Archivio della categoria “Politica”

Francesco Leone, Marco Frigieri, Claudio Orazi (sovrintendente del Lirico), Caterina D’Angelo, Luana Spinola

In rappresentanza del Teatro Lirico di Cagliari quattro artisti hanno accolto l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella  presso la sala dell’Università di Cagliari. Il mezzosoprano Luana Spinola, il contralto  Caterina D’Angelo, il tenore Marco Frigieri e il basso Francesco Leone, hanno eseguito l’Inno Universitario durante il corteo che precedeva l’arrivo del presidente , per concludere poi con l’Inno di Mameli.

Il pubblico che gremiva la sala era composto, oltre che dai reppresentanti dell’Università, anche dalle più alte cariche politiche regionali e da tantissimi giornalisti.

In prima fila il Presidente della Regione Francesco Pigliaru con il sindaco di Cagliari Massimo Zedda  e lo stesso presidente Mattarella hanno accennato con gli artisti l’Inno Nazionale concludendo con un lungo e caloroso applauso.

“Abbiamo un grande bisogno di cultura in questa stagione. Ed è per questo che è grande la riconoscenza del nostro Paese per il ruolo delle università e per il prezioso contributo che queste danno all’Italia”. Così si è espresso il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al termine della solenne cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico 2017/18 dell’Università degli Studi di Cagliari

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Durante la manifestazione della Cgil  a Roma contro il Jobs Act,  partecipa circa un milione di persone, e fra questi  anche 30 dei 182 lavoratori di orchestra e coro del Teatro dell’Opera licenziati dal Cda il 2 ottobre scorso. I 23 coristi e sette musicisti sono saliti sul palco ed hanno eseguito “Nessun Dorma” dalla “Turandot” di Giacomo Puccini.

Negli occhi di molti di loro lacrime di commozione, soprattutto al lungo applauso finale dalle migliaia di partecipanti.

Guarda qui sotto il video di Repubblica

http://video.repubblica.it/dossier/articolo-18/cgil-in-piazza-licenziati-teatro-dell-opera-cantano-nessun-dorma/181394/180194

 

 

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Tra il 1730 e gli inizi del XIX secolo, molti musicisti nelle loro composizioni strizzarono l’occhio agli ideali massonici, se non per convinzione ideologica, per convenienza, allo scopo di catturare la benevolenza degli impresari.

Si può osservare come nella Vienna di quegli anni circolassero alcune favole magiche in cui figuravano strumenti musicali dalle virtù trascendentali;  Kaspar der Fagottist di Wenzel Müller e Lulu o il Flauto Magico, attribuita a Christoph Martin Wieland, ma accertata essere opera di August Jacob .

Per quanto riguarda il Flauto Magico ( Die Zauberflöte) di Mozart,  sono tanti i simboli disseminati all’interno dell’opera: il serpente, simbolo tanto della tentazione quanto dell’iniziazione femminile; l’acqua catartica, la musica come mezzo di affascinazione che fa di Tamino una sorta di Orfeo che, alle qualità canore sostituisce quelle di strumentista; la presenza del numero 3, che nella numerologia assume  il significato di compiutezza maschile nell’ assumere in se la potenza generatrice e quella di congiunzione carnale.

3 sono le dame come 3 i geni fanciulli, 3 le prove, 3 i templi collegati,  nella trama, alle prove, ma simboleggianti le 3 religioni monoteiste.

Quanto all’ambientazione nell’antico Egitto, essa era frequente nell’Europa massonica del ’700, vuoi perchè l’ Ordine del Mattone cercava di attribuirsi radici storico-culturali che precedessero l’avvento della Cristianità, vuoi ancora perchè il simbolo della civiltà del Nilo era rappresentato da quelle piramidi la cui proiezione laterale è rappresentata  dal triangolo che rimanda al compasso massonico, e la cui maestosità, masso su masso, sembrava rappresentare alla perfezione il mito muratorio.

La meta della purificazione e la conquista della luce rappresentano il messaggio principale che Die Zauberflöte lascia allo spettatore, la sconfitta delle tenebre attraverso l’elevazione dell’individuo che affronta e supera le prove, ma vi si rappresenta  anche la consolazione dei “mediocri” che, come Papageno, non avranno l’amore di un principessa e la luminosità di un tempio/reggia, ma nella gioia si ameranno, l’amore non esige la grandezza dagli uomini esso la contiene e attende di donarla nella forma della passione sincera, a chi in esso sa scorgerla e da esso ha la perseveranza di attenderla.

Il Flauto Magico di Mozart andrà il scena al Teatro Lirico di Cagliari  Venerdì 30 maggio alle 20.30 (turno A), per la Stagione lirica e di balletto 2014.

L’allestimento dell’opera è quello del Teatro Regio di Torino che risale ad una produzione originale del Teatro Massimo di Palermo ed è firmato, da Roberto Andò, regista palermitano.

Protagonisti dell’opera sono giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali:Bjarni Thor Kristinsson (30, 1, 4, 6, 8)/Aleksandar Stefanoski (28, 31, 3, 5) (Sarastro),Bernhard Berchtold (30, 1, 4, 6)/Marcel Reijans (28, 31, 3, 5, 8) (Tamino), Selcuk Cara (Oratore,Primo sacerdoteTerzo sacerdoteSecondo armigero), Rouwen Huther (Secondo sacerdote, Primo armigero), Cornelia Goetz (30, 1, 4, 6, 8) Christina Poulitsi (28, 31, 3, 5) (La Regina della Notte), Nadine Sierra (30, 1, 4, 6, 8)/Talia Or (28, 31, 3, 5) (Pamina)Jinkung Park (Prima dama), Lara Rotili (Seconda dama), Bettina Ranch (Terza dama), Markus Werba (30, 31, 1, 3) Klaus Kuttler (28, 4, 5, 6, 8) (Papageno), Francesca Sassu [Una vecchia (Papagena)], Kurt Azesberger (Monostato), Tölzer Knaben Chor (Jacob GöpfertElias MädlerValentin Kuchler) (Tre fanciulli).

Verrà replicato: sabato 31 maggio alle 19 (turno G), domenica 1 giugno alle 17 (turno D), martedì 3 giugno alle 20.30 (turno F), mercoledì 4 giugno alle 20.30 (turno B), giovedì 5 giugno alle 11 (ragazzi all’opera), venerdì 6 giugno alle 20.30 (turno C), domenica 8 giugno alle 17 (turno E).

Dirigerà l’orchestra del teatro Lirico il giovane maestro Christopher Franklin, il coro è diretto da Marco Faelli.

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Puntate Precedenti

di Gianluca Medas

UNDICESIMA STAZIONE

Gesù viene inchiodato sulla croce

Ora tre croci sono innalzate sul Golgota. Tre esecuzioni.  Tre condannati.

L’uomo appeso alla sinistra è furibondo, ha la bava nella bocca, grida contro Gesù

-  se sei il figlio di Dio come dici di essere, per quale motivo non salvi me e anche te?  L ‘altro invece  appeso alla sinistra di Gesù cerca lo sguardo del messia :-  io ti riconosco,   ho visto ciò che hai fatto, ti prego perdonami …

Gesù si scuote, si volta verso quell’uomo  – oggi sarai con me  in paradiso … oggi vedrai il padre. L’uomo si mette a piangere profondamente pentito. Ma il mondo attorno a loro, appesi sulla croce, sembra impazzito …  dalla folla grida di scherno, – hey tu! Non hai forse detto che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni ? Salva te stesso e scendi dalla croce – – Non capiscono-  pensa con angoscia Gesù, –  non sanno quello che fanno e quanto, con questo loro gesto, stanno contribuendo  a sconfiggere un mistero il cui pungiglione  sconvolge le loro vite  .    perde conoscenza, e non vede e non sente più nulla.

DODICESIMA SCENA

Gesù muore in croce

Gesù riapre gli occhi. Sente una grande angoscia nel suo cuore. Disperato cerca consolazione in cielo, da suo padre , ma il cielo è chiuso, nessun aiuto dal cielo … solo fino al fondo  Ma dolore solitudine disperazione angoscia sono troppo grandi per essere sopportati, così Gesù grida, grida al cielo, grida il suo dolore. -  padre, padre, perché mi hai abbandonato?  perché mi hai abbandonato su questa croce? padre non ce la faccio … non ce la faccio … ELI, ELI, LAMMAH SABACTANI …

Un attimo dopo emette un lungo sospiro poi  chiede da bere. Un soldato gli fa bere aceto e mirra.  Dopo avere bevuto, guarda la madre, e vede tutto …  il dolore immenso e senza lacrime di quella madre meravigliosa.  I due si guardano silenziosi

-madre io ti ho amata, ti consegno a Giovanni. Giovanni piccolo mio  ti affido a mia madre … Ecco tutto è compiuto. Padre, nelle tue mani affido il mio spirito.

Detto questo muore.

TREDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce 

Un ora  prima di questi fatti, mentre Gesù ancora era vivo, nella reggia di Pilato, si è recato, in segreto, Giuseppe d’Arimatea. Egli è stato un seguace del nazareno.

Ha  amato le sue parole fin dal suo ingresso a Gerusalemme. Egli sa che è stata commessa una ingiustizia, e ha deciso di dare una sepoltura degna a quell’ uomo. Si è fatto ricevere da Pilato usando tutta la sua influenza. Il governatore non riesce a comprendere.  Questo Gesù anche da morto è amato ed odiato. Ascolta ciò che l’uomo gli chiede con attenzione.  È necessario poter seppellire il corpo  prima che tramonti il sole.  C’è la Pasqua da celebrare ed è necessario fare in fretta. Ci vuole il suo consenso. Scritto. Da Pilato c’è anche  Nicodemo.  Pilato senza problemi concede ai due uomini per iscritto ciò che chiedono : il permesso  di poter seppellire Gesù.

Il Nicodemo ha portato con se una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre.

Usciti dal palazzo di Pilato, i due, incuranti della pioggia si sono recano sotto la croce. Mostrano al Soldatino il permesso di Pilato.  Con attenzione fanno scivolare il corpo di Gesù e lo adagiano su un carro guidato da una giumenta.  I due uomini si muovono nel fango. La pioggia ha reso il percorso  difficile.  Per  fortuna non devono fare molta strada.  Li accanto c’e un sepolcro nuovo all’interno di un giardino.  E’ necessario sistemare il corpo del Cristo in attesa della fine della pasqua.

