Archivio della categoria “Arte pittura”

I designer cagliaritani Giorgia Luppi e e Pierluigi Sanna hanno partecipato al concorso   Lighthouse interior, organizzato da “Competitions for designers” per Cerasarda Atelier. Il brief consisteva nel progettare una collezione in ceramica avente come tema il “faro”.

“Il progetto si sviluppa dall’immagine iconica di faro generalmente rappresentato con un tronco di cono. Una forma semplice arricchita da sagome stilizzate e in rilievo di onde, e da smalti sgargianti ( punto  di riconoscibilità del brand Cerasarda).
Lo smalto viene inserito in maniera morbida e non ordinata, richiamando il flusso delle onde. La palette di  colori che propone tre diverse tonalità di smalto, acquamarina, azzurro e blu, rappresenta varie fasi climatiche che vanno dalla placidità alla turbolenza del mare.”

Per questo progetto hanno ottenuto una menzione d’onore.

Cerasarda Atelier raccoglie le collezioni di oggettistica di design nate dalla creatività artistica di un’antica tradizione artigianale unita ad un raffinato gusto contemporaneo. Complementi d’arredo in ceramica che definiscono una scelta di stile e contraddistingue il mood di Cerasarda nel mondo.

“La ceramica della Costa Smeralda” nasce nel 1963 a Olbia per volere del principe Karim Aga Khan. I colori solari dei suoi smalti e i rafffnati decori delle ceramiche artistiche, il km zero, la progettazione di altissimo livello sono i tratti dell’azienda che hanno contribuito alla notorietà internazionale della Costa Smeralda quale luogo glamour di vacanza e di sogno. Il pathos si traduce in eleganza architettonica progettuale di massimo livello e lusso, impronta di un territorio diventato mito. Dal 2002 Cerasarda entra a far parte del Gruppo con le proposte raffinate ed esclusive di pavimenti e rivestimenti in cotto smaltato, portando nel mondo tutta l’eleganza del Mediterraneo, nata dall’incontro fra artigianalità, cultura e sviluppo tecnologico, che ogni giorno sa evolversi e diventare contemporaneo e fruibile, pur senza perdere la forte caratterizzazione delle origini”

 

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Dopo il successo della scorsa estate, il Teatro di San Carlo propone una speciale Winter Edition di Opera Camp per il periodo delle vacanze natalizie 2017/2018, aperto ai ragazzi dai 6 ai 15 anni. Un regalo davvero unico da far trovare ai più piccoli sotto l’albero!

Attraverso momenti di gioco e improvvisazione, i ragazzi saranno infatti, accompagnati in un percorso di creazione, sperimentazione e condivisione, in cui potranno mettersi alla prova e cimentarsi nelle diverse pratiche teatrali: lezioni di canto e recitazione, laboratori di costume, trucco e parrucco daranno loro gli strumenti per far emergere la propria espressività e immaginazione, e dal confronto con gli altri, acquisire una maggiore consapevolezza e sicurezza di sé. Opera Camp intende avvicinare in modo attivo e coinvolgente i ragazzi al mondo del teatro musicale, facendo crescere in loro l’interesse e la curiosità per il teatro, la musica, la danza, e anche per tutti i mestieri creativi che sono necessari alla messa in scena di uno spettacolo, dimostrando che si può imparare divertendosi.

La Winter Edition di Opera Camp sarà dedicata  al Natale e alle magiche atmosfere de Lo Schiaccianoci. Le attività di laboratorio si svolgeranno dal 27 dicembre 2017 al 5 gennaio 2018 con l’esclusione delle date del 31 dicembre 2017 e del 1 gennaio 2018: gli incontri avranno luogo negli spazi del Teatro di San Carlo dalle 8.30 alle 16.00. 

Sarà possibile scegliere di partecipare all’intero periodo del laboratorio (8 giorni) oppure optare per periodi ridotti (4 giorni a fine dicembre o 4 giorni a inizi gennaio): per chi sceglierà di partecipare ad Opera Camp Winter tra dicembre e gennaio ci sarà, inoltre, la possibilità di partecipare allo spettacolo Lo Schiaccianoci nella data di sabato 30 Dicembre 2017 alle ore 17.

In base al periodo e alla tipologia di servizi richiesti, riportiamo qui sotto i costi di OperaCamp Winter Edition 2017:

- Dal 27 dicembre al 5 gennaio (8 giorni – Laboratorio + Schiaccianoci ) - 230 €
- Dal 27 al 30 dicembre (4 giorni – Laboratorio + Lo Schiaccianoci ) - 170 €
- Dal 2 al 5 gennaio (4 giorni – Laboratorio) - 150 €

Opzione facoltativa per i pasti (pranzo e merenda):

+ 80 €  per i pasti nel periodo 27 dicembre  al 5 gennaio
+ 40 €  per i pasti nel periodo 27 al 30 dicembre al e dal 2 al 5 gennaio

Le iscrizioni potranno essere effettuate scaricando il modulo di iscrizione disponibile online e  fino ad esaurimento dei posti disponibili. Per informazioni e dettagli, è possibile consultare il nostro sito web, oppure contattare l’Ufficio Promozione Pubblico al numero 0817972468 o via email all’indirizzo promozionepubblico@teatrosancarlo.it.

Teatro di San Carlo
98/f, via San Carlo – 80132 Napoli
ITALIA
T +39 0817972468
www.teatrosancarlo.it

 

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“Sono passati 32 anni dall’ultima volta che sono stato in Sardegna, e adesso sono qui , come allora, per La Fanciulla del West”.

Stefano Nicolao ,63 anni, attore, costumista, artista a tutto tondo si racconta in questa intervista che mi ha concesso tra una pausa e l’altra del suo lavoro nella sartoria  del Teatro Lirico di Cagliari dove, con Mino Fadda e tutto il suo staff è alle prese con la preparazione dei costumi dell’opera di Puccini.

Questo nuovo allestimento della Fanciulla del West è una coproduzione con la New York City Opera (USA), il Teatro del Giglio di Lucca e l’Opera Carolina di Charlotte (USA)

Stefano Nicolao mi ricorda che nell’ edizione  del 1985 i costumi portavano la firma di Raffaella Cipolato mentre in quella odierna sono firmati da Ivan Stefanutti che è anche regista e scenografo della “Fanciulla“, e col quale collabora da tempo (V. foto).

Stefano Nicolao e Ivan Stefanutti

La realizzazione, come nel 1987, è avvenuta nell’Atelier  di Nicolao. L’ atelier, che  è situato nel centro storico di Venezia, è un vero e proprio scrigno che racchiude costumi d’epoca  realizzati a mano e destinati a spettacoli teatrali di prosa, lirica e cinema, ma anche ad associazioni e privati per tutte le manifestazioni legate al Carnevale di Venezia.

Che sogni aveva Stefano Nicolai da bambino?

Sicuramente quello di diventare un artista, di lavorare in palcoscenico ma soprattutto dietro le quinte. I miei ricordi legati all’arte partono dai  4- 5 anni dove i miei giochi preferiti erano il teatrino per il quale  realizzavo tutti personaggi con la plastilina.

Come si è evoluta questa tua passione ?

Con grande fatica e contro la volontà dei miei genitori . Le scuole superiori le ho frequentate   al Liceo Artistico.  Per loro questa non era una scuola seria e soprattutto non pensavano che mi avrebbe garantito un futuro lavorativo, la consideravano una scuola di depravati e gente strana. Loro erano molto lontani da  quel mondo artistico comprensibile  solo a chi lo frequenta.

Dopo il Liceo poi  mi sono iscritto all‘Accademia di belle arti e alla facoltà di architettura. Ero affascinato dal disegno, dalla pittura, dai colori e dagli accostamenti. Ho  poi iniziato   a frequentare  la scuola di teatro di Giovanni Poli . Qui il fondatore mirava a preparare giovani leve  per poi farli lavorare nella compagnia stabile della commedia dell’arte.

Però inizialmente la tua carriera ha preso una strada diversa da ciò che poi è diventato il tuo lavoro principale, quello di costumista.

Esatto, ho iniziato a fare l’attore , sia in teatro con la commedia dell’arte appunto, poi al cinema e in TV per la RAI. Ho interpretato tanti ruoli di co-protagonista e comprimario in film e fiction di successo.

Insomma tante esperienze diverse nonostante fossi giovanissimo, che ti hanno aperto poi altre strade.

Nel 1975,  dirigo la sartoria per la stagione di prosa, presso il Teatro Stabile Friuli Venezia Giulia di  Trieste dove sono stato  riconfermato per la stagione successiva avviandomi così definitivamente alla carriera di libero professionista.

Poi è arrivato l’Atelier

Con la rinascita del Carnevale di Venezia , nel 1983 ho costituito la ditta ”Nicolao Atelier” con lo scopo di impegnarmi nello studio filologico dei materiali per la realizzazione di costumi storici, con un occhio di riguardo per la storia del costume veneziano, mantenendo però la primaria  lavorazione artigianale anche per gli accessori.

Fra le tante collaborazioni, ne ricordi una particolarmente importante?

Sicuramente quella per la terza parte del film di RAI UNO su Marco Polo  , in  qualità di costumista, col regista Montaldo . Abbiamo lavorato per mesi in Nepal sull’Himalaya.

Nicolao non è un cognome italiano, quali sono le tue origini?

L’origine è legata al periodo dei grandi scambi commerciali di Venezia con la Turchia nel 1600. In quel periodo   in tanti si trasferirono a Venezia per lavorare nelle miniere di ferro, tra cui i Nicolao miei avi.

Dopo 2-3 secoli si trovano  dei Nicolao  soprattutto nel settore della pasticceria e della produzione di salumi. Mio padre invece si è interessato di motori e mio fratello ha seguito le sue orme, ma nulla a che fare con quella che è la mia professione.

E adesso nel tuo bellissimo e ricco Atelier veneziano sono stati realizzati anche i costumi per il teatro della mia città , con questa produzione della Fanciulla del West  che debutterà domani sera al Teatro Lirico di Cagliari.

Grazie Stefano e arrivederci a teatro per una prossima collaborazione, ma senza aspettare 32 anni!

Da ricordare che questa produzione è già stata rappresentata a settembre alla  New York City Opera

Stefano Nicolao nella sartoria del Teatro Lirico di Cagliari con Mino Fadda e il suo staff

e sotto mentre spiega agli studenti come nascono i costumi di scena

Il tenore Alessandro Bellanova con un costume del primo atto della Fanciulla del West

Potete visitare il sito di Stefano Nicolao cliccando su questo Link

I riconoscimenti

 

 

 

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La Rassegna a cielo aperto, organizzata da Abaco Teatro col sostegno del Comune di Cagliari, continua domenica 27 agosto ore 17:30 al Parco Colle San Michele, via Cinquini a Cagliari, con il 1° Concorso “Giardini Aperti Città di Cagliari Arte e Natura 2017”.

I restanti cinque artisti semifinalisti, provenienti da tutta l’isola e non solo, si cimenteranno in pièce di massimo 15 minuti. In gara Arabesque Ballet della coreografa Benedetta Bucceri con “Il Calice della Felicità”, Gerardo Ferrara e Tonino Macis in “Sulla cattiva Strada” percorsi teatro-musicali deandriani, Marta Proietti Orzella in “E se i Topolini si ribellano?” tra teatro e natura, Animus Teatro con “Donne in Agrodolce”regia di Franco Siddi, Boucar Wade poeta-attore del Senegal in “Charabia” tratto dal suo ultimo libro. Gli artisti dovranno adattare il loro lavori agli spazi verdi senza l’utilizzo di artifici tecnici e le loro esibizioni saranno valutate dalla giuria del concorso formata da Alessandra Menesini (critica d’arte e teatro Unione Sarda), Rosalba Piras (attrice e regista – fondatrice di Akròama e collaboratrice di Abaco), Antonello Lai (redattore e speaker del TG di TCS Telecostasmeralda), Marco Asunis (presidente della Federazione Cinema Nazionale).

Alla finale del Concorso saranno presenti anche Maria Grazia Caligaris (giornalista collaboratrice della rivista Scenario, Agenzia Italia) e Alessandra Cesselon (giornalista della rivista Taxi Driver, scrittrice e critica d’Arte).  Anche il pubblico potrà potrà esprimere le sue preferenze sui progetti presentati e assegnare una menzione al più votato.

