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Il segno e la matrice”  è il titolo della mostra dedicata all’arte di  Giovanni Nonnis  che  verrà inaugurata il 23 febbraio 2018

  alle ore 18.00, presso il Palazzo di Città, Piazza Palazzo 6, Cagliari

Nel corso della serata sarà presentato il documentario “ Giovanni Nonnis. Il segno e il mito” di Giovanni Columbu.

Giovanni Nonnis era nato a Nuoro nel 1929. Uomo irrequieto,  amava viaggiare, cambiando spesso città di residenza. Per comodità di sintesi si può definire il pittore dei guerrieri nuragici.

Moriva ad appena 46 anni il 24 febbraio 1975 in un incidente stradale.

Quando morì era nel pieno della vitalità artistica, oltre che fisica: preparava una mostra nella biblioteca Satta, a Nuoro, che avrebbe dovuto aprirsi di li a qualche settimana, concepita pochi mesi dopo aver trascorso l’intera estate nell’allora incontaminata spiaggia di Cala Luna, ben prima che questo paradiso naturale conoscesse il turismo di massa e quando ancora non era stato ‘scoperto” dai freak di mezza Sardegna.

Qualche tempo prima aveva trascorso un mese a Tiscali, all’epoca un luogo noto solo a pochissimi iniziati che non fossero i pastori del Supramonte, per vivere in prima persona le sensazioni di quei nuragici che avevano abitato il villaggio tremila anni prima e che erano diventati i protagonisti delle sue opere.
Nei primi anni Novanta, Placido Cherchi pubblica una monografia sull’artista ,«Pittura e mito in Giovanni Nonnis», Alfa Editrice, 1990. Nel 1994, a quasi vent’anni dalla morte, viene allestita una prima importante mostra retrospettiva, alla Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, riproposta a Nuoro l’anno successivo, curata dal critico Giorgio Pellegrini (autore del testo pubblicato nel catalogo Elekta che, assieme a un convegno di studi, accompagnava l’esposizione).
Le definizioni, in chiave ovviamente riduttiva, di «inattuale» e «decorativistica» per la sua arte nascono in quel periodo, quando la produzione di Nonnis diventa inclassificabile per gli schemi allora imperanti e per chi se ne fa portavoce; sintetizzando, a rischio di essere banali: Nonnis non è astratto, nonostante presenti uno studio sul colore e sui materiali assolutamente in linea con i tempi. Non è neppure figurativo, anche se è «il pittore dei nuragici», ha già creato quello che è il suo segno unico e inconfondibile.

È appunto considerato «inattuale» o, peggio, «decorativista», in modo ingeneroso come spiegherà poi la Montaldo, nel 1994: «Oggi, mentre tante sperimentazioni svolte negli stessi anni in cui Nonnis operava (Sessanta-Settanta) risultano poco più che curiosità d’epoca, la sua arte appare ricca di significato, capace di suscitare letture critiche attente cosi come di comunicare in una fruizione immediata valendosi di una concentrazione espressiva che lascia intuire vertiginose profondità».

Fonte: La Nuova Sardegna – 23/2/2005

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