Archivio della categoria “Cucina”

Qualche giorno fa l’amica Claudia Tronci mi ha voluto come ospite alla sua trasmissione “Cucina Claudia” per la TV regionale Sardegna UNO. Lei è  una ballerina ma anche conduttrice televisiva. Per 4 anni ha condotto “Di che danza 6 , la trasmissione da lei ideata dedicata alla danza  e che ha coinvolto le migliori scuole regionali . Adesso, dopo quella esperienza legata al suo mondo, ha deciso di cimentarsi in quello che è il suo hobby principale: la gastronomia.

Nel suo spazio televisivo, Claudia, crea tante ricette semplici ma invita anche i suoi amici a proporne sempre nuove. Quando mi ha invitato ho accettato con entusiasmo perchè era per me una nuova esperienza.  Con Claudia volevamo regalare al pubblico una ricetta che in qualche modo legasse l’arte culinaria alla musica e per questo motivo abbiamo pensato che la “Pasta alla Norma” fosse l’ideale.

Il piatto ha origini siciliane, per l’esatezza catanesi, proprio come il musicista Vincenzo Bellini. La Norma è una delle sue opere tra le più famose e questo piatto è dedicato proprio a lui.

Di seguito il video della trasmissione con la ricetta completa


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Di questi tempi cucinare non è solo preparare i pasti per il sostentamento ma anche elaborare piatti che soddisfino sia il corpo ma anche gli occhi e  lo spirito. Ci si dedica con passione alla creazione di ricette originali sempre nuove e visivamente belle proprio come l’ artista che crea  un’opera d’arte. Tutto questo è il frutto rilasciato dalle tante trasmissioni e gare televisive dedicate al cibo. In queste trasmissioni i guru dell’arte culinaria, oltre ad inventare,  fanno rivivere vecchie ricette dei nostri avi in chiave moderna, un modo, questo, affinchè non vadano perdute.

Fra le tante trasmissioni dedicate a questa nuova arte ce n’è una in particolare che ogni tanto mi capita di seguire . E’ trasmessa giornalmente dalla TV locale Sardegna UNO e a condurla, guarda caso, è un’artista poliedrica: Claudia Tronci,  ballerina e insegnante di danza oltre che attrice.L’abbiamo vista per anni condurre la bella trasmissione  “Di che danza 6″ da lei ideata , nella TV locale Videolina ed ora, con lo stesso garbo, conduce  ”Cucina Claudia” anche questa di sua creazione.

I suoi sono ospiti di vario genere, non solo specialisti ma anche persone semplici, professionisti e soprattutto artisti  . La sua è una striscia quotidiana che, come è ormai in uso, viene diffusa poi nei Social. Tutti, a qualunque ora, possono approffittare della sua trasmissione per avere nuove idee in cucina.

Potrete seguire “Cucina Claudia” tutti i giorni su Sardegna UNO TV  cliccando in questo link, oppure sul canale Youtube.


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Tra le tanti arti che mi affascinano c’è  sicuramente quella che riguarda il cibo ed in particolare la fantasia nelle sue trasformazioni.

I nostri avi erano molto bravi in questo, in quanto non esistendo i frigoriferi si dovevano ingegnare  su come far durare a lungo i cibi e i frutti di stagione. Ad esempio: quando si raccoglieva la frutta, la si trasformava in marmellata, in frutta candita, la si faceva seccare e disidratare o la si conservava sotto spirito o  sciroppata.  Queste tecniche non sono del tutto scomparse. Ci sono ancora tante aziende che continuano a mantenere vive le tradizioni.

In questo periodo ho fatto una bella scoperta: un frutto di cui non conoscevo assolutamente nulla, né la sua origine,né la sua pianta e tanto meno la sua provenienza. L’unica cosa che sapevo è che era buono come gusto di gelato. Questo è il pistacchio.

Pensavo fosse una frutta secca esotica importata dal sud America e invece ho scoperto che in Sicilia ed in particolare a Bronte (paese della provincia di Catania)  la coltivazione e la produzione di pistacchio rappresenta  un importante fonte di reddito, tanto da essere soprannominato l’“Oro Verde“, per il suo alto valore commerciale .

 Il 9 giugno del 2009 l’Unione europea pubblica il disciplinare che conferisce al pistacchio verde di Bronte la Denominazione di origine protetta DOP.