Alle ore 19 andrà in scena lo spettacolo “Vite in Volata”di e con Tiziano Polese prodotto da Abaco Teatro con la regia e la partecipazione di Rosalba Piras. Lo spettacolo si spoglia, per la manifestazione, di tutti gli effetti video e luci, e propone uno spaccato sul ciclismo degli anni ’20 e sul mitico Ottavio Bottecchia. Per la stesura del testo, Polese, ha attinto alle cronachedei più prestigiosi inviati sportivi. In scena è soprattutto narratore che da voce ai protagonisti e alla bicicletta, portandoci nelle salite impossibili del Tour de France e facendoci vivere le fatiche, le situazioni bizzarre in cui si venivano a trovare i ciclisti in quegli anni, con momenti sia drammatici che di pura comicità.

Mostre – Negli spazi verdi del Parco saranno come sempre esposte le opere di artisti emergenti: la pittura visionaria di Antonello Verachi con la mostra “L’Ombra del Fauno”. La fotografia vista da Paola Congia che espone due collezioni fotografiche: l’originalissima “Naturorto”, dallo stile caravaggesco, dove ritrae ortaggi e frutti di Sardegna, e la mostra “Il Sogno di un Pianoforte”, immagini surreali tra tasti e gocce d’acqua.

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foto  Sardinia Fashion

Si intitola“Pinuccio Sciola. Genesi della Turandot la mostra che il Teatro Lirico dedicherà al grande artista di San Sperate (scomparso lo scorso anno) in occasione della messa in scena dell’opera Pucciniana Turandot. L’omaggio all’artista sarà allestito nel foyer di platea da mercoledì 15 marzo fino a lunedì 15 maggio 2017.

L’ occasione sarà appunto quella della messinscena dell’ultimo capolavoro di Giacomo Puccini che viene rappresentato, nell’ambito della Stagione lirica e di balletto 2017, nel celebre allestimento dell’estate 2014 con lo straordinario impianto scenico che resta la prima ed unica esperienza di Pinuccio Sciola nel teatro musicale.

L’allestimento di questa Turandot mostra una Cina atemporale ed una Pechino di pietra dalle tonalità chiare (si passa dal bianco al grigio, attraverso le varie sfumature del beige), dove si “muovono” 220 costumi dai colori puri, lontani dal decorativismo cinese, ma strettamente legati alle forme e fogge orientali dei primi del ‘900.

Il monumentale impianto scenico di Pinuccio Sciola supera l’area tradizionale a lui designata, quella appunto del palcoscenico, per proseguire idealmente negli altri spazi del Teatro, in particolare l’ingresso principale ed il foyer di platea, dove è stata collocata una gigantesca riproduzione di 9 metri di altezza di una sua scultura che riconduce alle architetture futuristiche della Pechino pietrificata immaginata dall’artista-scenografo per il capolavoro pucciniano. Ad incorniciare il tutto una serie di segni grafici, realizzati con l’uso di canne, dell’artista di San Sperate che riportano ad atmosfere orientali ed a suggestioni legate agli ideogrammi cinesi, oltre alle affascinanti maschere in basalto e granito, alle possenti “Città sonore” ed ai bozzetti originali delle diverse scene che appariranno agli occhi del pubblico in una filologica ricostruzione del “tavolo dell’artista”, sul quale nacque anche una poesia autografa, dedicata a Giacomo Puccini, che, per la prima volta, viene esposta.

Idee, fatica, passione, emozioni, genio, umanità che, ancora oggi come già nella magica estate del 2014, consegnano all’eternità questa straordinaria opera d’arte scenografica che rende il capolavoro pucciniano ancora di più unico ed indimenticabile.

L’esposizione è ideata e curata da Maria Sciola e Rossella Atzori e le fotografie esposte sono di Ivan Capra e Attila Kleb.

L’inaugurazione della mostra, con ingresso libero, si tiene martedì 14 marzo 2017 alle 18, alla presenza di Claudio Orazi (sovrintendente Teatro Lirico di Cagliari), Mauro Meli (direttore artistico Teatro Lirico di Cagliari), Tomaso Sciola (presidente Fondazione Pinuccio Sciola), Chiara Sciola (vice presidente Fondazione Pinuccio Sciola), Maria Sciola (direttore generale Fondazione Pinuccio Sciola).

La mostra, con ingresso libero, è aperta, oltre che durante gli spettacoli, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20, il sabato dalle 9 alle 13.

Il foyer di platea del Teatro si conferma quale importante punto di incontro cittadino e spazio per la fruizione dell’arte: gli ambienti più ampi nel rispetto dell’originario progetto architettonico, l’illuminazione conformata alle pareti ridipinte e perfettamente sgombre, consentono un respiro maggiore ed un uso più appropriato delle volumetrie del Teatro.

Di seguito un video realizzato al Teatro Lirico in occasione della messa in scena del 2014


YouTube Video

La mostra “Pinuccio Sciola. Genesi della Turandot” si avvale del contributo ed è realizzata in collaborazione con la Fondazione di Sardegna e la Fondazione Pinuccio Sciola.

Turandot di Giacomo Puccini viene rappresentata: venerdì 17 marzo alle 20.30 (turno A), sabato 18 marzo alle 19 (turno G); domenica 19 marzo alle 17 (turno D); martedì 21 marzo alle 20.30 (turno F); mercoledì 22 marzo alle 20.30 (turno B); domenica 9 aprile alle 17 (turno E); martedì 11 aprile alle 20.30 (turno C). Le recite per le scuole, edizione “ridotta” dell’opera della durata complessiva di 75 minuti circa, sono: martedì 21 marzo e martedì 11 aprilesempre alle 11.

 

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Giorgia Luppi, designer cagliaritana, è stata fra gli artisti premiati al concorso DAB ( Design per Artshop e Bookshop) .

Nel concorso DAB veniva richiesto a dei designer di progettare degli articoli da produrre e vendere nei bookshop e artshop museali. Giorgia ha progettato una t-shirt ( visto che sono più facili da vendere anche ai turisti), che raffigurasse il nostro patrimonio culturale e che desse un messaggio di cultura senza barriere.

Spesso nei maggiori musei affianco alle opere d’arte di valore, ci sono dei pannelli in rilievo per persone cieche e ipovedenti.

- Ho voluto unire alla rappresentazione grafica del nostro patrimonio culturale ,(rappresentato con le piante architettoiche di importanti monumenti), al ricamo del perimetro di essi…in modo che fosse in rilievo - Il rilievo del ricamo serve appunto per fare in modo che la maglia offra anche un’esperienza tattile – Il progetto è piaciuto e mi hanno offerto una piccola somma per iniziare la produzione.

La mostra con le opere dgli artisti vincitori del concorso è ora al MAXXI di Roma e successivamente sarà una mostra itinerante in diversi musei nazionali.  Di seguito alcune maglie progettate da Giorgia Luppi che ricordo, è anche produttrice del marchio Anomalye.

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Giorgia Luppi

Il mio blog, come ricordo sempre, è aperto sia ai musicisti ma anche ad ogni genere d’arte, soprattutto quando questa arriva dai miei conterranei. Quest’oggi voglio presentarvi un’artista molto originale, la designer cagliaritana Giorgia Luppi.

Il suo percorso iniziato con studi classici ha avuto una svolta in quella che è sempre stata la sua passione fin dalla più tenera età: il disegno.

 Giovanissima, si è trasferita a Roma dove si è laureata allo IED, l’Istituto Europeo di Designer specializzandosi nel designer dei gioielli. Ma il suo destino evidentemente non era quello di rimanere nella penisola ma di tornare nella sua Sardegna.
Proprio qui  ha deciso di lanciare il suo marchio Anomalye, originalissimo nel suo genere. Linee essenziali, in prevalenza bianco e nero, stilizzati come da voler sottolineare che ogni cosa nella vita è legata ad un ingranaggio. I suoi disegni sono diventati oggetti utili alla nostra vita quotidiana, dalle classiche T-shirt (personalizzate anche nella forma) ai copripiumini; dalle tazze ai cuscini, orologi, tende,cover per cellulari e borse, borselli anche per Ipad ecc.

Della sua linea sono stata attratta  in particolare dai fenicotteri, i bellissimi volatili di casa nella mia terra. Lei è riuscita, senza abbandonare il suo stile , a disegnarli inserendoli nella sua collezione  per ricordare che la Sardegna è sempre nel suo cuore.

Per poter visionare e acquistare i suoi oggetti online potrete visitare il suo negozio nel sito ANOMALYE, nella sua pagina FACEBOOK, nel suo profilo INSTAGRAM

Di seguito la mia intervista all’artista


YouTube Video

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L’artista Monica Tronici, conosciuta come l‘Artista della plastilina , terrà per la prima volta a Galtellì uno dei suoi famosi laboratori. Un’arte davvero insolita che affascina chiunque la veda all’opera. lei non si limita soltanto alla realizzazione di miniature ma crea delle vere e proprie opere d’arte: quadri, bassorilievi, riproduzioni di artisti famosi, di gioielli e addirittura scialli e camicie della tradizione sarda , tutto rigorosamente in plastilina.

Il Comune e la Pro loco di Galtellì non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di averla ospite  e, nell’ambito di un’ampia programmazione denominata Museo Aperto, Monica Tronci è stata inserita tra una serie di attività dedicate alle famiglie, nelle sale del Museo Etnografico “Sa domo ‘e sos Marras”, una bellissima casa storica dell’antico borgo.

Di mattina  terrà un laboratorio di manipolazione della plastilina con letture  tratte dal suo plastilibro ,illustra e racconta  filastrocche in lingua sarda e gli animali della campagna di “Sa vida in su sattu”. I bambini creeranno uno dei personaggi tratti dalle illustrazioni dello stesso libro.

Durante il laboratorio le famiglie potranno partecipare a una visita guidata lungo le strade del borgo di Galtellì,ricco di storia e fascino.

Alle 18 è prevista l’inaugurazione della Plastimostra sempre di Monica Tronci. Una mostra completamente realizzata in plastilina  che rappresenta i segni, i decori e i ricami della tradizione sarda. Il titolo infatti è “Sinnus e prendaS – Forme e colori della tradizione sarda”.

L’artista illustrerà la mostra che comprende anche l’esposizione dei personaggi tridimensionali che popolano i suoi due primi libri per bambini. La mostra si concluderà il 31 agosto.

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Pinuccio Sciola con le scenografe del Lirico di Cagliari

Ho avuto l’onore e il piacere di conoscerlo e di lavorare sul palcoscenico del Teatro Lirico di Cagliari  allestito da lui. Nel 2014  l’allora sovrintendente Mauro Meli , propose a Pinuccio Sciola di creare la scenografia dell’opera Turandot che sarebbe andata in scena nella stagione lirica estiva. Lui accettò con entusiasmo questo lavoro nuovo, diverso dal solito.

Ricordo che durante la preparazione dell’opera  lo si  incontrava  tutti i giorni in teatro, dai laboratori al palcoscenico sempre sorridente e gentile. Si era capito da subito che questa esperienza lo aveva completamente affascinato , coinvolto, appassionato.

Generalmente lo scenografo di uno spettacolo , dopo la prima recita lascia il teatro, lui no. Non ha mai perso una serata, era sempre presente in sala per poi salire sul palcoscenico a ringraziare con noi il pubblico. Ed ogni sera ci stringeva la mano complimentandosi . Aveva negli occhi la gioia di un bambino al quale era stato donato un regalo molto bello. Eppure le grandi soddisfazioni durante tutta la sua vita non gli sono di certo mancate!

L’11 luglio 2012 il Presidente della Repubblica  lo ha nominato Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.  Lo stesso anno, Napolitano ha inaugurato il monumentale tricolore di Sciola al porto di Cagliari “Le pietre della cultura per consolidare le fondazioni dell’unità d’Italia”. 

Il giorno venerdì 22 luglio alle ore 12 nella Sala Consiliare del Comune di San Sperate (via Sassari 12, San Sperate - mappa), verrà presentata alla stampa la “Fondazione Pinuccio Sciola”, istituzione deputata  a promuovere la memoria e il pensiero artistico dello scultore

 Aprirà la conferenza il Sindaco di San Sperate Enrico Collu.