In pochi minuti arrivano a destinazione.

 QUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù deposto nel sepolcro

All’interno della grotta ci sono già Maria Maddalena e Maria di Cleopa, la sorella di Lazzaro e di Marta.  I due  trasportano il corpo nel sepolcro,  lo depongono su un altare di pietra bianca.  Lo asciugano, profumano il suo corpo con oli aromatici, avvolgendolo nelle bende.  In silenzio, i quattro, svolgono il loro compito   con Pensieri incupiti e pieni di sofferenza, di dispiacere per la perdita, di  lutto per la morte, di dolore per la prematura scomparsa di un uomo buono, che non aveva fatto male a nessuno.  Tra queste riflessioni però spunta un dubbio, – Quale può essere il mistero che si nasconde dietro questa morte? Se non ci fosse alcun mistero nascosto? -Senza parlare, con gesti lenti, concludono la pietosa operazione.Ora può essere lasciato nella grotta. Il lavoro è terminato. I quattro si guardano tra loro soddisfatti.

Vanno a cercare il responsabile del sepolcro e assieme a lui chiudono l’ingresso con una grossa pietra. È giunto il penoso momento dei saluti.  I quattro si danno  appuntamento, per trasportare il cadavere nel vero sepolcro,  all’indomani  alla fine della Pasqua.

In quello stesso momento Pilato sta tenendo una nuova riunione con i sacerdoti.

Questi sono infastiditi. Pilato sembra poco interessato alle loro preoccupazioni.

Dopo avere fatto un po’ di resistenza spiega di aver autorizzato il seppellimento momentaneo di Gesù nel sepolcro situato all’interno del giardino a fianco del calvario.  I sacerdoti  a quella informazione si innervosiscono – “no! Non è possibile”. Grida Hanna.- “quel tipo ha detto che il terzo giorno sarebbe risuscitato”. Pilato non comprende. Hanna insiste – “ Se lo facessero sparire metterebbero in giro la voce che è risuscitato.   I nemici di Roma non aspettano altro. E tu non vorresti mai permettere una cosa del genere, no? Dà l’ordine che sia vigilato quel sepolcro fino al dopo pasqua.  Se dovesse sparire il corpo di questo sventurato  tutto ciò che è stato fatto diventerebbe inutile.” Pilato è stanco. Quella mattina è stato svegliato con  prepotenza da questi esaltati. Ha voglia di pace. E’ stata una giornata piena di tensioni, di continue ed insinuanti intimidazioni. – avevano ragione a Roma  - pensa –  questi Ebrei  sono persone pericolose e infide  – Tuttavia non può permettere che la sua autorità venga messa alla prova in questo modo  Così con freddezza  mette fine all’incontro.  -avete la vostra guardia- . Risponde ai sacerdoti  – Fate  da soli. Questi non sono affari che ci possano riguardare. Andate-. Furibondi i giudici del sinedrio escono dal palazzo. Sono tesi, nervosi. Uno dei segretari viene inviato per convocare con urgenza il responsabile della milizia del tempio.  In meno di mezz’ora  essi scelgono due uomini. Assieme a loro si recano al sepolcro. Fanno aprire l’ingresso.

All’interno trovano il cadavere già bendato e profumato. Con attenzione controllano che sia quello di Gesù. Dopodiché fanno spingere il pesante masso all’ingresso del sepolcro sigillandolo perché nessuno lo apra.  I due uomini della milizia si sistemano di guardia davanti al masso che chiude la grotta.

 QUINDICESIMA STAZIONE

Finale

La nostra storia  amici finisce così, la storia ha avuto la luce, ma non l’ha saputa vedere preferendo a lei il buio, e noi nel buio vi lasciamo, con queste piccole luci …

Fuori c’è il mondo e le sue luci variopinte, che cercano di allontanare la notte, che come un mantello ricopre il cielo, ebbene quelle luci sono pallide imitazioni di quella che non abbiamo voluto vedere …. ….

 

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Puntata precedente

di Gianluca Medas

Giovedì notte –  (2 puntata)

È notte quando i tre si inoltrano nella notte per recarsi verso il luogo dove Gesù si reca ogni notte a pregare. Quando arrivano un cupo silenzio li accoglie. Gesù si inginocchia  – Vegliate,  amici miei, perché questa notte il diavolo verrà a vagliare il nostro cuore … Gesù sta soffrendo, sa che il suo momento è giunto.  Sa di avere un enorme potere, ma  anche di dover rinunciare a questo potere …per la storia, per tutta l’umanità. Sa che il suo destino è segnato, e nel più profondo terrore chiede al padre se è possibile che questo calice gli sia levato, ché questo peso gli sia tolto, questo sacrificio evitato. Il suo spirito è pronto, ma il suo corpo si ribella, la sua umanità è il fardello che deve domare; la paura di morire, del dolore, della solitudine … Allora prega, e lo fa con tanta intensità che tutte le vene del corpo gli si spaccano … Sconvolto e angosciato torna dagli apostoli sperando di essere confortato da loro.  Ma questi dormono. Gesù chiude gli occhi. Ed e’ in quel momento che finalmente appare lui, il principe di questo mondo; Satana – Oh buonasera Messia . Come va? Solo soletto, eh?  Gesù di Nazareth … questi uomini, che vite  insignificanti … E  così  stanotte il tuo destino si compirà.  E tu naturalmente sei convinto che il mondo con il tuo sacrificio verrà salvato … Ride guardandolo negli occhi. Ride di gusto .- Vieni, vieni quì, che ti faccio vedere un libro speciale, il libro della storia … Guarda con me, guarda … C’è scritto che domani mattina verrai appeso sulla croce e tu  morirai. Si è scritto così …  che tu perderai la vita, in modo violento  di modo che la tua morte sia  il simbolo di una nuova umanità liberata dal pungiglione del peccato  … così che le persone si amino tutte… Leggiamo … ah ecco, ecco! questo è interessante. Vedi? I tuoi apostoli? li ammazzeranno ad uno ad uno ; questi se li sbraneranno i leoni, e questi li metteranno in una botte con i chiodi  e li faranno rotolare dalle vette dei monti, Quest’altro lo appenderanno a testa in giù, e  dopo gli taglieranno la testa.  Ah! Ecco, qui si vede che ci sono dei seguaci. Cristiani  li chiameranno, bene, bene, quindi il filone non si esaurisce. Ecco, i primi cristiani, perseguitati. Oh! ecco qui, un ragazzino, guarda come corre, Stefano si chiama, … ahhhh! peccato,  vedi viene lapidato … poveretto.  E  a questi altri ancora?

Decapitati, sbranati,  feriti, bruciati. Ma sfogliamolo ancora un po’ questo libro pieno di sorprese. Vediamo un po’ cosa faranno i tuoi, i tuoi. Guarda cosa faranno gli Spagnoli, nel tuo nome … uccideranno tutti gli Incas, i Maya, gli Altzechi.  Nel tuo nome, mica nel mio nome, Nel tuo nome. Gli Americani faranno lo stesso con i pellerossa,  e sempre nel tuo nome., E guarda cosa faranno alle  donne, sempre nel tuo nome, le bruceranno al rogo, come streghe, semprenel tuo nome, bada bene, mica nel mio nome; nel tuo nome … faranno tutto questo, è scritto nella storia …

Guarda qua, guarda questi cristiani,  manderanno nei lager gli ebrei, facendoli diventare saponette …  – nel tuo nome, non nel mio … Ride selvaggiamente Satana, porge il libro a Gesù. -  e Tu sacrificherai la tua vita per questi uomini ?! Che spreco … Io so che sei buono.  Amico mio, io e te vogliamo la stessa cosa … per questo sono venuto  a proporti un affare. Tuo padre non può capirti … c’è lo scontro generazionale, i padri non capiscono i figli, è risaputo … Io posso mettera a tua disposizione un potentissimo esercito con il quale potrai combattere tutte le ingiustizie del mondo … e se ci sarà un ingiusto … lo ammazzeremo ….  In questo modo vedrai come l’amore trionferà … con la spada deve vincere l’amore e con la forza deve imporsi la giustizia.  Se tu mi seguirai, ti farò diventare re di questo mondo … cosa ne dici Gesù di Nazareth?  Gesù non lo degna di uno sguardo.

- Va Satana. Mi hai tentato. Il tempo che ti è stato concesso è terminato. Vattene ora ho da compiere  la volontà del Padre mio …  Detto questo va a svegliare i suoi discepoli

 A cavallo tra la notte del giovedì e le prime ore del venerdì

 Giuda si è portato dietro un piccolo drappello di soldati romani. Nell’Orto degli ulivi ci sono quattro persone. I sodati hanno un problema; nel buio non riconoscono chi fra loro deve essere arrestato. Gli ordini sono stati chiari: un arresto veloce ed indolore. Gesù ha numerosi seguaci che avvisati potrebbero creare delle difficoltà. Giuda sa che non ci sono altre maniere per costringere il Messia rivelarsi, Il responsabile del drappello chiede spiegazioni a Giuda per comprendere chi è tra i quattro quello che deve essere preso.  Rompe gli indugi. – l’uomo al quale darò un bacio, è quello che dovete arrestare.  Si avvicina ai quattro . Gesù lo fissa negli occhi. Giuda lo bacia. È il segnale. I soldati escono dal loro nascondiglio tenendo fra le mani lance e spade.

Gli apostoli interdetti non sanno cosa fare-  presto,impugnate le spade?-  lasciatelo stare il maestro Pietro colpisce un soldato Gli mozza un orecchio che cade per terra.

Gesù però lo rimprovera – Pietro rimetti la spada nel fodero. Preso l’orecchio mozzato lo riattacca. Giuda grida, come impazzito- eccolo, eccolo, è quello che volevo, lo vedete? Grida ancora Giuda.  Ma nessuno lo ascolta.  – gli ha riattaccato l’orecchio lo avete visto ? Ma la sua esultanza scompare quando si accorge che Gesù non reagisce

I soldati lo trascinano via, mentre gli apostoli fuggono impauriti.  Gesù li ha fermati, non sanno come difenderlo senza poter usare la spada, non sanno cosa fare davanti ad una spada, davanti alla prepotenza, senza poter utilizzare la spada.  Così sono costretti a fuggire via, disperdendosi  per le strade di Gerusalemme. Giuda resta immobile con la bocca aperta – che cosa ho fatto … pensa disperato.

