Archivio della categoria “canto lezioni”

Domani, sabato 25 e domenica 26 a Cagliari ci sarà Albert Hera, un grandissimo tecnico della voce. Il Circleland e’ un cerchio di canto ‘primigenio‘, non occorrono competenze specifiche, il cerchio e lui rendono il tutto molto esplosivo e … trasversale.

Dare ordine a tutto ciò che riguarda il canto diviene l’esigenza primaria di Albert Hera nella vastissima attività didattica che svolge in tutta Italia. Seminari, conferenze, fino a convegni medici di foniatria ma anche – e soprattutto, Circleland (un coinvolgente metodo di improvvisazione corale) sono attività interamente volte ad insegnare l’essenza del canto: l’unicità della voce. Ogni singola voce, ricorda continuamente Albert ai suoi allievi, cela un pensiero, una necessità di espressione: la tecnica è semplicemente il mezzo per poter, appunto, «dar voce» a questa necessità.

Dal 2003 insegna all’Istituto MusicaleV. Baravalle” di Fossano, divenuto un crocevia e punto di ritrovo per molti studenti e cantanti provenienti da ogni parte d’Italia. Le lezioni di Hera, rigorosamente aperte, divengono appuntamenti imperdibili per chiunque voglia accostarsi al suo pensiero che, per una scelta «socratica», non viene pubblicato su nessuna metodologia che si voglia presentare come “definitiva” .

Niente partiture solo alla scoperta delle potenzialità della voce, lui crea una magia…

ALBERT HERA
Sono trent’anni che Albert Hera abita il mondo della musica. Nasce come saxofonista e solo in seguito, a ventiquattro anni, scopre nella voce il suo vero “strumento”. Demetrio Stratos e Bobby Mcferrin divengono i suoi mentori ispirando il suo percorso artistico che si  sviluppa esplorando le innumerevoli sonorità dei  vari generi musicali, dal canto lirico dove muove i primi passi, a quello della world Music, Jazz e  contemporanea.

La sua passione e il suo bisogno di “viaggiare” oltre le restrizioni formali lo guidano ad andare sempre più a fondo nelle possibilità dello strumento voce. Le sue sei ottave di estensione sono uno dei tanti punti di forza che gli permettono di colorare la sua musica….

  • Il seminario è aperto a tutti

  • Domenica dalle ore 20:00 alle ore 22:00

  • Teatro Comunale Piazza Dettori Cagliari
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Marcello Zempt

Aveva poco meno di 20 anni e una vita professionale tutta da costruire. Amava la musica e il canto in tutte le sue forme. Quando venne da me a lezione desiderava che lo preparassi per l’esame di ammissione in canto al Conservatorio di Cagliari.

All’epoca non esisteva la classe di canto moderno e tantomeno  quella di jazz, genere che lui amava in maniera particolare.

Era un ragazzo bravissimo, dotato musicalmente come pochi . Cantava e si accompagnava al pianoforte. Ricordo che per  l’esame preparammo “Les Feuilles Mortes”, brano reso celebre da Yves Montand , con l’impostazione vocale classica, certamente fuori da quelli che erano i canoni richiesti per l’ammissione in canto lirico.

Purtroppo, proprio per questi motivi non fu ammesso alla frequenza  anche se ebbe un’ottima votazione. Parlai con un’ insegnante della commissione la quale mi mise in evidenza le qualità del ragazzo ma sottolinenado lo stile fuori schema. Lui non si perse d’animo e decise di emigrare trasferendosi in Olanda dove trovò gli studi adatti alla sua passione.

Qui ha conseguito la sua laurea specifica come vocal coach specializzandosi poi nell’  Estill Voice Training (http://www.estillvoice.com), un metodo ormai consolidato e conosciuto in tutto il mondo.

A Cagliari, sua città natale, torna periodicamente per tenere proprio i corsi di questo metodo. Quest’anno anche io sarò sua allieva,  perchè non si smette mai d’ imparare.  Conoscere sempre cose nuove mi aiuta a capire maggiormente i miei allievi che essendo di età e genere vocale diversi   hanno esigenze diverse.

Chi desidera contattare il maestro Marcello Zempt per lezioni ed informazioni può scrivergli a  questo indirizzo  : mercellen@hotmail.com 

 

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Il blog Musicamore è il primo sito ad aver creato un  concorso di canto online per voci classiche e moderne, per ben 4 edizioni. Il concorso ha cessato di esistere nel momento in cui sono stati istituiti altri concorsi dello stesso genere. Ma Musicamore, come blog “tematico” è particolarmente attento ai giovani talenti artistici,  prima di tutto del canto, classico e moderno e della musica in generale, e poi in tutte le forme artistiche, e lo fa  mettendo in palio dei premi speciali in occasione di concorsi e manifestazioni.

Anche quest’anno Musicamore sarà presente con un premio  al Primo Festival canoro città di Elmas. Il premio sarà attribuito ad una voce di impostazione classica che può essere anche “vergine”  (cioè senza aver mai studiato),  di qualunque corda: soprano, tenore, mezzosoprano, contralto, baritono e basso , età minima 16 anni. In palio non ci sarà danaro, ma 4 lezioni di canto gratuite presso l’accademia di canto Vi.U.Music Academy, più una borsa porta spartiti. (V.Foto)

Chi crede di avere i requisiti per partecipare , può chiamare l’organizzazione: Pro Loco Elmas 3284461675 oppure Claudio Gasperoni di Art Melody 3496456264

 

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La tecnica del belcanto italiano  è sempre più ricercata in particolar modo dagli studenti e artisti stranieri che scelgono di frequentare masterclass e perfezionamenti direttamente qui Italia. Molti di loro (tantissimi dai paesi del sol levante) si trasferiscono nel nostro paese per carpire i segreti della tecnica vocale da maestri italiani.  In questa caso sarà un artista italiano, e per la precisione sardo, a recarsi in un paese molto diverso dal nostro per temperature e temperamento: la Norvegia

Il baritono algherese Domenico Balzani  è stato invitato ad Oslo, presso l’Accademia delle arti, a tenere una masterclass di tecnica vocale e un recital dove interpreterà le più belle arie da camera italiane  di Tosti , Rossini e Donizetti, accompagnato al pianoforte dal maestro Tore Dingstad.

Un particolare: il baritono  ha deciso di inserire nel suo programma anche un brano in algherese come omaggio alla sua città di origine.

 

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Qualche giorno fa un’amica che si sta avvicinando al mondo della musica classica da qualche mese, mi domandava il significato della “voce che corre” , frase che che ha sentito spesso alla fine dei concerti. Le ho spiegato che è un termine tecnico che sta ad indicare una voce o anche il suono di uno strumento, che arriva in maniera nitida all’ascoltatore che si trova anche nella poltrona più lontana dal palcoscenico.

Ricordo il mio primo maestro di canto che diceva spesso di non fidarsi delle voci che a pochi metri di distanza sembrano enormi, non è detto che queste “corrano” cioè arrivino lontano “bucando” l’orchestra. Il cantante o il musicista solista, come ho sempre detto, non usano amplificazione meccanica e quindi l’ampiezza della voce l del suono dipende dalla corretta impostazione , (nel caso di uno strumentista dal tocco dello strumento) affichè possa arrivare lontano sfruttando tutte le cavità della “maschera” (ossa craniche). Spesso una voce piccola ma ben timbrata e ben sostenuta da una buona respirazione, può arrivare lontanissimo. Impossibile dimenticare una Boheme cui assistetti all’Arena di Verona, (gli anni in cui non si usava l’amplificazione), la cui protagonista era la grande Raina Kabaivanska, famosa per i  filati, suoni impalpabili che raggiungevano ogni algolo dell’antica struttura. Grande maestra di tecnica del belcanto.


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Lo specchio , nello studio del canto, è uno strumento a mio avviso  indispensabile. Poter controllare i movimenti del viso e del corpo durante la lezione è importantantissimo. Spesso però questo strumento mette a disagio. Fatico non poco a far capire agli allievi, che riuscire a guardare ciò che si fa esternamente non è come guardarsi dentro.

Ad esempio: una delle prime cose che pretendo da un allievo è quella di imparare lo sgancio della mandibola, in parole povere ad aprire la bocca. Sembra facile ma non lo è. Tutti dicono di dare il massimo eppure, quando chiedo di osservarsi allo specchio, loro stessi si accorgono che non è quello che dicono. Altrettanto importante è guardarsi allo  specchio per riuscire a non sollevare le spalle e il torace durante l’inspirazione; a non irrigidire il collo, a stare dritti. Insomma, ad avere una postura regolare che tra l’altro giova anche alla salute.

Ma perchè certe persone hanno difficoltà a guardarsi? Da una ricerca ho scoperto che esiste una patologia che si chiama Dismorfofobia. Chi soffre di ciò ha paura a guardarsi perchè si vede deforme e vive il riflesso come un vero incubo.

Chi vuole studiare il canto con l’intento di esibirsi in pubblico, però, deve sforzarsi a superare questo handicap perchè ciò che noi non vogliamo vedere oggi, lo vedrà un domani chi verrà  alle nostre esibizioni . I ballerini passano tutta la vita  davanti a grandi specchi alla ricerca della perfezione  e così deve essere per il cantante.

