Archivio della categoria “libri”

Come già annunciato in precedenza, il soprano Anna Caterina Antonacci sarà la protagonista dell’0pera di Marco Tutino, La Ciociara, un’opera che vedrà il debutto in Europa proprio a Cagliari al Teatro Lirico. Lei ha già interpretato questo ruolo alla prima mondiale nel teatro dell’Opera di San Francisco.

La curiosità per questo debutto è grande per tutti . La maggior parte di noi ha potuto conoscere questa terribile storia della Ciociara attraverso il famosissimo film di Vittorio De Sica ispirato al romanzo di Alberto Moravia  che è valso l’Oscar alla protagonista Sofia Loren.  Adesso la potremo anche ascoltare in forma di Opera lirica con la bellissima voce della Antonacci e di tanti altri bravi artisti.

Il video sottostante mostra le prove e il punto di vista proprio della protagonista.


YouTube Video

personaggi e interpreti Cesira Anna Caterina Antonacci (24, 26, 29 novembre/1, 3 dicembre)/Alessandra Volpe (25, 28 novembre/2 dicembre) Rosetta Lavinia Bini (24, 26, 29 novembre/1, 3 dicembre)/Claudia Urru (25, 28 novembre/2 dicembre) Michele Aquiles Machado (24, 26, 29 novembre/1, 3 dicembre)/Angelo Villari (25, 28 novembre/2 dicembre) Giovanni Sebastian Catana (24, 26, 29 novembre/1, 3 dicembre)/Devid Cecconi (25, 28 novembre/2 dicembre) Fedor von Bock Roberto Scandiuzzi (24, 26, 29 novembre/1, 3 dicembre)/Giovanni Battista Parodi (25, 28 novembre/2 dicembre) John Buckley Nicola Ebau Pasquale Sciortino Gregory Bonfatti Maria Sciortino/Una popolana Lara Rotili Lena/Una donna fuori scena Martina Serra Un ragazzo del popolo/Un uomo fuori scena Enrico Zara Tre soldati marocchini Francesco Leone, Nicola Ebau, Michelangelo Romero maestro concertatore e direttore Giuseppe Finzi Orchestra e Coro del Teatro Lirico di Cagliari maestro del coro Donato Sivo regia Francesca Zambello scene Peter Davison costumi Jess Goldstein luci Mark McCullogh video S. Katy Tucker coreografia Luigia Frattaroli nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari, in coproduzione con la San Francisco Opera

 

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Per film di prossima realizzazione “Emilio Lussu- Il processo” di Gianluca Medas, cerchiamo UOMINI dai 18 anni in su.

Il casting è aperto ad Attori professionisti e non. Per partecipare al casting inviare una mail con foto primo piano e figura intera a emiliolussucasting@gmail.com

Il luogo e l’orario degli incontri verrà comunicato privatamente via mail o telefono.

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C’è un storia che aspetta d’essere presa per mano , diventa il suo custode, personaggi fantastici che hanno bisogno di te!
Puoi scegliere tra fiabe, favole, leggende e mitologia con soli 3 centesimi al giorno e Parole di Storie continuerà ad essere una web side story libera e gratuita

Tutti i papà e tutte le mamme, ma anche chi ama le belle storie,  può adottare  una storia orfanella.  Cicca nel link sottostante e troverai tutte le istruzioni per poterlo fare.

http://paroledistorie.net/adotta-una-storia-orfanella/

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Nella raccolta di poesie e canzoni  intitolata Passato, presente e futuro,  l’autore  Fernando Cuccu canta l’amore infinito per la sua amata .

Un amore ritrovato, dopo tantissimi anni, in cui si pensava che il destino avesse deciso diversamente. In questa silloge è tangibile la  gioia dell’autore per quell’amore che pareva perduto. Un amore nato in giovane età, tra  due anime artistiche che guardavano lontano ammirando e amando la bellezza della più bella opera d’arte mai esistita: la natura, ed in particolare della propria terra di Sardegna.

Il tuo respiro”  : …e respiri forte e più forte ancora, decisa come una farfalla tra i fiori del campo.

Nel buio una rosa“: Scende la sera sui monti, chiaro di luna sul mare, tu sulla sabbia racconti della tua voglia d’amare.

Per l’amore che lo lega alla sua terra non potevano mancare anche le poesie in limba. Ismeraldos, completa di traduzione, chiude la raccolta.

 Fernando Cuccu ha incontrato la sua amata la prima volta quando tutti gli elementi descritti in precedenza erano presenti,  completati dalla grande passione per la musica. Lo recita bene nella poesia del 1974

lei venne nel mio gruppo, la sua voce era gentile, suonavo la mia vecchia chitarra e lei chiese  ancora di me, era come la brezza sul mare…

La musica e la sua terra spingono Cuccu a trasformare alcune  poesie in canzoni. La bella collaborazione col musicista cagliaritano Andrea Costa e gli arrangiamenti del maestro di Baradili Luis Fregapane ex chitarrista dei Nuovi Angeli , hanno prodotto dei brani che sono stati presentati anche in rassegne, festivals e persino a concorsi come quello dedicato a Lucio Dalla. Proprio qui, il brano Musica addosso, (non presente nella raccolta) è arrivato fra le prime posizioni.

 

 

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Prefazione di Eugenio Rambaldi

Lo spettacolo lirico, da sempre componente essenziale della cultura e dell’identità nazionale italiana, deve essere considerato oggi una forma di investimento per le ricadute positive che genera come formidabile strumento di edutainment della popolazione e come risorsa indispensabile per politiche di destination management.

L’autore Domenico Balzani, nel trattare le produzioni operistiche come dei progetti con un ciclo di vita ben definito, individua e suggerisce metodi gestionali e processi operativi tipici del project management come strumenti ideali per il raggiungimento di obiettivi quali l’efficienza produttiva, l’ottimizzazione delle risorse e dei tempi, l’economicità e la qualità artistica.

 

Puoi acquistarlo in questo sito  http://www.aracneeditrice.it 

 

 

 

 

 

 

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Da qualche parte nello spazio il poeta latino Virgilio e il poeta italiano Dante si sono incontrati nuovamente dopo quasi settecento anni, per iniziare un nuovo viaggio nell’universo dei vizi e delle virtù umane…

Ci sono persone che amano la lettura in inglese per poter migliorare la conoscenza della lingua, ma ci sono anche coloro che hanno una vera e propria passione sia per il Cinema che per il Teatro sempre nella lingua anglosassone. Per questo motivo, propongo a tutti coloro che amano questo genere di lettura, l’ultimo lavoro teatrale scritto da Ignazio Salvatore Basile,  il quale partecipa ad un concorso con questo lavoro.

Cliccando nel link sottostante potrete accedere al sito dove poter acquistare il suo libro e allo stesso tempo votarlo.

Si può scegliere  sia la versione online che quella cartacea.

https://www.amazon.co.uk/Travelling-space-time-Virgil-drama-prologue-ebook/dp/B071FB9SGV/ref=sr_1_1590?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1495466078&sr=1-1590

 

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Chi cercasse una fruizione comoda della poesia di Strinati, chi si aspettasse di avere come la visione d’insieme, calma e serena di un quadro, o come l’effetto della narrazione sommessa di un racconto, resterebbe spiazzato.
Si tratta di visioni tradotte in rappresentazioni che, accostate in modo ardito tra loro, scoccano in scintille di impressioni profonde e musicali.
Le immagini si affollano, diversissime e lontane tra loro per natura e provenienza, vicine solo per accostamento spaziale nella successione dei versi, intorno al nucleo dell’intuizione centrale; si legano senza una logica rigorosa.
Occorre abbandonare i criteri di un approccio sistematico al verso, secondo i canoni consueti di certa critica poetica, allontanare gli schemi, gli strumenti interpretativi del nostro bagaglio di saperi, forse anche le aspettative, e lasciarsi andare al vorticoso ballo di suggestioni che si
susseguono rapidissime.
Si potrebbe pensare ad allucinazioni, mentre invece si tratta di versi che usano la visione della realtà e dei suoi elementi naturali come folgorazioni.
Tuttavia, la velocità di accostamento delle immagini contrasta con un versificazione aperta ed estesa, che dilata il tempo della fruizione del testo.
Le poesie di Strinati non corrono veloci e sincopate, come il tempo frenetico in cui viviamo, ma aprono solchi in cui si seminano.
Ci sono le stagioni con i loro eventi meteorologici, ci sono boschi, mari, fiumi ed animali, fino all’allodola del titolo che ci suggerisce quale interpretazione dare al ballo travolgente delle immagini di Strinati.
Queste poesie sono un canto d’inizio, mattiniero, come quello dell’allodola, e alludono anche, simbolicamente, alla capacità che la poesia ha, come il volo ascensionale caratteristico di questo uccellino, di essere un legame fulmineo tra cielo e terra.
Allo stesso tempo sono poesie che stanno sulla soglia dell’abisso e dell’inganno (non per nulla
l’allodola è anche il soggetto richiamato dal famoso “specchietto”), dunque poesie che esprimono l’aspetto costantemente vertiginoso e sempre a rischio dell’esistenza vissuta con intensità.

Silvia Fornasari

Il libro si può acquistare online attraverso questo link  https://www.amazon.it 

 

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E’ appena uscito l’ ultimo libro di poesie di Fabio Strinati, ed è già un successo. Si intitola Dal proprio nido alla-vita ed è un Poemetto ispirato interamente  a Miracolo A Piombino di Gordiano Lupi.

“Dal proprio nido alla vita è un poemetto che ho deciso di scrivere incrociando sulla mia strada la scrittura di Gordiano Lupi. Ho avuto il piacere di leggere per ben cinque volte Miracolo a Piombino, e così, immergendomi a pieno in quella letteratura poetica, profonda, a tratti stilisticamente perfetta, ho cercato di prendere in mano la mia penna e di scrivere su carta la mia anima, dopo quelle cinque letture assidue e terapeutiche, che mi hanno profondamente aperto un mondo. Sfogliando Miracolo a Piombino, pagina dopo pagina, mi rendevo sempre più conto che quello era il libro che avevo sempre desiderato di scrivere. Un romanzo perfetto, un connubio di odori, sapori, stati d’animo e sensazioni, che mi hanno permesso nel mese di settembre, di intraprendere questo viaggio personale, di scoprirmi dentro, non tanto come poeta e scrittore, ma come ragazzo prima, e come uomo dopo.   Dedico questo libro, a Gordiano Lupi e al Foglio Letterario. C’è molta più poesia in Miracolo A Piombino che in tutti i libri di poesia che ho letto in vita mia”( F.Strinati )

Come è nata questa tua passione per la poesia?

La passione per la poesia è nata nel momento in cui sono nato io. La vita è poesia, la natura è poesia; ogni respiro è poesia. Quando un’anima è sensibile, ricettiva, che si ascolta e che sa ascoltare ciò che la circonda, la poesia nasce in modo del tutto naturale. La sensibilità è l’ingrediente fondamentale.

In questa tua scelta artistica sei stato influenzato da qualche tuo familiare?

In casa mia sono l’unico che ha intrapreso un percorso artistico. Quando penso a questo aspetto, mi sento un po’ solo, ma ormai ci sono abituato. Sono influenzato da diversi poeti questo si, ma la mia famiglia mi ha insegnato tantissime altre cose importanti nella vita, come ad esempio, essere una persona corretta sempre. La poesia è importante, ma nella vita c’è bisogno anche di altro.

Quando  è nata questa passione?

Come ho detto prima, la poesia è nata nel momento in cui sono nato io; lo stesso vale per la musica. Poi se vogliamo ragionare in termini meno astratti, posso dire che la musica è nata quando avevo all’incirca 6 anni, mentre la poesia quando ne avevo 27. Io non mi sento nè poeta, nè musicista. Mi sento semplicemente un grande appassionato della vita, e dell’arte.

Per chi volesse acquistare   Dal-proprio-nido-alla-vita può farlo cliccando in questo link  AMAZON

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Fabio Strinati è un poeta, scrittore e musicista marchigiano.

Ha pubblicato con la casa editrice il foglio letterario, il libro di poesie dal titolo: Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo.
Si tratta di un libro che apre un filone nuovo nella nostra poesia moderna italiana: per ritmo, per forma, per le tematiche trattate ed un uso del vocabolario ricercato che esprime un suono unico e lunare, è un’opera sofferta, partorita di notte.

“Poesia come pensata sul pentagramma, quella di Fabio Strinati, giovane autore alla sua prima esperienza di poesia. Poesia pensata come attraverso il respiro delle spighe di grano – sottotitolo del libro stesso. Il suo lavoro poetico è fatto di una ricerca continua di significato e significante che devono combaciare attraverso metafore e suoni, immagini e ritmi che colpiscono per la ricchezza di particolari, per quella assonanza tra il reale e l’onirico che diventa poesia.

I testi di Strinati non sono di facile lettura, non vi troverete le rime aperte e chiare di un Penna o di un Caproni, i sentimenti dolorosi di Ungaretti, la poetica della morte di Sereni. Uno zibaldone da cui trarre linfa per una futura poetica, per una visione – fortunatamente – ancora in divenire”. (Cinzia Demi)

Potete acquistare questo libro direttamente in questo sito:  IBS.it

 

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di Renzo Allegri

Il 25 marzo di 150 anni fa, moriva il grande direttore d’orchestra che fu anche nobile esempio di etica civile.

 Restituiva parte dello stipendio 
A cominciare dal 1921, Arturo Toscanini divenne per la secon¬da volta direttore artistico della Scala. Vi rimase per una decina d’anni. E furono gli anni del maggior splendore della storia del Teatro milanese. Toscanini portò questo teatro ad essere il più pre¬stigioso del mondo. Lo prese da zero.
La Scala non aveva mai avuto un’orchestra autonoma. Toscanini la fondò, la formò e la portò a competere con i più celebri complessi. Sotto la sua direzione artistica, gli spettacoli lirici alla Scala non erano inferiori a quelli di nessun altro teatro. E lui era il dittatore, l’imperatore, colui che plasmava tutto. Dirigeva l’orchestra, formava i cori, suggeriva le scene, presiedeva alla regia. Era autore di tutto.
Nel 1972, Wally Toscanini, figlia del grande direttore, in un lungo memoriale che pubblicai in sei puntate su “Gente”, mi raccontò questo straordinario e singolare episodio:
«Quando la Scala divenne Ente Autonomo, mio padre cominciò la sua attività a pieno ritmo. Gli orchestrali e tutti gli altri dipendenti percepivano regolare stipendio. Anche mio padre, come direttore dell’orchestra, era un dipendente ed era stipendiato. Egli non volle però mai essere pagato durante i mesi in cui la Scala restava chiusa. Diceva: “In questi mesi io non lavoro e quindi non devo farmi pagare“.

