comprimario in film e fiction di successo.

Insomma tante esperienze diverse nonostante fossi giovanissimo, che ti hanno aperto poi altre strade.

Nel 1975,  dirigo la sartoria per la stagione di prosa, presso il Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia di  Trieste dove sono stato  riconfermato per la stagione successiva avviandomi così definitivamente alla carriera di libero professionista.

Poi è arrivato l’Atelier

Con la rinascita del Carnevale di Venezia , nel 1983 ho costituito la ditta ”Nicolao Atelier” con lo scopo di impegnarmi nello studio filologico dei materiali per la realizzazione di costumi storici, con un occhio di riguardo per la storia del costume veneziano, mantenendo però la primaria  lavorazione artigianale anche per gli accessori.

Fra le tante collaborazioni, ne ricordi una particolarmente importante?

Sicuramente quella per la terza parte del film di RAI UNO su Marco Polo  , in  qualità di costumista, col regista Montaldo . Abbiamo lavorato per mesi in Nepal sull’Himalaya.

Nicolao non è un cognome italiano, quali sono le tue origini?

L’origine è legata al periodo dei grandi scambi commerciali di Venezia con la Turchia nel 1600. In quel periodo   in tanti si trasferirono a Venezia per lavorare nelle miniere di ferro, tra cui i Nicolao miei avi.

Dopo 2-3 secoli si trovano  dei Nicolao  soprattutto nel settore della pasticceria e della produzione di salumi. Mio padre invece si è interessato di motori e mio fratello ha seguito le sue orme, ma nulla a che fare con quella che è la mia professione.

E adesso nel tuo bellissimo e ricco Atelier veneziano sono stati realizzati anche i costumi per il teatro della mia città , con questa produzione della Fanciulla del West  che debutterà domani sera al Teatro Lirico di Cagliari.

Grazie Stefano e arrivederci a teatro per una prossima collaborazione, ma senza aspettare 32 anni!

Da ricordare che questa produzione è già stata rappresentata a settembre alla  New York City Opera

Stefano Nicolao nella sartoria del Teatro Lirico di Cagliari con Mino Fadda e il suo staff

e sotto mentre spiega agli studenti come nascono i costumi di scena

Il tenore Alessandro Bellanova con un costume del primo atto della Fanciulla del West

Potete visitare il sito di Stefano Nicolao cliccando su questo Link

I riconoscimenti

 

 

 

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Anche quest’anno Storytelling proporrà le sue ibride provocazioni cercando di scandagliare tra le zone d’ombra di alcuni tra i più complessi e recenti fatti della nostra contemporaneità più immediata che ancora non hanno trovato una soluzione .
Si tratta di un viaggio attraverso la cronaca che verrà realizzato nella forma ibrida che in questi anni ha caratterizzato il nostro percorso artistico, e cioè ne teatro, ne televisione, ne radiodramma, ne narrazione, eppure tutte queste cose assieme.
Si comincia questo venerdì 20 Ottobre alle ore 21 nello splendido androne della Fondazione di Sardegna in via San Salvatore d’Horta, in mezzo alle opere d’arte, con la narrazione dedicata alla gioventù di Gramsci.
L’ingresso è libero ma la prenotazione, visti i pochi posti disponibili  è consigliata

cell 389 299 66 41, oppure prenotazioni@figlidartemedas.it

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Daniela Pes è stata l’asso piglia tutto del Premio Andrea Parodi 2017, l’unico contest italiano dedicato alla world music, in scena al Teatro Auditorium Comunale di Cagliari da giovedì a sabato con la direzione artistica di Elena Ledda.

Alla giovane cantante sarda sono andati entrambi i riconoscimenti principali: il premio assoluto e quello della critica. Ma non solo: a lei anche il premio della giuria internazionale, la menzione per la miglior musica, quella per il miglior arrangiamento ed il premio dei ragazzi in sala.