In questo periodo natalizio, sono stata attratta soprattutto dal Panettone ripieno di crema di pistacchio. Una novità deliziosa che non vedo l’ora di provare. La fantasia nel trasformare questo frutto è molto varia. Viene utilizzata sia per i dolci che per i piatti salati.Quello che già tutti conosciamo è sicuramente il gelato,ma si trova anche il croccantino, il torrone, il pesto, il tritato, la granella, la torta e tanto altro ancora.

Chi volesse approfondire può trovare più notizie nel sito http://www.sciarapistacchio.com/

Comunque anche in Sardegnachi volesse può acquistare qualche pianta al seguente indirizzo

FERTIMON SRL
S.S. 131 KM 17.450
09032 MONASTIR CA
TEL . 070/9178500
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La pasta alla Norma, di origine siciliana e, più precisamente Catanese, è una delle più buone che esistano e se proprio uno deve fare uno strappo alla regola….
L’origine del nome del piatto si fa risalire a Nino Martoglio, noto commediografo catanese , che, quando gli venne servito un piatto di tale pasta, esclamò: “È una Norma !” ad indicarne la straordinaria bontà paragonandola all’opera lirica musicata dal catanese Vincenzo Bellini.

E allora, se siete a corto di fantasia e volete provare un piatto speciale ecco la ricetta. A proposito, se volete vedere l’opera Norma di Vincenzo bellini, sappiate che aprirà la Stagione Lirica 2014 al Teatro lirico di Cagliari. Affrettatevi ad acquistare un abbonamento o un biglietto.


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La vita di un artista ed in particolare di un cantante lirico è bella, interessante e sempre ricca di novità. Mai un giorno è uguale all’altro, difficilmente si cade nella routine.

L’artista, quello talentuoso, ha il dovere di  donare il suo talento oltre che nel proprio paese anche da altre parti del mondo.

Un cantante valido, che ha mostrato di avere qualità fuori dal comune, generalmente viene invitato anche all’estero, prendendo il volo velocemente anche nel senso materiale della parola. L’aereo infatti diventa il mezzo più utilizzato per gli spostamenti.

Il viaggio è parte integrante di questo lavoro e con esso tutti gli elementi che lo caratterizzano: la cultura, le religioni, gli  usi e costumi .

Ma come per tutte le cose belle, anche in tutto ciò c’è un rovescio della medaglia: la cucina

Noi italiani siamo molto esigenti nella cucina. Non sempre riusciamo ad adattarci a quelle di altri paesi soprattutto quando questi tentano di rifilarci piatti della nostra tradizione, come ad esempio la pastasciutta.

Qualche tempo fa il nostro Teatro si è recato in trasferta a Vigo, città spagnola al confine con il Portogallo, per una stagione lirica. Siamo stati in loco una decina di giorni in cui abbiamo potuto apprezzare la cucina locale a base di ostriche giganti e pesce. Lo chef dell’Hotel però, per rendere omaggio alla compagnia italiana, ci servì per qualche sera la pastasciutta.

Non voglio dirvi di più, ma vi invito a guardare questo video dove un collega racconta esattamente come è stato vissuto questo evento.


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Ascoltare della buona musica con davanti una bella pizza e un bel boccale di birra è una cosa che appaga il corpo e lo spirito. Se poi la birra è artigianale, preparata quindi con le proprie mani, allora l’appagamento è davvero completo.

 

Fare la birra in maniera artigianale oggi si può, basta solo un po’ di pazienza e soprattutto una bella applicazione che si chiama iBrewer. Non voglio togliervi la sorpresa, vi dico solo che se avete questa passione potete cliccare nel link sottostante della pagina Facebook e soprattutto  mettere MI PIACE e condividerlo quanto più potete fra i vostri amici .

https://www.facebook.com/pages/iBrewer/500623763316740

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Quando si lavora con la voce, come nel mio caso, l’incubo ricorrente è quello di perderla. Allora si cercano tutti i rimedi possibili affinchè questo non accada. Quando qualcuno scopre un nuovo ed efficace rimedio naturale eccolo circolare subito  fra i colleghi.

Ultimamente è la volta dello zenzero potente antinfiammatorio dalle mille proprietà.

In sala coro circola nella forma più facile da consumare e cioè in bastoncini o tocchetti canditi. Ma sappiamo che lo zensero però è una radice, pianta erbacea originaria dell’Estremo Oriente ma già nota ai romani non solo per le sue proprietà aromatiche, bensì per le sue innumerevoli virtù terapeutiche.