 All’incontro interverranno:

      i figli dello scultore, fondatori e amministratori della Fondazione: Tomaso, Chiara e Maria Sciola;

-       il rettore dell’Università degli studi di Cagliari, Prof.ssa Maria Del Zompo;

      l’economista Prof. Paolo Savona;

-       il giornalista Giovanni Floris (in collegamento via Skype).

 

Fondazione Pinuccio Sciola

Via E. Marongiu, 21

09026 San Sperate (CA)

email: info@fondazionesciola.it

telefono: +39 349 143 7709?

 

Ufficio stampas.cavagnino@gmail.com

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Italo Medda, Scritture

Il giorno 16 giugno nello spazio Temporary Storing della Fondazione Bartoli Felter in Cagliari via 29 Novembre 3/5 è stata

inaugurata la collettiva di Artisti “QUEL CENTRO AL CENTRO”.

Il Centro Culturale Man Ray, in collaborazione con la Fondazione per l’Arte Bartoli Felter, ha presentato le opere donate da un numeroso gruppo di artisti che, dal 1995 hanno fatto parte del Centro Culturale Man Ray.

Le opere, proposte in vendita a prezzo politico, contribuiranno alla raccolta di fondi utili alla pubblicazione di un testo che contiene le memorie di oltre vent’anni dell’attività del Centro. Grazie alla generosa disponibilità degli artisti, è stata possibile questa straordinaria mostra che  comprende uno spaccato importante della storia dell’arte in Sardegna. Occasione per riflettere sulla varietà  dei linguaggi del contemporaneo.

Sino al  25 giugno, dalle ore 17 alle 19,30

 

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La scuola di Architettura dell’Università di Cagliari e Casa Falconieri, con la collaborazione di INARCH Sardegna e SARDARCH, promuovono la qualità dell’architettura emergente in Sardegna organizzando una selezione di opere e progetti realizzati da architetti sardi di età inferiore a 40 anni. L’iniziativa, intitolata “SYA2016 – SARDINIA. Young Architects”, prevede l’esposizione dei lavori durante il mese di giugno negli spazi del Centro culturale e d’arte Torre dell’acqua di Dolianova. Presentata ieri a Cagliari nella sede della Fondazione di Sardegna, la manifestazione e i suoi cinque eventi si inquadrano all’interno delle attività del progetto D’ART previste dalla Fondazione Casa Falconieri per il biennio 2016-18.

Il calendario delle attività in programma a Dolianova prevede l’inaugurazione il 4 giugno alle 19, con una esposizione e la presentazione dei giovani architetti selezionati per SYA2016; il 9 giugno, ore 19:30: Giovani architetti e concorsi internazionali; il 17 giugno, ore 19:30: Giovani architetti e architettura effimera; 24 giugno, 19:30: Arte e Architettura e la biennale di Venezia; 1 luglio, 19:30: Giovani architetti e OPERE REALIZZATE

Comitato Scientifico e Commissione di selezione

direttore scientifico
Carlo Atzeni, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA

componenti
Andrea Casciu, INARCH Sardegna
Pier Francesco Cherchi, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Gianmarco Chiri, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Matteo Lecis Cocco Ortu/Francesco Cocco/Nicolò Fenu - SARDARCH
Gabriella Locci, Presidente Casa Falconieri
Giorgio Peghin, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Dario Piludu, Direttore Artistico Casa Falconieri
Antonello Sanna, Facoltà di Ingegneria e Architettura UNICA
Giuseppe Vallifuoco, INARCH Sardegna

 

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Il Teatro Lirico di Cagliari rende omaggio a Pinuccio Sciola, visionario, geniale, immortale artista

 Il Teatro Lirico di Cagliari rende omaggio a Pinuccio Sciola, nel giorno della sua prematura ed improvvisa scomparsa, ricordando, con commozione e gratitudine, la poliedricità e la genialità del suo percorso artistico che culmina anche nel visionario e monumentale allestimento di Turandot di Giacomo Puccini dell’estate 2014.

Lo scultore ed artista di San Sperate che ha fondato la sua vita sull’esaltazione della Sardegna e delle sue tradizioni ancestrali, raccontandole al mondo intero attraverso il “suono delle sue pietre”, debutta, con l’entusiasmo e l’energia di un ragazzo, nel mondo della lirica a 72 anni e costruisce, al Teatro Lirico di Cagliari, una Pechino magica e fantastica, ma anche futuristica ed atemporale, totalmente “pietrificata”, dove ambientare il dramma dell’estremo capolavoro pucciniano. Il pubblico e la critica accolgono con grande successo le 15 rappresentazioni dell’opera, decretando in particolare a Pinuccio Sciola, che ogni sera continuava a salire in palcoscenico a fine spettacolo per i ringraziamenti, la più lunga e sentita delle ovazioni.

Cagliari, 13 maggio 2016

 Le foto sono di Priamo Tolu

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Guardando l’immagine sopra è difficile pensare  che il materiale usato per il ricamo dello scialle sia “Plastilina” . Si, proprio quella che usavamo da bambini a scuola, durante le ore di attività manuali.

L’artista di questa originale forma d’arte è sempre lei, la poliedrica Monica Tronci, di cui ho avuto il piacere di parlare in altre occasioni.   I suoi laboratori sono ormai richiesti in tutta la Sardegna e adesso con essi anche le mostre.

La seconda Plastimostra di Monica Tronci che si terrà ad Arbus in occasione di “Monumenti Aperti”  ci presenta una serie di plastiquadri che rappresentano le forme e i colori della tradizione sarda. Il suo titolo è  “Sinnus e prendas”.

Sinnus (segni), perché il motivo ricorrente di tutta l’esposizione è proprio il segno, il disegno, il ricamo e i decori in generale;

2016 © www.selenefarci.com

Prendas (gioielli) perché sono presenti anche i gioielli della nostra cultura, in filigrana, e in generale tutto ciò che è fatto a mano ed è prezioso. Monica Tronci ha riprodotto i ricami degli scialli, uno dei quali quello antico di Arbus a misura reale e il decoro dei cesti piatti (crobis) riportati nei 3 colori primari e in varie formule, con una stilizzazione interessate e in rilievo.

C’è poi la camicia antica del  costume sardo, che Monica indosserà per l’occasione, per dare modo al pubblico presente  il 15 maggio, di avere un’idea del pezzo originale che vedranno poi sul quadro in forma plastilinosa. Tanti ricami diversi tra cui quello a spighitta.

E ancora dal costume sono state riprodotte is pabixeddas, il gilet delle donne sarde, che nella versione di Monica ha una particolarità: oltre alla forma del capo di vestiario, è stato ridisegnato anche il broccato, la stoffa tipica usata per questo “antico reggiseno”.

Per quanto riguarda i gioielli vedrete bottoni e spille d’oro: “l’ispuligadente”, “su pinnadeddu”,  le catene e “ganciere” in argento.

La mostra comprende le didascalie dei quadri che riportano alcune curiosità sui pezzi esposti. Un interessante viaggio per piccoli e grandi visitatori che dà un valore aggiunto all’estetica dell’esposizione.

La Plastimostra di Monica Tronci  è l’unica in Sardegna dove la plastilina ha un utilizzo così originale.

La prima mostra si è svolta un anno fa al museo Is bangius di Marrubiu, che comprendeva la vecchia produzione dell’artista tra cui  i personaggi tridimensionali presenti nei suoi libri per bambini, presentanti anch’essi in quell’occasione, e l’esposizione dei primi plastiquadri che riproducono alcuni dipinti di pittori famosi tra cui “La dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci, “Notte stellata” di Van Gogh, “L’attesa” di Klimt e due esemplari dipinti da Mirò.

Il 15 maggio la mostra si dividerà in due fasi: alle ore 10.30 la prima inaugurazione della mostra con esposizione dei libri. Nel pomeriggio alle 17.30 ci sarà nuovamente l’esposizione della mostra ai turisti con visita guidata ai quadri e la presentazione dei Plastilibri in particolare “Sa vida in su sattu – La vita in campagna”.

Alla mostra è legata una serie di cartoline artistiche con le foto di alcuni  quadri. Si possono spedire e sono un bel souvenir della nostra Sardegna.

15 maggio 2016

ore 10,30

al “Museo del Coltello Sardo” di Arbus (CA)

Il sottostante video di presentazione è stato realizzato da Valeria Tronci


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Sarà un backstage molto particolare quello in programma presso il Teatro di San Carlo ad aprile e maggio.

Dopo il successo degli incontri di inizio anno, replicano, infatti, gli appuntamenti con WOW Effect. Un qualificato team di esperti, coadiuvati da un filmato registrato in collaborazione con AMPIS (società di medicina estetica nazionale), svelerà i segreti del trucco di scena (sarà Manuela Passaro a raccontare i segreti del trucco teatrale) e del maquillage, cui si sottopongono gli artisti prima si salire sul palcascenico. Un’occasione di incontro per svelare alcuni ‘trucchi’ e soprattutto i segreti di una professionalità teatrale molto importante.

L’arte del make-up per la scena è infatti molto complessa, ricca di segreti che si sono tramandati nei secoli, di teatro in teatro: ad esempio è d’obbligo marcare con decisione tutti i tratti somatici, affinché possano essere visibili e riconoscibili anche da lontano; oppure le rughe, a caratterizzare i ruoli di personaggi anziani, devono essere accentuate con colori scuri, ed ancora con colori chiari laddove i cantanti debbano interpretare personaggi particolarmente giovani.

I grandi artisti del passato, da Maria Callas e Fiorenza Cossotto, da Mario Del Monaco a Franco Corelli, amavano rifinire il trucco da soli, allo specchio dei loro camerini, ma ancora oggi i più grandi artisti ripongono cura e attenzione, nell’uso e nella tipologia di prodotti che sono a contatto con la pelle.

Ma non è tutto: gli ospiti avranno l’opportunità d’interagire con specialisti del settore messi a disposizione da Merqurio Pharma e con professionisti del Teatro per ricevere consigli pratici e comprendere a fondo l’importanza dell’utilizzo di prodotti di qualità come base per la cosmesi.

Chi lo desidera potrà, poi, provare gratuitamente il trattamento viso WOW Effect (da lunedì 18 aprile a venerdì 27 maggio all’interno del MeMUS) ad effetto lifting immediato della durata di 20 minuti messo a punto dal team medico di Merqurio.  Per vivere l’esperienza di un momento di maquillage professionale e trattamento di bellezza, sponsorizzata dal Teatro San Carlo, occorre prenotarsi al numero verde 800.014.863.

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Il tatuatore cagliaritano è in questi giorni a Parigi per la “Le mondial de tatouage“, la convencion che riunisce i migliori tatuatori del mondo . Ebbene lui si è distinto fra tanti portandosi via un terzo, secondo e ieri il Primo posto per la categoria black and grey.

Gabriele Pais, non è nuovo a grandi riconoscimenti. Il tatuatore cagliaritano di 28 anni, due anni fa ha conquistato un articolo di cinque pagine sulla rivista mensile “Tattoo Life” dedicata all’arte del corpo e diffusa in tutta Italia.

Pais, ha uno stile realistico in bianco e nero, riuscendo a giocare sui chiaroscuri e a rendere dinamici scene e ritratti.

Un artista con la A maiuscola che ha scoperto questo suo talento per caso. Lui ha al suo attivo  il diploma del Liceo Artistico,ma sette anni fa quando gli è stato regalato un kit da tatuatore si è voluto sperimentare in questa avventura che gli è andata bene.  Attualmente ha il suo studio a Monserrato (CA) in Via Cesare Cabras.

 Di seguito un video dell’edizione 2015 del Le mondial de tatouage


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INAUGURAZIONE MOSTRA MAN NUORO

80/90. Arte in Sardegna. La costante resistenziale

  MAN_Museo d’Arte Provincia di Nuoro

- 26 Febbraio – 10 Aprile 2016

A cura di Antonella Camarda e Rita Pamela Ladogana

Artisti in mostra: Italo Antico, Gianni Atzeni, Leonardo Boscani, Gaetano Brundu, Zaza Calzia, Giovanni Campus, Giovanni Carta, Francesco Casu, Tonino Casula, Erik Chevalier, Aldo Contini, Enrico Corte, Pietro Costa, Attilio della Maria, Antonello Dessì, Paola Dessy, Nino Dore.