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Chiara Irde Federica Moi

Si è concluso ieri l’Anno accademico della scuola di canto Vi.U.Music Academy di Cagliari, con il saggio di fine corso, la scuola dove anche io ormai da un anno ho la mia classe .  E’ stato un anno faticoso ma molto gratificante. La scuola fondata dal soprano Elide Uchesu e di cui la stessa ne è direttrice, ha una lunghissima tradizione.

E’ stata proprio Elide Uchesu  ha condurre la serata presentando tutti gli allievi e gli insegnanti della: Classico, moderno, jazz e corale : Alessandra Atzori, Tiziana Nauaui, Silvia Murru e la stessa Elide.

Tutti hanno dato il massimo, ognuno con le proprie possibilità.  La scuola è aperta a chiunque voglia mettere a frutto la passione per il canto, senza limiti di età o genere. Il saggio è stata l’opportunità per tutti quindi di potersi confrontare anche davanti ad un pubblico, numeroso, che in questo caso era quello della città di Elmas che ci ha ospitato.

L’emozione è stata grande soprattutto per i ragazzi alle prime armi. Gli errori sono parte della crescita artistica per il controllo dell’emozione e spero che il pubblico questo lo abbia percepito. Cantare all’aperto non è facile, e per il canto classico le difficoltà sono ancora maggiori a causa della poca dimestichezza con l’amplificazione, purtroppo necessaria per via della grande piazza. A tal proposito vada un ringraziamento al nostro insegnante e fonico Claudio Gasperoni e al suo collaboratore Mirko Giannoni per il service sempre al TOP.

Dopo una breve presentazione la serata è cominciata col Jazz. La classe di Tiziana Nauaui ha presentato la sua allieva Arianna Sechi che si è esibita in una bella interpretazione di  Autumn leaves accompagnata dal suo  pianista Renato Muggiri. Speriamo che per il prossimo anno la classe si arricchisca di nuove voci.

E’ stata poi la volta della classe di canto lirico con allievi della mia classe e di quella di Elide Uchesu i cui brani erano tratti dal repertorio cameristico del 1700-800.  Gli allievi erano accompagnati al pianoforte da Barbara Mostallino che per il nuovo anno scolastico insegnerà oltre al canto propedeutico (anche a ragazzi  con disabilità), anche il solfeggio.

Dopo l’esibizione poi della formazione corale Ritmodia, che collabora con la nostra scuola,  la serata è proseguita fino alla mezzanotte con brani famosi del panorama musicale italiano e straniero, in duetti e piccole formazioni di tutti gli allievi,tanti, e mi scuso se non posso menzionarli uno per uno.

La scuola riaprirà i battenti il 1 settembre e per chi volesse, da questa data, gli insegnanti sono a disposizione per audizioni gratuite e informazioni. Tante le agevolazioni soprattutto per chi frequenterà più di una classe, o per persone dello stesso nucleo famigliare.

Potete prendere accordi telefonicamente o via mail: 338 997 3103    viumusicacademy@gmail.com o rivolgersi anche a questo blog.

Pagina FACEBOOK della scuola

 

 

 

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Qualche giorno fa un’allieva mi chiedeva la differenza che passa tra l’impostazione della voce classica e quella moderna. Non è facile da spiegare, almeno per chi non è del mestiere. La tecnica del fiato è la stessa, ma ciò che distingue il classico dal moderno è lo sviluppo e l’utilizzo dei registri.

Nel caso del canto classico si studia per sviluppare il registro medio (misto) e di testa, e soprattutto si mira a portare la voce avanti , girando i suoni  (e sollevando il palato)   affinchè acquisisca volume nel raggiungere le cavità del volto , (cassa di risonanza): il così detto suono in maschera. Il cantante lirico non utilizza microfoni per cui la voce deve ampliarsi per poter superare anche un’orchestra.

Nel caso del canto moderno lo studio è mirato allo sviluppo della voce di petto, cioè quello più vicino alla voce naturale (parlata) allenandola  all’estensione ma in altra tessitura rispetto alla voce classica. Diversamente da quest’ultima, si evita il così detto giro delle note acute.

Naturalmente anche per l’impostazione moderna si deve avere la consapevolezza della tecnica del fiato e la conoscenza dei registri sia quello di testa che di falsetto. Quest’ultimo è un suono leggero che nella lirica non si utilizza perchè privo di armonici. Nel canto moderno,  il falsetto lo si usa per dare maggiore espressività alle note molto acute ma anche negli incipit dei brani. Sarà il microfono a garantire la risonanza adeguata.

Una cosa è certa. L’apertura della bocca è di fondamentale importanza sia che si canti il classico che il moderno. Cantare con la bocca semichiusa e rigida non giova nè a chi canta e nè  chi ascolta.

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Il canto? Migliora le difese immunitarie e le capacità cognitive e solleva l’umore

Cantare anche solo per un’ora ha degli effetti visibili sul nostro sistema immunitario, come ha mostrato uno studio dei ricercatori del britannico Tenovus Cancer Care e del Royal College of Music. L’analisi dei campioni di saliva di 193 coristi dopo un’esecuzione canora ha rilevato una diminuzione dei livelli di cortisolo e grandi quantità di citochine infiammatorie. I bassi livelli di infiammazione nell’organismo potrebbero spiegare anche il miglioramento dell’umore determinato dalla pratica del canto e riferito dai coristi.

Tutti i soggetti coinvolti nello studio, pubblicato sulla rivista ECancer, erano tuttavia già amanti della musica e impegnati in attività corali. Ciononostante, scrivono gli autori, «questo studio fornisce delle evidenze preliminari che il canto migliora lo stato d’animo e modula i componenti del sistema immunitario». In particolare, in presenza di patologie oncologiche. Infatti, i coristi studiati erano malati oncologici o loro parenti e amici impegnati in attività di assistenza, i cosiddetti caregivers. Secondo i ricercatori, i risultati sono quindi alquanto promettenti e suggeriscono che cantare possa rivelarsi utile per tali pazienti, potenziando il sistema immunitario, riducendo notevolmente lo stress e migliorando l’umore.

Leggi qui tutto l’articolo

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15 e 16 APRILE 2016 – Palomonte (Salerno)
MASTERCLASS DI CANTO MODERNO CON CHERYL PORTER

Durante le 5 ore della Master Class, verrà data ai partecipanti effettivi l’opportunità di eseguire un brano a propria scelta e di ricevere una critica costruttiva da parte di Cheryl Porter. Di volta in volta, potrà esser anche preso lo spunto per approfondire un tema in qualche modo legato alla performance appena eseguita.
Alcuni dei temi che potranno venire approfonditi:
- Tecnica vocale
- Approfondimento dei testi
- L’interpretazione
- Le caratteristiche del cantato nei vari stili
- L’improvvisazione
- Come prepararsi per provini e concorsi
- Superare l’ansia da palcoscenico
- Come affrontare il pubblico
- La presenza di palco
Cogli anche tu questa fantastica opportunità di imparare cose nuove “a 360 gradi”!

Max 20 partecipanti EFFETTIVI al giorno – AFFRETTATI!
*** AMMESSI ANCHE UDITORI ***
Evento organizzato da:

Scuola di Musica Adagio
Via Tempa Gaudiana – Palomonte (SA)
Per informazioni:
Info: 345-2550260 – 333-6981644 – adagioscuoladimusica@gmail.com
Scarica il modulo per l’iscrizione e la scheda informativa:
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VocalCoaching.it
e-mail: info@vocalcoaching.it
Official Website:
www.vocalcoaching.it
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cantante

Quando studiavo canto , nei primi anni, quelli in cui la voce si definisce per estensione e colore, con i miei compagni ci consultavamo sempre  fra allievi di insegnanti diversi. C’era chi diceva che il suo maestro  impostava la voce  solo con la vocale U, chi invece usava solo la I o la A e così via. Ho conosciuto maestri che facevano passare l’ora di canto lavorando solo su una vocale o su una frase a volte anche per mesi.  Personalmente ho sperimentato che  lavorare con insistenza in maniera monotona senza risultati a breve termine, porta l’allievo al rifiuto nel proseguire lo studio. Una sorta di rigetto.

Io sono del parere invece che, per quanto riguarda l’esercizio vocale,( parliamo della  prima fase dello studio e del riscaldamento), si dovrebbe  utilizzare tutta la gamma di vocali e consonanti creando uno studio personalizzato in base ad ogni tipo di voce. Infatti ogni voce ha i suoi pregi ma anche i suoi difetti di base: voce tubata, troppo aperta o troppo stretta e per questo motivo sarà utile scegliere quella più adatta. Se poi le voci sono velate ( si deve stabilire prima che non  ci siano patologie), verranno utilizzate diverse consonanti (C,K,M,R) in modo tale che le corde vocali pian piano si adducano sempre più costantemente sino alla definizione.

Quando l’allievo, come per incanto risolverà un problema grazie al quel determinato vocalizzo personalizzato, lo continuerà ad utilizzare per tutta la sua carriera. Diventerà infatti la chiave d’apertura della sua voce.

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Scrive oggi Cheryl Porter nella sua pagina FB , ed io questo pensiero, l’ho fatto subito mio.

Caro giovane Artista,

scrivo questa lettera a te che sei all’inizio del tuo percorso musicale. Per prima cosa, voglio che tu sappia che ti voglio bene, ti ammiro e credo in te. Voglio anche che tu comprenda che sei molto più forte di quanto tu possa immaginare.