Il sindaco Caldara venne più volte a casa, a parlare con nostro padre di questo argomento. Gli diceva: “Lei, maestro, lavora per noi non solo quando viene a fare le prove o quando dirige i concerti, ma anche quando studia gli spartiti o si occupa dell’organizzazione della stagione successiva. È un dipendente della Scala e come gli altri dipendenti ha diritto a uno stipendio per tutto il tempo dell’anno“.
«La sua scrupolosa onestà raggiunse forme di pignoleria incredibile. A volte accadeva che durante la stagione della Scala egli dovesse assentarsi per una settimana o due, o anche un mese. Era chiamato a dirigere qualche concerto importante all’estero. Quando tornava, si chiudeva nel suo studio e faceva complicate operazioni sullo stipendio che riceveva dalla Scala. Sottraeva una parte della somma, corrispondente al periodo di tempo di assenza, e la restituiva all’amministrazione del Teatro dicendo: “In questi giorni non ho lavorato e quindi non devo essere pagato“.

«Per consuetudine, un palco della Scala era riservato, gratuitamente, alla famiglia del direttore d’orchestra. Mio padre non volle mai usufruire di questo beneficio: pagò sempre, come un qualsiasi altro cittadino, il palco che, durante i concerti, veniva occupato da sua moglie e dai suoi figli».

 

RENZO ALLEGRI

Dopo aver studiato alla “Scuola superiore di Scienze Sociali” dell’Università Cattolica del Sacro Cuore diventò giornalista lavorando successivamente per diversi giornali fra cui Gente con cui strinse un rapporto che durò 24 anni. È stato anche caporedattore per lo Spettacolo del settimanale “Noi” e del settimanale “Chi”.

Come scrittore ha pubblicato una cinquantina di libri, tra cui diverse biografie. Da una di queste, Padre Pio un santo tra noi , è stata ricavata la sceneggiatura del film Padre Pio di Carlo Carlei prodotto nell’anno 2000: l’attore principale era Sergio Castellitto. Il figlio Roberto Allegri è anch’egli giornalista e scrittore.

 

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La bella addormentata nel bosco, la bella fiaba che tutti noi da bambini abbiamo ascoltato dalle nostre mamme o letto prima della nanna, ha avuto diverse trascrizioni.

Le prime versioni però assomigliavano solo lontanamente a quella che tutti conosciamo

La storia era molto cruda: raccontava la vicenda della Bella Addormentata e del suo stupratore.

I saggi avevano avvertito il grande Re che sua figlia Talia sarebbe stata messa in grave pericolo di avvelenamento a causa di un lino presente a palazzo.

Così, il sovrano, bandì l’uso del lino a corte, ma come previsto, Talia si punse con una scheggia avvelenata mentre filava il lino sul suo fuso. Colto da grande disperazione, il re depose il corpo addormentato (o morto) della figlia su un velluto e lo lasciò nella foresta.

Qualche tempo dopo, un nobile ricco, mentre era a caccia nei boschi, si imbattè nel corpo abbandonato della Bella Addormentata.

Lungi dal darle un casto bacio come vuole la nostra versione della fiaba! Il nobile violentò il corpo addormentato della giovane, mettendola incinta. Nove mesi più tardi, la Bella Addormentata diede alla luce due bambini (Sole e Luna) e le fate della foresta si presero cura delle due creature mentre Bella Addormentata continuava nel suo sonno.

Allorchè le fatine attaccarono al seno della Bella Addormentata , i figli. Uno dei due, accidentalmente, scambiato il pollice di lei per un capezzolo le succhiò via la scheggia avvelenata. Fu così che Talia si svegliò dal suo sonno profondo.

Mesi dopo, il nobiluomo decise di tornare nei boschi per avere un altro rapporto sessuale con il corpo della Bella Addormentata, ma, con sua grande sorpresa, la trovò sveglia.

Il nobile le confessò di averla violentata e, di nuovo, ebbe un rapporto con la principessa ma questa volta nel fienile. Alla fine, lungi dallo sposarsi e vivere felici e contenti, l’uomo se ne tornò a casa dalla moglie. La moglie del nobile, però, scoperto il tradimento, ordinò che i figli di lui venissero rapiti e cotti vivi. Il cuoco, fedelmente  cucinò e servì al nobile il piatto diabolico. Come il signore ebbe finito il pasto, la moglie gli annunciò: “hai mangiato ciò che è tuo!”. Ma,a quanto pare, il cuoco aveva un cuore tenero, e anzichè uccidere e cucinare i bambini, li sostituì con una capra.

Solo a questo punto Talia si ricongiunge ai figli e  al suo stupratore e così vissero felici e contenti.

Questa versione fa parte della raccolta scritta nel 1600 da Giambattista Basile. Si intitola Il Pentamerone (50 racconti)   nota anche come Lo cunto de li cunti, tradotto dal dialetto napoletano però solo nel 1747.

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Ho conosciuto Tullio in occasione di una commedia di cui facevamo parte entrambi in qualità di attori. Tullio Boi è un ingegnere con la grande passione per le vignette. Una passione che è diventata la sua attività principale. Un vignettista satirico che affronta il problema della disabilità con una forte ironia. Il suo personaggio principale è CauBoi, una mucca in carrozzina. Lui è in carrozzina a causa di una sclerosi multipla che si è presentata in giovane età. Non si è certo lasciato andare per questo e anzi, attraverso le sue vignette ha cercato di essere testimone diretto di tutti quei problemi  con cui si scontra giornalmente a causa della sua condizione. Ha collaborato con testate giornalistiche e televisive  isolane  e peninsulari. Fa satira da 10 anni, 2500 vignette e 5 libri di cui Disabill kill è l’ultimo ( in vendita su richiesta, in beneficenza al 50%)che ha realizzato , insieme a Pietro Vanessi.  ”Disabillkill” è un dizionario satirico sulla disabilità, con prefazione di Sergio Staino e collaborazione di tanti disegnatori nazionali.

Da ben 15 settimane ha aperto una  diretta su facebook ,  ospitando ogni volta un personaggio del mondo culturale. Domani, martedì 10 gennaio avrò il grande piacere di essere ospite del suo salotto.

Per tutti coloro che vorranno passare un’oretta in nostra compagnia possono farlo entrando nella pagina Facebook di Tullio Boi dalle 21,15. 

Tullio Boi

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L’artista Monica Tronici, conosciuta come l‘Artista della plastilina , terrà per la prima volta a Galtellì uno dei suoi famosi laboratori. Un’arte davvero insolita che affascina chiunque la veda all’opera. lei non si limita soltanto alla realizzazione di miniature ma crea delle vere e proprie opere d’arte: quadri, bassorilievi, riproduzioni di artisti famosi, di gioielli e addirittura scialli e camicie della tradizione sarda , tutto rigorosamente in plastilina.

Il Comune e la Pro loco di Galtellì non potevano lasciarsi sfuggire l’occasione di averla ospite  e, nell’ambito di un’ampia programmazione denominata Museo Aperto, Monica Tronci è stata inserita tra una serie di attività dedicate alle famiglie, nelle sale del Museo Etnografico “Sa domo ‘e sos Marras”, una bellissima casa storica dell’antico borgo.

Di mattina  terrà un laboratorio di manipolazione della plastilina con letture  tratte dal suo plastilibro ,illustra e racconta  filastrocche in lingua sarda e gli animali della campagna di “Sa vida in su sattu”. I bambini creeranno uno dei personaggi tratti dalle illustrazioni dello stesso libro.

Durante il laboratorio le famiglie potranno partecipare a una visita guidata lungo le strade del borgo di Galtellì,ricco di storia e fascino.

Alle 18 è prevista l’inaugurazione della Plastimostra sempre di Monica Tronci. Una mostra completamente realizzata in plastilina  che rappresenta i segni, i decori e i ricami della tradizione sarda. Il titolo infatti è “Sinnus e prendaS – Forme e colori della tradizione sarda”.

L’artista illustrerà la mostra che comprende anche l’esposizione dei personaggi tridimensionali che popolano i suoi due primi libri per bambini. La mostra si concluderà il 31 agosto.

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Foto di R.Mangosi

“Emozionante! Sì, effettivamente mi sono reso conto di quanto lo sia stata solo stanotte, quando non ho dormito le mie solite sei o sette ore, ma molto meno. Ripensavo infatti alla serata di ieri, alla mitica presentazione del libro Disabill Kill a Montecitorio.”

A parlare così è Tullio Boi, ingegnere cagliaritano costretto su una sedia a rotelle dalla Sclerosi multipla, patologia che si è presentata alla soglia dei 30 anni. Lui è un vignettista satirico, e satirico è il suo libro DISABILL KILL che tratta l’argomento Handicap, in maniera molto ironica. Ha presentato il suo libro un po’ dappettutto ma senza dubbio  Montecitorio gli mancava “.

Per me sarà stata la ventitreesima presentazione di un (anche) mio libro, ma, e mi trovo buffo a ripeterlo il giorno dopo ogni volta, era sicuramente la migliore di tutte le precedenti.  Sia per la location, prestigiosa ed unica, la sala Aldo Moro presso la Camera dei Deputati a Montecitorio, arredata con mobili a suo tempo contenuti nella Reggia di Caserta.  Che, direi specialmente, per gli intervenuti: una cinquantina in tutto, da più parti d’Italia. Per l’arrivo dalla Toscana di Sergio Staino , con la inaspettata e graditissima ElleKappa (al secolo Laura Pellegrini), per la presenza di Giovanni Maria Bellu (giornalista e scrittore, già direttore dell’Unità, inviato speciale di Repubblica e mio direttore in un quotidiano in cui vignettavo giornalmente), per le tante altre presenze che non sto qui ad elencare.  Però tutte importanti e graditissime.  In particolare quelle degli amici vignettisti Pierfrancesco UvaRoberto MangosiArmando Lupini e Dario Di Simone. E poi l’ottimo Roberto Dal Prà, i cari Pietro Gorini e Fulvio De Nigris, e così via.

p.s. ovviamente grazie a Yonggi , Pietro VanessiVincenzo Falabella ,Pierpaolo VargiuPiergiorgio MassiddaBianca Diosono e a tutti coloro che si sono impegnati direttamente per la riuscita di quest’evento che ho organizzato con infinito piacere.” Chi volesse comprare il suo libro può scrivere direttamente a tullioboi@tiscali.it  e sarà ricontattato al più presto.
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Quando ero alle scuole medie, ricordo ancora a memoria un brano della commedia teatrale  tratto  dal romanzo di Victor Ugo “Les miserables”, tutto rigorosamente in francese perché così lo avevamo studiato e messo in scena  con la professoressa. Fu la prima insegnante che io ricordi, che insegnava la sua materia attraverso la forma scenica.

Le materie studiate in questo modo lasciano il segno e questo lo sanno bene le scuole salesiane che fra le varie attività mettono in primo piano il Teatro di qualità coinvolgendo sia gli scolari che gli studenti di ogni ordine e grado e ultimamente anche i genitori dei ragazzi.

Il Teatro contribuisce a dare un senso e un significato alla vita di un individuo e di una comunità perchè racchiude in se la scrittura, il gesto, il movimento, il suono, l’immagine e il segno. Apre la mente  e soprattutto aiuta i ragazzi ad integrarsi e mettere insieme le proprie forze facendo squadra verso l’obiettivo finale.

Grande peso culturale ebbero le opere di Jacques Copeau (1879-1949) e di Henry Ghéon (1875-1944): la maggior parte degli studiosi fanno risalire a loro le origini del Teatro educativo. Ma già mezzo secolo prima, un prete piemontese aveva messo il Teatro in una posizione privilegiata della sua azione educativa. Si trattava di Don Bosco, e la sua fu una novità assoluta per la società contemporanea (andavano per la maggiore le tragedie di Alfieri e i melodrammi di Verdi).

A  Cagliari, Venerdì 3 giugno dalle ore 20:15

nel teatro dell’Istituto Salesiano 

verrà messa in scena la commedia di Lucarelli, Gotti e Catenacci

“Delitto a teatro” ,

prodotta  dal CGS La Giostra (Associazione culturale che opera nel campo educativo attraverso i mezzi di comunicazione, con i giovani, nello stile di don Bosco) . Le classi coinvolte sono quelle del Liceo Classico e Scientifico “San Giovanni Bosco” di Cagliari.

Ingresso libero, possibilità di parcheggio nel cortile dell’Istituto, via Sant’Ignazio 60 – Cagliari.

 

 

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Ogni tanto mi sorgono delle curiosità su cose che fino a poco tempo fa non mi sfioravano minimamente.

Ultimamente mi è venuto da  pensare  ai personaggi femminili delle opere Liriche, quelli più famosi che vivevano in un’epoca molto diversa dalla nostra, e su come sarebbero stati oggi.

Prendiamo ad esempio Gilda, protagonista dell’opera Rigoletto. Ragazzina adolescente (e qui è inevitabile non fare paragoni tra le adolescenti di oggi e di allora), che vive con un padre vedovo   che per mestiere fa il Giullare di corte. Oggi potrebbe essere il comico televisivo o il clown del circo. Lei, una di quelle adolescenti esposte ai pericoli della Rete web.

Violetta, protagonista femminile dell’opera La Traviata. Giovanissima anche lei ,che per motivi non ben identificati decide di fare la bella vita, frequentando nobili anziani e danarosi che le possano garantire una vita di lusso e continuo divertimento. Ma poi, si sa , all’amore non si comanda ed è bastato uno sguardo e una malattia incurabile per capire che i soldi non fanno la felicità. Inevitabile  il paragone con le starlette TV di oggi che si sono vendute al milionario di lusso per qualche capo firmato e qualche comparsata televisiva.

Insomma, nonostante stiamo parlando di epoche diverse la sostanza non cambia. La ragazzina ingenua che cade in trappola c’era allora come oggi e così la giovane prostituta arrivista. Considerazioni personali  .

Il cantante lirico  Cristiano Cremonini tenore e scrittore, ha avuto una curiosità simile alla mia. Avendo vissuto molte storie sul palcoscenico accanto a questi personaggi femminili,  è voluto andare a fondo sulla vita di alcune  alcune di loro ,  per capire quanto ci sia stato di vero o romanzato nelle loro vite. Cosa e chi ha ispirato Puccini, Verdi, Donizetti a musicare le storie di queste donne?

Cremonini ha raccolto nel suo nuovo libro la storia di otto eroine del melodramma. Il libro si intitola “Opera d’amore. Donne del melodramma fra letteratura, storia e mito”.

Se anche voi siete curiosi potrete acquistare il libro cliccando sul link della libreria online UNILIBRO .

