Stefania pineider

Stefania Pineider ha ritirato ieri, presso l’Anfiteatro romano di Fiesole, il prestigioso premio Abbiati. L’assegnazione dei premi si è svolta durante un concerto dell’Orchestra dei Ragazzi della scuola di Musica di Fiesole nel cartellone dell’Estate fiesolana.

Per la Sardegna (che ha vinto per la prima volta in quattordici edizioni), il premio è stato vinto  dalla direzione didattica Giovanni Lilliu (scuola primaria di via Garavetti – scuola primaria via Caboni di Cagliari), che lo ha realizzato con l’associazione  Studium Canticum  rappresentata a Fiesole dalla sua direttrice artistica Stefania Pineider. Il progetto premiato s’ intitola: ‘Ti racconto la musica di Bach’

“Ti racconto la musica di Bach (http://studiumcanticum.it/omaggio-a-bach/) è un  lavoro di rete, si può proprio dire, come è nella concezione del far musica insieme che anima me  e Studium Canticum” – riferisce Stefania Pineider. “Insieme  ad Anna Rita Porcu abbiamo ideato il plot della storia e la sua corporeità. Hanno collaborato con noi Tobia Tuveri , (che nelle classi ha lavorato ed ha poi suonato  in accordo con un trio di musicisti bravissimi e molto pazienti); Tullio Visioli, che ha composto la colonna sonora originale dello spettacolo con i bambini delle classi; i ‘nostri‘ del coro Scuole in Coro; le insegnanti  che da anni realizzano con me il progetto di far coro in classe e che, in questa circostanza, hanno messo a disposizione un numero non quantificabile di ore extra, più dedizione e creatività del solito, e grande sangue freddo in scena

A lungo sono risuonate in me le parole di maestra Lucia, che presentando al pubblico il nostro lavoro, parlava di Bach come di un compagno di scuola, qualcuno che sarebbe stato difficile dimenticare, qualcuno che da quel momento in poi avrebbe fatto parte della vita dei bambini che stavano sul palco. Sono state subito motivo sufficiente per ripagare dalla fatica, e non solo di questo spettacolo (articolato e impegnativissimo), ma dei tanti anni di musica a scuola, vissuti con passione e con la gratificazione di far diventare anche la musica una compagna di giochi e, possibilmente, di vita, per i tanti bambini che ho incontrato, ma anche con la difficoltà di proporre un percorso a volte guardato con sospetto perché non abbastanza ‘facile’ non abbastanza ‘orecchiabile’ non abbastanza ‘spettacolarizzabile’. 

E’ il lavoro di tutti i giorni, la restituzione in termini di affetto, consapevolezza, gioia del cantare insieme che arriva dai bambini, che alimenta la passione. Ma ecco, sì, sono contenta e fiera, per me e per l’associazione che rappresento, che la grande ‘missione’ che noi, e tanti altri colleghi che condividono questi principi, realizziamo tutti i giorni sottotraccia, possa avere grazie a questo premio, un momento di luce.

 

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