IL SIPARIO, quel magico tendone rosso che divide la realtà dalla finzione, è parte determinante di uno spettacolo teatrale.

Esso infatti dà il segnale d’inizio al fantastico mondo della fantasia per chiuderlo poi dietro di se.

 Il sipario ha un fascino particolare: dietro di esso  gli artisti tremano come agnelli davanti ai lupi.

Il pubblico, ed in particolare quello del melodramma, davanti a quella  tenda aspetta ansioso l’artista per poterlo poi giudicare.

Quando i due lembi rossi si aprono in un grande  varco, i due mondi si incontrano e per qualche ora si fondono .

Lo spettatore vive dentro se quei momenti di pura fantasia e l’artista si esibisce con il fiato dello spettatore fino all’ultimo anelito che si conclude con l’appauso e la chiusura del sipario.

E’ doloroso però, e capita, che questo si chiuda davanti a fischi o scarsi applausi.

 Dietro di esso infatti si vive anche lo stato d’animo del dopo scena:

si gode della gioia del trionfo o le lacrime della delusione .

Il sipario, comunque vada, si deve chiudere e con esso  il mondo della finzione riportando lo spettatore alla cruda realtà di tutti i giorni.



2 Commenti to “Il sipario”

  1.   bera05 Says:

    Ciao, mi piace molto questo tuo post con questa separazione tra la finzione e la realtà! Mi ha fatto pensare questo “sipario” che dovrebbe essere ben presente in noi al fine di non confondere il mondo della fantasia con quello della realtà che viviamo tutti i giorni. A volte capita che le cose si mescolano crendo grossi problemi. A volte invece capita che si vorrebbe vivere nel mondo della fantasia cercando di non vedere o di eludere la realtà del presente ed allora ci si proietta lontano con la fantasia oppure si rivivono situazioni passate modificandole a piacimento. Il momento che stiamo vivendo può diventare un momento “fantastico” se diamo il giusto valore a ciò che stiamo vivendo e lo inseriamo bene nel nostro contesto di ambiente, di condizione, di età ecc.dando valore ad ogni cosa in particolare alle cose che si ritengono negative o dolorose.

    Ogni attimo, se si nella piena disponibilità, ed attenti in modo attivo e propositivo a chi ci è accanto tutto può diventare “magico”!

    Un carissimo saluto.

    Ciao.

    berardo

  2.   mikeleball@yahoo.it Says:

    “Quando i due lembi rossi si aprono in un grande varco, i due mondi si incontrano e per qualche ora si fondono .”

    Questa frase mi ha fatto venire la pelle d’oca XD…

    è esattamente quello che succede… ma se poi dentro di me il sipario non si chiude mai è un problema?? Di maschere ne indossiamo sempre e recitiamo ogni giorno il nostro ruolo nella Grande Commedia… Io preferisco vivere nel mio mondo dove tutto va sempre bene, e se qualcosa non va, penso ai veri problemi del mondo ed i miei spariscono diventando minuscoli… Preferisco vivere in una commedia dove tutto è sempre perfetto! Preferisco restare nel primo atto, dove si è felici o se ne da l’apparenza… mi ispiro alle parole che il Piave mette in bocca a Violetta “Tutto è follia nel mondo ciò che non è piacer” e poi “Vo che scorra il viver mio pei sentieri del piacer! Nasca il giorno o il giorno muoia, sempre lieta ne ritrovi. A diletti sempre nuovi dee volar il mio pensier” … Per Violetta era inteso in senso più lussurioso, ma il messaggio è multiplo…

    … non mi ricordo neanche come ci sono arrivato a parlare di questo… sto delirando in blog altrui… scusate! ^.^

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