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Monica Tronci è un’ artista ad ampio spettro. Lei non si ferma ad una sola arte ma da una ne fa fiorire tante altre. E’ considerata forse la più importante artista sarda della lavorazione della plastilina. Questa forma artistica è poco conosciuta  perché in altri tempi la plastilina la si poteva considerare solo un sussidio scolastico limitato a qualche ora di lezione , per finire presto appallottolato in qualche cestino senza forma e senza colore. Monica invece ha saputo valorizzarla al punto da farne uno strumento di lavoro. Gira la Sardegna in lungo e in largo per farsi conoscere dedicando  i suoi laboratori  ai bambini ma anche agli adulti per imparare e diffonderla. Tanti sono i giornali e le TV che le hanno dedicato spazio. I suoi laboratori sono richiestissimi soprattutto nelle scuole materne ed elementari.

Le creazioni sono dei piccoli gioielli  ispirati soprattutto al mondo vegetale e animale della sua terra di Sardegna . Da qui nasce l’ispirazione a comporre delle filastrocche in  lingua sarda attinenti ai soggetti creati, in modo tale che anche  più piccoli  possano avvicinarsi così alla lingua dei propri avi.

I lavori in plastilina purtroppo hanno vita breve e  Monica ha pensato di fotografarli e conservarli in un libro, anzi due e presto tre, insieme ai preziosi versi: li  ha chiamati Plastilibri, ”Sa vida in su sattu – La vita in campagna” e “Is bidrureddas – Gli ortaggini”

SABATO 27 FEBBRAIO 2016  alle ore 17,15 

Monica Tronci per la prima volta a Cagliari, presenterà appunto i Plastilibri,  alla Nuova Libreria Don Bosco MRC

in Piazza Giovanni XXIII n. 76.

L’invito è rivolto a tutti. Dai bambini più piccoli  ai nonni.

Le letture verranno eseguite da  Ignazio Salvatore Basile   e dalla stessa autrice  .

A fine serata si svolgerà una dimostrazione di creazione degli animali di plastilina dal vivo.


YouTube Video Non mancate perché avrete l’occasione di conoscere un’artista davvero straordinaria, unica nel suo genere.

Monica Tronci

Da sempre appassionata di materie artistiche, ha sviluppato da autodidatta una tecnica elaborata che consente di creare dei laboratori molto seguiti dai bambini. Prima con il disegno e poi con l’uso della plastilina.

L’ attività di insegnante di danza e animatrice per bambini le ha consentito di avere un rapporto semplice e immediato con la prima infanzia dandole modo di sperimentare l’insegnamento di varie discipline nelle diverse forme e con bambini e ragazzi di diverse età. I corsi che propone sono: con la plastilina: laboratori per bambini corsi per adulti illustrazioni di plastilina Mostre PLASTILINA+DISEGNO+SCRITTURA CREATIVA con storia illustrata finale. Scritta e costruita completamente dai bambini.

DISEGNO Laboratori di disegno per bambini e ragazzi usando come tema l’argomento da loro preferito come cartoni animati o fumetti o animali o altro;

PLASTILINA Laboratori di lavori in plastilina con la finalità della lavorazione e creazione di oggetti;

Partecipa a diversi  festivals per bambini, ragazzi e adulti a seconda del ruolo. Ha creato dei laboratori di educazione ambientale specifico sull’acqua e a settembre è stata al Centro di educazione ambientale di Sardara. Ultimamente ha fatto un ciclo di 10 laboratori all’interno di un grande progetto molto variegato  contro il bullismo e per il rispetto del prossimo, con l’utilizzo di attività creative a vario titolo.

Ha creato i Plastiquadri che serviranno in un futuro libro ad avvicinare i bambini all’arte ripercorrendo e riproducendo i grandi pittori, questa tecnica è molto gradita anche dagli adulti.
 GEOGRAFIA TURISTICA (disegno e lingua straniera) Laboratori di animazione come “Viaggio alla scoperta del viaggio” laboratorio di geografia turistica, di grande successo tra i bambini. Un viaggio virtuale propedeutico ad un viaggio reale. Questo laboratorio si è tenuto anche nell’ambito di festival di letteratura di viaggio (Mandas) nella sezione dedicata ai bambini.
LABORATORIO Di CUCINA PER BAMBINI (qualifica professionale di cuoca)

Ignazio Salvatore Basile

Nasce in Sardegna, dove insegna diritto ed esercita la professione di avvocato. Nei primi anni ottanta, dopo svariati soggiorni all’estero, è attivo in diverse associazioni per la valorizzazione del patrimonio culturale sardo. Nella seconda metà degli anni ‘90 ha intensificato la sua produzione drammaturgica e poetica in lingua italiana iniziando a comporre l’opera poetica in rima “I Canti della Creazione” ispirata alla Sacra Bibbia, per complessivi 56 Canti.

Nel 2008 è stato pubblicato il Primo Volume, che contiene i primi 22 Libri dell’Antico Testamento, per i tipi di Grafica Elettronica- Napoli, mentre diversi brani, tratti anche dal Nuovo Testamento, sono stati già pubblicati in Riviste e Raccolte letterarie.

Nel 2000 la sua opera “Su viaggiu de Bachis” vince il 1° Premio per il Teatro in lingua sarda nella scuola, messo in palio dall’Assessorato alla P.I. della Regione Autonoma Sardegna.

Nel 2005 e nel 2006 le sua opere teatrali “I promessi sposi”, trasposizione in chiave moderna del capolavoro manzoniano, e la commedia “Sandali nella Polvere” sono state selezionate ed hanno partecipato al concorso nazionale “Il Grifo D’oro” a Partanna (TP). Nel 2007 la sua opera teatrale “I Reduci” è stata selezionata ed ha partecipato allla XXVI Rassegna Nazionale del Teatro nella Scuola di Serra San Quirico(AN) . Nel 2008, il suo libretto per Musical “Aforas sos Sardos” è stato tradotto in lingua spagnola per partecipare al Festival ” I Sardi nel mondo” organizzato in Spagna dal Circolo dei Sardi “Ichnusa” di Madrid.

Ha preso parte al Festival internazionale “Science on Stage”, al CERN di Ginevra, con l’opera teatrale “A Magic Chemical Show” di cui ha scritto e interpretato, in lingua inglese, il monologo di D. I. Mendeleèv.

Propone, in coppia con il soprano Alessandra Atzori, il Recital di Spirituals e di Canti della Creazione “Bible’Songs”, che ha partecipato con successo al Festival d’Autunno del Teatro Club di Cagliari della Cooperativa Musica Sardegna.

Sempre nel 2008 ha pubblicato il suo primo romanzo di ambientazione londinese “E quattro corvi voleranno via” con Boopen Editore – Napoli e la silloge di poesie in versi liberi “Viaggio nell’Universo e dintorni” con la Casa Editrice Menna di Avellino. E’ vincitore diversi premi letterari tra cui, da ultimi, nel 2009, il Primo Premio ex-aequo di Poesia ” San Valentino” di Quartu Sant’Elena” con la poesia “Fiore di Antiochia” ; il Primo Premio del V Concorso Internazionale on-line “Cilia Rosa” di Termini Imerese (PA)con la poesia “Il Trionfo dei Giusti” e la “Segnalazione di Merito” dell’Accademia Internazionale “Il Convivio” con la silloge inedita “Il Cantico dei Cantici”.

Ad ottobre 2011 pubblica il romanzo sulla vita del garibaldino Gaspare Nicolosi : “Dalla Sicilia al Piemonte” che trae ispirazione dal racconto vero della centenaria Silvia Nicolosi Dessy nipote appunto del garibaldino. Questo romanzo a su a volta diventerà un’Opera lirica
A Marzo 2012 vince il primo premio del concorso Nuove lettere dell’Istituto di cultura di Napoli per la poesia edita.

E’ titolare di due blog Tiscali: Scetinsardu e Albixpoeti , e un terso in lingua inglese Albixforpoetry

 

 

 

 

 

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Quando ho ricevuto in dono questo libro, l’ho aperto subito attratta dalla foto di copertina: un bambino di dieci anni seduto sul cofano posteriore di una Fiat 850 .Ebbene, questa immagine nel suo insieme mi ha riportato indietro nel tempo, alla mia infanzia. Fin dalle prime pagine ho avuto la sensazione di essere dentro a un film  di cui già conoscevo trama. Quando i miei genitori ci annunciavano che avremo passato la domenica nella casa in campagna dei  nostri zii e cugini, non dormivo la notte per l’attesa di quell’avvenimento straordinario per me che ero nata e cresciuta in città.

Nando Cuccu è  uno scrittore, poeta e autore di bellissime canzoni, ma è anche colui che mi ha donato il libro sopracitato è grazie al quale ho potuto  rivivere i tempi della spensieratezza.

Il bambino decenne della copertina è lui, il protagonista della storia che vive esperienze indimenticabili nel paese del padre e in cui vivevano le sue due zie: Gonnoscodina in provincia di Oristano.

Il libro, come dice Alessandro Cilla nell’introduzione, dovrebbe essere adottato nelle scuole, perchè oltre che essere una raccolta di ricordi d’infanzia, riveste un carattere didattico, ricordando la vita di un tempo molto diversa da quella attuale.

Lo scrittore   ha avuta la bella idea di utilizzare qua e là frasi  in lingua sarda con l’immediata traduzione, e questo affascina il lettore facendolo addentrare meglio nello stile del racconto. Nelle ultime pagine del libro poi si trovano i tanti significati dei termini usati in lingua campidanese.

   Il piccolo Nando  amava questa vacanza lontano dalla sua città,  perchè si poteva immergere in quella natura incontaminata così diversa dalla sua vita quotidiana . Le giornate erano scandite soprattutto dai riti legati all’utilizzo dei prodotti della terra. Un esempio, la  conservazione dei pomodori per i mesi invernali: dall’imbottigliamento della passata a quello della essiccazione al sole. Ma anche dell’uva , che dopo la raccolta, parte di essa veniva lasciata riposare sempre al sole affinchè potesse diventare più dolce prima di farne del buon vino. E ancora: il frantoio, le olive   l’olio,l’asinello protagonista, ma anche i maiali, le pecore e la mungitura.

Nando non era solo un osservatore in tutto questo ma aveva dei compiti precisi , spesso i più faticosi, come quello, ad esempio, di lavorare l’impasto per le ostie da preparare per la Santa Messa.

Il protagonista racconta anche delle amicizie che intrecciava nel paese e di quando la domenica lo raggiungevano  il fratello con i cugini e con i quali trovava la complicità per  vivere sempre  nuove esperienze.

Un racconto fresco, semplice, profumato di natura e spensieratezza ,  scorrevole nelle descrizioni e di facile lettura.

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foto L.Desogus

In occasione del centenario dello scoppio della prima guerra mondiale

 al  Teatro Fratelli Medas

 il 4 GIUGNO  ore 21,00 ,

 

Gianluca Medas, Filippo Medas e Fabio Macis proporranno lo spettacolo Trincea.  Con questa nuova produzione i Figli d’Arte Medas si accingono, a ricordare il centenario dallo scoppio della prima guerra mondiale.  Liberamente tratto da una scrittura per la televisione di G. Dessì, dal titolo Trincee,  il testo, riscritto da Gianluca Medas, racconta,  con linguaggio essenziale, una importante vittoria del 151 Reggimento della Brigata Sassari, ottenuta durante una vasta offensiva, lanciata dal comando, verso il fronte austriaco, nel corso della seconda parte della prima guerra mondiale.

Sul palcoscenico, un attore. A Destra del palco un tavolino e due sedie.  Uniche concessioni sceniche. Alle spalle dell’attore un grande schermo, per proiettare veloci immagini di guerra , foto di soldati, scritte,  immagini rielaborate  con un linguaggio che punta alla introspezione, frutto del lavoro dal video maker Fabio Macis, da sempre contrario alla guerra.

Il Maggiore Dessì e il giovane Colonnello, attraverso un dialogo serrato, nella narrazione di Gianluca Medas, senza dire una sola parola, nel linguaggio filmico, mostreranno l’anima dei personaggi, mostrando di riflesso l’assurdità di ogni guerra, e sottolineando, senza mai cadere nella facile retorica, che, alla fine, tutti i soldati, in un conflitto, sono vittime.

Trincea è il contributo creativo dei Figli d’arte Medas fuori da ogni coro,  il nostro apporto in un dibattito sul centenario chiamato “celebrazione”che ancora non è stato affrontato senza suscitare gli imbarazzi di una enfasi fastidiosa, e la sensazione di un facile esibizionismo del dolore da bottega, cosa che nella nostra poetica ci pare sia una concessione troppo grande a chi ha permesso la distrutto di cose e la morte di persone per puro egoismo, pertanto lo spettacolo, nel rispetto di ogni persona prende però le distanze da ogni guerra.

Lo spettacolo  

viene proposto sotto forma di  reeding  drammatizzato.  Gianluca Medas  leggerà i testi di Trincea , mentre sullo schermo una successione di immagini realizzate dal video maker Fabio Macis.  Il testo racconta l’incontro fra un vecchio maggiore e un giovane colonnello, alla vigilia di una battaglia importantissima contro gli austriaci, che sfocerà in una vittoria, bagnata però dal sangue sardo.  Ricostruito dal  bellissimo testo di Giuseppe Dessì il dialogo fra il Maggiore Dessì, il padre dell’autore, e il Colonnello, figlio tra l’altro di un suo caro amico fanno comprendere l’assurdità della guerra, e l’ineluttabilità della morte.

Le  immagini, realizzate dal video maker Fabio Macis,   permetteranno di comprendere concretamente e attraverso gli occhi dei personaggi, quello che storici e filosofi definiscono  “il sonno della ragione”.

Le immagini raccontano  il profondo dei pensieri dei due ufficiali. Le musiche di Filippo Medas  faranno da contrappunto ad uno spettacolo faticoso per i contenuti proposti.

 Al termine dello spettacolo si terrà come di consueto il solito buffet a cura dell’istituto agrario. Prima dello spettacolo un saluto di Anna Scintu nipote  dell’eroe guasilese  Raimondo Scintu

 

 

 

 


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Casting dei Figli d’Arte Medas per la manifestazione “Storytelling
A scanso di spiacevoli equivoci vorremmo chiarire che

non cerchiamo professionisti !

Mercoledì 3 giugno, dalle ore 9 alle 13 e dalle 16 alle 19, nei locali della Società Umanitaria in viale Trieste a Cagliari, la compagnia Figli d’Arte Medas organizza un casting per la realizzazione di un documentario dal titolo “CANALE 16, 10 aprile 1991 – Mobi Prince”, da inserire all’interno di “Storytelling”, una manifestazione sperimentale che, accanto alla tradizionale narrazione a voce, si avvale del contributo di video e immagini.
La compagnia guasilese è alla ricerca di donne tra i 45 e i 50 anni di bella presenza, e di uomini, tra i 25 e 60 anni senza accento sardo.
Le pose verranno realizzate a Cagliari e l’impegno delle riprese durerà tra i 15 e i 30 minuti. Il giorno fissato per le riprese è

domenica 7 giugno 

Non è previsto un rimborso
Chi fosse interessato può inviare nome, cognome, recapito telefonico e una foto all’indirizzo mail storytelling.figlidartemedas@gmail.com.
Guasila, 28 maggio 2015

 Info e contatti
Associazione Figli d’Arte Medas
Direzione artistica: Gianluca Medas – 345.3199602 – gianluca.medas@gmail.com
Ufficio stampa: Matteo Mazzuzzi – 347.2145374 – ufficiostampa@figlidartemedas.org

 

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Aveva appena 19 anni, l’attore cagliaritano Gaetano Marino, quando debuttava nel difficile ruolo di Rosario Chiarchiaro, lo jettatore de “La patente” di Luigi Prandello, con la direzione di Claudio Susmel.