Gesù viene portato fino alla casa di Hanna 

Gesù è in piedi, legato, davanti alla porta chiusa della casa del gran Sacerdote Hanna. Pietro nel frattempo si è avvicinato accanto ad un enorme falò. Attorno a lui soldati e servi del sacerdote. Si avvicina una donna :-  Scusa, ma tu non sei uno dei seguaci di quell’uomo ? Non sei uno dei suoi? – Panico – Io? No, no, no … ti confondi -

Ma la donna insiste – Si,  ti ho visto stamattina al tempio, poi lo vedete? ha la barba  da Galileo … voi Galilei l’avete tutti uguale.  Non ce ne sono mica tanti di Galilei a Gerusalemme … Si, sei uno di loro -  Panico – no, no, non sono io, lo giuro, non sono io … non lo conosco, non so chi è quell’uomo -   Ma la cuoca lo ha riconosciuto. Insiste. I soldati gli avvicinano minacciosi all’apostolo – si, tu sei un suo discepolo  ti ho visto al tempio  … Pietro sempre più nel terrore – no, non sono io, non sono io -

In quel momento canta il gallo. Gesù dall’atrio si volta verso l’apostolo. Pietro guarda per un momento gli occhi di Gesù … poi fugge via piangendo

E’ quasi l’alba, e i suoi servi lo fanno aspettare nell’atrio del palazzo, senza farlo entrare, perché il sacerdote deve prima svegliarsi. Pietro, l’ha seguito di nascosto, è  nei dintorni della casa, nascosto dal buio. È confuso. Non sa che fare.

Gesù è in piedi, legato, davanti alla porta chiusa della casa del gran Sacerdote Hanna. Pietro nel frattempo si è avvicinato accanto ad un enorme falò. Attorno a lui soldati e servi del sacerdote. Si avvicina una donna :-  Scusa, ma tu non sei uno dei seguaci di quell’uomo ? Non sei uno dei suoi? – Panico – Io? No, no, no … ti confondi -

Ma la donna insiste – Si,  ti ho visto stamattina al tempio, poi lo vedete? ha la barba  da Galileo … voi Galilei l’avete tutti uguale.  Non ce ne sono mica tanti di Galilei a Gerusalemme … Si, sei uno di loro -  Panico – no, no, non sono io, lo giuro, non sono io … non lo conosco, non so chi è quell’uomo -   Ma la cuoca lo ha riconosciuto. Insiste. I soldati gli avvicinano minacciosi all’apostolo – si, tu sei un suo discepolo  ti ho visto al tempio  … Pietro sempre più nel terrore – no, non sono io, non sono io -

In quel momento canta il gallo. Gesù dall’atrio si volta verso l’apostolo. Pietro guarda per un momento gli occhi di Gesù … poi fugge via piangendo

Fine seconda puntata

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Vergogna!! Non ci sono parole per commentare quello che Vittorio Sgarbi ha detto nel presentare il suoi programmi come candidato a sindaco per la città di Urbino. Mi auguro per lui di non doversi mai trovare nella condizione di avere la necessità di utilizzare tutti quei mezzi che danno la possibilità a chi, per mille motivi non è autosufficiente.

Vi posto di seguito una parte del suo discorso per farvi capire come l’arroganza e la presunzione di questa persona non abbia limiti. Facciamolo girare!!

Guai a nominare scale mobili o ascensori davanti al candidato dei Verdi: “Mi fa schifo solo la parola. Una città civile non ha né ascensori né scale mobili. Solo quelle abitate da nani, zoppi e handicappati hanno le scale mobili. Se le devono mettere nel culo”. Sulla discarica di Ca’ Lucio non ha dubbi: “Va chiusa immediatamente e i rifiuti scaricati sulle teste di merda che l’hanno voluta lì”. Mentre sul famigerato giovedì sera afferma: “Chi si vuole divertire lo faccia fuori dal centro di Urbino. Bisognerebbe creare una specie di luna-park per questi ragazzi. Oppure un campus dove possono stare per conto loro senza sporcare la città”.

 

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In questi giorni, tutti noi del mondo dello spettacolo e della cultura, abbiamo gli occhi puntati sul nuovo premier Matteo Renzi, per capire quali saranno i suoi progetti di sviluppo per il nostro settore.

La cultura è una cosa con cui si mangia“.  Questo, spiega il premier pensando ai giovani, “perché si nutre l’anima”. Ma anche perché fa bene all’economia. “Bisogna avere il coraggio di aprirsi agli investimenti privati e ai posti di lavoro“, aggiunge. E conclude con enfasi: “Nel mondo piatto in cui viviamo, dove essere italiani è ovunque considerato un dono, ci si aprono opportunità senza fine” e “i valori della cultura fanno di noi una superpotenza mondiale”.

Bellissime parole, speriamo che passi velocemente ai fatti perchè di parole al vento e di leggi sbagliate ne abbiamo avute già troppe.

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Intanto dovrà competere con altre 50 e più partner che hanno aderito al progetto

L’amministrazione comunale ha presentato le linee guida della candidatura  il cui verdetto si saprà nel 2019.
Un processo che prevede la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni nelle creazione di idee e contenuti.

“La  candidatura di Cagliari al titolo di Capitale Europea – ha spiegato l’Assessore alla Cultura  comunale Enrica  Puggionioffre la possibilità di dimostrare le ricchezze  culturali della nostra città, dell’area vasta e  del sud Sardegna.

Partner attivi del progetto accanto all’Assessorato alla Cultura, quello al Turismo .

Barbara Argiolas: “stiamo lavorando insieme in questa progettazione condivisa, sarà una sfida collettiva di Cagliari e il sud Sardegna che traccia un obiettivo comune.”, e l’Assessorato all’Urbanistica di Paolo Frau: “questa sarà un’avventura sorprendente ed entusiasmante, ma sarà necessario lavorare insieme”.
Il progetto mira alla condivisione e il coinvolgimento delle diverse compagnie teatrali, associazioni, istituzioni e  cittadini a contribuire alla sua definizione, con l’obiettivo di trasformare Cagliari in un laboratorio di sperimentazione contaminazione dei linguaggi dell’arte, della scienza e della tecnologia.

 Certamente viene da fare una considerazione e cioè che il Teatro Lirico, la più grande macchina culturale organizzata della Sardegna, possa essere fra i protagonisti di questo bellissimo progetto. Nonostante tutto non si spiega perché, ancora oggi, non sia stato nominato un bravo manager che possa prendere le redini in mano. Sembra invece  che si stia facendo di tutto perché questo non avvenga. Le occasioni per poter incontrare i consiglieri di amministrazione sono sempre rimandate a data da destinarsi, la programmazione, che in genere parte ad ottobre, ancora non ha preso il volo, tutto è fermo.

Con queste premesse siamo davvero convinti che Cagliari possa concorrere ad un progetto così importante come quello di poter diventare capitale Europea della cultura?

A breve ci saranno le elezioni e spero davvero che i nuovi eletti si mettano una mano sulla coscienza. Certamente gli elettori che fanno parte del mondo della cultura staranno più attenti nel dare il loro voto , cercando di non lasciarsi abbindolare da chi fonda la propria campagna elettorale sulla menzogna.

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L’opera Elisir d’amore è stata rappresentata l’ultima volta a Cagliari nel 2009 con la regia di Michele Mirabella, i costumi di Alida Ferrarini e le scene di Giovanni Licheri (leggi post correlato) Una edizione classica in tutti i sensi: ambientazione fiabesca in un paese rigoglioso con dei costumi coloratissimi e freschi .

L’Elisir d’amore ritorna a Cagliari, o meglio, in Sardegna. Questa produzione  però non sarà rappresentata al Teatro Lirico cagliaritano ma bensì in alcuni centri della Sardegna e nelle scuole. E’ importante che i ragazzi possano avvicinarsi all’opera lirica  fin dai primi anni della scuola. L’opera di Donizetti è un’opera dalla trama semplice, dalla musica orecchiabile che ben si adatta ad un pubblico giovane e in più racchiude in se  tanti elementi educativi. Il venditore di Elisir, ad esempio, protagonista dell’opera, è un personaggio molto attuale. Dulcamara è il classico finto dottore che con le parole, la gestualità e la personalità riesce a convincere gli ignoranti  paesanotti che ciò che vende è funzionale, miracoloso, strabiliante e che porterà benessere a tutti in senso lato.  Personaggi simili fanno parte della nostra società da sempre, sia nel mondo commerciale (pensate a tutti gli spot che ci proprinano per la vendita di prodotti ) che nel mondo politico.

Sull’ambientazione ci sarà qualche sorpresa, ma  preferisco che sia direttamente il regista Antonio Petris a svelarcelo. Spero presto di potergli fare una videointervista che pubblicherò nei prossimi giorni.

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Non è grossa, non è pesante
la valigia dell’emigrante…
C’è un po’ di terra del mio villaggio,
per non restar solo in viaggio…

un vestito, un pane, un frutto
e questo è tutto.
Ma il cuore no, non l’ho portato:
nella valigia non c’è entrato.
Troppa pena aveva a partire,
oltre il mare non vuole venire.
Lui resta, fedele come un cane.
nella terra che non mi dà pane:
un piccolo campo, proprio lassù…

Ma il treno corre: non si vede più.

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 Caracas è un posto dove un bambino viene ucciso per una giacchetta. Dove la gente muore nelle sparatorie, per caso, e la vita non conta granché. Per intenderci: il tasso di omicidi in Venezuela è di tre volte superiore a quello dell’Iraq e quattro volte quello del Messico. In media, a Caracas, ogni giorno vengono uccise 53 persone e il 32 per cento della popolazione urbana vive nei ranchos, dove non entra  nemmeno la polizia.

 Nel 1975, l’idea di José Antonio Abreu è apparsa visionaria, irrazionale. Al tempo l’economista, appassionato di matematica, che decise di seguire la musica, forse incantato dalle note della Quinta sinfonia di Tchaikovsky – la sua preferita – un giorno ebbe un sogno. Come Martin Luther King: «Inondare di musica il Venezuela». Lui ha creato dal nulla El Sistema, un metodo educativo che insegna la musica ai bambini dei barrios, strappandoli alla violenza, al crimine, alla povertà. E regalando loro una nuova vita: lo strumento.