Sì certo, hai talento, ma sarà la tua forza di carattere a condurti lungo il cammino.
Ti potrà capitare di ritrovarti solo durante il percorso, perchè non sempre la gente capisce, ma ricorda sempre che la vita è una e che ti appartiene, e devi viverla per te, non per i tuoi amici, i tuoi genitori o la tua famiglia.
Affronta questo viaggio portando con te un bagaglio che sia il più leggero possibile, lasciandoti indietro la negatività e tutte le cose che non sono strettamente necessarie. Sii umile. Sii coraggioso!
Mi piacerebbe poterti dire che sarà un viaggio facile, ma dovrai essere pronto a fermate indesiderate, deviazioni scomode e gomme bucate. Molte volte ti troverai senza benzina, ma non mollare. Non ti fermare. Non tornare indietro.
Incontrerai tante persone durante il cammino, alcune si offriranno di aiutarti dandoti indicazioni, ma non sempre quelle indicazioni portano dove vuoi arrivare. Incontrerai anche persone in malafede, non lasciarti abbagliare dai loro sorrisi e dai loro inganni.
Lungo il percorso ci saranno delusioni, dispiaceri e lacrime, ma usali a tuo vantaggio per riprendere il viaggio con maggior energia. Non distrarti mai dal tuo obiettivo. 
Infine, non smettere mai di crederci. Credi in te stesso, nel tuo talento e nelle tue capacità. E ricorda sempre, non c’è NESSUNO al mondo come te. 
BUON VIAGGIO! 
Love, Cheryl

 http://www.cherylporter.biz/index.php


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Se fino a qualche anno fa avrei sorriso davanti ad una proposta del genere, oggi prendo molto seriamente la richiesta fattami da un signore di mezza età che mi ha confessato di voler intraprendere lo studio  del canto per potersi esibire in maniera “decente” alle serate di Karaoke.

Premetto che una scuola di musica privata  è aperta a chiunque ami cantare e e suonare sia per puro diletto, ma anche per chi, con un talento in mano, vorrebbe tentare la strada del professionismo preparandosi per un’ audizione o un concorso.

Il Karaoke, ormai ha un grande seguito e, come detto in precedenza , sono in tanti coloro che  vogliono migliorare la propria voce e imparare bene le canzoni per potersi esibire davanti ad un pubblico di amici. Un hobby come un altro che va rispettato perchè sappiamo quanto il canto sia terapeutico .

Secondo gli studi psicologici il canto è una forma di espressione personale che permette alle persone di vocalizzare le loro emozioni. Ciò è paragonabile alla comunicazione di paure e speranze attraverso la parola, che è stata utilizzata sia per ridurre l’ansia che per migliorare il senso di autocontrollo di una persona.

Chi ama cantare si sceglie delle canzoni con determinate caratteristiche  musicali e ritmiche, che garantiscono a chi le esegue forti effetti terapeutici rilevanti e positivi . Spesso anche i testi sono fondamentali  perchè vengono associati al ricordo di emozioni positive, migliorando così l’umore e riducendo la pressione sanguigna.

Poi c’è anche colui che ama cantare soprattutto quando si trova in un periodo di stress  perchè sente che la musica allevia le tensioni accumulate durante il periodo lavorativo.

 Cantare è semplice, sicuro e privo di costi . Ecco perchè i medici dovrebbero incoraggiare  i pazienti a cantare!

E allora se vi trovate in Sardegna e magari nella provincia di Cagliari e amate il Karaoke ecco un indirizzo Facebook: Da Eugenio e RosMur Saloon dove il Karaoke viene praticato con regolarità anche durante la settimana.

Se poi volete prepararvi seriamente sia allo studio del canto e della musica sia moderna che classica o jazz, potrete rivolgervi alla scuola

“Vi. U. Music Academy”: tel. 338 997 3103 o scrivere una mail a viumusicacademy@gmail.com

 

 

 

 

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E’ un desiderio di tanti quello di migliorare la propria voce che per vari motivi ha subito delle alterazioni sia per motivi clinici o per usura. Ciò  succede soprattutto a chi la voce la usa per lavorare: cantanti, attori, insegnanti, professionisti ecc.

Nel corso degli anni le corde vocali cominciano a cedere, a perdere tono e la voce diventa roca nella migliore delle ipotesi, e afona nella peggiore soprattutto se poi si aggiungono patologie quali noduli o polipi. Per tutti questi problemi la microchirurgia ha fatto progressi.

Una scoperta interessante  è quella dell’iniezione di grasso autologo per la correzione dei disturbi della voce: una sorta di filling rigenerativo

Negli ultimi anni è stato scoperto che il grasso contiene cellule staminali pluripotenti, che hanno la potenzialità di dividersi e trasformarsi in  cellule figlie specializzate con le caratteristiche di vari tessuti presenti nel nostro organismo. Si ritiene attualmente che la presenza di cellule staminali mesenchimali nel tessuto adiposo possa avere un ruolo chiave nella rigenerazione dei tessuti nei quali il grasso viene trapiantato.

Presso la Clinica Otorinolaringoiatrica dell’Ospedale Policlinico di Milano è in corso uno studio clinico sulla valutazione dell’efficacia del trapianto di grasso autologo nelle corde vocali per la correzione  dei difetti dei tessuti molli cordali, dovuti a cause congenite o ad esiti cicatriziali di pregressi interventi. Il grasso, prelevato in modo mini-invasivo mediante lipoaspirazione viene trattato e purificato per garantire la sopravvivenza del maggior numero possibile di cellule iniettate.

Gli studi tuttora in corso confermano che il grasso iniettato non svolge solo l’effetto di un filler ma svolge un’importante funzione rigenerativa garantendo un significativo e stabile miglioramento della qualità della voce negli anni successivi al trattamento.

Le immagini sono tratte dal sito http://www.orecchio-naso-gola.it

State cercando una scuola di canto a Cagliari?

Vi.U.Music Academy

Via San Giorgio 10 Cagliari

Per info Tel.338 9973 103

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Aveva poco più di 18 anni quando venne da me dicendomi di voler cominciare a studiare canto. Una grande passione, una buona musicalità, ma poca voce. Davanti alla buona volontà e al desiderio di provare ho accettato di prenderlo a lezione. Una sfida con me stessa come mi era capitato in altre occasioni riuscendo poi ad avere dei buoni riusltati. Il lavoro iniziale è stato abbastanza duro . Un’afonia persistente mi metteva in condizioni di pensare a qualche problema alle corde vocali. Lavorando sulla voce sempre con molta attenzione e usando dei vocalizzi adeguati, dopo un mesetto si cominciava ad intravvedere qualche  miglioramento. Veniva fuori anche un timbretto tenorile, ma ancora nulla d’importante. Alla fine,però, la sua determinazione e la costanza nello studio e nelle lezioni lo hanno premiato. Da un momento all’altro, quella voce che pareva non volesse rispondere ai comandi, improvvisamente si è aperta come una voragine, tirando fuori un suono e un timbro importante da tenore lirico. Sapeva di miracoloso!

E’ stata per me (ma anche per lui) una gioia immensa e una grande soddisfazione professionale come poche mai provate. . Tempo dopo avevo saputo che per poter pagare le lezioni si alzava tutti i giorni  alle 6 per andare a lavorare. Era un premio, il suo, più che meritato.

In seguito si era presentato alle audizioni per entrare in Conservatorio dove era stato ammesso e dove aveva potuto ampliare le sue conoscenze musicale. Sapevo che aveva intrapreso anche una carriera da comprimario. Poi lo avevo perso di vista. Dopo più di 25 anni, qualche settimana fa, ho saputo che si era iscritto nella scuola di canto dove insegno attualmente. Con grande piacere quindi  abbiamo ripreso il lavoro interrotto tempo addietro. La voce è sempre bella e con qualche rinfrescata tecnica sono certa che riprenderà alla grande.

Soddisfazioni di maestra di canto.

 

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Quando si comincia a studiare canto, la prima cosa che l’insegnante deve fare col proprio allievo è insegnargli i vocalizzi. Ma cosa sono? I vocalizzi sono gli esercizi d’ impostazione e riscaldamento della voce. Una vera e propria ginnastica per le corde vocali e tutto l’organo fonatorio. Le vocali sono utilizzate in base all’esigenza del singolo. Ci sono i vocalizzi generci che vanno bene un po’ per tutti.L’insegnante però dovrà inizialmente capire l’esercizio più adatto considerando lo stato iniziale di ogni singola voce.

Faccio un esempio: se viene da me una persona con una voce molto aperta e sguaiata, difficilmente gli farò fare dei vocalizzi con la lettere A. Sfrutterò inizialmente le vocali U ed O.  Al contrario, se ha una voce molto chiusa e tubata avrà invece bisogno di vocalizzare con la A la E e la I in modo che questa trovi il giusto equilibrio. Raggiunta questa prima fase dell’impostazione vocale si utilizzeranno poi  tutte le vocali alle quali pian piano saranno aggiunte anche delle consonanti. Ad esempio MA ,ME, MI, NU ecc. Questo serve per impostare la voce e ricercare le risonanze in maschera. Scopo principale dell’ esercizio è aumentare il volume della voce e morbidezza negli attacchi. A trovare maggior giovamento da questo tipo di studio sono soprattutto le voci con impostazione classica che dovranno esibirsi un domani quasi sempre senza amplificazione, diversamente dall’impostazione moderna  che invece prevede l’utilizzo dei microfoni.