Questa sera un nuovo debutto alle 19,00, nella  versione “novella“, in diretta su Quarta Radio Sardegna, dopo 35 anni!

Ovviamente da non perdere!

Per accedere a Quarta Radio cliccate su questo link

 

 

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ASSOCIAZIONE DIVERSAMENTE – ONLUS
In occasione della Giornata Mondiale sull’Autismo
A cura di Spazio G28, Cagliari

POESIE DI ITALO MEDDA

COREOGRAFIE DI
ASSUNTA PITTALUGA, ROBERTO MAGNABOSCO, MICHELA MUA, BENEDETTA BUCCERI

Quando ci arriva una notizia che ci indigna, spesso ci irritiamo ancora di più con noi stessi perchè non troviamo come opporci e modificare una realtà non condivisibile. Non abbiamo nè i mezzi nè il potere per riuscire a migliorare un mondo spesso ingiusto. Ma, almeno agli artisti, è concesso il dono di trasformare la propria indignazione in opere che, nell’universalità e nel simbolismo del linguaggio artistico, possano contribuire alla riflessione e alla maturazione verso un futuro più equo. Così sono nate le poesie di Italo Medda, da frammenti di articoli giornalistici, da reportages televisivi, dalla riflessione critica su eventi che hanno segnato momenti culturali precisi.
Da qui traggono spunto le coreografie create da Assunta Pittaluga, Roberto Magnabosco con Benedetta Bucceri e Michela Mua, dalle poesie dedicate a personaggi, singoli o collettività, cui, per cecità, pregiudizi o interesse, è stata limitata la possibilità di espressione o che sono stati, a vari livelli, emarginati.

Dalle donne di Kabul alla poetessa Alda Merini, dalle donne della Cecenia a Pier Paolo Pasolini, a Silvia Baraldini, poesie intercalate da altre genericamente ispirate a donne idealmente amate, in un ventaglio di forme di danza liberamente prescelte da ogni coreografo.
Danzano: Barbara Belzer, Eleonora Caboni, Virginia Caboni, Carmen Cadoni, Paola Chessa, Maria Collu, Federica Cuccu, Giorgia Damasco, Gloria Denotti, Eleonora Dessì, Mariella Dessì, Francesca Fancello, Federica Farci, Renata Floris, Federica Foddis, Isabella Fois, Martina Fois, Michela Fois, Cristina Lecis, Arianna Madeddu, Maura Madeddu, Rita Manunza, Cristina Melis, Eleonora Melis, Michela Mua, Michele Murgia, Angela Muscinu, Francesca Naitza, Laura Ollano, Valentina Peddes, Sonia Pia, Valeria Piga, Laura Pinna, Cinzia Porcu, Loredana Saba, Veronica Sanna, Laura Vigo, Matteo Viola, Vanessa Vona.
Si ringraziano Stefano Raccis e Marco Maxia Saiu per la gentile disponibilità

TEATRO MOMOTI 
via 31 marzo 1943 n.°20 – Monserrato (CA)


Venerdì 27 marzo 2015 – ore 20,30

 

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Domenica 22 marzo alle 11,00, presso la Sala Kubrick del cinema Spazio Odissea, viale Trieste 84 a Cagliari, verrà presentato DISABILLKILL, una sorta di dizionario semi-serio, realizzato dai vignettisti PIETRO VANESSI e TULLIO BOI. Oltre a quest’ultimo, interverranno ANTHONY MURONI (Direttore dell’Unione Sarda), ANDREA FRAILIS (Giornalista di Videolina) e MASSIMILIANO MEDDA (Comico della Compagnia Teatrale LA POLA).

Il 50% del ricavato dalla vendita del libro, realizzato con i contributi di famosi vignettisti (Vincino, Bozzetto, Biani, ecc.) e con la prefazione illustrata di Sergio Staino, servirà a finanziare un progetto della FISH, Federazione Italiana Superamento Handicap.


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Ecco cosa può nascere da una chiacchierata tra amici, in un qualunque bar, magari di Londra, davanti ad un caffè o un bicchiere di birra.

Un artista, un Fotografo e  un Musicista: rispettivamente, Joel Brown, Donato Cinicolo e Sergio Sensi (cagliaritano). Il fotografo, un professionista affermato, presenta Joel Brown a Sergio Sensi e, durante una delle uscite serali ai bars, gli racconta un po’ di Joel e del suo passato di militare in Corea (anni ’50) e del suo arrivo a Londra durante la meta’ degli anni 60.

In quel periodo, Joel lavora per una società’ privata, una tipografia. Da se stesso, crea delle diapositive a colori, servendosi di vari inchiostri e del calore di una lampada da tavolo. Apparentemente, nota che l’ interazione fra gli inchiostri da buoni risultati e, di li, nasce l’ idea del ‘ Light Show ‘ o spettacolo di luci.

In quel periodo (si parla del 1966), il proprietario, di una libreria Londinese, gli presenta Syd Barrett (allora, elemento portante dei Pink Floyd) e così’ lo spettacolo si realizza, uno dei quali al Roundhouse di Camden Town. Spettori presenti 1500 ed altri 2500 che vogliono entrare per poter assistere al primo concerto di Phychedelica della Gran Bretagna. Questo spettacolo e’ descritto in un libro sui Pink Floyd, di Barry Miles.

Joel, quindi, utilizza i Pink Floyd ed un proiettore per il suo ‘ Light Show ‘. Chiede ai componenti della band di vestirsi con una camicia bianca di modo che si possa proiettare il contenuto delle diapositive sui musicisti e sull’ intero palcoscenico. Il pubblico presente non ha mai visto nulla del genere e più’ che ballare, partecipa spiritualmente al concerto. Infatti, Joel considera la Phychedelica (o Phychedelika, come lui scrive) non un movimento culturale, bensì’ spirituale. Joel, pertanto, conserva per lungo tempo tutto quel materiale in una scatola, sotto il letto, e mostra questa a Donato, l’ amico fotografo. Così’, fra una chiacchiera e l’altra, rivela a Sergio la sua idea, ovvero quella di fotografare quelle diapositive (e anche il resto del materiale, fatto di vari disegni a colori e in bianco e nero) e di includerle in un libro.

Durante il processo della fotografia, Sergio propone di creare un’ intervista come situazione chiave a quella situazione artistica e di includere anche quella nel libro. Così’, grazie pure ad un amico di Sergio, un cagliaritano proprietario di una grossa società’ tipografica, il libro arriva, di qualità’ eccellente e prezzi da concorrenza.

Per il momento sono state stampate un centinaio di copie. E la presentazione del libro “ The Art of Joel Brown ” verra’ tenuta presso una succursale, di una grossa Libreria chiamata Waterstones, a St Albans, questa sera del 14 Marzo.

Saranno presenti il Sindaco della Citta’, professionisti del Cinema, affermati  proprietari di Gallerie d’ Arte, anche altri amici di Sergio, Donato e Joel, e la Contessa di St Albans, per la rappresentanza della Regina nella Contea Hertfordshire.

La Musica che uscirà’ dagli speakers del sistema Hi-Fi, su desiderio di Joel, sarà’ ovviamente quella dei Pink Floyd.

  Per questo evento sono previste  un centinaio di presenze.  Per la pubblicazione del libro con testo originale in Inglese, si parlerà’ di una Casa Editrice Tedesca, specializzata in libri d’ Arte.

 

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“Isis sta cancellando la memoria storica distruggendo migliaia di libri” . Questo è il titolo di molti dei quotidiani di oggi.

E’ vero che i libri sono un patrimonio ineguagliabile però oggi,  la memoria storica non si perderà grazie al Web e al sito MEMORO, Banca della memoria, che raccoglie  le videotestimonianze della gente . Il sito , famosissimo ormai in tutto il mondo, raccoglie migliaia di testimonianze in tutte le lingue e suddivise per argomenti.

Ultimamente è nata una collaborazione con l’Università Brookes di Oxford che prevede la raccolta delle testimonianze   sul Cinema negli anni “50“. Le persone racconteranno quanto fosse importante per loro andare al cinema, i locali frequentati, i film visti, i loro attori preferiti, i titoli, la descrizione delle sale e come erano strutturate.

Sbarca a Cagliari quest’oggi, e starà   tutta la settimana, un operatore che   realizzerà dei piccoli video con coloro che desiderano raccontare i loro ricordi in proposito. Le videointerviste saranno realizzate alla Cineteca Sarda in viale Trieste 118  e  sono rivolte soprattutto alle persone nate entro il 1940 . I ricordi  devono  riguardare non solo la città di Cagliari ma anche i paesi limitrofi.

Per tutte le informazioni potete mandare una mail ad ottottobre@tiscali.it e lasciare i vostri dati col numero di telefono e sarete immediatamente contattati.

Guarda la videotestimonianza

http://www.memoro.org/it/Il-carnevale-del-1930_830.html

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Is bidrureddas (Gli ortaggini) è un libretto coloratissimo e illustrato con immagini stupende, che racchiude delle filastrocche in lingua sarda -campidanese nella variante terralbese, il paese dove l’autrice vive (Terralba). A realizzare il tutto è Monica Tronci, un’artista dalle mille risorse. Infatti sia le filastrocche che gli ortaggi realizzati in plastilina, sono delle sue creazioni. Ha curato questo libro nei minimi dettagli, con grande sacrificio economico aiutata anche dalla sorella gemella Valeria che ha curato la parte fotografica.

L’avventura editoriale è cominciata lo scorso anno , pensata, scritta, illustrata e pubblicata in totale autonomia, prodotta grazie al sostegno di chi conosce” La plastilina di Monica Tronci“, e che ha prenotato in anticipo il primo libro.

 Is bidrureddas – Gli ortaggini appunto, parla di verdure.

E così il pomodoro viene descritto per i suoi colori, gli odori e il gusto, accompagnato da un tipico pane sardo: su civraxu.

Le patate sono di vari tipi: il cavolo con le sue varianti col fiore o senza, da mangiare o solo ornamentali; il finocchio che serve per l’alimentazione ma anche per la salute e la bellezza; la carota che ha un nome antico che in pochissimi ricordano, e così via.

I personaggi creati in modo tridimensionale dalle mani di Monica Tronci prendono vita e con le loro facce simpatiche attirando l’attenzione dei bambini  mandando loro un messaggio utile: l’importanza di mangiare le verdure di stagione e in particolare la verdura che nasce in Sardegna.

E’ un modo diverso per sensibilizzare i bambini al consumo delle verdure, un tasto dolente dell’alimentazione di piccoli e ragazzi . Ed è anche un modo per imparare tante nozioni nuove sugli ortaggi. Durante la  ricerca sulle verdure, l’autrice ha imparato tante cose nuove che nemmeno immaginava, e le ha riversate in rima nelle sue composizioni, col grande entusiasmo che la contraddistingue ogni volta che  intraprende una nuova avventura.

Sono già in corso le serate di presentazione in tutta la Sardegna. Le biblioteche, le librerie, le associazioni  che vorranno ospitarla si facciano avanti  anche per organizzare i  laboratori di lavorazione della plastilina .

Monica Tronci è nata a Cagliari il 14 luglio 1974 ma risiede a Terralba

Contatti: >

Email: monica.tronci@gmail.com

Blog: http://laplastilinadimonicatronci.blogspot.com

Da sempre appassionata di materie artistiche, ha sviluppato da autodidatta una tecnica elaborata che   consente di creare dei laboratori molto seguiti dai bambini.

Prima con il disegno e poi con l’uso della plastilina.

L’ attività di insegnante di danza e animatrice per bambini le ha consentito di avere un rapporto semplice e immediato con la prima infanzia  dandole modo di sperimentare l’insegnamento di varie discipline nelle diverse forme e con bambini e ragazzi di diverse età.

I corsi che propone  sono:

con la plastilina:

  • laboratori per bambini
  • corsi per adulti
  • illustrazioni di plastilina
  • Mostre

 

  • PLASTILINA+DISEGNO+SCRITTURA CREATIVA con storia illustrata finale. Scritta e costruita completamente dai bambini.
  • DISEGNO

Laboratori di disegno per bambini e ragazzi usando come tema l’argomento da loro preferito come cartoni animati o fumetti o animali o altro;

  • PLASTILINA

Laboratori di lavori in plastilina con la finalità della lavorazione e creazione di oggetti;

  • GEOGRAFIA TURISTICA (disegno e lingua straniera)

Laboratori di animazione come “Viaggio alla scoperta del viaggio” laboratorio di geografia turistica, di grande successo tra i bambini. Un viaggio virtuale propedeutico ad un viaggio reale. Questo laboratorio si è tenuto anche nell’ambito di festival di letteratura di viaggio (Mandas) nella sezione dedicata ai bambini.

  • LABORATORIO Di CUCINA PER BAMBINI (qualifica professionale di cuoca)

 

 

 

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Ieri sera ho partecipato alla presentazione del libro di poesia della mia ex collega Marcella Macis che per più di trent’anni è stata mezzosoprano del coro del Teatro Lirico. Dopo il periodo dedicato al teatro, Marcella ha potuto riprendere in mano la sua passione per la poesia e le liriche, coronando finalmente il sogno di poter pubblicare la sua prima raccolta “L’anima in versi”.

Quella di ieri era la seconda serata che, come la precedente, accomunava diverse arti: letteratura, recitazione, musica e canto.

La serata si è svolta nella biblioteca della chiesa di San Domenico, nel cuore storico della città di Cagliari.

Ha aperto la serata padre Christian Steiner  il quale, tra le tante cose, ha messo in evidenza l’importanza dei versi e delle parole e di come , sin dalla primissima infanzia, queste creino stupore e ammirazione. Ha preso poi la parola la presidente dell’ Associazione degli Amici del libro, Maria Giuseppina Cossu Pinna la quale ha esordito sottolineando l’importanza storica della biblioteca in cui si stava tenendo la serata, passando poi alla presentazione del libro  alla presenza dell’autrice Marcella Macis. L’attore e fine dicitore Sergio Soi ha poi letto alcune poesie .