Otto governi lo hanno appoggiato nel suo lavoro – alla determinazione. Il risultato è un personaggio, conosciuto in tutto il mondo, come un uomo che sta sopra il bene e il male, ammirato da stelle della musica odierna come Simon Rattle, Barenboim, Plácido Domingo o Claudio Abbado, cercato da istituzioni come le Nazioni Unite e acclamato con premi e riconoscimenti internazionali. 

Se a Caracas però l’educazione musicale è ormai un diritto costituzionale, lo si deve soprattutto agli insegnanti de El Sistema. Sono loro a girare i quartieri e bussare alle porte. A parlare coi genitori, a volta per mesi, a visitare i ranchos per far capire l’impegno da loro richiesto. Si comincia coi bambini di due o tre anni, si dà loro uno strumento in mano. Poi, quando l’allievo entra a far parte di un’orchestra, riceve uno stipendio e la musica conquista il suo valore reale anche nei conti di casa

Ma ne El Sistema non si studia solo Beethoven o Mahler. C’è il ritmo che esplode strappando i giovani alle bande criminali, li ha riscattati da una situazione di miseria materiale e spirituale e ha insegnato loro a vivere.

FONTE: http://www.linkiesta.it


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Si chiamaMassimo Bray il nuovo ministro della cultura nominato dal premier Gianni Letta. Conosciamolo.

 

LA BIOGRAFIA (tratta da www.massimobray.it )- Massimo Bray è nato a Lecce, ha studiato a Firenze, vive a Roma. Dopo la laurea in Lettere e Filosofia, conseguita nel 1984 e un itinerario da borsista a Napoli, Venezia, Parigi, Simancas, nel 1991 entra allIstituto della Enciclopedia Italiana fondato da Giovanni Treccani, come redattore responsabile della sezione di Storia moderna dell’Enciclopedia La Piccola Treccani.

Non lascerà più l’Istituto: nel 1994 ne diviene il direttore editoriale. In questo ruolo, mantenendo intatto il rigore che contraddistingue un’istituzione culturale di così grande prestigio, ne ha seguito l’apertura al web con grande entusiasmo. Il progetto di definire l’Enciclopedia degli italiani online è il modo di interpretare la missione della Treccani nel XXI secolo. La scelta è quella di mettere a disposizione di un numero sempre maggiore di utenti un patrimonio di conoscenza di alta qualità; la convinzione è che il nostro Paese debba elaborare nuove forme di gestione del patrimonio culturale, coniugando la forza dei contenuti con le innovazioni tecnologiche.

Massimo Bray è anche direttore responsabile della rivista edita dalla Fondazione di cultura politica Italianieuropei, che ha tra i suoi principali obiettivi quello di elaborare analisi e riflessioni pubbliche sui nodi cruciali dell’innovazione politica ed economica europea. La fondazione è un luogo di incontro tra le diverse tradizioni culturali del riformismo italiano.

Sull’edizione italiana di Huffington Post è autore di un blog dedicato all’esperienza della cultura, con particolare attenzione all’editoria tradizionale e digitale.

Presiede il consiglio d’amministrazione della Fondazione La Notte della Taranta, che organizza il più grande festival europeo di musica popolare, dedicato al recupero della pizzica salentina e alla sua fusione con altri linguaggi musicali, dalla world music al rock, dal jazz alla sinfonica.

Grazie al lavoro del gruppo di competenze che gestisce la Fondazione e soprattutto alla straordinaria coralità dei talenti musicali coinvolti nellEnsemble Notte della Taranta, il festival è divenuto, negli anni, un riconosciuto modello culturale che, di edizione in edizione, non cessando di produrre nuove forme di elaborazione artistica, ha cominciato a produrre interessanti economie per il territorio.

L’impegno di Massimo Bray nel PD è perché crede che la cultura possa essere il modo migliore di ricostruire il nostro Paese. E perché crede che, grazie alla cultura, il Mezzogiorno possa mostrare la sua migliore identità. (ad)


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Significante 2013 – Giustitzia

All’interno della programmazione artistica e culturale dell’Associazione Figli d’Arte Medas, dedicata quest’anno all’Identità, alla Memoria e al concetto di Comunità, vedrà la luce la sesta edizione di Significante – Rassegna di Spettacolo tra Parola e Musica, per la prima volta interamente incentrata su un tema specifico: la Giustizia. Diversi gli appuntamenti organizzati in collaborazione tra Associazione Figli d’Arte Medas, Theandric Teatro Nonviolento, Associazione Cricot Teatro e Teatro del Segno e previsti per Aprile e Maggio 2013; diversi gli artisti che saranno chiamati a raccontare Codici, Leggi, Regole e Norme di Comportamento, Visioni dell’Equità.
Filo conduttore degli spettacoli in scena sarà la relazione tra gli uomini, letta attraverso gli sguardi di importanti intellettuali e politici sardi: Antonio Pigliaru, Elisa Nivola e Maria Erminia Satta, Gonario Pinna, Eleonora d’Arborea e infine Giuseppe Fiori.

Un’ottica plurale e composita verrà presentata per mezzo di una collezione di testi di notevole rilevanza per la Storia della Sardegna e di particolare interesse per una provocatoria indagine artistica sulla nozione di isonomia e sulle differenze tra le idee di giustizia disseminate nel complesso dibattito etico-politico odierno. All’interno di una vasta panoramica sui Linguaggi con cui comunicano Persona Umana e Ordinamento Giuridico, l’attenzione sarà rivolta al conflitto tra la Legge Scritta e la Legge Orale, all’eterno dialogo tra Diritto Naturale e Diritto Positivo e al concetto di Prevaricazione.
Raccontare un codice, illustrare in versi la risoluzione pacifica degli scontri, dare voce all’idea di Giustizia dei pastori, confrontare Medioevo e Attualità, riflettere su Libertà e Totalitarismo, questi i propositi di Significante 2013 – Giustitzia che si porrà come una teatrale sequenza di domande su quale sia il ruolo della Persona nel gorgo intenso dei rumorosi e apparenti soliloqui frazionati nel Mondo di Oggi.
Stimolare e Incuriosire: questo il compito dell’artista, non salire in cattedra ma proporre, criticamente, sfumature, particolari, dettagli, esperienze; attraverso il richiamo della Bellezza, provare a radunare le Persone, favorire la socializzazione, la condivisione e la relazione, provare a innescare pensieri.

IL PROGRAMMA

Giovedì 4 Aprile 2013 ore 21:00 – Sala Polifunzionale – Via Pompei – Elini (OG)
Venerdì 5 Aprile 2013 ore 21:00 – Teatro Comunale Salvatore Murgia – Corso IV Novembre – Sorgono (NU)
Sabato 6 Aprile 2013 ore 21:00 – Teatro Fratelli Medas – Piazza Municipio 1 – Guasila (CA)
Domenica 7 Aprile 2013 ore 21:00 – Chiesa Monumentale di Santa Chiara – Salita Santa Chiara – Cagliari

Il Codice della Vendetta Barbaricina di Antonio Pigliaru
Gianluca Medas – voce narrante
Andrea Congia – chitarra classica
Enzo Favata – sax e live electronics

Giovedì 11 Aprile 2013 ore 21:00 – Teatro Fratelli Medas – Piazza Municipio 1 – Guasila (CA)
Venerdì 12 Aprile 2013 ore 21:00 – Teatro Comunale – Via Giuseppe Mazzini – Santadi (CI)
Sabato 13 Aprile 2013 ore 21:00 – Centro Polifunzionale di Marugnò – Via Fummintina 1 – Aggius (OT)
Domenica 14 Aprile 2013 ore 21:00 – Chiesa Monumentale di Santa Chiara – Salita Santa Chiara – Cagliari

 Tessiduras de Paghe di Elisa Nivola e Maria Erminia Satta
Maria Virginia Siriu – voce recitante
Andrea Congia – chitarra classica
Tenore Murales di Orgosolo – voci

Giovedì 9 Maggio 2013 ore 21:00 – Teatro Fratelli Medas – Piazza Municipio 1 – Guasila (CA)
Venerdì 10 Maggio 2013 ore 21:00 – Chiesa Monumentale di Santa Chiara – Salita Santa Chiara – Cagliari
Sabato 11 Maggio 2013 ore 19:00 – Parco Sa Fogaia – Località Sa Fogaia – Siddi (VS)

 Il Pastore Sardo e la Giustizia di Gonario Pinna
Carlo Porru – voce recitante
Andrea Congia – chitarra classica
Mauro Spiga – sulitus
Populos Tenore Nugoresu – voci

e con la partecipazione di Chiara Vigo, Barbara Simona Bosa, Andrea Porcu, Stefania Deiana, Camilla Scameroni, Silvia Piludu, Federica Orrù