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Quando ascolto per la prima volta una voce ho necessità prima di tutto di classificarla, ma prima ancora devo  capire  se c’è del talento, almeno il tanto necessario per poter cantare. L’intonazione e il ritmo sono essenziali. Per questo motivo faccio intonare la scala di DO, elemento primordiale delle nostre conoscenze musicali fin dalla scuola materna.

Se un allievo intona facilmente la scala è già a metà dell’opera. Ma purtroppo non è così per tutti.

Tempo fa, mi è capitato di ascoltare un ragazzo che non è riuscito in questo. Non conosceva le sette note, ne il nome e tanto meno l’intonazione. Cercavo di capire come gli fosse venuta la passione per  la musica e in particolare per il canto. La madre mi raccontò che la professoressa delle medie, con molto tatto, gli diceva di cantare piano perchè aveva un vocione potente come quello di Pavarotti e poteva coprire i compagni. La verità nascosta invece era che la sua  voce  talmente stonata ma potente riusciva ad emergere coprendo le voci dei compagni intonati.

Ma se la sua professoressa non lo ha voluto ferire da un lato, lo ha rovinato dall’altro perchè lui è cresciuto con la convinzione di essere il nuovo Pavarotti, e con questa convinzione la madre me lo ha portato. Nell’ascoltarlo e nel tentare di fargli intonare inutilmente un qualunque intervallo, mi sono sentita dire che probabilmente ero io che non capivo il suo talento perchè la sua prof era stata chiara nel definirlo un grande tenore. Ho ingoiato il rospo e gli ho proposto di farmi sentire qualche cosa. Mi ha piazzato un brano RAP, eseguito tutto sulla stessa nota e senza alcun ritmo. Questo ovviamente non dimostrava nulla. Gli ho chiesto allora se conoscesse una canzone qualunque che non fosse rap, anche una canzoncina dello Zecchino d’oro. Ero certa che da bambino, vista la” passione”, ne conoscesse qualcuno. Nulla di nulla!!

Allora la madre, che fremeva con lui,  ha cercato un brano nel suo telefonino molto pubblicizzato come soneria, che mi pare fosse il Gatto Virgola o o qualche cosa del genere. L’ennesimo tentativo è stato vano.  Non volevo ferirlo , non sapevo come dirgli che le persone come lui sono veramente rare, ma nel senso negativo del termine. Tutti possono studiare canto e migliorare, ma se non c’è un minimo d’ intonazione è impossibile. L’ho lasciato dicendogli che sarebbe potuto tornare una prossima volta con un canzone. Me lo ha promesso, ma la madre è andata via sbattendo la porta, e mi è dispiaciuto perchè spesso sono più le madri a voler vedere i talenti dei figli e a non vedere i limiti.

Amen.

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tenore Max Souza Jota

Parlare della bocca, in un argomento come quello delle lezioni di canto sembra superficiale e scontato, come sembra scontato il fatto che per cantare sia essenziale aprire la bocca.

Spesso, il primo difetto che riscontro in quasi tutti coloro che vengono da me per la prima volta  col desiderio di studiare la tecnica del canto, è quello di tenere la bocca semichiusa e rigida.

Aprire bene la bocca ancor prima di emettere un suono, è fondamentale. Il così detto “sgancio della mandibola” è essenziale affinchè la voce esca libera senza condizionamenti . Quasi sempre con la durezza delle labbra e della mandibola, è associata la durezza del collo che tendenzialmente si irrigidisce portando verso l’alto anche la testa, andando alla ricerca di una condizione liberatoria.  In questo modo, la laringe, (organo fonatorio), non può agire in maniera corretta.

Ovviamente con lo studio regolare, e soprattutto con la giusta respirazione, (usando bene il diaframma e gli addominali), si riuscirà a liberare la voce che diverrà sempre più morbida e ampia. La tensione che inizialmente si avvertiva nella parte alta del corpo: mandibola, collo e spalle, pian piano sarà scaricata nella zona addominale.

Il primo suggerimento che do ai miei allievi  è quello di aprire la bocca come se dovessero sbadigliare. Ciò permette alla gola di aprirsi e di far uscire la voce liberamente.

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Spesso sentiamo dire di una voce che è bella, soprattutto quando il cantante o la cantante in questione si esibisce  con canzoni o romanze  particolarmente acute e soprattutto a voce spiegata. Generalmente si rimane quindi  impressionati dall‘estensione e dal volume. Questo però non significa che una voce è di bella qualità.

La qualità di una voce la paragono un po’ alla frutta. Ci sono dei frutti belli e colorati da vedere ma che al gusto risultano aspri o senza sapore. Così pure pensate ad una bella macchina, lucida, anche di marca, ma che al momento di metterla in moto risulta rumorosa, scomoda e difettosa seppur veloce.

Ecco, la qualità della voce è un po’ questo. Una bella voce in generale, è una voce morbida, rotonda, timbrata, estesa,   che rimane tale sia che canti nelle note acute che in quelle gravi, e che abbia la capacità di cantare forte e  piano senza mai sfaldarsi. Certamente voci così complete sono rare. Lo studio può migliorare tantissimo la qualità di una voce. Infatti, la maggior parte delle volte,  la brutta qualità vocale dipende da un vizio d’impostazione o semplicemente da vizi che si acquisiscono quando  il cantante ha avuto il dono dalla natura ma non si è mai preoccupato di migliorare studiando con un maestro che gli facesse capire ciò che era giusto o sbagliato.

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Si è conclusa ieri la maratona canora dello Scaccomatto Y Sueño Talent di Cagliari. Una serie di serate che, settimana dopo settimana hanno portato finalmente ad un vincitore. Una commissione tecnica  (ma anche il pubblico) ha giudicato di volta in volta i candidati decidendo se farli arrivare in finale.

Il talent locale come tanti altri,  mira (oltre a riempire il locale cui si tiene il concorso) a dare la possibilità ai giovani artisti di potersi sperimentare davanti ad un pubblico. Tantissimi cantanti, oggi famosi, hanno cominciato proprio in questo modo.

Peccato che ieri la finalissima sia stata accompagnata da diverse polemiche riguardo la presentazione di due brani che i candidati hanno definito inediti. Loro avevano scritto il testo, ma su una base musicale trovata su youtube. Ovviamente la giuria, composta principalmente da musicisti-arrangiatori, ha contestato questo, cercando di spiegare ai candidati in questione la differenza fra edito e inedito. Si è ritrovata però davanti ragazzi presuntuosi che non  hanno accettato i consigli ed hanno continuato ad alimentare una polemica senza fine.

Il brano è inedito quando l’autore scrive dal nulla il testo e la musica anche con un proprio musicista arrangiatore e soprattutto che non sia stato mai  nè registato e  nè presentato sia in pubblico che  in rete.

Per fortuna poi ha preso la parola l’organizzatrice dell’evento che ha voluto smorzare i toni  ricordando alla giuria che i ragazzi sono ancora inesperti e che se si trovano lì è anche per imparare ad accettare i consigli;  di rimando, gli stessi, devono avere umiltà e rispetto verso coloro che  hanno, oltre ai titoli anni ed anni di esperienza.

Al di là di tutto ciò la serata (troppo lunga) si è conclusa con una vittoria meritatissima e per nulla scontata. Jessica Fodde ha ammaliato giuria e pubblico con la sua voce e la sua grande interpretazione . Entrata in punta di piedi al concorso, con molta umiltà, ha saputo imporsi fin dalla sua prima esibizione  con un brano di Mia Martini, e ieri sera con uno altrettanto difficile : Addicted to you di Avicii. Ha mostrato di saper gestire bene i registri della voce con un’ottima tecnica, supportati dalla giusta respirazione nonostante le sue condizioni di salute non fossero al top.

Tra i 14 partecipanti comunque c’erano diverse voci interessanti. Fra tutte mi hanno colpito in particolar modo la vocalità jazz di Arianna Sechi, la freschezza e l’ampiezza delle voci di Zena Apolito (15 anni) ed Elisabetta Basile (17) alle quali si deve dare solo  un po’ di tempo per perfezionare la tecnica dell’emissione e a gestire le emozioni. Alla  giovanissima Marta Tronci (13), che ha tanto materiale, consiglio di  mettersi nelle mani di un buon maestro che incanali nelle giuste posizioni i suoi preziosi mezzi vocali.

Ospite d’onore della serata è stato Stefano Corda, reduce dal successo del concorso di Castrocaro  trasmesso sabato scorso da RAI UNO ,dove ha guadagnato il premio della critica.

 

Sotto un video-documento che ho realizzato durante la serata.


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Una delle cose più importanti nello studio del canto, sia esso lirico o moderno, è la conoscenza della propria voce. Quindi il compito principale dell’insegnante è quello di far capire all’allievo la differenza fra i registri vocali. Importante quindi riuscire a distinguere in maniera netta il registro di petto e quello di testa e svilupparlo in base alle proprie esigenze. Il cantante di musica leggera svilupperà maggiormente il registro di petto, e ovviamente il cantante lirico lavorerà sul registro di testa affinchè la voce sia tutta uguale. Lo spiega molto bene la cantante Cheryl Porter in questo video. Da guardare e ascoltare con molta attenzione.