Abbiamo mal di gola? Procuriamoci della radice di zenzero anche fresca, tagliamone una piccola fetta e teniamola in bocca per qualche minuto. Il sollievo non sarà immediato ma non desistiamo: lo zenzero, infatti, è un potente antinfiammatorio che gradualmente guarirà la nostra gola malandata!

Se vi capita di trovare i biscotti allo zenzero sappiate che sono buonissimi così pure il succo di frutta.

Avviso. Lo zenzero è particolarmente piccante, quindi chi non ama questo tipo di gusto è meglio che lasci perdere (ricorda un po’ il peperoncino) .

 

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L’arte culinaria è un’ arte davvero particolare perchè realizzare un “opera d’arte” con elementi naturali quali gli alimenti, non è certo facile se non si ha una grande fantasia e un estro fuori dal comune. L’arte dolciaria, in particolare, ha mille sfaccettature soprattutto quando questa è influenzata dalle tradizioni regionali.

La  tradizione ci tramanda dolci davvero originali creati non solo per essere gustati ma anche per essere ammirati soprattutto quando vengono realizzati in occasione delle feste Natalizie o Pasquali.

Per questo Natale abbiamo ricevuto dall’amica Ely un bellissimo cesto-dono dove ogni elemento era una piccola opera d’arte. Le parole non descrivono bene la bellezza del regalo ed è perciò che vi posto alcune foto.(La bontà in foto, si può solo immaginare)

Giudicate voi se non ho ragione.

 

 

 

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E’  prassi che un artista a fine spettacolo, si rechi a cena con i colleghi , quasi sempre in un ristorantino del luogo dove si esibisce, possibilmente con menù tipico. Spesso infatti,  in occasione delle tournée, la cena è il rito conclusivo dello spettacolo  perchè ci si confronta e si discute su come lo spettacolo si sia evoluto, sugli eventuali errori da rimediare o sul successo in generale della serata.

Ci sono però dei luoghi  particolarmente amati dagli artisti , questi diventano tali dopo una prima volta in cui si è avuta una  buona impressione per qualità, servizio e pulizia. Essi rimangono nel cuore degli artisti che lo associano alla città e lo ricercano ogni volta che si ritorna in quello stesso luogo.

Anche a me è  capitato spesso, durante le tournée, di ritornare negli stessi paesi  per anni, e di tornare quindi anche negli stessi ristoranti ricordandoci magari di quel piatto particolarmente gustoso  o di quel cameriere gentile . Allora si trascinano anche i colleghi novelli tramandando così la tradizione . Ho ritrovato nel portafogli dei bigliettini da visita che ci sono serviti per tanti anni.

Poi succede anche che qualche artista, conoscendo questa prassi, decida  di  abbandonare la prima arte per dedicarsi all’arte della ristorazione. E’ il caso della mia amica  Simona, blogger tiscali Ciresell, che ha deciso appunto di aprire un ristorante tipico sardo nella provincia di Trento,  per l’esatezza ad ISERA (TN).

si chiama RISTORANTE AL PARCO LA PAVONCELLA”, VIA RAVAGNI 7 , questa è la sua pagina FACEBOOK.

Il ristorante pizzeria serve la Cucina Tipica Sarda , e chi la conosce sa di cosa parlo. L’ambiente e gli arredi ricordano le taverne della Sardegna antica con le sue ceramiche. Tutte le materie prime arrivano dalle abili mani degli artigiani sardi: dal pane carasau ai malloreddus, dal porchetto  al pesce particolarmente raffinato.

Che dirvi, se vi trovate da quelle parti avvicinatevi e provatelo. Se siete degli artisti poi, vi sarà riservato un trattamento ancora più speciale. E se la serata si presenta interessante è possibile che Simona, la padrona di casa soprano- pianista, decida di allietare i suoi ospiti con qualche canzone o romanza.

ravioli alla sarda

fregola con le arselle

Simona

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 Succede sempre quando pensiamo che tutto deve avere una logica e un percorso: l’ organizzazione del pranzo di Pasqua con amici e parenti pronti per l’inizio dell’abbuffata, gli antipasti pronti, il primo piatto in arrivo e il secondo al forno. Il pensiero che fuori, giù, in quella piazza qualcuno non ha pronto nulla non ci sfiora, almeno in questi momenti.