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Chi decide della nostra vita di musicisti?
A chi diamo mandato per mandarci tutti a casa?
Le eccellenze culturali come le Fondazioni Lirico sinfoniche in Italia che hanno avuto padri fondatori del calibro di Toscanini, in mano a politici che non sanno nemmeno di cosa stanno parlando!!
Ma stiamo scherzando??
L’ Italia sta diventando la barzelletta d’Europa.
La lirica Italiana, e parliamo dei nostri autori…dei nostri meravigliosi artisti, una produzione che ha reso il nostro paese famoso nel mondo e che ha creato intorno a questo meraviglioso mondo anche un indotto di enorme importanza economica, in mano a politici di abissale ignoranza in merito al nostro settore, politici che evidentemente non si rendono conto dello sfregio culturale inferto a tutti noi che in questo mondo ci viviamo, lavoriamo, abbiamo fatto sacrifici enormi per arrivare all’altissima professionalità che serve per suonare uno strumento, cantare un brano lirico, montare una scena, creare un costume, inventare una scena, illuminare i sogni!!!!
Ma con chi stiamo parlando??
Mi chiedo quale Paese civile, indegno di tal nome, si priva di una delle realtà più luminose della sua storia, realtà che lo ha reso un Paese rispettato e adorato nel mondo!!
Con chi stiamo parlando???
In nome della crisi non si può smantellare la storia del nostro Paese. Equivale a voler smantellare le fondamenta della nostra Costituzione!!
Caro politico indegno, che stai minando la nostra realtà fatta di persone che svolgono un lavoro altamente specializzato, persone che nel loro lavorare insieme creano sogni, creano cultura e tengono alto il nome del nostro paese, caro politico indegno di portare questo nome in virtù di scelte miopi e idiote, ti rendi conto caro politico indegno che stai facendo un errore che si ripercuoterà nel futuro di tutti noi, nella società civile, e che manderà a casa migliaia di lavoratori ?? Ma quanti sono i musicisti in Italia?? Quanti sono i lavoratori dello spettacolo in Italia?.
Siamo pochi e produciamo moltissimo da anni per tenere alta l’immagine di questo paese!!
Caro politico indegno di portare questo nome, ti rendi conto che uccidendo il Teatro Lirico fai morire la nostra storia, fai morire il nostro amore per i giovani che non avranno mai più la possibilità di elevarsi culturalmente, di elevare l’anima e lo spirito con la musica e i sogni che vengono creati nei nostri palcoscenici italiani.
Mi rivolgo invece a te politico illuminato…Rifletti e combatti questo scempio che si vuole perpretrare in nome del nulla, in nome di un risparmio che poco avrà a che fare con il risollevarsi dalla crisi e molto avrà a che fare con la volontà di renderci tutti più brutti e ignoranti!
Mi rivolgo a te politico illuminato che ancora nel tuo sangue fai scorrere forse le note di Verdi, Puccini, Wagner, Mozart e tanti altri meravigliosi autori che avrai sentito da bambino. magari in una ninna nanna, forse avrai ascoltato alla radio o forse avrai amato a Teatro, immergendoti per quelle due ore di spettacolo che per noi significano anni di studio, di sacrificio e di vita…Caro politico illuminato ti chiedo da umile musicista di renderti più significante per tutti noi e combattere questa proposta orrenda di legge che ci vedrà chiudere tutti a uno a uno…
Questa legge indegna che vuole dare la responsabilità della gestione delle Fondazioni Lirico Sinfoniche alle Regioni che in questo momento storico non possono permettersi un esborso economico pari al cinquanta per cento del finanziamento statale detto Fondo unico dello spettacolo e che finora è stato a carico dello Stato.
Abbiamo sofferto noi lavoratori dello spettacolo lirico in questi anni, abbiamo tagliato il tagliabile, hanno ridotto all’osso i finanziamenti per questo settore…. ora con questa legge vergognosa ci vogliono eliminare per sempre.
Come le candeline all’arena di Verona che si spengono un po alla volta nelle sere d’estate, solo che per noi si spegneranno per sempre…e purtroppo non si riaccenderanno mai più!!!

Silvia Russo – Artista del Coro – Teatro verdi – Trieste

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Secondo voi che preferenze musicali ha Obama presidente degli USA?

Mi spiace dirvi che non si tratta  nè di Rap e nè di Hip Hop .

La musica preferita da Barack Obama è il Reggae. Lo rivela il Presidente degli States durante una intervista . Obama ha discusso di musica e cultura nel corso di un’intervista rilasciata ad un giornalista di MTV alla Casa Bianca. “La musica che mi piace particolarmente è quella che alza la consapevolezza”

Nell’intervista appunto Obama ha discusso della musica di oggi  dove ha sottolineato che gli è sempre piaciuto Bob Marley la leggenda del reggae.

Molto diplomaticamente Obama risponde “Quando ero al college Bob Marley era il mio preferito, non sono d’accordo su tutta la sua filosofia ma quel che mi piace e che alza la consapevolezza delle persone e la sua musica lotta per la dignità e per la libertà delle perone”

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Barack Obama è stato eletto questa notte Presidente degli Stati Uniti per la seconda volta. Vi posto questo video che ho realizzato nel 2009 in occasione della sua prima vittoria.

” Obama: “L’America non è cosa possiamo fare per noi, ma cosa puó essere fatto da noi”


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Esiste un modo di dire secondo il quale “comandare è meglio che fottere”.

C’è anche qualcuno che non la pensa così, ma i coloro che la pensano così sono davvero tanti.

Nell’essere umano, la spinta ad esercitare il potere è talmente forte che molti ricercano lo spazio, anche microscopico, nel quale potere essere a torto o a ragione, monarchi assoluti: dall’usciere di un uffico pubblico, al capo di un condominio fino al Presidente di una Fondazione. Dallo storico greco Plutarco fino al gangster americano Al Capone lo dicono così.

  • Nulla rivela meglio il carattere di un uomo quanto il suo modo di comportarsi  quando detiene un potere sugli altri. Plutarco
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In questi giorni si è svolta in Francia, e precisamente a Villeneuve-sur-Lot( comune francese di 24.673 abitanti situato nel dipartimento del Lot e Garonna nella regione dell’Aquitania,  gemellato con la città italiana di San Donà di Piave)  un evento importante che ha visto coinvolto l’avvocato cagliaritano Ignazio Salvatore Basile: l’inaugurazione di una strada dedicata a Garibaldi.

L’avvocato e scrittore cagliaritano ha ricevuto l’invito da parte della Presidente del Comitato organizzativo,  M.de De Capeville,  in seguito alla pubblicazione  del  romanzo dedicato alla   vita del garibaldino Gaspare Nicolosi, dal titolo  “Dalla Sicilia al Piemonte”.

Ai festeggiamenti in onore di Giuseppe Garibaldi  sono state dedicate dal Comitato organizzatore due intere giornate.

Nella prima giornata ha avuto luogo la Conferenza, nel corso della quale l’avvocato Basile ha tratteggiato   la figura storica dell’eroe dei due mondi, dalla nascita, avvenuta a Nizza nel 1807, sino alla gloriosa epopea  dei Mille, culminata a ottobre del 1860, quando Garibaldi consegnò a vittorio Emanuele II le chiavi del Regno delle Due Sicilie, dando di fatto il via alla sospirata Unità d’Italia, proclamata il 17 marzo del 1861.

Il pubblico, accorso numerosissimo era composto da cittadini di Villeneuve sur Lot e studenti di due  licei cittadini che studiano la lingua italiana tra le materie del loro curriculum scolastico. A conclusione della Conferenza l’avv. Basile ha poi illustrato le fasi salienti del  film di Roberto Rossellini “Viva “l’Italia”.

Alla fine della proiezione alcuni presenti hanno posto delle domande sulla vita di Garibaldi ed in particolare sul periodo successivo all’Unità d’Italia quando l’eroe nizzardo, dopo avere inutilmente cercato di unificare  Roma al Regno d’Italia, offrì ciò che restava del suo genio militare intriso di coraggio e di passione alla Terza Repubblica francese, nata sulle ceneri dell’impero di Napoleone III.

Infine il relatore cagliaritano si é intrattenuto con gli studenti francesi e con un loro docente (Mr Dupont), offrendo loro in dono  alcuni suoi libri di poesie. Il prof. Dupont, che insegna Italiano nei due licei francesi, ha proposto un gemellaggio con la scuola italiana dove il relatore italiano insegna diritto ed economia.

La giornata di venerdì invece ha avuto come fulcro, l’inaugurazione della strada alla presenza del sindaco della cittadina di Villeneuve-sur-Lot, Mr Jerome Cahuzac, neo ministro delle finanze del governo francese.

Questa seconda giornata é culminata nella cena dell’amicizia  franco-italiana allietata dalla cantante Dorinne che ha eseguito brani tradizionali del repertorio italiano, accompagnata da un fisarmocinista. I due artisti hanno trascinato i convenuti in una girandola di balli e di danze, anche moderni.

Insomma, il grande Giuseppe Garibaldi, che propugnava l’unità dei popoli, riesce ancora ad unire ed a cementare la grande amicizia tra due nazioni europee che egli amava in particolare: l’Italia e la Francia.

 

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Anche il mondo della moda si mobilita per Rossella Urru , (la 29enne  cooperante italiana rapita in Algeria) affinchè venga liberata al più presto. Lo stilista sardo  Stefano Carboni le dedica un suo bozzetto che è parte della collezione Donne d’Italia  .

 

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Copiate e incollate nei vostri blog, nelle vostre bacheche di facebook, fate girare! mettete la sua foto nei vostri profili. Non dimentichiamoci di lei!

Rossella Urru è la giovane cooperante italiana rapita, sono ormai quasi quattro mesi, in una zona desertica del sud dell’Algeria, ed ancora in mano ai suoi sequestratori. Di lei, e delle altre due persone rapite con lei, non si sa nulla. Sono forse in mano a predoni del deserto, usati come moneta di scambio, oppure strumenti di faide tribali.

La Farnesina chiede ai media silenzio e riservatezza,  che non significano però oblio. Almeno per tante donne. C’è Geppi Cucciari che, sabato 18 febbraio, serata finale del Festival di Sanremo, ha inserito la vicenda della giovane cooperante nel suo applauditissimo monologo, e c’è l’Appello lanciato dalle donne Pd nel corso della manifestazione  promossa a Napoli (17-18 febbraio)  dalle responsabili locali e nazionali della Conferenza Donne.
Un appello che ha toccato le corde della folta platea di militanti meridionali, presenti alla due giorni dedicata alle politiche di genere nelle regioni del sud d’Italia. Là dove la condizione femminile, delle giovani innanzitutto, rivela oggi come non mai tutti i nodi irrisolti di una realtà emancipata, fortemente talentuosa nel senso dell’acquisizione di livelli di istruzione e specializzazione a volte superiori a quelli delle coetanee del nord, eppure ancora costretta ad una subalternità sociale residuato di vecchi regimi patriarcali mantenuti dalla mancanza di politiche di sviluppo, dalla disoccupazione,  dall’impossibilità di costruirsi progetti di libertà e di vita….
http://www.womeninthecity.it/index.php

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Lettera indirizzata al Ministero dei Beni Culturali

Oggetto: Legge Bondi e circolare Nastasi sull’azzeramento totale dei permessi artistici.