Angelino Fiori, Greta Frau, Gino Frogheri, Salvatore Garau, Gianni Nieddu, Giorgio Urgeghe, Maria Lai, Ermanno Leinardi, Angelo Liberati, Lalla Lussu, Antonio Mallus, Pinuccia Marras, Luigi Mazzarelli, Italo Medda, Mirella Mibelli, Marco Moretti, Wanda Nazzari.

Costantino Nivola, Andrea Nurcis, Antonello Ottonello, Primo Pantoli, Igino Panzino, Pastorello, Bruno Petretto, Roberto Puzzu, Rosanna Rossi, Anna Saba, Giulia Sale.

Graziano Salerno, Giovanna Salis, Josephine Sassu, Giovanna Secchi, Danilo Sini, Pietro Siotto, Aldo Tilocca, Y Liver.

 

 

 Maria Lai

 

 Italo Medda

Ermanno Leinardi

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La realtà vive in un mondo fantastico dove segni di matita, indelebili tratti di vita parlano sprigionando umori ed emozioni. L’Arte al Museo porta a Villasimius il “Matitismo” di Michele Cara. La rassegna di mostre organizzata dall’Associazione Culturale Hermaea Archeologia e Arte in collaborazione con la Cooperativa Cuccureddus ed il Comune di Villasimius  chiude con la personale dell’artista “Tratti di vita” visitabile nel circuito museale della località turistica in Via Frau dal 20 al 30 settembre, dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 19:00 alle 23:00, giorno di chiusura il lunedì.

Michele Cara è un ingegnere che vive e lavora a Cagliari, conosciuto da tanti per il cosiddetto Matitismo, uno stile unico e personale che ne è diventato il suo elemento distintivo. Reale e fantastico viaggiano nella stessa direzione fino ad incontrarsi nella tela in un mondo dove le matite coesistono armonicamente con immagini della realtà e scorci caratteristici della sua città.

L’opera Castelli di sabbia ci conduce nel mondo dell’effimero – spiega l’artista – Un castello di sabbia può essere spazzato via dal mare, dal vento senza lasciare traccia. Come un castello di sabbia non si conserva nel tempo anche l’uomo, spesso, si nasconde dietro qualcosa che non ha durata.

In Etere le ombre si diradano e le matite fluttuano libere, come liberi potrebbero essere le nostre emozioni e pensieri.”

Sì, sono Tratti di vita, in cui la matita diventa il pretesto e l’imprescindibile vincolo per interpretare ciò che l’artista ha davanti a sè. Il fedele ed irrinunciabile ricorso a tale strumento costituisce uno stimolo ma anche una difficile sfida che consiste nel “plasmare, scorticare, deformare, forare” la matita stessa fino a regalarle la sembianza migliore per forgiare la propria immagine mentale della realtà.

Il suo studio artistico ha inizio con la pittura figurativa, negli anni si evolve fino ad arrivare al Matitismo utilizzando differenti tecniche espressive: dal carboncino alla pittura ad olio, la sanguigna, gli acquerelli, pennarelli su carta per arrivare al solo utilizzo del pennarello pantone su tela.

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Villasimius: L’arte al Museo ospita le Amiche di Freya fino al 20 agosto

Arte, storia sarda, magia e mistero si incontrano in L’arte al Museo: dopo la personale di Sara Vighi e Lino Fois approdanel circuito museale di Villasimius di Via Frau “Le amiche di Freya”, il filone artistico di Sara Bachmann e Gianni Crobe. La mostra “Janas e Galanas” , organizzata dall’Associazione Culturale Hermaea Archeologia e Arte in collaborazione con la Cooperativa Cuccureddus ed il Comune di Villasimius  sarà visitabile fino al 20 agosto, dal martedì alla domenica dalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle ore 19:00 alle ore 23:00. Sara Bachmann nasce ad Aarhus in Danimarca il 12 Aprile 1982, dopo aver frequentato la scuola privata Rudolf Steiner si laurea a Firenze all’Accademia della Belle Arti. Negli anni il suo percorso artistico si evolve subendo cambiamenti e trasformazioni fino ad arrivare al momento in cui trova una poetica fonte d’ ispirazione: sua figlia Freya. I ritratti di “Le amiche di Freya” nascono quasi per caso: qualche anno fa Sara realizza con matite colorate e acquarelli atossici, per la sua bimba che allora aveva due anni un semplice disegno bidimensionale, di una principessa con coroncina e perle. A Gianni, il suo compagno, un architetto di origini sarde, viene in mente di renderlo su tela ed incorniciare quella visione così simile all’immagine che avrebbe rappresentato un bambino. Ne nasce un gioco: immaginando che Freya sia una principessa collezionista di ritratti potrebbe regalare a tutte le sue amiche un’ opera che le rappresenti. Inizialmente vengono raffigurate regine, principesse e sirene del mondo nordico, successivamente diventano assolute protagoniste le dame dei paesi dellaSardegna. Uno stile nuovo ed alternativo, apprezzato da grandi e piccini che unisce storia e fantasia, moderno ed antico regala un risultato unico.

Là, dove i colori, la mitologia, gli antichi racconti delle Janas e Galanas guardano attraverso immensi occhi profondi vivono Le Amiche di Freya. In quelle opere quasi fiabesche che ritraggono soggetti del mondo del folklore sardo, in cui tradizione e ignoto si fondono su un’ unica tela nasce l’onirica immagine di quelle streghe il cui volto non è mai stato rappresentato. In quello spazio ideale in cui il tempo si ferma la visione figurativa di Sara di alcune immagini femminili si unisce alla ricerca iconografica del suo compagno Gianni dando vita ad un’ arte che non conosce età.

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In una giornata segnata da sbalzi di temperatura, ma sempre mite abbiamommesso in programma la visita alla National Gallery. La piazza circostante Trafalgar Square, pullulava di musicisti e statue viventi. A proposito di queste ultime, andavano forte quelle sospese per aria. La cosa buffa e che quando si stancavano, scendevano dal loro trespolo nascosto mettendo a vista il marchingegno che le teneva sospese. Fra i tanti musicisti spiccava un ragazzino spagnolo che suonava la chitarra e cantava le canzoni di Ed Sheeran. Molto bravo, siamo rimaste incantate ad ascoltarlo ,lo abbiamo applaudito e dopo abbiamo cantato con lui.
L’ingresso alla Nazional Gallery ci ha stupito benevolmente per il fatto che fosse gratuito, però allo stesso tempo siamo rimaste deluse perchè c’era uno sciopero e la metà delle sale erano chiuse. Impossibile non rimanere estasiati davanti alla grandezza di certe opere d’arte, come quelle di Raffaello, Michelangelo, Tiziano, o più moderni come Van Gogh, Manet, Monet etc. Se venite a Londra non perdetevi queste meraviglie.

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“DECIMART Rassegna di arte contemporanea Pittura fotografia scultura Decimomannu, 29/30 e 31 maggio 2015”

Decimomannu si dipinge di Creatività con DECIMART, la tre giorni di Rassegna d’Arte Contemporanea, giunta alla 8° edizione, che vede protagonisti quaranta Artisti di Decimomannu tra cui l’artista di origine
cagliaritana Lidia Licheri.

PROGRAMMA:

Venerdì 29 Maggio:
09:00 – 13:00 – L’Arte spiegata ai Ragazzi
18:00 – Vernissage
Banda Musicale Under 16 “Giuseppe Verdi” di Siliqua

Sabato 30 Maggio:
09:00 – 13:00 – L’Arte spiegata ai Ragazzi
15:00 – Pittura in freestyle
18:00 – Duo pianoforte e chitarra di Edoardo Massa e Matteo Maccioni
19:00 – Priamo Farris presenta il suo libro

Domenica 31 Maggio:
19:00 – Coro Polifonico Chorodìa
20:00 – Premiazione e Finissage

L’Evento è patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Decimomannu, ed è stato organizzato dalla Pro Loco in collaborazione con VolArt, il ‘Comitato Volontario di Artisti Curatori’ che nasce con lo scopo di diffondere la Cultura Artistica attraverso l’organizzazione di eventi, e a cui quest’anno è stata affidata la Curatela.

Passione, talento, energia, sono le parole d’ordine di questa edizione che vi offrirà un’immersione totale nella Creatività e nelle emozioni che solo l’Arte può dare.

ORARI DI VISITA:
29, 30, 31 Maggio
Mattina: dalle 09:00 alle 13:00
Pomeriggio: dalle 15:00 alle 20:00

per info: volart.decimo@gmail.com

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Is bidrureddas (Gli ortaggini) è un libretto coloratissimo e illustrato con immagini stupende, che racchiude delle filastrocche in lingua sarda -campidanese nella variante terralbese, il paese dove l’autrice vive (Terralba). A realizzare il tutto è Monica Tronci, un’artista dalle mille risorse. Infatti sia le filastrocche che gli ortaggi realizzati in plastilina, sono delle sue creazioni. Ha curato questo libro nei minimi dettagli, con grande sacrificio economico aiutata anche dalla sorella gemella Valeria che ha curato la parte fotografica.

L’avventura editoriale è cominciata lo scorso anno , pensata, scritta, illustrata e pubblicata in totale autonomia, prodotta grazie al sostegno di chi conosce” La plastilina di Monica Tronci“, e che ha prenotato in anticipo il primo libro.

 Is bidrureddas – Gli ortaggini appunto, parla di verdure.

E così il pomodoro viene descritto per i suoi colori, gli odori e il gusto, accompagnato da un tipico pane sardo: su civraxu.

Le patate sono di vari tipi: il cavolo con le sue varianti col fiore o senza, da mangiare o solo ornamentali; il finocchio che serve per l’alimentazione ma anche per la salute e la bellezza; la carota che ha un nome antico che in pochissimi ricordano, e così via.

I personaggi creati in modo tridimensionale dalle mani di Monica Tronci prendono vita e con le loro facce simpatiche attirando l’attenzione dei bambini  mandando loro un messaggio utile: l’importanza di mangiare le verdure di stagione e in particolare la verdura che nasce in Sardegna.

E’ un modo diverso per sensibilizzare i bambini al consumo delle verdure, un tasto dolente dell’alimentazione di piccoli e ragazzi . Ed è anche un modo per imparare tante nozioni nuove sugli ortaggi. Durante la  ricerca sulle verdure, l’autrice ha imparato tante cose nuove che nemmeno immaginava, e le ha riversate in rima nelle sue composizioni, col grande entusiasmo che la contraddistingue ogni volta che  intraprende una nuova avventura.

Sono già in corso le serate di presentazione in tutta la Sardegna. Le biblioteche, le librerie, le associazioni  che vorranno ospitarla si facciano avanti  anche per organizzare i  laboratori di lavorazione della plastilina .

Monica Tronci è nata a Cagliari il 14 luglio 1974 ma risiede a Terralba

Contatti: >

Email: monica.tronci@gmail.com

Blog: http://laplastilinadimonicatronci.blogspot.com

Da sempre appassionata di materie artistiche, ha sviluppato da autodidatta una tecnica elaborata che   consente di creare dei laboratori molto seguiti dai bambini.

Prima con il disegno e poi con l’uso della plastilina.

L’ attività di insegnante di danza e animatrice per bambini le ha consentito di avere un rapporto semplice e immediato con la prima infanzia  dandole modo di sperimentare l’insegnamento di varie discipline nelle diverse forme e con bambini e ragazzi di diverse età.

I corsi che propone  sono:

con la plastilina:

  • laboratori per bambini
  • corsi per adulti
  • illustrazioni di plastilina
  • Mostre

 

  • PLASTILINA+DISEGNO+SCRITTURA CREATIVA con storia illustrata finale. Scritta e costruita completamente dai bambini.
  • DISEGNO

Laboratori di disegno per bambini e ragazzi usando come tema l’argomento da loro preferito come cartoni animati o fumetti o animali o altro;

  • PLASTILINA

Laboratori di lavori in plastilina con la finalità della lavorazione e creazione di oggetti;

  • GEOGRAFIA TURISTICA (disegno e lingua straniera)

Laboratori di animazione come “Viaggio alla scoperta del viaggio” laboratorio di geografia turistica, di grande successo tra i bambini. Un viaggio virtuale propedeutico ad un viaggio reale. Questo laboratorio si è tenuto anche nell’ambito di festival di letteratura di viaggio (Mandas) nella sezione dedicata ai bambini.