E’ successo ieri.

Davanti ad una tavola imbandita si attendeva l’arrivo di mio marito che , con le  teglie di pasta al forno in macchina, ci avrebbe raggiunto per dare inizio al Pranzo di Pasqua. Ma ecco l’imprevisto:

- “Al semaforo, un signore di mezza età dall’aspetto dismesso, pareva volesse domandarmi una monetina.
Anche il giorno di Pasqua! Ho pensato. Che tristezza, sarà un tossico, sarà un ubriacone o sempliecemente un poveraccio?  D’altronde è ciò che  penso ogni volta che m’imbatto in queste persone. L’istinto è quello di far finta di non vedere. Diciamo che subentra anche un po’ di paura per tutto ciò che leggiamo nei quotidiani.
Sono andato oltre il ragionamento ed ho aperto il finestrino . Quell’uomo aveva bisogno d’aiuto. Non chiedeva nulla, semplicemente  non si sentiva bene.  L’ho fatto salire in macchina senza pensarci due volte, l’ho portato all’ospedale regalandogli anche una parte di quella pasta al forno che doveva arrivare sulla tavola di Pasqua”.

All’arrivo di mio marito, qualche commensale già brontolava per il ritardo e per la scarsa quantità del “primo” ma,  davanti al racconto della piccola avventura, quel pezzo di pasta al forno che mancava è diventato un sollievo per tutti, una grande gioia per quel poveretto che avrà passato sicuramente una Pasqua diversa, curato e sfamato, e per  tutti noi perchè è diventata una Pasqua speciale.

Un racconto condiviso che ci ha nutrito meno il corpo e più lo spirito .

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passaparolaQuesta forma di pubblicità, il passaparola, è sicuramente la forma pubblicitaria più efficace e sicura per garantire la qualità di un prodotto e diffonderla. Quando si prova un buon prodotto sia esso commerciale ma anche riguardo uno spettacolo, un film o un concerto, e si apprezza per la sua qualità, si ha l’esigenza spontanea di diffonderlo tra i conoscenti con entusiasmo.

Ieri sera sono stata in una pizzeria, nella mia città a Cagliari dove per poter gustare una pizza bisogna prenotarsi per tempo. E’ sempre colma di gente e i suoi prodotti sono sempre di altissima qualità.

Poter dire che si è stati bene in quel determinato posto significa che una fetta di clientela tornerà sicuramente e ne porterà altra.

Se ne deduce che se la qualità e il prezzo sono convenienti, fare pubblicità di qualunque genere serve poco o nulla perchè il passaparola è sicuramente  il mezzo più economico ed efficace.

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crema reginaUn dolce che ho fatto questa mattina, veloce, buono e coreografico per ospiti e amici dell’ultimo momento.

E’ una banalissima crema pasticcera, guarnita con pavesini. Se avete del cioccolato avanzato da Pasqua gratuggiatelo all’ultimo momento prima di servirlo naturalmente fresco.

Se usate il Bimby, le uova per la crema saranno intere, complete cioè del bianco; molto più calorico e più adatto a persone che hanno bisogno di una ripresa fisica: anziani e malati.

Ottimo e di facile digeribilità può essere una merenda ideale anche per i bambini soprattutto quando le uova sono di provenienza da allevamenti biologici.

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vinitaly_2010_02_lestradedelvino_sardegnaSi è concluso il Vinitaly la più grande mostra del nostro vino Italiano, (per ogni dettaglio vi invito a visitare il bellissimo post della mia collega bloggerCucchiaio d’oro) e mi viene da fare alcune considerazioni soprattutto sulcontratto di Licensing, che vede la Viticoltori Ponte e la società Fest Srl dellaFondazione Teatro La Fenice impegnati nei prossimi tre anni per promuovere l’Italian life style nel mondo attraverso il vino, che è stato firmato rispettivamente dai Presidenti Giancarlo Guidolin e Valter Menazza e dal Sovrintendente del Teatro Cristiano Chiarot.

Ho pensato all’importanza che il vino ha sempre avuto nel mondo dell’Opera lirica . Quanti autori, quanti musicisti si sono ispirati ad esso. Spesso poi è stato determinante anche per la risoluzione della trama dell’opera come, ad esempio, nella Cavalleria Rusticana di Mascagni, prima con l’aria corale “Viva il vino spumeggiante” e poi con l’aria del tenore: “Mamma quel vino è generoso”.