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Quando un giovane viene da me per la prima volta, con l’intenzione di studiare canto seriamente, uno dei primi argomenti che affronto è sicuramente la postura.

Per poter controllare ciò, è importantissimo avere sempre davanti a se uno specchio, possibilmente ad altezza d’uomo. La postura è importantissima affinchè non si prendano vizi irrimediabili.

Vedere persone che cantano con la testa storta, le spalle sollevate, le braccia rigide  strette al corpo, le gambe incrociate, è terribilmente pericoloso perchè l’atteggiamento scorretto del corpo influisce sulla voce, creando durezze tensioni. Non è poi da sottovalutare anche l’immagine che il pubblico percepisce. Cantare deve essere un piacere, una sorta di liberazione e dono contemporaneamente,  e chi ci guarda deve avere lo stesso piacere e non soffrire avendo compassione.

Guardandosi allo specchio il corpo deve essere ben dritto, lo sguardo idealmente verso la platea, quindi guardando avanti a se con fierezza, immaginando sempre di avere il pubblico davanti; morbidezza nel collo, spalle sempre basse , gambe leggermente divaricate  e le braccia devono essere morbide. Spesso durante i vocalizzi queste possono aiutare l’emissione del suono accompagnandolo in previsione dell’interpretazione futura di un brano.

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L’estate è un periodo in cui pullulano concorsi e manifestazioni soprattutto  di bellezza e di canto. Anzi, queste in genere si fondono, e con esse  le commissioni giudicatrici,  quelle persone “esperte” che, contattate dall’organizzazione, si mettono a disposizione per entrare a far parte delle giurie tecniche siano esse per cantanti, ballerini, top model o future Miss.

Quest’anno mia figlia, dopo un lungo periodo di fermo, ha deciso di riprendere a cantare.  La sua passione è la musica leggera ed in particolare il genere blues. Per accontentarla, visto il buon esito scolastico, ho deciso di seguirla in quest’ avventura estiva. Ovviamente la mia attenzione, oltre che su di lei, si è concentrata sui giudizi tecnici delle giurie .

In diverse occasioni mi sono chiesta con quale criterio queste giurie vengano composte. I concorsi cui mia figlia ha preso parte sono stati due. Sia nel primo che nel secondo, i giudizi su alcuni brani da lei eseguiti, sono stati molto contraddittori.

Ora faccio io la giurata dei giurati.

Innanzitutto mi soffermo sull’uso della terminologia, che dovrebbe essere adeguata  affinché si possa essere credibili. Non si può sentire quello che usa la parola forte al posto di veloce o acuto! Orrore! Forte sta esclusivamente per volume: forte o piano  . La velocità riguarda il tempo, il ritmo. L’acuto o il grave riguarda l’estensione della voce.

Ciò che mi ha veramente sconcertato è stato il giudizio verso mia figlia dove, la giuria del primo concorso, la contestava per  il brano eseguito giudicandolo all’unanimità inadatto al suo “tono” di voce   (forse voleva dire alla sua tessitura, al suo colore, timbro vocale),  consigliando poi di dedicarsi ad altro genere. Lo stesso brano, eseguito nel secondo concorso e poi in un’audizione privata, e quindi con giurie ancora differenti, veniva apprezzato come brano ideale per la sua voce col consiglio di proseguire in quel filone.

Insomma amici, mettetevi d’accordo. Capisco che molti artisti, anche se non titolati, possano comunque essere in grado di dare un giudizio perchè la loro esperienza è cresciuta direttamente sul campo, però, perchè non si ritorna alla vecchia abitudine in cui il giurato esprimeva il proprio parere al candidato in maniera privata? Giudizi  (e lo ripeterò all’infinito) che devono essere consigli costruttivi, affinchè l’artista abbia strumenti per migliorare e non per entrare in depressione.

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Mi capita spesso,durante le lezioni di canto, di considerare  una voce come  una scultura.  Quando un ragazzo o una ragazza  si presenta   da me per  un’ audizione, esprimendo il desiderio di intraprendere lo  studio del canto, la prima cosa da capire è se ha il materiale giusto, (proprio come una pietra per lo scultore) e  se è duttile da poterla forgiare  facilmente. Per capire ciò  si comincia con dei semplici vocalizzi,  (come lo scalpello che dà i primi colpi alla pietra) ed ecco che la voce comincia a delinearsi e ad ammorbidirsi. Quei suoni, che inizialmente potrebbero sembrare duri o  insignificanti, dopo poco tempo  cominciano a diventare suoni melodiosi e malleabili proprio come lo scultore  che intravvedere  sua opera. E’ da questo momento   che si può azzardare una prima calssificazione della voce: soprano, mezzosoprano,contralto, tenore, baritono o basso.  Dico azzardare perchè non sempre ciò che sembra inizialmente può rimanere anche in futuro.

Quando una giovane voce comincia lo studio del canto, (dopo i 16 anni per le ragazze e i 18 per i ragazzi)   lo strumento vocale (la laringe) non è completamente formata, e quelle che possono sembrare voci leggere, col completo sviluppo fisico, potrebbero diventare  più corpose.

Lo studio della voce non è  uguale per tutti.  Ogni voce, come ogni pietra, ha una storia a se ed è   per questo motivo che sarà lavorata in maniera personalizzata.

Ricordo che quando ho cominciato io lo studio del canto, ci si confrontava spesso con i compagni delle altre classi e c’era chi diceva che il proprio maestro non usava mai la vocale U oppure non faceva mai aprire troppo o chiudere la bocca. Ovviamente questo non va bene perchè quando un ragazzo ha per natura una voce tubata e chiusa, o esageratamente aperta, il lavoro sarà quella di far trovare il giusto equilibrio.

Per un insegnante, come per lo scultore, è una soddisfazione immensa poter vedere la propria opera realizzata . Il cantante che sale su un palcoscenico ed ottiene successo di pubblico e di critica è come la scultura esposta in una piazza o in un museo  di prestigio.

 

 

 

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Nella mia  vita professionale  ho sempre voluto condividere le  esperienze teatrali con tanti giovani allievi desiderosi di imparare la tecnica e la professione del cantante . Ci sono cose che non si possono trasmettere se non si vivono in prima persona. Ho avuto modo di cantare al fianco di tantissimi artisti noti e meno noti  e spesso è capitato di  intrattenermi a parlare di tecnica e di impostazione vocale per un confronto e uno scambio di idee. Purtroppo noi cantanti abbiamo uno strumento che non si può vedere perchè sta dentro di noi, e si chiama laringe, all’interno della quale ci sono le corde vocali.Ma come trasmettere la giusta tecnica se non si può intervenire dall’esterno?

Al violinista puoi spostare il dito nel punto più giusto della corda  così al pianista sui tasti, ma ad un cantante?

Si utilizza un comando a distanza  fatto di sensazioni ed esempi che a volte risultano persino buffi. Ricordo un’ insegnante ,con la quale feci un breve tirocinio, che diceva che il suono giusto si poteva ottenere pensando di avere un forte mal di denti, e nel suo esempio si immedesimava in una persona sofferente. Naturalmente era impossibile imitarla, anche perchè il risultato era alquanto disastroso. C’è stato poi quel maestro che paragonava la sensazione dell’acuto a quella di buttarsi nel vuoto, magari dalla finestra o dal balcone. Questa sensazione non sono mai riuscita a trasmetterla a nessun allievo perchè, solo il pensiero che qualcuno volesse provarci, mi terrorizzava. Sempre lo stesso maestro, nello spiegare la respirazione di un fraseggio acuto, diceva che si doveva pensare di partorire. Lo diceva a tutti anche  a chi, per natura, non aveva la struttura anatomica femminile; e ancora, che il sostegno di un suono avveniva con la stessa sensazione di quando si espletano le funzioni fisiologiche. Rido ancora pensando a quella maestra che, per far capire il suono in maschera faceva l’imitazione degli animali più vari come il maiale, il cane la scimmia o l’asino!  Questa estate, allo zoo di Berlino, osservavo le scimmiette e a come si dimenavano gridando, ed ho pensato a quanti potenziali cantanti ne sarebbero venuti fuori. Certo è,che quando nello studio del canto si ottiene un bel risultato, anche con l’esempio più assurdo,  bisogna farlo proprio. Diventerà lo strumento di riscaldamento prima di ogni spettacolo.

E allora se vi capita di passare davanti a un camerino prima di uno spettacolo e sentite miagolare o abbaiare, non preoccupatevi, è sicuramente un cantante che si sta scaldando la voce sperando poi che una volta sul palcoscenico diventi un umano.

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Prosegue il racconto della vita del direttore d’orchestra Donato Renzetti attraverso le mie video-interviste.

Nel video precedente (vedi), il direttore racconta i suoi primi anni di vita e i primi contatti con la musica. In questa seconda parte, ormai adolescente, racconta del suo primo contratto come percussionista. Aveva appena 14 quando lo vollero come aggiunto nell’orchestra del Teatro alla Scala, in occasione di una Boheme diretta da Herbert Von Karajan.

Una grande fortuna riservata davvero a pochi. Si può ben dire che quello fu l’inizio di una strepitosa carriera.