Grazie, grazie, grazie!!!
Grazie per l’annullamento totale dei permessi artistici che di fatto mi sequestra nel posto di lavoro 24 ore su 24.
Grazie per non poter cantare nemmeno alla messa della domenica…
Grazie per non poter più dare qualche ora di musica liberamente e gratuitamente fuori dall’orario di lavoro…
Grazie per non poter dirigere più il coro amatoriale che da 15 anni si fidava delle mie capacità e dentro il quale ero cresciuto fin da bambino…
Grazie per non poter più gioire di chiamate da teatri internazionali che credono in me…
Grazie per aver fatto in modo che i miei studi e i miei sacrifici fossero vani…
Grazie per non poter più eseguire ruoli solistici durante le ferie o fuori orario di lavoro, che mi consentivano di mantenere alto il livello artistico e vocale delle mie esecuzioni, almeno nelle mie intenzioni…
Grazie per non poter dare lustro al teatro in concerti per conto di associazioni che mi cercavano proprio per la garanzia di professionalità e dove fieramente potevo portare il nome del teatro…
Grazie per non dare possibilità ad un aggiunto di lavorare qualche mese al posto mio e a costi inferiori per il teatro…
Grazie, grazie e ancora grazie…
Secondo voi con quale entusiasmo presterò la mia voce, con quale impegno cercherò di essere all’altezza della situazione?
Senza speranza, senza obiettivi, senza volontà…
Ecco, quei pochi che ancora credevano di poter essere una risorsa per il teatro ed il Paese saranno ora rimessi al loro posto e in grado di non nuocere.
Grazie Bondi, grazie Nastasi e grazie a tutti coloro i quali hanno avvallato questa legge porcheria.
Sarete nei miei pensieri alle prossime elezioni, ma lo eravate già dal 94 e non erano certo pensieri piacevoli. Peccato non se ne sia avverato nemmeno uno…

Luca Sannai

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Oggi nuovo presidio dalle ore 9,30, i lavoratori e gli operatori dello spettacolo sardo sono riconvocati in mobilitazione sotto il palazzo del Consiglio regionale della Sardegna in via Roma a Cagliari).

Saremo tutti li, per mostrare la nostra indignazione per i tagli alla cultura. Mi rendo conto che i presidi oramai sono poco “originali” ma è palese il fatto che è necessario dare un segnale. Il settore dello spettacolo in Sardegna produce 3000 mila buste paga l’anno che costano all’erario 5000 mila euro l’una….conservare questo status non è rubare, ma soppravivere. Pertanto se GLI OPERAI della Alcoa, ai quali va il mio rispettoso saluto, hanno diritto di lottare ed essere ascoltati, anche noi dobbiamo essere presi sul serio.
Meno atteggiamenti punitivi da parte degli uffici; non siamo tutti ladri, TUTTAVIA NON SIAMO commercialisti, più velocità nell’espletamento delle pratiche; è assurdo aspettare due anni e mezzo per evadere una pratica, finanziarie blindate, piani triennali, utilizzo della legge 18 che giace immobile poichè evidentemente non piace a qualcuno, revisione totale del diritto al contributo: in Sardegna non ci sono compagnie al livello di Sosta Palmizi e neppure importanti come la Fura del Baus, ma convivono ottimi artigiani che hanno diritto di potersi esprimere con la giusta dignità; ma non di pagarsi una regia 40 mila euro.

Decentrare la cultura. In questi ultimi anni, l’80 per cento delle risorse è stato speso nelle città di Cagliari  Sassari e Nuoro. Bisogna  incoraggiare la produzione sopratutto dei giovani, o meglio, anche dei giovani; le cifre ci parlano del 70 per cento delle risorse spese per circuitare opere di altri che vengono da fuori . Considerare eccellenze non chi porta molto pubblico, ma chi porta molte idee, il che ribalterebbe il concetto di  produzione rispetto a chi crea eventi. Chi crea eventi sia finanaziato in parte, il resto sia autofinanziamento.

E poi bisogna punire chi produce passivi: se ricevi 100, non puoi spendere 50000 e pretendere che ti paghino il passivo. I passivi siano a carico dello Stato e non delle Regioni. Costringete i Comuni che hanno speso per realizzare centinaia di teatri a concedere residenze ai gruppi teatrali che non hanno uno spazio; sono stati spesi milioni di Euro per realizzare queste cattedrali nel deserto, o si mettono in attività o siano denunciate le giunte che li hanno fatti costruire per falso.

Per concludere, non siano più dati soldi pubblici dello spettacolo di alcun genere a strutture filodrammatiche, che, non pagando enpals irpef inps nascoste nel loro essere onlus, fanno pagamenti in nero creando turbative di mercato serie, poichè possono proporsi svendendo il loro prodotto amatoriale generando confusione a livello economico e culturale.

Dulcis in fundo: MESSAGGIO AI FUNZIONARI DELLA REGIONE_ Smettere di sparare sul mucchio!! I miei colleghi sono tutti impegnati a sopravvivere! Se anche capita di fare un errore nel bilancio bisogna aiutarli e non punirli, nessuno si vuole rovinare la vita per mille euro!

I NOMI DI CHI HA RUBATO, DI CHI HA MILLANTATO, DI CHI SI è COMPRATO CASE CON I SOLDI PUBBLICI, DI CHI HA USATO LA POLITICA DI BASSO CABOTAGGIO PER FARE DEL MALE A TUTTO IL SETTORE, DI CHI HA APPROFITTATO DELLA BONTA’DEI SARDI PER FARSI I CAVOLI SUOI, DI CHI ” RUBA” ,SI CONOSCONO BENISSIMO.

FATE IN MODO CHE SIAMO LORO A DOVERSI GIUSTIFICARE, e non prendetevela con le piccole strutture. ECCO I NOSTRI PROGRAMMI. amen.

Gianluca Medas

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Solo lo scorso anno il nostro teatro occupato da noi lavoratori per protestare contro una malagestione accoglieva politici pronti a dare il loro sostegno. Le elezioni erano imminenti e la gara di solidarietà è stata grande. Non c’erano politici di destra o di sinistra, c’erano politici  che ci ascoltavano dimostrando tutta la loro solidarietà con programmi ben definiti qualora le elezioni fossero andate a loro favore.

Un anno è passato e noi, i politici che ci sono sembrati sinceri ,li abbiamo votati e sostenuti . C’è però una differenza: i politici da noi sostenuti sono stati eletti ma noi siamo ancora qui a lottare, con lo stipendio decurtato e con gli stessi problemi dello  scorso anno .

Come la mettiamo? E tutte le promesse e la solidarietà dimostrata, che fine hanno fatto?

Contattandoli adesso sono in grado solo di rimandare le promesse, senza quagliare.

Quando ero piccola mi è stato insegnato che quando si fa una promessa bisogna mantenerla, a qualunque costo!! Questo è un segno di civiltà e onestà. Speravamo nel cambiamento ma a quanto pare tutto pare uguale a prima.

Che tristezza!!

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ministro per la culturaEcco il nuovo ministro della Cultura

Lorenzo Ornaghi (Villasanta, 25 ottobre 1948) è un rettore italiano.

Ministro per i Beni e le Attività Culturali del governo Monti.

Ornaghi si è laureato in Scienze politiche nel 1972 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e vi ha lavorato come ricercatore fino al 1987, quando è diventato professore associato presso l’Università di Teramo.

Nel 1990 è ritornato alla Cattolica di Milano diventando titolare della cattedra di Scienza politica nella facoltà di Scienze politiche – già del suo “maestro” Gianfranco Miglio – e di Storia delle dottrine politiche.

Dopo essere stato pro-rettore con incarico alle relazioni internazionali durante il rettorato di Sergio Zaninelli, nel 2002 è stato eletto rettore.

Nel 2006 è stato rieletto per un secondo mandato quadriennale.

Nel 2010 è di nuovo eletto per un terzo mandato.
Autore di numerosi volumi e saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali, negli ultimi anni, oltre che alle indagini sul sistema politico e sulle élite dell’Italia, si è dedicato allo studio dell’integrazione politico-istituzionale dell’Europa e al tema della Costituzione europea.
Ornaghi riveste o ha rivestito anche diversi incarichi di prestigio in enti pubblici e privati:
è direttore dell’ASERI (Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali).
è direttore della rivista Vita e pensiero.
è vicepresidente del quotidiano Avvenire.
è vicepresidente della Fondazione Vittorino Colombo di Milano.
è membro del Consiglio di amministrazione della Fondazione Policlinico IRCCS di Milano.
dal 2001 al 2006 è stato presidente dell’Agenzia per le Onlus.
il 16 novembre 2011 entra a far parte del governo Monti come Ministro per i Beni e le Attività Culturali.
Nel 2006 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano.

 

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Con grande piacere ieri ho potuto seguire in diretta (in streaming) la discussione del Consiglio Comunale di Cagliari che trattava l’argomento della crisi del Teatro lirico.

E’ stato interessante sentire gli interventi dei diversi consiglieri che in questo lungo anno ci hanno sostenuto nella battaglia per la sopravvivenza.
Il problema principale è il buco di 25 milioni di euro che il Sindaco-Presidente Massimo Zedda, si sta impegnando a risanare.
Fra le varie discussioni, alcune particolarmente folcloristiche, sono stata colpita da quella di una consigliera (Depau?) che diceva che il Teatro Lirico è “d’elite” e che bisognerebbe invece portarlo  a livelli popolari e soprattutto nelle scuole. Ma questa signora, in tutto questo tempo dove si trovava? Non lo sa che da decenni il teatro porta concerti nelle scuole e nelle piazze a prezzi popolarissimi? Forse non sa che per anni abbiamo rappresentato anche le opere allestendo il palco e i camerini sempre nelle principali piazze sarde?
E che dire di un altro consigliere che ha detto di aver visto un’Aida spettacolare all’Anfiteatro (penso si riferisse agli anni ’80, vedi il video sottostante) con i cavalli, ma che forse era l’unica ad avere avuto un po’ di pubblico, 1000 spettatori? All’Anfiteatro ci sono stati spettacoli lirici da 5000 spettatori a sera minimo: Carmen, Aida, Butterfly per citarne alcuni, con platea e gradinata completamente esaurita e le persone che non trovavano posto a sedere seguivano da fuori, agrappati ai cancelli pur di non perdersi gli spettacoli . Chi non segue la lirica non può capire quanto questa sia amata e seguita da cagliaritani e dai tanti turisti che vengono in vacanza in Sardegna!
Mi spiace sentire persone che vogliono risolvere i problemi del teatro senza essersi documentate.
Mi auguro davvero che le chiacchiere in consiglio diventino concrete e che si arrivi presto ad una soluzione.

Vi invito a leggere questo mio vecchio post con una testimonianza del tenore cagliaritano Gianluca Floris.


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ponte-smallQualche minuto fa ho ricevuto questa mail che vi giro.