  • LABORATORIO Di CUCINA PER BAMBINI (qualifica professionale di cuoca)

 

 

 

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Pompei - http://decumani.com/it/pompei_-_scavi.html

Quel giorno l’ex ministro Massimo Bray decide di recarsi a Pompei in Circumvesuviana. Bloccato a metà strada per problemi al convoglio dovette raggiungere gli scavi grazie ad un passaggio.

Classifica dei musei più visitati al mondo redatta da The art newspaper nel 2013:

1) Il Louvre di Parigi con oltre nove milioni di visitatori

2) British Museum

3) Metropolitan Museum of art New York

Per trovare un sito italiano dobbiamo scorrere la classifica fino al 22 , dove si collocano gli Uffizi di Firenze.

Pensate che il British Museum ha superato il Metropolitan Museum grazie ad una mostra realizzata con reperti degli scavi di Pompei e di Ercolano che solitamente vengono tenuti nei depositi.  Grazie a questo hanno avuto ben 471mila visite in più.

Alessandro Gnocchi, su Il Giornale ha scritto: “Con i nostri scarti gli altri paesi costruiscono fortune“.

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per investimenti nell’Istruzione, con una spesa pari al 4,2% del Pil rispetto ad una media del 5,3%. Comunque, nonostante i nostri limiti, il settore è in crescita.

L’Italia è un paese ad altissima concentrazione di beni culturali, storia e arte, tanto che ha il più alto numero di beni iscritti nella lista del Patrimonio Unesco: 50 siti, pari al 5% del totale.

I servizi non funzionano? Per aprire un museo, i bagni devono essere puliti. Semplice? Assolutamente no, perchè gli addetti devono essere pagati ma se non ci sono i soldi il museo resta chiuso nonostante le mostre prestigiose.

La cultura contro la malavita

Antonio Loffredo, sacerdote arrivato in uno dei quartieri più a rischio di Napoli, segnato dalla disoccupazione e dalla malavita, ha fatto fruttare il lavoro portato avanti dal parroco che lo aveva preceduto: ha arruolato tanti ragazzi trasformandoli in guide turistiche, artigiani, musicisti, ed altro, coinvolgendo centinaia di giovani creando cooperative e posti di lavoro. Tutto grazie all’arte perchè, spiega, con i monumenti, le chiese, le catacombe, un quartiere disagiato può “rinascere trovando la sua vera identità, recuperando la sua storia”, l’importante è accogliere i giovani e “far crescere i segni e i sogni di speranza…”.

Liberamente tratto da Città Nuova

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Nel mese di agosto ho compiuto il mio 8° compleanno da blogger, ed è stato inevitabile fare un resoconto di tutti questi anni. Tante cose sono cambiate nel mondo del web e me ne rendo conto soprattutto sfogliando il blog a ritroso. Non esistevano i social network, e il blog,  da diario personale, è diventato un vero e proprio giornale di attualità soprattutto per ciò che riguarda l’arte e la musica in generale.

Ho realizzato tante interviste e molte video-interviste a personaggi famosi: cantanti, direttori d’orchestra, registi, ballerini, ecc. Tante storie affascinanti.  Fra questi però non compaiono video-interviste a colleghi con cui lavoro ormai da oltre trent’anni.

Beh, il momento è arrivato ed oggi spero sia l’inizio di una “nuova serie”. Infatti oggi vi presento la violinista Donatella Carta la quale ha veramente una storia incredibile. La prima parte è comune a tanti artisti. Figlia d’arte, ha respirato musica fin dai primi anni  ma ad un certo punto della sua vita è cambiato qualche cosa che ha modificato il suo cammino artistico. Non voglio anticiparvi nulla. Guardate e ascoltate.


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2 parte


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Un’ arte che non ho mai preso in considerazione nel mio blog è quella della cera. Si, proprio quella che ritroviamo nei musei delle cere di tutto il mondo e che portano il nome di Madame Tussauds.

Ma chi era Madame Tussaud ?

Marie Tussaud era una donna di origini alsaziane. Aveva imparato l’arte di modellare la cera fin da piccola, creando i primi capolavori. Nel1802 lascia Parigi per l’Inghilterra, portando con sé le sue opere, e da questa collezione nasce l’attuale museo delle cere di Londra.  Da quella passione, oggi è nato un impero. Un impero fatto di cera e musei, di statue  perfettamente somiglianti a personaggi famosi. Ogni anno milioni di turisti si fanno ore di fila pur di farsi fotografare con fac-simili in 3D ed in dimensioni reali dei propri beniamini. Dagli attori  agli sportivi, dai politici ai giornalisti, ci sono quasi tutti.

Io ho avuto il piacere di vistare il muse di Berlino e naturalmente anche io mi sono divertita a farmi fotografare accanto ai personaggi del momento, trasformando  un po’ “di cera” anche me.

Ma i personaggi che ho visto erano davvero tanti e soprattutto vari. Dai  tanti personaggi del mondo dello spettacolo ai tanti politici, gli ultimi in termini di tempo. Mi domandavo se quando cade un governo, le statue realizzate vengano abbattute o messe in qualche deposito in attesa di essere riciclate!  Ad esempio pare che l’instabilità politica italiana continui a preoccupare i modellatori di Madame Tussaud’s  che preferiscono altri personaggi più amati.

In questo museo sono stata colpita da tre cose:

- certi personaggi sembrano talmente veri che ti aspetti da un momento all’altro che parlino. Ho avuto questa  sensazione davanti alla statua della povera Anna Franck seduta davanti al suo diario;

- tutta la procedura particolareggiata di come vengono realizzate queste cere. Anzi, chi vuole può mettersi a disposizione per provare in prima persona la realizzazione delle proprie mani.

- la presenza della statua di Hitler ( chiuso da una teca di vetro),  ed un cartello che impone di non fotografarlo per rispetto ai familiari delle  vittime del nazismo.  Nel 2008,  un visitatore balzò al di là del vetro e gli staccò la testa.

Oltre alla foto di testa e a quella con Madame Tussaud  , ho realizzato un piccolo fotoalbum che vi mostro di seguito. Naturalmente non include la statua di Hitler.

 

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Non si può rimanere indifferenti davanti a questa forma d’arte !  Rimango stupita ed estasiata nell’ammirare la bellezza di questi dolci realizzati da Anna Gardu , l’artista di Oliena che crea dolci come gioielli ma con gli stessi ingredienti che da sempre caratterizzano la mia terra di Sardegna:  mandorle, zucchero, albumi. Queste sue creazioni sono decorate come se fosse filigrana- oro proprio come i gioielli che le donne sarde indossano sul costume tradizionale, in occasione delle grandi ricorrenze.

Lei è nata in Barbagia ed ha imparato il mestiere sul campo. Fin da piccola ammirava i suoi familiari nella realizzazione di questi dolci cercando di carpirne i segreti. Suo bisnonno era pasticciere.

Le opere di Anna Gardu sono uniche è inconfondibili tanto che sono state brevettate con il marchio “Oro”.

Questa è la sua pagina facebook

 

 

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Dalla Casa delle Meraviglie, al Giardino dello Sciamano. Dal Cenacolo dei Poeti alla Genesi della Turandot.
Così Pinuccio Sciola, tra immagini domestiche e dietro le quinte del Teatro Lirico di Cagliari, ci conduce per mano in un viaggio fantastico, fatto di sogni, persone, emozioni e vita privata. Un libro che vi racconterà, come mai prima d’ora, l’uomo e l’artista straordinario che ha scolpito la Turandot sulla pietra.
Letture di Simeone Latini tratte dal libro: SCIOLA, GENESI DELLA TURANDOT
Giardino Megalitico di San Sperate (CA) – 4 agosto 2014 – Sponsor Ufficiale dell’evento: Cantine Su Entu, Sanluri.

«La tutela dell’ambiente non deve essere intesa come un vincolo bensì come un’opportunità»
Così il nuovo presidente di Enel, Patrizia Grieco, nel suo editoriale di E-MAGAZINE ci introduce in questo numero completamente dedicato alle tematiche dell’ambiente e della natura.
Al centro del magazine – stampato in oltre 40 paesi del mondo – ben 2 pagine, interamente a colori, sono dedicate a “ Il sipario della natura” di Pinuccio Sciola.
Si parla di Turandot, del Teatro Lirico di Cagliari e di come tutto questo abbia avuto inizio.
Si parla di GENESI DELLA TURANDOT!

Fonte: Sardinia fashion 


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George Andguladze -foto A. Atzori

Siamo alla fine della prima guerra mondiale e Puccini ha un assillo sempre più crescente: “rinnovarsi o morire? L’armonia d’oggi e l’orchestra non sono più le stesse.”Avverte l’esigenza di cambiare, ma non sa ancora esattamente come, in quale direzione.

Ha scarti di malumore e di nostalgia uniti ad un’insaziabile e mal dissimulata curiosità nei confronti del nuovo. Vuole stupire il mondo con una nuova opera , qualcosa che gli dia nuovo entusiasmo, nuova linfa, nuova vitalità e quando l’amico Renato Simoni , alla stazione di Milano , gli propone di pensare alla messa in scena della fiaba gozzaniana “Turandot” , la storia della bella e crudele principessa misantropa, la cosa lo affascina , gli sembra adatta per realizzare le sue nuove idee. Conosce la fiaba perché è stata già messa in musica da Ferruccio Busoni e rappresentata a Zurigo nel 1917, ma lui intende farne qualcosa di fantasmagorico. Un’amica gli parla del lavoro teatrale messo in scena anni addietro in Germania da Max Rehinardt, gli promette che gli farà avere delle fotografie. Puccini s’entusiasma, chiede a Simoni di esemplificare il testo , di renderlo snello ed efficace , di esaltare la passione amorosa di Turandot che per tanto tempo ha soffocato sotto la cenere del suo grande orgoglio. Pensa ad un personaggio da realizzare “ attraverso il cervello moderno”, ma passano due anni e il lavoro non va avanti , perdura il suo malumore, quel senso di annichilamento . Gli sembra di lavorare per le ombre, gli sembrano sforzi inani , tutto inutile. “Ormai il pubblico – scrive all’amico Simoni – non ha più il palato e il gusto per la musica ; ama, subisce musiche illogiche , senza buon senso. La melodia non si fa più, o se si fa, è volgare. Si crede che il sinfonismo debba regnare , invece io credo che è la fine dell’opera di teatro.

In Italia si contava, ora non più.” I dubbi e le inquietudini dell’artista, il timore di perdere contatto con la realtà circostante, con le nuove correnti musicali , ora non avevano più – sullo sfondo- le nevrosi erotiche d’un tempo, che erano quasi del tutto tramontate , ma diventavano più intime e logoranti nell’incubo della vecchiaia. Pensò addirittura di sottoporsi ad un trapianto ghiandolare di ringiovanimento di cui si erano avuti esperimenti in cliniche di Parigi e Berlino.

Era ricco e famoso , ma niente più gli dava la gioia, la soddisfazione, l’orgoglio di un tempo , né l’enorme gettito dei diritti d’autore, le proprietà che aveva sparse un po’ ovunque, gli amici , la caccia, i viaggi , le sue automobili.

S’immerge nel lavoro della Turandot con i soliti momenti d’euforia e abbattimento, incertezze , contraddizioni, ripensamenti, e , come sempre , Puccini scarica tutte le colpe sui suoi librettisti, che erano invece intelligenti, colti e devoti a lui.

Ci vogliono altri due anni, dal marzo 1922 al febbraio 1924 , per finire la strumentazione dei primi due atti, ma quello che lo angustia è il terzo atto , di cui non riesce ancora a vedere il logico sbocco drammatico.Accusa , come al solito , i “poeti” di trascurarlo, ma in realtà avverte inconsciamente che si è avviato lungo una strada senza uscita , fatta di esperienze composite che devono essere ricondotte ad un’unità . Capisce che deve dare un taglio netto e definitivo al passato , con le vecchie regole del melodramma.

A cura di Augusto Benemeglio

Questa sera, al Teatro Lirico di Cagliari ci sarà ancora una rappresentazione di Turandot. Potrete prenotare il vostro biglietto o acquistarlo online per maggiore tranquillità. Qui tutte le informazioni .