Ma ritroviamo il vino in tantissime altre opere ad esempio nell’Otello di Giuseppe Verdi “Bevi bevi” , nella Traviata “Libiamo nei lieti calici” o ancora nel “Sansone e Dalila” di Santi Saens col bellissimo “baccanale”. Ma l’elenco è lunghissimo. Anzi vi invito a ricercare le opere in cui il vino è uno dei protagonisti. Per ora vi propongo questo video dove a cantare “Libiam nei lieti calici ” è la mia conterranea e collega Giusy Devinu col tenore Roberto Alagna durante una Traviata diretta da Riccardo Muti al Teatro alla Scala di Milano.


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ISOLA CASSINTEGRATIIl 25 febbraio Michele Azzu (laureato in comunicazione, musicista di professione residente a Londra) e Marco Nurra (giornalista praticante al quotidiano El Mundo, informatico al Grande Fratello spagnolo, residente a Madrid) decidono di aprire il gruppo facebook L’isola dei cassintegrati, per dare voce alla protesta dell’Asinara, col preciso scopo di dare forma a quel reality atipico, e di far arrivare la notizia alla ribalta dei media nazionali.
“L’isola dei cassintegrati. L’unico reality REALE, purtroppo, – scrivono i due autori nelle info del gruppo FB – dove nessuno è famoso, ma tutti sono senza lavoro.

Trincerati in un’isola simbolo della più grande Sardegna ormai in crisi profonda, alloggiati in celle non peggiori delle sbarre che governo, regione ed Eni hanno messo loro davanti. Nessuno yacht, billionaire e soubrette su quest’isola, solo la cruda verità di una politica che non dà risposte, e di una società a controllo statale – ENI – che persegue i propri scopi aziendali passando sulle vite di migliaia di famiglie. E, non ultimi, un gruppo di operai coraggiosi che lotta per i propri diritti”

Gli iscritti superano i cinquemila e i due ragazzi hanno un’idea: l’emailing collettivo. Ogni membro del gruppo facebook avrebbe dovuto inviare la stessa email a un elenco di indirizzi di posta elettronica, relativi ai maggiori quotidiani e tg nazionali, per far passare la notizia.

Il risultato è immediato: in due settimane le email inviate sono più di duemila e gli iscritti al gruppo quarantamila. L’Espresso, La Repubblica, Il Corriere della Sera, Tg3, Rainews24 e Sky TG24 si accorgono del fenomeno in rete e parlano de L’isola dei cassintegrati.

Si decide di aprire un blog per porsi direttamente come creatori di contenuti, anziché collezionarli dai media e riportarli su facebook. La strategia viene notata da Manuel De Carli, talentuoso disegnatore romano che propone le sue illustrazioni e vignette satiriche per la causa, e da Fabio Borraccetti e Fabrizio Trapani di Porto Torres, geni dell’informatica che decidono di disegnare il sito.

Il blog viene notato ed apprezzato da Alessandro Gilioli, de L’Espresso, autore del famigerato blog Piovono rane. Il giornalista pubblicizza il blog l’Isola dei cassintegrati sul proprio, e si presta a scrivere l’introduzione per l’apertura del sito novizio.
Nasce così il fenomeno mediatico – e di culto – de L’isola dei cassintegrati, che in poche settimane raggiungerà tutti i media nazionali (giornali, radio, blog) per approdare poi in televisione su Tetris di Luca Telese a La7 in cinque puntate, e ben due puntate su Annozero di Michele Santoro.Nonzittitelarte

Quando nasceva il blog sopradescritto, qualche mese più tardi ne nasceva un altro:“Non zittite l’arte” il blog dei lavoratori del Teatro Lirico di Cagliari che col contributo di tre artiste del coro senza alcun titolo specifico nel campo dell’informatica, tiene viva l’informazione di come viene portata avanti la lotta per salvaguardare il Teatro sardo dalla chiusura.  Il loro simbolo  creato sempre da un dipendente del teatro, è diventato il simbolo nazionale della salvaguardia artistica di tutto il paese.

Correlato al blog , il gruppo di artisti ha creato anche la web TV, che manda costantemente in onda alcuni flash mob di protesta realizzati durante vari spettacoli, e diversi video-documentari .