Particolarmente toccante la poesia che l’autrice ha dedicato alla madre mettendo in evidenza come quest’ultima abbia  trascurato le sue inclinazioni per dedicarsi ai figli. Ed è sempre alla madre che  ha dedicato questa sua prima raccolta.

La serata è stata un alternarsi di poesia e musica. Si sono esibiti il baritono Roberto Deiana,  dalla voce morbida e ricca di sfumature,  e la giovane  Elena Schirru, soprano musicale ed espressiva. Accompagnava al pianoforte il maestro Valerio Carta.

Sotto, un mio video-documento della serata


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Gianni Marilotti racconta fiaba moderna di genti che non mollano

C’è qualcosa di nuovo, nel Supramonte sardo. La brezza frizzante, da sempre impregnata di muschio e lavanda si pervade di nuove essenze. I cuiles, gli antichi ovili, inebriati d’incenso, zenzero e coriandolo, si ammantano dei colori sgargianti dell’Africa nera. Senegalesi e altri popoli migranti lavorano gomito a gomito con le genti autoctone per evitare lo spopolamento di questi angoli di paradiso. Piccole meraviglie di una Sardegna aspra e arcaica che, giorno dopo giorno, si svuotano di giovani e di vita.
Qui, nella Barbagia di Seulo, ai confini dell’Ogliastra, prende corpo il sogno multietnico di Peppe Tolu, piccolo commerciante al dettaglio, protagonista del nuovo romanzo di Gianni Marilotti, “Il Conte di Saracino”, edito da Arkadia. La nuova fatica letteraria dello scrittore cagliaritano, premio Calvino 2003 con “La quattordicesima commensale”, è una fiaba moderna affrescata sullo sfondo di un solido realismo sociale.
E’ la storia di un risveglio, di una presa di coscienza. L’uomo, di fronte alla crisi che non concede alternative, non si arrende e cerca nuove opportunità incuneandosi nel ventre della montagna per radicarsi indissolubilmente alla sua terra cercando di recuperare le antiche tradizioni e di ricavare il necessario per sostentarsi nel pieno rispetto dell’ambiente. Sembra un visionario, Peppe Tolu, deriso da tutti nel suo paese, Nuxenti, da dove fugge per poi scoprire che tanti altri la pensano come lui.
La sfida è lanciata: ridare nuova linfa al territorio, grazie anche agli immigrati, per evitare la desertificazione inarrestabile dei paesi abitati per lo più da anziani, con i giovani costretti a emigrare in cerca di lavoro e i migliori cervelli impiegati all’estero. Ma c’è un tesoro nascosto da portare alla luce, uno scrigno di risorse naturali, storiche archeologiche e umane, nascosto tra alture, pendii, rocce e corsi d’acqua nel rigoglioso scenario dell’entroterra sardo. Qui in vetta, nel regno di piante secolari, animali selvatici, mufloni, cinghiali e volpi, volteggiano nell’aria poiane, falchi e aquile reali, signori assoluti di quei cieli sublimi. Sarà l’incontro con Mangedda “sa bruxia”, la strega, donna affascinante dal passato terribile e misterioso tenuta ai margini della società per i suoi presunti poteri occulti, ad introdurre Peppe Tolu in un viaggio iniziatico alla scoperta di un mondo femminile dal sapore prodigioso in cui la natura si esprime in tutta la sua potenza medicamentosa per il corpo e per l’anima.
La montagna diventa così l’ingresso privilegiato per la comprensione dell’infinito e del divino. Il sogno si traduce allora in un invito propositivo, indicando strade “altre” per combattere contro politiche economiche sciatte e inadeguate ed evitare la fuga da quei luoghi antichi. La via d’uscita è nel ritorno alle origini e in una più produttiva integrazione con il fenomeno dell’immigrazione. La montagna, in cui si cela il Conte di Saracino e la leggenda del suo indecifrabile tesoro, costituisce lo spazio in cui la natura mette a disposizione dell’uomo i mezzi necessari al superamento dei propri limiti.
Strumenti con cui combattere contro il ribaltamento di valori morali atavici che stanno alla base del patto primigenio tra uomo e natura.

Fonte: (ANSA).

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 FIND 32

XXXII Festival Internazionale Nuova Danza
Cagliari
25 ottobre – 30 novembre

Il tema prevalente è quello del corpo, inteso non solo come corpo fisico ma anche sociale e politico; il corpo con le sue possibilità che, anche in condizioni negative, possono apparire quasi illimitate. L’idea è quella di un “unlimited body”, teso a superare i limiti imposti, siano essi fisici, sociali, ideologici o politici e che in questo suo “streben” di natura faustiana, sia ideale sia fisico, trova molteplici percorsi con altrettante mete, anche molto distanti tra loro e dal punto di partenza.

Il FIND è composto da un cartellone principale e da una sezione rivolta agli alunni delle scuole e alle loro famiglie, il FIND Ragazzi, che ogni anno conquista nuovi successi grazie alla valenza culturale dei programmi presentati (rivolti alla scuola dell’infanzia, alla scuola primaria e alle scuole secondarie di primo e secondo grado), accolti con fiducia da insegnanti, direttori didattici e genitori.

La danza italiana ha, come sempre, un’importanza fondamentale ed è rappresentata soprattutto da giovani coreografi che rappresentano il movimento di innovazione e avanguardia attuale, come Chiara Bersani, Riccardo Buscarini, Silvia Gribaudi, Antonio Minini e il nostro conterraneo Moreno Solinas; accanto a loro i nomi più conosciuti di Michela Barasciutti, Patrizia Cavola e Ivan Truol, Flavia Bucciero, gli svizzeri Linga di Marco Cantalupo e Katarzina Gdaniec e l’albanese Gjergj Prevazi, presente per la prima volta in Sardegna.
All’interno del cartellone principale, una serata dedicata ai coreografi sardi non ancora riconosciuti ufficialmente dalle istituzioni, una serata dedicata alla manifestazione Anticorpi XL e la presentazione della coproduzione FIND con l’associazione NUES.

La manifestazione si svolgerà a Cagliari dal 25 ottobre al 30 novembre, per un totale di 21 spettacoli, tra cui 3 prime nazionali, un’anteprima nazionale, ben 70 artisti in scena e la partecipazione, al primo spettacolo in cartellone, di un gruppo di bambini di alcune scuole di danza e primarie di Cagliari e provincia.
Tutti gli spettacoli del cartellone principale avranno inizio alle ore 21.

Non mancheranno inoltre le occasioni di scambio culturale tra gli artisti e il pubblico. Saranno infatti organizzate delle master class dedicate a studenti e appassionati di danza, attraverso cui i coreografi e i danzatori delle compagnie ospiti illustreranno le loro tecniche e processi creativi.

A fare da cornice agli spettacoli, il Festival di VideoDanza Breaking 8 e la presentazione del film di Chiara Bersani “Are you ready for the miracle?”.

In apertura, il 25 ottobre al Teatro Massimo, lo spettacolo “Anna Bolena” del giovanissimo coreografo Antonio Minini, alle prese con la figura storica di Anna Bolena di cui esalta gli aspetti più fisici, l’amore sensuale, l’arroganza del potere, l’amicizia, il tradimento, la lotta interiore, l’amore materno.

Dal 31 ottobre il FIND si sposta al Teatro Auditorium Comunale, con l’anteprima nazionale di “Aragosta” dell’ASMED-Balletto di Sardegna. Il lavoro di Moreno Solinas (sassarese operante da alcuni anni a Londra), si ispira all’arte surrealista, accogliendo in pieno la tematica del FIND: i corpi delle tre danzatrici diventano materia plastica che crea forme, sagome e combinazioni sperimentando tutte le potenzialità fisiche.

L’1 novembre l’Albanian Dance Theater Company diretta da Gjergj Prevazi, presenta in prima nazionale “Without Blood”, che mostra tutte le sfumature delle relazioni fisiche umane, da quelle di conflitto fino a quelle amorose.

Il 2 novembre sarà dedicato al FIND-ER, una rassegna di nuovi coreografi sardi. Tre le coreografie presenti: la prima, “Vite di Carbone” di Claudia Tronci e Davide Cauli, prende spunto da una testimonianza delle ultime cernitrici della miniera di Montevecchio;
La seconda, “RelativaMente”, della giovanissima compagnia La Prochaine Fois, diretta da Matteo Corso, si ispira al concetto pirandelliano della forma e della maschera; infine, la compagnia SardaDanceStudio T.P., diretta da Theo Piu, presenta “Profumo”.

L’8 novembre Silvia Gribaudi, ideatrice del progetto europeo di dialogo intergenerazionale sull’invecchiamento attivo, sarà in scena con il 66enne Domenico Santonicola con “What age are you acting? – Le età relative”, che passa in rassegna tutte le età con tutte le possibilità e i limiti ad esse legate.

Il 9 novembre ritorna la compagnia Linga con una prima nazionale, “Solographies”, per le coreografie di Katarzyna Gdaniec e Marco Cantalupo, in cui la protagonista è la donna in tutte le sue espressioni, al di fuori degli stereotipi e dei luoghi comuni.

Il 15 novembre il FIND dedica una serata ai protagonisti della giovane danza d’autore di Anticorpi XL, in collaborazione con Associazione Enti Locali/Circuito Regionale per la Danza in Sardegna. Sono stati scelti due spettacoli di nuovi coreografi: “Zero” della compagnia Cuenca/Lauro e “Tame Game” di Igor & Moreno.

Il 16 novembre sarà la volta di Tocnadanza, con “Untitled – Tribute to Peggy Guggenheim”, di Michela Barasciutti, che si è ispirata ai quadri esposti alla Collezione Peggy Guggenheim di Venezia.

Il 22 novembre debutterà la coproduzione FIND-NUES, con “Nausicaa. L’altra Odissea”, spettacolo ideato e diretto da Senio G. B. Dattena che trasforma il fumetto di Bepi Vigna in un racconto vivo.

Il 23 novembre, “Esposta” della compagnia Atacama, per le coreografie di Patrizia Cavola e Ivan Truol, mostra una ricerca sul corpo femminile senza difese.

Il 29 novembre Chiara Bersani, Riccardo Buscarini e Matteo Ramponi, vanno in scena con “Family Tree”, un lavoro autobiografico che esorta alla riflessione su chi siamo e da “chi” veniamo.

Il 30 novembre il FIND si chiude con il solo di Riccardo Buscarini “10 Tracce per la fine del mondo”, l’antologia del vissuto del coreografo che guarda e vive in un mondo in cui sono più i dubbi che le certezze.

Il FIND RAGAZZI presenterà sei spettacoli, in orario antimeridiano per le scuole e in orario pomeridiano per le famiglie. I protagonisti saranno il Balletto di Sardegna con “Baba Yaga, Movimentoinactor CON.COR.D.A. con “Il bambino e i sortilegi”, il Teatro Instabile con “OrcoZucca” e Danza Estemporada con “Cenerentola” che verranno proposti il 7, il 13, il 14, il 21 e il 28 novembre.

I PRIMI 100 ABBONAMENTI SARANNO VENDUTI 10 euro (esclusi spettacoli del 2/11 e 15/11 ore 21).
INFO: festivalnuovadanza@gmail.com

 

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Questa sera alle ore 17,45, presso l’Exma’ in Cagliari, ci sarà la presentazione del libro di poesie “L’anima in versi” scritto dal mezzosoprano Marcella Macis qui solo in veste di poetessa.

Le letture dei brani saranno a cura dell’attrice Maria Grazia Bodio , mentre gli interventi musicali vedranno il soprano Maria Luisa Garbato, il baritono Angelo Romero accompagnati al pianoforte dal maestro Valerio Carta.

Coordinerà la serata Massimiliano Messina.

Ingresso libero.
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Venerdì 12 settembre ad Ossi, presso il locale Buena Vista, si è tenuta la serata sarda di presentazione del nuovo romanzo di Massimiliano Loriga “Il tempo delle mimose”.

L’evento ha avuto un grande successo di pubblico. Quest’ultimo ha potuto anche ammirare il tramonto  sul mare dalle alture di Ossi.

 Massimiliano Loriga, (che è l’attuale leader del gruppo musicale dei “Los Marcellos Ferial”) è l’autore, lo sceneggiatore e l’attore principale del suo lungometraggio “Il Tempo delle mimose” in uscita prossimamente.  Ha inoltre anticipato i suoi nuovi progetti letterari  in uscita nel 2015 (un romanzo autobiografico, e un racconto ambientato in Sardegna).

 Libro ” Il tempo delle mimose”, Edito da Albatros Il Filo, è già disponibile in tutte le librerie italiane, acquistabile anche online (sia in formato cartaceo che e-book) sulle principali librerie online.

Pagine 190. Tutte le info disponibili sul sito ufficiale dell’artista http://www.maxloriga.it o sulla pagina facebook

Lo scrittore si pregia della collaborazione di artisti che illustrano il romanzo con le loro opere pittoriche: Alida Precali (paesaggi), Alessandra Mancini (pitture di donna), Ivana Malizia (nudi femminili) e lo stesso Massimiliano Loriga (quadro di copertina e nudi femminili).

Film ” Il tempo delle mimose”

Di prossima uscita, è firmato per la regia da Marco Bracco, il  direttore alla Fotografia è Nino Celeste, gli attori principali sono Fabio Testi, Elsa Martinelli, Martine Brochard, Carlo Croccolo, Max Loriga, Nicola Canonico, Tiziana Buldini, Isabella Adriani e molti altri.

Il film è stato girato a Genova tra la primavera 2012 e l’inverno 2013.

Sinossi:

Nicolò Calò dei Vigni e Carmela Raciti contraggono un matrimonio voluto dai rispettivi padri, Don Mimmo e Don Salvatore, per coprire un sodalizio affaristico tra le due famiglie che si occupano prevalentemente di traffici illeciti, legati alla compravendita di opere d’arte e preziosi in genere. Nicolò sin da piccolo mostra tendenze omosessuali mentre Carmela cerca di rivendicare nell’anticonformismo sessuale un’identità femminile castrata dal bigottismo locale.

Nella vita delle due famiglie Calò-Raciti però irrompono improvvisamente Glenda e il fidanzato Mattias. Quest’ultimo è un poliziotto che indaga sotto copertura per far luce sulle attività mafiose di Don Mimmo e Don Salvatore. L’arrivo della coppia innesca una serie di avvenimenti a catena che portano all’esplosione di un sistema fondato sul ricatto, sulla violenza e sull’omertà. Una storia drammatica, ma con un lieto fine dove l’amore e la libera scelta trionfano sull’ipocrisia.