Biglietteria del Teatro Lirico
via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari
telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223
biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20

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Un bel trucco teatrale è importante quanto tutti gli altri elementi, per la buona riuscita di uno spettacolo. Un’ artista sapientemente truccata e pettinata al suo ingresso in palcoscenico, è già a metà del suo successo. In teatro, infatti, il pubblico ha bisogno sia di sentire che di vedere. Molti si attrezzano di binoccoli per poter ammirare da vicino i particolari del costume e del trucco.

Fra il  trucco teatrale e quello cinematografico ( ma anche quello delle fotomodelle), c’è una differenza notevole.

Se nel cinema o nella rivista, il trucco, anche nei primissimi piani deve risultare naturale, quasi inesistente, in Teatro, ciò che a distanza sembra naturale, da vicino risulta invece come una maschera. Infatti nella sua realizzazione c’è da tenere conto delle distanze tra artista e pubblico. Ovviamente questo è un discorso generico. Infatti puo il trucco varia a seconda dei ruoli.

Due modi differenti che richiedono tecniche e studi differenti. Quasi sempre chi fa il mestiere di truccatore nel mondo dello spettacolo ha nel suo curriculum uno studio base in scuole e licei artistici con specializzazioni poi nei vari settori.

Vi propongo una foto della truccatrice Lucia Sanna, (che lavora al Teatro Lirico ormai da più di 25 anni), che ha realizzato lo splendido trucco del mezzosoprano Alessandra Palomba, in questa foto  fra le protagoniste dell’opera Cherubin andata in scena nel 2006 al Lirico di Cagliari

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Chi avrà la fortuna di assistere all’opera Turandot che andrà in scena venerdì al Teatro lirico di Cagliari, avrà anche l’opportunità di ammirare da vicino alcune copie di opere dello scultore Pinuccio Sciola che di quest’opera è lo scenografo. Sono state infatti allestite all’esterno e all’ingresso del Teatro due grandi sculture realizzate dai tecnici del Teatro lirico, in polistirolo, gesso ed altri materiali che vengono utilizzati generalmente per le opere teatrali.

Il pubblico,  potrà quindi capire meglio com’ è stata realizzata la scenografia  che vedrà sul palcoscenico.

L’opera montata all’esterno, nel piazzale davanti alla biglietteria, è la copia esatta di un’opera di Sciola che misura circa un metro ma che i tecnici del teatro hanno realizzato con un’altezza di 10 metri circa.

Di seguito alcune foto che ho scattato durante la messa in posa.

Intanto vi ricordo che questa sera e domani andranno in scena le anteprime dell’opera alle ore 19 mentre venerdì ci sarà la prima con i seguenti interpreti.

Turandot Maria Billeri  

Altoum Davide D’Elia

Timur Carlo Cigni
Il Principe ignoto (Calaf) Roberto Aronica
Liù Maria Katzarava
Ping Gezim Myshketa
Pong Massimiliano Chiarolla
Pang Gregory Bonfatti
Un Mandarino George Andguladze
Il Principe di Persia Mauro Secci
Prima ancella Graziella Ortu
Seconda ancella Luana Spinola

maestro concertatore e direttore Giampaolo Bisanti
Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari
Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari
maestro del coro Marco Faelli
maestro del coro di voci bianche Enrico Di Maira

regia
 Pier Francesco Maestrini
scene Pinuccio Sciola
costumi Marco Nateri
luci Simon Corder
campionamenti audio e programmazione dell’ambiente esecutivo Marcellino Garau
nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari

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La prima volta che ho sentito il nome di Pinuccio Sciola è stato nei primi anni ’80, periodo in cui stava realizzando un murale su un palazzo vicino al mio quartiere. Quel murale purtroppo, essendo stato finanziato da privati, non è stato valorizzato ma anzi lasciato in in  stato di abbandono fino alla rimozione avvenuta lo scorso anno. Ho fatto in tempo a fotografarlo qualche mese prima. Una vergogna su cui non voglio soffermarmi oltre.

Pinuccio Sciola ha realizzato opere di grande pregio esposte in tutta Europa,  in particolare ha realizzato le pietre sonore (chi ne vuole sapere di più può trovare tutte le notizie cliccando su questo link).

Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari dell’opera Turandot è firmato, per la regia, dal fiorentino Pier Francesco Maestrini mentre per  l’impianto scenico, proprio dal celebre scultore sardo al suo debutto nell’opera lirica.

Ma chi è Pinuccio Sciola?

Pinuccio Sciola è nato a San Sperate, cittadina della provincia di Cagliari, da una famiglia di contadini. Nel 1959 giovanissimo autodidatta partecipa ad una mostra concorso per studenti di ogni età  vincendo una borsa di studio che gli permette di frequentare l’Istituto d’Arte di Cagliari.

Appena gli è possibile viaggia per le grandi capitali europee dove ha modo di  incontrare  tanti artisti fra cui Aligi Sassu, Giacomo Manzù, Fritz Wotruba e Henry Moore.

Nel  1964, frequenta il Magistero d’arte e a Salisburgo,  l’Accademia Internazionale (Sommerakademie), dove segue corsi di Kokoschka, Minguzzi, Vedova e seminari di Marcuse.

Nel 1967 vince ancora una borsa di studio con la quale potrà frequentare l’Università di Moncloa a Madrid; è in questo periodo che approfondisce le pitture rupestri della grotta di Altamira.  Nel maggio del ’68 è a Parigi.

Nello stesso anno, rientrato al suo paese, decide di trasformare San Sperate in un “Paese-Museo“. Così nei muri delle case del paese, ritinteggiati completamente di calce bianca, vengono dipinti dei murales e nelle piazze vengono deposte varie sculture. Questa iniziativa coinvolge gran parte della popolazione ed ha un gran seguito, non solo fra i suoi compaesani, ma anche fra numerosi artisti, quali  Foiso Fois, Gaetano Brundu, Primo Pantoli, Giorgio Princivalle.
Nello stesso anno ottiene la cattedra di Scultura all’Istituto d’Arte di Cagliari.

L’attività nel paese-museo di San Sperate attira l’attenzione dell’UNESCO che nel 1973 invita Pinuccio Sciola a recarsi in Messico. Qui incontra il maestro muralista David Alfaro Siqueiros, ne apprende i segreti e collabora ai grandi murales nel popoloso quartiere Tepito.

Nel 1976 partecipa alla Biennale di Venezia  e in seguito al  Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Nel 1984 è a Milano per l’esposizione alla Rotonda della Besana: Pinuccio Sciola: uno scultore per una scuola. Nel1985, in Piazza Affari a Milano, allestisce un presepe di grandi dimensioni; a Cagliari dipinge un enorme murale con pietre (vedi foto di testa),   su un’intera parete di un palazzo in piazza Repubblica . È presente con le sue opere alla Quadriennale di Roma, a Barcellona, Parigi, Vienna ecc. e tra l’86 e l’87 nei musei d’arte moderna di varie città della Germania.

Vicino a Stoccarda, nel centro storico di Kirchheim Unter Teck, una sua scultura viene posata come prima pietra del Parlamento Europeo.

Le sue opere, in particolare sculture, fanno parte di collezioni pubbliche e private e vengono esposte in vari musei e collocate in piazze, parchi e luoghi soprattutto d’Europa.

Ed eccolo ora come scenografo per la Turandot cagliaritana con i costumi di Marco Nateri e le luci Simon Corder .

Il giovane maestro milanese Giampaolo Bisanti, tra i migliori interpreti del grande repertorio musicale che ritorna a Cagliari dopo il verdiano Otello dello scorso anno,  dirigerà l’Orchestra, il Coro del Teatro Lirico di Cagliari e il Coro di voci bianche del Conservatorio Statale di Musica “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Il maestro del coro è Marco Faelli, mentre il maestro del coro di voci bianche è Enrico Di Maira.

Protagonisti dell’opera sono giovani ed affermati cantanti che si alternano nelle recite quali:Maria Billeri (27 giugno, 5-9-12-16-19-23 luglio, 2-13 agosto)/Annalena Persson (2-26-30 luglio, 6-9-16 agosto) (Turandot), Badri Maisuradze (27 giugno, 2-9-12-16-19-26 luglio)/Marcello Giordani (5-23-30 luglio, 2 agosto)/Rudy Park (6-9-13-16 agosto) (Calaf),Maria Katzarava (27 giugno, 5-12-16-19 luglio, 9-13-16 agosto)/Valentina Farcas (2-9-23-26-30 luglio, 2-6 agosto) (Liù), Carlo Cigni (27 giugno, 2-30 luglio, 2-6-9-13-16 agosto)/Rafal Siwek (5-9-12-16-19-23-26 luglio) (Timur), Gezim Myshketa (27 giugno, 2-16-19-23-26-30 luglio, 6-9-13-16 agosto)/Giovanni Guagliardo (5-9-12 luglio, 2 agosto) (Ping), Massimiliano Chiarolla (Pong), Gregory Bonfatti (Pang), Davide D’Elia (Altoum), George Andguladze (Un Mandarino), Mauro Secci (Il Principe di Persia), Graziella Ortu/Loredana Aramu (Prima ancella),Luana Spinola/Juliana Vivian Carone (Seconda ancella).

Sotto un video realizzato dal Lirico di Cagliari durante la realizzazione delle scene


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Ormai è appurato che l’arte , la musica, la scrittura , siano dei veri toccasana per la salute fisica e psichica. Ho sperimentato tante volte che nei momenti di maggiore difficoltà, poter utilizzare uno di questi mezzi è stato più efficace di qualunque medicinale. Prendere matita o pennello , sedermi al pianoforte  a  suonare,  ascoltare un cd , scrivere nel mio blog, guardare un bel film,  mi hanno dato sempre una carica per la ripresa.  Amo la pittura da sempre e adoro entrare nelle opere, osservarne i particolari e la tecnica, capire cosa possa essere stata la fonte d’ispirazione di questo o quel quadro.

Sono rimasta affascinata dall’arte di questa mia amica che ha dedicato molte sue opere alla mia e sua terra di Sardegna, ed in particolare ai costumi delle donne e  ai loro volti.

Giuliana Monni, in arte Cinni, è una donna solare, eclettica e amante dell’arte sin da bambina. Solo da adulta ( e forse dopo aver attraversato tanti momenti difficili) si è dedicata alla pittura, alla scrittura e al teatro, ottenendo graditi consensi.La tecnica è quella dell’olio su tela o su masonite. Predilige dipingere visi di donne, e i costumi della sua amata terra: la Sardegna.

I suoi quadri sono esposti in diversi negozi di Cagliari e Provincia, e attualmente una parte di essi è in vendita presso il negozio di complementi di arredo, Il Bazar di Carlita sito in Cagliari in Via Logudoro 1E.

Chi volesse contattarla per commissionale o acquistare le sue opere può farlo attraverso i suoi recapiti:

cell.: +39 349 2556863

email: fracigiu@gmail.com

Ecco di seguito un album con alcuni suoi lavori

 

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Hai mai scritto una poesia, un verso un frammento o qualcosa da voler proporre nel nostro teatro?

Stiamo  pensando ad un Festival di poesia da proporre all’Isolateatro, per la domenica 25 maggio 2014, aperto a tutti.

Si chiamerà “LO SGUARDO NUDO – CONDOMINIO POESIA”.

regolette:

Potranno essere proposte un massimo di 2 opere e per un tempo complessivo di 6 minuti.

Ad ogni proposta/elaborato, che sarà letto o recitato da te stesso o chiunque vorrai, si dovrà affiancare un’opera figurativa, scultorea, video o altro, non necessariamente da te composta. Sarà disponibile un videoproiettore.

Le opere potranno essere composte in qualsiasi lingua, dialetto e linguaggio artistico.

Non potremo sopportare i costi SIAE, pertanto le opere dovranno essere inedite o libere da eventuali diritti.

Insomma, hai mai scritto una poesia, un verso un frammento o qualcosa da voler proporre nel nostro festival? beh, allora fallo e subito… potrai utilizzare qualsiasi lingua linguaggio e forma di scena.