Guardate il video


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Chissà quanti di voi in questo momento si chiederanno chi sia Tobias Hug. Ma io vi dico che tutti, o quasi, lo hanno sentito cantare almeno una volta. Avete presente la bella sigla di Quark,  fortunata trasmissione condotta da Piero Angela? Ebbene , quella sigla non è altro che l’Aria sulla quarta corda del grande Bach  eseguita da un famosissimo gruppo vocale nato negli anni ’60: i Swingle Singers.

Tobias Hug è uno dei due vocalist con la voce da basso che ha fatto parte  di questo meraviglioso gruppo vocale. Loro hanno fatto scuola per un genere che è stato poi ripreso da tanti altri gruppi diventati più o meno famosi, ad esempio i Neri per caso.

Anche a Cagliari c’è un gruppo di questo genere, di ottimo livello, che si chiama Echos Vocal Ensamble formato anch’esso da 8 voci, e che potrete ascoltare proprio in occasione della Masterclass tenuta  da Tobias Hug

L’organizzazione di questo evento è a cura del Centro Universitario Musicale in collaborazione con Cada Die Teatro, e nasce all’interno della manifestazione  Concordia Vocis (festival internazionale di musica vocale).

Tutti possono partecipare. La masterclass comincerà il 19 settembre . Affrettatevi!!

Vi allego di seguito la locandina.

 

 

 

 

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Vocal Coach è un termine che sta ad indicare un insegnante di canto. Diciamo che si riferisce soprattutto a chi insegna canto moderno.

Ho incontrato ieri, in occasione di uno stage in Sardegna ( organizzato da  L’Agenzia ” La Mole & IL Nuraghe” di Donatella Cabiddu), la Vocal Coach Loretta Martinez. Forse per tanti è un nome che non dice nulla ma gli appassionati di jazz o di musica leggera sicuramente avranno avuto l’opportunità di ascoltarla in qualche festival jazz o di seguirla in  qualche trasmissione televisiva.

E’ la prima volta che incontro una specialista della tecnica del canto moderno. Una persona dal grande carisma, che parla della sua professione di artista e  insegnante con coscienza e strumenti. Lei ha una grande cultura e tantissima esperienza nel campo. Vi cito di seguito solo alcuni passaggi del suo curriculum.

E’ Laureata in Fisica all’Università di Pavia, ha studiato canto lirico al conservatorio di Milano e canto jazz alla Berklee School di Boston fino a diplomarsi in canto e specializzarsi in Jazz.

E’ presidente dell’associazione VMS Italia che si occupa della cura della voce artistica e professionale dove crea un proprio metodo di insegnamento del canto che unisce le competenze acquisite attraverso la tecnica di Jo Estill all’esperienza maturata in campo musicale.

E’ stata da poco nominata direttrice del “Dipartimento di Arte, Musica e Spettacolo” dell’Università santa Rita di Firenze dove, sotto la sua direzione, sono stati approvati due master post Laurea, uno in Didattica del Canto Moderno attraverso il metodo VMS e l’altro in Regia Teatrale e due corsi di Alta Formazione e Specializzazione, uno in Consulenza Musicale e l’altro in Speakeraggio.

Vi consiglio di visitare il suo sito (Loretta Martinez), dove potrete trovare tante informazioni che riguardano i suoi corsi e la sua tecnica.

Ieri, alla fine della prima parte dello stage (che avrebbe meritato un numero maggiore di adesioni),  ho avuto l’opportunità  di intervistarla.


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L’Accademia raddoppia: anche nel 2014 – diversamente da quanto anticipato – apre un bando di selezione straordinaria per cantanti lirici, rivolto a voci di mezzo soprano, tenore, baritono e basso.

Coloro che supereranno le selezioni accederanno al biennio 2014/16.

Fondata da Riccardo Muti, l’Accademia di Canto si avvale della docenza di artisti di caratura internazionale e prepara alla carriera professionale giovani cantanti dotati di una solida formazione vocale e musicale, affinandone le capacità tecniche e interpretative. Le masterclass tenute negli anni da Luis Alva, Teresa Berganza, Enzo Dara, Mirella Freni, Christa Ludwig, Leo Nucci, Renata Scotto e Shirley Verrett hanno ulteriormente arricchito l’esperienza formativa.

Il concorso, articolato in due fasi – eliminatoria e finale – prevede l’esecuzione di  4 brani d’opera, 3 in lingua italiana e uno in altra lingua.

Alla selezione sono ammessi unicamente cantanti diplomati presso un Conservatorio o un Istituto pareggiato, o a quanti abbiano studiato privatamente e siano in possesso di dichiarazione di maturità e idoneità rilasciata dal docente o dal direttore della scuola presso cui si sono formati; i candidati dovranno essere nati a partire dal 1 gennaio 1984. Il concorso non è aperto ai minorenni.

La domanda di ammissione, completa di relativa documentazione, deve essere inoltrata esclusivamente online – attraverso il sito www.yaptracker.com  - entro le ore 23.59 di martedì 10 giugno 2014. Non saranno accettate domande d’iscrizione inviate per email.

A fronte dell’impegno economico previsto per la frequenza dell’Accademia, è prevista per ciascun candidato vincitore ammesso una Borsa di Studio mensile di € 860,00 lordi, vincolati alla presenza effettiva e limitatamente ai mesi effettivi di corso.

Si prega di scaricare qui il bando completo di ogni informazione e di leggerlo attentamente, prima di procedere con l’iscrizione.

Per informazioni tecniche sul corso, non contenute nel bando, è possibile scrivere a musica@accademialascala.it

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Il teatro di Serrenti presenta:

Corso intensivo Estill Voice Training – Livello Uno

(17, 18 e 19 Aprile 2014)

Tenuto da Marcello Zempt, Certified Master Teacher e Certified Course Instructor

 Questo corso è ideale per chi:

  • vuole imparare a sfruttare al meglio le potenzialità della voce
  • vuole esplorare sonorità e intensità diverse nell’ambito del proprio strumento
  • vuole incrementare la propria estensione
  • vuole imparare a controllare le varie parti dell’apparato vocale, e non solo
  • vuole ridurre l’ansia da performance, grazie ad un migliore controllo della voce
  • vuole ridurre o eliminare l’affaticamento vocale a prescindere dal tipo di sonorità prodotta
  • vuole avere più strumenti nell’insegnamento del canto

 L’Estill Voice Training (EVT) è un sistema basato su più di trent’anni di studi sulla voce compiuti da Jo Estill, cantante lirica e ricercatrice. A livello mondiale, è a tutt’oggi uno dei pochi metodi, se non l’unico, basato sull’osservazione diretta dell’apparato fonatorio in tutte le sue parti. Viene utilizzato presso Conservatori e Istituti d’Arte a livello internazionale, dall’America all’Australia.

 Il corso di livello uno è improntato sullo studio interattivo e l’apprendimento delle cosiddette figure obbligatorie, il cui controllo permette di allenare separatamente le varie strutture dell’apparato vocale, per poterle poi combinare a piacimento nei vari stili di canto.

Nei tre giorni del corso verrà dato ampio spazio sia alla teoria, che alla pratica. Ogni giornata si concluderà con un masterclass per i partecipanti.

Nella quota di partecipazione è incluso il manuale ufficiale EVT livello uno, tè e caffè.

Il corso verrà tenuto nel teatro di Serrenti, una comoda struttura con moderne attrezzature.

 Sono previste tariffe scontate per studenti e per chi si iscriverà entro il 3 aprile.

 Il corso verrà tenuto da Marcello Zempt, vocal coach cagliaritano da anni residente nei Paesi Bassi, dove dopo i suoi studi al Conservatorio di Amsterdam, ha approfondito lo studio della voce, esplorando i più recenti metodi presenti sul mercato. Approdato all’EVT, ha completato recentemente il suo percorso di formazione conseguendo il titolo di Certified Course Instructor, dopo molti anni che lo hanno portato a lavorare e studiare, oltre che nei Paesi Bassi, in Danimarca e negli Stati Uniti.

 Per informazioni su prezzi e disponibilità scrivere una mail a: rcellen@gmail.com

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Un altro grande artista del mondo della Lirica ha lasciato questa terra: il tenore Ottavio Garaventa.  Ha cominciato a cantare come baritono a 19 anni ma senza grande successo. Forse era ancora troppo giovane .  Abbandonò  il canto per quasi un decennio anche  per poter lavorare e mantenere moglie e figlia. Ma la passione, sopita a forza, si riaccende presto. Riprende quindi a studiare definendo finalmente la voce nella tessitura di tenore. Vinse diversi concorsi importanti che gli permisero il nuovo debutto. Comincia così una grande carriera. Lavorò nei più importanti teatri del mondo diretto dai maggiori direttori d’orchesta da  Georges Prêtre a Carlos Kleiber.

Ho avuto la fortuna di conoscerlo in occasione di ben due Traviate cagliaritane . La prima volta fu nel 1984 in una Traviata estiva all’aperto nello spazio allestito dietro il Conservatorio di Musica, e poi   nel 1987 (forse l’ultima volta che si esibì a Cagliari), all’Auditorium del Conservatorio. In quella occasione,  Violetta, era la cagliaritana Maria Luisa Garbato e nella parte di Annina Rossella Ragatzu. Dirigeva il maestro Nino Bonavolontà.

Ricordo un bellissimo timbro scuro che spaziava senza problemi in un’ampia tessitura.