E’ importante divulgarla.

Leggete fino in fondo!!

Dalla Valle di Susa..

Scrivo a tutti coloro che mi hanno conosciuto, e che hanno conosciuto l’associazione Materya, e il suo impegno per l’ambiente.
In Val di Susa c’è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità.
Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un’opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.
Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7.
Non mi dilungo sull’impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall’Enel perchè ricca di Uranio.. ma vi informo di questo:
i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % (interessante eh.. ) ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l’ha messa?
Voi!! o se preferite
lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l’opera.
45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l’estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.
Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viggiare più veloce l’acqua minerale di lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

Approposito.. non passeranno dalla Val di Susa le merci.. Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto .

Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno..
Grazie del vostro tempo..
e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail.

Claudio Guerra

Per chi vuole saperne di più..

http://www.notav.eu

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musicamore-contro-il-nucleaHo letto ieri che al congresso Asco di Chicago, considerato il più importante convegno di oncologia, i medici e gli studiosi dei tumori bandiscono categoricamente le centrali nucleari perchè considerate  causa elevatissima per lo sviluppo dei tumori, oltre al fatto che non esiste sicurezza nel controllo di esse (il Giappone ne è la prova).

Con queste affermazioni sento più che mai l’esigenza di farmi portavoce in prima persona affinchè si voti SI per abolire la norma che permette l’impianto di centrali nucleari nel nostro paese.

Ho subìto e affrontato con fatica il dramma del tumore, con tutte le conseguenze, e dopo aver riconquistato la mia vita e la gioia di vivere più forte di prima vorrei poter vedere le nuove generazioni sconfiggere il cancro e godere di un mondo pulito e sano dove il rispetto per la natura e per l’uomo viene al primo posto; bisogna pensare infatti che non rischia solo chi vive vicino agli impianti ma si pensi al mare, ai pesci, e quindi alla catena alimentare e alle coltivazioni.

Domenica e Lunedì votate SI

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zedda-massimo-e-caroneBella serata quella di ieri per festeggiare il 2 giugno e la Costituzione con i suoi valori.

Organizzato l’Anpi (l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia), il Cidi (Centro d’Iniziativa Democratica degli Insegnanti) e la Camera del Lavoro di Cagliari, si è svolta nella bella cornice del bastione Saint Remy . La serata, che è stata presentata  dal giornalista Vito Biolchini ha avuto come ospite d’onore il neo-sindaco Massimo Zedda.
C’è stata tanta musica e prosa: hanno partecipato  Rita Atzeri,Giancarlo Biffi, Clara Murtas, Grooven Nation, il cantautore Alberto Sanna, una rappresentanza del Coro del Teatro Lirico e anche alcuni studenti delle scuole superiori.


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E_nata_la_Repubblica_ItalianaIeri, ho assistito ad un dialogo fra adolescenti in un bar. Uno domandava agli altri: “Ma domani perchè è vacanza?” L’altro gli ha risposto: “come minimo ci sono altre votazioni”.

Mi parevano anche ragazzi per bene, eppure nessuno di essi ha dato una risposta valida ai compagni. Ma forse anche tra noi adulti c’è poca chiarezza oppure lo abbiamo dimenticato.

Ho ritrovato un mio vecchio quaderno della V^ elementare, la maestra ci aveva fatto fare un dettato con tanto di disegno della bandiera italiana. Un modo semplice ma efficace che ha lasciato nella mia mente una traccia indelebile  di questo momento storico italiano.

Correva l’anno 1946 e l’Italia usciva da un periodo di lutti e sofferenze. La guerra era finita ma il paese doveva soffrire ancora molto. Il 9 maggio, il Re d’Italia Vittorio Emauele III di Savoia, cosciente ormai di aver compromesso definitivamente la sua reputazione, (sia per essersi compromesso con il fascismo sia per essere fuggito lasciando Roma indifesa a discapito del motto “Avanti Savoia”), penso’ bene di abdicare a favore del figlio Umberto II,che regnera’ solo per 35 giorni.
Questo non servi’  a salvare la monarchia e quando il 2 giugno 1946 si tenne il Referendum Istituzionale per decidere le sorti dell’Italia, vinse di misura la Repubblica (12.717.923 voti per la Repubblica contro 10.719.284 voti a favore della monarchia) e De Gasperi fu incaricato di formare il governo.

La sconfitta fu ovviamente mal digerita dal Re che non esito’ inizialmente a parlare di brogli ma, alla fine abbandono’ il territorio italiano.
Quel 2 giugno del ´46 le donne votarono per la prima volta e sono oltre dodici milioni. Un diritto, un adempimento ovvio per la democrazia, eppure una conquista difficile, inseguita fin dai primi movimenti femministi a cavallo del Novecento.

In precedenza, il 1° febbraio del ´45, un decreto aveva esteso il suffragio alle donne che in alcune regioni avevano già potuto votare per le elezioni amministrative. Ma essere candidate ed esprimersi per i destini della nazione era tutt´altra cosa.”

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zeddaEcco il nuovo sindaco Massimo Zedda e soprattutto, per quel che mi riguarda, presidente della Fondazione Teatro Lirico di Cagliari, luogo in cui lavoro.

Il 21 Marzo scorso Zedda è stato  ospite in teatro per confrontarsi con noi lavoratori sul futuro del teatro qualora fosse stato eletto. Ha evidenziato l’importanza di questo luogo di cultura legata strettamente allo sviluppo turistico. Davanti alle nostre domande riguardo l’occupazione, i precari e lo sviluppo dei laboratori teatrali  si è mostrato molto accondiscendente e speriamo che mantenga le promesse. Fra le tante cose ha voluto rimarcare il suo intento nel riprendere in mano la situazione Anfiteatro e come salvaguardare il momunento senza perderene l’utilizzo importante per i grandi eventi cagliaritani. Di seguito un videro da me realizzato nell’occasione.

Tanti auguri e buon lavoro al nuovo giovane sindaco-presidente!


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fantola zeddaFinalmente un dibattito civile portato avanti con professionalità dal conduttore di “Videolina” Emanuele Dessì. Mi sono seduta davanti alla TV dopo tanto tempo, nell’intento di sentire il pensiero dei due canditati a sindato per la città di Cagliari, Massimo Fantola e Massimo Zedda, sulle sorti del Teatro lirico di Cagliari, luogo dove lavoro. Ho assistito così ad un confronto serio e responsabile su tutte le tematiche importanti della mia città. I due candidati hanno rispettato i tempi a loro disposizione esponendo i  programmi in maniera semplice e chiara nel rispetto reciproco delle singole idee.  Personalmente ho fatto già la mia scelta e spero che da questo confronto i cittadini indecisi abbiano dissolto ogni dubbio.

Bisogna ricordarsi che domenica 29/05 e lunedì 30/05 si deve segnare con una x solo il nome del candidato-sindaco e

non i simboli dei partiti che lo sostengono,diversamente il voto verrà

annullato!!!

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votazioniCi sono persone che non hanno il senso del rispetto nei confronti di altre. Rispetto delle loro scelte e delle loro idee. Tendono a soppraffarle, a invadere il loro campo e a volte a scambiarsi per esse.

Per non parlare poi di coloro che , con molta classe, entrano nella vita privata altrui per carpirne il pensiero.

Ho appena ricevuto una telefonata da parte di un candidato sindaco il quale mi chiedeva sfacciatamente a chi avrei dato il mio voto. Non ho esitato a dirgli che la domanda era alquanto imbarazzante e che se anche avessi deciso in precedenza di dare il voto a lui, da questo momento le mie idee erano mutate.

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foto A.Atzori

foto A.Atzori

Siamo arrivati finalmente al giorno tanto atteso: oggi si voterà per esprimere un giudizio favorevole o contrario alla costruzione di centrali nucleari in Sardegna e all’invio di scorie , e poi per eleggere il nuovo sindaco della mia città che diventerà anche il presidente della Fondazione del Teatro dove lavoro .Dopo 10 anni il sindaco Floris ha concluso il suo mandato.

Non voglio esprimere giudizi personali in proposito perchè questa non è la sede . Sicuramente il mio sarà un voto di coscienza e riconoscenza verso chi, in questo periodo di lotta, ha sostenuto il nostro Teatro mantenendo vivo l’interesse all’interno del Palazzo Comunale e Regionale e soprattutto rispettando le nostre forme di protesta che in qualche occasione potevano sembrare eccessive a causa della grave preoccupazione che metteva in forse il futuro del nostro lavoro.

Durante tutto l’anno il Teatro ha ospitato politici di ogni colore. C’è chi ha promesso e mantenuto e chi ha solo ascoltato perchè non conosceva i problemi. Alcuni hanno messo piede in teatro per la prima volta scoprendo una realtà a loro totalmente sconosciuta ma che li ha incuriositi e fatto si che si prendessero a cuore la situazione.

Speriamo davvero che queste elezioni portino un’aria di novità e soprattutto volti e idee di nuova generazione.

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si_contro_nucleareOrmai l’esperienza del terremoto in Giappone ci ha tolto qualunque dubbio riguardo la pericolosità degli impianti nucleari. Tutti abbiamo capito che questo tipo di energia ha più lati negativi che positivi. Se vogliamo salvaguardare la nostra terra dobbiamo assolutamente evitare di creare altri impianti nucleari. Tanti paesi, che in altri tempi lo avevano adottato, stanno pian piano cercando di smobilitarli.
Noi cosa possiamo fare?
Intanto il mio suggerimento è quello di andare a votare al referendum popolare di domenca e lunedì 15 – 16 maggio dove dovremmo apporre la crocetta sul SI perchè siamo contrari al nucleare.
Anche Zia Marta, in questo video  si convince che bisogna votare SI contro il nucleare dopo che la nipote Maria gli spiega bene il perchè.


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talebanoOsama Bin Laden è morto. Gli Stati Uniti sono riusciti finalmente a bloccare il sanguinario responsabile di tante azioni terroristiche nel mondo iniziate con l’attentato alle  Torri Gemelle di New York nel 2001.

Alla luce di quel fatto il personaggio di Bin Laden diventò ahimè tristemente popolare ispirando anche tantissimi artisti.

Ricordo che mi colpì in particolare una canzone scritta appositamente per lui e di cui è stato creato il video che vi propongo. Con poche parole, l’autore di questo brano che si è ispirato musicalmente al mitico Carosone, riesce a  descrivere esattamente questo personaggio.