 Biografia:

Max Loriga nasce a Sassari il 10 luglio 1980. Inizia sin da giovane i suoi studi di canto al Conservatorio di Ajaccio (Corsica) dove le sue doti mimiche e interpretative vengono prese in considerazione dagli insegnanti che gli suggeriscono di continuare gli studi a Parigi. Trasferitosi a Parigi, l’artista viene formato come tenore lirico e poco dopo inizia la sua carriera di cantante che alterna allo studio. Nel 1998 si trasferisce a Milano dove continua a studiare canto ed esibirsi in vari locali della Lombardia. Seguirà una carriera televisiva sia come attore in sceneggiature importanti che presentatore in varie serate televisive. Nello stesso anno si interessa alle Religioni, Filosofia e Musicoterapia. Da qui esordiscono le sue doti di scrittore, infatti nel 2000 pubblica i suoi primi libri: La speranza legata a una parola e Idrocarte. In seguito lo vediamo incidere il suo primo album musicale: Percepire la dolcezza, nato appunto dalla ricerca spirituale multietnica. Nel 2002 inizia la collaborazione con il gruppo musicale Los Marcellos Ferial che poi nel 2010 ne acquisterà il marchio così diventando il Leader. La sua carriera continua in teatro, cinema e televisione ed incide nel 2005 l’album Guardami, mentre nel 2010 esce il singolo Baila conmigo in duetto con Leda Battisti, poco dopo esce il terzo album Prendere o Lasciare. Dal febbraio 2012 partecipa come autore, sceneggiatore ed attore protagonista nel film Il tempo delle mimose, mentre nel giugno 2014 esce l’omonimo libro.

 

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Giampaolo Cassitta

È difficile fare i conti con il passato. Soprattutto per chi non è mai stato un genio in matematica ed è piuttosto imbranato con le donne.

Claudio Marceddu, il magistrato protagonista de Il giorno di Moro e Il piano zero, ritorna con un nuovo caso, meglio, il suo primissimo caso giudiziario, un omicidio dimenticato, un gioco intricato in un paese alle porte di Sassari in cui non succede mai nulla. O quasi. Allorché il suo Procuratore gli consegna una lettera anonima, scritta da un’anziana donna, Marceddu si trova coinvolto, suo malgrado, in faccende antiche, mai sopite, dove tutti dicono molte cose, ma nessuno è in grado di raccontare la verità.

La prima indagine è anche l’occasione per imparare il me- stiere di giudice, avendo come maestri due grandi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, amici del Procuratore, conosciuti all’Asinara.

Le destinazioni del cielo è una storia che accompagna il lettore all’interno di un mistero, della vita, del paradosso di comprendere il gioco tra l’amore e la passione, la differenza tra amicizia e innamoramento. Sullo sfondo un’epoca in cui le ideologie si sfaldano, le convinzioni vengono meno, fino al conseguimento di una verità inaspettata, dove i personaggi sono colpevoli e al contempo innocenti. Tutti  in attesa di ottenere risposte da un cielo sempre azzurro e forte.

Il libro di Giampaolo Cassitta è in vendita in tutte le librerie e siti internet

 

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Dalla Casa delle Meraviglie, al Giardino dello Sciamano. Dal Cenacolo dei Poeti alla Genesi della Turandot.
Così Pinuccio Sciola, tra immagini domestiche e dietro le quinte del Teatro Lirico di Cagliari, ci conduce per mano in un viaggio fantastico, fatto di sogni, persone, emozioni e vita privata. Un libro che vi racconterà, come mai prima d’ora, l’uomo e l’artista straordinario che ha scolpito la Turandot sulla pietra.
Letture di Simeone Latini tratte dal libro: SCIOLA, GENESI DELLA TURANDOT
Giardino Megalitico di San Sperate (CA) – 4 agosto 2014 – Sponsor Ufficiale dell’evento: Cantine Su Entu, Sanluri.

«La tutela dell’ambiente non deve essere intesa come un vincolo bensì come un’opportunità»
Così il nuovo presidente di Enel, Patrizia Grieco, nel suo editoriale di E-MAGAZINE ci introduce in questo numero completamente dedicato alle tematiche dell’ambiente e della natura.
Al centro del magazine – stampato in oltre 40 paesi del mondo – ben 2 pagine, interamente a colori, sono dedicate a “ Il sipario della natura” di Pinuccio Sciola.
Si parla di Turandot, del Teatro Lirico di Cagliari e di come tutto questo abbia avuto inizio.
Si parla di GENESI DELLA TURANDOT!

Fonte: Sardinia fashion 


YouTube Video

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foto di Priamo Tolu

Turandotte è il titolo della quarta di dieci fiabe scritte da Carlo Gozzi. Fu rappresentata per la prima volta in forma teatrale a Venezia nel 1762 ed era suddivisa in 5 atti.  Gozzi , per la sua fiaba, si era rifatto alla traduzione francese di alcune fiabe persiane molto note in Europa dalla metà del ’700. Il nome, Turan, deriva dal persiano Turkestan.  

Nella sua Turandotte, Gozzi attribuisce alla regina un animo meno crudele rispetto al libretto scritto da Adami e Simoni per l’Opera Turandot di Giacomo Puccini. Infatti essi trasformarono la regina in un personaggio dalla “barbarie grandiosa”, sotto suggerimento del musicista.

Fra le tante modifiche fatte dai due librettisti  rispetto alla fiaba di Gozzi, c’è anche l’aggiunta del personaggio Liù. Uno sprazzo di umanità in tanta crudeltà.

Turandot di Giacomo Puccini andrà in scena al Teatro Lirico di Cagliari nelle seguenti date

venerdì 27 giugno 2014, ore 21 – turno A
mercoledì 2 luglio 2014, ore 21 – turno F
sabato 5 luglio 2014, ore 21 – turno D
mercoledì 9 luglio 2014, ore 21 – turno B
sabato 12 luglio 2014, ore 21 – turno E
mercoledì 16 luglio 2014, ore 21 – turno C
sabato 19 luglio 2014, ore 21 – turno G
mercoledì 23 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 26 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 30 luglio 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 2 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 6 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 9 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
mercoledì 13 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento
sabato 16 agosto 2014, ore 21 – fuori abbonamento

Per tutte le informazioni sull’acquisto dei biglietti contattare la Biglietteria del Teatro Lirico via Sant’Alenixedda, 09128 Cagliari telefono +39 0704082230, + 39 0704082249; fax +39 0704082223

biglietteria@teatroliricodicagliari.it

Vivaticket: acquista i biglietti anche via web

Nella foto il costumista Marco Nateri alle prese con la realizzazione dei costumi di Turandot per l’edizione cagliaritana

 

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Bellissima serata quella di ieri all’IsolaTeatro di Quartu Sant’Elena. Il Festival di Poesia è stato un successo meritato. Teatro esaurito per due ore d’arte pura. Poesie, video,  musica e arte.

Così commenta l’attore e ideatore dell’evento, Gaetano Marino, un attimo dopo il festival.

“ Lo sguardo nudo, condominio poesia”.

Stasera, in quello scantinato abbiamo fermato il tempo… e come dice Lorca, siamo scivolati nei sogni di ciascuno. Ci siamo persi in due ore e oltre, dentro sguardi sconosciuti, vecchi amici , parole alate… e maledetti computer che fallavano, lucette che sapevano di inadeguatezza. Eppure abbiamo condiviso un’idea nel volerci raccontare fuori dal conviviale, da noi stessi, da tutto. Son davvero orgoglioso della squadra di poetesse e “poetessi” inventori scesi nel nostro teatro glorioso. Isolateatro. Anime belle che han regalato un momento del loro tempo prezioso, una domenica pomeriggio, che di solito la si trascura al dolce far nulla. Un teatro pieno come ai bei tempi di quindici anni passati. Noi siamo stati capaci davvero di rubare il tempo a chi ci ascoltava, commuoveva, rideva e stupiva. Ora credo che per un bel po’ il tempo non potrà perderci, anche se poi seguirà la sua fuga e noi lo fregheremo tornando a stare insieme, così saremo noi a farla al destino. Una parola infine ai miei compagni di scena: grazie! ps: la cassa ha fatto i conti: son quasi 99 cent a testa, un cappello dignitoso, insomma. A parte Giulio Angioni, costretto a letto per un’ influenza lampo, al quale faccio i miei migliori auguri – la prossima volta paga da bere a tutto il quartiere di Pitz’e Serra – c’erano: Ignazio Salvatore Basile, alias Alessandra Atzori, Giorgio Binnella, Maria Luisa Businco,  Carta Giuseppe, Silvia Corda alias Tres Passing, Silvana Cossu, Vittorio Cravotta, Ilenia Cugis, Cesare Giombetti,Cristina Guggeri, Marina Marikò, Dolores Massa, Patrizia Mureddu, Pier Paolo Murgia, Carlo Onnis, alias Alessia D’Armònia, Angelica Piras, Carmen Salis, Giovanni Sanna, Cristiana Sarritzu, Giuseppa Sicura ,Monica Twins Tronci , Gianni Zanata.

foto di Giuseppe Carta 

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Puntate Precedenti

di Gianluca Medas

UNDICESIMA STAZIONE

Gesù viene inchiodato sulla croce

Ora tre croci sono innalzate sul Golgota. Tre esecuzioni.  Tre condannati.

L’uomo appeso alla sinistra è furibondo, ha la bava nella bocca, grida contro Gesù

-  se sei il figlio di Dio come dici di essere, per quale motivo non salvi me e anche te?  L ‘altro invece  appeso alla sinistra di Gesù cerca lo sguardo del messia :-  io ti riconosco,   ho visto ciò che hai fatto, ti prego perdonami …

Gesù si scuote, si volta verso quell’uomo  – oggi sarai con me  in paradiso … oggi vedrai il padre. L’uomo si mette a piangere profondamente pentito. Ma il mondo attorno a loro, appesi sulla croce, sembra impazzito …  dalla folla grida di scherno, – hey tu! Non hai forse detto che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni ? Salva te stesso e scendi dalla croce – – Non capiscono-  pensa con angoscia Gesù, –  non sanno quello che fanno e quanto, con questo loro gesto, stanno contribuendo  a sconfiggere un mistero il cui pungiglione  sconvolge le loro vite  .    perde conoscenza, e non vede e non sente più nulla.

DODICESIMA SCENA

Gesù muore in croce

Gesù riapre gli occhi. Sente una grande angoscia nel suo cuore. Disperato cerca consolazione in cielo, da suo padre , ma il cielo è chiuso, nessun aiuto dal cielo … solo fino al fondo  Ma dolore solitudine disperazione angoscia sono troppo grandi per essere sopportati, così Gesù grida, grida al cielo, grida il suo dolore. -  padre, padre, perché mi hai abbandonato?  perché mi hai abbandonato su questa croce? padre non ce la faccio … non ce la faccio … ELI, ELI, LAMMAH SABACTANI …

Un attimo dopo emette un lungo sospiro poi  chiede da bere. Un soldato gli fa bere aceto e mirra.  Dopo avere bevuto, guarda la madre, e vede tutto …  il dolore immenso e senza lacrime di quella madre meravigliosa.  I due si guardano silenziosi

-madre io ti ho amata, ti consegno a Giovanni. Giovanni piccolo mio  ti affido a mia madre … Ecco tutto è compiuto. Padre, nelle tue mani affido il mio spirito.

Detto questo muore.

TREDICESIMA STAZIONE

Gesù è deposto dalla croce 

Un ora  prima di questi fatti, mentre Gesù ancora era vivo, nella reggia di Pilato, si è recato, in segreto, Giuseppe d’Arimatea. Egli è stato un seguace del nazareno.

Ha  amato le sue parole fin dal suo ingresso a Gerusalemme. Egli sa che è stata commessa una ingiustizia, e ha deciso di dare una sepoltura degna a quell’ uomo. Si è fatto ricevere da Pilato usando tutta la sua influenza. Il governatore non riesce a comprendere.  Questo Gesù anche da morto è amato ed odiato. Ascolta ciò che l’uomo gli chiede con attenzione.  È necessario poter seppellire il corpo  prima che tramonti il sole.  C’è la Pasqua da celebrare ed è necessario fare in fretta. Ci vuole il suo consenso. Scritto. Da Pilato c’è anche  Nicodemo.  Pilato senza problemi concede ai due uomini per iscritto ciò che chiedono : il permesso  di poter seppellire Gesù.

Il Nicodemo ha portato con se una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre.

Usciti dal palazzo di Pilato, i due, incuranti della pioggia si sono recano sotto la croce. Mostrano al Soldatino il permesso di Pilato.  Con attenzione fanno scivolare il corpo di Gesù e lo adagiano su un carro guidato da una giumenta.  I due uomini si muovono nel fango. La pioggia ha reso il percorso  difficile.  Per  fortuna non devono fare molta strada.  Li accanto c’e un sepolcro nuovo all’interno di un giardino.  E’ necessario sistemare il corpo del Cristo in attesa della fine della pasqua.

In pochi minuti arrivano a destinazione.

 QUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù deposto nel sepolcro

All’interno della grotta ci sono già Maria Maddalena e Maria di Cleopa, la sorella di Lazzaro e di Marta.  I due  trasportano il corpo nel sepolcro,  lo depongono su un altare di pietra bianca.  Lo asciugano, profumano il suo corpo con oli aromatici, avvolgendolo nelle bende.  In silenzio, i quattro, svolgono il loro compito   con Pensieri incupiti e pieni di sofferenza, di dispiacere per la perdita, di  lutto per la morte, di dolore per la prematura scomparsa di un uomo buono, che non aveva fatto male a nessuno.  Tra queste riflessioni però spunta un dubbio, – Quale può essere il mistero che si nasconde dietro questa morte? Se non ci fosse alcun mistero nascosto? -Senza parlare, con gesti lenti, concludono la pietosa operazione.Ora può essere lasciato nella grotta. Il lavoro è terminato. I quattro si guardano tra loro soddisfatti.

Vanno a cercare il responsabile del sepolcro e assieme a lui chiudono l’ingresso con una grossa pietra. È giunto il penoso momento dei saluti.  I quattro si danno  appuntamento, per trasportare il cadavere nel vero sepolcro,  all’indomani  alla fine della Pasqua.

In quello stesso momento Pilato sta tenendo una nuova riunione con i sacerdoti.

Questi sono infastiditi. Pilato sembra poco interessato alle loro preoccupazioni.