 

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Meditavo in questi giorni sulla quantità di talenti vocali che circolano e che non sono assolutamente presi in considerazione dai mass media. Ultimamente mi è capitato di far parte di una giuria dove il 50%  dei candidati erano talenti davvero straordinari  sia dal punto di vista vocale che musicale. Mi rendo conto che il loro spazio rimane sempre quello: i piccoli concorsi regionali. Non si va oltre . Non ho fatto alcune considerazioni sulla serata finale di Sanremo perchè non c’era nulla da dire. Non metto in dubbio che Arisa sia brava, ma voci come la sua, nei concorsi regionali, ne ho sentito a decine e spesso non superano neppure la prima fase. I talenti vocali che hanno caratterizzato il passato dei festival,  come le varie Mina, Milva, Iva Zanicchi , Pavone, Massimo Ranieri, e più recentemente Giorgia, Pausini, non esistono più. I talent scout, quelli che giravano per le città d’Italia alla ricerca dei veri talenti da portare alla ribalta nazionale ed internazionale, sono scomparsi. Ora si cerca quasi il fenomeno da baraccone, quello che piace più per il look che per la voce. La nostra bella arte canora che ci caratterizza nel mondo, ormai sta scomparendo per lasciare posto a pochi e banali artisti.


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Si è concluso ieri con successo, il primo concorso canoro CantaMizar con la direzione artistica di Claudio e Susy Gasperoni.

La scelta del vincitore è sempre  impegnativa e mi fa entrare in crisi  ogni volta che mi capita di essere parte di una giuria tecnica. Diversi concorrenti erano in lizza ma due in particolare hanno mostrato caratteristiche simili  al punto che si è pensato inizialmente ad un ex- equo. Il premio però non poteva essere diviso e allora io con la collega Juliana Carone , uniche commissarie del concorso, abbiamo cercato di valutare con attenzione, cosa potesse distinguere i due candidati. Abbiamo ripreso in mano le schede di tutte le esibizioni precedenti e osservato l’andamento generale sia dal punto di vista tecnico che del repertorio . La varietà del repertorio probabilmente ha fatto la differenza che ci ha permesso di assegnare  il I° premio a Zena Apolito, ragazza di 15 anni con un  talento vocale straordinario. E’ una di quelle voci che incanta  ogni volta che la si ascolta: estensione vocale, tenuta dei fiati, utilizzo delle mezze voci e della voce spiegata in ogni gamma dei registri vocali, interpretazione e, soprattutto, repertorio vario e sempre di grande difficoltà tecnica.   Al II° posto quindi si è classificato  Nicholas Loru. Anche le sue  caratteristiche vocali sono molto simili a quelle di Zena. E’ decisamente un grande interprete che riesce a trasmettere sempre grande emozione.  La giuria popolare comunque gli ha riservato il primo premio.

Il terzo posto è andato alla brava  Claudia Putzu, dalla voce potente ed estesa che ha mantenuto  un andamento abbastanza regolare fin dalla prima serata, ma con un repertorio non proprio adatto. Ieri invece è stata premiata dalla scelta del brano più consono alle sue corde.

FOTO Euronotte Di Paola Apolito

L’attestato messo in palio dal questo blog Musicamore,   è andato al giovanissimo Simone Deiana. La sua è una voce ancora infantile ma con estensione, intonazione e ritmo molto  precisi .Il padre ha confessato che la  passione del figlio per il canto è nata spontaneamente perchè in casa nessuno ha mai mostrato particolari doti musicali ed è per questo che hanno deciso, pur con sacrifici, di fargli frequentare una scuola di musica  dove potrà crescere tecnicamente sotto il controllo di un maestro.

Le menzioni speciali sono state assegnate a Mirko Murgia e Alessio Milia due belle voci diverse tra loro ma messe in gioco sempre con con brani di diverso genere musicale ed interpretativo.

Anche se non hanno ricevuto alcun attestato,  voglio fare i complimenti a tutti gli altri candidati: Alessio Gaviano, Giorgia Giorgi, Giovanni Pinna, Marco Rossi, Ignazio Milia, Francesco Trudu che sono riusciti a mettere in pratica i suggerimenti della giuria migliorando di volta in volta in tutte le fasi del concorso. Il consiglio è quello di continuare a cantare e a presentarsi a queste selezioni perchè lo stimolo della competizione  porta ad uno studio  che prima o poi ripaga.

L’ospite della serata è stato il cantautore Carlo Asuni vincitore del concorso di canto (sezione cantautori) Musicamore  , che ha cantato due brani tratti dal suo ultimo album intitolato “Notte e Giorno” di prossima uscita.

Di seguito una mia intervista alla vincitrice  Zena Apolito


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Ed eccoci ancora una volta alle battute finali di un concorso canoro. Questa volta si tratta del CantaMizar, concorso di musica leggera aperto a tutti senza limite di età. Ho il piacere di far parte della commissione giudicatrice con la collega Julian Vivian Carone, e devo dire che sono rimasta sorpresa dalla preparazione di molti ragazzi. Ormai quasi tutti prendono lezioni ed è raro ascoltare cantanti che non abbiano un minimo di tecnica. Un passatempo bello come quello del canto e della musica aiuta molti giovani e meno giovani  a superare momenti di difficoltà, scaricare le tensioni, dare senso alle giornate e poi, quando ci sono i concorsi, anche il piacere di mettersi in gioco e di sperare nella vincita di qualche premio.  I concorsi poi hanno anche il vantaggio di mettere in contatto i candidati con una commissione di esperti dalla quale acquisire consigli e suggerimenti.  Durante i concorsi vengono invitati anche managers di concorsi nazionali come Il Cantagiro, Festival di Sanremo, trasmissioni televisive quali X factor, The voice ecc. o, per quanto riguarda la musica  lirica, agenti teatrali.

Il canto è davvero terapeutico da tutti i punti di vista e regala sempre delle belle emozioni  .

In questa prima edizione del CantaMizar,  io e la collega Juliana Vivian Carone  abbiamo avuto modo di ascoltare tante belle voci con stili musicali molto vari: dal Pop al Rock, dal jazz, al musical. E’ sato bello  notare che in tanti hanno avuto una evoluzione da una serata all’altra.

Poi, nella serata della semifinale, fuori concorso, c’è stato un ospite davvero eccezionale :Daniele Puddu. Lo conoscevo già come allievo della collega Elide Uchesu  , ma ogni volta che lo ascolto è sempre una grande sorpresa. Lui ha un grande talento vocale . La sua voce abbraccia almeno tre ottave. Le note centrali presentano caratteristiche baritonali per poi svettare negli acuti in un timbro tenorile addirittura da coloratura con una estensione fuori dalla norma. Per i tecnici   dico solo che il brano che ha presentato, tratto dal musical Jesus Christ Superstar, raggiunge il sol sovracuto.

Ho potuto registrare una piccola parte della esibizione che vi mostro volentieri più tardi nel video sottostante.

Intanto martedì prossimo ci sarà la finalissima del concorso CantaMizar dove io e la collega abbiamo l’arduo compito di scegliere i tre vincitori. Sarà una scelta difficile perchè i candidati che meritano sono tanti.

La direzione artistica della serata è affidata a Claudio e Susy Gasperoni, l’organizzazione è del  Ristorante Mizar di Sestu (CA)

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Fra un’oretta sarà divulgato l’ultimo aggiornamento della classifica dei cantanti riguardo il concorso di canto online Musicamore 2013.

Si ricorda che si potrà votare fino alla mezzanotte di oggi.

Domani dopo  le 16 saranno pubblicati i primi risultati.

Si ricorda che i premiati riceveranno l’attestato di vittoria che sarà pubblicato su questo blog, e saranno così distribuiti:  1, 2 e 3 premio proclamato dalla giuria popolare del web per le voci leggere; 1, 2, 3 premio voci liriche.

In bocca al lupo!!

La giuria è così composta

Alessandra Atzori (Musicamore blog Tiscali)

Simona Collu (Ciresell blog Tiscali)

Elisabetta Scano (cantante lirica)

Alberto Sanna (cantautore)

Claudio e Susy Gasperoni (artisti organizzatori di eventi)

 

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E’ entrato nel vivo della competizione il concorso di canto Musicamore 2013 giunto ormai alla 4 edizione. Sotto la testata del blog potrete prendere visione di tutti i candidati e dela classifica sempre aggiornata dai voti del popolo del web.  Se lo desiderate potrete votare inviando una mail ad ottottobre@tiscali.it scrivendo la preferenza direttamente nell’intestazione .

Di seguito vi presento l’ultimo candidato arrivato ieri alla chiusura della prima parte del concorso. Si chiama Carlo Asuni, e molti lo ricorderanno quale vincitore dell’edizione scorsa del concorso Musicamore per la sezione canto lirico. Lui infatti è un baritono ma quest’anno si presenta in qualità di cantautore col suo brano Notte e giorno.

 

         Musicista,cantante e compositore di canzoni, ha iniziato gli studi musicali in giovane età, suonando in formazioni e orchestre di vario tipo, sia come chitarrista, bassista elettrico e contrabbassista, spaziando all’interno di diversi generi musicali come rock, hard rock, blues, pop, bossanova, jazz, swing, musica contemporanea e musica classica.

         Diplomato in contrabbasso classico nel 2013 presso il conservatorio “Luigi Canepa”  sotto la guida del m.tro Sergio Fois.