Gaetano Marino ti aspetta!

 ps: il Festival sarà registrato su cd audio, per il quale progetto vi chiederemo la liberatoria ai fini sociali e divulgativi senza scopo di lucro

per le adesioni:

basta inviare una email avente per oggetto: adesione festival condominio poesia, indicando nominativo e titolo delle opere e modalità… a uno dei seguenti indirizzi: bandamarino@tiscali.it – isolateatro.quartu@tiscali.it -

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Puntate Precedenti

di Gianluca Medas

UNDICESIMA STAZIONE

Gesù viene inchiodato sulla croce

Ora tre croci sono innalzate sul Golgota. Tre esecuzioni.  Tre condannati.

L’uomo appeso alla sinistra è furibondo, ha la bava nella bocca, grida contro Gesù

-  se sei il figlio di Dio come dici di essere, per quale motivo non salvi me e anche te?  L ‘altro invece  appeso alla sinistra di Gesù cerca lo sguardo del messia :-  io ti riconosco,   ho visto ciò che hai fatto, ti prego perdonami …

Gesù si scuote, si volta verso quell’uomo  – oggi sarai con me  in paradiso … oggi vedrai il padre. L’uomo si mette a piangere profondamente pentito. Ma il mondo attorno a loro, appesi sulla croce, sembra impazzito …  dalla folla grida di scherno, – hey tu! Non hai forse detto che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni ? Salva te stesso e scendi dalla croce – – Non capiscono-  pensa con angoscia Gesù, –  non sanno quello che fanno e quanto, con questo loro gesto, stanno contribuendo  a sconfiggere un mistero il cui pungiglione  sconvolge le loro vite  .    perde conoscenza, e non vede e non sente più nulla.

DODICESIMA SCENA

Gesù muore in croce

Gesù riapre gli occhi. Sente una grande angoscia nel suo cuore. Disperato cerca consolazione in cielo, da suo padre , ma il cielo è chiuso, nessun aiuto dal cielo … solo fino al fondo  Ma dolore solitudine disperazione angoscia sono troppo grandi per essere sopportati, così Gesù grida, grida al cielo, grida il suo dolore. -  padre, padre, perché mi hai abbandonato?  perché mi hai abbandonato su questa croce? padre non ce la faccio … non ce la faccio … ELI, ELI, LAMMAH SABACTANI …

Un attimo dopo emette un lungo sospiro poi  chiede da bere. Un soldato gli fa bere aceto e mirra.  Dopo avere bevuto, guarda la madre, e vede tutto …  il dolore immenso e senza lacrime di quella madre meravigliosa.  I due si guardano silenziosi

-madre io ti ho amata, ti consegno a Giovanni. Giovanni piccolo mio  ti affido a mia madre … Ecco tutto è compiuto. Padre, nelle tue mani affido il mio spirito.

Detto questo muore.

TREDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce 

Un ora  prima di questi fatti, mentre Gesù ancora era vivo, nella reggia di Pilato, si è recato, in segreto, Giuseppe d’Arimatea. Egli è stato un seguace del nazareno.

Ha  amato le sue parole fin dal suo ingresso a Gerusalemme. Egli sa che è stata commessa una ingiustizia, e ha deciso di dare una sepoltura degna a quell’ uomo. Si è fatto ricevere da Pilato usando tutta la sua influenza. Il governatore non riesce a comprendere.  Questo Gesù anche da morto è amato ed odiato. Ascolta ciò che l’uomo gli chiede con attenzione.  È necessario poter seppellire il corpo  prima che tramonti il sole.  C’è la Pasqua da celebrare ed è necessario fare in fretta. Ci vuole il suo consenso. Scritto. Da Pilato c’è anche  Nicodemo.  Pilato senza problemi concede ai due uomini per iscritto ciò che chiedono : il permesso  di poter seppellire Gesù.

Il Nicodemo ha portato con se una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre.

Usciti dal palazzo di Pilato, i due, incuranti della pioggia si sono recano sotto la croce. Mostrano al Soldatino il permesso di Pilato.  Con attenzione fanno scivolare il corpo di Gesù e lo adagiano su un carro guidato da una giumenta.  I due uomini si muovono nel fango. La pioggia ha reso il percorso  difficile.  Per  fortuna non devono fare molta strada.  Li accanto c’e un sepolcro nuovo all’interno di un giardino.  E’ necessario sistemare il corpo del Cristo in attesa della fine della pasqua.

In pochi minuti arrivano a destinazione.

 QUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù deposto nel sepolcro

All’interno della grotta ci sono già Maria Maddalena e Maria di Cleopa, la sorella di Lazzaro e di Marta.  I due  trasportano il corpo nel sepolcro,  lo depongono su un altare di pietra bianca.  Lo asciugano, profumano il suo corpo con oli aromatici, avvolgendolo nelle bende.  In silenzio, i quattro, svolgono il loro compito   con Pensieri incupiti e pieni di sofferenza, di dispiacere per la perdita, di  lutto per la morte, di dolore per la prematura scomparsa di un uomo buono, che non aveva fatto male a nessuno.  Tra queste riflessioni però spunta un dubbio, – Quale può essere il mistero che si nasconde dietro questa morte? Se non ci fosse alcun mistero nascosto? -Senza parlare, con gesti lenti, concludono la pietosa operazione.Ora può essere lasciato nella grotta. Il lavoro è terminato. I quattro si guardano tra loro soddisfatti.

Vanno a cercare il responsabile del sepolcro e assieme a lui chiudono l’ingresso con una grossa pietra. È giunto il penoso momento dei saluti.  I quattro si danno  appuntamento, per trasportare il cadavere nel vero sepolcro,  all’indomani  alla fine della Pasqua.

In quello stesso momento Pilato sta tenendo una nuova riunione con i sacerdoti.

Questi sono infastiditi. Pilato sembra poco interessato alle loro preoccupazioni.

Dopo avere fatto un po’ di resistenza spiega di aver autorizzato il seppellimento momentaneo di Gesù nel sepolcro situato all’interno del giardino a fianco del calvario.  I sacerdoti  a quella informazione si innervosiscono – “no! Non è possibile”. Grida Hanna.- “quel tipo ha detto che il terzo giorno sarebbe risuscitato”. Pilato non comprende. Hanna insiste – “ Se lo facessero sparire metterebbero in giro la voce che è risuscitato.   I nemici di Roma non aspettano altro. E tu non vorresti mai permettere una cosa del genere, no? Dà l’ordine che sia vigilato quel sepolcro fino al dopo pasqua.  Se dovesse sparire il corpo di questo sventurato  tutto ciò che è stato fatto diventerebbe inutile.” Pilato è stanco. Quella mattina è stato svegliato con  prepotenza da questi esaltati. Ha voglia di pace. E’ stata una giornata piena di tensioni, di continue ed insinuanti intimidazioni. – avevano ragione a Roma  - pensa –  questi Ebrei  sono persone pericolose e infide  – Tuttavia non può permettere che la sua autorità venga messa alla prova in questo modo  Così con freddezza  mette fine all’incontro.  -avete la vostra guardia- . Risponde ai sacerdoti  – Fate  da soli. Questi non sono affari che ci possano riguardare. Andate-. Furibondi i giudici del sinedrio escono dal palazzo. Sono tesi, nervosi. Uno dei segretari viene inviato per convocare con urgenza il responsabile della milizia del tempio.  In meno di mezz’ora  essi scelgono due uomini. Assieme a loro si recano al sepolcro. Fanno aprire l’ingresso.

All’interno trovano il cadavere già bendato e profumato. Con attenzione controllano che sia quello di Gesù. Dopodiché fanno spingere il pesante masso all’ingresso del sepolcro sigillandolo perché nessuno lo apra.  I due uomini della milizia si sistemano di guardia davanti al masso che chiude la grotta.

 QUINDICESIMA STAZIONE

Finale

La nostra storia  amici finisce così, la storia ha avuto la luce, ma non l’ha saputa vedere preferendo a lei il buio, e noi nel buio vi lasciamo, con queste piccole luci …

Fuori c’è il mondo e le sue luci variopinte, che cercano di allontanare la notte, che come un mantello ricopre il cielo, ebbene quelle luci sono pallide imitazioni di quella che non abbiamo voluto vedere …. ….

 

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Vergogna!! Non ci sono parole per commentare quello che Vittorio Sgarbi ha detto nel presentare il suoi programmi come candidato a sindaco per la città di Urbino. Mi auguro per lui di non doversi mai trovare nella condizione di avere la necessità di utilizzare tutti quei mezzi che danno la possibilità a chi, per mille motivi non è autosufficiente.

Vi posto di seguito una parte del suo discorso per farvi capire come l’arroganza e la presunzione di questa persona non abbia limiti. Facciamolo girare!!

Guai a nominare scale mobili o ascensori davanti al candidato dei Verdi: “Mi fa schifo solo la parola. Una città civile non ha né ascensori né scale mobili. Solo quelle abitate da nani, zoppi e handicappati hanno le scale mobili. Se le devono mettere nel culo”. Sulla discarica di Ca’ Lucio non ha dubbi: “Va chiusa immediatamente e i rifiuti scaricati sulle teste di merda che l’hanno voluta lì”. Mentre sul famigerato giovedì sera afferma: “Chi si vuole divertire lo faccia fuori dal centro di Urbino. Bisognerebbe creare una specie di luna-park per questi ragazzi. Oppure un campus dove possono stare per conto loro senza sporcare la città”.

 

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Oramai con Internet è cambiato anche il modo di porgere gli auguri, di mandare i saluti, di esprimere il nostro cordoglio in occasione di un lutto o le nostre congratulazioni in occasione di un evento. Tutto questo avviene prevalentemente sui social network o via mail. Se prima si inviava un biglietto via posta, si spediva una cartolina, si inviava un telegramma tramite il telefono, oggi avviene tutto online. Anche in questo però ci sono vari modi più o meno originali per farlo. C’è chi si limita a scrivere una semplice frase, chi invece preferisce farlo postando anche delle immagini. Ed è proprio su queste che mi voglio soffermare. Le immagini si cercano in rete. Ci sono siti e pagine che le mettono a disposizione di chiunque qualcuno anche a pagamento.

Anche io mi sono lasciata trascinare dal fascino della creatività virtuale ed ho cominciato, da autodidatta , a dedicarmi a questa nuova (per me) forma d’arte.

Ho creato una pagina facebook dove tutti possono attingere. Questo è il link. Si possono condividere direttamente, scaricare, stampare. Tutto è assolutamente GRATIS. E’ suddiviso in diversi album: ci sono gli auguri con i nomi, quelli generici, gli auguri  per occasioni come nascite , lauree o e festività. Sono cose semplici ma sono certa che possano rendono gli auguri o i saluti un po’ più speciali. Qualcuno mi ha chiesto cosa ci guadagnassi: assolutamente nulla perchè è nella mia natura condividere con gli altri tutto ciò che mi dà gioia e piacere nel fare nuove scoperte creative.

Cliccate MI PIACE  e visionate la pagina.

La foto di testa l’ho realizzata  in occasione della giornata della donna.

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La notizia che non si studierà più la Storia dell’arte nelle scuolè davvero sconcertante. Un paese come il nostro, ricco d’arte e cultura millenaria, rischia di restare nel dimenticatoio. Il cittadino italiano che vorrà conoscere meglio le opere d’arte del nostro paese dovrà, in seguito, rivolgersi agli stranieri che non esiteranno ad appropriarsi, anche solo spiritualmente, delle nostre belle opere.

Che tristezza! Il nostro patrimonio culturale di così immenso valore si sbriciolerà e si perderà nel vento . Senza la sua conoscenza diventerà sempre più difficile tramandarne la sua storia. Eppure quando vengono esposte al pubblico, le nostre opere attirano migliaia di persone da tutto il mondo. Qualche anno fa ho fatto ben 3 ore di fila per poter ammirare le opere di Caravaggio, e quella era una delle poche file dove la gente non protestava ma attendeva pazientemente il proprio turno all’ingresso del museo, e anche sotto la pioggia!

 I coreografi Roberto Magnabosco e Benedetta Bucceri con la maestra di danza Assunta Pittaluga hanno messo su uno spettacolo delizioso con i loro piccoli e grandi allievi, dove si sottolinea l’importanza dell’arte e della cultura e del perché questa non deve morire . E’ stato rappresentato durante una puntata della trasmissione “Di che danza 6” , lo spettacolo di Videolina ideato e condotto da Claudia Tronci.