Dopo avere fatto un po’ di resistenza spiega di aver autorizzato il seppellimento momentaneo di Gesù nel sepolcro situato all’interno del giardino a fianco del calvario.  I sacerdoti  a quella informazione si innervosiscono – “no! Non è possibile”. Grida Hanna.- “quel tipo ha detto che il terzo giorno sarebbe risuscitato”. Pilato non comprende. Hanna insiste – “ Se lo facessero sparire metterebbero in giro la voce che è risuscitato.   I nemici di Roma non aspettano altro. E tu non vorresti mai permettere una cosa del genere, no? Dà l’ordine che sia vigilato quel sepolcro fino al dopo pasqua.  Se dovesse sparire il corpo di questo sventurato  tutto ciò che è stato fatto diventerebbe inutile.” Pilato è stanco. Quella mattina è stato svegliato con  prepotenza da questi esaltati. Ha voglia di pace. E’ stata una giornata piena di tensioni, di continue ed insinuanti intimidazioni. – avevano ragione a Roma  - pensa –  questi Ebrei  sono persone pericolose e infide  – Tuttavia non può permettere che la sua autorità venga messa alla prova in questo modo  Così con freddezza  mette fine all’incontro.  -avete la vostra guardia- . Risponde ai sacerdoti  – Fate  da soli. Questi non sono affari che ci possano riguardare. Andate-. Furibondi i giudici del sinedrio escono dal palazzo. Sono tesi, nervosi. Uno dei segretari viene inviato per convocare con urgenza il responsabile della milizia del tempio.  In meno di mezz’ora  essi scelgono due uomini. Assieme a loro si recano al sepolcro. Fanno aprire l’ingresso.

All’interno trovano il cadavere già bendato e profumato. Con attenzione controllano che sia quello di Gesù. Dopodiché fanno spingere il pesante masso all’ingresso del sepolcro sigillandolo perché nessuno lo apra.  I due uomini della milizia si sistemano di guardia davanti al masso che chiude la grotta.

 QUINDICESIMA STAZIONE

Finale

La nostra storia  amici finisce così, la storia ha avuto la luce, ma non l’ha saputa vedere preferendo a lei il buio, e noi nel buio vi lasciamo, con queste piccole luci …

Fuori c’è il mondo e le sue luci variopinte, che cercano di allontanare la notte, che come un mantello ricopre il cielo, ebbene quelle luci sono pallide imitazioni di quella che non abbiamo voluto vedere …. ….

 

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di Gianluca Medas        

            Puntate precedenti                                                                                                                   

SESTA STAZIONE

la Veronica asciuga il volto di Gesù

 Questa  interminabile processione verso il Golgota è la stessa che ogni condannato alla morte di croce deve compiere. Ma questa inaspettata esecuzione ha la parvenza di un rito, come di un canovaccio che verrà tramandato nei secoli. Solo Gesù ne è consapevole.  Più volte, durante la cena del giorno prima ha fatto richiamo alla memoria. Egli sa che ogni gesto ha un significato che va oltre il gesto stesso. Perfino il suo soffrire fisico, la trave che gli pesa sulle spalle, la folla che grida impazzita al suo passaggio, i soldati romani , tutto ha  un profondo significato misterioso e incomprensibile. Il volto di GeSù è completamente sfigurato dal sangue che gli fuoriesce dal capo ferito dalla corona di spine, un casco composto da rovi intrecciati fra loro, impedendogli perfino di vedere. Ecco, una donna si avvicina ad un soldato , la donna  di chiama  Veronica, è ben nota agli apostoli.  Fa parte del gruppo di quelle donne che ha seguito Gesù nei tre anni di predicazione in Galilea e Sammaria. Lei con il sangue  ha familiarità, per anni è stata flagellata da perdite di sangue che l’hanno resa impura agli occhi del mondo, ed ora è venuto il suo turno. La vergogna del sangue, rimossagli una mattina da Gesù, soltanto toccandolo,  lei emorroissa la ha provata. Ora tocca a  lei. Tra la folla solo le donne hanno avuto il coraggio di seguire le soprti del messia. Gli uomini sono fuggiti via, impauriti. Solo le donne non hanno paura di seguire quest’uomo straordinario. Veronica è fra queste.  Dunque si avvicina al soldato. Gli parla. Il soldato annuisce. Ferma la processione un’ altra volta. La donna si avvicina al suo Messia. – tu un giorno hai rimosso la vergogna del sangue da me –  gli dice commossa, – ora io detergo questo sangue dal tuo volto- Gesù chiude gli occhi. Non ha più energia per quella donna.  Ma Veronica non è li per chiedere, per strappare, per  portare via, è li per sostenere, per salutare,   ha con se un velo, un panno  di lino, con quello asciuga il volto di Gesù, gli pulisce gli occhi, la bocca, le guance, la fronte. Poi lo bacia si alza e va. La processione prosegue lenta, dolorosa, dolente. La folla non si stanca di gridare.

SETTIMA STAZIONE

Gesù cade per la seconda volta

 Il Golgota è appena fuori dalle mura di Gerusalemme. Si tratta di un rilievo roccioso di pochi metri dalla forma tondeggiante come la calotta di un cranio. Quella collina viene usata come luogo di esecuzione della pena della crocifissione. Arrivarci normalmente non è faticoso. Il fatto è che li ci vanno i condannati di croce, nessun ebreo ci passa normalmente. E arrivare lassù, portando da se lo strumento della propria morte dopo essere stato colpito  da 120 colpi di Flagrum, come dicono gli studiosi della sacra sindone, è  causa si una sofferenza fisica gigantesca. In realtà Pilato, non sapendo come liberare Gesù dalle grinfie dei Sacerdoti,  lo aveva fatto flagellare per impietosire il popolo giudaico, ma la folla non aveva avuto compassione, continuando a chiedere a gran voce la sua condanna a morte, ed alla fine Pilato l’aveva concessa. Ed ora Gesù sente che le forze cominciano a mancargli. Neppure l’aiuto dell’uomo che gli stava accanto oramai è sufficiente. In quel momento la sua mente trova rifugio in una profezia di Isaia, che parla di lui, e di quel preciso memento, “ maltrattato, si lasciò umiliare e senza aprire bocca, come un agnello mandato al macello” . Chiude per un attimo gli occhi. Ma il peso di quella trave sulle spalle la sciaccia a tal punto da non riuscire più a respirare.  Cerca di reagire, ma barcolla, perde l’equilibrio e cade nuovamente a terra.

OTTAVA  STAZIONE

Gesù consola le donne di Gerusalemme

 Pietro e gli altri, la notte dell’arresto, erano fuggiti via. Di corsa si erano diretti la dove gli altri apostoli e le donne avevano cenato. Pietro,  detto a tutti loro di stare nascosti fino all’indomani in quella casa, nascosto dalla notte, si era recato fino alla casa del Gran sacerdote e da li era poi scappato via impaurito.  Insomma nessuno di loro aveva avuto il coraggio di uscire di casa.  Quella mattina tutta Gerusalemme parlava dell’arresto e della condanna a morte di GeSù. Chi aveva potuto, era corso a vedere. Ma gli apostoli no. Impauriti, atterriti, erano restati li, silenziosi, terrorizzati dall’idea di fare la stessa fine … le donne invece, assieme a Maria,
si erano mosse subito dopo l’alba. Erano corse ed avevano atteso fuori dal palazzo del Gran Sacerdote, poi fuori dal palazzo di Pilato, poi fuori dal palazzo di Erode ed infine nuovamente avevano seguito il drappello di soldati e il Cristo fino al palazzo di Pilato. Li avevano atteso , avevano udito la folla chiedere la grazia per Barabba. Poi  si erano sparpagliate a piccoli gruppi nel percorso mischiandosi tra la folla. Ed ecco che finalmente si mostravano a GeSù con una coppa ricolma di Aceto e Mirra, un anestetico per alleviare il dolore. Ma Gesù non si ferma. Le donne lo seguono circondandolo piangenti. Il soldati fanno fatica a cacciarle via. Sono una decina di donne. Maria non è con loro. Una cerca di far bere al condannato. Ma questi rifiuta. – donne ,-  grida fermandosi un attimo con grande sforzo- non piangete per me, piangete per questa generazione che non capisce, che non vede, perché se così si fa con il legno verde, con il secco che avverrà ? Non berrò questo anestetico donne, generosità e amore è il vostro nome segreto, non dimenticatelo.

NONA  STAZIONE

Gesù cade per la terza volta

Più il percorso verso il Golgota si avvicina, più aumenta la fatica e sembra lontano.

Gesù è esausto. Stanco. Avvilito. Provato. Solo. Un altro passo falso, ed ecco che cade rovinosamente. Annullato a tal punto da non essere capace di rialzarsi. Deve essere aiutato a sollevarsi. Egli è consapevole di essere il figlio di Dio, ma anche di non essere sceso sulla terra per fare la sua volontà. È un mistero che si nasconde dietro ogni caduta. Egli cade per la terza volta e santifica attraverso quella sconfitta l’umanità obliata, inconsapevole. Mentre cerca le forze per riprendere sulle sue spalle la trave pensa – Bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e faccio quello che il Padre mi ha comandato – Ogni sua caduta è la pietra miliare di questa ubbidienza e di questo annientamento.  Maria, nascosta  tra la folla,  vedendolo cadere, chiude gli occhi – Il Signore ha posto sopra di Lui l’iniquità di noi tutti.  Obbediente egli si fa condurre come un capro verso la sua morte e senza dire una sola parola.  Questo significa questa terza caduta. Nel frattempo il mondo continua le sue beffe, ma adesso è solo una parodia il suo vociare sconnesso.

 DECIMA STAZIONE

Gesù spogliato delle vesti

Ecco. Finalmente questo lunghissimo viaggio è terminato . La trave gli viene tolta dalle spalle. Il Cireneo se ne va. I due condannati che seguivano Gesù, colpevoli di furti continuati, vengono subito appesi, legati da alcune bende sulla croce. Gesù invece viene fatto adagiare sulla trave che ha trasportato sul monte che nel frattempo è stata inchiodata ad una altra  asse  trasversale formando una croce. Su quel manufatto gli vengono messi lunghi  chiodi, tra i polsi, e i piedi. Un dolore intenso che lo fa gridare …

Prima di inchiodarlo sul legno però gli strappano di dosso la veste. Erode, prima di rispedirlo da Pilato, per deriderlo, quella mattina gli aveva fatto mettere addosso un mantello di porpora rossa. Si tratta di una veste preziosa.  I  soldati discutono un po’ fra di loro su chi ha diritto di portarla via con se. Alla fine decidono di dividersela fra di  loro e di giocare la sorte sui pezzi …

 

fine quarta puntata

 

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Puntata precedente

di Gianluca Medas

Giovedì notte –  (2 puntata)

È notte quando i tre si inoltrano nella notte per recarsi verso il luogo dove Gesù si reca ogni notte a pregare. Quando arrivano un cupo silenzio li accoglie. Gesù si inginocchia  – Vegliate,  amici miei, perché questa notte il diavolo verrà a vagliare il nostro cuore … Gesù sta soffrendo, sa che il suo momento è giunto.  Sa di avere un enorme potere, ma  anche di dover rinunciare a questo potere …per la storia, per tutta l’umanità. Sa che il suo destino è segnato, e nel più profondo terrore chiede al padre se è possibile che questo calice gli sia levato, ché questo peso gli sia tolto, questo sacrificio evitato. Il suo spirito è pronto, ma il suo corpo si ribella, la sua umanità è il fardello che deve domare; la paura di morire, del dolore, della solitudine … Allora prega, e lo fa con tanta intensità che tutte le vene del corpo gli si spaccano … Sconvolto e angosciato torna dagli apostoli sperando di essere confortato da loro.  Ma questi dormono. Gesù chiude gli occhi. Ed e’ in quel momento che finalmente appare lui, il principe di questo mondo; Satana – Oh buonasera Messia . Come va? Solo soletto, eh?  Gesù di Nazareth … questi uomini, che vite  insignificanti … E  così  stanotte il tuo destino si compirà.  E tu naturalmente sei convinto che il mondo con il tuo sacrificio verrà salvato … Ride guardandolo negli occhi. Ride di gusto .- Vieni, vieni quì, che ti faccio vedere un libro speciale, il libro della storia … Guarda con me, guarda … C’è scritto che domani mattina verrai appeso sulla croce e tu  morirai. Si è scritto così …  che tu perderai la vita, in modo violento  di modo che la tua morte sia  il simbolo di una nuova umanità liberata dal pungiglione del peccato  … così che le persone si amino tutte… Leggiamo … ah ecco, ecco! questo è interessante. Vedi? I tuoi apostoli? li ammazzeranno ad uno ad uno ; questi se li sbraneranno i leoni, e questi li metteranno in una botte con i chiodi  e li faranno rotolare dalle vette dei monti, Quest’altro lo appenderanno a testa in giù, e  dopo gli taglieranno la testa.  Ah! Ecco, qui si vede che ci sono dei seguaci. Cristiani  li chiameranno, bene, bene, quindi il filone non si esaurisce. Ecco, i primi cristiani, perseguitati. Oh! ecco qui, un ragazzino, guarda come corre, Stefano si chiama, … ahhhh! peccato,  vedi viene lapidato … poveretto.  E  a questi altri ancora?

Decapitati, sbranati,  feriti, bruciati. Ma sfogliamolo ancora un po’ questo libro pieno di sorprese. Vediamo un po’ cosa faranno i tuoi, i tuoi. Guarda cosa faranno gli Spagnoli, nel tuo nome … uccideranno tutti gli Incas, i Maya, gli Altzechi.  Nel tuo nome, mica nel mio nome, Nel tuo nome. Gli Americani faranno lo stesso con i pellerossa,  e sempre nel tuo nome., E guarda cosa faranno alle  donne, sempre nel tuo nome, le bruceranno al rogo, come streghe, semprenel tuo nome, bada bene, mica nel mio nome; nel tuo nome … faranno tutto questo, è scritto nella storia …

Guarda qua, guarda questi cristiani,  manderanno nei lager gli ebrei, facendoli diventare saponette …  – nel tuo nome, non nel mio … Ride selvaggiamente Satana, porge il libro a Gesù. -  e Tu sacrificherai la tua vita per questi uomini ?! Che spreco … Io so che sei buono.  Amico mio, io e te vogliamo la stessa cosa … per questo sono venuto  a proporti un affare. Tuo padre non può capirti … c’è lo scontro generazionale, i padri non capiscono i figli, è risaputo … Io posso mettera a tua disposizione un potentissimo esercito con il quale potrai combattere tutte le ingiustizie del mondo … e se ci sarà un ingiusto … lo ammazzeremo ….  In questo modo vedrai come l’amore trionferà … con la spada deve vincere l’amore e con la forza deve imporsi la giustizia.  Se tu mi seguirai, ti farò diventare re di questo mondo … cosa ne dici Gesù di Nazareth?  Gesù non lo degna di uno sguardo.

- Va Satana. Mi hai tentato. Il tempo che ti è stato concesso è terminato. Vattene ora ho da compiere  la volontà del Padre mio …  Detto questo va a svegliare i suoi discepoli

 A cavallo tra la notte del giovedì e le prime ore del venerdì

 Giuda si è portato dietro un piccolo drappello di soldati romani. Nell’Orto degli ulivi ci sono quattro persone. I sodati hanno un problema; nel buio non riconoscono chi fra loro deve essere arrestato. Gli ordini sono stati chiari: un arresto veloce ed indolore. Gesù ha numerosi seguaci che avvisati potrebbero creare delle difficoltà. Giuda sa che non ci sono altre maniere per costringere il Messia rivelarsi, Il responsabile del drappello chiede spiegazioni a Giuda per comprendere chi è tra i quattro quello che deve essere preso.  Rompe gli indugi. – l’uomo al quale darò un bacio, è quello che dovete arrestare.  Si avvicina ai quattro . Gesù lo fissa negli occhi. Giuda lo bacia. È il segnale. I soldati escono dal loro nascondiglio tenendo fra le mani lance e spade.