         Ha intrapreso lo studio del canto fin dalla tenera età (1° classificato alla selezione provinciale dello Zecchino D’oro 1988) approdando allo studio del repertorio lirico in età più matura.

          Ha partecipato ad alcuni masterclass presieduti da cantanti lirici di fama internazionale e attualmente continua lo studio e l’alto perfezionamento sotto la guida del maestro Angelo Romero sia privatamente che frequentando la scuola privata di musica di Pirri.

         Nel 2012 ha vinto per la giuria del Web il concorso online “Musicamore” per cantanti lirici.

         Ha una intensa attività concertistica, si è esibito in concerti pubblici sia in veste di contrabbassista orchestrale sotto la guida di importanti direttori d’orchestra come i maestri Franco Piersanti e Aurelio Canonici , sia in qualità di cantante lirico in serate a concerto e spettacoli di vario genere in circoli culturali e teatri della Sardegna al fianco del suo maestro Angelo Romero .

         Ha inciso musiche e canzoni composte da lui


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Ed eccoci arrivati alla seconda parte della quarta edizione del concorso Musicamore 2013 . Dopo aver ricevuto i video partecipanti ora sarà il popolo del web a proclamare il vincitore attraverso le proprie preferenze.

Tutte e tre le categorie prendono parte a questa gara avvincente : cantanti di musica leggera, cantanti lirici, gruppi, cantautori. Ci sarebbe piaciuto ricevere anche video di candidati di canto folkloristico. Purtroppo non è avvenuto.

Riepilogando: tutti possono votare tutti gli artisti dell’elenco sottostante, inviando una mail col nome del preferito ad ottottobre@tiscali.it – Importantissimo mettere il nome nell’intestazione della mail, per facilitare il conteggio.

Questa sera, dopo le 21 compariranno i primi risultati delle votazioni. Troverete poi la classifica sempre aggiornata in alto, sotto la testata di questo blog.

La giuria tecnica formata da specialisti nel campo del canto e della musica è così composta:  Alessandra Atzori (Musicamore blog Tiscali); Simona Collu (Ciresell blog Tiscali), Elisabetta Scano (cantante Lirica docente di canto al conservatorio) ;Claudio e Susi Gasperoni (organizzatori di eventi e spettacoli); Alberto Sanna (cantautore). Sarà proprio quest’ultimo ad assegnare un premio al miglior cantautore.

Ilaria Porcu

Alice Mascitti

Andrea Antonicelli

Maverick  (gruppo)

Gea Livia Zarba

Fabiana Molinas

Maria Angela Di Lorenzo

Salvatore Muceli

Aleksandar Gheorghiev  tenore

Carmen Barone soprano

 Megan Chenovick  soprano

Nasthassia Teodosio soprano

JoAntonella Iacono soprano

DUTILLOY Tenore

Sarah Fletcher soprano

Manuel Mas baritono

Giuseppina Testone

The-diamonds (gruppo)

Massimo Campanozzi (cantautore)

Alfonso Garcia Costabile (cantautore)

Fool Groove (gruppo cantautori)

 

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Ecco tutti i nomi dei componenti la giuria del concorso di canto Musicamore 2013. Come nelle edizioni precedenti i giuriati, tutti esperti del settore, stabiliranno a loro volta un vincitore. I premi quindi saranno due, quello del web e quello della giuria tecnica. Ci sarà inoltre il premio speciale cantautori che sarà attribuito dal dal cantautore cagliaritano Alberto Sanna.

 Alessandra Atzori ideatrice del concorso, soprano artista del coro al teatro lirico e insegnante di canto, blogger Tiscali  Musicamore

Simona Collu, soprano, pianista, blogger Tiscali Ciresell, vincitrice della prima edizione 2010

Alberto Sanna cantautore cagliaritano

Claudio e Susy Gasperoni, menagers e organizzatori di eventi musicali

Elisabetta Scano , soprano, insegnante di canto al Conservatorio Giovanni Pier Luigi da Palestrina di Cagliari.

Si ricorda che tutti possono partecipare al concorso senza limite di età. Leggete qui il regolamento

Intanto vi presento uno dei vincitori della passata edizione: Gianfranco Sgura che concorreva per la musica leggera. L’artista ha vinto il primo premio attribuito sia dalla giuria popolare dell’web che dalla giuria tecnica ex equo con Roberta Orrù


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Quando un giovane decide di studiare canto, ed in particolare il canto lirico, deve sapere che la sola tecnica vocale non basta perché nella musica lirica, il canto e la recitazione devono andare di pari passo.  Lo studio di un  personaggio d’opera deve essere approfondito da tutti i punti di vista. Il cantante lirico, quindi, quando comincerá a studiare un ruolo, si dovrá affidare alle mani esperte di un maestro di spartito che gli darà una sicurezza e una conoscenza musicale dettagliata  del personaggio. Certamente, per completezza, ci vorrebbe anche un insegnante di recitazione. Chi studia al conservatorio ha già una infarinatura di tutto, ma per poter affrontare il palcoscenico dovrà affidarsi alle scuole di perfezionamento. Per questo motivo sono nate le Accademie. In Italia fra le più rinomate c’è sicuramente quella del Teatro alla Scala, dello sperimentale di Spoleto, e l’ASLICO, tanto per citarne alcune, che hanno sfornato fior di cantanti lirici.  Tra queste voglio ricordare la mia compagna di studi e conterranea Giusy Devinu che con la sua Traviata (ruolo perfezionato proprio a Spoleto) è stata la Violetta più famosa a cavallo fra gli anni 80 e 90.

Ebbene anche a Cagliari sta per decollare una scuola simile diretta dal Maestro Sandro Sanna, direttore d’orchestra, che è stato uno dei direttori appunto dell’Accademia di Spoleto.

 La scuola che avrà diversi docenti è aperta anche ai maestri accompagnatori.

Di seguito trovate tutte le informazioni che la riguardano.

 

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Il titolo vi anticipa ciò che sto per raccontarvi. Ieri è stata una serata a metà fra storia e musica.

Sono stata invitata come giurata ad un concorso artistico presso Serri piccolo centro dell’Oristanese, a pochi chilometri dal Santuario nuragico di Santa Vittoria  . Chi si avvicina in questa zona non può tralasciare di visitare questo tesoro. Una cooperativa di giovani si è presa carico di custodire e valorizzare questa zona dell’altipiano di Serri che comprende anche un Agriturismo.

In questo periodo sono particolarmente interessata a tutto ciò che appartiene all’Era nuragica per il fatto che il prossimo impegno che avrò col Teatro lirico sarà proprio la rappresentazione di un’Opera ambientata in questa epoca: I Shardana  di Ennio Porrino.

Giorgio, guida turistica della cooperativa, ci ha erudito nei minimi particolari su ogni parte del villaggio : dal pozzo sacro al recinto delle feste, dalla capanna al portico. Un’ora immersa nell’antica storia della mia Sardegna.
Ci siamo poi spostati nel paese dove tutto era pronto per il   concorso Una notte di stelle - Talentuosi si nasce che vedeva sul palco 27 giovani artisti provenienti da Serri e dalle zone limitrofe.
Con molto piacere ho appreso di alcune scuole , da cui proveniva la maggior parte dei candidati  . Ho visto tanto impegno e passione . Purtroppo rimane sempre un po’ di magone a dover scegliere qualcuno a cui dare la vittoria, ma se così non fosse,  si perderebbe quello spirito di competizione che invoglia i ragazzi a migliorare ogni giorno di più. Sarà poi solo il tempo a stabilire chi della musica e della danza  può farne una professione.

Il concorso di ieri comprendeva più discipline artistiche:la danza moderna , la ginnastica ritmica, il canto e un chitarrista.

La commissione quindi  era mista . Presidente della giuria era la ballerina Claudia Tronci, l’ideatrice e presentatrice della trasmissione di Videolina “di che danza 6” . Gli altri componenti, oltre alla sottoscritta, erano Enrico Atzeni , Andrea Congia,  Antonio Pintori, Stefania Anedda .

La serata è stata condotta da  Monica Tronci in maniera spigliata ed essenziale .

Che dire dell’ospitalità e della gentilezza del paese! Dal giovanissimo sindaco Samuele Gaviano al  vicesindaco, dai giovani dell’organizzazione ai
tanti amici locali . Mi ha colpito la generosità nei premi. Ogni azienda del posto ha dato un po’ del suo per poter rendere la gara ancora più viva : la cartoleria, il pastificio,  la macelleria, la rivendita di legna e carbone ecc.. Tutti i candidati hanno avuto un omaggio.

Il primo classificato per la categoria giovanissimi è stato Edoardo Demontis che con la canzone “Adagio” ha strabiliato tutti” . Una voce estesissima e timbrata oltre ad avere un’ottima musicalità. Il mio consiglio per l’insegnante e per l’allievo è quello di lavorare molto sulla tecnica oltre che vocale anche della respirazione e di non lasciarsi prendere dalla troppa generosità vocale. E’ un talento che per crescere deve solo aspettare.  La voce attraverserà il momento della muta e per questo non deve essere forzata con brani troppo impegnativi.

Il primo classificato per la categoria adulti invece è stato  Simone Pusceddu, voce, interpretazione e ritmo non sono mancati. Consiglio di proseguire nello studio e scegliere sempre la giusta tonalità dei brani in modo tale che con l’emozione non vi siano mai delle forzature.

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