In occasione della piccola tournée del Teatro lirico di Cagliari con l’opera Elisir d’amore in tre centri della Sardegna, ho voluto porgere alcune domande al regista Primo Antonio Petris (clicca in questo link) e al direttore d’orchestra Francesco Pasqualetti che ci spiega come l’autore, Gaetano Donizetti, riesce a trasferire in musica i diversi stati d’animo dei personaggi  con  piccoli accorgimenti musicali. Le parole e la musica nell’Opera lirica si devono completare a vicenda ed è proprio nel far bene questo che si vede la grandezza del compositore.

Venerdì 11 ottobre alle 21, nella splendida cornice del Teatro Centrale di Carbonia, va in scena L’elisir d’amore, melodramma giocoso in due atti, su libretto di Felice Romani, tratto da Le Philtre di Eugène Scribe e musica di Gaetano Donizetti. L’opera viene rappresentata anche venerdì 18 ottobre alle 21 al Teatro Civico di Alghero e venerdì 25 ottobre alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania.

Questa nuova, agile, produzione del Teatro Lirico di Cagliari è stata appositamente ideata e realizzata per i palcoscenici dei teatri di Carbonia, Alghero e Tempio Pausania e viene curata per la regia da Primo Antonio Petris, per i costumi da Marco Nateri e per le luci da Loïc François Hamelin.
L’opera si avvale di un cast di giovani interpreti quali: Elisabetta Scano (Adina), Camillo Facchino (Nemorino), Valeriu Caradja (Belcore), Enrico Maria Marabelli (il dottor Dulcamara), Vittoria Lai (Giannetta). In qualità di voce recitante si esibisce l’attore cagliaritano Simeone Latini.
L’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono diretti dal maestro concertatore e direttore Francesco Pasqualetti. Il maestro del coro è Marco Faelli.


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