Gli apostoli interdetti non sanno cosa fare-  presto,impugnate le spade?-  lasciatelo stare il maestro Pietro colpisce un soldato Gli mozza un orecchio che cade per terra.

Gesù però lo rimprovera – Pietro rimetti la spada nel fodero. Preso l’orecchio mozzato lo riattacca. Giuda grida, come impazzito- eccolo, eccolo, è quello che volevo, lo vedete? Grida ancora Giuda.  Ma nessuno lo ascolta.  – gli ha riattaccato l’orecchio lo avete visto ? Ma la sua esultanza scompare quando si accorge che Gesù non reagisce

I soldati lo trascinano via, mentre gli apostoli fuggono impauriti.  Gesù li ha fermati, non sanno come difenderlo senza poter usare la spada, non sanno cosa fare davanti ad una spada, davanti alla prepotenza, senza poter utilizzare la spada.  Così sono costretti a fuggire via, disperdendosi  per le strade di Gerusalemme. Giuda resta immobile con la bocca aperta – che cosa ho fatto … pensa disperato.

Gesù viene portato fino alla casa di Hanna 

Gesù è in piedi, legato, davanti alla porta chiusa della casa del gran Sacerdote Hanna. Pietro nel frattempo si è avvicinato accanto ad un enorme falò. Attorno a lui soldati e servi del sacerdote. Si avvicina una donna :-  Scusa, ma tu non sei uno dei seguaci di quell’uomo ? Non sei uno dei suoi? – Panico – Io? No, no, no … ti confondi -

Ma la donna insiste – Si,  ti ho visto stamattina al tempio, poi lo vedete? ha la barba  da Galileo … voi Galilei l’avete tutti uguale.  Non ce ne sono mica tanti di Galilei a Gerusalemme … Si, sei uno di loro -  Panico – no, no, non sono io, lo giuro, non sono io … non lo conosco, non so chi è quell’uomo -   Ma la cuoca lo ha riconosciuto. Insiste. I soldati gli avvicinano minacciosi all’apostolo – si, tu sei un suo discepolo  ti ho visto al tempio  … Pietro sempre più nel terrore – no, non sono io, non sono io -

In quel momento canta il gallo. Gesù dall’atrio si volta verso l’apostolo. Pietro guarda per un momento gli occhi di Gesù … poi fugge via piangendo

E’ quasi l’alba, e i suoi servi lo fanno aspettare nell’atrio del palazzo, senza farlo entrare, perché il sacerdote deve prima svegliarsi. Pietro, l’ha seguito di nascosto, è  nei dintorni della casa, nascosto dal buio. È confuso. Non sa che fare.

Gesù è in piedi, legato, davanti alla porta chiusa della casa del gran Sacerdote Hanna. Pietro nel frattempo si è avvicinato accanto ad un enorme falò. Attorno a lui soldati e servi del sacerdote. Si avvicina una donna :-  Scusa, ma tu non sei uno dei seguaci di quell’uomo ? Non sei uno dei suoi? – Panico – Io? No, no, no … ti confondi -

Ma la donna insiste – Si,  ti ho visto stamattina al tempio, poi lo vedete? ha la barba  da Galileo … voi Galilei l’avete tutti uguale.  Non ce ne sono mica tanti di Galilei a Gerusalemme … Si, sei uno di loro -  Panico – no, no, non sono io, lo giuro, non sono io … non lo conosco, non so chi è quell’uomo -   Ma la cuoca lo ha riconosciuto. Insiste. I soldati gli avvicinano minacciosi all’apostolo – si, tu sei un suo discepolo  ti ho visto al tempio  … Pietro sempre più nel terrore – no, non sono io, non sono io -

In quel momento canta il gallo. Gesù dall’atrio si volta verso l’apostolo. Pietro guarda per un momento gli occhi di Gesù … poi fugge via piangendo

Fine seconda puntata

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Narrazione per la via Crucis  (1 puntata)

di Gianluca Medas

 La storia che voglio raccontarvi la conoscete benissimo. Da anni viene raccontata, da secoli. È oggetto di conversazione, di battaglie politiche, di dibattiti in televisione, di lotte filosofiche. Per approfondire l’argomento ne han scritto romanzi, pamplet, poemi, saggi, preghiere, canzoni, musical, sacre rappresentazioni, perfino in sardo … Quella che vivremo insieme stasera è la storia di un uomo che è stato come un lampo, come una lampada che non abbiamo saputo conservare accesa … è la storia di un uomo che ha stupito il mondo … Un uomo imprevedibile, che con il suo fare ha sbugiardato i potenti, innalzato gli umili. Un uomo venuto per mettere padri contro figli, mariti contro mogli; venuto per portare la spada, per far seccare gli alberi che non danno frutto, accogliere le prostitute, cacciare i dottori della legge, e sfidare chi lo minacciava o voleva lapidarlo ed accettare la croce, senza difendersi. Un uomo misterioso e unico. Portatore di un segreto che ha tentato di condividere, senza però essere compreso dai suoi contemporanei. Accolto come un condottiero quest’uomo giusto è stato ucciso, come un miserabile. Ascoltate bene amici perché questa è la storia di un uomo che non è stato dimenticato, e anche se non è diventato re e neppure ha conquistato nazioni, nonostante sia stato condannato a morte come un malfattore, ancora oggi viene ricordato dagli oppressi … come una bandiera ….

 Inizio

E come ogni storia che si rispetti anche questa ha una premessa. Comincia un giovedì mattina,  all’interno di un tempio, quello di Gerusalemme. Gesù, li, tutte le mattine, va a pregare. Lo attendono una moltitudine di persone. Sono in fila dall’alba.

Hanno mille richieste; essere guarite, consolate, ascoltate. Egli è l’uomo che sa guardare, ascoltare, guarire. Al suo passaggio, mille e mille braccia si levano verso di lui, tutti vogliono toccarlo, tirandogli la veste per attirarne l’ attenzione  gridano verso di lui, piangono. Un ondata di isteria collettiva sembra avere colpito, quei giorni, gli abitanti di Gerusalemme – Gesù, Gesù … Guarda, quest’uomo non si muove da anni  è nella lettiga, ti prego guariscilo, guariscilo e Gesù lo guarisce – Guarda quest’altro; è cieco nato, non vedi?  E Gesù lo guarisce. Così tutte la mattine E le attese erano molteplici fra la gente. Erano giunte fino a Gerusalemme le voci dei miracoli che Gesù aveva fatto su un monte li vicino, quando aveva moltiplicato cinque pani e due pesci …   Gesù era un miracolo vivente, qualsiasi cosa toccasse, si moltiplicava.

Il popolo ebraico era stanco degli intrighi di Roma, della corruzione e dei complotti, dell’impero romano. Era stanco di pagare le tasse ad un popolo di stranieri.  E quell’uomo vera sembrato l’uomo del destino, il messia atteso, insomma, moltiplicava pani e pesci non tassabili … ed era un miracolo vivente.

Perciò quando si era saputo che aveva trasformato l’acqua in vino,  e che aveva fatto resuscitare un morto già in putrefazione, il popolo, questo popolo vessato, addormentato su se stesso, pensò che Gesù era la persona giusta  per  guidare il popolo alla ribellione.

 Giovedì Mattina

Gesù, al tempio, riceve  i malati, i sofferenti, i poveri, tutte le persone che vogliono essere guarite. E lui le guarisce. Ma ogni volta, fra se, pensa: – a che serve che io guarisca questa gente quando è scritto che moriranno lo stesso …  Nessuno  che venga da me per chiedere di essere sanato nell’anima … – Io ti guarisco cieco, zoppo … io ti guarisco, ma tu morirai. Tutti da me volete cose materiali, ma io non sono venuto per questo in mezzo a voi …

Quella mattina è tormentato, e tutto gli riesce difficile. Aveva sperato fino all’ultimo che capissero il suo messaggio nel profondo, ma non è stato possibile. Troppo abituati ad ascoltare le proprie necessità materiali.

Così si rende conto che è giunta l’ora di manifestare al mondo la volontà del padre. -  – Voi mi ucciderete … grida esasperato alla folla che lo circonda. Le persone si guardano fra loro, senza capire, pensando si stia riferendo ad una spia dei farisei o dei romani … -  Oh! Gesù, noi ti amiamo, siamo venuti per te … non vedi? – Guarda siamo tutti qua, pendiamo dalle tue labbra, Grida un altro. Ma Gesù li zittisce tutti      - voi ascoltate ma non comprendete … io devo morire, perché voi  capiate ….   Sono tre anni che predico, ho viaggiato in lungo ed in largo, per le strade dalla Galilea e della Sammaria, sono andato dappertutto, nei santuari, nelle strade, nelle case …  dicendo sempre le stesse cose, tuttavia voi non riuscite a capire.  E’ giunto il momento che vi dica la verità; è necessario che io muoia, perché voi capiate … -

Panico fra la  folla: – che succede?  Che stai dicendo?   Gran vociare disordinato e nervoso tra le persone che lo circondano.

Qualcuno infastidito grida di fare silenzio. Gesù, come torna la calma, continua: – Il chicco di grano se non si spezza, non da frutto, ed  io sono come quel chicco di grano, mi spezzerò sotto la terra, per dare frutto, e per sfamarvi, non capite? Io per questo sono venuto. Vi guarirò quanto vorrete, ma perirete lo stesso, a che serve avere salva la vita, se poi si perde l’anima? A quelle parole la folla si dispera. L’idolo crollando miseramente, frantumandosi, come un cristallo, in mille pezzi. Il Messia, il condottiero, il Figlio di Davide … Si allontanano, delusi.

 Gli apostoli, accorgendosi che qualcosa non andava, intervengono interrompendo la conversazione ed allontanando Gesù. – basta, stop miracoli,  oggi il messia ha fatto troppi miracoli … E mandano via tutti.

 Giuda che era stato testimone di ogni miracolo che Gesù aveva fatto, ha un fremito:

-  devo fare qualcosa; non può finire così … quest’uomo ha in mano tutto il destino del regno di Israele, con una sua parola potrebbe far scoppiare una grande sommossa,

con un gesto cambiare il mondo … non può finire così. Se non lo farà lui spontaneamente , sarò io a costringerlo …

Mentre gli apostoli si allontanano Giuda si dirige verso la porta bianca dove i Farisei si sono appena riuniti per commentare l’accaduto. Questi hanno deciso di far fuori questo giovane Messia,  ma dopo la Pasqua, per non sporcarsi troppo le mani …

Il piano di Giuda è semplice e nello stesso tempo arguto; consegnare Gesù ai Farisei, per costringerlo a compiere  un gesto clamoroso e incitare alla ribellione il popolo contro i Romani. Si avvicina alla porta della stanza – Io vi posso consegnare Gesù, – dice … I Sacerdoti lo guardano curiosi. –  Ma tu non sei un suo discepolo? – Si, lo sono -taglia corto Giuda  - ve lo do per trenta denari; il prezzo di uno schiavo.

I sacerdoti sorpresi continuano a fissarlo – Te li daremo, ma prima devi dirci come farai  a consegnarcelo …

 Giovedì Sera

 Gli apostoli hanno preparato, una cena, la sera prima della cena di Pasqua in una casa di un amico  Gesù  aveva detto loro  di sentire la necessità di stare solo con loro –  Quando Gesù arriva tutto è pronto  per la cena,  ha il volto carico di tensione   - Devo lavarvi i piedi, dice Gli apostoli brontolano – Come lavare i piedi’? tu lavi i piedi a noi?  Ma Gesù non vuole sentir ragioni – Si io devo lavare i piedi, a voi … fratelli miei, amici miei … Pietro però è risoluto – Gesù no, dobbiamo essere noi a lavare i piedi a te … cosa dici? Gesù solleva il capo per guardarlo – Pietro, Pietro, non essere duro come sempre, se non ti laverò i piedi, non entrerai con me in paradiso …

A quello parole Pietro  smette di protestare – No, no, no … lavami tutto, non solo i piedi, dappertutto. Gesù sorride – solo i piedi hanno bisogno di essere lavati. E così, ad uno per uno, Gesù lava i piedi a tutti, in silenzio, guardando gli apostoli negli occhi, dopodiché  comincia il rituale della cena … – Vedete questo pane, io adesso lo spezzo. Questo pane voi lo avete spezzato ogni Pasqua, ricordando il giorno in cui usciste dall’Egitto, dalla schiavitù del faraone … ebbene  questo pane che io vi do oggi,  voi lo mangerete, per ricordarvi di me, ed ogni volta che mangerete questo pane voi mangerete me  Perché io  assumerò in me il rituale della Pasqua, io sarò la Pasqua. Gli apostoli sono sconvolti, non comprendono questo linguaggio misterioso.

-         Gesù scusa, noi non capiamo. Ma Gesù prosegue:  – lo capirete dopo, ora no riuscite a comprendere lo so,  fate questo in memoria di me, fatelo per sempre.

Poi prende il calice del  vino, lo solleva: – Ricordate il capro che prese il posto di Isacco? Ebbene quel capro sono io.  Io ho preso il posto di Isacco sui ceppi, la storia si compie, amici miei … e questo è il mio sangue. Domani io assumerò in me il rituale della Pasqua, ed ogni volta che berrete questo sangue io diventerò la vostra Pasqua. Capirete dopo, fate questo in memoria di me …

Dopo avere detto queste cose. Nella sala cade il silenzio. Gesù esausto  quasi con un sussurro aggiunge – “voi non mi rivedrete più -  Pietro, impetuoso come sempre, lo tira per un braccio, come a rimproverarlo -  ovunque tu andrai io sarò con te …  Sono pronto a fare qualsiasi cosa per te.

Gesù lo abbraccia commosso – Pietro, Pietro, attento a quello che dici …  questa notte, prima che il gallo canti,  mi tradirai tre volte …  Basta ho bisogno di andare a pregare, ho bisogno di andare nell’orto degli Ulivi, venite con me, Tommaso, Pietro, Giacomo e Giovanni

Fine prima puntata

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Siamo colori dell’universo, la storia di Francesca“, è il titolo del libro che sarà presentato

sabato 15 marzo alle ore 19 a Cagliari 

nella parrocchia di San Gregorio Magno a Pirri in via del Borghetto,(dietro via santa Maria Chiara). Il ricavato sarà devoluto alla parrocchia.

Di seguito le librerie dove potrete acquistarlo

 

 



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