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chiaraChiara (14 anni) e i suoi pensieri sulla cultura italiana e la sua salvaguardia.

Oggi, in questo mio blog, voglio dare spazio al tema di una ragazzina di III media, che mi ha colpito per la chiarezza e la competenza con cui affronta il tema sull’arte proposto dall’insegnante d’italiano.

TITOLO: la cultura e l’arte italiana

Tesi: “Non si mangia con l’ANORESSIA culturale” (Umberto Eco)

Suddivisione del tema:

1) La cultura italiana nel mondo;

2) La cultura calpestata;

3) La protesta contro i tagli del Governo

4) Che cos’è la cultura per me

Svolgimento:

Con la globalizzazione, ogni stato mette i suoi beni economici (come petrolio, gas metano, etc.) a disposizione degli altri stati del mondo, tra cui anche l’Italia. Quest’ultima non ha alcuna materia prima da poter esportare, ma anzi, le deve importare e lavorare: l’unica cosa che possiede è la cultura. La cultura italiana è rappresentata in tutti i campi dell’arte ( l’architettura, la pittura, la musica, il cinema, il teatro, etc.) ed è un patrimonio unico che non possiede nessun altro paese del mondo. Purtroppo il mio e il vostro paese, che rigurgita di beni culturali, li esibisce al mondo sciattamente, con il capo girato dall’altra parte, come se la conservazione della cultura italiana fosse un’incombenza inutile e fastidiosa. Una tale ricchezza culturale dovrebbe essere salvaguardata, curata affinché tutto il mondo possa goderne. Purtroppo il Governo italiano non ritiene importante investire economicamente su questo settore che invece dovrebbe essere la nostra più grande ricchezza perché apprezzata in tutto il mondo: infatti le costruzioni di Pompei (che non state rase al suolo dalla lava che le aveva sommerse, ma stanno crollando adesso a causa dell’incuria e della trascuratezza del ministero dei Beni Culturali ), non vengono protette e salvaguardate da manutenzione accurata eseguita da esperti in questo settore. Sono stati fatti dei tagli al FUS, il fondo unico per lo spettacolo, che dipende dal ministero dei Beni Culturali e che finanzia tutte le attività del mondo dello spettacolo: la musica, la lirica, il cinema, il teatro. Questa serie di tagli sono iniziati con il Governo Berlusconi, dal 2006 al 2007; colmati con il Governo Prodi e di nuovo attuati dal Governo Berlusconi attuale, che dimezza ogni anno i finanziamenti per queste attività, motivando tutto ciò con la crisi economica che ha investito tutto il mondo. Attorno al mondo dello spettacolo ci sono dei lavoratori altamente qualificati che hanno dedicato la loro vita allo studio dell’arte e della musica e che ne sono i massimi rappresentanti, apprezzati in tutto il mondo. ” Sono state organizzate tre giornate per dire “NO” ai tagli al FUS, il 26-27-28 marzo, dove il mondo del teatro, della musica, della danza, del cinema, avrebbe ancora protestato contro questa manovra del governo che si è mostrato sordo, cieco ed insensibile a tutti questi problemi, ma per fortuna la notizia che il governo aveva finalmente ceduto di fronte alle proteste di tutto il mondo della cultura e avrebbe reintegrato il FUS ha evitato lo sciopero indetto da tutti i lavoratori dello spettacolo”. Con il 150° anniversario dell’Unità d’Italia , il 12 marzo 2011, è stata rappresentata a Milano l’opera ”Nabucco” di Giuseppe Verdi, il musicista che più rappresenta il Risorgimento. Quando il pubblico ha chiesto il bis dell’aria corale “Và, pensiero”, Riccardo Muti, il direttore d’orchestra, ha dichiarato “Oggi, 12 marzo 2011, non vorrei che Nabucco fosse il canto funebre della cultura e della musica”, ”La patria si bella e perduta è la patria che perde la sua cultura per gli ignominiosi tagli del governo, allora cantiamolo insieme” e il pubblico, commosso, si è alzato in piedi intonando insieme al coro l’aria.

Il ministro Tremonti ha affermato che “non si mangia con la cultura”.

Il grande scrittore Umberto Eco ha risposto alle sue dichiarazioni, scrivendo, sotto forma di lettera aperta, che ”Non si mangia con l’ANORESSIA culturale”.

Alcuni attribuiscono le cause del declino della cultura, in parte, alla TV: la gente non va più nei musei o nei teatri, perché in TV c’è “Il Grande fratello” o “l’Isola dei famosi”.

Io, che ho quattordici anni credo che la cultura di ogni popolo sia un patrimonio inestimabile, un valore che rende ogni paese unico al mondo e che caratterizza ogni civiltà. Signori miei, ci rendiamo conto che se noi italiani non proteggiamo la nostra cultura, l’Italia morirà? La TV dovrebbe servire a divulgare la cultura e a farla conoscere nel mondo con programmi che la valorizzino: invece vengono valorizzati soltanto con un certo tipo di programmi, come “il Grande fratello”o “l’Isola dei famosi” che invece mostrano i limiti di una società basata sull’immagine e sul consumismo sfrenato che porta all’impoverimento della mente e della capacità di ragionamento di tutti gli individui.

Basta! Tutto è allo sfascio e il nostro governo non fa nulla. Duecentoventimila posti di lavoro sono a rischio con questa vera e propria “crisi culturale”. Ogni tanto, ragazzi, spegniamo la TV, il computer e accendiamo la nostra mente, guardiamoci intorno e godiamo della bellezza straordinaria del nostro patrimonio culturale che ci ha reso famosi nel mondo. In conclusione, mi sento di affermare che sarebbe meglio mangiare un panino davanti ad un quadro, o ascoltando della bella musica o leggendo un buon libro piuttosto che mangiare caviale guardando “La pupa e il secchione”. Mi raccomando: NON ZITTITE L’ARTE! – Chiara Loi

Ed io concludo che se i ragazzi della tua età avessero tutti le idee chiare come te, abbiamo la speranza che in futuro le cose possano davvero cambiare.

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massimo zedda Ieri mattina il candidato sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, ha voluto incontrare noi lavoratori del teatro Lirico per esporci il suo programma in particolare ciò che riguarda il nostro teatro.
Nonostante la giovane età ha mostrato di avere le idee chiare su tutti i punti e soprattutto di avere voglia di poter dare una svolta all’attuale gestione accogliendo tutte le idee che anche i lavoratori potranno fornire.
FRa le tante cose mi ha colpito favorevolmente il suo progetto riguardo l’Anfiteatro Romano, sempre al centro di polemiche per la struttura in legno che in qualche modo sta deteriorando l’antica pietra calcarea.
Ha sottolineato che secondo lui, modificando il punto di vista del palcoscenico, e mettendo il pubblico dal lato opposto, il monumento potrebbe essere salvato e allo stesso tempo utilizzato ancora per i grandi eventi culturali e in particolare le grandi Stagioni liriche, ma senza perdere l’importanza archeologica.
anfiteatro-romano

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Foto di I. Macutan

Foto di I. Macutan

Ieri sera, in occasione del primo dei due concerti dedicati all’Unità d’Italia, al Teatro lirico di Cagliari, c’è stata grande commozione, sia per il senso patriottico che, e soprattutto, per la situazione drammatica che il nostro teatro sta attraversando.

Ci siamo presentati tutti ancora in borghese, sia il coro che l’orchestra, per non far dimenticare al nostro pubblico che il disagio visivo non è nulla rispetto alle prospettive della chiusura dell’istituzione musicale più grande della regione Sardegna. E’ stato letto l’ennesimo comunicato e dopo, sulle prime note dell’inno di Mameli, il pubblico si è levato in piedi unanime trasmettendo cosi’ la solidarietà  e il rispetto verso questa nostra Nazione e la sua grande cultura.

Ieri mattina, durante un’incontro dei lavoratori col nuovo dirigente Gennaro Di Benedetto, non ci sono state notizie rassicuranti che riguardano i pagamenti degli stipendi di febbraio.

Non conosciamo le esatte motivazioni di tutto ciò, nonostante però si sappia che i fondi destinati ai lavoratori siano stati regolarmente versati alla Banca erogratrice. Si dice che il problema principale siano i creditori. Ma gli stipendi dei lavoratori non vengono prima di ogni altra cosa? Io sono ignorante in materia ma se qualcuno sa dirmi qualche cosa di più è ben accetto.

Questa sera, replica del concerto GRATIS, aperto a tutti.

Per le modalità sul concerto di stasera andate sul blog dei lavoratori del Teatro Lirico Non zittite l’arte

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Foto di I. Macutan

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Questa sera e domani al Teatro lirico di Cagliari ci sarà un concerto di musiche risorgimentali dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia
Il concerto è aperto a tutti, ma per gli abbonati sarà in omaggio.

Lo spettacolo è realizzato in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna.
Il Presidente, il Consiglio di Amministrazione e tutti i lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari invitano i Signori abbonati a prendere parte alla serata.
L’invito può essere ritirato gratuitamente, sino ad esaurimento posti, rivolgendosi alla Biglietteria del Teatro Lirico, su presentazione della tessera di abbonamento alla Stagione concertistica 2010-2011 od alla Stagione lirica e di balletto 2010.

Si esibiranno i soli il coro e l’Orchestra del Teatro Lirico diretti da Salvatore Percacciolo. Il maestro del coro è Fulvio Fogliazza.

Il programma musicale prevede: Norma: Sinfonia di Vincenzo Bellini; Ernani: Si ridesti il Leon di Castiglia, Attila: Preludio, I Lombardi alla prima crociata: O Signore, dal tetto natìo, Giovanna d’Arco: Sinfonia, Macbeth: Patria oppressa, Luisa Miller: Sinfonia, La forza del destino: Il santo nome di Dio Signore, Nabucco: Sinfonia, Gli arredi festivi, Va, pensiero di Giuseppe Verdi.

Le voci solistiche saranno quelle dei soprani Stefania D’Angeli e Beatrice Murtas, dei bassi Antonello Pippia e Alessandro Frabotta.


Per informazioni: Biglietteria del Teatro Lirico, via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13, telefono 0704082230 – 0704082249, fax 0704082223, biglietteria@teatroliricodicagliari.it ; www.teatroliricodicagliari.it



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