Cliccate sul link sottostante per poter guardare la puntata della trasmissione.

http://www.videolina.it/video/di-che-danza-6-stagione-2013-14/56078/di-che-danza-6-quarta-edizione.html

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In ogni concorso o manifestazione che si rispetti c’è sempre un ospite d’onore.

Per il concorso di canto online  Musicamore 2013, in corso di svolgimento sui blog Tiscali Musicamore e Ciresell, (leggi qui il regolamento), ho l’onore di avere tra gli ospiti un cantante folk di rara sensibilità. Emanuele Garau

Le prime volte che ho avuto modo di vederlo è ascoltarlo è stato molti anni fa, in occasione di una festa importante di un paese della provincia di Cagliari.  Mi colpì subito il suo modo solare nel cantare i canti della nostra tradizione isolana, il suo sorriso e il suo abbigliamento  ricercato e un po’ fuori dagli schemi.

A distanza di anni l’ho incontrato nella sede di Videolina (emmittente regionale) dove eravamo tutti e due ospiti della  trasmissione di danza di  Claudia Tronci , “Di che danza 6” ( che  presto riprenderà con la 4 edizione). 

Lui è nato a Cagliari, ed ha cominciato a frequentare il mondo del folclore e dello spettacolo fin da giovanissimo all’interno delle associazioni folcloristiche di Elmas.
Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico di Cagliari, compie i suoi studi universitari presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari dove, nel 1994, si laurea nella scuola di scenografia.

La tesi di laurea sul ballo sardo, intitolata “Analisi coreografica di sei balli tradizionali sardi, radici etniche ed evoluzione storica”, nel 1997 ,sarà pubblicata col titolo “IL BALLO SARDO” dalle Edizioni della Torre di Cagliari con finanziamento della Regione Autonoma della Sardegna.
Nel 1997 comincia a muovere i primi passi in qualità di cantante e interprete degli antichi canti sardi.
Per la sua formazione artistica sono stati molto importanti Isella Orchis e Cesare Saliu, noti attori del Teatro Stabile di Sardegna, i quali divengono suoi grandi amici e attraverso consigli e suggerimenti lo aiutano a migliorare la naturale predisposizione per il palcoscenico. Di grande importanza sono gli approfondimenti sulle tecniche di canto e interpretazione della musica popolare che studia col Maestro Alessandro Ragatzu presso la scuola di musica “Peter’s day” di Assemini(CA).
A partire dal 1997 insegna tradizioni popolari, ballo e canto sardo in numerosissime scuole di ogni ordine e grado della Sardegna, sia con corsi seminariali e di formazione per docenti che lezioni frontali indirizzate agli alunni.
Nell’inverno del 2000 ha la possibilità di sperimentarsi come autore televisivo nella trasmissione “Canti di Donne”, andata in onda sull’emittente regionale Videolina, grazie al noto presentatore Ottavio Nieddu. Nel settembre dello stesso anno vince il primo premio nella sezione canto popolare nel concorso Music World a Fivizzano, (MC).
Il Consiglio Provinciale di Cagliari nel dicembre 2000 lo nomina rappresentate Provinciale presso l’Osservatorio Regionale per la Cultura e Lingua Sarda.
Cura la direzione artistica di diverse manifestazioni tra le quali “Tracce di Sacro, percorsi musicali nei canti religiosi della Sardegna” .
Nei mesi di giugno e luglio 2003 è docente di Etnologia della Musica in Sardegna presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Cagliari nel Master universitario di secondo livello “Approcci interdisciplinari nella didattica del sardo”.
A partire dal 2002 e ancora nel 2012 è docente di Tradizioni e Cultura Sarda presso l’Università della Terza età di Cagliari contemporaneamente insegna Ballo Popolare Sardo presso diverse strutture della Provincia di Cagliari.
Tra il 2002 e il 2004 il noto presentatore televisivo Giuliano Marongiu lo invita spesso nelle sue trasmissioni sull’emittente regionale Sardegna Uno sia in veste di cantante, ma anche e sopratutto in veste di studioso.
Nel 2006 l’amministrazione comunale di Elmas gli commissiona un documentario sulla memoria storica del paese, così nel 2006 nasce il film documentario in DVD intitolato “Su contu de Su Masu” un interessantissimo lavoro di documentazione sulla memoria storica di Elmas.
Nel 2006 firma la regia ed è protagonista dello spettacolo “S’ora chi no t’ido” Omaggio a Maria Carta, spettacolo che nel 2007 darà vita all’omonimo Cd.
Nello stesso anno pubblica il suo quinto libro con la collaborazione di Piero Collu e Massimo Congiu, intitolato “A s’Andira”, pubblicato per le edizioni Condaghes.
Nel gennaio 2010 esce il cd musicale “MARGHISEI“: un’antologia del suo percorso artistico nel quale si trovano canti dell’infanzia (tanto spesso interpretati da Emanuele Garau), canti tradizionali, canti religiosi e canti a ballo.
Nel 2012 è autore, regista e voce narrante nelle trasmisisoni radiofoniche PASSILLENDI E IMPARENDI (in onda su radio Bonaria) e SA BIBLIOTECA DE SOS SARDOS in onda su radio Sintony.

Nel Gennaio 2013 per le Edizioni Condaghes pubblica il suo sesto libro intitolato DILLIRI-DILLIRI, scritto con Piero Collu le cui illustrazioni sono di Massimo Congiu.

 Per chi non avesse mai avuto modi di ascoltarlo vi posto di seguito un suo video. Intanto ricordo cheil concorso di canto Musicamore, giunto ormai alla 4 edizione, è aperto a tutte le voci sia liriche e leggere (leggi qui regolamento) e se poi si dovesse presentare anche qualche cantante di musica folkloristica tanto meglio. Sarà proprio Emanuele Garau a scegliere l’eventuale vincitore.

Il sito di Emanuele Garau   http://www.emanuelegarau.it/


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E mentre a Cagliari  le opere di Pinuccio Sciola vengono eliminate (vedi questo articolo), a Firenze, nella bellissima cornice della Basilica di Santa Croce si onora l’artista sardo con una mostra delle sue pietre sonore.

La mostra, presentata a Firenze in conferenza stampa ieri a Palazzo Vecchio, espone una cinquantina di opere di Sciola in un allestimento originale, sviluppato lungo il percorso che va dalla Cappella de’ Pazzi al viale del Chiostro dell’Arnolfo, con un ampio spazio espositivo nella Cappella de’ Cerchi.

Il complesso di sculture architettoniche arriva a Santa Croce dopo l’allestimento di Madrid nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura e attualmente una sezione è esposta a Shanghai, dove rimarrà sino al 2015, nel Padiglione Italia dell’Expò per la Triennale di Milano.

Un’unica opera di Pinuccio Sciola, di forte valore simbolico, è presente all’interno della Cappella de’ Pazzi, gioiello architettonico di Filippo Brunelleschi. Intorno un’installazione multimediale rimanda le immagini dell’artista al lavoro e la musica delle pietre suonate dall’autore, colonna sonora dell’intera esposizione.

Semi di Pace, Suoni di Pietra”, che si potrà visitare ogni giorno dalle 9 alle 17 con ingresso gratuito, è organizzata in collaborazione con: Opera di Santa Croce, Comune di Firenze, Provincia di Firenze, Regione Autonoma della Sardegna Assessorato al Lavoro, Federazione Associazioni Sarde in Italia, Associazione Culturale Sardi in Toscana, Radio Atividade Sardas.

“Sono onorato di suonare le mie pietre all’interno di un luogo prestigioso e unico come il Chiostro della Basilica di Santa Croce”, ha detto Pinuccio Sciola.

Le opere si possono visitare da lunedì 7 sino a sabato 12 ottobre.

Nel video sottostante l’artista che suona le sue pietre ha davvero dell’incredibile.


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 L’Aerografista è l’artigiano che esegue lavori di illustrazione, verniciatura e decorazione, utilizzando l’aerografo, un apparecchio simile ad una  piccola pistola a spruzzo che, tramite l’aria compressa, nebulizza un fluido (colore, vernice, ecc.) creando linee sottilissime, campiture omogenee e sfumature, tipiche di questa tecnica di pittura e decorazione.

Un maestro di questo genere artistico inusuale è il cagliaritano Walter Carta.

Walter Outlaw Carta ha iniziato ad aerografare nel 1978. Ha sempre avuto una grande passione per il disegno a fumetti, ma quando scopre American Graffiti gli nasce la passione per le auto degli anni ’50 e il mondo della gioventù americana che utilizzava la decorazione sui mezzi di trasporto. Si avvicina all’aerografo proprio con l’intento di ricostruire quel mondo, oggi visibile nel suo studio.

Nel 1993 Walter apre il primo negozio di aerografia a Milano dedicato solo a quest’arte.
A richiedere le sue creazioni con l’aerografo sono clienti di ogni età e ceto sociale che desiderano comunicare attraverso proprio questa forma d’arte. Gli commissionano  opere da eseguire su moto, vespe, auto, caschi. Ma anche lavori nella propria casa come i trompe l’oeil e murales o frigoriferi.
L’aerografia è un’arte che, soprattutto nei momenti di crisi, davanti all’omologazione dell’immagine, rappresenta un tratto distintivo, ricercato da molti.

Il soggetto più affascinante da realizzare per Walter sono i ritratti.
REBEL ART STUDIO è il negozio – bottega d’arte aerografica nata nel 1984, prima a Milano e Londra, ora a Cagliari. Essendo una rarità nel suo genere, Walter ha pensato bene di creare dei corsi per chi volesse avvicinarsi all’arte  aerografica. Si può iniziare con un mini/stage per principianti che vogliono conoscere l’Aerografo solo con una piccola spesa. Ci sara’ un primo approccio con l’aerografo dove sara’ possibile imparare l’impostazione corretta , capire i primi meccanismi per ottenere da linee sottili a grandi campiture, consigli sui materiali, aerografi, colori, fissatori, maschere da utilizzare in base a quello che si vorrebbe realizzare,e valutazione del livello personale artistico dell’allievo. Il primo mini/stage ha  durata di 2 ore al costo di 50 euro. Questo permettera’ all’allievo di capire se fermarsi ad un approccio iniziale o continuare la sua passione in maniera seria e professionale. In seguito poi, le lezioni  si prenoteranno  in base alle proprie disponibilita’ di tempo, e dureranno un’ora al costo di 20 euro .

Tutto questo da REBEL ART airbrush studio, in Via Niccolo’ Tommaseo 37, Cagliari. Per Info.3497750578.

 Nel video sottostante è proprio Walter Carta a raccontare questa bella avventura che dura ormai da 30 anni

http://www.deabyday.tv/ecologia-e-ambiente/consigli-in-pi-/video/43/Fascino-artigiano–l-aerografia.html

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Chissà quanti di noi hanno ancora vivo il ricordo delle belle filastrocche dell’ infanzia!

Quasi sempre queste nascono spontaneamente ad opera dei genitori soprattutto quando i loro piccoli hanno difficoltà a prendere sonno. Ed ecco quindi la nenia dolce  inventata o tramandata  dai nonni, e cantata  da mamma o  papà, in maniera ripetitiva .

Spesso, molte filastrocche hanno anche lo scopo di insegnare ai piccoli  le semplici regole di vita: dall’ordine nell’alimentazione a quello personale e della cameretta, e ancora, i giochi con i compagnetti e il rispetto delle regole per le cose e per animali domestici .

In pochi versi le regole d’oro.

Ho avuto in regalo un libretto di filastrocche, un vero gioiello creato da una mamma che le ha scritte prendendo spunto proprio dai momenti della giornata passati con la sua piccola Sara.

Un mamma indubbiamente creativa e di talento perchè oltre ad aver inventato tante filastrocche le ha poi raccolte e descritte con i suoi stessi disegni. Un libro che consiglio vivamente sia per la varietà e fantasia dei versi che per la bellezza delle immagini . Un modo per ampliare il repertorio  da utilizzare con i propri bambini. Se poi le mamme hanno anche  un po’ di musicalità,  ecco che si possono di volta involta proporre anche con semplici melodie.

L’autrice è Lidia Licheri  e il titolo è “Che giornata Sarà?”, edito dalla casa editrice Domus De Janas.

 

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