Il blog è aggiornato con documenti tratti dai quotidiani, documenti filmati e testimonianze dirette . Un diario online che racconta come si svolgono le giornate degli artisti che ormai da mesi sono in presidio permanente.

Ho notato che molte cose  accomunano  i due blog: la lotta per il posto di lavoro tramite appunto il presidio permanente; i mezzi con i quali si tiene viva l’attenzione del pubblico sulla lotta e la descrizione di quei momenti di giovialità, espressi anche con l’allestimento di tavolate ricche e festose, per alleviare la tensione che sicuramente i lavoratori avvertono in queste circostanze. Di seguito due link di due momenti a confronto ognuno con le proprie caratteristiche.

L’isola dei cassintegrati a Natale

San Silvestro in Teatro

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IMG_0208L’alimentazione per un cantante è di fondamentale importanza.
Infatti se questa non è corretta, influisce sulla voce.
Se non ci si alimenta correttamente il rischio “reflusso” è in agguato e la voce va a farsi benedire.
Il reflusso gastrico infatti infiamma le corde vocali provocando  raucedine.
L’alimentazione deve essere sana e sicuramente non abbondante soprattutto se questa avviene prima di una recita.
Forse non tutti sanno che la fatica che un artista affronta durante un’ esibizione operistica  è immensa;  Pavarotti perdeva anche 5 kili per recita.
Quindi alimenti leggeri ma energetici e magari biologici poco prima dello spettacolo
Di questi tempi però si sta osservando come la qualità alimentare stia scadendo di giorno in giorno.
A volte il reflusso è dato anche da una cattiva qualità del cibo spesso trattato  con diserbanti e sostanze ormonali che ne alterano le qualità.
Ieri ho acquistato delle melanzane che con grande sorpresa, una volta cotte , sono diventate fosforescenti (v.foto)
Non so da cosa dipenda ma mi sta capitando sempre più spesso  anche con i carciofi.
Ieri ho buttato tutto con molta rabbia. Forse  qualcuno di voi mi sa spiegare questo fenomeno che fino a poco tempo fa non si presentava?

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enzimi_kefirHo ricevuto in regalo da un’amica un pezzetto di kefir. Questa sorta di fungo granuloso permette al latte di cagliare e di produrre una bevanda tipo yogurt.
Sono andata alla ricerca di qualche notizia in più ed ho scoperto che è una delle colture lattiche più antiche fra quelle consumate ai nostri giorni, godendo di ampia popolarità in Russia ed nel Caucaso dove si ritiene si sia originato.
Storicamente l’ipotesi più probabile è che il kefir derivi dalla fabbricazione dell’ayran: bevanda acida e schiumosa anch’essa di provenienza caucasica. L’ayran viene prodotto attraverso la fermentazione del latte in recipienti di rovere, aggiungendo qualche pezzo di stinco di montone o di agnello.
Fra la gente dei pendii delle montagne del Nord del Caucaso c’e una leggenda, si racconta che Maometto abbia donato il kefir alla gente ortodossa ed abbia insegnato loro come produrlo.
Io non sono Maometto, ma anche io, come lui, ne faccio dono a chi me lo chiede perchè, dovete sapere che il kefir cresce a vista d’occhio e più diventa grande più bisogna aggiungere latte. Ma se non si consumano grandi quantità, bisogna ridurre la grandezza del fungo e di conseguenza buttarlo o meglio, regalarlo.
Quindi, faccio un appello a tutti gli amici (quelli che abitano dalle mie parti naturalmente) che lo vogliono, di farsi avanti.
Le proprietà del Kefir
Lb. brevis     Lc. lactis var. diacetylactis
Lb. casei     Lc. lactis subsp. cremoris
Lb. casei subsp. rhamnosus     Streptococci salivarius subsp. thermophilus
Lb. casei subsp. pseudoplantarum     Strep. lactis
Lb. paracasei subsp. paracasei     Enterococcus durans
Lb. cellobiosusLb. delbrueckii subsp. bulgaricu     Leuconostoc cremoris
sLb. delbrueckii subsp. lactis     Leuc. mesenteroides
Lb. fructivoransLb. helveticus subsp. lactis
Lb. hilgardiiLb. kefiri
Lb. kefiranofaciens [reclassification as L. kefiranofaciens subsp. kefirgranum subsp. nov]* .
Di seguito un video che spiega come utilizzarlo.


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