La menzione per il miglior testo è andata invece ai Rebis e quella per la migliore interpretazione a Giuditta Scorcelletti. Il riconoscimento per la migliore renterpretazione di un brano di Andrea Parodi (eseguito venerdì da tutti i concorrenti) se lo sono aggiudicati i Musaica, che hanno anche portato a casa la menzione dei concorrenti a pari merito con Aksak Project e Rebis. I premi sono realizzati dall’artista orafa Maria Conte.

Durante la serata finale la portoghese Daniella Firpo ha ricevuto il Premio Bianca d’Aponte International, assegnato scegliendo una artista straniera fra tutte le iscritte al Parodi grazie al gemellaggio fra i due contest. Come già annunciato, il Premio Albo d’oro è andato invece al regista Gianfranco Cabiddu.

Daniela Pes è nata a Tempio Pausania nel 1992. Nonostante la giovane età ha collaborato con gli artisti più in vista del panorama del jazz sardo. Recentemente ha allargato il suo approccio stilistico alla musica elettronica e alla world music. Ha portato in gara il brano con “Ca Milla Dia Dì” (tratto da una poesia in gallurese di Don Baignu Pes). Con lei si sono esibiti Christian Marras al chapman stick e alla direzione artistica, Roberto Schirru alla batteria e programmazioni, Andrea Pica alla chitarra elettrica.

Gli altri finalisti erano gli Aksak Project con “Agouamala” (cantata in sabir), Davide Campisi con “Piglialu” (in siciliano), Daniella Firpo con “Destino” (in portoghese), i Musaica con “Inferno V”, (in calabrese), Frida Neri con “Aida” (in italiano), Daniela Pes con “Ca Milla Dia Dì” (in gallurese), i Rebis con “Cercami nel mare ????? ??? ?? ?????” (in arabo), Il Santo con “Magarìa” (in calabrese), Giuditta Scorcelletti con “Se tu sapessi…” (in italiano e toscano). I turchi Entu non hanno potuto invece partecipare per un inconvenente alle serate finali.

 

Il Premio Andrea Parodi ha toccato quest’anno il traguardo della decima edizione. Nella serata finale insieme ai finalisti si sono avvicendati sul palco tre ospiti di rilievo che hanno dato vita ad esibizioni emozionanti: l’interprete bosniaca Amira Medunjanin (accompagnata dal chitarrista Ante Gelo), i Tenores Di Bitti “Remunnu ‘e locu” e Luisa Cottifogli in duo col violoncellista Enrico Guerzoni. La cantante romagnola in apertura e chiusura di serata ha anche avuto modo di duettare con Elena Ledda. Hanno presentato la serata Ottavio Nieddu con Gianmaurizio Foderaro.

La manifestazione intende ricordare Andrea Parodi, passato dal pop d’autore con i Tazenda a un percorso solistico di grande valore e di rielaborazione delle radici, grazie al quale è diventato un riferimento internazionale della world music, collaborando fra l’altro con artisti come Al Di Meola e Noa.

La vincitrice ha diritto ad un premio particolarmente consistente: un tour di otto concerti realizzato grazie ai fondi dell’art.7 L. 93/92 del bando del NUOVOIMAIE. Il premio si aggiunge a una somma in denaro erogata a copertura di tutti i costi di master class, eventuale acquisto o noleggio di strumenti musicali, corsi e quant’altro il vincitore sceglierà per la propria crescita artistica e musicale, per un importo massimo di 2.500 euro. Inoltre, gli verrà offerta l’opportunità di esibirsi alle edizioni 2018 del Premio Andrea Parodi, dell“European jazz expo” in Sardegna, di Folkest in Friuli, del Negro Festival di Pertosa (SA) e in altri eventi che saranno man mano annunciati.

Come vincitrice del Premio della critica, Daniela Pes avrà anche la possibilità di realizzare un videoclip del brano in concorso, offerto dalla Federazione degli Autori.

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